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di Danilo Arona

Shining.JPGEcco come Il Re Stephen King definisce lo Shining nel libro omonimo:
“Sembra che di tutte le brutte cose che sono accadute qui in varie occasioni ne sia rimasto in giro qualche frammento, come ritagli di unghie o la lanugine che qualche persona poco scrupolosa si è accontentata di spazzare sotto una sedia”. Tre righe che Kubrick condensò così nel suo celeberrimo film ispirato a Una splendida festa di morte in questo modo: “Sai, è come quando restano nella macchina dei toast delle tracce bruciacchiate”.
Proviamo allora a pensare non a una Casa-Cosa-Albergo in cui lo Shining si raggruma, si regala una forma e fa danni, ma piuttosto a una Casa-Cosa-Pianeta in qualche modo regolata secondo le teorie (Cwaddingtron e Sheldrake) dei campi morfogenetici che, riducendo all'osso, sostengono l'esistenza di una memoria della natura e che i sistemi della medesima siano organizzati non solo dalle leggi conosciute della fisica, ma appunto da sistemi invisibili detti “morfogenetici”.

Pubblicato Giovedî 11 Marzo 2010

di Danilo Arona

Renfield.jpgTony Sardi è uno dei miei lettori più attenti. Di quelli che ringrazio in silenzio a ogni puntata per esistere e per navigare, forse, nella Luce Oscura. Con lui tutti quelli che spesso cito direttamente e che collaborano, magari senza averne avuto l'intenzione, a questa rubrica.
Tony mi scrive:

“Traggo spunto da alcuni interventi tuoi su Carmilla, legati dal concetto che eventi tra loro distanti geograficamente e, a volte, strutturalmente, siano legati tra loro, e inseriti in uno schema che tocca entità spirituali o comunque non materiali. L'idea mi è venuta osservando la prima foto scattata al premier Berlusconi dopo il maldestro attentato di cui era stato fatto segno in piazza Duomo.

Pubblicato Mercoledî 10 Febbraio 2010

di Danilo Arona

Sand.jpgA novembre del 2009 sostenevo (titolo dell'articolo, Bad Wind) che il pianeta aveva un grosso problema: quello provocato dai venti e dalle grandi tempeste di sabbia e altro che trasportano ovunque ovunque veleni endogeni ed esogeni nonché agenti infettivi come virus, batteri e funghi. Accompagnato dal solito coro di discredito pseudo-scientifico di cui gode questa rubrica, da lì a pochissimo è giunto a darmi indiretta manforte un ottimo, documentatissimo articolo di Davide Patitucci pubblicato nell'inserto “Tuttoscienze” de “La Stampa”, intitolato Virus terrestri spiati dallo spazio, avente per oggetto il sistema satellitare della NASA in grado di monitorare dallo spazio la formazione e l'andamento dei “venti cattivi”, ormai assodato che le grandi tempeste di sabbia sono divenute i vettori dei contagi globali. Val la pena di riportarne un piccolo stalcio.

Pubblicato Mercoledî 6 Gennaio 2010

di Danilo Arona

MagneticStorm.jpgNelle ultime due settimane di novembre migliaia di persone che in Italia non ne avevano mai sofferto hanno manifestato pesanti disturbi del sonno, stati di ansia e nervosismo oltre il personale tasso di normalità, incubi. Non sono illazioni, ma dati provenienti da punti d'osservazione quali studi medici, farmacie ed erboristerie, che personalmente frequentiamo per lavoro: certo, non mancano le spiegazioni spicciole per un picco del genere – dalla crisi planetaria al pagamento delle tasse, allo stress generalizzato che nessuno risparmia -, ma le spiegazioni spicciole mostrano il fianco debole della genericità e spesso dell'ovvio che alla fine poco spiega.

Pubblicato Martedî 1 Dicembre 2009

di Renzo Frosini e Danilo Arona

Caro Danilo,
viareggio2.jpgsto leggendo adesso “Ritorno a Bassavilla” e, come un rimosso infantile, mi accorgo ora di avere un vissuto dello spirito che ha profondamente marchiato la mia percezione del mondo.
Ti ho già scritto qualche riga sull'allucinazione di luce delle nostre pinete, e l'ho fatto prima di leggere la tua intrigante narrazione di storie vere (vero?). Coincidenze? Chi lo sa? In ogni caso te le ripropongo. Sai, quel panorama che godo dal mio ufficio: mare, aria già luminosa, l'occhio che si perde fino al promontorio di Portovenere. Inevitabile il raffronto con le atmosfere inquietanti delle nebbie di Bassavilla (in qualche modo le ho ritrovate leggendo i romanzi di Fenoglio, che pure niente dovrebbero azzeccarci). Viareggio è una città di luce, ma abbiamo un angolo, dove P.B. Shelley fu cremato, il cuore intatto... chissà...

Pubblicato Sabato 14 Novembre 2009

di Danilo Arona

MareInquinato.jpgCome ha dimostrato il recente e nefando episodio della “nave dei veleni” affondata dalla 'ndrangheta al largo di Cetraro, il mare ormai contiene di tutto. Non solo migliaia di resti umani appartenenti ai disgraziati clandestini che perdono la vita sulle rotte della disperazione, ma ogni genere di sostanza tossica così smaltita dall'ecomafia. Non che la cosa non fosse già nota. Così Roberto Saviano a pagina 324 di Gomorra:

“Una delle cose che mi sconvolgeva era vedere i volti degli stakeholder campani tesi e preoccupati i giorni dello tsunami. Appena osservavano le immagini del disastro nei telegiornali, impallidivano. Era come se ognuno di loro avesse mogli, amanti e figli in pericolo. In realtà in pericolo c'era qualcosa di più prezioso: i loro affari. A causa dell'onda del maremoto infatti vennero trovati sulle spiagge della Somalia, tra Obbia e Warsheik, centinaia di fusti stracolmi di rifiuti pericolosi e radioattivi intombati negli anni '80 e '90.

Pubblicato Martedî 3 Novembre 2009

di Danilo Arona

Tsunami.jpgDi tanto in tanto ci s'imbatte in articoli (qualche volta, libri interi) in cui specchiarsi. E' il caso di un pezzo che mi fa intravedere nuovi e pure sinistri percorsi, scritto da Cinzia Di Cianni e pubblicato su “La Stampa” del 9 settembre. Racconta del “Taos Hum”, il ronzio infinito ben definibile come “fantasma sonoro”, che migliaia di persone percepiscono con conseguenze disastrose nella cittadina di Taos in New Mexico, e più in generale dell'identico fenomeno che si sta espandendo un po' dovunque su tutto il pianeta. Ne riporto gli stralci più significativi:

Pubblicato Martedî 29 Settembre 2009

di Danilo Arona

PaloMayombe.jpgCi sono accadimenti, nel mondo, di cui abitualmente la stampa si occupa poco o nulla. Vorrei riportarne uno a galla, poi capirete perché. Si tratta di una storia che viene da New York, risalente all'estate del 2001 e che proviene dal mio nutrito archivio di documentazioni sul Palo Mayombe, argomento sul quale ho scritto un paio di libri alcuni anni fa.
Il protagonista principale, quanto meno colui che la rese nota a pochi giorni dalla catastrofe dell'11 settembre, si chiamava Charles Wetli e ricopriva all'epoca il ruolo di capo medico esaminatore alla morgue della contea di Suffolk. Questa è una zona che fa parte dell'area metropolitana della Grande Mela, addentro la parte centro-orientale dell'isola di Long Island, densamente popolata. Wetli, che arrivava da Miami, era esperto di lungo corso in merito alle religioni sincretiche praticate dalla comunità cubana, ma inorridì ugualmente per il disgusto e la sorpresa quando in un appartamento di Washington Heights fu scoperto il piccolissimo cadavere di una neonata, galleggiante a testa in giù dentro una sorta di orcio ricolmo di formaldeide.

Pubblicato Lunedî 7 Settembre 2009

di Danilo Arona

Urania643.jpgTroppi anni fa mi capitò di leggere e di vampirizzare al volo per mio uso e consumo una definizione, esaustiva quanto terribile, dell'Apocalisse in procinto di divenire. Badate, era il 1981, e non eravamo in molti a scriverne allora: ovvio, ribollivano dentro un po' di sano gioco intellettuale nonché residui di gusto catastrofico derivati dai primi amori fantascientifici, ma gli “apocalittici” non integrati di allora scrutavano sul serio nel buio per capire quanti secondi di vita cosmica rimanevano all'autodistruttivo genere umano. Non esisteva al proscenio un 2012 sul quale capitalizzare con libri da alta classifica; ma veniamo al dunque al quale non sono più in grado di attribuire primogenitura... l'autentica Apocalisse era, all'inizio degli anni Ottanta, la “decomposizione” della materia inorganica, sgretolata dall'interno da una nanopatologia tanto lenta e impercettibile quanto inarrestabile.

Pubblicato Domenica 28 Giugno 2009

di Danilo Arona

Spider.jpgMi sono laureato nel 1974 con una tesi intitolata “Interferenza dell'affettività sullo sviluppo del pensiero”, roba tosta per appassionati di psicoanalisi qual ero io al tempo e per addetti ai lavori tra i quali progettavo di perdermi. Nel redarre i testi bibliografici di riferimento m'imbattei in uno studio di un noto psicoanalista, Giovanni Carlo Zapparoli, dal titolo “La perversione logica – Il rapporto tra sessualità e pensiero nella tradizione psicoanalitica”, un libro quanto mai affascinante, scritto in maniera divulgativa e fruibile anche da chi, ai tempi, non era avvezzo all'iper-specializzazione. Un libro pensato e prodotto nel '70 e talmente in anticipo da poterne ancora oggi parlare in termini di attualità a quarant'anni dall'uscita.

Pubblicato Mercoledî 27 Maggio 2009

di Danilo Arona

DanzaMacabra.jpgPiù d'una volta mi sono concesso l'azzardo di sostenere che in certe occasioni la letteratura horror nasconde delle verità quanto mai decifrabili al di là delle metafore e delle maschere letterarie.
Il monumentale Carrion Comfort di Dan Simmons, conosciuto in Italia come Danza Macabra (titolo con cui uscì nel '92 presso Interno Giallo), rappresenta una di queste occasioni, Tornato in questi giorni sugli scaffali delle librerie in edizione integrale per i tipi di Gargoyle Books, Danza Macabra è un clamoroso mix di horror epico, thriller, action con qualche strizzatina d'occhio alla spy story: un assoluto esempio di ottima letteratura contemporanea di confine, scritta però vent'anni fa, grazie alla quale facciamo conoscenza con dei particolarissimi “mostri” dotati di un “Talento” tanto speciale quanto discutibile, ovvero quello di entrare nel corpo e nella mente degli esseri umani per assoggettarli ai loro inimmaginabili scopi.

Pubblicato Domenica 22 Marzo 2009

di Danilo Arona

Branco.jpgUna ricerca clinica di quasi trent'anni fa, Men Who Rape di Nicholas Groth e H. Jean Bimbaum (Plenum Press. New York, 1980) è in grado di offrire ancora oggi considerazioni per nulla datate e sorprendentemente attuali su certi, orribili fatti di cronaca nera in fase dilagante qui come in diverse altre parti del mondo. Tra i reati quello dello stupro, in buona parte consumato ai danni di donne più o meno giovani e non di rado accompagnato dalla morte della vittima, è tra i più odiosi e tragici, di certo non sanzionato a dovere dai codici di riferimento. Ma un eventuale inasprimento penale (per quanto auspicabile se non altro per un minimo di tutela preventiva) non risolverebbe il problema: in certi stati americani dove gli stupratori conclamati se ne vanno in galera per molti anni, il reato non ha mai conosciuto significative percentuali di calo, giusto per rinforzare il secolare dibattito tra le ampiezze dei delitti e delle pene.

Pubblicato Martedî 3 Febbraio 2009

di Danilo Arona

BergierLesLivresMaudits.jpgRicevo mail sempre più interessanti a ridosso de La luce oscura. Sempre più in sintonia e sempre più con impressioni condivise. Quindi per un po' sospendo le numerose altre testimonianze – ancora inedite – sulla percezione planetaria sull'Onda in arrivo per passare ad altro argomento. Forse anch'esso condiviso quanto l'Onda, ma a un livello meno consapevole. Ecco cosa mi scrive l'amico Antonello:

Sono un appassionato del genere horror ma stranamente, non avevo letto mai nulla di King, fino a quest'estate. Lo conoscevo di fama, nulla di più. Poi comprai Pet Sematary durante un periodo di permanenza quasi obbligata, per motivi familiari, con mio figlio al mare. Non ho la patente e d'estate dipendo da mio padre per gli spostamenti.

Pubblicato Mercoledî 24 Dicembre 2008

di Danilo Arona

amiantolu.jpgIl mio amico Sergio Barbano di Casale si è spento il 3 marzo sulla poltrona di casa sua per mesotelioma pleurico. Sergio era un grande sportivo, mangiava solo in un certo modo e seguiva ogni tattica preventiva per salvarsi la vita in quanto profondo conoscitore delle medicine non ufficiali. Tuttavia non ce l'ha fatta perché ha vissuto per tutta la sua esistenza a Casale Monferrato.
Le pagine locali de "La Stampa" hanno dedicato un certo spazio alla sua scomparsa. Sergio era persona conosciuta, quel che si dice in provincia "un personaggio". Sotto il titolo del trafiletto: "Nel Casalese 470 decessi per mesotelioma", si scorge un punto di domanda, ovvero: "amianto all'origine del male?"

Pubblicato Domenica 23 Novembre 2008

di Danilo Arona

GranoRossoSangue.jpgAll'inizio degli anni Settanta qualcuno in Italia ebbe una bella pensata in nome del profitto. Una di quelle ideone che forse fecero scuola all'estero, o dall'estero provenivano. Il progetto consisteva nell'esporre chilometri e chilometri di coltivazioni di frumento ai raggi gamma di un reattore nucleare per provocare una mutazione genetica. Dopo il primo bombardamento si ottenne un cereale più produttivo, ma più piccolo, decisamente tendente al nanismo (180 cm). Restava ancora un problema da risolvere, quello dell'allettamento, termine che in agricoltura non ha nulla a che spartire con lusinghe e attrazioni fatali.

Pubblicato Mercoledî 29 Ottobre 2008

di Danilo Arona

Dayaftertomorrow.jpgIn totale sincerità non pensavo di trovare tanto coinvolgimento a proposito dell'Onda. Ho ricevuto più mail su questo argomento che su qualsiasi altro. Sintomo che l'ossessione è condivisa e che il sogno (o l'incubo) di una Apocalisse acquatica, qualsiasi cosa voglia dire, è senza dubbio esteso, forse al di là addirittura di una stima istintivamente plausibile.

Mi scrive ad esempio (D).A.v.i.d:

L'argomento dell'onda mi tocca sul vivo: infatti l'onda, lo tsunami e il maremoto sono i sogni che ricorrono più spesso nelle mie notti. Desidero quindi raccontarle questo (la data è del 23 dicembre 2004): lo pubblicai nel gruppo di discussioni it.discussioni.sogni.

Pubblicato Venerdî 26 Settembre 2008

di Danilo Arona

pazuzu1.jpgSiccome sono stato (forse) l'unico in Europa a inventarsi un libro sul demone Pazuzu, non potevo non tuffarmi almeno una volta nell'allestimento sonoro di Roberto Cuoghi, titolo Suillakku, che ha tenuto banco al Castello di Rivoli (Torino) dal 6 maggio al 27 luglio. E per farlo mi sono scelto un anfitrione d'eccezione, lo scrittore torinese Alessandro Defilippi, come me attratto dagli stessi paesaggi della mente, nella fattispecie dune desertiche e ventose che coabitano in invisibili regioni sospese tra immaginario e metafisica.
Partiamo da queste ultime. I due ultimi libri di Alessandro, Angeli e Le perdute tracce degli Dei (Passigli Editori), hanno molto a che fare con il deserto. Senza guastare sorprese a chi li voglia scoprire, il loro legame con la sabbia e la solitudine è pari all'analoga connessione che il preambolo del film L'esorcista di Friedkin vantava nei confronti del deserto di Ninive, nell'Iraq settentrionale.

Pubblicato Venerdî 15 Agosto 2008

di Danilo Arona

onda1.jpgDa anni artisti, scrittori, sensitivi e persone normali la sognano.
La vedono. La percepiscono.
Tutti la chiamavano "l'Onda".
La visione condivisa infatti è paragonabile a un'enorme muraglia tsunamica, alta decine di metri, che sopravvanza e abbatte città, s'insinua nelle frange collinari e lambisce le montagne. Per i più senza ombra di dubbio si trattava di acqua. Ma altri visualizzano sabbia desertica. Altri ancora, una parte in verità minoritaria, immaginano (immaginano?) che quel flutto ciclopico sia formato da un'immonda poltiglia di color nero, una via di mezzo tra la pece e la vischiosità del fango paludoso.

Pubblicato Mercoledî 30 Luglio 2008

di Danilo Arona

000.jpgVivo in campagna, bassa piemontese, da più di vent'anni. Scelta comoda, scomoda, egoista, da spernacchiare: se ne può dire quel che si vuole. Non è questo il punto.
La realtà è che, davanti ai miei occhi e con una spinta accelerativa sempre più crescente negli ultimi tempi, il paesaggio è cambiato. In peggio, ovvio. Brutalizzazione, alberi abbattuti, annullamento del verde a favore del cemento. Tra un po' vivrò in campagna circondato da un perfetto paesaggio (periferico) urbano. Cavoli miei, me la sono voluta.
Tutti i giorni vado su e giù in macchina. In certi periodi dell'anno, soprattutto al mattino, l'occhio assonnato mi cade sulla superficie dei campi (per inciso tutti coltivati) dove svolazzano, se uno zefiro è attivo, decine di sacchetti di plastica. Stanno lì per mesi. Poi, se arriva una bufera di vento (elemento naturale sempre più attivo per effetto del surriscaldamento del pianeta), la plastica emigra altrove. Non la si vede e magari per un po' i campi paiono puliti. Poi il ciclo ricomincia.

Pubblicato Sabato 19 Luglio 2008

di Danilo Arona

Pozzo.jpgTornare sui luoghi del delitto: un sentiero che lo scrittore è spesso costretto a ripercorrere. Tornare a Bassavilla, ad esempio, e alle "maledizioni" della Val Cerrina, un tema che dalle mie parti nessuno si sogna neppure di proporre perché magari crolla il mercato del tartufo. Ma ci pensa la realtà, questa stramba "sostanza" energetica che ci circonda e di cui percepiamo, pare, un misero dieci per cento.
La quarta "cronaca di Bassavilla", pubblicata da Carmilla nel febbraio 2005, si concludeva, dopo una dissertazione un po' dotta e un po' delirante sull'argomento delle "maledizioni", in questo modo:
"Mi hanno raccontato che da qualche parte, in Val Cerrina, ci dev’essere un pozzo dove trenta o quarant’anni fa cadde, o venne fatta cadere, una ragazzina. E questo film lo abbiamo già visto. Il titolo parla di un cerchio, geometria infinita che racchiude il tutto, il vero e il falso, in questo gioco di scambi, assolutamente impossibile solo da teorizzare, tra immaginario e realtà. Eppure accade."

Pubblicato Giovedî 26 Giugno 2008

di Danilo Arona

TheBride.jpgCristiano Mussi è un chitarrista eccezionale, alessandrino, su cui ho scritto più volte in passato. Non è del suo talento che vi voglio informare, per il quale rimando al sito ufficiale. Racconto invece di un suo incontro, casuale e tenero a suo modo, per un verso borderline tra un mondo reale e uno invisibile, fuori dal tempo, e per un altro situato ai confini della sincronicità. Se mi è lecito poi spingermi anche al di qua del mio indistinto reame narrativo, non è impossibile percepirvi anche un inconfondibile profumo "di Melissa", anche se poi alla fine trionfa la cronaca, quella cruda si farebbe volentieri a meno.
Un paio di anni fa, alle soglie dell'estate, Cristiano viaggiava sulla A 26 a bordo di un pulmino con alcuni componenti dei Disco Inferno, in direzione della riviera ligure. Un giorno del week-end, al pomeriggio, e prospettiva una serata danzante sulla spiaggia sino all'esaurimento psicofisico dei musicisti e dei notturni gaudenti che intendevano fare l'alba.

Pubblicato Giovedî 22 Maggio 2008

di Danilo Arona

2012.jpgAlcuni amici lettori, ansiosi di capire quel che io vado scrivendo - o meglio - cercando in questa rubrica, mi hanno segnalato che un po' di tempo fa, in una puntata della trasmissione di Rete4 "Top Secret" dedicata ai fantasmi, uno scienziato menzionò la Luce Oscura, sottolineando che essa rappresenta la stragrande maggioranza della luce esistente.
Siccome è riscontrabile soltanto attraverso calcoli matematici e i riscontri ipotizzano che la Luce Oscura occupi il 90% della materia presa in esame, la sua esistenza ci pone un evidente problema di percezione: in buona sostanza, noi vedremmo meno del 10% del mondo che ci circonda.

Pubblicato Venerdî 2 Maggio 2008

di Danilo Arona

Osama.jpgCome ricorda Colin Wilson in un suo celebre titolo del '72 La filosofia degli assassini, la parola "assassino" deriva dalla corruzione del termine orientale hasciscin che significa "consumatore di hascish". In tale ambito il vocabolo fa riferimento ai componenti di una setta religiosa musulmana che, a partire dall'anno Mille, uccidevano per fede, quasi sempre sotto l'effetto della droga e agli ordini non discutibili di un capo carismatico e profetico.
Nel 1273, attraversando la valle di Almut tra Persia e Afghanistan, Marco Polo ebbe occasione di visitare il castello del Vecchio della Montagna, capo della Setta degli Assassini. E così ne descrisse l'esperienza e la vicenda annessa ne Il Milione, dettandola a Rustichello da Pisa:

Pubblicato Lunedî 7 Aprile 2008

di Danilo Arona

Lost.jpgLos Roques sono quelle trecento isolette, mai così tristemente famose, al largo del Venezuela, meta quotidiana di vacanzieri che le hanno scoperte soprattutto in rete. A causa della media scarsità di vegetazione le chiamano "le Isole della Luce" e, come recita un'ambigua e un po' sinistra scritta di benvenuto leggibile dall'alto dalle avionetas in fase di atterraggio a Gran Roque, "se credete nel paradiso questo è il vostro posto".
Nel 2004 ho ambientato a Los Roques un frammento di Palo Mayombe, uno dei miei vari romanzi, di certo uno dei miei più intimi e più sofferti. Occorre da parte mia precisare il significato di parole come "intimità" e "sofferenza" a proposito di una creazione letteraria: per me, credo di confessarlo per la prima volta, significa collegarsi con certe zone ultradimensionali (dove regna, appunto, la luce oscura) per mezzo di una channeller che vive e lavora in Bassavilla (e della quale non posso dire nulla) e lasciar aperte le porte a concetti, visioni e presagi che entrano "al di qua".

Pubblicato Lunedî 24 Marzo 2008

di Danilo Arona

Natasha.jpgIl volto della bella ragazza che commenta graficamente la "luce oscura" n° 5 non è più. Lei si chiamava Natasha Randall ed è stata fra le ultime vittime del patto suicida di Bridgend.
Per i molti studiosi che seguono l'avvinarsi del Punto Zero Apocalittico, sono già presenti da anni in tutto il mondo i "segni" che profetizzano la fine. A livello di percezione quotidiana, non c'è che da scegliere: virus, nuove malattie, pandemie, catastrofi naturali in aumento esponenziale, fenomeni cosmici e inteplanetari, prodigi, falsi profeti, complotti, manipolazioni subliminali e immigrazioni di massa. Che ci crediate o meno, tutto è già stato scritto e tutto fa parte, ogni giorno, della cronaca giornalistica.
Ma, sul piano dei mondi sottili, esistono altri segni. Tra i tanti: i sogni e gli incubi condivisi, le "chiamate", le interconnessioni telepatiche e i suicidi di gruppo. Forse, a ben pensarci, con il cervello più sgombro possibile da qualsiasi pregiudizio, si tratta sempre di un unico elemento, quello che in fisica quantistica chiamasi "reame immaginale".

Pubblicato Lunedî 10 Marzo 2008

session9.jpgdi Danilo Arona

Pare quasi un esperimento di scrittura automatica di gruppo. Un puzzle intarsiato di idee individuali, concepite in solitudine che, quando raggiungono la collettiva Infosfera, si dispongono ognuna per suo conto al servizio di una visione che le racchiude e se ne fa specchio.
Complicato? Nel dominio della luce oscura non esistono complicazioni. Bensì i paradossi, gli ossimori, le convinzioni che non si osano confessare. Una di queste recita, come in un racconto di Lovecraft, che diversi e disomogenei scrittori nel mondo (che all'inizio della loro insania letteraria non si conoscono ma forse riusciranno a incontrarsi, o quantomeno a collidere) possano iniziare a un certo punto a pensare, o a sognare, le identiche cose. Trame, contenuti, soluzioni finali. A volte persino lo stesso numero.

Pubblicato Venerdî 15 Febbraio 2008

di Danilo Arona

Vodun.jpgQuasi sempre le malattie hanno cause metafisiche, emozionali e inconscie. Lo sostiene, e si può concordare, la ricercatrice canadese Lise Bourbeau, autrice di inquietanti libretti che testimoniano l'esistenza di un Lato Oscuro a carico persino delle emorroidi o dell'incontinenza urinaria. E' un approccio che in qualche modo illumina anche questa rubrica, i cui intenti appariranno sempre più chiari - nonostante il titolo contradditorio - man mano si proseguirà. Il senso è che esiste una "luce oscura" non solo per le malattie, individuali o collettive, del corpo e della mente, ma pure sullo sfondo di certi, indecifrabili, eventi di cronaca.

Pubblicato Venerdî 18 Gennaio 2008

di Danilo Arona

Capote.jpg[L'articolo La luce oscura di Danilo Arona, uno dei collaboratori che più hanno contribuito al successo di Carmilla, ha avuto tale rispondenza di pubblico da consigliare di dare lo stesso titolo a una nuova rubrica di Danilo. Erede, anche se diversa per concezione, delle mitiche "Cronache di Bassavilla", divenute un libro, cui presto se ne aggiungerà un secondo e per le quali sono previste trasposizioni multimediali. Ma non vogliamo anticipare. Lasciatevi illuminare o imbrunire, per ora, dalla luce oscura.] (V.E.)

Uno dei racconti che prediligo in assoluto, un perfetto esempio di horror "di esitazione", reca la firma di Truman Capote. S'intitola Miriam ed è stato scritto nel 1945. Il nome del titolo si riferisce a una bambina di 11 anni che irrompe nella vita di un'anziana vedova solitaria, Mrs. Miller, sullo sfondo di una New York livida e nevosa. E', all'apparenza una ragazzina pestifera e invadente, ma anche molto inquietante, della quale possiamo dire (o non dire) verso le righe conclusive che forse non esiste, ma che di certo esiste nella mente della protagonista.

Pubblicato Martedî 8 Gennaio 2008


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