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frecciabn.gif ULTIME NOVITA'

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di Giuseppe Cassieri

brunoet.jpgScienza millenaria, nobilmente seduttiva tra pensiero filosofico e agganci teologici, tra fisica e metafisica, la cosmologia vanta negli ultimi decenni un picco portentoso di attrazione anche in virtù delle incalzanti meraviglie tecnologiche. Con un non trascurabile scarto culturale, tuttavia; e cioè che i candidi amatori di fenomeni celesti, così come coloro che avanzano domande di maggior peso circa l’origine e i misteri dell’universo, si immergano in sinossi amabilmente semplificate e colorate o in proiezioni avveniristiche dedotte da volatili ipotesi di laboratorio. Consigliabile, perciò, una scelta in bianco e nero che ci aiuti a capire, grazie a un ragionevole linguaggio tecnico, sia i lavori in corso, i fallimenti e gli esiti felici della ricerca, sia gli orizzonti concettualmente possibili ma non ancora (o forse mai) subordinati al potere investigativo dell’uomo.

Pubblicato Giovedî 31 Luglio 2008

di Wu Ming 5

nascienza.jpg[E' in tutte le librerie il numero 39 della nuova serie di Nuovi Argomenti, intitolato E=mc². Scrittori e scienza. Intervengono, con saggi e paranarrazioni che variano, sul fronte scientifico, dalla fisica alla teoria sul tempo alle neuroscienze, sono stati chiamati Calef, Powers, Paolin, Pincio, Valerio, Minervino, WM5, Sassoli, Giorello, Genna (qui il suo intervento) e il curatore Leonardo Colombati. Riproduciamo qui lo splendido intervento di Wu Ming 5]

I
Questo è un resoconto di come lo studio di teorie scientifiche porti felicità e apertura nella mia vita, e di come alimenti il senso di avventura intellettuale che ritengo centrale nella mia esperienza di autore e di essere umano. E’anche un resoconto di come tradizioni di pensiero lontane vengano utilizzate in modo spregiudicato (ma fondamentalmente rispettoso) nel tentativo di dare ragione della propria storia personale e di trascenderla. Tutte le connessioni sono arbitrarie, proprio per questo tutte le connessioni sono verosimili.

Pubblicato Martedî 2 Ottobre 2007

di Piero Bianucci

marteterr.jpgMarte come un’altra Terra, dove scoprire forme di vita in cui specchiarsi, dove un giorno l’umanità potrebbe trovare un’altra patria. Nasce così il grande sogno collettivo, quando nel 1893 Percival Lowell, fortunato uomo d’affari americano con la passione dell’astronomia, si regalò un telescopio tra i migliori dell’epoca e interpretò i «canali» scoperti da Giovanni Schiaparelli come opere artificiali costruite da esseri intelligenti per fronteggiare l’aridità del pianeta. I canali si sono dissolti in illusioni ottiche, le sonde spaziali ci dicono che Marte è simile al deserto del Sahara, ma alla temperatura dell’Antartide e sollevato a 40 mila metri di quota, dove la pressione è 1/200 di quella al suolo.

Pubblicato Giovedî 7 Dicembre 2006

titor1.jpgSul numero 167 della rivista Focus, attualmente in edicola, è pubblicata un'intervista a John Titor, l'uomo che da sette anni produce prove, per alcuni inconfutabili e per altri bufale ben cognegnate, del fatto che proviene da una dimensione parallela, appartiene alla specie umana ma non di questo frame universale in cui esiste Berlusconi. Titor sta dividendo la scienza americana, perché ha riprodotto lo schema della macchina che gli permette di compiere viaggi tra dimensioni e tempi diversi. Un'ossessione della letteratura fatta realtà. Proponiamo due contenuti di segno diverso: gli scettici del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale); e brani da un sito italiano dedicato a John Titor. Quanto a noi, ci limitiamo a sottolineare quanto Titor ha finora azzeccato in maniera comprovata da enti scientifici o industriali consultati.

Pubblicato Martedî 29 Agosto 2006

00000376.pngLe connessioni tra credo di tipo religioso e fiducia in tutta una serie di entità extraterrestri o soprannaturali ha contraddistinto molte, forse tutte, le culture monoteiste e politeiste del passato. La distinzione che oggi si opera tra esseri alieni ma vivi nel senso in cui siamo vivi noi ed entità divine come angeli o santi vivi in senso ultraterreno è figlia del progredire della nostra cultura, ma nasce da un retroterra di grande confusione. E' basandosi su questa naturale propensione a confondere elementi che sfuggono alla comprensione immediata che fanno leva quanti affermano in mala fede di avere visto la Madonna o avere incontrato alieni.

Pubblicato Martedî 27 Giugno 2006


di Arianna Dagnino

quanticpc.jpgIl mondo dei computer non sarà mai più quello di prima, parola di scienziati. Perché finalmente sono riusciti a fare quello che si riteneva impossibile: hanno fermato la luce e l’hanno intrappolata in un solido. In poche parole, hanno arrestato fasci di fotoni (le particelle di cui è fatta la luce), che viaggiano a 300 mila km al secondo, bloccandoli e immagazzinandoli in un cristallo (per la precisione, silicato di ittrio drogato con terre rare). A farlo per primi sono stati Philip Hemmer e Selim Shahriar all’Air Force Research Laboratory di Hanscom, un centro studi militare legato alla Nasa, nel Massachusetts. È una notizia che ha dell’incredibile, ma ancora più incredibili saranno le applicazioni che questa conquista apporterà nell’elettronica e nelle telecomunicazioni. Perché controllare la luce significa dominare i fotoni per utilizzarli negli apparati elettronici, inclusi i computer.

Pubblicato Venerdî 17 Febbraio 2006

Persinger e le basi neurofisiologiche delle esperienze mistiche e visionarie
di Franco Landriscina
[da ALTROVE n°9]

Image23.gifI film di fantascienza degli anni ’50 e ’60 erano pieni di strani professori in camice bianco intenti ad armeggiare con provette ed elettrodi in laboratori di campus universitari e a sperimentare strani congegni elettronici sui loro malcapitati studenti. Spesso i loro esperimenti avevano come obiettivo quello di leggere il pensiero o di risvegliare misteriosi poteri della mente. Quasi sempre il risultato finale era tutt’altro da quello aspettato. Come si sa, la realtà talvolta supera la fantasia, ed infatti un professore di questo tipo esiste davvero, con tanto di laboratorio in una sperduta università nelle montagne del Canada. Il professore in questione si chiama Michael Persinger ed insegna neuroscienze del comportamento al Dipartimento di Psicologia della Laurentian University di Sudbury, nella regione canadese dell’Ontario. Non è però un illustre sconosciuto, ma un ricercatore membro di svariate organizzazioni scientifiche internazionali che ha pubblicato più di 200 articoli scientifici e numerosi libri sul rapporto fra cervello e comportamento, attirando anche, in Canada e negli Stati Uniti, l’attenzione di giornali e televisioni.

Pubblicato Sabato 10 Settembre 2005

di Philippe Rivière

missmars.jpgHarrison H. Schmitt, l'ultimo uomo ad aver messo piede sulla luna, sta per festeggiare il suo settantesimo compleanno. Era il 1972. Dopo, l'avventura spaziale non ha mai ritrovato l'entusiasmo popolare che aveva suscitato nel pieno della guerra fredda. Ma diversi progetti rilanciano oggi quell'attrattiva. I viaggi in orbita si banalizzano, piuttosto che democratizzarsi. Alcuni miliardari si regalano qualche viaggio intorno alla Terra nella stazione spaziale internazionale (1). E persino dei semplici milionari, dopo il successo di SpaceShipOne - il primo aereo spaziale privato ad aver effettuato due voli a meno di cinque giorni d'intervallo - possono ormai pagarsi il privilegio di contemplare dall'alto il Pianeta blu. Il 4 ottobre 2004, il costruttore di questa astronave (2), si vedeva attribuire l'Ansari X-Prize, un premio di 10 milioni di dollari. Era il segnale di partenza per la conquista dello spazio da parte dei privati. Ma tutto questo è solo un gadget a confronto con l'altro grande progetto spaziale con equipaggio. Non è più questione di fantascienza: tra non molto approderemo su Marte. Principale promotore di questa impresa, è Robert Zubrin, presidente della Mars Society, un'associazione internazionale che conta 6.000 membri (3).

Pubblicato Sabato 4 Giugno 2005

di Salvatore Romagnolo e Roberto Saracco
[dall'omonimo e-book edito e distribuito gratuitamente da Apogeo]

robot.jpgIl termine robot è stato coniato dallo scrittore ceco Karel Čapek nel suo romanzo fantapolitico R.U.R. (Rossum's Universal Robots), del 1920. In realtà, pare, Karel Čapek non fu il vero inventore della parola, che gli venne, invece, suggerita dal fratello Josef, scrittore e pittore cubista, che aveva già affrontato il tema in un suo racconto del 1917, “Opilec” (L'ubriacone), nel quale però aveva usato il termine automat. La diffusione del romanzo di Karel ha dato un’enorme fama al termine Robot, anche se il libro è caduto lentamente nel dimenticatoio, almeno in Italia. Attualmente non è disponibile una versione in italiano e per leggerlo è necessario accontentarsi di quella in inglese. Anche se i robot di Čapek erano uomini artificiali organici, il termine viene generalmente utilizzato per indicare un uomo meccanico. Uno dei sinonimi di robot è androide (dal greco anèr, andròs, uomo, e che quindi può essere tradotto "a forma d'uomo"), mentre cyborg ("organismo cibernetico" o "uomo bionico") sta a indicare una creatura che combina parti organiche e meccaniche.

Pubblicato Giovedî 21 Aprile 2005

887078732X.jpgIn un libro di Tagliagambe, tra letteratura e filosofia, indagati i meccanismi del pensiero. I romanzi dello scrittore russo portano in primo piano il rapporto tra i vari livelli dei processi mentali. Un secondo cervello che funziona come un'interfaccia tra il mondo fisico e quello delle costruzioni culturali
di Fabio Bacchini

dostoevskijdx.jpgC'è stato un tempo in cui la letteratura e la filosofia sono andate molto d'accordo. Ma, secondo le malelingue, ciò è avvenuto principalmente perché la filosofia era una filosofia non sufficientemente rigorosa nel ragionamento e nella terminologia: una forma, essa stessa, di letteratura. Negli ultimi cento anni, una parte della filosofia ha deciso che era ora di svestire i panni della disciplina inconcludente e ciarliera, e che valeva la pena essere meno vaghi, e molto più esatti. E' nata la «filosofia scientifica», che si propone di giungere «mediante l'analisi logica a conclusioni precise, articolate, e attendibili come i risultati della scienza contemporanea» (la definizione è di Hans Reichenbach). Secondo le malelingue, la filosofia scientifica paga un prezzo costante per riuscire ad essere chiara e razionalmente approvabile: essa risulta eccessivamente algida a chi le si accosta in modo non professionale, e «non tocca davvero il cuore» delle persone.

Pubblicato Giovedî 14 Aprile 2005

CAMFABST.jpgSi definisce "lucido" un sogno durante il quale ci si rende conto di stare sognando. Il termine "lucido" è stato coniato da Frederik van Eeden all’inizio del ‘900, e sta ad indicare la lucidità mentale che caratterizza tale stato di coscienza. Aristotele è stato, a quanto sembra, il primo ad interessarsi dei sogni lucidi, nella nostra cultura occidentale. Egli sosteneva che il sognatore può accorgersi di stare sognando attraverso le sensazioni fisiche che prova. Nel 415 sant'Agostino discusse la possibilità di avere sogni lucidi e ne portò come testimonianza uno fatto da un certo medico di Cartagine. Ma la tradizione più antica e profonda sui sogni lucidi la troviamo in oriente, dove il sistema religioso-filosofico del Buddismo tibetano ha fatto di questi sogni un caposaldo della percezione della realtà, intesa come sogno. In Oriente la pratica del sogno lucido viene sperimentata per diventare coscienti dell'illusione dei propri contenuti onirici al fine di portare tale sensazione anche nello stato di veglia.

Pubblicato Venerdî 4 Marzo 2005

di Mario Bonato
[da NeuroScienze.net]
neglect0.jpg

Riproduciamo questo articolo sulla sindrome detta Neglect perché, a partire proprio da queste scoperte, gli studi sulla coscienza hanno assunto una traiettoria ben diversa da quella che si poteva prevedere. La centralità della scoperta del neuroscienziato italiano Bisiach è, in questa prospettiva, qualcosa di profondamente copernicano, i cui sviluppi stanno ottenendo esiti sorprendenti]

Immaginate di perdere improvvisamente la consapevolezza di quello che accade in una parte dello spazio che vi circonda. Questo è quello che accade nei pazienti con neglect. Chiamata neglect dal termine inglese, l’eminegligenza spaziale è una delle patologie più frequentemente riscontrate dopo un danno cerebrale e consiste in un deficit della consapevolezza spaziale. Nella maggior parte dei casi questo deficit si ha in seguito a lesione del lobulo inferiore del lobo parietale destro, e in seguito a questa il paziente trascura (neglige) di conseguenza lo spazio sinistro.

Pubblicato Domenica 5 Dicembre 2004


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frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
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Binocolo puntato su Venezuela e Sudamerica, contro la disinformazione che i media liberisti attuano per demonizzare una rivoluzione geopolitica in atto.


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