Ecologismo – Carmilla on line https://www.carmillaonline.com letteratura, immaginario e cultura di opposizione Sat, 07 Feb 2026 21:00:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 L’invidia tremenda degli dei verdi https://www.carmillaonline.com/2025/08/29/linvidia-tremenda-degli-dei-verdi/ Fri, 29 Aug 2025 20:00:32 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=89945 di Franco Pezzini

Monique Watteau, La collera verde, trad. di Camilla Scarpa, introd. di Isabelle Moreels, pp. 220, € 16, Alcatraz, Milano 2025.

“So bene che non sfuggiremo così facilmente agli dèi verdi, ma bisogna ben tentare”. Il fantastico francofono ha offerto nel corso del Novecento una serie di meraviglie sia a livello narrativo che filmico che solo a distanza di un po’ di Alpi (ma di tanta distrazione) abbiamo per lungo tempo faticato a recepire nel nostro orizzonte. Per la narrativa – e direi proprio per la letteratura – tanto più prezioso è dunque il lavoro di dissodamento portato avanti [...]]]> di Franco Pezzini

Monique Watteau, La collera verde, trad. di Camilla Scarpa, introd. di Isabelle Moreels, pp. 220, € 16, Alcatraz, Milano 2025.

“So bene che non sfuggiremo così facilmente agli dèi verdi, ma bisogna ben tentare”.
Il fantastico francofono ha offerto nel corso del Novecento una serie di meraviglie sia a livello narrativo che filmico che solo a distanza di un po’ di Alpi (ma di tanta distrazione) abbiamo per lungo tempo faticato a recepire nel nostro orizzonte. Per la narrativa – e direi proprio per la letteratura – tanto più prezioso è dunque il lavoro di dissodamento portato avanti da Agenzia Alcatraz che, in una collana senza paletti nazionali (ci sono anche gli anglofoni Vernon Lee, cfr. qui e James Hogg, di cui si parlerà prossimamente) sta di fatto offrendo una formidabile ricognizione.
E l’ultimo di questo gioielli è il presente La colère végétale, il formidabile esordio nel 1954 di un’autrice di rara eleganza, Monique Watteau: in realtà primo pseudonimo della belga Monique Dubois (Liegi, 1929) ma oggi più conosciuta come Alika Lindbergh, al tempo venticinquenne e reduce dal trasferimento a Parigi per intraprendervi la carriera di attrice, modella e scrittrice. Tra il 1954 e il 1962 produce quattro romanzi fantastici – dopo il primo, La nuit aux yeux de bête (1956), L’ange à fourrure (1958), e Je suis le ténébreux (1962) – facendosi notare per il mix di forza, sensualità (qui brandita da una donna, inusuale per l’epoca), originalità e la presenza di provocazioni taoiste, ecologiste, oniriche, liberamente surrealiste alla Leonor Fini che verrà definito a partire dal primo romanzo un nouveau fantastique (Albert-Marie Schmidt). La colère végétale sarebbe stato anzi considerato al Prix Goncourt e al Prix Femina, se non fosse emerso che l’autrice aveva posato per foto nuda: oggi questo ci fa sorridere (in Francia, suvvia, ma era troppo presto) però la storia del fantastico è stata ostacolata anche da tali tipi di riserve. L’elegante, vivida, fisica sensualità di questo romanzo rappresenta peraltro non un mero connotato stilistico più o meno provocatorio, ma un elemento portante della narrazione, con una maestria e un controllo impressionante per una giovane esordiente.
L’ambiente in cui Monique si muove è straordinariamente fertile e stimolante, visto che frequenta interlocutori come André Breton (che davanti a lei si chiede “Maga della pittura, strega della letteratura o fata dell’era atomica?”), Orson Welles, Marc Allégret, Michel Simon, Leonor Fini (ovviamente), Louis Pauwels (sì, quello del Mattino dei maghi), Georges Moustaki, Alain Delon e Yul Brinner che l’amerà dandole il nome Alika, “Gattina”, da lei poi utilizzato come pseudonimo. In modo diverso ma analogo a Fini (come a Carrington, Varo e altre immense visionarie del Novecento), Monique Watteau offre la prova provata dell’entusiasmante vitalità di un surrealismo non prigioniero di qualche dottrina, ma libero e aperto alle sperimentazioni.
Dal 1963, sciaguratamente, l’autrice abbandona la scrittura visionaria per vivere di pittura e lavoro d’illustratrice – con una sensibilità fantastica e onirica che la colloca idealmente alla scuola delle grandi surrealiste del Novecento, alcune tavole meravigliose sono presenti nel volume in esame – e portare avanti il suo attivismo ecologista e animalista. Pubblicherà ancora qualcosa a sostegno animalista come Alika Lindbergh, a seguito del matrimonio con lo zoologo Scott Lindbergh figlio del celeberrimo aviatore, e sotto questo nome recherà in libreria nel 2002 l’autobiografia Le Testament d’una Fée.
Dedicato all’amato Bernard Heuvelmans (1916-2001), ricercatore, scienziato ed esploratore tra i padri della moderna criptozoologia (che anche dopo il divorzio nel 1961 resterà caro amico e collega), alla propria piccola scimmia cappuccina Boulimie e idealmente al padre Hubert Dubois (1903-1965), poeta e drammaturgo vicino al surrealismo, di cui incastona alcuni versi in incipit, il romanzo nasce dalla frequentazione della grande biblioteca del Musée de l’Homme a Parigi e dal caleidoscopio di suggestioni da lì tratte, anche per illustrare i lavori di criptozoologia del compagno.
La collera verde, su cui si cercherà in questa sede di non spoilerare troppo, si ambienta tra Bali e l’île du Levant, luogo solare al largo della Costa Azzurra dove l’autrice ama fuggire col compagno, e in apparenza privo di minacce ma in una magione chiamata Maupertuis che già può porre qualche domanda (nome di una delle porzioni autentiche dell’isola, finisce col giocare sul richiamo al capolavoro Malpertuis di Jean Ray edito da Alcatraz nella stessa collana: romanzo da cui oltretutto il film omonimo di Harry Kümel, 1971, con l’Orson Welles amico di Watteau).
Tragedia d’amore e morte, La collera verde racconta della passione – letteralmente – fatale tra l’avventuriero francese Mara e l’incantevole Jennifer, di sangue frisone ma cresciuta come balinese: portandola via da Bali, dove la ragazza ha un rapporto viscerale con la vegetazione, Mara rischia di perire in strani incidenti. Il rapimento di lei al suo mondo di riti e patti con la natura e con il cosmo la lascia però piena di domande, alle quali Mara non saprà dare congrue risposte. Così la situazione non migliorerà in Francia, e la storia si fa via via più angosciosa: l’espressione collera verde evoca insieme l’invidia ma nello specifico in questo caso quella degli dei verdi, i demoni del mondo vegetale. A sostenere almeno emotivamente i due amanti arriva – quasi dalle antiche mitologie – un misterioso personaggio, Khan: ma neppure lui può cambiare il tragico dato di fatto che l’eros sia un dono dal tempo tanto breve, un tesoro immenso che si paga carissimo.

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Ecologia conflittuale e di classe. Da Dario Paccino a Michael Löwy https://www.carmillaonline.com/2024/09/17/ecologia-conflittuale-e-di-classe-da-dario-paccino-a-michael-lowy/ Tue, 17 Sep 2024 19:37:12 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=84405 di Marc Tibaldi

L’ecologia politica di Dario Paccino – Tra l’imbroglio ecologico e le lotte contro il nucleare, a cura di Gennaro Avallone e Sirio Paccino Ombre corte, Verona 2024, 139 pagine, 13 euro

Nel volume collettivo dedicato a Dario Paccino, i due curatori, assieme a Giulia Arrighetti, Angelo Baracca, Lucia Giulia Fassini, Giorgio Ferrari, Vincenzo Miliucci, Alfonso Natella e Roberta Pompili, propongono una serie di contributi che si concentrano su due questioni fondamentali utili per i movimenti sociali ed ecologisti contemporanei. La prima riguarda la centralità del concetto di “imbroglio ecologico”, per comprendere la gestione tecnocratica dall’alto della crisi climatica [...]]]> di Marc Tibaldi

L’ecologia politica di Dario Paccino – Tra l’imbroglio ecologico e le lotte contro il nucleare, a cura di Gennaro Avallone e Sirio Paccino Ombre corte, Verona 2024, 139 pagine, 13 euro

Nel volume collettivo dedicato a Dario Paccino, i due curatori, assieme a Giulia Arrighetti, Angelo Baracca, Lucia Giulia Fassini, Giorgio Ferrari, Vincenzo Miliucci, Alfonso Natella e Roberta Pompili, propongono una serie di contributi che si concentrano su due questioni fondamentali utili per i movimenti sociali ed ecologisti contemporanei. La prima riguarda la centralità del concetto di “imbroglio ecologico”, per comprendere la gestione tecnocratica dall’alto della crisi climatica e ambientale in corso; la seconda è relativa alla rilevanza dell’ecologia politica per capire quanto sia necessario sostenere l’abbandono dell’energia nucleare in ogni sua forma, civile o militare.

Questioni fondamentali affrontate a partire dal metodo di lavoro di Paccino e ripercorrendo le lotte dei movimenti. Ricordiamo che Ombre corte, nel 2023, ha ripubblicato L’imbroglio ecologico, uno dei testi chiave dell’ecologismo internazionale. È in sintonia con questi intenti anche il libro di Löwy. L’ecosocialismo per lui è una corrente di pensiero e di azione ecologica che fa proprie le conquiste fondamentali del marxismo mentre le libera dalle sue scorie produttiviste. La logica capitalista del mercato e del profitto, così come quella dell’autoritarismo burocratico del defunto “socialismo reale”, è incompatibile con le esigenze di salvaguardia dell’ambiente. Ma l’ecosocialismo critica anche gli attuali vicoli ciechi dell’ecologia politica, che non mette in discussione il potere del capitale, e propone una proposta una trasformazione radicale dei rapporti di produzione, dell’apparato produttivo e dei modelli di consumo dominanti, rompendo con i fondamenti della civiltà capitalista/industriale.

Ecosocialismo – Un’alternativa radicale alla catastrofe capitalista, di Michael Löwy, Ombre corte, Verona 2024, 156 pagine, 14 euro

Molto interessante il confronto che Löwy ingaggia con pensatori e movimenti, a iniziare da alcuni saggi di Walter Benjamin, in cui il filosofo – negli anni ’20 del Novecento – precorre le riflessioni degli ecologisti sociali, denunciando l’idea di dominio della natura e proponendo una nuova concezione della tecnica: non più dominio della natura da parte dell’uomo ma “dominio del rapporto tra natura e umanità”. Benjamin riprese anche alcune intuizioni di Charles Fourier, che già a inizio ‘800 aveva sognato un lavoro ben lontano dallo sfruttare la natura.

Nel libro, è dirimente il confronto con il pensiero di Serge Latouche e del movimento della decrescita. Löwy – pur sottolineando che questa corrente è lungi dall’essere omogenea e mettendo in luce la giusta demistificazione dello “sviluppo sostenibile” – attacca il rifiuto in blocco dell’umanesimo e del pensiero illuminista, l’attaccamento etnocentrico territoriale che sconfina nella condanna delle migrazioni e delle ibridazioni, del loro relativismo culturale, etc. Non è un caso che Latouche si sia confrontato con l’ideologo ultradestro Alain de Benoist e che alcuni suoi libri siano stati tradotti anche da editori ambigui.

Altri confronti interessanti sono quelli con il pensiero di André Gorz, di Joel Kovel, di Murray Bookchin. Utilizzando le parole di Löwy: “Questo libro non è un’esposizione sistematica delle idee o delle pratiche ecosocialiste, ma più modestamente il tentativo di esplorarne alcuni aspetti, terreni ed esperienze. Non mira a codificare una nuova dottrina né a fissare una qualche ortodossia. Una delle virtù dell’ecosocialismo è proprio la sua diversità, la sua pluralità, la molteplicità di prospettive e approcci, spesso convergenti o complementari ma anche, a volte, divergenti”, come dimostrano gli interessanti documenti pubblicati in appendice, che provengono da diverse reti ecosocialiste. Per sintetizzare e concludere, possiamo dire che in questo libro Michael Löwy presenta le idee di chi vuole che “il valore di scambio sia sostituito dal valore d’uso”, e “la produzione sia organizzata in funzione dei bisogni sociali e delle esigenze di tutela ambientale”.

Merita un elogio Ombre corte per l’attenzione editoriale ad autori che riflettono sulle questioni ecologiche e ambientali; oltre ai due titoli di cui abbiamo parlato, segnaliamo: Jason W. Moore (Ecologia-mondo e crisi del capitalismo), Dipesh Chakrabarty (La sfida del cambiamento climatico), James O’Connor (La seconda contraddizione del capitalismo), Razmig Keucheyan (La natura è un campo di battaglia), Jacopo Nicola Bergamo (Marxismo ed ecologia).

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