Yu Hua – Carmilla on line https://www.carmillaonline.com letteratura, immaginario e cultura di opposizione Tue, 12 May 2026 22:01:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 Anche un brigante deve avere un cuore https://www.carmillaonline.com/2026/05/13/anche-un-brigante-deve-avere-un-cuore/ Tue, 12 May 2026 22:01:44 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=94738 di Alessandra Arezzo

Yu Hua, La città che non c’è, traduzione di Silvia Pozzi, Feltrinelli 2025, pp.372 € 22,00

Yu Hua ambienta il suo ultimo romanzo La città che non c’è nella Cina dell’inizio del ventesimo secolo, dopo il crollo dell’impero dovuto alla fine della dinastia Qing (1911) e alla nascita della Repubblica (1912), un periodo di caos sociale durato circa quindici anni caratterizzato dai signori della guerra e dal fenomeno del brigantaggio. Il romanzo è diviso in due parti totalmente indipendenti l’una dall’altra. Nella prima il protagonista Lin Xiangfu, figlio unico molto devoto ai suoi genitori, a diciannove anni rimane orfano [...]]]> di Alessandra Arezzo

Yu Hua, La città che non c’è, traduzione di Silvia Pozzi, Feltrinelli 2025, pp.372 € 22,00

Yu Hua ambienta il suo ultimo romanzo La città che non c’è nella Cina dell’inizio del ventesimo secolo, dopo il crollo dell’impero dovuto alla fine della dinastia Qing (1911) e alla nascita della Repubblica (1912), un periodo di caos sociale durato circa quindici anni caratterizzato dai signori della guerra e dal fenomeno del brigantaggio.
Il romanzo è diviso in due parti totalmente indipendenti l’una dall’altra. Nella prima il protagonista Lin Xiangfu, figlio unico molto devoto ai suoi genitori, a diciannove anni rimane orfano e si trova a gestire le terre di famiglia con l’aiuto della famiglia Tian. Cerca una compagna di vita con l’aiuto di una mezzana, ma è il destino a fargli trovare la donna che diventa poi sua moglie, Li Xiaomei. Per ben due volte questa se ne va, lasciando senza alcun preavviso il marito e la figlia piccola. Lin Xiangfu dal nord giunge nella cittadina meridionale di Xizhen con in braccio la piccola Baijia durante una grandissima nevicata, cercando la madre della bimba in una località di nome Wencheng che nessuno conosce. Non riuscendo a trovare la donna amata, incontra Chen Yongliang e Li Meilian che con i loro figli diventano la sua nuova famiglia. Insieme a loro cresce Baijia e affronta molte difficoltà, dal grande gelo alle razzie dei briganti. Nella seconda parte l’autore racconta la storia di Xiaomei, sposa bambina che arriva a dieci anni nella famiglia Shen di Xizhen diventando moglie del giovane Qiang. Entrambe le parti iniziano con l’ambientazione a Xizhen e terminano con la stessa immagine dei fratelli Tian che portano Li Xiangfu nella cittadina natale.

La storia è correlata da tante vicende con molteplici personaggi che appassionano e tengono il fiato sospeso. Le peripezie sentimentali del protagonista si intrecciano a quelle della Cina di quegli anni. Lin Xiangfu instaura un legame di grande affetto e solidarietà con Chen Yongliang, la moglie e i due figli. Il loro rapporto di fratellanza è tale che di fronte al pericolo che la giovane Baijia sia stuprata dai briganti, dovendo scegliere tra i due mali, i genitori di Chen Yaowen scelgono di mandarla nelle grinfie dei briganti.
Come in una saporita zuppa fumante, tipica della cucina cinese, in questa epopea si ritrovano tanti sapori e parecchi ingredienti che la rendono unica. Ogni personaggio è ben caratterizzato e l’elemento che lega tutta la narrazione è l’esplosione dei sentimenti. Tra tutti emergono quelli dell’umanità, della solidarietà e dell’amore che s’intrecciano con quelli dell’odio e della vendetta. Scene romantiche e liriche si avvicendano a quelle più tragicomiche, come la partenza dell’esercito dei volontari dall’orecchio mozzato o come quelle più cruenti descritte durante i saccheggi dei briganti.

«In tempi difficili come questi se sei un contadino, vieni razziato dai briganti,» disse il Bonzo, «e se sei un brigante, non puoi fare a meno di compiere razzie per sopravvivere.» «Di questi tempi, non è una vergogna essere briganti» replicò Chen Yongliang, «Ma anche un brigante deve avere un cuore».

Tra i personaggi dei briganti ne spiccano due: Ascia Zhang, uomo violento, senza scrupoli né pietà che uccide con efferata crudeltà anche donne incinte e il Bonzo, uomo più riflessivo, gentile e umano che risparmia la vita a Chen Yaowu e successivamente non esita ad allearsi con Chen Yongliang proprio contro Ascia Zhang. Probabilmente non è un caso che il carattere utilizzato dall’autore per il titolo della città immaginaria sia “Wen” che in cinese è lo stesso che si utilizza per “scrittura”, “cultura”, “lingua” e per “civiltà”.
In un’intervista all’Ansa del 2024 venne chiesto a Yu Hua, nato ad Hangzhou nel 1960, quale sia la città che non esiste. L’autore rispose dichiarando che lui stesso lo ignorava: «Questa città nel libro si chiama Wencheng come il titolo originale del romanzo, ma non la trovi sulla carta geografica. Dopo l’uscita del libro è nato un modo di dire che adesso è abbastanza di moda in Cina: nel cuore di tutti noi esiste una Wencheng. Questa idea della città che non c’è significa anche che in ciascuno di noi c’è qualcosa che non riusciamo a ritrovare della nostra vita».

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