erotico – Carmilla on line https://www.carmillaonline.com letteratura, immaginario e cultura di opposizione Sun, 26 Jul 2026 20:00:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 “Da lunedì a lunedì” di Fernando Di Leo per guardare ai resti dei Settanta https://www.carmillaonline.com/2026/07/26/da-lunedi-a-lunedi-di-fernando-di-leo-per-guardare-ai-resti-dei-settanta/ Sun, 26 Jul 2026 20:00:41 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=95959 di Gioacchino Toni

Fernando Di Leo, Da lunedì a lunedì, Rogas, Roma, 2026, pp. 224, € 15,70

Riscoperto, dopo qualche decennio di oblio, da Quentin Tarantino, Fernando Di Leo appartiene – insieme a Mario Bava, Umberto Lenzi, Lucio Fulci, Mario Caiano e diversi altri – a quel gruppo di sceneggiatori e registi italiani che hanno saputo cogliere, a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta, sia i cambiamenti che stavano avvenendo nel mondo del crimine sia il desiderio del pubblico di esorcizzare, anche attraverso i film, il clima di crescente violenza che stava attraversando la società del periodo.

Tra le tante [...]]]> di Gioacchino Toni

Fernando Di Leo, Da lunedì a lunedì, Rogas, Roma, 2026, pp. 224, € 15,70

Riscoperto, dopo qualche decennio di oblio, da Quentin Tarantino, Fernando Di Leo appartiene – insieme a Mario Bava, Umberto Lenzi, Lucio Fulci, Mario Caiano e diversi altri – a quel gruppo di sceneggiatori e registi italiani che hanno saputo cogliere, a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta, sia i cambiamenti che stavano avvenendo nel mondo del crimine sia il desiderio del pubblico di esorcizzare, anche attraverso i film, il clima di crescente violenza che stava attraversando la società del periodo.

Tra le tante pellicole dirette da Fernando Di Leo si possono ricordare: I ragazzi del massacro (1969); La bestia uccide a sangue freddo (1971); la cosiddetta Trilogia del milieu, composta da Milano calibro 9 (1972), La mala ordina (1972) e Il boss (1973); Il poliziotto è marcio (1974); i film erotici La seduzione (1973) e Avere vent’anni (1978); la serie televisiva L’assassino ha le ore contate (1981), realizzata per la Rai; Vacanze per un massacro – Madness (1980); Razza violenta (1984); Killer contro killers (1985).

Di Leo è stato anche autore di romanzi, in alcuni casi ricavati dalle sceneggiature stese per film realizzati o mai girati. Se, ad esempio, Beati gli ultimi… se i primi crepano (2001) deriva dalle sceneggiature stese per Colpo in canna (1975), girato dallo stesso Di Leo, e per Uomini si nasce poliziotti si muore (1976), diretto da Ruggero Deodato, il romanzo Da lunedì a lunedì, la cui scrittura può essere collocata attorno al cambio di millennio, non riprende la storia del film che doveva originariamente avere questo titolo, poi divenuto Milano calibro 9.

La recente riscoperta di Da lunedì a lunedì si deve all’editore Simone Luciani. Nel discutere con gli eredi dell’autore circa la possibilità di ripubblicare Beati gli ultimi…, uscito in passato per un piccolo editore nel frattempo scomparso, per la nascente collana di Rogas dedicata al recupero del genere noir/poliziesco di autori italiani del secondo Novecento, Luciani si è imbattuto nel misterioso romanzo Da lunedì a lunedì, di cui si vociferava da tempo: il libro era stato effettivamente scritto e stampato ad uso privato da Di Leo, ma mai pubblicato e diffuso.

A raccontare la singolare genesi del romanzo, ora dato alle stampe da Rogas, è lo stesso editore in una nota iniziale in cui motiva la decisione di pubblicare l’opera. Non si tratta di un poliziesco scritto negli anni Settanta e nemmeno di un romanzo che si ispira alla produzione di quel decennio: a Da lunedì a lunedì, sostiene Luciani, si può guardare come a una sorta di «manifesto a posteriori» del noir/poliziesco degli anni Settanta steso da uno dei massimi artefici di un genere che ha saputo riflettere e dare immagine alla violenza e all’erotismo del periodo.

Si tratta di un romanzo che guarda ai resti di quel mondo criminale messo in scena dal cinema italiano di autori come Di Leo, e lo fa con lo stesso sguardo freddo e ruvido con cui quei film lo hanno messo in scena “in diretta”. Lo sguardo con cui l’autore guarda ai resti di quel mondo è lo stesso con cui lo osservava quando gli dava immagine nei film, uno sguardo che si potrebbe dire virato dalle lenti giallastre o verdastre degli occhiali da sole di quegli anni, che cercavano e cercano il loro realismo non in una supposta neutralità dello sguardo, ma riproponendo il filtro deformato con cui lo si osservava.

Nel romanzo non c’è nostalgia né per quel mondo né per lo sguardo con cui lo si coglieva in diretta, ma, piuttosto, la volontà di mostrare un passato in cui nulla era innocente, un passato che proietta i suoi resti su un oggi altrettanto disseminato di colpe e colpevoli macchiati dalle tracce insanguinate del passato.

Da lunedì a lunedì è un romanzo sul declino delle famiglie malavitose, del mondo in cui hanno prosperato e sull’impossibilità degli individui di sottrarsi alle proprie origini. Ne è prova la protagonista, una donna che, dopo essersi a lungo mantenuta a “distanza di sicurezza” dall’impero criminale creato dal padre, limitandosi a seguire gli sviluppi delle indagini in corso attraverso qualche telefonata scambiata con l’avvocato di famiglia, non riesce a sottrarsi alle proprie origini. Pur non essendo tenuta a farlo, per risolvere un conto rimasto aperto da vent’anni, la protagonista decide di abbandonare la comfort zone svizzera in cui si era rifugiata per rimettere piede nella provincia del Sud Italia, alle prese con quel che resta dei potentati locali, dei loro affari e delle vecchie fedeltà, imbattendosi in un mondo i cui resti riaffiorano ora tra i colletti bianchi delle banche e tra antiche e nuove faide punteggiate da spietati omicidi.

In Da lunedì a lunedì non si può dire che manchino scene erotiche, a volte gratuitamente appiccicate, come del resto avveniva nei film degli anni Settanta. D’altra parte, nel corso della sua carriera, l’autore si è cimentato anche con il filone erotico sia a livello cinematografico che narrativo, in un continuo intrecciarsi dei due diversi linguaggi espressivi.

Il romanzo erotico Quello che volevano sapere due ragazze perbene, ad esempio, Di Leo lo scrive recuperando il soggetto abbozzato per un prequel cinematografico, ambientato negli anni Quaranta, di Avere vent’anni. Quest’ultimo è un film incentrato sulle vicissitudini di due attraenti ed emancipate giovani girovaghe da contestualizzare nel clima culturale e mediatico dell’Italia di fine anni Settanta, disseminato di episodi di violenza esercitata sui corpi delle donne tanto nella cronaca nazionale quanto nei film di exploitation del periodo. In bilico tra la volontà di presentarsi come metafora disillusa della fine di un’epoca, sia storica che cinematografica, “liberatoria”, e compiacimenti voyeuristici sessuali e di estetizzazione della violenza più brutale, Avere vent’anni è andato incontro all’insuccesso al botteghino nonostante i tentativi della produzione di invertire il disastro con un montaggio alternativo all’originale, attraverso l’eliminazione di sequenze considerate sessualmente troppo esplicite e/o eccessivamente violente.

Le produzioni cinematografiche e narrative di Fernando Di Leo, come del resto quelle dei coevi Bava e Fulci, nel loro barcamenarsi tra infrazione del retrogrado moralismo italiano e concessioni ai desideri voyeuristici del pubblico, soprattutto maschile, hanno dato immagine, in pellicola e sulla carta, all’immaginario contraddittorio di un’epoca che, come dimostra Da lunedì a lunedì, continua a riverberarsi in un avvio di millennio che, piaccia o meno, continua a mostrarne i resti.

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