di Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti)
[Come preannunciato, pubblichiamo alcune poesie del poeta romagnolo, prevalentemente vissuto a Bologna, Olindo Guerrini (1845-1916). Sono tratte dall'antologia Nova Polemica (1878), firmata "Lorenzo Stecchetti", uno dei tanti pseudonimi dell'autore. Guerrini si differenzia da altri poeti socialisti della sua epoca (come Mario Rapisardi, Carlo Monticelli, lo stesso Filippo Turati, ecc.) per freschezza e facilità nel verseggiare, e per alternare temi politici ad altri scherzosi e libertini. Benché enormemente popolare non fu mai ricco - ironizzò sulla sua condizione con poesie sulla "cucina povera" cui era costretto - e terminò la sua vita svolgendo mansioni di bibliotecario.] (V.E.)
IUSTITIA
Amen, with all my heart!
Shakspeare, Otello, V, 2
Alla signorina Vera Zassoulitch. (1)
Vorrei che questa mia povera penna
fosse un ferro rovente
per bollarvi tra gli occhi la cotenna
canaglia prepotente.
“Calpestare l’oblio”: venerdì 8 gennaio, assemblea dei poeti contro l’oblio al “Beba do Samba” di Roma
Venerdì 8 gennaio, dalle ore 16 a sera inoltrata, i poeti italiani che a novembre hanno aderito all’iniziativa “Calpestare l’oblio. Poeti italiani contro la minaccia incostituzionale, per la resistenza della memoria repubblicana”, promossa dalla rivista “La Gru” (www.lagru.org) e rilanciata dal sito di MicroMega e dalle pagine dell’“Unità”, e aspramente criticata da “Libero”, “Il Giornale”, “Il Foglio” e perfino “Il Corriere della Sera”, si riuniranno in assemblea presso l'Associazione Culturale “Beba do Samba” di Roma (in via de’ Messapi n. 8, quartiere San Lorenzo), in collaborazione con la rivista di poesia e arte contemporanea “Argo” e con il settimanale “Left”. Apriranno i lavori dell’assemblea gli interventi dei poeti Franco Buffoni, Gianni D’Elia, Flavio Santi, Maria Grazia Calandrone e Pietro Spataro, che passeranno poi il microfono a tutti i poeti e gli spettatori presenti che vorranno intervenire sul tema dell’oblio della memoria democratica e repubblicana, della rimozione della cultura nella società italiana e della funzione che possono svolgere i poeti e gli artisti nell’attuale fase della storia nazionale e della storia della comunicazione di massa in Italia.
di Ade Zeno
Pubblichiamo una poesia per Stefano Cucchi di Ade Zeno, che ha esordito con l'ottimo romanzo Argomenti per l'inferno, edito da No Reply.
M'hanno tenuto le mani:
ferme bloccate immanettate
mentre aspettavo domani
le mani le loro ferite infami
gli uncini cerchiati di ruggine invisibile
pungeva la ruggine stringeva la pelle in polvere
le vene essiccate dalla paura di starmene.
di Wu Ming 4
[Lecture tenuta (su invito dell'Onda) alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Statale di Milano il 19 novembre 2008 (
ascolta l'audio), e presso il Centre de Cultura Contemporanea de Barcelona, il 6 febbraio 2009 nell'ambito del festival
"The Influencers".]

991. Qui fu saccheggiata Ipswich, e subito dopo fu ucciso l'ealdorman Byrhtnoth a Maldon. E in quell'anno fu deciso di dare per la prima volta un tributo ai danesi per il grande terrore che facevano lungo la costa. La prima volta fu di diecimila libbre.
Cronaca Anglosassone 979-1020
1. Preludio
Il 10 agosto 991 d.C., sulla sponda meridionale del fiume Pante, presso Maldon, Essex, Inghilterra, un uomo imponente contempla lo stretto braccio d'acqua davanti a sé. E' il conte inglese Byrhtnoth che, schierato alla testa di un migliaio di uomini, osserva il contingente d'invasione vichingo attestato sull'isola di Northey, proprio in mezzo all'estuario del fiume. I vichinghi sono guidati da Olaf Tryggvason, determinato a saccheggiare l'Inghilterra sud-orientale o a imporre un riscatto umiliante e oneroso a Byrhtnoth e al re inglese Aethelred, di cui il conte è vassallo.
di Wu Ming 1
La clinica nido di membra stanche la casa del riposo
sorge su un colle azzurra come lama di forbice
bianca come latte in polvere come
un lenzuolo e silenzio attorno
La Pace
Arcadia dell'ultimo miglio
qui si è raccolta la famiglia prega assiste la ragazza
si prepara
morta da tanti anni si appresta a morire
senza la paura né l'orrore né bisogno
di aggrapparsi a una mano nell'ultimo momento
[come nei film prove d'attore a buon mercato]
prima del tuffo nel vuoto perché fluttua già nel vuoto
magra nel sarcofago vuoto solo un canale non sintonizzato
sotto la palpebra vuoto

Recensione di Massimo Gezzi
Installazione video su "Pitture nere su carta"
Da "Poesia": Maria Grazia Calandrone su "Pitture nere su carta"
Audio: Mario Benedetti legge una poesia dal libro
Poesie dal libro di Mario Benedetti
Il blog ufficiale di Mario Benedetti
[Proponiamo uno speciale composito sull'ultimo libro di poesie di Mario Benedetti. Nato a Udine nel 1955, vive e lavora a Milano. Tra gli animatori della rivista di poesia "Scarto minimo", dopo alcune plaquettes uscite tra il 1989 e il 2000 (Il cielo per sempre, I secoli della Primavera, Una terra che non sembra vera, Il parco del Triglav, Borgo con locanda) ha pubblicato nel 2004, per Lo Specchio di Mondadori, Umana gloria]
PITTURE NERE SU CARTA DI MARIO BENEDETTI
di Massimo Gezzi
“Il mondo attraverso me”. Mario Benedetti ha scelto questa formula, in un’intervista rilasciata a Elena Bignardi, per definire il suo
Pitture nere su carta, appena uscito per Lo Specchio Mondadori (€ 14). Formula anomala, quando la si valuti a libro finito, perché un lettore che abbia recitato gli ultimi balbettii stupefatti del capitolo estremo di queste Pitture non conserverà – c’è da scommetterci – l’impressione di aver appena terminato una raccolta improntata all’autobiografia o alla mimesi, ma a qualcosa di profondamente altro: “La parola di Mario Benedetti è un asse non più terrestre, si è spinta oltre gli effimeri contorni della materia, è un esodo continuo di parole-molecole che rifondano la massa evanescente di una stella nuova a bordo pagina” (Calandrone); “Nessuno ha scritto questo libro, nessuno può diventarne lettore. Il corpo da cui proviene è smembrato. Irriconoscibile” (Di Dio).
[Dall'anglista Gabriella Giani riceviamo e con entusiasmo pubblichiamo cinque poesie inedite in Italia di Michael Ondaatje, autore canadese originario di Ceylon, noto in tutto il mondo per il successo narrativo del suo capolavoro Il paziente inglese. Costantemente, seppure mai esplicitamente nominato nella lista ufficiale, Ondaatje è presente nelle discussioni dell'Accademia di Stoccolma per l'assegnazione del Nobel per la letteratura. Dopo l'intervento di Gabriella Giani, le traduzioni; i testi originali sono riportati in calce.]
Philip Michael Ondaatje è nato a Colombo, nello Sri Lanka, nel 1947, da una famiglia di origini olandesi. Ha studiato in Inghilterra e si è trasferito in Canada, per laurearsi all’Università di Toronto, dove attualmente risiede. Insegna letteratura inglese alla New York University.
E’ considerato uno dei massimi romanzieri e poeti canadesi. Il suo romanzo più popolare, vincitore del prestigioso Booker Prize, Il paziente inglese (1992), è stato portato su grande schermo dal regista Anthony Minghella, riscuotendo un successo internazionale (Michael Ondatije è regista egli stesso). Acclamatissimi da critica e pubblico anche gli altri titoli della sua narrativa, come Running in the Family (1976), Anil’s Ghost (2000) e l’ultimo romanzo, Divisadero (2007), di carattere quasi mitologico.
[Mario Benedetti ha tradotto un'antologia di poesie di uno dei massimi poeti francesi, Michel Deguy (
Arresti frequenti. Poesie scelte 1965-2006, Sossella editore, € 12), riparando così a una grave lacuna culturale italiana (Deguy è stato più volte candidato al Nobel per la letteratura). La poesia che qui presentiamo non è stata inclusa nell'antologia edita da Sossella: si tratta dunque di un inedito. Ringraziamo Mario Benedetti per il permesso alla pubblicazione. gg]
Non uccidere
A Léo Ferré
Non ucciderai affatto
Né i tuoi compagni di classe, né i tuoi professori
Né i vicini non ucciderai affatto né
A Srebnica né a Tel Aviv né a Jenin
Né perché Dio ti aspetta bevendo sotto la pergola
Né per la patria né per le tue idee
Non ucciderai affatto
-“affatto” vuol dire
Non ucciderai in nessun modo
Joe Zawinul was born in Earth time on 07 July 1932 and was born in Eternity time on 11 September, 2007. He, and his music, will continue to inspire!
di Piergiorgio Odifreddi
[Dal libro a cura di Piergiorgio Odifreddi Zichicche (Edizioni Dedalo, Bari, 2003, pp. 290, € 14.00), sulle castronerie del noto fisico Antonino Zichichi, traiamo questa esilarante poesia, che in assenza di indicazioni contrarie attribuiamo allo stesso Odifreddi.] (V.E.)
Eroe del video
re dei congressi,
avvezzo a mietere
lustro e successi
s'erge a prototipo
dello scienziato,
pur non sapendosi
cos'ha inventato.
I geni convoca
su colli aprichi.
È il mito d'Erice.
È lo Zichichi.
Noi inadatti a stare dentro di te
Tu più adatto, il più adatto a vedere in noi le faglie
di abominio che ci condannano
e hanno condannato te
Ero oggi dentro il bar e su di te quanto
a distanza di spazio e tempo stavano parlando
gli otri di carne rutilante
senza sentire quanto senti tu ora ovunque come te ovunque
di Nunzio Festa
per il compagno Cesare Battisti
dopo il suo arresto in Brasile
cade un governo
e brindo sul telegiornale
alzano il pollice e il fanale
sul più moderno
degli arresti
Quello dello scrittore
A cura di Wu Ming
Chiunque abbia partecipato a un'assemblea di movimento a Perugia, o a un'iniziativa controculturale, lo conosce. Paolo Vinti, figura di spicco della sinistra cittadina, oratore lirico e immaginifico, performer dai toni profetici. I suoi interventi pubblici sono costruiti su un selvaggio ricorso all'anafora e su una sapiente "poetica dell'elenco", molto beat nei risultati espressivi.
Lo abbiamo visto in azione tre o quattro volte, nel periodo 2000-2002, quando abbiamo presentato nostri libri nel capoluogo umbro. Siamo rimasti colpiti ai limiti dell'ipnosi.
Dj Prinz aka Prince (!) ha registrato, remixato e musicato alcune declamazioni del 2006. Ne è nato un cd dal titolo Cosmo rosso.
di Mario Benedetti

[Quale regalo di fine anno, Carmilla offre una nuova poesia dell'uruguaiano Mario Benedetti, che tanto consenso ha suscitato tra i nostri lettori. Si tratta di versi scritti per la cantante Nacha Guevara, su musica di Alberto Favero. Esiste della poesia una versione non cantata, leggermente diversa. La traduzione è del sottoscritto, con tutti i limiti che ne derivano. Su Mario Benedetti suggerisco un bel documentario in spagnolo, visibile qui.] (V.E.)
In una nitida foto del giornale,
Signor ministro dell’impossibile,
La vedo ridente e in preda all’euforia,
E soddisfatto del suo viso volgare.
Mi tolga una curiosità, signor ministro.
Di cosa ride?
Di cosa ride?
di Mario Benedetti

[L'omonimia impone di precisare che l'autore di questa poesia, ispirata dalla morte di Auguto Pinochet, è l'urugaiano Mario Benedetti, e non il poeta italiano che porta lo stesso nome, più volte apparso su Carmilla. La traduzione è del sottoscritto.] (V.E.)
Necrologio con urrà
Andiamo a festeggiarlo
venite tutti
gli innocenti
i lesi quelli che gridano di notte
quelli che sognano di giorno
quelli che soffrono con il corpo
quelli invasi da fantasmi
quelli che marciano scalzi
quelli che bestemmiano e bruciano
i poveri congelati
di Patty Smith

[Dal sito di Patty Smith, la sua nuova canzone sul massacro di Qana (ascolta qui l'MP3)] (G.D.M.)
La pratica di Israele della punizione collettiva è un crimine di guerra per la Convenzione di Ginevra; perchè è stato permesso loro di farlo ? Perché permettiamo che lo facciano? Noi mandiamo ogni anno a Israele 4 miliardi di dollari in aiuti e armi; stiamo pagando noi per questa devastazione; la morte di bambini, il paese in rovina; Bush ha rifiutato di imporre una tregua e ora ci capita questa strage di Cana sulla testa; Cana è considerata da alcuni il luogo del primo miracolo di Gesù dove trasformò l'acqua in vino; non c'è più vino a scorrere a Cana, solo sangue, sangue.
Patty Smith
12 agosto 2006 (da Peacelink)
There's no one
in the village,
not a human
nor a stone
di Mario Benedetti

[L’autore della poesia che presentiamo non va confuso con l’omonimo poeta italiano, più volte apparso o citato su Carmilla. Si tratta invece del poeta, scrittore, saggista e attivista politico uruguaiano Mario Benedetti, uno degli autori più noti dell’America Latina. La traduzione è di V.E.]
Finalmente un critico sagace ha rivelato
(sapevo che lo avrebbero scoperto)
che nei miei racconti sono parziale
e a margine mi esorta
a far mia la neutralità
come ogni intellettuale che si rispetti
di Federica Vicino

NINNA NANNA
dormi - dormi bimbo
che domani andrai a lavorare
in fabbrica
e troverai un omone
imbronciato
che ti dirà quello che devi fare
e che -se non ti sta bene- quella è la porta
di Federica Vicino

NOTTURNO IN BICICLETTA
Sto dormendo
dio solo sa come questo sia possibile
non dormivo da anni
ma adesso è tutto diverso.
Se n’è andato
Come quando uno dice me ne vado e poi non se ne va
Ma lui se n’è andato
E io sono rimasta al buio.
di Chiara Cretella

[Il poemetto Riconoscenza, di Chiara Cretella, è preceduto da una lettera che l'autrice scrisse nel 2001 da Londra a Roberto, il suo compagno di passioni e di lotte, cioè di vita.]
Londra, 30 Luglio 2001
Ti spedisco questi pensieri da Londra, dove mi sento come esiliata da una storia che finalmente sento mia. Dopo Genova la mia vita è cambiata. Ho perso fin troppo tempo a cercarmi senza capire che dovevo trovarmi negli altri, darmi a loro senza paura, dare a loro il mio impegno, il mio amore. Perché io ci credo, e molto, e davvero ho le nausee e penso a loro e penso a noi, e penso a quello che possiamo fare per loro, ed allora le mie piccole parole che erano sempre state un balsamo solo per me diventano qualcosa di aperto...
di Renzo Paris
Fine giugno del 1979, sul litorale di Ostia ventimila giovani fumano, bevono, mangiano. Non è un concerto, è un raduno di poeti. Un evento, con cui ancora oggi non si è fatto abbastanza i conti. Ne ha scritto Renzo Paris su Liberazione dell'11 luglio 2006: pubblichiamo qui il suo intervento, seguito da un commento di Girolamo De Michele (g.d.m.)
Alla fine di giugno del 1979, sul litorale di Ostia, nella tenuta di Castelporziano, il Comune di Roma eresse un palco molto vasto, poggiato sulla sabbia, a due passi dal mare. Doveva ospitare poeti di tutto il mondo, animatori di un grande raduno all’americana. Su quel palco recitarono i loro versi nella prima serata, quella del 29, i poeti italiani dell’ultima generazione. Ventimila giovani erano sparsi dovunque, sotto il palco, nelle vicinanze, sulla spiaggia, divertendosi un mondo a fare i protagonisti, gli spettatori attivi di quello che si annunciava come un megaconcerto.
di Chiara Cretella

Sono uscita dal cinema ed è stato
uno sfavillio d’immagini riflesse
io disperati alla ricerca di una luce
che ponesse in evidenza soldi e croce
Una discoteca chiamata Lobby
dove spingevano per entrare
ragazzi lampadati e troiette Pomellato
mi hanno avvolto in sigarette e tacchi a spillo
[Questa poesia dell'"Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Master è incisa sulla lapide dell'anarchico Giuseppe Pinelli]
La macchina del «Clarion» di Spoon River venne distrutta,
e io incatramato e impiumato,
per aver pubblicato questo, il giorno che gli Anarchici furono impiccati a Chicago:
«Io vidi una donna bellissima, con gli occhi bendati
ritta sui gradini di un tempio marmoreo.
Una gran folla le passava dinanzi,
alxzando al suo volto il volto implorante.
di Elisabetta Marsigli

1.
Ho gettato il mio cuore ai gatti,
magro pasto per randagi.
Senza vita viaggia il mio sguardo
e attraversa la notte
fatta della tua assenza.
Invano attendo un segnale
Invano ti cerco col pensiero
Nella speranza di ritrovarti
Di sentirti ancora mio
Il mio amore non ti ha salvato
E non ha salvato nemmeno me
[La questione affrontata nello splendido intervento di Adriano Petta ha un equivalente poetico, incarnato da Vladimir Majakovskij. Ne ha anche altri, ma Majakovskij più di tutti, perché nella sua avventura intellettuale letteratura e vita si fondono e confliggono, al pari dello scontro titanico e dell'amoroso abbraccio tra la potenza dell'impegno e la produzione fantastica. Per questo motivo vale la pena di pubblicare una sommaria biografia dell'autore del Flauto di vertebre: perché suona un flauto onirico, ma lo strumento è fatto di vertebre. gg]
Vladimir Vladimirovich Majakovskij nasce nel 1893 a Bagagadi, in Georgia, da una famiglia di modeste condizioni. Alla morte del padre, un nobile decaduto che lavora come ispettore forestale, nel 1906 Vladimir si trasferisce a Mosca dove, abbandonati gli studi, si dedica alla vita politica. Appena quindicenne si iscrive al partito bolscevico, che allora agisce ancora nella clandestinità, e finisce diverse volte in carcere per attività sovversiva.


Il primo agosto scorso cadeva il 310° anniversario della nascita di Giorgio Baffo. Questo magistrato della repubblica veneta (1694-1768) è oggi quasi caduto nell'oblio, fuori della regione di nascita. Ed è un peccato, perché si tratta di uno dei maggiori poeti erotici italiani, se non del maggiore in assoluto.
Non pare che la sua vita privata, piuttosto tranquilla, riflettesse le pulsioni che esprimeva in versi. Eppure i suoi sonetti, pur risultando alla fine un po' monotoni (come è tipico del tema), non cadono mai nella tetraggine, e manifestano invece carica vitale e allegro anticonformismo. Notevole anche il fatto che, per l'epoca in cui furono scritti, non rivelino disprezzo verso le donne che l'autore sogna di possedere in mille modi. Semmai Baffo depreca la castità cui il buon costume vorrebbe costringerle, anche se loro, per fortuna, vi si sottraggono appena possono.
di Allen Ginsberg
I
Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa, hipsters dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste con la din-amo stellata nel macchinario della notte, che in miseria e stracci e occhi ínfossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz, che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette che passavano per le università con freddi occhi radiosi allucinati di Arkansas e tragedie blakiane fra gli eruditi della guerra, che venivano espulsi dalle accademie come pazzi & per aver pubblicato odi oscene sulle finestre del teschio che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate, bruciando denaro nella spazzatura e ascoltando il Terrore attraverso il muro, che erano arrestati nelle loro barbe pubiche ritornando da Laredo con una cintura di marijuana per New York...





