Alberto Perino – Carmilla on line https://www.carmillaonline.com letteratura, immaginario e cultura di opposizione Sat, 27 Jun 2026 05:33:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.26 Alberto non c’è più, ma la lotta è ancora qui! https://www.carmillaonline.com/2024/10/07/alberto-non-ce-piu-ma-noi-siamo-ancora-qui/ Mon, 07 Oct 2024 14:30:56 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=84807 di Sandro Moiso

Alberto non c’è più, ma la lotta è ancora qui. Silvano non c’è più, ma la lotta resiste. Stefanino non c’è più, ma la lotta va avanti. Molti altri compagni si sono ritirati da tempo in quelle verdi praterie dove non esistono treni ad alta velocità, confini, guerre, sfruttamento, differenze di classe, genere e “razza”, ma noi siamo qui, per ricordarli tutti e lottare ancora insieme a loro.

Albert Einstein, in una lettera ad un amico addolorato per la scomparsa di un altro, affermava come per le leggi della fisica non sia affatto improbabile che ciò che [...]]]> di Sandro Moiso

Alberto non c’è più, ma la lotta è ancora qui.
Silvano non c’è più, ma la lotta resiste.
Stefanino non c’è più, ma la lotta va avanti.
Molti altri compagni si sono ritirati da tempo in quelle verdi praterie dove non esistono treni ad alta velocità, confini, guerre, sfruttamento, differenze di classe, genere e “razza”, ma noi siamo qui, per ricordarli tutti e lottare ancora insieme a loro.

Albert Einstein, in una lettera ad un amico addolorato per la scomparsa di un altro, affermava come per le leggi della fisica non sia affatto improbabile che ciò che non è presente qui e adesso, possa invece essere comunque presente in un altra piega dell’Universo. Questo può valere anche per noi e per le nostre memorie e per i compagni e compagne che più abbiamo amato. Chi non è qui adesso non è scomparso, si è soltanto spostato altrove. Allargando i confini del nostro immaginario e delle nostre lotte. Perché ci arrendiamo soltanto alla Natura e non alle leggi inique, alla violenza e alla volontà di chi è al potere senza alcun merito nei confronti della nostra specie (e di tutte le altre).

Su questo dovrebbero riflettere i signori della guerra, del capitale e degli stati che imprigionano, devastano l’ambiente con opere inutili, torturano, bombardano, massacrano e assassinano in maniere “chirurgica” e mirata i nemici.
Non è così che si spengono le lotte, quei metodi al massimo possono contribuire ad allargarle ed intensificarle. Poiché anche per la paura c’è un limite.
Sono sconfitti in partenza, ma arrogantemente indossano ancora la maschera carnevalesca dei vincitori.
Noi, al contrario e come Alberto e tutti gli altri, presentiamo soltanto i nostri volti.
E proprio per questo ci temono, ancora e ancora e ancora…
Oltre la Valle, oltre il presido di San Giuliano, oltre Gaza e tutto il resto.

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La Valle che resiste farà, ancora una volta, festa https://www.carmillaonline.com/2022/07/26/la-valle-che-resiste-fara-ancora-una-volta-festa/ Tue, 26 Jul 2022 20:00:35 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=73210 Né la pandemia, né la guerra, né tanto meno le persecuzioni giudiziarie e le violenze poliziesche sono riuscite a piegare la forza e la resistenza del Movimento No Tav.

Passano i governi, l’ultimo si è appena spento nella più completa assenza di lacrime che non fossero di coccodrillo, mentre il prossimo è ancora tutto da definire, sia a destra che a sinistra, al centro come nelle capitali del comando finanziario e militare; ma il Movimento, con la sua forza e la sua voglia di far sentire la propria presenza e capacità di [...]]]> Né la pandemia, né la guerra, né tanto meno le persecuzioni giudiziarie e le violenze poliziesche sono riuscite a piegare la forza e la resistenza del Movimento No Tav.

Passano i governi, l’ultimo si è appena spento nella più completa assenza di lacrime che non fossero di coccodrillo, mentre il prossimo è ancora tutto da definire, sia a destra che a sinistra, al centro come nelle capitali del comando finanziario e militare; ma il Movimento, con la sua forza e la sua voglia di far sentire la propria presenza e capacità di riflettere sul presente e organizzare il futuro, rimane una certezza.

Proprio per questa sua capacità, continua ad attrarre giovani e non, militanti e non, ambientalisti e non, antagonisti e non, con un’energia magnetica in grado di dar vita a un campo di ideali e sforzi comuni che tutti i “protagonisti” della battaglia elettorale in vista del 25 settembre, con i loro raffazzonati e ridicoli programmi, non possono far altro che invidiare.

Per questo motivo, Carmilla on line è orgogliosa di pubblicare il programma culturale della tre giorni valsusina di festa, musica e confronto politico-culturale che si svolgerà a Venaus dal 29 al 31 luglio 2022.

A sarà düra, a sarà fest!

VENERDÌ 29 LUGLIO

18.00-21.00 Giornata “Clima”

Arrivo ragazzi Friday/Climat Camp
Spot di 5 minuti circa durante la musica proposta da Max Casacci, con:
Andreas Malm (Ecologia umana Università di Lund, in Svezia)
Daniele Cat Berro
F4F Valsusa (Alice e Stefano)
Clima Valsusa
Andrea Archinà (Sindaco di Avigliana)
Emanuela Sarzotti (Comitato Acqua Pubblica)
F4F Torino
Angelo Tartaglia
Comitato Atomi Impazziti di Mazzè
Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto
F4F Europe
Diodato (Taranto)
Kurdi
Vanessa Nakate – F4F Mondiale

A seguire:
Valsusa Filmfest (26 anni di presenza sul territorio)
Premio Bruno Carli a Sergio Berardo e ai Lou Dalfin
Consegnerà il premio Alberto Perino

SPAZIO AUTOGESTITO

15.00-16.00 – La Resistenza in cento canti, (Mimesis, 2022) – parole e musica con Alessio Lega.
!6.00 -17.00 – Iskra Coronelli – presentazione foto libri: Traces, Resistenza No Tav, Terra Indifesa
17.00-18.00 – Wolf Bukowski presentazione di Perché non si vedono più le stelle, (Eris edizione) – (presenta Valentina Cancelli)

SABATO 30 LUGLIO

10.00-12.00 Migrazioni

Francesco Piobbicchi, Mediterranean Hope, autore di Disegni dalla Frontiera (ed Claudiana)

Tavola Rotonda sul tema delle frontiere con:
Avernino Di Croce Sindaco di Venaus
Francesco Piobbichi Rosarno
Emilio Scalzo (A Testa Alta)
Piero Gorza Testimonianze dalla Frontiera Oulx
Luca Rondi, Altreconomia – Le Sporche Frontiere dell’Europa
Alberto Mossino Piam – la tratta delle donne africane

12.00-12.15 INTERVENTO COMMISSIONE TECNICA

12.15–13.00 Abbatti le barriere

Coordinano Daniele di Radio 32 e Alice Vigorito
Enrichetta Alimena: Lotta per l’inclusione. Il movimento delle persone con disabilità motorie negli anni Settanta in Italia
Valentina Perniciaro: Ognuno ride a modo suo. Storia di un bambino irriverente e sbilenco

SPAZIO AUTOGESTITO

10.00-11.00 Tavola rotonda con gli scrittori locali
Elisa Bevilacqua – No è Problema (ed. Impremix)
Pierangelo Chiolero – La scelta di un uomo (ed.Aipsa)
Nella Scoppapietra – Un solo filo (ed. Golem)
Marco Pent – L’abito della sposa (ed. Kubera)

11.00-12.00 – Emilio Quadrelli, Le condizioni dell’offensiva (ed Red Star Press) – (presenta Sandro Moiso)

14.00 Verso San Didero – Ha inizio la marcia annuale

Ore 18.00-18.40 interventi di

Andreas Malm (Ecologia umana Università di Lund, in Svezia)
Salvo Torre geografo università di Catania e fondatore di Ecologia Politica 

Ore 18.40-19.00: Rylab laboratorio sperimentale di danza contemporanea, diretto da Eleonora Di Vita con la performance Sbarre

DOMENICA 31 LUGLIO

10.00-11.00 – Collettivo di Fabbrika Gkn – Insorgiamo- Diario collettivo di una lotta operaia (e non solo) – (ed. Alegre) – Sarà presente anche un operaio ILVA del Comitato Cittadini Liberi e Pensanti di Taranto (presenta Maurizio Piccione)

11.30-12.30- Rosella Simone, Quando caddero le stelle rosse (presenta Maurizio Poletto)

12.30-13.00 INTERVENTO COMMISSIONE TECNICA

SPAZIO AUTOGESTITO

10.00-13.00 – Mattinata “Carcere”
Nicoletta Dosio – Fogli dal carcere. Il diario della prigionia di una militante No Tav (ed Red Star Press)
Sandra Berardi – Carcere e Covid (ed. Strade Bianche)
Alice Migliori (Comitato verità e giustizia per la strage del carcere S. Anna di Modena) – Morti in una città silente (ed. Sensibili alle Foglie)

14.00-15.00 Paolo Persichetti – La polizia della storia (ed. Derive Approdi) (presenta Sandro Moiso)
15.00- 16.00 Crisi ambientale e ritorno nucleare fuori dal binario del capitalismo – Comitato Atomi Impazziti di Mazzè
16.00-17.00 – Corridoio Tav all’interno dei corridoi di mobilità europea a cura del Comitato No Tav Torino e Cintura

13.00-14.00 – Jennifer Guerra – Il capitale amoroso. Manifesto per un eros politico e rivoluzionario con Filo Sottile
(presenta Annamaria Sarzotti )

14.30-15.30 -Marco Peano “Morsi” e Michele Vaccari – Urla sempre, primavera (presenta Tiziana Angilletta, letture
Antonietta Perretta)
16.00-17.00 – Murat Cinar – Undici storie di resistenza, undici anni della Turchia – (presenta Maurizio Poletto)

18.00 – DIBATTITO FINALE IN ARENA
Prima parte: Moni Ovadia, Livio Pepino, Sandro Moiso e Jacopo Bindi: Europa dell’EST, le cause della guerra. La guerra di Putin, l’Occidente, la sinistra con l’elmetto

Seconda parte: La libertà di dissenso e il diritto a resistere – dibattito con Murat Cinar, Zerocalcare, Eddi Marcucci e Dana Lauriola

N. B.
Il programma potrà essere ancora passibile di modifiche, mentre per le iniziative musicali e d’altro genere si rinvia al sito del Festival (qui)

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Banditi dell’alta felicità https://www.carmillaonline.com/2017/06/08/banditi-dellalta-felicita/ Wed, 07 Jun 2017 22:01:20 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=38603 copertina-1 Sarà presentato il 16 giugno, a Bussoleno, in apertura della manifestazione Una montagna di libri nella valle che resiste, il testo edito dal movimento NO TAV: Banditi dell’alta felicità. Il libro, di grande formato (cm. 28 x 24), cerca di restituire l’immagine più vera del movimento No Tav, andando oltre le rappresentazioni delle lotte, ora criminalizzanti e talvolta retoriche, che spesso lo accompagnano sui media e nei social network attraverso le fotografie realizzate da Rinaldo e Davide Capra durante la prima edizione del festival “Alta Felicità”, tenutosi lo scorso anno a Venaus. Fotografie delle quali soltanto una parte è già [...]]]> copertina-1 Sarà presentato il 16 giugno, a Bussoleno, in apertura della manifestazione Una montagna di libri nella valle che resiste, il testo edito dal movimento NO TAV: Banditi dell’alta felicità. Il libro, di grande formato (cm. 28 x 24), cerca di restituire l’immagine più vera del movimento No Tav, andando oltre le rappresentazioni delle lotte, ora criminalizzanti e talvolta retoriche, che spesso lo accompagnano sui media e nei social network attraverso le fotografie realizzate da Rinaldo e Davide Capra durante la prima edizione del festival “Alta Felicità”, tenutosi lo scorso anno a Venaus. Fotografie delle quali soltanto una parte è già stata presentata in occasione di alcune iniziative militanti tenutesi a Bologna, Brescia e Bussoleno. Insieme a queste sono presenti al suo interno testi di Alessandra Daniele, Valerio Evangelisti, Alberto Perino, dei due fotografi, di alcuni esponenti del Movimento e di Sandro Moiso.
Il volume, di complessive 120 pagine e dal costo di 15,00 euro, sarà reperibile per l’acquisto durante le iniziative del Movimento e sarà distribuito nelle librerie da Diest.

Proponiamo qui di seguito il testo di Alberto Perino, tratto dal discorso tenuto lo scorso anno in occasione del festival, che riassume sinteticamente l’intento di ricostruire venticinque anni di lotta No Tav alla luce della gioia e della felicità che ogni lotta dovrebbe portare in e con sé.

E un, e dui, e tre…A sarà dura!

Mi capita di rado, ma devo dire che questa sera sono emozionato.
Abbiate pazienza, anch’io mi emoziono, e sapete perché mi emoziono?
Mi emoziono nel vedere le vostre facce sorridenti.
Perché in questo paese non si vede più la gente col sorriso sulle labbra. Sono tutti incazzati. Guardano tutti storto. E qui invece la cosa che mi ha colpito di più in vero stile No Tav è il senso di amicizia, il senso di fratellanza, il senso di simpatia, cortesia, che ha pervaso tutti.
Il senso di simpatia che ci hanno dato questi grandi artisti che sono venuti gratis in un paese, in un mondo dove solo più il denaro ha senso.
Ebbene noi qui in questi giorni riusciamo a dimostrare che il denaro non ci interessa, che si può vivere gratis.
Che ci si può voler bene, che si condivide tutto, dal bicchiere di birra al bicchiere di vino, al panino, al resto.
Questo è il mondo migliore, il mondo diverso, quello che noi sogniamo, quello che noi vogliamo.
Ed è per questo che siamo contro lo spreco di risorse per fare le grandi opere inutili e imposte.
Non si può continuare su questa strada.
Avete sentito cosa hanno detto i giornali, le televisioni in questi giorni? Hanno detto che in Francia hanno iniziato il grande buco. Lo sapete quanto dura quell’appalto per nove km di una sola canna? 10 anni! Ma chi c…o stanno prendendo per il c..o?2
Questi stanno solo rubandoci i soldi, stanno solo rubandoci la vita e l’avvenire.
Questa è la verità!
Sapete cosa fanno per poterlo fare? Cercano di intimidirci. Ma non hanno capito niente. Questa qui, quella di oggi, di ieri e di domani è la nostra risposta alla procura e al tribunale di Torino. Ce ne facciamo un baffo dei vostri provvedimenti.
Noi siamo qui. Ieri sera c’erano i Lou Dalfin che cantavano la loro canzone “sém encar ici”: siamo ancora qui, nonostante tutto, nonostante la repressione. Ci siamo. Ci siamo da 25 anni e ci saremo nei prossimi 50 se è necessario ma vi vogliamo fuori dai piedi.
NOTAV FINO ALLA VITTORIA
E quando avremo vinto, stiano attenti, perché non ce ne andremo comunque, continueremo a rompergli le scatole, ovunque nel mondo ci pestino i piedi.

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Perché la rivoluzione che non danza non è la nostra rivoluzione. Festival Alta Felicità, 22/24 Luglio, Venaus Valsusa https://www.carmillaonline.com/2016/08/10/perche-la-rivoluzione-non-danza-non-la-nostra-rivoluzione-festival-alta-felicita-2224-luglio-venaus/ Wed, 10 Aug 2016 20:00:52 +0000 https://www.carmillaonline.com/?p=32492 di Rinaldo Capra

venaus concerto [Premessa: volevo scrivere di questa esperienza con la testa, ma mi ha dato tanto a livello umano, prima ancora che politico o culturale, e mi ha fatto incontrare personaggi così eccezionali che mi sono trovato a scrivere solo con il cuore. E non mi sento patetico.]

Due – i portafogli smarriti, ma subito restituiti senza che mancasse un euro. Uno – lo zainetto smarrito con medicinali, ma ritrovato e subito riconsegnato. Zero – le risse per gli ubriachi molesti Zero – malori per balle troppo grosse o altri abusi Zero – star, musicisti, autori altezzosi Zero [...]]]> di Rinaldo Capra

venaus concerto [Premessa: volevo scrivere di questa esperienza con la testa, ma mi ha dato tanto a livello umano, prima ancora che politico o culturale, e mi ha fatto incontrare personaggi così eccezionali che mi sono trovato a scrivere solo con il cuore. E non mi sento patetico.]

Due – i portafogli smarriti, ma subito restituiti senza che mancasse un euro.
Uno – lo zainetto smarrito con medicinali, ma ritrovato e subito riconsegnato.
Zero – le risse per gli ubriachi molesti
Zero – malori per balle troppo grosse o altri abusi
Zero – star, musicisti, autori altezzosi
Zero – partiti e sindacati
Zero – retorica
Zero – polizia, neanche l’ombra
Zero – puzza di sacrestie
Zero – spacciatori di droghe e ideologie pesanti

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A sarà fest!”. Lo slogan è eloquente e l’intenzione chiara: fare festa, perché la rivoluzione che non danza non è la nostra rivoluzione. La felicità come obiettivo finale. Sembra di essere al Parco Lambro nel ’76, ma con la determinazione e la consapevolezza politica di oggi.

A sarà düra!”, anche questo slogan è eloquente e soprattutto praticato da 25 anni da tutti i compagni della Valsusa e la Polizia e la Magistratura ne sanno qualcosa.

venaus set Comincio a montare il mio set fotografico per il progetto di ritratti che ho in mente, aiutato dai compagni di Una Montagna di Libri. Tutt’attorno le tende colorate dei campeggiatori sorgono dai prati, crescono a vista d’occhio; il tempo di scaricare la macchina e già sono arrivati altri ragazzi a frotte che montano le loro tende fino a ridosso del mio set.

Mi sento chiamare, è un vecchio della Valle che mi aiuta a trasportare le attrezzature, ma a patto che poi vada a parcheggiare bene l’auto. Lo fa con cortesia e fermezza, e poi aggiunge: ”Perché tra noi le regole le rispettiamo, vero? A noi non ci servono gli sbirri!” Certo che le rispettiamo e ci facciamo rispettare gli rispondo.

Mi aspettavo schieramenti di Polizia già da Susa e lungo la salita che porta a Venaus, vista la grottesca macchina repressiva in atto, invece nulla. Non un vigile urbano o un poliziotto, non un carabiniere, nulla e nell’area del Festival ancora meno. Rido dentro di me pensando alla biliosa faccia di Fassino e a quella rabbiosa di Rinaudo. Rido perché oggi, qui, vedo che hanno perso, che ha perso la politica di partito corrotta e reazionaria e perso la magistratura repressiva e grottesca che è con le spalle al muro e non sa più come uscirne se non con sparate paradossali. Rido perché sempre più compagni non rispettano l’obbligo di firma dichiarandolo pubblicamente e provocando un cortocircuito istituzionale che non ha eguali.

venaus giovani Una coppia di ragazzi tatuatissimi e con l’aria sveglia, sono i primi che posano per il ritratto. Tutt’attorno è tranquillamente frenetico; gli stand sono in allestimento, giovani e vecchi, tutti mescolati e tutti al lavoro, stanno completando un’opera organizzativa titanica che funziona. I banchetti di piccole case editrici sono affollati di gente che spulcia, legge, s’informa. Le magliette e il piccolo artigianato sono venduti da vecchi anarchici o da giovani dei movimenti in una miscellanea totale.

Mi sento a casa, adottato. Un amico, Maurizio, mi conferisce la cittadinanza della Libera Repubblica della Maddalena, con tanto di carta d’identità. Un ragazzo con piercing e maglietta con il 666 discute serenamente con una vecchia signora che gestisce il banchetto dei Cattolici della Valle: s’intendono. Forse qui i Cattolici son diversi, forse la vicinanza con le Valli Valdesi li ha mitigati.

venaus servizi Un robusto anziano sta lavando preventivamente i cessi con un idro-pulitrice, tuta blu, stivaloni e guanti colorati. Lo saluto e mi fa: ”Non ti do la mano perché non sto facendo un bel mestiere, ci vediamo da NPA”. Cristo, che stile! Mi sento come fossi qui da sempre, così come tutti quelli che incontro e camminano estasiati e sorridenti, sgranando gli occhi e salutando quelli che incrociano. Ci sentiamo tutti a casa. Chi sono questi NPA? Trovo il loro stand NPA – Nucleo Pintoni Attivi. Vagano per il campeggio vestiti da frati trappisti, età dai trenta ai settanta, accompagnati da due bambini con un cartello che recita: Ora et Sabota. Fanno ostensioni di pintoni (bottiglioni) di grignolino, cantano in letizia e danno da bere a tutti.

Da una tenda esce Elio Germano, s’infila in cucina e si mette a lavorare come tutti gli altri. Nino Frassica chiacchiera con le signore di un banchetto, tranquillo, come uno normale. Intanto si susseguono gli annunci di presentazioni di libri, di concerti del pomeriggio e iniziative varie: tutto scorre in modo così liscio e accogliente che mi sembra di stare in un’altra galassia.

Due annunci dell’organizzazione per rintracciare i proprietari di due portafogli ritrovati; poi un altro per chiedere aiuto per cercare uno zaino contenente medicine salvavita; è stato recuperato in un attimo dalla gente. Il senso di comunanza, rispetto e accoglienza mi colpiscono. Possibile che in tale folla tutto funzioni? Non una rissa, una discussione, non un’auto parcheggiata a cazzo. Allora è possibile. L’idea della possibilità di un vivere sociale diverso è talmente palpabile qui, che capisci perché si sia fatto un Festival così grande e complesso, dove tutti i partecipanti sono intervenuti a titolo gratuito: da Rocco Hunt ai Subsonica, da Finardi ai 99 Posse, solo per citare i più noti.

I rapper più truci, Egreen, Luci, Kaos mi abbracciano, ascolto i loro testi e scopro che mi piacciono, sono teneri. Incontro Domenico Mungo che fa una bella presentazione del suo libro “Avevamo ragione noi” sul G8 di Genova accompagnato da un chitarrista elettrico. Il libro inizia con una spassosa dichiarazione di guerra allo stato borghese e alle tute bianche per la loro violenta inutilità e strumento della visione autoritaria del capitalismo.

Molti vengono per il ritratto, disponibili, pazienti, il lavoro prende forma. Finardi si dilunga a ricordare Parco Lambro, rimane a lungo a chiacchierare con dei ragazzi. I 99 Posse fumano in continuazione e fanno un casino infernale sul set. Il ritratto dei Pintoni Attivi richiama molta gente che guarda divertita. Loro, ineffabili, continuano le loro giaculatorie etiliche e politiche, poi dopo un breve consulto mi fanno membro onorario NPA con tessera n°1. Mi piace.

venaus perino Alberto Perino è un tenero guerriero, cammina svelto e mi mostra la doppia pagina de La Stampa che ha dovuto, obtorto collo , raccontare del Festival. L’articolo dice dodicimila persone, in realtà sono di più, ma già con dodicimila non si poteva più glissare sulla notizia e poi c’è un parterre de roi d’artisti, come ignorarlo? Mentre faccio il ritratto, mi racconta che è veramente commosso ed emozionato a veder tanti giovani con il sorriso. La gente è felice, dice, dopo tante vicissitudini, facce tristi, finalmente un po’ di felicità; del resto a cosa aspira l’umanità?

venaus nicoletta Nicoletta Dosio non andrà a firmare, non c’è scampo. Mi guarda attraverso le spesse lenti da ipermetrope che fanno ancora più grandi i suoi dolci occhi azzurri. Mi ringrazia, sorride e se ne va con il suo aspetto semplice e nobile, scuotendo la testa e dicendo ancora che non andrà a firmare. Le persone che hanno storie grottesche o paradossali da raccontare sono molte. Le ascolto sempre più esterrefatto, incazzato e convinto che qui stia succedendo qualcosa di fondamentale per il futuro della politica e la riprova che sia così è la folle reazione del sistema. Se non sei funzionale al sistema, il sistema ti espelle e distrugge senza pietà. Ma qui è il movimento che espelle ed emargina il sistema perché non funzionale a uno sviluppo umano accettabile. Il movimento No Tav esiste più forte di prima e magistratura, politica, sbirri e giornalisti hanno il fiato sempre più corto.

venaus folk I concerti serali riempiono l’arena, tutti si fanno trascinare dalla musica. I gruppi si alternano veloci, tra uno e l’altro piccoli interventi politici ricordano la miriade di lotte in corso, da Taranto ai quindici anni del G8 di Genova. Finisce Petrella e comincia Marco Rovelli. Poi gruppi di musica folk, Lou Dalfin in trance violenta la ghironda e urla in occitano, mentre l’arena si riempie di più. Continua ad arrivare gente, sempre di più, sempre più variopinta e diversa ma uguale negli atteggiamenti civili e nella calma pacifica, felice. Sono belli i giovani, ma anche gli anziani sono belli e vederli ballare e abbracciarsi con i ragazzi durante un concerto di rock elettrico mi commuove.

Ora sui ritmi meticci della Free Med Orchestra nell’arena ci sono migliaia di persone di tutte le età e le razze, che ballano, uno spettacolo da far accapponare la pelle. Sono tutti felici e si vede.
Alberto Perino, emozionato e commosso, chiude la giornata del sabato con il suo intervento bellissimo. Allora un’altra politica è possibile e qui ci si prova, cercando di essere felici. In ogni caso abbiamo vinto.

Questa è la rivoluzione che danza, ma citando Rovelli, per danzare la rivoluzione ha bisogno di un Re da irridere. Di Re da irridere ce ne sono legioni. Infatti, la lotta No Tav ha irriso e marcato una profonda frattura rispetto ai canoni politici del ‘900, fatti di leader carismatici, sistema partito, ideologismi perversi e centralismo democratico. Ha irriso stolidi magistrati e feroci poliziotti che volevano essere il braccio armato del capitale.

NoTav coinvolgendo tutti ha radicato una coscienza identitaria diffusa, dal basso, che ha creato un “popolo/movimento”, che in un clima di assemblea permanente, persegue il proprio obiettivo strategico e che, senza moralismi, discriminazioni e mediazioni con interessi di palazzo, di volta in volta sceglie le metodologie di lotta più efficaci.

NoTav rivendica la sostenibilità esistenziale della vita, rinuncia all’assistenzialismo e alla rappresentatività parlamentare e sindacale, fuori dal ricatto del lavoro e delle leggi di mercato, ha la conoscenza del proprio territorio e segna una frattura profondissima con la politica di partito della cosiddetta sinistra. Crea una nuova visione politica, che rompe con il paradigma del sistema attuale, per potere immaginare una lotta che sia legata ad altre lotte in una rete planetaria. Una “metalotta” che s’identifica con la rete stessa delle lotte, il “globale-locale” e il “locale-globale”, come tanti filamenti che si uniscono nello spazio complesso e frammentato delle rivolte planetarie. Lotte che hanno tra loro delle continuità, che cercano spazio, urbano e rurale, per esprimersi con i mezzi di comunicazione globali in uno spazio dalle frontiere mobili e in espansione.

Una visione che crea nuovi sistemi, anche economici locali autosufficienti, e nuovi luoghi culturali, come ad esempio “Una montagna di libri”, che mettono in contatto altre lotte locali come “Mauvaise Troupe” della ZAD di Notre-Dame-des-Landes, gli operai delle fabbriche autogestite Fralib di Marsiglia, della Rimaflow di Trezzano sul Naviglio e della Zanon di Neuquén in Argentina.
Globalizza il dissenso e agisce locale, creando una costellazione ben identificabile. Nessun discrimine ideologico, ma solo l’adesione all’obiettivo finale, crea la stupefacente eterogenea composizione di questo “popolo/movimento” che ha deciso di essere in quanto tale.

venaus davide Insomma, NoTav mette la pietra tombale sulla politica del ‘900, e il Festival Alta Felicità ne è l’allegra marcia funebre, mentre oggi qualcuno, asfitticamente, pensa ancora di rifondare un partito comunista togliattiano, che riprenda in mano le redini del proletariato e che ci rimetta tutti in fabbrica a faticare per un padrone di stato. Che dire: non c’è limite al peggio e certi compagni “di strada” non migliorano mai, ma la Valsusa c’è.

A sarà düra!

Una chiosa dalla Valle

Leggere le parole di Rinaldo è come osservare dall’esterno, da sopra o da sotto, non ha importanza, la nostra storia, una storia di oltre 25 anni.
Rinaldo coglie lo spirito dell’ennesima scommessa che siamo riusciti ad organizzare e vincere: tre giorni di “alta felicità”, tre giorni di costruzione nella lotta.

Fin troppo generoso il suo cuore che scrive, un portafoglio è sicuramente scomparso e qualcuno ha avuto bisogno di aiuto in modo lieve dall’equipe medica. Ma il suo cuore che si fa scrittura, coglie l’essenza di quei giorni. Insieme alle sacrestie e i partiti non vi erano spacciatori, e nelle code per mangiare non ci si lamentava. Non vi era il bisogno della pancia e dell’ideologia per saccheggiare i polli o per “sprangare lo spacciato” come a Parco Lambro, perché, banalmente, non vi erano trafficanti di polli, di ideologia o di altre merci.

io sto Rinaldo, in quei giorni sente l’aria che arriva da lontano, dalle lotte dei Celti contro l’impero, ai 700 anni di lotte occitane, dagli Escarton alle reti di solidarietà e comunanza nei boschi e nei villaggi, dai Catari alle streghe, dai partigiani ai ribelli degli anni ’70; la vittoria contro l’elettrodotto, la sconfitta dell’autostrada, la lotta NoTav da Venaus alla libera repubblica della Maddalena.

Uscire di casa, spegnere la tv, guardarsi, scoprirsi, fare le barricate, il pane e gli orti insieme. Comunità in costruzione, comunità in lotta. Senza divisione tra buoni e cattivi, come dopo il tre luglio, quando di fronte alla narrazione tossica del potere si rispose in coro: siamo tutti black block! Quando con quella semplice frase, si superò quell’inutile dibattito che aveva messo all’angolo le esperienze del 2001 a Genova. Come oggi, dopo e durante i tre giorni di alta felicità, quando di fronte al continuo attacco repressivo, rispondiamo con le foto dei nostri corpi e un cartello con scritto: io sto con chi resiste violando le imposizioni del tribunale di Torino.

venaus pintoni In questo essere, in questa Comunità che si fa Umana, Rinaldo e le tante e i tanti che erano con noi nei giorni del festival ad alta felicità, nelle polentate, nelle notti al cantiere, nei sabotaggi, sono valsusini. Con loro per un mondo dove “a ognuno secondo i suoi bisogni, da ognuno secondo le sue possibilità” sarà l’eco che si espande dal Roc Meol per tutte le Valli
A sarà düra!

Maurizio

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