di Danilo Arona
Alcuni amici lettori, ansiosi di capire quel che io vado scrivendo - o meglio - cercando in questa rubrica, mi hanno segnalato che un po' di tempo fa, in una puntata della trasmissione di Rete4 "Top Secret" dedicata ai fantasmi, uno scienziato menzionò la Luce Oscura, sottolineando che essa rappresenta la stragrande maggioranza della luce esistente.
Siccome è riscontrabile soltanto attraverso calcoli matematici e i riscontri ipotizzano che la Luce Oscura occupi il 90% della materia presa in esame, la sua esistenza ci pone un evidente problema di percezione: in buona sostanza, noi vedremmo meno del 10% del mondo che ci circonda.
di Danilo Arona
Come ricorda Colin Wilson in un suo celebre titolo del '72 La filosofia degli assassini, la parola "assassino" deriva dalla corruzione del termine orientale hasciscin che significa "consumatore di hascish". In tale ambito il vocabolo fa riferimento ai componenti di una setta religiosa musulmana che, a partire dall'anno Mille, uccidevano per fede, quasi sempre sotto l'effetto della droga e agli ordini non discutibili di un capo carismatico e profetico.
Nel 1273, attraversando la valle di Almut tra Persia e Afghanistan, Marco Polo ebbe occasione di visitare il castello del Vecchio della Montagna, capo della Setta degli Assassini. E così ne descrisse l'esperienza e la vicenda annessa ne Il Milione, dettandola a Rustichello da Pisa:
di Danilo Arona
Los Roques sono quelle trecento isolette, mai così tristemente famose, al largo del Venezuela, meta quotidiana di vacanzieri che le hanno scoperte soprattutto in rete. A causa della media scarsità di vegetazione le chiamano "le Isole della Luce" e, come recita un'ambigua e un po' sinistra scritta di benvenuto leggibile dall'alto dalle avionetas in fase di atterraggio a Gran Roque, "se credete nel paradiso questo è il vostro posto".
Nel 2004 ho ambientato a Los Roques un frammento di Palo Mayombe, uno dei miei vari romanzi, di certo uno dei miei più intimi e più sofferti. Occorre da parte mia precisare il significato di parole come "intimità" e "sofferenza" a proposito di una creazione letteraria: per me, credo di confessarlo per la prima volta, significa collegarsi con certe zone ultradimensionali (dove regna, appunto, la luce oscura) per mezzo di una channeller che vive e lavora in Bassavilla (e della quale non posso dire nulla) e lasciar aperte le porte a concetti, visioni e presagi che entrano "al di qua".
di Danilo Arona
Il volto della bella ragazza che commenta graficamente la "luce oscura" n° 5 non è più. Lei si chiamava Natasha Randall ed è stata fra le ultime vittime del patto suicida di Bridgend.
Per i molti studiosi che seguono l'avvinarsi del Punto Zero Apocalittico, sono già presenti da anni in tutto il mondo i "segni" che profetizzano la fine. A livello di percezione quotidiana, non c'è che da scegliere: virus, nuove malattie, pandemie, catastrofi naturali in aumento esponenziale, fenomeni cosmici e inteplanetari, prodigi, falsi profeti, complotti, manipolazioni subliminali e immigrazioni di massa. Che ci crediate o meno, tutto è già stato scritto e tutto fa parte, ogni giorno, della cronaca giornalistica.
Ma, sul piano dei mondi sottili, esistono altri segni. Tra i tanti: i sogni e gli incubi condivisi, le "chiamate", le interconnessioni telepatiche e i suicidi di gruppo. Forse, a ben pensarci, con il cervello più sgombro possibile da qualsiasi pregiudizio, si tratta sempre di un unico elemento, quello che in fisica quantistica chiamasi "reame immaginale".
di Danilo Arona
Pare quasi un esperimento di scrittura automatica di gruppo. Un puzzle intarsiato di idee individuali, concepite in solitudine che, quando raggiungono la collettiva Infosfera, si dispongono ognuna per suo conto al servizio di una visione che le racchiude e se ne fa specchio.
Complicato? Nel dominio della luce oscura non esistono complicazioni. Bensì i paradossi, gli ossimori, le convinzioni che non si osano confessare. Una di queste recita, come in un racconto di Lovecraft, che diversi e disomogenei scrittori nel mondo (che all'inizio della loro insania letteraria non si conoscono ma forse riusciranno a incontrarsi, o quantomeno a collidere) possano iniziare a un certo punto a pensare, o a sognare, le identiche cose. Trame, contenuti, soluzioni finali. A volte persino lo stesso numero.
di Danilo Arona
Quasi sempre le malattie hanno cause metafisiche, emozionali e inconscie. Lo sostiene, e si può concordare, la ricercatrice canadese Lise Bourbeau, autrice di inquietanti libretti che testimoniano l'esistenza di un Lato Oscuro a carico persino delle emorroidi o dell'incontinenza urinaria. E' un approccio che in qualche modo illumina anche questa rubrica, i cui intenti appariranno sempre più chiari - nonostante il titolo contradditorio - man mano si proseguirà. Il senso è che esiste una "luce oscura" non solo per le malattie, individuali o collettive, del corpo e della mente, ma pure sullo sfondo di certi, indecifrabili, eventi di cronaca.
di Danilo Arona
[L'articolo La luce oscura di Danilo Arona, uno dei collaboratori che più hanno contribuito al successo di Carmilla, ha avuto tale rispondenza di pubblico da consigliare di dare lo stesso titolo a una nuova rubrica di Danilo. Erede, anche se diversa per concezione, delle mitiche "Cronache di Bassavilla", divenute un libro, cui presto se ne aggiungerà un secondo e per le quali sono previste trasposizioni multimediali. Ma non vogliamo anticipare. Lasciatevi illuminare o imbrunire, per ora, dalla luce oscura.] (V.E.)
Uno dei racconti che prediligo in assoluto, un perfetto esempio di horror "di esitazione", reca la firma di Truman Capote. S'intitola Miriam ed è stato scritto nel 1945. Il nome del titolo si riferisce a una bambina di 11 anni che irrompe nella vita di un'anziana vedova solitaria, Mrs. Miller, sullo sfondo di una New York livida e nevosa. E', all'apparenza una ragazzina pestifera e invadente, ma anche molto inquietante, della quale possiamo dire (o non dire) verso le righe conclusive che forse non esiste, ma che di certo esiste nella mente della protagonista.





