Michele Emiliano – Carmilla on line https://www.carmillaonline.com letteratura, immaginario e cultura di opposizione Fri, 26 Jun 2026 20:00:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 Guerra agli ulivi/4 https://www.carmillaonline.com/2018/05/26/guerra-agli-ulivi-4/ Sat, 26 May 2018 04:40:30 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=45912 di Alexik

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I governi passano ma il decreto Martina (almeno per ora) resta, con il suo carico di veleni con cui irrorare il Salento intero. Non si tratta in realtà di una misura inedita: già nel 2014, con un altro decreto a firma dello stesso identico ministro, si imponevano “trattamenti insetticidi per il controllo delle popolazioni di insetti vettori“, portatori potenziali del  batterio Xylella Fastidiosa. Anche allora l’obiettivo dello sterminio era il Philaenus spumarius, o ‘Sputacchina’, una minuscola cicala [...]]]> di Alexik

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I governi passano ma il decreto Martina (almeno per ora) resta, con il suo carico di veleni con cui irrorare il Salento intero.
Non si tratta in realtà di una misura inedita: già nel 2014, con un altro decreto a firma dello stesso identico ministro, si imponevano “trattamenti insetticidi per il controllo delle popolazioni di insetti vettori“, portatori potenziali del  batterio Xylella Fastidiosa.
Anche allora l’obiettivo dello sterminio era il Philaenus spumarius, o ‘Sputacchina’, una minuscola cicala ritenuta responsabile del contagio degli ulivi.
Ma nelle sue articolazioni pratiche, l’attuazione del decreto del 2014 incontrava almeno alcuni limiti: i trattamenti non si potevano utilizzare all’interno di riserve naturali, macchieti, garighe, prati permanenti, seminativi, vigneti, agrumeti, ecc.
Il loro uso era riservato agli uliveti e frutteti del genere Prunus, con l’esclusione del periodo di fioritura delle piante entomogame1 per contenere il danno sugli insetti impollinatori.2

Si trattava di ‘limiti’ per modo di dire, visto che tutto il Salento è un uliveto, ma comunque ora, col nuovo decreto emanato da Maurizio Martina il 13 febbraio 2018, di limiti non ce ne è più neanche l’ombra.
Stando alla lettera del dispositivo, non si prevede alcuna esclusione dai trattamenti chimici per i parchi pubblici, i cortili delle scuole o i giardini delle case dove sia stata messa a dimora qualcuna delle numerose piante potenzialmente ospiti del batterio Xylella.
Non solo non c’è più nessun freno per l’utilizzo sulle fioriture, ma le irrorazioni di insetticidi sono state previste a partire proprio da maggio, che è esattamente il mese di fioritura degli ulivi (fioritura che attira le api, nonostante l’impollinazione di queste piante sia anemofila).
Il che denota o l’infinita idiozia degli estensori del provvedimento o, in alternativa, la lucida volontà di uccidere gli impollinatori.

Bari 25 maggio 2018. Manifestazione contro gli espianti e contro i pesticidi.

Cambia inoltre anche l’aspetto sanzionatorio per chi si rifiuta di usare i pesticidi o di ubbidire all’ordine di eradicazione dei propri ulivi.
Infatti il combinato disposto fra il decreto Martina e una legge regionale dell’era Emiliano prevede in aggiunta alle già pesanti sanzioni amministrative “l’esclusione dalle gare d’appalto e dai bandi per l’erogazione di fondi comunitari, nazionali e regionali promossi da parte della Regione Puglia“.
Un ricatto ignobile, visto che sono proprio i contributi UE a tenere in piedi l’agricoltura pugliese (e italiana in generale).
In pratica, il monito rivolto da Stato e Regione ad aziende, cooperative agricole e coltivatori diretti è il seguente: “distruggi ed inquina il tuo territorio se vuoi continuare ad operare, altrimenti ti mettiamo nelle condizioni di chiudere la baracca“.

Ma sarebbe ingeneroso sostenere che il decreto Martina non lasci proprio nessuna possibilità di scelta.
Trattandosi di un provvedimento ‘democratico’, come il partito che lo ha concepito, obbliga i contadini del Salento ad avvelenare i propri campi, ma ne rispetta il libero arbitrio nella scelta del veleno.
In alternativa all’Imidacloprid, su cui ci siamo concentrati nel corso della puntata precedente, il decreto offre infatti un ricco carnet di pesticidi: Acetamiprid (un altro neonicotinoide), DeltametrinaDimetoato, Etofenprox, Lambda Cialotrina, Piretrine naturali.
Tranne le piretrine, tutti i prodotti citati, se utilizzati da aziende bio, provocherebbero la perdita della certificazione biologica.
L’unico prodotto a bassa nocività per il bio, l’olio essenziale di arancio dolce, è in attesa di essere sdoganato dal Ministero, e comunque difficilmente potrebbe avere una diffusione di massa, visto che una tanica di prodotto da 5 l. costa 144 euro, contro i 20 del Dimetoato.
Quanto alle nocività degli insetticidi menzionati, l’assessore all’agricoltura della regione Puglia, Leonardo Di Gioia – ex revisore contabile con un passato in AN e PdL- sostiene che “I trattamenti previsti per contrastare la Xylella sono sicuri per l’ambiente e per il bio” .
Vediamo cosa ne pensano i ricercatori di tutto il mondo.

Una panoramica sulle nocività

Bari 25 maggio 2018. Manifestazione contro gli espianti e contro i pesticidi.

Tutti i principi attivi elencati, tranne l’Olio essenziale di arancio dolce, presentano una tossicità media o alta per le api3, ma non sono soltanto gli impollinatori a cadere vittime degli ‘effetti collaterali’.
Consideriamo per esempio le conseguenze sul Trichogramma, una vespetta innocua per l’uomo che si nutre di uova di lepidotteri parassiti, tipo le Piralidi del mais.
Il Trichogramma è l’insetto più utilizzato per la lotta biologica nel mondo intero e, a detta di ricercatori pakistani, indiani e statunitensi, muore se esposto all’Acetamiprid o alla Deltametrina.4
Ricercatori brasiliani hanno dimostrato la nocività per la vespetta anche del Dimetoato, dell’Etofenprox e della Lambda Cialotrina.5
Ci dicono dall’Università di La Plata, che l’Acetamiprid si è dimostrato tossico anche per la Eriopis connex, un predatore usato per combattere afidi e mosche bianche in Argentina.6
È interessante verificare come la cd guerra chimica agli insetti nocivi in realtà vada a indebolire la difesa biologica, sterminando i loro antagonisti naturali. L’agrochimica uccide i suoi concorrenti, a maggior ragione se non si tratta di vite brevettabili.

I neonicotinoidi  uccidono e debilitano anche gli invertebrati dei suoli. L’imidacloprid è nocivo per i lombrichi, importantissimi per la fertilità della terra.7
Un gruppo di scienziati portoghesi, al termine di uno studio sugli invertebrati, ha concluso che “con i dati attuali nell’ambito di schemi standard di valutazione del rischio ambientale, si può ritenere che il rischio dell’acetamiprid nel compartimento del suolo sia inaccettabile“.8

Non va meglio per la fauna acquatica e anfibia. L’Acetamiprid, come tutti i neonicotinoidi, è estremamente solubile in acqua, può facilmente essere trasportato dalla pioggia fino alle acque superficiali ed esplicare così la sua azione nociva su organismi non bersaglio.
Una ricerca turca ha accertato come l’Acetamiprid induca cambiamenti neuropatici nel nervo sciatico delle rane, lesionandone la motilità9, mentre  una ricerca cinese ha osservato come nei Brachydanio rerio (pesci d’acqua dolce) la sostanza  alteri il metabolismo degli amminoacidi e l’equilibrio dei neurotrasmettitori.10

Innumerevoli poi sono i test sui pesticidi condotti attraverso la tortura dei roditori da esperimento.
Dopo  l’esposizione dei ratti a Dimetoato sono state osservate conseguenze quali la diminuzione della produzione di ormoni tiroidei11, l’alterazione dei mitocondri del fegato12 e danni al pancreas13. Effetti che si sommano alla ben nota attività neurotossica della sostanza.
L’esposizione dei topi ad Acetamiprid ha mostrato aberrazioni cromosomiche nelle cellule del midollo osseo14, effetti sulla capacità di fecondare e danni allo sviluppo embrionale15.
Nei ratti l’esposizione al neonicotinoide ha evidenziato lo sconvolgimento della biosintesi del testosterone, con conseguenti effetti sulla riproduzione16, alterazioni del genoma del cervello in via di sviluppo17, epatotossicità18, perdita dell’integrità delle membrane mitocondriali19.

Bari 25 maggio 2018. Manifestazione contro gli espianti e contro i pesticidi.

Per quanto riguarda la Deltametrina, fra i topi esposti si è riscontrata la formazione di  aberrazioni cromosomiche nell’osso di midollo, una morfologia anormale degli spermatozoi ed un aumento statisticamente significativo dell’incidenza di adenomi tiroidei20.
Negli esperimenti sulle Piretrine sono emersi effetti sul fegato nei cani.  I ratti hanno subito effetti sulla tiroide, danni ai tessuti delle vie nasali e respiratorie, diminuzione di peso, difficoltà respiratorie e tremori.21.

Passiamo alle sperimentazioni su cellule in vitro.
Della potenziale  neurotossicità sui mammiferi di Acetamiprid e Imidacloprid si è occupata anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).
Uno studio su cellule di ratto22 suggeriva che l’azione di questi composti avrebbe potuto influenzare lo sviluppo dei sistemi nervosi dei mammiferi come avviene con la nicotina. Il gruppo di esperti scientifici interpellato dall’EFSA ha concluso nel 2013 che entrambi i composti potrebbero effettivamente influenzare lo sviluppo e la funzione neuronale, sebbene siano stati identificati diversi limiti metodologici nello studio. Il gruppo ha ritenuto che gli attuali ‘livelli tossicologicamente accettabili’ potrebbero non essere sufficientemente protettivi.23
Altri studi in vitro di ricercatori turchi e canadesi suggeriscono come gli insetticidi neonicotinoidi possano indurre citotossicità e danni al DNA24, o effetti  sulla produzione di estrogeni e sull’attività enzimatiche durante la gravidanza, agendo in quest’ultimo caso come interferenti endocrini.25

Ribellarsi è giusto

Tutti questi risultati ci danno il senso generale di come l’irrorazione massiva di insetticidi nelle campagne salentine possa impattare sulle vite degli animali che le abitano, di quelli selvatici, di quelli di allevamento e domestici.
Fino agli umani, che in quelle campagne ci lavorano, ci vengono per turismo, ci passeggiano e ci abitano.
Un particolare che chi si è occupato della stesura del decreto sembra aver rimosso completamente.

C’è da intendersi: già adesso non si tratta di campagne salubri.
La ‘rivoluzione verde’ è passata anche qui, almeno quarant’anni fa, quando i consorzi agrari cominciarono a spingere per piazzare pesticidi ai contadini.
E i contadini li comprarono, perché ‘le medicine’ per le piante erano consigliate dal dottore agronomo, nei confronti del quale si nutriva la stessa deferenza dovuta alla cerchia dei notabili.
E poi perchè la terra è bassa, e diserbare l’uliveto col glifosato era molto meno faticoso che farlo a mano, e meno costoso che pagare le macchine.
Una situazione ancora attuale, visto che in Provincia di Lecce il consumo di glifosato è almeno quattro volte quello delle altre province della Regione.
I veleni del decreto Martina si vanno dunque a inserire in una situazione già in parte compromessa, generando un pericoloso effetto cumulo.

Il quadro è questo, e sembrerebbe del tutto desolante se non fosse che l’arroganza e la follia dimostrata dallo Stato stanno generando una reazione estesa e inaspettata.
Perché si stanno ribellando al Decreto Martina i medici dell’ISDE, della Lilt e il loro Ordine provinciale.
Si stanno ribellando più di 100 fra associazioni del territorio e aziende agricole.
Si stanno ribellando sindaci, che vietano con le ordinanze l’uso dei pesticidi.
Si stanno ribellando i contadini che si rifiutano di avvelenare gli uliveti.
Le assemblee nei territori si moltiplicano, fioccano le adesioni ai ricorsi, e la gente comincia a scendere in strada.
Un movimento che non solo erge un muro di rifiuto contro la prospettiva di trasformazione del proprio territorio in un deserto insalubre, ma che mette in discussione anche il modello precedente, di una agricoltura chimica figlia della ‘rivoluzione verde’, sempre più impattante e sempre più insostenibile. (Continua)


  1. Piante il cui processo di impollinazione è portato avanti dagli insetti. 

  2. La disposizione è tratta dal Piano degli interventi approntato nel marzo 2015 dall’allora Commissario alla ‘emergenza Xylella’ Giuseppe Silletti. 

  3. Porrini C., Sgolastra F., Intossicazioni ed avvelenamenti da pesticidi, in Contessi A., Le api. Biologia, allevamento, prodotti, Edagricole , New Business Media, 2016, pp. 212 – 224. 

  4. Khan MA, Ruberson JR., Lethal effects of selected novel pesticides on immature stages of Trichogramma pretiosum (Hymenoptera: Trichogrammatidae), in Pest Manag Sci. 2017 Dec; 73(12):2465-2472. Thubru DP, Firake DM, Behere GT, Assessing risks of pesticides targeting lepidopteran pests in cruciferous ecosystems to eggs parasitoid, Trichogramma brassicae (Bezdenko),  Saudi J Biol Sci. 2018 May;25(4):680-688. 

  5. Fabrizio Pinheiro Giolo, Anderson Dionei Grützmacher, Cristiane Gindri Manzoni, Wagner da Roza Härter, Rodolfo Vargas Castilhos Cristiane Müller, Toxicity of pesticides used in peach production on the egg parasitoids Trichogramma atopovirilia Oatman & Platner, 1983 (Hymenoptera: Trichogrammatidae), in ‘Cienc. Rural’ vol.37 no.2 Santa Maria Mar./Apr. 2007.  Paiva ACR, Beloti VH, Yamamoto PT., Sublethal effects of insecticides used in soybean on the parasitoid Trichogramma pretiosum, in ‘Ecotoxicology’ 2018 May;27(4): 448-456. 

  6. Fogel MN, Schneider MI, Desneux N, González B, Ronco AE., Impact of the neonicotinoid acetamiprid on immature stages of the predator Eriopis connexa (Coleoptera: Coccinellidae), in ‘Ecotoxicology’. 2013 Aug; 22(6):1063-71. 

  7. Francisco Sánchez-Bayo, Henk A. Tennekes and Koichi Goka, Impact of Systemic Insecticides on Organisms and Ecosystems, Intech, 2013. 

  8. Renaud M, Akeju T, Natal-da-Luz T, Leston S, Rosa J, Ramos F, Sousa JP, Azevedo-Pereira HMVS, Effects of the neonicotinoids acetamiprid and thiacloprid in their commercial formulations on soil fauna, in ‘Chemosphere’ 2018 Mar;194:85-93. 

  9. Çamlıca Y, Bediz SC, Çömelekoğlu Ü, Yilmaz ŞN. Toxic effect of acetamiprid on Rana ridibunda sciatic nerve (electrophysiological and histopathological potential), in Drug Chem Toxicol. 2018 Mar 14:1-6. 

  10. Zhang H, Zhao L., Influence of sublethal doses of acetamiprid and halosulfuron-methyl on metabolites of zebra fish (Brachydanio rerio), in ‘Aquat Toxicol.’ 2017 Oct;191:85-94. 

  11. Mahjoubi-Samet A, Hamadi F, Soussia L, Fadhel G, Zeghal N., Dimethoate effects on thyroid function in suckling rats, in ‘Ann Endocrinol’ (Paris)’ 2005 Apr;66(2 Pt 1):96-104. 

  12. Spetale MR, Morisoli LS, Rodríguez Garay EA, The effect of organophosphorus compounds on respiration by rat liver mitochondria, in ‘Farmaco Sci.’ 1977 Feb;32(2):116-22. 

  13. Mesallam DIA, Abdel Hamid OI, Ibrahem NE, Ethanolic extract of fenugreek seeds moderates dimethoate-induced pancreatic damage in male rats, in Environ Sci Pollut Res Int. 2018 Feb;25(4):3894-3904. 

  14. Bagri P, Jain SK., Assessment of acetamiprid-induced genotoxic effects in bone marrow cells of Swiss albino male mice, in Drug Chem Toxicol.’  2018 Feb 6:1-7. 

  15. Babeľová J, Šefčíková Z, Čikoš Š, Špirková A, Kovaříková V, Koppel J, Makarevich AV, Chrenek P, Fabian D, Exposure to neonicotinoid insecticides induces embryotoxicity in mice and rabbits, in ‘Toxicology’ 2017 Dec 1;392:71-80. Gu YH, Li Y, Huang XF, Zheng JF, Yang J, Diao H, Yuan Y, Xu Y, Liu M, Shi HJ, Xu WP, Reproductive effects of two neonicotinoid insecticides on mouse sperm function and early embryonic development in vitro, in PLoS One. 2013 Jul 29;8(7):e70112. 

  16. Kong D, Zhang J, Hou X, Zhang S, Tan J, Chen Y, Yang W, Zeng J, Han Y, Liu X, Xu D, Cai R, Acetamiprid inhibits testosterone synthesis by affecting the mitochondrial function and cytoplasmic adenosine triphosphate production in rat Leydig cells, in Biol Reprod. 2017 Jan 1;96(1):254-265. 

  17. Kimura-Kuroda J, Nishito Y, Yanagisawa H, Kuroda Y, Komuta Y, Kawano H, Hayashi M, Neonicotinoid Insecticides Alter the Gene Expression Profile of Neuron-Enriched Cultures from Neonatal Rat Cerebellum, in Int J Environ Res Public Health. 2016 Oct 4;13(10). 

  18. Chakroun S, Ezzi L, Grissa I, Kerkeni E, Neffati F, Bhouri R, Sallem A, Najjar MF, Hassine M, Mehdi M, Haouas Z, Ben Cheikh H, Hematological, biochemical, and toxicopathic effects of subchronic acetamiprid toxicity in Wistar rats, Environ Sci Pollut Res Int. 2016 Dec;23(24):25191-25199. 

  19. Gasmi S, Kebieche M, Rouabhi R, Touahria C, Lahouel A, Lakroun Z, Henine S, Soulimani R, Alteration of membrane integrity and respiratory function of brain mitochondria in the rats chronically exposed to a low dose of acetamiprid, in Environ Sci Pollut Res Int. 2017 Oct;24(28):22258-22264. 

  20. IARC, Occupational Exposures in Insecticide Application, and Some Pesticides, Monografia IARC Vol. 53, 1991. 

  21. National Pesticide Information Center, Pyrethrins. General Fact Sheet

  22. Junko Kimura-Kuroda , Yukari Komuta, Yoichiro Kuroda, Masaharu Hayashi, Hitoshi Kawano, Nicotine-Like Effects of the Neonicotinoid Insecticides Acetamiprid and Imidacloprid on Cerebellar Neurons from Neonatal Rats, Plos One, 29 febbraio 2012. 

  23. EFSA, Scientific Opinion on the developmental neurotoxicity potential of acetamiprid and imidacloprid, EFSA Journal 2013;11(12):3471. 

  24. Şenyildiz M, Kilinc A, Ozden S , Investigation of the genotoxic and cytotoxic effects of widely used neonicotinoid insecticides in HepG2 and SH-SY5Y cells, Toxicol Ind Health. 2018 Jun;34(6):375-383. Çavaş T, Çinkılıç N, Vatan Ö, Yılmaz D, Effects of fullerenol nanoparticles on acetamiprid induced cytoxicity and genotoxicity in cultured human lung fibroblasts, Pestic Biochem Physiol. 2014 Sep;114:1-7.  

  25. Caron-Beaudoin E, Viau R, Hudon-Thibeault AA, Vaillancourt C, Sanderson JT, The use of a unique co-culture model of fetoplacental steroidogenesis as a screening tool for endocrine disruptors: The effects of neonicotinoids on aromatase activity and hormone production, Toxicol Appl Pharmacol. 2017 Oct 1;332:15-24.  

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Il vuoto utile https://www.carmillaonline.com/2017/05/07/il-vuoto-utile/ Sun, 07 May 2017 20:44:35 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=38077 di Alessandra Daniele

Emmanuel MacronCome da pronostico, Emmanuel Macron è stato eletto presidente della Repubblica Francese, e Renzi è tornato segretario del PCI, Partito Cazzaro Italiano. L’appello del Califfato del Terrone (Michele Emiliano) ai Foreign Fighters, cioè ai militanti di altri partiti perché votassero contro Renzi alle primarie del PD è fallito.  Comprensibilmente, sia il Movimento 5 Stelle che Berlusconi considerano il Cazzaro l’avversario ideale per motivi opposti. Per i grillini è un facile bersaglio, perché è già decotto, e incarna l’establishment e l’inciucio. Per Berlusconi è la speranza d’una resurrezione del patto [...]]]> di Alessandra Daniele

Emmanuel MacronCome da pronostico, Emmanuel Macron è stato eletto presidente della Repubblica Francese, e Renzi è tornato segretario del PCI, Partito Cazzaro Italiano.
L’appello del Califfato del Terrone (Michele Emiliano) ai Foreign Fighters, cioè ai militanti di altri partiti perché votassero contro Renzi alle primarie del PD è fallito. 
Comprensibilmente, sia il Movimento 5 Stelle che Berlusconi considerano il Cazzaro l’avversario ideale per motivi opposti.
Per i grillini è un facile bersaglio, perché è già decotto, e incarna l’establishment e l’inciucio.
Per Berlusconi è la speranza d’una resurrezione del patto del Nazareno, e del governo di Grossolana Coalizione.
Nonostante il suo autoproclamato 70% alle primarie PD rappresenti in realtà sul piano nazionale appena un misero 2% degli aventi diritto al voto, Renzi continua ad associarsi a Emmanuel Macron.
Creata in laboratorio per fermare Marine Le Pen, la candidatura Macron ha funzionato cannibalizzando i partiti tradizionali ridotti ai minimi termini, e approfittando del tradizionale voto utile anti Front National.
Macron però non è un semplice pollastro d’allevamento come Renzi, è un uovo di Draghi.
Non si limita a rappresentare l’élite, ne fa parte.
Macron ha lavorato per la Banca Rothschild, non ha salvato la Banca Etruria.
Macron può permettersi un partito tutto nuovo, moderno, aerodinamico, con le sue iniziali incise in oro.
Renzi ha dovuto dirottare un vecchio carrozzone sconocchiato, perché non può fare a meno dei reduci che continuano nonostante tutto a votare PD solo perché temono che se non lo facessero la foto di Berlinguer si metterebbe a piangere sangue come una madonnina.
Qualcosa in comune però Renzi e Macron ce l’hanno: il vuoto assoluto dei loro discorsi.
Renzi non fa che ripetere come un bot le stesse cazzate scadute che ha blaterato finora.
Macron promette tutto a tutti, favoleggiando di un’Europa che è solo il simulacro di un’era immaginaria.
I CQ, i Cazzari Quarantenni da copertina sono il contingency plan dell’elite globalista. L’ultima speranza di prendere tempo e frenare l’avanzata dei nazionalismi.
Intanto l’agenda politica italiana la detta Salvini, e il suo dettato si riassume come sempre in due parole: “Basta Negri”, con Minniti e Di Maio a fargli eco da governo e opposizione, coi loro “Mobbasta veramente però”.
Il vecchio trucco del capro espiatorio sta funzionando per l’ennesima volta.
Gli sfruttati se la prendono con gli altri sfruttati, invece che con gli sfruttatori.
Perché gli altri sfruttati sono brutti, e spaventano le vecchiette.
Invece di sfruttatori sono fotogenici, e sposano le vecchiette.
Ma sono il vuoto.
E il vuoto uccide.

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Cercasi Cazzaro https://www.carmillaonline.com/2017/03/19/cercasi-cazzaro/ Sun, 19 Mar 2017 19:27:42 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=37121 di Alessandra Daniele

renzi-dimezzatoDopo aver aver abolito i voucher solo per paura di un’altra disfatta referendaria, nella successiva partita delle nomine dei boiardi di Stato ai vertici delle società partecipate il governo Gentiloni è tornato a dimostrarsi un Renzi-Bis, che con un’altra faccia continua lo stesso gioco. Un Biscazzaro.

Intanto, s’è aperta la corsa per le primarie del PD. Ai blocchi di partenza King, Soldatino e D’Artagnan.

King Matteo Renzi è tornato dalla California gonfio come un tacchino all’ingrasso. “Vado a imparare dai più bravi” aveva detto. Evidentemente si riferiva [...]]]> di Alessandra Daniele

renzi-dimezzatoDopo aver aver abolito i voucher solo per paura di un’altra disfatta referendaria, nella successiva partita delle nomine dei boiardi di Stato ai vertici delle società partecipate il governo Gentiloni è tornato a dimostrarsi un Renzi-Bis, che con un’altra faccia continua lo stesso gioco.
Un Biscazzaro.

Intanto, s’è aperta la corsa per le primarie del PD. Ai blocchi di partenza King, Soldatino e D’Artagnan.

King
Matteo Renzi è tornato dalla California gonfio come un tacchino all’ingrasso. “Vado a imparare dai più bravi” aveva detto. Evidentemente si riferiva all’obesità.
All’assemblea del Lingotto ha cercato di nuovo di spacciarsi per una novità. Poi ha cominciato a insultare i comunisti e a lamentarsi del giustizialismo. Lo hanno portato via mentre giurava d’essere il nipote di Mubarak.
In realtà, la famiglia Renzi rispetta le leggi.
Di Mendel.
Parafrasando Neuromancer, si può dire che il renzismo sia stato un demenziale esperimento di darwinismo sociale ideato da un ricercatore annoiato che abbia tenuto costantemente il dito sul tasto fastforward.
Da rottamatore a rottame in tre anni. Matteo è davvero un recordman.

Soldatino 
OrlandoGelido, meccanico, monocorde, il ministro della Giustizia Andrea Orlando sembra un androide senza il chip emozionale.
Se Rick Deckard dovesse fargli il test di Voigt-Kampff, dopo un po’ darebbe una schicchera al rilevatore di reazioni emotive dicendo “Ma è spento?”
Orlando è l’ultimo drone del modello “Sobrietà” (che comprende Monti, Mattarella e Gentiloni) ed è stato attivato come fail-safe da quella stessa lobby di potere che aveva orchestrato l’ascesa di Renzi, e che adesso spera di frenare quella di Emiliano.
Se i robot che occupano posti di lavoro sono una minaccia, quelli che occupano posti di potere lo sono molto di più.

michele-emilianoD’Artagnan
Michele Emiliano s’è esplicitamente appellato all’ala sinistra degli elettori grillini affinché, votandolo alle primarie PD, lo aiutino a infilzare il Cazzaro allo spiedo una volta e per tutte.
In cambio Emiliano suggerisce che il suo PD renderebbe possibile l’unica alleanza di governo in grado di arrivare alla maggioranza col sistema proporzionale, cioè un’attualmente impensabile Grosse Grasse Coalition PD-5 Stelle. Tutti per uno, uno per tutti. Agile come uno spadaccino nonostante la mole, Emiliano promette contemporaneamente di riunificare il sedicente centrosinistra, riassorbendo gli scissionisti dei quali lui stesso s’è liberato con un’abile finta.
Benché Emiliano sia il solo dei tre candidati ad avere lo Zeitgeist dalla sua parte,  difficilmente l’establishment gli consentirà di vincere queste primarie, tenendoselo solo come extrema ratio.

Morto un Cazzaro se ne fa un altro? Non è più così facile.
Il PD ha definitivamente perso la faccia. Non gli basterà cambiare testimonial.
Neanche se arriva Patrick Dempsey.

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Trump It https://www.carmillaonline.com/2017/02/26/trump-it/ Sun, 26 Feb 2017 19:17:26 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=36730 di Alessandra Daniele

emilianoI più spiazzati dalla vittoria di Donald Trump sono stati quelli che più avrebbero dovuto aspettarsela. Ma si sa, gli Dei rendono ciechi coloro che vogliono perdere. Da quando il fascistone è diventato presidente degli Stati Uniti, quaggiù s’è aperto il talent per la ricerca del “Trump all’italiana”, lo Spaghetti Trump. Salvini e Grillo sono in pole position da tempo, ma adesso persino il PD ha il suo concorrente: Michele Emiliano. Nonostante il ruolo di populista di grana grossa che interpreta però, la manovra con la quale il corpulento governatore della Puglia ha [...]]]> di Alessandra Daniele

emilianoI più spiazzati dalla vittoria di Donald Trump sono stati quelli che più avrebbero dovuto aspettarsela. Ma si sa, gli Dei rendono ciechi coloro che vogliono perdere.
Da quando il fascistone è diventato presidente degli Stati Uniti, quaggiù s’è aperto il talent per la ricerca del “Trump all’italiana”, lo Spaghetti Trump.
Salvini e Grillo sono in pole position da tempo, ma adesso persino il PD ha il suo concorrente: Michele Emiliano.
Nonostante il ruolo di populista di grana grossa che interpreta però, la manovra con la quale il corpulento governatore della Puglia ha accompagnato fuori dal PD quasi tutti gli altri antirenziani, suoi concorrenti diretti, per poi non seguirli è stata di rara sottigliezza.
Adesso Emiliano è l’unico leader dell’opposizione interna al PD (Orlando è solo un proxy di Napolitano) e quando Renzi si sarà schiantato definitivamente, potrà provare ad ereditare il partito.
Renzi è un perdente che continuerà a perdere, a maggior ragione adesso che ha esaurito le cazzate da spacciare.
Perderà sia le amministrative che l’eventuale referendum sui voucher.
Per le elezioni politiche il PD avrà quindi disperatamente bisogno d’un altro leader spendibile che riesca nel compito fallito da Renzi: catalizzare il voto anti-establishment per convogliarlo nel principale partito dell’establishment.
Di fronte agli elettori del PD, Emiliano potrà vantare d’essere un oppositore leale che ha cercato di evitare la scissione per il Bene Supremo del partito, e che ora potrebbe ricomporla.
Di fronte agli altri elettori, reciterà la sua solita parte di populista verace, che alle ultime regionali gli ha fruttato un vasto consenso trasversale.
A prescindere dalla sua riuscita, la strategia di Emiliano per scalare il PD è un notevole esempio della congenita doppiezza del cosiddetto centrosinistra.
Non sono migliori gli scissionisti DP, che pur continuando a sostenere il governo, progettano di raccogliere voti a sinistra del PD, per poi rivenderli allo stesso PD con la Grossolana Coalizione auspicata dal nefasto Scalfari, che va da Brunetta a Vendola in funzione anti M5S.
In realtà ognuna delle loro tortuose manovre avvicina al governo sia Grillo che Salvini.
Che la parola “Sinistra” sia preda di certi grotteschi parassiti è una delle ovvie cause dell’avanzata delle destre.
La protesta di ambulanti e tassinari inferociti davanti alla sede del PD dove si celebrava l’ennesimo rituale bizantino è stata la perfetta rappresentazione plastica della situazione.
Le bombe-carta che hanno fatto saltare in una pioggia di cocci tutti i vetri della strada non hanno scosso i piddini dalle loro procedure ossessivo compulsive, che accelerano la rovina che vorrebbero scongiurare.
Ma si sa, gli Dei rendono sordi coloro che vogliono perdere.

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Narrazione di Natale https://www.carmillaonline.com/2016/12/06/narrazione-di-natale/ Tue, 06 Dec 2016 18:01:16 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=35138 di Alessandra Daniele

Uno degli ultimi atti esecutivi del governo del Cazzaro è stato bloccare il finanziamento delle cure per i bambini malati di cancro a causa dell’inquinamento dell’Ilva, per punire il presidente della regione pugliese Emiliano, reo d’essersi espresso per il No. Togliere le cure ai bambini malati di cancro. Sotto Natale. La “Narrazione Renziana” si conclude con una pagina di Dickens.

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di Alessandra Daniele

Uno degli ultimi atti esecutivi del governo del Cazzaro è stato bloccare il finanziamento delle cure per i bambini malati di cancro a causa dell’inquinamento dell’Ilva, per punire il presidente della regione pugliese Emiliano, reo d’essersi espresso per il No.
Togliere le cure ai bambini malati di cancro.
Sotto Natale.
La “Narrazione Renziana” si conclude con una pagina di Dickens.

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Renzimandias https://www.carmillaonline.com/2015/06/01/renzimandias/ Mon, 01 Jun 2015 04:55:33 +0000 http://www.carmillaonline.com/?p=22893 di Alessandra Daniele

“Any man who must say “I am the king” is no true king at all”

Renzi è un cazzaro.RENZI Il suo petulante ottimismo è solo una sceneggiata per i media di corte. Il suo presunto carisma è un prodotto sintetico di quegli stessi media. Il suo pseudo consenso maggioritario in un anno s’è già praticamente dimezzato. E come queste regionali hanno dimostrato, il suo personale potere effettivo non gli basta nemmeno a controllare il suo stesso partito. Un PD più dilaniato che mai dalla guerra fra bande, con arroganti capibastone che [...]]]>

di Alessandra Daniele

“Any man who must say “I am the king” is no true king at all”

Renzi è un cazzaro.RENZI
Il suo petulante ottimismo è solo una sceneggiata per i media di corte.
Il suo presunto carisma è un prodotto sintetico di quegli stessi media.
Il suo pseudo consenso maggioritario in un anno s’è già praticamente dimezzato.
E come queste regionali hanno dimostrato, il suo personale potere effettivo non gli basta nemmeno a controllare il suo stesso partito. Un PD più dilaniato che mai dalla guerra fra bande, con arroganti capibastone che spadroneggiano alla faccia dell’immagine che Renzi vorrebbe spacciare, e cadaveri eccellenti pronti a cogliere l’occasione giusta per vendicarsi dell’usurpatore fiorentino.
Grazie a Cofferati, ne ha trovato il modo persino l’ex sodale Pippo Civati: dopo un anno di travagliati monologhi con in mano il teschio di Letta, il Principe Triste s’è deciso a lasciare il partito e riciclarsi come Principe del Popolo, sostenendo un candidato ligure inventato apposta per fottere – meritatamente – il PD. Un fuoco amico che Renzi non ha saputo fronteggiare, se non con inutili appelli al voto utile anti-berlusconiano, che da parte sua suonano particolarmente grotteschi, visto che Berlusconi è stato un suo grande elettore almeno quanto Marchionne.
E i califfati di Puglia e Campania, con Emiliano e De Luca, minacciano d’essere per Renzi – in modo diverso – una zeppa nel culo persino peggiore della bruciante sconfitta ligure.
Anche a prescindere dall’assegnazione delle singole poltrone, queste regionali sanciscono comunque il tramonto di quell’apparente consenso plebiscitario manifestatosi alle elezioni europee, che non potrà più essere sbandierato dal premier come simulacro di legittimazione popolare per ogni sua porcata.
Come un reggente fantoccio insediato da un esercito occupante, Renzi non ha il controllo del territorio. Tutto il potere che ostenta deriva dalle lobby che lo sostengono al governo nazionale, e che alle amministrazioni locali sono in definitiva meno interessate.
Quello che a loro importa è controllare la politica economica nazionale, in modo che l’Italia  continui a togliere ai lavoratori per dare agli speculatori, e che ogni ostacolo residuo sul percorso di questo denarodotto venga spazzato via.
Infatti l’attuale bersaglio privilegiato del premier, dopo l’istruzione pubblica, sono il diritto di sciopero e i sindacati, soprattutto quelli di base, che progetta di abolire.
Con tutta la sua vanagloria Renzi non è affatto un sovrano.
Per citare Apocalypse Now, è soltanto un garzone mandato dal droghiere a incassare i sospesi. 
Politicamente parlando, Renzi è un killer.
E il suo obiettivo siamo noi.
La Renxit però è già cominciata.
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