Napolitano – Carmilla on line https://www.carmillaonline.com letteratura, immaginario e cultura di opposizione Wed, 04 Mar 2026 21:00:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 Punto e a Capo https://www.carmillaonline.com/2017/06/12/punto-e-a-capo/ Sun, 11 Jun 2017 23:04:30 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=38780 di Alessandra Daniele

È ancora riconosciuto come capo. Nonostante l’età, è ancora lucidissimo, e in grado di dare ordini. Giorgio Napolitano è intervenuto a condannare il patto per la legge elettorale, e subito un commando di franchi tiratori del PD ha fatto secco il Tedesco, cioè il disegno di legge concordato dal Cazzaro con le opposizioni. È stato facile poi mettere la pistola fumante in mano al Movimento 5 Stelle, già incalzato dalle giustificate proteste della sua base, schifata dalla porcheria della quale stava per rendersi corresponsabile. Un problema che la Lega non ha avuto. Con tutta la loro [...]]]> di Alessandra Daniele

È ancora riconosciuto come capo. Nonostante l’età, è ancora lucidissimo, e in grado di dare ordini.
Giorgio Napolitano è intervenuto a condannare il patto per la legge elettorale, e subito un commando di franchi tiratori del PD ha fatto secco il Tedesco, cioè il disegno di legge concordato dal Cazzaro con le opposizioni.
È stato facile poi mettere la pistola fumante in mano al Movimento 5 Stelle, già incalzato dalle giustificate proteste della sua base, schifata dalla porcheria della quale stava per rendersi corresponsabile.
Un problema che la Lega non ha avuto.
Con tutta la loro rabbiosa intransigenza apparente, gli elettori della Lega sono in realtà fra i nasi più tappati d’Italia. Presunti secessionisti che si fanno andare bene il nazionalismo neofascista.
Presunti moralizzatori che si fanno andare bene Berlusconi.
Gli basta un facile capro espiatorio, e digeriscono di tutto.
Stavolta però l’inciucio è saltato. L’esecuzione di Gentiloni è rinviata, Renzi è stato di nuovo sconfitto, e ha ricominciato a rimpiangere quel sistema maggioritario che in Gran Bretagna, dove l’elettorato s’è spostato a sinistra, produrrà invece un governo più a destra, dichiaratamente già “pronto a stracciare le leggi sui diritti umani”, tanto per provare la superiorità morale dell’Occidente.
L’anno scorso dopo la Brexit molti nello stesso Labour Party avevano cercato di silurare Jeremy Corbyn, con l’accusa di “non aver sostenuto il Remain con sufficiente convinzione”. Praticamente uno psicoreato.
Prima della trionfale rimonta di Corbyn, Theresa May aveva come il Cazzaro incautamente promesso di dimettersi, se avesse perso la maggioranza assoluta.
Prevedibilmente, neanche lei ha mantenuto la promessa, alleandosi con gli Unionisti Irlandesi per restare al potere.
Ognuno ha l’Alfano – o la Meloni – che si merita.
Arrogante quanto incapace come la May, Renzi ha fallito di nuovo, e s’è ridotto a corteggiare Pisapia, dopo averlo sbeffeggiato quando contava ancora sulla Grossolana Coalizione con Berlusconi, adesso però riavvicinato alla Lega dai buoni piazzamenti comuni ottenuti alle elezioni amministrative, dove il M5S s’è invece ribaltato sulla linea di partenza. In termini d’immagine, trattare col Cazzaro al M5S non ha giovato.
A Renzi non rimane che guardare Macron, che il suo sogno napoleonico lo sta realizzando, e rosicare.

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Il Pattarello https://www.carmillaonline.com/2015/02/01/il-pattarello/ Sun, 01 Feb 2015 21:08:51 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=20411 di Alessandra Daniele

maschereDopo una settimana di fiacca pantomima durante la quale hanno recitato da cani un bisticcio pretestuoso, tutti i nazareni dal PD a Forza Italia, con la patetica aggiunta in corsa di Vendola, hanno eletto e lasciato eleggere al Quirinale Sergio Mattarella, settantenne democristiano di lungo corso sostenuto da Napolitano, cercando di spacciare la manovra come una scelta innovativa e super partes. Completamente irrilevanti come da copione i grillini. Un democristiano presidente del Consiglio, un democristiano presidente della Repubblica, un solo grande partito democristiano trasversale, modulare, componibile, che va da Razzi a Civati, e che s’espande costantemente occupando tutte le [...]]]> di Alessandra Daniele

maschereDopo una settimana di fiacca pantomima durante la quale hanno recitato da cani un bisticcio pretestuoso, tutti i nazareni dal PD a Forza Italia, con la patetica aggiunta in corsa di Vendola, hanno eletto e lasciato eleggere al Quirinale Sergio Mattarella, settantenne democristiano di lungo corso sostenuto da Napolitano, cercando di spacciare la manovra come una scelta innovativa e super partes.
Completamente irrilevanti come da copione i grillini.
Un democristiano presidente del Consiglio, un democristiano presidente della Repubblica, un solo grande partito democristiano trasversale, modulare, componibile, che va da Razzi a Civati, e che s’espande costantemente occupando tutte le posizioni di potere, come un blob riempie tutti gli anfratti.
Il soffocante monocolore DC subentrato allo sguaiato impero del Sòla si consolida sempre di più.
Demitiano, pluriministro di Andreotti, De Mita, Prodi, Amato e D’Alema, giudice costituzionale, apparentemente diafano, in realtà granitico: Mattarella è un democristiano quintessenziale.
Renzi è un cazzaro che ha riciclato in blocco tutte le sue promesse non mantenute del 2014 come programma per il 2015, ed ha accompagnato al Quirinale la personificazione di quella stessa eterna nomenclatura che aveva giurato di rottamare.
A Berlusconi, come nel 2011, è toccato ancora una volta recitare la parte dello sconfitto, permettendo così al collega cazzaro di tacitare per un po’ la stizzosa ma opportunista minoranza interna, e disorientando soltanto quei berlusconiani abbastanza rincoglioniti da non aver ancora capito o accettato che per il Canaro di Arcore l’impegno politico è sempre stato soltanto un mezzo per meglio curare i suoi affari.
Se fino a tre anni fa gli serviva il ruolo di protagonista, oggi in tempi di crisi gli è più utile quello di spalla: il mite ex sovrano che subisce le prepotenze del principino per il bene del regno.
Mattarella è l’autore della legge elettorale che nel 1994 gli consegnò il paese, quant’è credibile che Berlusconi consideri davvero la sua presenza al Quirinale una sconfitta?
La pantomima che ci viene spacciata per democrazia diventa sempre più grottesca, e le maschere che la interpretano sempre meno simili a qualcosa d’umano.

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L’anno del Cazzaro https://www.carmillaonline.com/2014/12/28/lanno-del-cazzaro/ Sun, 28 Dec 2014 19:04:15 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=19797 di Alessandra Daniele

low-batteryMatteo Renzi è davvero come uno smartphone: dopo neanche un anno la batteria è già bollita. Il reale bilancio del suo governo è identico a quelli dei precedenti governi Monti e Letta: meno lavoro, più tasse. Tutto il resto è solo facciata. Solo una pericolante catasta di promesse sempre più assurde e scadenze sempre più distanti, come le Olimpiadi del 2024 (!), una penosa sceneggiata fatta di slogan da televendita di frullaminchiate, pose ridicole da capoclasse, e battute da terza elementare su gufi, gattopardi, coccodrilli, canguri, sciacalli, liocorni, e facce [...]]]> di Alessandra Daniele

low-batteryMatteo Renzi è davvero come uno smartphone: dopo neanche un anno la batteria è già bollita.
Il reale bilancio del suo governo è identico a quelli dei precedenti governi Monti e Letta: meno lavoro, più tasse.
Tutto il resto è solo facciata.
Solo una pericolante catasta di promesse sempre più assurde e scadenze sempre più distanti, come le Olimpiadi del 2024 (!), una penosa sceneggiata fatta di slogan da televendita di frullaminchiate, pose ridicole da capoclasse, e battute da terza elementare su gufi, gattopardi, coccodrilli, canguri, sciacalli, liocorni, e facce da serpente.
Matteo Renzi è un cazzaro, e neanche uno dei migliori.
È il mago Casanova della politica italiana, ed è arrivato alla sconocchiata poltrona che occupa solo perché in tempi di crisi a chi gestisce davvero il potere politico-economico non interessa più occuparla direttamente, e preferisce piazzarci un prestanome, o meglio un prestaculo che ci si bruci le chiappe al suo posto.
Gli italiani si sono stancati presto della sobrietà, per tenerli buoni l’esangue Letta andava sostituito con qualcuno che ricominciasse a raccontargli le loro balle preferite: meno tasse per tutti, il Senato è un doppione, l’Italia è un grande paese, possiamo farcela se solo diamo agli imprenditori la possibilità di cacciare i fannulloni e assumere TE.
Contrapposte dai media alle quartine millenariste di Casaleggio, le slide renziane sono sembrate a molti italiani persino moderne.
Napolitano ha gestito da Camerlengo il turnover Letta – Renzi come aveva fatto coi due precedenti.
Questa è la funzione rimasta al presidente della repubblica nell’Italia post-democratica commissariata dall’UE: garantire che a prescindere dal risultato delle elezioni, e dei congressi dei partiti, il governo conseguente continui comunque a seguire le direttive BCE.
Infatti per il successore di Napolitano si fa il nome di Padoan, ministro dell’Economia, e resta in ballo anche quello di Prodi, nonostante ai berlusconiani faccia lo stesso effetto che fa il nome di Frau Blücher ai cavalli.
Il dopo-Napolitano potrebbe però diventare il dopo-Renzi.
Il Piccolo Cazzaro Fiorentino non s’è arrampicato in cima da solo come narra la leggenda, c’è stato installato come una batteria di ricambio, che dopo neanche un anno è già bollita.
L’anno del Cazzaro è agli sgoccioli. La mezzanotte s’avvicina.
Cosa succederà ai renziani quando il carro del vincitore sul quale sono saltati si ri-trasformerà in una zucca?

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Renznovamento https://www.carmillaonline.com/2014/11/09/renznovamento/ Sat, 08 Nov 2014 23:08:49 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=18556 di Alessandra Daniele

cloni– Come saprete, Mattwelve è il premier più giovane che il nostro paese abbia mai avuto – La bionda conduttrice del varietalk domenicale sorride giuliva, girandosi verso il suo ospite. – Quanti anni hai? – Ammicca. L’uomo grassoccio ricambia il sorriso. – Tre. Sono il dodicesimo clone a crescita rapida del Grande Rinnovatore, e ne sono molto fiero. Condivido la sua ansia di cambiamento, e porto avanti il progetto rivoluzionario che con coraggio e lungimiranza Matteo Prime riuscì a mettere al sicuro da gufi e frenatori ideando questo sistema di auto-successione tramite clonazione. – Grazie anche [...]]]> di Alessandra Daniele

cloni– Come saprete, Mattwelve è il premier più giovane che il nostro paese abbia mai avuto – La bionda conduttrice del varietalk domenicale sorride giuliva, girandosi verso il suo ospite.
– Quanti anni hai? – Ammicca.
L’uomo grassoccio ricambia il sorriso.
– Tre. Sono il dodicesimo clone a crescita rapida del Grande Rinnovatore, e ne sono molto fiero. Condivido la sua ansia di cambiamento, e porto avanti il progetto rivoluzionario che con coraggio e lungimiranza Matteo Prime riuscì a mettere al sicuro da gufi e frenatori ideando questo sistema di auto-successione tramite clonazione.
– Grazie anche alla collaborazione del presidente della Tripubblica – aggiunge la conduttrice. L’uomo annuisce.
– Al quale tutti dobbiamo gratitudine per aver accettato di svolgere il suo decimo mandato consecutivo, anche se ciò ha richiesto che il suo cervello venisse espiantato dal suo corpo ultracentenario, e innestato nell’interfaccia biomeccanica del mainframe del Quirinale. Qualunque sacrificio pur di continuare il rinnovamento del paese.
– Eppure ci sono ancora retrogradi che vorrebbero tornare a forme antiquate di governo come la democrazia elettiva – la conduttrice scuote la testa riccioluta di boccoli posticci.
L’uomo sbuffa.
– Parrucconi nostalgici nella migliore delle ipotesi, ma spesso veri e propri pericolosi reazionari che vogliono spaccare il paese, e verso i quali abbiamo il diritto di difenderci con ogni mezzo necessario. Compresi i droni antisommossa di ultima generazione.
– Qualcuno ha obiettato che siano forse costati un po’ troppo, nonostante il significativo numero di manifestanti che riescono a… neutralizzare definitivamente – azzarda la conduttrice.
L’uomo si fa serio.
– Viviamo momenti difficili. Il cinquantennale della crisi economica richiede azioni rapide e decise. Io non ho tempo per le polemiche. Io devo cambiare il Paese.
– Cambiarlo completamente?
Scambiarlo con un altro. Un universo parallelo più favorevole alle imprese. Finalmente combatteremo in modo efficace la delocalizzazione, delocalizzando l’Italia.
– Sembra quasi una promessa… impossibile da mantenere – si lascia sfuggire la conduttrice.
L’uomo grassoccio sorride.
– Stay hungry, stay impossible.
Poi guarda direttamente in camera, e annuncia
– Pubblicità.

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SCHEGGE TAGLIENTI: il libro https://www.carmillaonline.com/2014/05/09/libro-atteso-schegge-taglienti-alessandra-daniele/ Fri, 09 May 2014 00:29:31 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=14607 di Valerio Evangelisti

ScheggeTaglienti[In tanti lo richiedevano, anzi lo reclamavano, e finalmente eccolo: l’Agenzia X ha mandato in libreria un’antologia dei corsivi che ogni lunedì, da anni, Alessandra Daniele pubblica su “Carmilla” (Schegge taglienti, pp. 192, € 15,00). Il volume può essere acquistato, a prezzo scontato, anche on line presso i maggiori siti specializzati e in quello della casa editrice. Propongo qui la mia introduzione, e condivido l’orgoglio di tutti i redattori per l’uscita del primo libro scaturito direttamente dalle pagine di “Carmilla”. Brava Alessandra!]

A COME ALESSANDRA

Con l’arrivo di Alessandra Daniele in redazione, in “Carmilla” cambiarono molte [...]]]> di Valerio Evangelisti

ScheggeTaglienti[In tanti lo richiedevano, anzi lo reclamavano, e finalmente eccolo: l’Agenzia X ha mandato in libreria un’antologia dei corsivi che ogni lunedì, da anni, Alessandra Daniele pubblica su “Carmilla” (Schegge taglienti, pp. 192, € 15,00). Il volume può essere acquistato, a prezzo scontato, anche on line presso i maggiori siti specializzati e in quello della casa editrice. Propongo qui la mia introduzione, e condivido l’orgoglio di tutti i redattori per l’uscita del primo libro scaturito direttamente dalle pagine di “Carmilla”. Brava Alessandra!]

A COME ALESSANDRA

Con l’arrivo di Alessandra Daniele in redazione, in “Carmilla” cambiarono molte cose. La nostra testata si era sempre sforzata di conciliare temi letterari e altri di taglio politico, ma ci era riuscita solo in parte. Gli articoli sulla letteratura e quelli dedicati alla politica restavano il più delle volte distinti, e solo raramente riuscivamo a operare una sintesi. Ed ecco che appare questa “infernale” giovane palermitana con una raffica di raccontini brevissimi, in cui la genialità della trama si sposa a un palese spirito polemico. “Carmilla” diviene finalmente quale i fondatori l’avevano concepita, e il numero dei lettori si espande velocemente.

I primi contributi di Alessandra (detta “Alez”) furono di due tipi. Una serie di schede sui maggiori autori della fantascienza, materia in cui è competentissima, e racconti fulminanti (per lo più anch’essi di sf), di poche righe e dal linguaggio stringato. Si poteva pensare a maestri della narrativa breve, come Robert Sheckley, Richard Matheson o Fredric Brown. C’era però una differenza. Alessandra Daniele era più breve ancora e molto più cattiva.

Definire quelle storie “nere” era dire poco. I protagonisti cadevano regolarmente vittime di uno scherzo crudele, anche quando erano stati essi stessi ad architettarlo. Tiranni, aguzzini, potenti, capi religiosi finivano in un tritacarne che si concludeva spesso in uno smembramento, in una decapitazione, o comunque in una fine sordida, loro e di un bel po’ di “vittime collaterali” (in certi casi l’intera umanità). Quanto più i personaggi principali erano arroganti, onnipotenti, sicuri di sé, tanto più era certo un esito spaventoso, che li avrebbe ridotti a brandelli. E i protagonisti “buoni”? Non c’erano, che io ricordi, protagonisti buoni. Al massimo dei complici o dei servi. Dunque non c’era salvezza per nessuno.

Rimasi totalmente sedotto da questo tipo di narrativa, feroce e spietata, antitetica al racconto magari bello e di protesta, ma pulitino e perbenino. In passato ero stato giudice unico di testi brevi, alcuni dei quali, si presume i migliori, destinati al catalogo di una nota casa editrice specializzata in fantascienza. Non mi ero mai imbattuto in nulla di simile. Centinaia e centinaia di pezzi senza capo né coda, oppure che crollavano nel finale, ammesso che l’esordio reggesse. Quasi un quarto obbedivano allo schema del famoso racconto di Brown La sentinella. Si crede di avere a che fare con terrestri che combattono gli alieni, e invece è il contrario. Nella variante più originale che lessi i presunti umani erano in realtà orsi polari. Stomacato, una volta rifiutai di attribuire il premio, poi rinunciai all’incarico (del resto gratuito).

Invece in Alessandra Daniele nulla era scontato. La storia era sempre originale, la chiusa inattesa, spiazzante, brusca e cattiva. I riferimenti all’attualità si sprecavano. Non so se fu lei a proporre a me di passare dal raccontino alla satira, o viceversa. Ne nacque la sua rubrica su “Carmilla” del lunedì, “Schegge taglienti”.  Divenuta quasi una droga per decine di migliaia di lettori, e veicolo di picchi di contatti. Moltiplicata dal rimbalzare sul web e sui social network.

Il pensiero di chi ha la mia età corre al prototipo della satira oltraggiosa, il mensile parigino “Hara-Kiri” della fine degli anni Sessanta fino ai primi anni Ottanta. Si autodefiniva Journal bête et méchant, ebbe la sua influenza sul maggio ’68. In Italia ci fu chi provò a riproporlo pari pari sotto i titoli “King Kong” e “L’Arcibraccio”. Non ebbe successo. Il lato stupido, bête, aveva lo stesso peso di quello méchant, cattivo. La cacca, primo oggetto di risate infantili, la faceva da padrona, così come il sesso in forme non di rado maschiliste. I testi erano totalmente subalterni al peso preponderante dei fumetti (di autentici maestri, quali Wolinski, Reiser, Siné e tanti altri) e, soprattutto, delle foto ritoccate e corredate di dialoghi assurdi.

Da noi una satira “alla Alessandra Daniele”, trascurando il bravissimo Fortebraccio de “L’Unità”, può essere in parte rintracciata in testate come “Il male” e “Cuore”, entrate giustamente nel mito. Neanche lì, però, tra sprechi di genialità mai più raggiunti, è facile imbattersi in qualcosa di equiparabile alle rasoiate di Alez. La loro perfidia concentrata è senza paragoni. Normalmente l’autrice riduce a pupazzo il suo bersaglio, sia uomo politico, di spettacolo o altro. Poi lo affetta a colpi di calembour, arte in cui eccelle, e di frasette secche e incalzanti. La vittima, del resto, ha fin dal titolo e dalle prime righe perso ogni dignità. Nell’epilogo è un mucchietto di spazzatura da gettare.

La popolarità di Alessandra Daniele è in continua crescita, e anche fuori dal web si comincia a citarla. Era dunque venuto il momento di un’antologia della sua produzione, come in tanti chiedevano. Non è stato facile trovare l’editore giusto. Una casa editrice di medie dimensioni, per esempio, chiedeva che dagli articoli da pubblicare fosse espunto ogni riferimento alla politica. Ridicolo. In Alez tutto è politica, a partire dalla sua intransigenza – cioè dalla severità di un approccio che non è moralista, ma profondamente morale. E’ perfida perché indignata contro perfidi mistificatori. Li schiaccia come insetti perché tali sono, e ce ne offre il carapace svuotato, dopo avere mostrato che conteneva stoppa. Così interpreta un sentimento generale, che siamo in genere incapaci di esprimere con tanta lucida rabbia.

Secondo me, si tratta di arte, e di letteratura. Certi epigrammi di Marziale contenevano lo stesso potenziale sovversivo, anarchico ante litteram. Alcuni celebrati umoristi di oggi spacciano invece per satira brode insipide e allungate, in cui nove volte su dieci si sorride invece di ghignare. Alez è di tutt’altra indole, e alla base delle stilettate che infligge c’è un accumulo evidente di bravura, di intelligenza e, perché no, di cultura.

Sono convinto che molti condivideranno il mio giudizio, dopo avere letto questa antologia. I periodi di lotta, il ’68, il ’77, sono stati anche grandi momenti di satira. Alez ne precorre un altro, più aspro, più duro. Attendevamo V per Vendetta. E’ arrivata A come Alessandra. O come Anarchia, che è in fondo la stessa cosa.

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La sindrome di Mandrake https://www.carmillaonline.com/2014/01/05/la-sindrome-mandrake/ Sun, 05 Jan 2014 22:03:03 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=11839 di Alessandra Daniele

febbre_da_cavalloNel classico della commedia all’italiana Febbre da Cavallo (Steno, 1976) Bruno detto Mandrake (Gigi Proietti) e Armando detto Er Pomata (Enrico Montesano) piccoli truffatori, scommettitori cronici, ed eterni perdenti, prendono il posto d’un paio di driver per truccare una corsa a Tor di Valle. In prossimità del traguardo però, Mandrake non resiste all’impulso competitivo di battere il complice, e invece di trattenere la cavalla che sta guidando come previsto dal piano, la lancia. Vince la corsa, ma perde la scommessa, e finisce arrestato con tutta la banda. La [...]]]> di Alessandra Daniele

febbre_da_cavalloNel classico della commedia all’italiana Febbre da Cavallo (Steno, 1976) Bruno detto Mandrake (Gigi Proietti) e Armando detto Er Pomata (Enrico Montesano) piccoli truffatori, scommettitori cronici, ed eterni perdenti, prendono il posto d’un paio di driver per truccare una corsa a Tor di Valle. In prossimità del traguardo però, Mandrake non resiste all’impulso competitivo di battere il complice, e invece di trattenere la cavalla che sta guidando come previsto dal piano, la lancia.
Vince la corsa, ma perde la scommessa, e finisce arrestato con tutta la banda.
La sindrome di Mandrake è endemica nel PD.
Fin dalle sue origini, i leader dell’ibrido demopiccino DC/PCI sono sempre stati molto più interessati a fregarsi a vicenda, che a battere l’avversario.
Renzi non fa eccezione. Ha infatti inaugurato l’anno nuovo con una mandrakata, proponendo un accordo sulla legge elettorale a Grillo e Berlusconi.
Nel 2008 Veltroni offrì a Berlusconi una legge elettorale che avrebbe penalizzato i partiti minori: questo spinse (al galoppo) Mastella a buttare giù il governo Prodi, perché si tornasse alle urne con la vecchia legge. Il piano veltroniano per rimpiazzare Prodi a Palazzo Chigi però fallì miseramente. A vincere le elezioni fu la destra berlusconiana.
L’impulso di fare le scarpe a Letta sta oggi spingendo Renzi verso altre elezioni anticipate che il PD non può vincere.
Più presto si tornerà a votare, più è facile che Berlusconi e Grillo riescano ancora una volta a capitalizzare le millanterie populiste che sparano dai loro ricchi pulpiti mediatici, mentre il PD inevitabilmente pagherà il governismo ossessivo compulsivo che tenta di spacciare per Responsabilità.
A Berlusconi basterà proclamare ”io vi avevo tolto l’IMU, i comunisti m’hanno cacciato, e l’hanno rimessa”. E se non vincerà, otterrà almeno un altro pareggio trifido, un altro stallo all’italiana, e l’ennesimo governissimo, del quale difficilmente stavolta il PD otterrà la guida.
E probabilmente un terzo mandato presidenziale di Napolitano.
L’unico di cui la BCE si fidi. Lo terranno al Quirinale per altri 300 anni. Poi gli invieranno un nuovo ciclo di dodici rigenerazioni.
Probabilmente Renzi si rende conto del rischio che corre nel segare il ramo su cui è seduto, ma è più forte di lui: la sindrome di Mandrake è una variante autoimmune de La Rana e lo Scorpione, chi ne è affetto è sia rana che scorpione, e finisce per avvelenarsi e annegarsi da solo.
Perché è del PD: è nella sua natura.

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Anus Horribilis https://www.carmillaonline.com/2013/12/29/anus-horribilis/ Sun, 29 Dec 2013 22:02:50 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=11750 di Alessandra Daniele

2013-L’essere riusciti a schiodare il culo flaccido di Berlusconi dal seggio senatoriale è uno dei pochi ricordi positivi che il 2013 lascerà nella nostra memoria. In tasca non ci ha lasciato niente, e la nuova stagione fiscale è appena cominciata. Sono in arrivo la TRASI, tassa sulle entrate, non intese come finanziarie, ma come porte d’ingresso; la TREK, tassa quinquennale che arriva dove nessun’altra era mai giunta prima; e la cosiddetta tassa sul web, la TROLL. Intanto il mercatone democristiano delle clientele continua via decreto: il Mille Proroghe sarà seguito dal [...]]]> di Alessandra Daniele

2013-L’essere riusciti a schiodare il culo flaccido di Berlusconi dal seggio senatoriale è uno dei pochi ricordi positivi che il 2013 lascerà nella nostra memoria. In tasca non ci ha lasciato niente, e la nuova stagione fiscale è appena cominciata. Sono in arrivo la TRASI, tassa sulle entrate, non intese come finanziarie, ma come porte d’ingresso; la TREK, tassa quinquennale che arriva dove nessun’altra era mai giunta prima; e la cosiddetta tassa sul web, la TROLL.
Intanto il mercatone democristiano delle clientele continua via decreto: il Mille Proroghe sarà seguito dal Cento Vetrine.
Per combattere la disoccupazione, l’Articolo 18 sarà rimpiazzato da un Comma 22: solo i disoccupati non potranno essere licenziati.
Beppe Grillo annuncia un’altra iniziativa rivoluzionaria diretta a risolvere i problemi concreti degli italiani: la notte di capodanno terrà un discorso parallelo a quello di Napolitano. Poi i due si scambieranno i testi, e ognuno leggerà quello dell’altro. Alla fine leggeranno insieme un testo dei Modà.
“I poveri non possono aspettare” ha detto papa Francesco, e il drappello di Forconi in Piazza S Pietro ha applaudito entusiasta.
Dopo però Bergoglio non ha aggiunto “quindi tutti i beni che non sono strettamente indispensabili alla Chiesa per la sua sopravvivenza verranno da noi interamente distribuiti ai più bisognosi”. E nemmeno un più semplice “quindi rinunciamo all’otto per mille, e alle esenzioni fiscali”.
E neanche un banale ”quindi ai prossimi che chiamo regalo una ricarica”.
Era proprio il “quindi” che mancava.
C’era invece un ”però”: “i poveri non possono aspettare. Però devono rinunciare alla violenza”.
Ci è stata venduta una scatola con scritto ”Democrazia”, e invece ci abbiamo trovato dentro un mattone, però dobbiamo rinunciare a usarlo per spaccare una centovetrina.
Anche questo è stato applaudito dai Forconi. La maggioranza di loro abitualmente è gente tranquilla, che vede gli scontri di piazza solo alla tv.
E parteggia per la polizia.
Per quanto adesso siano incazzati, comunque non si oppongono al sistema in sé, che infatti non gli scatena contro i suoi anticorpi manganellanti, ma li blandisce per riassorbirli.
Non vogliono mica la luna, come diceva Fiordaliso prima della menopausa, né tanto meno la Rivoluzione. Vorrebbero solo un po’ meno tasse.
Invece ne avremo di più.
E’ il regalo di Natale del governo Letta, un regalo riciclato, l’agenda Letta non è che l’agenda Monti con una copertina diversa.
L’IMU non è stata affatto abolita, s’è moltiplicata come il virus Andromeda, indistruttibile perché capace di mutare a ogni generazione rimanendo comunque letale.
Così come la Democrazia Cristiana, oggi Renziana.
Renzi, Letta, Alfano, Salvini, l’Italia ha battuto un altro poco invidiabile record: abbiamo i quarantenni più vecchi del mondo.
Schiodato un culo flaccido, ne arriva sempre un altro.

Chi fosse interessato a un mio parere sull’ultimo imbarazzante special natalizio di Doctor Who, lo trova QUI

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Italia senza limiti https://www.carmillaonline.com/2013/09/29/italia-senza-limiti/ Sun, 29 Sep 2013 20:56:17 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=9631 di Alessandra Daniele

telefono– Buongiorno! – Esordisce garrula la voce al telefono – Vorrei proporle l’offerta IllimItalia. – No, grazie, non cambio gestore. – Ma quest’offerta non riguarda solo la telefonia. Se lei sceglie di collocare la sua impresa in Italia, potrà inquinare l’ambiente, devastare il territorio, abbattere i monumenti, frodare il fisco, truccare il bilancio, corrompere i funzionari, truffare i clienti, sfruttare gli operai, intossicarli, ricattarli, e licenziarli in massa. Illimitatamente! Se poi decidesse di entrare in politica, potrà riempire il parlamento di suoi dipendenti, rovesciare i governi, e cambiare tutte le leggi nell’interesse suo, e delle sue aziende. [...]]]> di Alessandra Daniele

telefono– Buongiorno! – Esordisce garrula la voce al telefono – Vorrei proporle l’offerta IllimItalia.
– No, grazie, non cambio gestore.
– Ma quest’offerta non riguarda solo la telefonia. Se lei sceglie di collocare la sua impresa in Italia, potrà inquinare l’ambiente, devastare il territorio, abbattere i monumenti, frodare il fisco, truccare il bilancio, corrompere i funzionari, truffare i clienti, sfruttare gli operai, intossicarli, ricattarli, e licenziarli in massa. Illimitatamente! Se poi decidesse di entrare in politica, potrà riempire il parlamento di suoi dipendenti, rovesciare i governi, e cambiare tutte le leggi nell’interesse suo, e delle sue aziende.
– Io non ho aziende.
– Neanche una?
– No.
– Capitali da investire o riciclare?
– Nemmeno.
– Allora mi permetta di proporle l’offerta Quiri-Line. Se il presidente Napolitano non riuscirà a reinstallare Letta, gli servirà un’altra app che esegua gli ordini della BCE. Tutto quello che lei dovrà fare come premier è sfoggiare il suo savoir faire sobrio ma elegante, e le sue conoscenze altolocate…
– Non ne ho.
– Oh, ma allora lei è un poveraccio, un caso umano – sospira – Posso offrirle l’opzione Papa e Più Papa: una telefonata di Bergoglio, più cento sms di Ratzinger, che preferisce scrivere, più una suoneria di Wojtyla che canta il Pulcino Pio in otto lingue.
– Wojtyla è morto molto prima che uscisse il Pulcino Pio.
– Era un profeta – risponde la voce, in tono ispirato.
– Ma io non sono un caso umano. Sono uno che lavora.
Un attimo di silenzio.
– Allora mi dispiace. A lei non abbiamo niente da offrire.

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La solitudine dei numeri scemi https://www.carmillaonline.com/2013/08/25/la-solitudine-dei-numeri-scemi/ Sun, 25 Aug 2013 20:14:39 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=8629 di Alessandra Daniele

InutileMentre USA ed Europa cercano un modo per bombardare la Siria fingendo di salvarla, in Italia si cerca un modo per salvare Berlusconi fingendo di non farlo. Il governo Letta ha una maggioranza scomoda. In compenso, ha un’opposizione parlamentare più comoda dei materassi di Mastrota. La Lega Nord è ormai ridotta solo all’imitazione del sudista razzista dei western, lercio, becero, e ottuso. Il tentativo di secessione leghista però non è stato nemmeno la versione farsesca di quello USA, è stato il nulla assoluto. Nella loro Fortezza della Solitudine, i grillini continuano ad [...]]]> di Alessandra Daniele

InutileMentre USA ed Europa cercano un modo per bombardare la Siria fingendo di salvarla, in Italia si cerca un modo per salvare Berlusconi fingendo di non farlo.
Il governo Letta ha una maggioranza scomoda. In compenso, ha un’opposizione parlamentare più comoda dei materassi di Mastrota.
La Lega Nord è ormai ridotta solo all’imitazione del sudista razzista dei western, lercio, becero, e ottuso. Il tentativo di secessione leghista però non è stato nemmeno la versione farsesca di quello USA, è stato il nulla assoluto.
Nella loro Fortezza della Solitudine, i grillini continuano ad aspettare il Giudizio Universale che scenderà sulla terra quando avranno la maggioranza assoluta, cioè mai.
I deputati M5S andrebbero pagati a cottimo, cioè solo per gli interventi parlamentari effettivamente utili: lo stipendio gli toccherebbe restituirlo tutto.
La rivoluzione che continuano a promettere ha la stessa consistenza della secessione leghista.
Letta però non ha nulla da temere neanche dalla piazzetta berlusconiana, coi suoi cartelli tutti stampati in serie con lo stesso font handwriting, e le sue pasionarie novantenni. Mi tocca svolgere la funzione del CICAP: l’apocalittica profezia Morettiana in merito non s’è avverata, né s’avvererà. I bottegai berlusconiani non turberanno un ordine pubblico fatto da sempre su misura per garantire i loro interessi.
Adesso sappiamo che anche la non difficile (se ne parlava da anni) profezia sulle dimissioni papaline era inesatta: Ratzinger ha dichiarato ”Dio m’ha detto di dimettermi”, quindi in realtà è stato un licenziamento.
Del neo sessantenne Moretti non mi convincono né i poteri divinatori né le abusate catchphrases: non mi sono mai illusa che D’Alema potesse ”dire qualcosa di sinistra”, è una frase che mi rappresenta ancora meno di ”Bow ties are cool”.
In realtà, il governo Letta ha poco da temere anche dallo stesso Berlusconi, nonostante le sue minacce, e gli strepiti di basilischi e dracene del suo caravanserraglio, le Santanchè, le Biancofiore, pronte a difenderlo a ogni costo perché è il loro maker, e come le spose di Dracula sono legate a lui per tutta la vita, anzi la non-morte.
Pur di evitare le conseguenze dei suoi reati Berlusconi sembra disposto a utilizzare qualsiasi mezzo, compresa la ricina, avvelenare il governissimo è però l’ultima cosa che gli convenga fare.
Il governo Letta non è stato deciso in Italia.
Berlusconi può godersene la golden share solo finché lo sostiene. In caso di crisi, Napolitano non scioglierà le camere, ma assemblerà un Letta bis senza Berlusconi, sostituendolo con un pacchetto di transfughi assortiti.
E se non funzionerà, e gli italiani verranno rimandati a votare, chiunque voteranno, alla fine avranno comunque un Letta tris con un altro nome, a prescindere dai numeri.
L’Italia può decidere da chi essere governata non più di quanto la Siria possa decidere se essere bombardata.
Perché – serve ripeterlo? – l’opinione degli italiani non conta più un cazzo.

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Salvo Berlusconi https://www.carmillaonline.com/2013/08/12/salvo-berlusconi/ Sun, 11 Aug 2013 22:31:43 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=8355 di Alessandra Daniele

save”La crisi sta finendo, e un anno se ne va”, prima dichiarazione ottimistica del governo in cerca di un alibi per mollare qualsiasi altra preoccupazione, e dedicarsi con tutto il resto del parlamento e delle istituzioni all’imprescindibile compito per le vacanze: la ricerca d’un modo per salvare il culo flaccido d’un noto pregiudicato che ha frodato 280 milioni di euro al fisco, e creato un fondo nero col quale, presumibilmente, comprarsi puttane e senatori. Salvarlo dall’orribile tortura di dover passare qualche mese ai domiciliari a palazzo Grazioli, o [...]]]> di Alessandra Daniele

save”La crisi sta finendo, e un anno se ne va”, prima dichiarazione ottimistica del governo in cerca di un alibi per mollare qualsiasi altra preoccupazione, e dedicarsi con tutto il resto del parlamento e delle istituzioni all’imprescindibile compito per le vacanze: la ricerca d’un modo per salvare il culo flaccido d’un noto pregiudicato che ha frodato 280 milioni di euro al fisco, e creato un fondo nero col quale, presumibilmente, comprarsi puttane e senatori.
Salvarlo dall’orribile tortura di dover passare qualche mese ai domiciliari a palazzo Grazioli, o in una delle sue ville con vulcano, rinunciando a ricevere giornalmente altri noti pregiudicati per trattare altri acquisti di puttane e senatori.
Salvarlo da una breve quanto tardiva interdizione dai pubblici uffici, cioè dall’occasione unica di continuare comunque a occuparsi di pubblici uffici, in più atteggiandosi a Nelson Mandelaset vittima della crudele dittatura del governo di larghe intese del quale è azionista di maggioranza.
Salvarlo da un affidamento ai servizi sociali che trasformerebbe in uno spot per quella filantropia da satrapo ruffano che ha sempre millantato.
Salvarlo per salvare il governo, che sta salvando gli italiani uno alla volta, cominciando da Berlusconi.
Salviamolo noi. Diamo al presidente Napolitano l’idea che sta cercando.
Amnistia? No, Amnesia.
Che ogni notizia, ogni immagine, e ogni informazione riguardante Silvio Berlusconi vengano cancellate completamente e definitivamente da ogni archivio, pubblico e privato, da ogni documento, cartaceo ed elettronico, e da ogni memoria, sintetica e organiica.
Sparaflashiamo l’intero paese, l’intero pianeta se necessario.
Diamo a quest’uomo tanto a lungo perseguitato, ma ancora così giovane di spirito, la possibilità di ricominciare tutto da capo da zero, armato solo della sua lucidità, della sua cultura, e della sua onestà.
Diamo agli italiani la possibilità d’occuparsi finalmente d’altro.
Di tutti i loro problemi, salvo Berlusconi.

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