donna artificiale – Carmilla on line https://www.carmillaonline.com letteratura, immaginario e cultura di opposizione Thu, 27 Aug 2026 20:00:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 Bellezza artificiale, ma senza intelligenza https://www.carmillaonline.com/2026/08/27/bellezza-artificiale-ma-senza-intelligenza/ Thu, 27 Aug 2026 20:00:36 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=95795 di Franco Ricciardiello

Paolo Euron, Bellezza artificiale, Gremese, 2026, pp. 234, euro 24,90 stampa

Che piacevole sorpresa questo volume Gremese di formato inusuale, arricchito da una grande quantità di immagini a colori! Paolo Euron, docente di filosofia all’università di Torino e alla Chulalongkorn di Bangkok, oggi vive nella capitale thailandese dove insegna alla European International University Paris, ha compilato il trattato attualmente più aggiornato a proposito di (cita il sottotitolo) “il fascino di donne sintetiche, ginoidi e robot sessuali nella letteratura, nel cinema e nella cultura pop”, un manuale alla portata di qualsiasi lettore, da chi è spinto solo dalla curiosità per [...]]]> di Franco Ricciardiello

Paolo Euron, Bellezza artificiale, Gremese, 2026, pp. 234, euro 24,90 stampa

Che piacevole sorpresa questo volume Gremese di formato inusuale, arricchito da una grande quantità di immagini a colori! Paolo Euron, docente di filosofia all’università di Torino e alla Chulalongkorn di Bangkok, oggi vive nella capitale thailandese dove insegna alla European International University Paris, ha compilato il trattato attualmente più aggiornato a proposito di (cita il sottotitolo) “il fascino di donne sintetiche, ginoidi e robot sessuali nella letteratura, nel cinema e nella cultura pop”, un manuale alla portata di qualsiasi lettore, da chi è spinto solo dalla curiosità per il fenomeno fino a chi è alla ricerca di un approfondimento filosofico.

Scrive l’autore nella prefazione: “Da studioso ho sempre trovato la bellezza più difficile da giustificare — e forse più affascinante — della verità e della giustizia.” Bene, in qualche modo questo libro è anche una definizione del concetto di bellezza, e contiene una spiegazione non banale della ragione per cui il femminile è percepito come esteticamente migliore del maschile: per esempio, lineamenti femminili rendono più gradevole il volto di un uomo, mentre fattezze maschili imbruttiscono una donna.

Euron analizza il fascino delle “bambole” ginoidi, robot con sembianze femminili, nella letteratura, nella cinematografia occidentale e orientale, e in altri aspetti della cultura, evidenziandone se significative differenze, che dipendono dal diverso atteggiamento delle culture europea e asiatica. Avrei preferito che la parte dedicata alla letteratura fosse più approfondita, ma mi rendo conto che la fantascienza scritta (perché naturalmente è di questo genere che si parla) è un mercato di nicchia, mentre per allagare il discorso a esempi comprensibili dalla maggior parte dei lettori è necessario ricorrere alla cinematografia — e questa parte è davvero esaustiva, per non parlare del lungo capitolo “Ginoidi dagli occhi a mandorla” che apre un vasto spaccato sul cinema giapponese, cinese e sudcoreano, e fa luce sul diverso approccio delle due culture:
“Nella cultura popolare occidentale il ginoide viene spesso visto come un essere in competizione con la donna se non come una vera e propria minaccia (pag. 157) L’Asia offre, in generale, un contesto più benevolo per i ginoidi. In Giappone, per esempio, l’interazione con gli esseri artificiali tende a non suscitare la stessa diffidenza che caratterizza molte rappresentazioni occidentali.” (pag. 116)

Nelle narrazioni occidentali prevale la diffidenza per l’inumano, dalla tradizione del Golem e dal mostro di Frankenstein, l’artificiale è destinato a ribellarsi al suo creatore, come l’angelo ribelle Lucifero si è rivoltato contro Dio; in oriente invece c’è già una tradizione di robot “al servizio” degli esseri umani:
“la bellezza del corpo non esiste “malgrado” l’artificio, ma grazie ad esso. Om Occidente, invece, “artificiale” ha a lungo conservato una connotazione negativa: non naturale e dunque non autentico, affettato o persino non sincero.” (pag. 117)

La parte che personalmente ho trovato più interessante, dopo la lunga carrellata di esempi, sono i tre capitoli che analizzano l’estetica dei ginoidi, la questione dei robot per il piacere sessuale e le love doll (che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono la maggioranza), in un equilibrio tra inganno e empatia suscettibile di evoluzione, dal momento che sempre di più anche nella nostra cultura la figura dell’essere artificiale caratterizzato di senso femminile è visto non come un alieno o un pericolo, ma come la caratterizzazione estetica positiva di un’applicazione tecnologica.

A ogni modo, a parte le ipotesi sulla possibile evoluzione futura delle “donne sintetiche”, il libro rappresenta una panoramica più che esaustiva sull’immaginario attuale legato al tema, sulle sue origini e sul differente sviluppo che ha caratterizzato le nostre culture.

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