Alcuni vecchi titoli della collezione Urania ancora oggi risultano di un’attualità sorprendente. È il caso di un uscita del 1977: Il presidente moltiplicato, thriller fantascientifico di Ben Bova. In realtà, il titolo originale inglese era The Multiple Man, ma i curatori dell’epoca decisero di tradurlo in italiano con un più esplicito riferimento alla vicenda fantpolitica raccontata. Un titolo che riletto oggi suona non solo attuale ma anche un po’ profetico.
La storia è ingenua, geniale e pazzesca come non se ne leggono e non se ne scrivono più. Un generale, personaggio losco, fascista, parecchio esaltato è un po’ svitato, decide di clonare il figlio per farlo diventare presidente degli Stati Uniti.
Che il successore di Giovanni Paolo II si sarebbe chiamato Benedetto XVI , gli appassionati di fantascienza lo sapevano già da quando fu eletto, nel 1978. Il numero 745 di Urania, pubblicato nel marzo di quel fatidico anno, si intitolava infatti Il dilemma di Benedetto XVI. Il racconto, scritto da Herbie Brennam, è un po’ la dimostrazione di quanto la fantascienza possa guardare avanti. In un futuro non ben definito, Brennam immagina che il Vaticano sia stato trasferito a Ginevra e ricostruito più o meno pietra su pietra. Non è spiegato bene il perché, ma tra le circostanze più divertenti ci sono i centurioni mandati dal comune di Roma a sostituire le guardie svizzere e i programmi trasmessi in olografia da TeleVaticano. In realtà, mimetizzati sotto una patina straniante, quasi surreale, Brennam tratta i materiali tipici dell’utopia negativa: sullo sfondo, infatti, c’è la vicenda di Victor Ling, il tiranno che opprime il popolo di Anderstraad con la sua dittatura sanguinaria. I protagonisti del racconto riconosco in lui il nuovo Hitler, l’ennesima incarnazione del male. Leggere ulteriori riferimenti alla situazione attuale sarebbe un giochino fin troppo facile (ma viviamo o no nell’epoca in cui si vanno realizzando le peggiori visioni distopiche?).

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