PCB – Carmilla on line https://www.carmillaonline.com letteratura, immaginario e cultura di opposizione Sun, 31 May 2026 06:34:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 Dioxinity Day https://www.carmillaonline.com/2016/09/25/dioxinity-day/ Sun, 25 Sep 2016 01:06:55 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=33477 di Alexik

bacioGiustamente affossato dalle accuse di razzismo, l’opuscolo per la prevenzione della sterilità e dell’infertilità è stato ritirato dal sito del Ministero della Salute. Come è noto la copertina del pamphlet ritraeva quattro sorridenti ragazzotti WASP1, che raffiguravano ‘le buone abitudini da promuovere’, contrapposti a quattro giovani neri, rasta e bad girls intenti a farsi le canne, in rappresentanza dei ‘cattivi compagni da abbandonare’. Vano ricordare alla Lorenzin che Bob Marley – che era nero, rasta e di cannoni se ne faceva a [...]]]> di Alexik

bacioGiustamente affossato dalle accuse di razzismo, l’opuscolo per la prevenzione della sterilità e dell’infertilità è stato ritirato dal sito del Ministero della Salute.
Come è noto la copertina del pamphlet ritraeva quattro sorridenti ragazzotti WASP1, che raffiguravano ‘le buone abitudini da promuovere’, contrapposti a quattro giovani neri, rasta e bad girls intenti a farsi le canne, in rappresentanza dei ‘cattivi compagni da abbandonare’.
Vano ricordare alla Lorenzin che Bob Marley – che era nero, rasta e di cannoni se ne faceva a iosa – ha avuto 13 figli (di cui due adottati, perché la paternità non necessariamente è questione di sperma).

Vista la copertina, non oso immaginare quali perle di saggezza contenesse l’opuscolo. ‘Purtroppo’ resteremo all’oscuro del suo contenuto, ma possiamo però consolarci con i materiali del Fertility Day ancora consultabili sul sito del Ministero.

Leggendoli salta agli occhi come le infografiche siano del tutto incentrate sugli STILI DI VITA.
lorenzinIl loro messaggio prevalente è questo: le cause della vostra eventuale sterilità ed infertilità sono da attribuire alle VOSTRE abitudini al fumo, al VOSTRO consumo di alcolici, al VOSTRO uso di sostanze stupefacenti e dopanti, alla VOSTRA stazza, alle malattie che VI trasmettete quando fate del sesso.
In pratica, se rimanete sterili, la colpa è inequivocabilmente VOSTRA.

Mi suona nelle orecchie un vecchio ritornello, quello che attribuiva alle abitudine alcoliche dei veneti l’angiosarcoma epatico degli operai di Porto Marghera, al fumo di sigaretta i mesoteliomi degli esposti amianto, al consumo di crostacei l’avvelenamento da arsenico dei lavoratori del Petrolchimico di Manfredonia.
Del resto la Lorenzin non è nuova a queste operazioni: già nel 2013 aveva scaricato la responsabilità dei tumori degli abitanti della Terra dei Fuochi sui loro stili di vita (guarda il video qui).

I materiali ‘informativi’ del Fertility Day solo in ultima analisi citano frettolosamente fra le cause di infertilità i ‘fattori ambientali’, che per il Ministero consistono in ‘materie plastiche,  pesticidi e  farmaci’.
Elencati così, in maniera generica e sciatta, senza altra specificazione. Senza nulla dire su chi, come, e secondo quali logiche li fabbrica, li smercia, ve li mette nel piatto, vi induce o vi costringe a consumarli. Neanche una parola, poi, sugli inquinanti di aria, acque e suoli.
Perché resti chiaro che la colpa dell’infertilità è VOSTRA e solo alle VOSTRE insane abitudini dovrete imputarla. Non alle nocività industriali, né a chi le produce.
Comunque, visto che l’opuscolo incriminato è in via di rielaborazione, mi permetto di suggerire alla Lorenzin ed al suo staff nuove immagini sulle ‘buone abitudini da promuovere’ oltre a qualche approfondimento contenutistico.

weddingSi potrebbe per esempio cominciare dai risultati del Progetto Moniter (Monitoraggio degli inceneritori nei territori dell’Emilia Romagna) condotto dall’ARPA ER sugli otto inceneritori della regione, che a più riprese rilevano “una associazione coerente e statisticamente significativa tra livelli di esposizione ad emissioni da inceneritore e nascite pretermine”.2
Lo stesso studio “suggerisce una associazione tra esposizione a inceneritore e abortività spontanea”.3
Correlazione già rilevata in precedenza da Patrizia Gentilini, oncoematologa dell’ISDE, per le donne esposte agli inquinanti dell’inceneritore di Forlì, con un “incremento statisticamente significativo del 44% di abortività spontanea”.4
Il dato non sorprende. I più comuni inquinanti emessi dagli inceneritori sono diossine, PCB, ossidi di azoto, anidride solforosa, IPA, VOC e metalli pesanti.  Tutti hanno, in un modo o nell’altro, effetti sulla riproduzione, o in termini di alterazioni delle funzioni riproduttive maschili e femminili, o in termini di effetti sul nascituro. Vediamoli nel dettaglio.

seveso-1I legami fra l’esposizione alle diossine e lo sviluppo dell’endometriosi sono noti dal 1992, quando una serie di esperimenti (leggi: esercizi di sadismo) sulle scimmie rhesus, esposte per 4 anni al TCDD, rivelarono come “l’incidenza dell’endometriosi fosse direttamente correlata con l’esposizione alla diossina e la gravità della malattia dipendesse dalla dose somministrata”.
Studi successivi dimostrarono come le diossine inibissero la produzione di regolatori della fisiologia uterina, come attivassero processi infiammatori e di ispessimento dei tessuti dell’endometrio, come interferissero sulla sintesi e sull’azione del progesterone . Altri esperimenti sulle scimmie correlarono l’esposizione a diossina con l’aumento degli aborti spontanei5.

Per quanto riguarda gli effetti sulla prole, a 33 anni dal disastro di Seveso il monitoraggio della progenie della popolazione esposta ha dimostrato come la probabilità di contrarre alterazioni neonatali ormonali sia 6,6 volte maggiore per i nati dalle madri residenti nella zona più contaminata6.

Passando ai policlorobifenili (PCB), il parere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è il seguente: “Studi sugli esposti a PCBs hanno evidenziato effetti sulla motilità spermatica, crescita fetale (basso peso alla nascita, ridotta circonferenza cranica) e dello sviluppo (ridotta età gestazionale, immaturità neuromuscolare), e della funzione neurologica alla nascita (ridotta autonomia funzionale, aumento delle anomalie nei riflessi, ridotte capacità mnemoniche, ridotto indice Q.I. e difetti di attenzione)…. sono state osservate in bambini nati da madre esposte a PCB alterazioni nel numero di differenti tipi di linfociti.”7

nursery-antigasL’esposizione neonatale a diossine e PCB prosegue anche con l’allattamento8.
Sul latte materno il Ministero della Salute, così ‘attento’ alla procreazione, non dispone monitoraggi. Spesso ci hanno pensato le madri stesse, sostenute dai Comitati di base, ad automonitorarsi la qualità del latte.
Nella Taranto dell’Ilva questo genere di analisi ha rilevato alte concentrazioni di PCB, mentre a Montale (PT) le 12 molecole PCB dioxin-like riscontate nei campioni di latte materno sono risultate del tutto sovrapponibili al profilo dei PCB emessi dal vicino inceneritore9
Valori elevatissimi di PCB, al di sopra di qualunque segnalazione in letteratura, sono stati riscontrati in un campione di latte di una mamma bresciana, residente in un’area contaminata dalla Caffaro10.

Disquisendo di diossine e PCB abbiamo temporaneamente trascurato gli altri inquinanti. Presenti fra i principali componenti delle emissioni industriali, metalli pesanti quali arsenico, mercurio, piombo, rame, zinco, cadmio, manganese, cobalto, antimonio risultano come accertati o sospetti tossici per la riproduzione11.

Fra gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) il benzo(a)pirene, può danneggiare i feti in formazione, mentre il benzene, in rappresentanza dei Composti Organici Volatili (VOC), è un sospetto teratogeno.

Infine, l’anidride solforosa può ridurre la fertilità maschile e femminile, mentre il diossido di azoto presenta una limitata evidenza di tossicità per il feto in formazione e per la fertilità femminile.

Tutti gli inquinanti citati si riscontrano a Taranto in concentrazioni elevatissime.
Nonostante tutte le chiacchere sulla bonifica e ambientalizzazione dell’Ilva, i dati  sul quartiere Tamburi tra il 2013 e il 2015 mostrano sforamenti delle concentrazioni di diossina anche quaranta volte oltre i limiti.
A novembre 2014 il dato più preoccupante: un picco di diossina di 791 picogrammi al mq (il ‘valore soglia’ per le deposizioni si attesta tra 15 e 20 picogrammi)12
Temo che tutto questo abbia qualcosa a che fare con le conclusioni della dott.ssa Raffaella Depalo, responsabile dell’U.O. di fisiopatologia della riproduzione umana del Policlinico di Bari.
I dati raccolti dalla Depalo sull’area tarantina, rilevano come l’infertilità colpisca quasi una coppia su 4 (tra il 20 e il 25% della popolazione), con una incidenza di menopausa precoce che investe il 26% delle donne.

Siete ancora così convinti/e che sia tutta colpa vostra ? (Continua)


  1. White Anglo-Saxon Protestant. 

  2. Candela S, Angelini P, Bonvicini L, et al., Progetto Moniter. Valutazione epidemiologica degli effetti sanitari – Studi epidemiologici sulla popolazione residente – Effetti riproduttivi,  2010, p. 37. Candela S, Carretta E, Baldacchini F, et al., Progetto Moniter. Valutazione epidemiologica degli effetti sanitari – Studi epidemiologici sulla popolazione residente – Studio degli effetti riproduttivi sui nati nel periodo 2007-2010, 2012, p. 32. 

  3. Candela S, Angelini P, Bonvicini L, et al., Progetto Moniter. Valutazione epidemiologica degli effetti sanitari – Studi epidemiologici sulla popolazione residente – Rischio di aborto spontaneo in una popolazione esposta alle emissioni da inceneritori per rifiuti solidi urbani,  p. 21. 

  4. Patrizia Gentilini, Rabdomiosarcoma embrionario infantile come possibile patologia “sentinella” dell’esposizione a diossine, M&B Pagine elettroniche, ottobre 2012. 

  5. Si rimanda alla bibliografia in calce a: Endometriosis Association, Endometriosis & Dioxin. Information for physicians, nurses, and other healthcare professionals, 2009, p. 10. Vedi anche: M.G. Porpora1, S. Resta, E. Fuggetta, R. Brunelli, G. Perrone, F. D’itri, P. Storelli, L. Manganaro, E. De Felip, Esposizione a inquinanti organoclorurati ed endometriosi: minireview, Giorn. It. Ost. Gin. Vol. XXXIV – n. 5,  Settembre-Ottobre 2012. 

  6. Andrea Baccarelli; Sara M. Giacomini; Carlo Corbetta; Maria Teresa Landi; Matteo Bonzin; Dario Consonni; Paolo Grillo; Donald G. Patterson Jr.; Angela C. Pesatori; Pier Alberto Bertazzi, Neonatal Thyroid Function in Seveso 25 Years after Maternal Exposure to Dioxin, Plos Medicine Journal, 29-07-2008. URL consultato il 22-04-2010. 

  7. OMS, Polychlorinatedbiphenyls: human health aspects, 2003, p. 64 

  8. Diossine e PCB bioaccumulano nel grasso umano,  e il grasso delle madri è una delle  componenti principali del latte materno. In questo modo vengono trasmessi in pochissimo tempo alla prole  le diossine e i PCB accumulati in decenni di esposizione nell’adulto, con livelli più alti di rischio dovuti sia al diverso rapporto fra peso corporeo del neonato e quantità di inquinante assorbita, sia per l’impatto dell’inquinante su un organismo all’inizio della sua formazione. 

  9. Patrizia Gentilini, Xenobiotici nel latte materno: il caso delle diossine, Relazione presentata al convegno “Origine epigenetica delle malattie dell’adulto”, Arezzo, 17/19 settembre 2010. 

  10. Turrio-Baldassarri L, Abate V, Battistelli CL et al., PCDD/F and PCB in human serum of differently exposed population groups of an Italian city, Chemosphere 2008. 

  11. L’esposizione cronica all’arsenico è causa di aborti spontanei e nati morti. E’ emersa una limitata evidenza di teratogenicità dell’arsenico negli esperimenti su animali.
    Per l’esposizione al mercurio vi è una limitata evidenza di aumento degli aborti spontanei e dei disordini mestruali nelle donne. Limitata evidenza di effetti sulla fertilità maschile. Gli esperimenti sugli animali dimostrano come l’esposizione danneggi il feto in formazione.
    Il piombo è un possibile teratogeno per gli umani. L’esposizione può avere effetti sulla fertilità maschile e femminile, danneggiare i testicoli e il feto in formazione.
    L’esposizione al rame può avere effetti sulla fertilità maschile e femminile.
    L’esposizione allo zinco potrebbe avere effetti sulla fertilità maschile (riduzione del numero degli spermatozoi).
    Il cadmio è un probabile teratogeno per gli umani. Può danneggiare il sistema riproduttivo maschile (testicoli) e il ciclo riproduttivo femminile.
    L’esposizione al manganese può danneggiare i testicoli e influire negativamente sulla fertilità maschile.
    Il cobalto può danneggiare il sistema riproduttivo maschile negli animali (diminuzione degli spermatozoi), e danneggiarne la fertilità.
    C’è una limitata evidenza degli effetti negativi sul sistema riproduttivo femminile da parte dell’antimonio.
    Fonte: Right to Know

  12. Ilva e diossina, Ambrogi Melle sollecita l’intervento del sindaco di Taranto, Inchiostro Verde, 3 agosto 2016. 

]]>
ALLARME BOMBA https://www.carmillaonline.com/2014/07/14/allarme-bomba/ Mon, 14 Jul 2014 17:48:18 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=16229 di Sandro Moiso bomba 1

La scorsa settimana, nell’arco di quattro giorni, per ben due volte la Procura della Repubblica di Brescia è stata sgomberata d’urgenza a causa di un allarme bomba. Non è la prima volta che questo accade, ma in questo caso il dispiegamento di mezzi, vigli del fuoco e forze dell’ordine è stato superiore alla norma, mentre le vie circostanti venivano chiuse al traffico e gli impiegati e il personale di servizio venivano a loro volta allontanati anche dal piazzale antistante l’edificio.

Oltre a tutto ciò, già di per sé [...]]]> di Sandro Moiso bomba 1

La scorsa settimana, nell’arco di quattro giorni, per ben due volte la Procura della Repubblica di Brescia è stata sgomberata d’urgenza a causa di un allarme bomba.
Non è la prima volta che questo accade, ma in questo caso il dispiegamento di mezzi, vigli del fuoco e forze dell’ordine è stato superiore alla norma, mentre le vie circostanti venivano chiuse al traffico e gli impiegati e il personale di servizio venivano a loro volta allontanati anche dal piazzale antistante l’edificio.

Oltre a tutto ciò, già di per sé in grado di suscitare allarme tra i presenti, sono state fatte circolare voci che attribuivano l’allarme ad una telefonata di avvertimento di stampo jihadista o No Tav.
Naturalmente nessuna bomba è esplosa o è stata ritrovata, ma l’idea che tutto ciò non fosse frutto di uno scherzo è sorta tra chi ha avuto modo di riflettere a freddo sull’avvenimento. Che naturalmente è stato subito accompagnato in rete da messaggi tipo: ”Ecco, oltre a rubarci il lavoro, adesso provano anche ad ammazzarci!”.

Ciò che ha aggiunto qualche sospetto, poi, sono state le rivelazioni, a distanza di circa quarantotto ore dalla seconda evacuazione, riguardanti un ampio articolo del sottosegretario con delega all’intelligence Marco Minniti, che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Italiani europei diretta da Massimo D’Alema, cui hanno dato immediatamente spazio La Repubblica e RaiNews24.

Negli ultimi anni – spiega Minniti – si sta assistendo alla partenza dall’Europa di volontari, spesso indottrinati sul web, per i teatri di jihad così da “unirsi alla causa”. “Gli elementi di preoccupazione – prosegue il sottosegretario con delega ai servizi segreti e sicurezza – sono legati alla possibilità che questi soggetti, dopo essere entrati in contatto sul campo con gruppi qaedisti e aver acquisito specifiche capacità offensive, decidano di tornare in Occidente, Italia compresa, per attuare attacchi o creare filiere radicali1 .

Il fenomeno – aggiunge Minniti -, benché si presenti con maggiore incidenza in altri paesi europei, esiste anche in territorio nazionale, come reso evidente dalla morte in Siria, principale meta di dispiegamento per i «foreign fighters», di un cittadino italiano unitosi all’insorgenza islamista dopo un periodo di radicalizzazione. Nel contempo, profili di rischio sono legati anche a eventuali iniziative estemporanee in nome della cosiddetta ‘jihad individuale’ da parte di soggetti radicalizzatisi soprattutto sul web”2 .

Che gli avvenimenti in Medio Oriente, dalla Palestina all’Iraq e alla Siria, prima o poi possano ricadere sui paesi limitrofi a causa delle dissennate politiche filo-israeliane e di ingerenza perseguite dai paesi occidentali è possibile. Ma ciò che turba in quell’articolo è la continuazione. Infatti, secondo il sottosegretario resta “alta l’attenzione in Italia all’estremismo antagonista” sulle “rivendicazioni ambientaliste, sul diritto al lavoro e alla casa” sottolineando “la potenzialità dell’eversione di matrice anarco-insurrezionalista” capace di “infiltrare manifestazioni di dissenso, come la mobilitazione No Tav3 .

Ecco il nodo. La Corte Costituzionale ha appena invitato i PM di Torino a riformulare le loro accuse nei confronti di quattro militanti NoTav accusati di terrorismo che già il campo della propaganda tesa a criminalizzare ogni forma di lotta e di dissenso si allarga e si fa più manifesto, anche con l’arresto di altri attivisti NoTav con la stessa accusa e proprio nel giorno, 11 luglio, di uno di questi nuovi boatos.

Uno storico avversario della lotta di classe, Giulio Andreotti, era solito affermare che “a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca”. Ecco, appunto.
Vediamo perché si può pensare male, partendo proprio dall’allarme in quel di Brescia. Infatti, anche se non è dato sapere se nei giorni scorsi tali allarmi o evacuazioni siano avvenuti anche in altre città italiane, certamente Brescia potrebbe costituire, ancora una volta, un buon terreno per la strategia della tensione.

E’ la città con la più alta percentuale di immigrati rispetto alla popolazione residente, in Italia. Nonostante questo il leghismo ha subito sul territorio bresciano durissimi colpi e una certa qual solidarietà anche di stampo cattolico non ha mai smesso di manifestarsi sia in cittòà che in provincia. Proprio per questo la lotta per la casa è abbastanza sentita e rimane un’area di intervento importante per i giovani dei centri sociali.

E’ una città destinata, nei prossimi anni, ad essere sconvolta dai lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità che l’attraverserà per buona parte. Lavori che con gli espropri di terreni a l’abbattimento con le ruspe, in stile “israeliano”, delle case presenti sul tracciato hanno già sollevato tensioni e proteste. E, com’era logico aspettarsi, un rafforzamento dell’attenzione non solo giovanile nei confronti delle problematiche NoTav.

E’ una città al centro di una provincia ormai de-industrializzata in cui le statistiche ufficiali registrano ormai 130.000 disoccupati, di cui 21.100 soltanto in città.
I dati dell’osservatorio provinciale del mercato del lavoro, che fanno riferimento ai dati raccolti dai Centri per l’impiego, parlano di cifre da capogiro. Ci sono comuni come Castelcovati, Orzinuovi o Sirmione dove la disoccupazione raggiunge vette di 17, 14, 23 punti percentuali. Un quadro destinato a peggiorare secondo la Cgil di Brescia e Giorgio Bontempi, assessore provinciale al Lavoro. Nel complesso in territorio bresciano il dato della disoccupazione, secondo questi rilievi, supera il 20 per cento4 .

E’ una città, quindi, in cui il malcontento può ancora salire e allo stesso tempo, però, è ancora una città dove la strage del 1974 non ha mai trovato una risposta definitiva. Dove l’elenco dei colpevoli per Piazza della Loggia è ancora ufficialmente tutto da scrivere. E, anche se molti sono sicuramente già morti, potrebbero non mancare i degni eredi.

Ma se si sposta lo sguardo da Brescia al resto d’Italia ci si accorge che l’intera nazione è pronta per una nuova strategia della tensione.
Le carte buone, si fa per dire, sono state già giocate (Monti, Letta) ed hanno fallito. E’ rimasto il Governo dei cazzari: promesse vacue, fuffa, discorsi beceri in pseudo anglo-toscano.

Un governo che deve distrarre con giochi delle tre carte da quattro soldi perché non ha alcunché d’altro da offrire. Supportato da un’informazione sempre più simile ad un circo mediatico di equilibristi, nani e ballerine preoccupati soltanto di ingrassare all’ombra del regime piuttosto che di svolgere un corretto lavoro giornalistico.

Niente per i milioni di disoccupati. Niente per i giovani. Niente per i poveri integrali che, in cinque anni, sono passati in Italia da 2,4 milioni a 4,8 milioni.
Nessuna risposta per i giganteschi problemi ambientali e i danni alla salute che non si possono più tener nascosti. Dai tumori della Terra dei Fuochi e di Taranto fino a quelli del bresciano prodotti dall’inceneritore , dal PCB oppure dal cromo presente nelle acque “potabili”.

Mentre trionfano il ladrocinio, la truffa e la rapina travestiti da Grandi Opere che di grande avranno solo i danni e i debiti che lasceranno dietro di sé. Un debito pubblico, arrivato a maggio a 2.166 miliardi euro ed aumentato in un solo mese di 20 miliardi, che cresce al ritmo vertiginoso del 10% all’anno (grazie soprattutto ai titoli di stato orgogliosamente e irresponsabilmente ancora emessi e degli interessi pagati a favore delle grandi istituzioni finanziarie) mentre il PIL sale e scende tra + 0,1% e -0,1% su base annua.

Una politica ed un’economia indirizzate soltanto a sfruttare l’istante, la vendita di imprese, la fuga di capitali, l’abbassamento del costo del lavoro e l’annullamento di ogni sua garanzia a fronte dell’accaparramento di prebende e immunità a favore delle compagini politiche di ogni colore e stella. Una folle propensione a far vedere i muscoli, sia militarmente che diplomaticamente, là dove non si hanno nemmeno quelli, già miserabili, di Mussolini. Un paese corrotto, allo sbando, prossimo al commissariamento della troika europea, privo di qualsiasi opposizione reale che non sia quella sui territori e delle lotte locali.

Eppure, eppure…una soluzione la si può sempre trovare.
Perché non criminalizzare l’opposizione reale, le lotte, i movimenti e gli immigrati con un bel botto?
Per ora di carta e/o mediatico…poi si vedrà.


  1. Riportato in Terrorismo, l’allarme di Minniti: ”Jihadismo minaccia anche l’Italia”, La Repubblica, 13 luglio 2014  

  2. art. cit.  

  3. idem  

  4. Silvia Ghilardi, Lavoro, disoccupazione alta ma il mercato è dinamico, Il Corriere della Sera, 12 luglio 2014  

]]>