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camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Il caso Battisti

di Fabrizio Lorusso

lulaspeech.jpg Il 22 dicembre scorso il presidente brasiliano Luiz Inacio "Lula" da Silva ha rilasciato una dichiarazione sull’estradizione di Cesare Battisti, condannato in Italia per 4 omicidi e rifugiato politico in Brasile dopo la sua fuga dalla Francia nel 2004, affermando “decido io, non mi importa delle decisioni del Supremo Tribunal Federal". Con queste parole Lula ha rotto il lungo silenzio che lo circondava sul tema di Battisti e le relazioni diplomatiche con l'Italia.

Pubblicato Lunedî 28 Dicembre 2009


di leonardo.blogspot.com

cesare_battisti_271109.jpgCoraggio, ormai ci siamo. Ancora qualche mese, forse appena qualche settimana, e poi Cesare Battisti sarà estradato in Italia: e il mondo finalmente sarà un luogo più sicuro per tutti. Un giardino fiorito dove portare i figli a giocare, senza più dover temere le insidie degli empi Proletari Armati per il Comunismo.
Sul serio, fa bene al cuore sapere che non c'è luogo al mondo dove un terrorista possa nascondersi all'occhio di una Giustizia implacabile. Anche se dopo tante chiacchiere forse abbiamo perso un po' di vista la vicenda in sé. Forse è meglio tornare ai fondamentali: perché merita di scontare l'ergastolo, Cesare Battisti?

Pubblicato Venerdî 27 Novembre 2009

di Paolo Persichetti

CesareeFiglia.jpg[Questa intervista - la prima rilasciata a un quotidiano italiano da Tarso Genro, ministro della giustizia del Brasile, dopo l'inizio del capitolo brasiliano della vicenda Battisti - è apparsa su Liberazione dell'11 ottobre di quest'anno. Ricordiamo che il testo completo del provvedimento con cui Genro, ex sindaco di Porto Alegre, concesse l'asilo politico a Cesare Battisti, è riportato nel volumetto Il caso Cesare Battisti: quello che i media non dicono, ed. Derive Approdi, a cura di Carmilla. Un breve aggiornamento sugli sviluppi del "caso" è in appendice.]

Quando nel gennaio scorso il ministro della Giustizia brasiliana, Tarso Genro, concesse l'asilo politico a Cesare Battisti, una reazione carica di astio coprì la sua decisione. Dai vertici istituzionali, sui media, dalla magistratura, senza mai veramente controargomentare vennero risposte spesso fuori dalle righe. Addirittura nel corso di una cerimonia, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, rivolto ai carabinieri, disse: «se ci potesse essere un gruppetto che vuole andare in Brasile…».

Pubblicato Mercoledî 14 Ottobre 2009


[In un giorno in cui si registra un importante ma non definitivo sviluppo della vicenda giudiziaria in cui è coinvolto Cesare Battisti, proponiamo un intervento pubblicato su Damnatio Memoriae, che per l'appunto affronta la questione con uno sguardo lucido e profondo. La redazione]

Il numero della diffusissima rivista brasiliana ISTOE' con l'esclusiva dell'intervista rilasciata da Cesare BattistiCampagna italiana e interessi politici in Brasile
di DEMENTIO MEMORIAE

Con l’apparizione dell’intervista a Istoè (tradotta qui), Cesare Battisti ha ritrovato un diritto ad esprimersi pubblicamente, e lo ha mantenuto con altre dichiarazioni e lettere pubbliche: a giornalisti, al Senato brasiliano, al Supremo tribunale federale.
Le reazioni italiane hanno immediatamente moltiplicato gli insulti e rilanciato la campagna di popolo per l’estradizione, che era stata aperta dal Presidente italiano Napolitano con una lettera al Presidente brasiliano Lula.
La lettera, presentata come personale, era stata distribuita alla stampa prima ancora di arrivare al destinatario. Una mossa diplomatica da buzzurri, che Lula non poteva che prendere per ciò che è: non l’invio di un messaggio privato, ma un atto pubblico della massima autorità di uno Stato nei confronti di un altro. Da lì la secca risposta che ricorda la sovranità del paese e delle sue autorità chiamate a decidere senza tener conto delle pressioni straniere.
Pubblicato Venerdî 8 Maggio 2009

CesareBattistiDeriveApprodi.jpgE' nelle librerie un volumetto pubblicato da Derive / Approdi, nella collana Samizdat, intitolato Il caso Cesare Battisti: quello che i media non dicono (pp. 60, € 5) Comprende un saggio firmato dall'editore sulle distorsioni dei processi italiani per terrorismo della fine degli anni '70 - inizio degli anni '80, le notissime FAQs di Carmilla e, documento davvero eccezionale per profondità e riflessione, il testo integrale, mai apparso in Italia, della risoluzione con cui il ministro della giustizia brasiliano Tarso Genro (ex sindaco modello di Porto Alegre) ha accordato a Battisti l'asilo politico.
Attualmente quella decisione, confermata dal presidente Lula, è sotto esame presso il Tribunale Supremo del Brasile, diviso quasi equamente tra conservatori e progressisti, con un lieve vantaggio per i primi dovuto alla personalità del suo presidente, che di Lula è nemico giurato.

Pubblicato Lunedî 2 Marzo 2009

di Bernard-Henri LévyBHLvy.jpg

[Questo editoriale di Bernard-Henri Lévy, uscito in Francia su Le Point giovedì 19 febbraio, doveva essere pubblicato dal Corriere della Sera, giornale con cui B.-H. Lévy collabora. Il Corriere lo ha rifiutato. L'articolo è stato pubblicato oggi dall'Unità, tradotto da Beppe Sebaste, che ringraziamo. Il rifiuto di pubblicare un'opinione garantista da parte di un giornale come il Corriere ci sembra emblematica del clima che si respira oggi in Italia. In Appendice, altri due articoli usciti sulla stampa francese e brasiliana.
La redazione]

Occorre ripeterlo ancora una volta?
La persona di Cesare Battisti non è qui in questione. Ignoro se abbia commesso o no i crimini che gli sono imputati, e che lui nega strenuamente dall’inizio. E odio in generale tutto quel terrorismo di cui egli si fece propagandista e per il quale non trovo, né mai troverò, circostanze attenuanti.

Pubblicato Martedî 24 Febbraio 2009

di Carmilla

FrancescoGattoniDignitaDiCesaew.jpgSu Panorama del 12 febbraio 2009, il giornalista Giacomo Amadori ha elencato una serie di domande, raccolte tra i magistrati e gli ex compagni, cui Cesare Battisti non saprebbe o non vorrebbe rispondere. Ebbene, ci proviamo noi, quale appendice alle nostre FAQ. Qualche considerazione in chiusura.

1) “Signor Battisti, lei ha indicato gli autori degli omicidi di cui è accusato. Come fa a sapere i loro nomi?”

Il giornalista Amadori evidentemente non sa che Battisti, nel 1981, era tra gli imputati del “processo Torregiani” (con l’accusa di detenzione di armi, che lo condusse alla condanna a 12 anni di carcere). I nomi che ha fatto sono quelli dei condannati al processo. Come poteva ignorarli?

Pubblicato Giovedî 12 Febbraio 2009

di Valerio Evangelisti

Liberez.jpgCi mancava solo questa. Cesare Battisti sarebbe una spia (per la “grande stampa”, a cui peraltro le spie piacciono tanto, al punto di averle come redattori e persino come direttori) perché avrebbe fatto, “dopo trent’anni”, i nomi dei suoi complici.
Le solite cazzate, volte a denigrare il “mostro” in un modo o nell’altro.
Battisti, in una lettera alla stampa brasiliana leggibile qui, ha semplicemente parlato del delitto Torregiani (a cui non partecipò direttamente), e detto i nomi di chi fu condannato per l’omicidio, “secondo le autorità italiane”.
Quei nomi erano sconosciuti solo ai giornalisti stile “L’asso nella manica” che parlano di un caso di cui non sanno nulla, e ad Alberto Torregiani, che continua a reclamare la punizione dell’uccisore, come non sapesse che i colpevoli erano stati presi poco dopo il crimine. Quei nomi erano fatti nelle nostre FAQ e, prima, nel volume di Fred Vargas La vérité sur Cesare Battisti.

Pubblicato Domenica 1 Febbraio 2009

PERCHÉ IL BRASILE HA ACCOLTO IL "MOSTRO"

di Carmilla

CesareInCarcere.jpgQuesta nuova versione delle nostre FAQ sul caso Battisti, già lette da centinaia di migliaia di utenti e tradotte in molte lingue, cadono in un momento di isteria collettiva mai visto in Italia dai tempi di Piazza Fontana e della colpevolizzazione di Pietro Valpreda. Battisti si trova da quasi due anni, mentre scriviamo, in un carcere brasiliano. Ha ottenuto asilo politico in Brasile, concesso dal ministro della giustizia Tarso Genro e ripetutamente avvallato dal presidente Lula. La stampa italiana, a fronte di un’opinione pubblica sostanzialmente indifferente, si è scatenata con toni da linciaggio. Battisti è tornato a essere il mostro, l’assassino per vocazione, il serial killer. Il Brasile è stato dipinto (per esempio da Francesco Merlo, su La Repubblica del 15 gennaio) come una democrazia da operetta, abitato da una popolazione quasi scimmiesca. Persino il presidente Napolitano, che non brilla per attivismo, si è mobilitato a sostegno della richiesta di estradizione del criminale del secolo. Seguito ovviamente dal PD di Walter Veltroni, in perfetta armonia con le componenti più reazionarie del governo e delle presunte “opposizioni”.

Pubblicato Venerdî 30 Gennaio 2009

di Paolo Persichetti
(da Liberazione, 16 gennaio 2009]

ThePrisoner2.jpg[In attesa di un nostro intervento redazionale più articolato, riportiamo questo articolo di Persichetti apparso nella rinnovata "Liberazione". Persichetti cade in equivoco solo in riferimento alla data della scarcerazione di Battisti, che potrebbe tardare più di quattro giorni - senza tuttavia che possa venir meno l'asilo politico concesso dal ministro della giustizia brasiliano Tarso Genro e confermato dal presidente Lula. Rimandiamo ogni commento ai prossimi giorni. Adesso abbiamo tutto il tempo che ci serve.] (V.E.)

Cesare Battisti, l'ex esponente dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) condannato all'ergastolo dalla giustizia dell'emergenza italiana, riparato in Brasile dopo l'estradizione concessa dalla Francia non verrà estradato. Il ministro della Giustizia Tarso Genro, anch'egli con un passato di esiliato politico durante gli anni della dittatura e per questo rifugiatosi in Uruguay, gli ha concesso l'asilo politico (sarà libero entro 4 giorni). Decisione che ha capovolto il parere fornito a stretta maggioranza (tre contro due) dal Conare (l'organismo abilitato a fornire un avviso tecnico) il 28 novembre scorso.

Pubblicato Domenica 18 Gennaio 2009

di Cesare Battisti

CesareInCarcere.jpg[Questo testo, inedito in Italia, è apparso nell'antologia L'arte della fuga. Manuale per viaggiatori che non accettano istruzioni, a cura di Alberto Prunetti, Stampa Alternativa, 2005. L'antologia comprende brani di Jack London, Daniel Defoe, Raoul Vaneigem, Benjamin Peret, Alexander Trocchi, Bruno Traven.]

Effettivamente, avevo vissuto momenti migliori. Ma non avevo la disposizione d'animo per muovermi a pietà. Il problema del numero di Sécu mi stava minando la mente, l'impiegata antillana minacciò di chiamare la polizia e non era la prima volta che mi succedeva. Chissà se avevano il diritto di arrestare uno senza numero di Sécurité sociale! Bel dilemma per un povero brigadiere che si ritrova a dover ammanettare un fantasma.

Pubblicato Sabato 16 Agosto 2008

di Valerio Evangelisti (ma Redazionale)

CesareInCarcere.jpgSolo poche righe. Male interpretando una notizia Ansa, ripresa dall'agenzia Brasil, la Repubblica on line titola: Il Brasile dà l'ok all'estradizione. Cesare Battisti tornerà in Italia.
Vi si spiega che Battisti, in carcere a Brasilia ormai da un anno, sarà estradato a patto che la sua pena sia ridotta dall'ergastolo a trent'anni (il massimo della pena previsto dall'ordinamento brasiliano).
E' una falsa notizia o, per meglio dire, un falso titolo. Lo si scopre leggendo l'articolo con attenzione. Si tratta infatti delle richieste del procuratore generale, non di una sentenza. Competente a decidere è il Supremo Tribunale Federale, davanti al quale si svolge la causa. Gli avvocati difensori di Battisti stanno presentando, proprio in queste ore, le loro controdeduzioni.

Pubblicato Venerdî 4 Aprile 2008

Maurizio Belpietro, neodirettore di PanoramaUna brevissima nota redazionale: sul numero di Panorama [settimanale diretto da Maurizio Belpietro, nella foto] attualmente in edicola è presente un articolo di Giovanni Fasanella intitolato "Intellettuali e pallottole: quelli che firmarono per Battisti".
In esso si afferma che il "sito dell'intellighenzia di estrema sinistra Carmilla online" avrebbe eliminato la lista degli intellettuali e cittadini che nel 2004 firmarono l'appello contro l'estradizione in Italia di Cesare Battisti.
Segue una conclusione travestita da ipotesi: "qualcuno si sarà vergognato di vedere per 3 anni il proprio nome sotto quell’appello e avrà chiesto di rimuoverne la traccia".
Brillante scoop.
Peccato solo che l'elenco dei 1500 firmatari sia ancora al suo posto, esattamente lì dov'è sempre stato. Bah.
Non usiamo sotterfugi, noi. In quasi quattro anni è accaduto una sola volta che un aderente a quell'appello chiedesse, legittimamente, di ritirare la propria firma. Com'era giusto e corretto, rendemmo pubblica la sua decisione. Era la primavera del 2004.
Da allora, tutto liscio e calma piatta. E Carmilla si vergogna a tal punto di aver fatto controinformazione sull'arresto di Battisti - scelta indubbiamente impopolare - da tenere in prima pagina una finestrella dedicata al caso (vedere a destra).
Le autentiche ragioni di quella mobilitazione (non oceanica, almeno in Italia) sono state spiegate più volte. Chi volesse conoscerle è invitato a leggere le "Frequently Asked Questions" su Cesare Battisti.
Ma... allora l'articolo di Panorama su cosa si fonda?
Noi non abbiamo modo di conoscere, tantomeno di ripercorrere, il tragitto dei pensieri del dottor Fasanella o del dottor Belpietro, per cui non ci permettiamo di trarre conclusioni, nemmeno travestendole da ipotesi. I lettori sono liberi di formarsi un'opinione. Grazie e buon proseguimento.


Clicky

Pubblicato Lunedî 3 Dicembre 2007

di Valerio Evangelisti

CesareBattisti.jpgBeppe Grillo, o chi per lui, agli inizi di aprile pubblica un video, nel suo blog e su YouTube, in cui viene intervistato Alberto Torregiani, figlio di Luigi Pietro Torregiani. Quest’ultimo, un gioielliere, il 22 gennaio 1979 era stato testimone di una rapina presso il ristorante “Il Transatlantico” di Milano. Aveva ucciso, assieme a un collega, il rapinatore, tale Orazio Daidone, siciliano. E ferito un avventore.
Il gruppo Proletari Armati per il Comunismo decide una ritorsione. Vengono uccisi, nella stessa giornata (16 febbraio 1979), Pier Luigi Torregiani a Milano, e un macellaio di nome Sabbadin presso Venezia (a sua volta uccisore di un ladruncolo). Qual è il problema? E’ che Cesare Battisti è stato accusato dell’omicidio di Venezia. MAI DI QUELLO DI MILANO, del resto simultaneo.

Pubblicato Domenica 17 Giugno 2007

di Francesco Forlani

CesareBrasile.jpg
Vi prego
non cacciate la bilancia
a misurare i morti con quell’ago
che la si chiami storia, critica, rimpianto

“a te di più che a me hanno fatto male”
e via con gare tra la conta e il conto
da presentare a un altro, che non sia se stesso
di vittime e carnefici di stragi

Pubblicato Martedî 20 Marzo 2007

macavale.jpgdi Paola De Luca

Cesare Battisti - «Ma Cavale» - Prefazione di Bernard-Henri Levy e postafazione di Fred Vargas - Grasset/Rivages - 18.50

«Augusto pensava a questo, e immaginava ogni sorta di cose, giusto per bloccare la porta alla paura. Si sentiva male dietro alla maschera, la sentiva spostarsi di continuo. Non appena frenava il rumore dei ricordi, sentiva la maschera cigolare come un paio di scarpe nuove. Ci vuole tenacia per costruirsi una maschera solida. La sua non aveva mai il tempo d'asciugarsi, ce ne voleva una nuova ogni giorno».

Parole tratte da Ma cavale, ultimo libro di Cesare Battisti, scritto dalla fuga, volato in Francia con un low cost misterioso e specialissimo, rara avis. Lui, il suo testo, come un resto di storia collettiva cristallizzata e ficcata dentro un involucro trasparente, che a capovolgerlo si mette a nevicare.

Pubblicato Giovedî 4 Maggio 2006

di Valerio Evangelisti

IoeCesare.jpg
Questa primavera del 2006 si apre, per Cesare Battisti, sotto auspici un po’ migliori. Non si tratta solo dell’uscita in Francia del libro Ma cavale, di cui parla l’articolo di Fabio Gambaro di Repubblica riportato ieri. C’è di meglio, e tale da non essere propriamente consolante per il governo italiano uscente (senza farsi alcuna illusione su quello entrante). Prima di dire di cosa si tratti, mi permetto una breve digressione su certi comportamenti della nostra stampa presunta “autorevole”, quando si tocca un caso che suscita isteria.
Allorché Cesare Battisti fu arrestato, due anni fa, un cronista del quotidiano parigino ultraconservatore Le Figaro si dimostrò particolarmente immaginoso. Scrisse che Battisti era stato arrestato dopo una fantasiosa lite con un vicino di casa, asserì che quando, in Italia, era evaso dal carcere, lo aveva fatto pugnalando una guardia.

Pubblicato Venerdî 21 Aprile 2006

battisticague.jpgEsce il memoriale dell´ex terrorista fuggito per evitare l´estradizione in Italia. Sarebbe stato un pentito a dichiarare il falso, ma naturalmente è tutto da verificare. Per la prima volta si difende e nega i delitti per cui è stato condannato all´ergastolo. Nel libro si narra in modo un po´ romanzesco la fuga verso l´Oriente Bernard-Henri Lévy e Fred Vargas sostengono le ragioni del latitante
di Fabio Gambaro
[da Repubblica]

PARIGI - «Non ho mai ucciso. Sono colpevole d´aver militato in un gruppo armato a scopo sovversivo e di aver posseduto delle armi. Ma non ho mai sparato a nessuno». Da un nascondiglio dall´altra parte del mondo, Cesare Battisti spedisce ai lettori la sua verità, tutta da provare, ovviamente, nel tentativo di riconquistare il favore dell´opinione pubblica. A giorni, infatti, arriverà nelle librerie francesi un volume intitolato Ma cavale ("La mia fuga", Grasset/Rivages, pagg. 374, euro 18,50), in cui l´ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo racconta la sua fuga da Parigi e il lungo periplo per sottrarsi alla giustizia. E soprattutto dichiara per la prima volta di essere estraneo agli omicidi per i quali in Italia è stato condannato all´ergastolo, denunciando il voltafaccia della giustizia francese che, dopo avergli consentito di vivere legalmente in Francia per quattordici anni, quasi due anni fa ha deciso di autorizzare la sua estradizione in Italia.

Pubblicato Giovedî 20 Aprile 2006

di Cesare Battisti

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5. Una classe politica cieca

Dopo il '68, i valori del vecchio universo agricolo si svuotarono improvvisamente del loro significato. La sinistra italiana non seppe comprendere questo fenomeno e per questo continuò sul vecchio cammino. Come se la Chiesa, l'ordine, la moralità, il dovere del lavoro, fossero ancora al loro posto e come se i vecchi ingranaggi facessero girare ancora la macchina. Divenuti obsoleti, questi valori sopravvivessero in un clerico-fascismo divenuto oramai marginale.
In compenso sorsero altri valori, lasciando intravedere una nuova era. Il sussulto degli anni '70, vissuto da molti altri Paesi, prende una connotazione molto particolare in Italia. Si potrebbe arrivare a dire, parafrasando ancora Pier Paolo Pasolini, che il post '68 celebrò la prima unificazione del Paese attorno a nuovi modelli. Al contrario, nelle altre nazioni, la nuova situazione si giustappose a una struttura radicata in unificazioni antiche, dalla monarchia alle rivoluzioni borghesi e industriali. In Italia vi fu realmente un pre e un post ’68.

Pubblicato Giovedî 30 Marzo 2006

di Cesare Battisti

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3. La dissoluzione del sottoproletariato e le sue conseguenze

Ma da dove venivano quelle orde selvagge di giovani che volevano tutto e subito? Anche la risposta a questa domanda esige un passo indietro.
All'inizio degli anni '60 i più poveri tra i poveri in Italia avevano ancora il comportamento archetipico della società dei miserabili. La purezza della povertà che li contraddistingueva valeva loro l'appellativo di “sottoproletari” Erano portatori di valori antichi, di vecchie culture regionali e di un modello di relazioni sociali privo di qualsiasi legame con le regole urbane. Vivevano nelle loro grandi riserve ove dimoravano ancora usanze feudali, dimenticati da Dio e visitati dai candidati politici durante la campagna elettorale.

Pubblicato Mercoledî 29 Marzo 2006

di Cesare Battisti

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[Questo testo, datato 30 gennaio 2006, è il primo fatto pervenire da Cesare Battisti dopo l'esilio. Lo abbiamo suddiviso in tre parti. Terminata la pubblicazione, aggiorneremo i nostri lettori sui più recenti quanto vacui tentativi di linciaggio dello scrittore, nonché sull'imminente uscita in Francia del suo nuovo libro, Ma cavale ("La mia fuga").] (V.E.)

1. Premessa. Quale Verità?

Non ho alcuna intenzione di fornire l'ennesima analisi degli anni di piombo. Non potrei farlo. Perché sono una parte in causa, perché non sono uno storico e soprattutto perché mi è oggettivamente impossibile raccontare una ferita che non si è ancora cicatrizzata nel corpo sociale italiano. Ma se mi avventuro su questo terreno sdrucciolevole è perché dopo che sono fuggito dall'Italia nel 1981, durante i miei ventiquattro anni d'esilio politico e con l'attività letteraria che ne è seguita, ho dovuto continuare a rispondere alle stesse domande: "Perché sei un rifugiato? Come è possibile trent'anni dopo? Che cosa è successo nell'Italia del 1968?”

Pubblicato Martedî 28 Marzo 2006

[ATTENZIONE: Nel gennaio 2009 queste FAQ sono state aggiornate e ampliate. La versione completa è qui.]

di Valerio Evangelisti

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Forse qualcuno ha pensato che il nostro lungo silenzio sul "caso Battisti" - lo scrittore costretto più di un anno fa alla fuga dalla Francia, per evitare di essere estradato in Italia - sia stato dovuto a distrazione o rassegnazione. Proprio per niente. Attendevamo solo che il polverone sollevato, di qua e di là dalle Alpi, da media in vena di isteria si diradasse. Ebbene, ciò è avvenuto. E' dunque venuto il tempo, anche in vista della pronuncia della Corte dei diritti umani di Strasburgo (unica istanza rimasta a Cesare Battisti, dopo una serie di sentenze dettate da una giustizia vergognosamente pilotata dal potere politico) di riprendere in mano la questione - strettamente legata a quella, rimossa, della regolarità dei grandi processi imbastiti negli anni '70 e '80 contro i militanti, veri o supposti, dei gruppi armati di estrema sinistra (caso Fioroni, caso 7 aprile, caso Tobagi, caso Torregiani).

Pubblicato Venerdî 16 Settembre 2005

C_11_video_717_framevideo1.jpgLunedì 18 ottobre: le Iene mandano in onda un'intervista a Cesare Battisti, registrata a Parigi questo luglio. Prima di fare qualunque considerazione, vi invitiamo a visionare l'intervista: è in streaming, è visualizzabile con Windows Media Player, si può cliccare qui se si dispone di un'adsl o di banda larga, mentre se si viaggia con modem si può cliccare qui.

Ognuno ha libertà di giudizio, quindi anche noi. E la impegniamo per dire questo: è la prima intervista in cui Cesare Battisti viene trattato da persona umana. Il linciaggio mediatico effettuato nei suoi confronti è stato pesantissimo e chi volesse rammentarsene può scorrere l'elenco delle ingiurie di stampa radio e tv nella sezione di Carmilla dedicata al Caso Battisti. Per la prima volta, chi conosce Cesare lo ritrova integralmente in un'intervista che più testimoniale non si può. C'è tutta l'umanità pervicace di Battisti in questo video, il suo sarcasmo e autosarcasmo, la sua vocazione alla libertà, la sua condanna della follia omicida in anni sospetti e meno sospetti, la rivendicazione della sua innocenza rispetto agli omicidi attribuitigli da un inaffidabile pentito - insomma, nell'intervista delle Iene c'è tutta la sua identità autentica, che è quella di un uomo profondo, lontanissimo dall'icona di serial killer confezionatagli dai media italiani. Le richieste di Battisti coincidono con le nostre: un processo equo che cancelli la vergogna di quella parodia tribunalizia a cui fu sottoposto; una commissione internazionale che discuta e chiuda definitivamente la questione di un passato che non passa. Sono richieste che, presumiamo, non saranno soddisfatte. Così come non soddisfatta è rimasta l'istanza dei difensori parigini di Battisti, quella formulata allo Stato francese affinché rigettasse la domanda di estradizione avanzata dal ministro Castelli.
Non importa. Importa l'uomo, l'uomo vero, che emerge in tutte le sue sfaccettature in questa intervista delle Iene, a cui va il nostro ringraziamento per avere permesso a Cesare di mostrarsi così com'è.

Pubblicato Giovedî 21 Ottobre 2004

spat.gifUltimamente al dr. Spataro, procuratore aggiunto di Milano e persecutore da oltre un ventennio di Cesare Battisti, non ne va bene una. Dopo la figuraccia terrificante fatta nello Speciale di Canale 5 sul caso Tobagi (interrogato sul perché del rilascio del principale autore del delitto, Marco Barbone, e del mancato arresto della ragazza di questi, ideatrice dell'omicidio, Spataro forniva risposte ai limiti del comico e balbettava vistosamente), ecco che gli cade addosso il caso Fontana. Aveva definito l'arresto in Spagna dell'ex militante dei PAC Germano Fontana "un atto dovuto" e "una operazione lodevole". Ora la sua stessa Procura ammette che la pena per Fontana (otto anni di carcere) era caduta in prescrizione da un anno, e che l'operazione "lodevole" era altresì inutile.

Pubblicato Venerdî 24 Settembre 2004

mereu.jpga cura di Wu Ming 1

"Egli mi offre un luogo di rifugio / nel giorno della sventura. / Mi nasconde nel segreto della sua dimora, / mi solleva sulla rupe."
Salmi, 26-5

"Corri forte ragazzo corri / la gente dice sei stato tu / prendi tutto non ti fermare / il fuoco brucia la tua virtù / alza il pugno senza tremare / guarda in viso la tua realtà / guarda avanti non ci pensare / la storia viaggia insieme a te"
Area, L'elefante bianco, 1975

Un riflesso condizionato - diffuso anche tra persone che si definiscono "laiche" e "progressiste" - porta a interpretare la fuga di un accusato come una sorta di "prova morale" della sua colpevolezza, benché la storia, la cronaca e l'arte offrano innumerevoli esempi di innocenti che scappano. Ennesima riprova del persistere, in Italia, di una mentalità da Inquisizione. Fu infatti il Sant'Uffizio, rompendo con la tradizione del diritto romano codificata nel Digesto, a trasformare fuga e contumacia in elementi di "lievitazione del sospetto", sospetto che in realtà equivaleva già a una condanna.

Pubblicato Martedî 31 Agosto 2004

dello Pseudo-Eugenio Scalfari

Scalfari.jpg
Sabato 28 agosto è apparso su Indymedia il pezzo che proponiamo, attribuito a Eugenio Scalfari e accompagnato da un'avvertenza: si tratterebbe di un editoriale di Scalfari "congelato" da La Repubblica.
Purtroppo si tratta quasi certamente di un apocrifo, però confezionato con molta intelligenza. L'autore aderisce ai punti di vista "riformisti" dei lettori de La Repubblica ed espone loro, in quella chiave, gli argomenti a favore di Cesare Battisti, esposti con grande rigore logico.
Del resto non sono pochi i giornalisti de
La Repubblica (come di altri grandi quotidiani) favorevoli a Battisti, anche se la linea adottata dalla direzione, specialmente su impulso di Mario Pirani, li costringe al silenzio. Non è impossibile che l'apocrifo provenga dalle loro fila.

Prima ancora di discutere sulle condanne comminate a Battisti, c'è da riflettere sulla veemenza con cui personaggi autorevoli del governo, ma non solo del governo, si sono esibiti in esternazioni che paiono a dir poco fuori misura. Quando, in giudizio di primo grado, è stata concessa l'estradizione di Battisti, le principali autorità politiche italiane (nell'ordine: presidente del Consiglio, Ministro degli Interni e Ministro della Giustizia) hanno rilasciato dichiarazioni di soddisfazione, se non di giubilo.

Pubblicato Domenica 29 Agosto 2004

di Valerio Evangelisti

Rivoluz.jpgMentre scrivo non so che fine abbia fatto Cesare Battisti. Se sia in effetti fuggito o se, come affermano i suoi avvocati, possa essere vittima di una crisi depressiva.
La mia speranza è che la prima ipotesi sia quella vera. Che ancora una volta l’eterno fuggitivo sia scivolato dalle mani dei suoi eterni aguzzini e si trovi lontano, lontanissimo. Momento, certo, terribilmente doloroso per lui. La prima volta che scappò di prigione era appena ventenne, adesso ha cinquant’anni e due figlie, una di nove e l’altra di diciannove anni. Meglio però questo distacco che venire seppellito per sempre in un carcere. Cesare non è tipo da carcere. Nessuno lo è, in effetti, ma lui meno di tutti. Eppure è da quando era adolescente che pesa su di lui l’ombra della prigione. Vi è finito in Italia, in Messico, in Francia. Ogni volta è riuscito a tornare in libertà, per vie legali o illegali. Ha praticato con sistematicità il diritto all’evasione, e ha fatto benissimo. Questa volta soprattutto.

Pubblicato Martedî 24 Agosto 2004

di Cesare Battisti

da Paris Match del 22 luglio 2004

Cesarematrimonio.jpgSono arrivato proveniente dal Messico, munito di un passaporto falso intestato a un mio antico compagno di classe, Ezio De Santis. Mia moglie, rientrata otto mesi prima, mi attendeva all’aeroporto. Posato il piede allo Charles de Gaulle, ho saputo che ero seguito da poliziotti. Su di me pendeva un mandato di cattura internazionale. Gli italiani mi accusavano di aiutare a finanziare la guerriglia nel Salvador. In pratica, della prima cosa che era passata loro per la mente. Ma io me ne infischiavo. Niente poteva colpirmi, a quell’epoca. Ero venuto per consegnarmi e recuperare finalmente la mia identità. Cosa che i poliziotti francesi hanno compreso in fretta.
La prima sera sono andato ad alloggiare presso mia moglie, che abitava con sua mamma in un piccolo appartamento del XIII, rue de l’Amiral-Mouchez. Mia suocera aveva organizzato una bicchierata, una cosa simpatica. I miei fratelli, che mi avevano accompagnato sull’aereo del ritorno, erano presenti. Ero felice, anche se sapevo che il mio arresto era inevitabile. Passeggiavo, andavo a prendere a scuola Valentina, la mia bambina di sei anni, mi godevo Parigi.

Pubblicato Mercoledî 18 Agosto 2004

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Trovando intollerabile la maggior parte dei commenti di stampa seguiti alla sentenza di estradizione pronunciata dalla Corte d’Appello di Parigi il 30 giugno 2004, Cesare Battisti riafferma formalmente di non avere ucciso e di essere innocente dei crimini che gli sono stati attribuiti.
Cesare Battisti ricorda di essere protetto da due sentenze di non estradizione rese dalla Corte d’Appello di Parigi nel 1991 e dalla parola di François Mitterrand, rispettata per diciannove anni da nove governi consecutivi, di destra come di sinistra.

Pubblicato Venerdî 13 Agosto 2004

di Wu Ming 4

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J.K. Rowling non ha bisogno di presentazioni. E' la più famosa scrittrice per ragazzi del mondo e il suo mago adolescente che sbanca librerie e botteghini è ormai entrato con tutti gli onori nell'immaginario collettivo.
La Rowling è inglese e anglofila, al punto da vincolare i produttori dei film tratti dalla saga all'utilizzo di cast e locations esclusivamente britannici. Uno strano "protezionisimo", che le può essere scontato considerando che l'autrice impone agli editori di stampare i suoi romanzi su carta ecosostenibile; sicuramente un buon modo di spendere il proprio enorme potere contrattuale.

Pubblicato Sabato 24 Luglio 2004

jospinchirac.jpgmonde.jpg"La mia posizione sul caso Battisti? La si desume dai miei atti di primo ministro. Ho inteso sempre proteggere i rifugiati italiani, secondo le promesse che avevamo fatto. Si parla di dottrina Mitterrand, ma anche io, e altri premier prima di me, l'abbiamo sottoscritta". Parla Lionel Jospin (nell'immagine a sinistra, a colloquio con Chirac), e rivendica allo Stato francese nella sua totalità l'applicazione pluriventennale del protocollo di protezione attuato a favore dei rifugiati a Parigi. La gauche francese, che quasi nella sua integralità ha preso posizione in questi mesi contro l'estradizione in Italia di Cesare Battisti, si spiega su Le Monde. Il quotidiano intervista i principali leader socialisti, e pubblica per esteso le due distinte e controverse dichiarazioni del defunto presidente Francois Mitterrand, dalle quali discenderebbe l'omonima "dottrina".
"Battisti - afferma Laurent Fabius, primo ministro nel 1985 - venne da noi dicendosi: 'ho la parola della Francia'. Se si lascia venire qualcuno, e' molto difficile in un secondo tempo rimettere la cosa in discussione, tanto piu' che Battisti non sarebbe nuovamente giudicato in Italia".

Pubblicato Domenica 11 Luglio 2004

SOTTO TIRO E' L'INTERA COMUNITA' DEGLI ESULI Comunicato stampa.

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“L’arresto e l’estradizione di Cesare Battisti sono il frutto di una strategia articolata messa a punto dai governi della destra italiana e francese – oggi entrambi minoranza nei rispettivi paesi – finalizzata a liquidare con una rancorosa resa dei conti un’intera generazione. Nei vari commenti sulla decisione della Chambre d’accusation ci si sofferma sulla figura di Battisti dimenticando di sottolineare che essa apre le porte all’estradizione di un nutrito gruppo di esuli, per i quali il nostro governo ha chiesto il rimpatrio in virtù di accordi segreti con quello francese siglati l’11 settembre 2002, accordi tesi a smantellare ‘manu militari’ la ‘dottrina Mitterand’ e a procedere alle estradizioni valutando ‘caso per caso’. Un patto d’acciaio volto a reinserire la questione degli anni Settanta nella strategia di lotta globale al terrorismo fatta propria dalla ‘nuova Europa'.

Pubblicato Domenica 4 Luglio 2004

di Valerio Evangelisti

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Ho già esposto quanto segue per filo e per segno in questo sito.
Ricapitolo brevemente, a uso dei più frettolosi..

Cesare Battisti viene arrestato nel 1979 nell'ambito dell'indagine sul Collettivo Autonomo della Barona di Milano, a seguito dell'omicidio Torregiani.
E' un imputato minore, non accusato del delitto. Del resto il procedimento istruttorio è viziato dal sistematico ricorso alla tortura. Inizialmente, su un centinaio di arrestati, ben dieci tra essi confesseranno di essere autori dell'omicidio, sebbene sia stato commesso da sole due persone (consiglio di rivedere il film Nel nome del padre).
Nel 1981 Cesare Battisti è condannato a 6 anni di carcere, per partecipazione a banda armata (i PAC, Proletari Armati per il Comunismo, anch'essi operanti alla Barona). La condanna viene raddoppiata a 12 anni come previsto dalle leggi speciali che hanno introdotto l'aggravante delle "finalità di terrorismo".

Pubblicato Venerdî 2 Luglio 2004

di Dominique Simonnot
[da Libération]

libe.gifJean-Pierre Mignard è uno degli avvocati che nel 1981 hanno fatto parte del gruppo di lavoro costituito dal capo di Stato, dai consiglieri ministeriali, da alti gradi delle forze dell'ordine e della magistratura, per regolare il caso dei "rifugiati italiani". Furono loro a realizzare quella che venne battezzata "dottrina Mitterrand" - la promessa di una vita pacifica, in Francia, per gli attivisti che avevano "rotto i legami con la macchina infernale".

Cosa pensa del parere favorevole all'estradizione che la Chambre ha espresso ieri?

Constato che la giustizia italiana non ha prodotto alcun nuovo elemento, suscettibile di modificare l'opinione dei giudici francesi sulla realtà dei fatti contestati a Battisti. Un'informazione giudiziaria fu trasformata in sentenza. E Battisti non partecipò al processo, e venne condannato in sua assenza.

Pubblicato Giovedî 1 Luglio 2004

La Redazione

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Anzitutto vediamo di fare chiarezza. La sentenza favorevole all'estradizione di Cesare Battisti, pronunciata oggi dalla Corte d'Appello di Parigi, rappresenta solo il primo grado di giudizio. Ne restano altri due, e dunque non è possibile che Battisti sia estradato prima che trascorrano molti mesi. Non è ipotizzabile nemmeno un arresto, previsto solo in caso di "estrema urgenza".
Se questa è la parte "consolante" della vicenda, resta quella vergognosa, sintetizzabile nel gesto dell'avvocato difensore Irène Terrel, che si è strappata la toga di dosso e l'ha gettata contro i giudici. Anche i magistrati francesi si sono dimostrati sensibili alle pressioni del potere politico, dopo che sul piano giuridico Cesare Battisti aveva vinto e stravinto la sua battaglia.
Il sospetto c'era: recenti dichiarazioni arroganti di esponenti del governo francese; lo stesso intervallo di oltre un mese tra l'udienza e la pronuncia della sentenza, come se si dovesse imbastire un'argomentazione plausibile a sostegno di una decisione già presa.

Pubblicato Mercoledî 30 Giugno 2004

di Giuseppe Genna

battisti3062004.jpgLa Chambre d'accusation parigina ha dunque fornito parere favorevole all'estradizione di Cesare Battisti. A leggere i titoli dei quotidiani italiani on line, come capita da mesi, cascano le braccia e si impelle il dovere di specificare che quello della Chambre è soltanto il primo di diversi grado di giudizio. Ultimativo sarà il parere del Presidente francese Jacques Chirac, che dopo i vari gradi processuali, se persisterà un giudizio favorevole al reimpatrio di Battisti, verrà consultato. Se ciò accadrà, la Francia vedrà messa a nudo la reale e scottante questione che alimenta il caso Battisti: un Presidente della Repubblica dovrà ridicolizzarne un altro, suo predecessore, e cioè Mitterrand, per acconsentire a deliranti pressioni politiche da parte degli italiani, e in particolare del ministro leghista Castelli e del premier Berlusconi. Si profila il rischio che tanti paventavano a Parigi (ne ho avuta la riprova personale andando ad assistere alla giornata per Battisti tenutasi alla Mairie del IX arrondissement): la svendita dell'onore nazionale francese in favore del servaggio a Berlusconi.

Pubblicato Mercoledî 30 Giugno 2004

Un racconto (vero) di Wu Ming 1

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Mitomania [fr. mythomanie, comp. del gr. Mythos e -manie, '-mania', 1930] s.f. (psicol.) Tendenza a falsificare la realtà tramite racconti fantasiosi non veritieri per attirare l'attenzione su di sé.
(Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli)

Cialtrone [etim. incerta; 1527] s.m. (f. -a) 1. Individuo spregevole, scorretto, privo di serietà, inaffidabile. [...]
(sempre lo Zingarelli)

1. Prologo

Serata di giovedì 17 giugno, passeggio per via del Pratello, di ritorno dal comizio del neo-sindaco Cofferati in Piazza Maggiore. Comunque vada d'ora in avanti, sono euforico e leggiadro per la disfatta del Pchèr alle comunali. Incontro Antimo e Luigi, due colonne portanti del marxismo meridionale trapiantato a Bologna.
Luigi mi fa (testuale): - Mentre cagavo, ho letto un attacco violentissimo contro voi Wu Ming.
- Ah, sì? E dove?
Mi fa il nome di un settimanale musicale, testata gloriosa fondata nel '77.

Pubblicato Domenica 20 Giugno 2004

di Valerio Evangelisti

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Daniele Brolli ha tantissimi meriti. Li ha nei riguardi del mondo letterario italiano, che ha contribuito a svecchiare e depurare sia come editore e curatore (sua la scoperta in Italia di Joe R. Lansdale, di Jonathan Carroll, ecc.) che come scrittore e saggista tra i più brillanti (tra gli apporti più recenti, una splendida riedizione da lui curata dell’opera narrativa di Oreste Del Buono). Li ha, nello specifico, nei confronti di Cesare Battisti: fu Brolli a volere fortemente, contro molti pareri ostili, che il romanzo di Battisti L’orma rossa uscisse nella collana Einaudi Vertigo, e a reagire con scandalo quando l’editore censurò parte dell’intervista che corredava il volume.

Pubblicato Domenica 23 Maggio 2004

cesareresistance.gifplanet.gifSegnaliamo che questa sera, alle ore 21, verrà trasmesso (salvo censure dell'ultimo minuto) su Planet Italia (il canale satellitare di Sky interamente dedicato ai documentari) il film Résistances: un documentario su Cesare Battisti e la sua vicenda, girato dal regista Pierre-André Sauvageot (qui il suo sito ufficiale, con particolari circa il film reperibili nella sezione documentaires), della durata di 52 minuti. Sulle motivazioni che lo hanno spinto a girare questo documentario, che ha riscosso notevole successo in Francia, Sauvageot ha rilasciato una lunga intervista a Mauvais Genres, uno dei migliori siti letterari del Web francese. Informazioni su come reperire il video, in versione originale, si possono ottenere scrivendo a labelvideo@free.fr.

Pubblicato Sabato 22 Maggio 2004

di Valerio Evangelisti

cesareblu.gifCi siamo già soffermati sull’udienza del processo Battisti di mercoledì 12 maggio e sulla singolare interpretazione che ne hanno fornito i media italiani (e alcuni media francesi, in testa un Le Monde folgorato da pentitite acuta): quello di una pronuncia dei magistrati parigini a favore dell’estradizione. Solo un misto di cialtroneria, di ignoranza, di pressappochismo e di malafede poteva indurre a un simile fraintendimento. Tutti i presenti hanno potuto vedere i corrispondenti italiani da Parigi precipitarsi fuori dall’aula non appena il “Parquet” (vale a dire “la procura”, il Pubblico Ministero) ha concluso il proprio atto d’accusa. Aveva reclamato l’estradizione, e tanto bastava. A che pro ascoltare la difesa?
Per di più, da perfetti coglioni, alcuni di costoro credevano che il “Parquet” fosse il tribunale. E giù comunicati e titoli uno più delirante dell’altro. Del resto si era fatta sera, ed era tempo di cenare. A che pro tornare in aula? Male che andasse, era sempre possibile copiare l’articolo on line di Le Monde, delle ore 20,15 (redatto, cioè, a metà seduta), che dava Battisti già sulla via dell’estradizione.

Pubblicato Domenica 16 Maggio 2004

Cesarepensoso.jpgA cominciare da ieri sera, 12 maggio, per continuare stamattina, quasi tutti i media italiani hanno riportato notizie inesatte o incomplete sullo svolgimento dell'udienza, davanti alla Chambre d'Instruction di Parigi, in cui è stata discussa la domanda di estradizione di Cesare Battisti richiesta dal governo italiano.
Si va da chi afferma che il tribunale avrebbe espresso parere favorevole all'estradizione (e magari ne esulta, come i fogliacci della catena Riffeser) a chi riporta solo le argomentazioni dell'accusa, quasi fossero state così schiaccianti da non potere essere contrastate.
Ciò si deve a un doppio equivoco.

Pubblicato Giovedî 13 Maggio 2004

di Alessandro Bertante (da Pulp n. 49, maggio / giugno 2004)

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Mentre i giudici francesi, nell'udienza tenuta ieri, 12 maggio, hanno preannunciato la loro sentenza circa l'estradabilità di Cesare Battisti per il 30 giugno, riportiamo la recensione di Alessandro Bertante (scrittore, antologista, giornalista de La Repubblica) al volume Il caso Battisti. Il pezzo è tratto dal numero di Pulp attualmente in edicola.

“Il mio scopo non è dimostrare che Battisti è innocente. Giudicare non spetta me né all'opinione pubblica. Ciò che mi preme fare capire è che il modo dominante di affrontare questa vicenda soffre di tutte le storture, i vizi di procedura e i nodi irrisolti del periodo dell'emergenza". Parole chiare quelle di Wu Ming 1, tratte dalla premessa de lì caso Battisti, libro scritto insieme a Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna e molti altri intellettuali italiani e francesi per cercare rompere il muro di disinformazione che fino a questo momento ha caratterizzato la vicenda giudiziaria di Battisti.

Pubblicato Giovedî 13 Maggio 2004

di Valerio Evangelisti

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Alla vigilia dell'udienza che discuterà dell'estradizione, richiesta dal governo italiano, di Cesare Battisti, ripubblichiamo in un'unica soluzione - e non più in quattro puntate - le nostre ormai notissime FAQ. Confidiamo che il lettore non prevenuto, leggendole tutte di seguito, capirà l'enorme truffa in cui il nostro governo, e il 95% dei media giornalistici e televisivi italiani (ma non solo italiani), hanno cercato di intrappolarlo.
Una versione francese delle FAQ è reperibile sui siti Bellaciao e Vialibre5.


Perché Cesare Battisti fu arrestato, nel 1979?

Fu arrestato nell’ambito delle retate che colpirono il Collettivo Autonomo della Barona (un quartiere di Milano), dopo che, il 16 febbraio 1979, venne ucciso il gioielliere Luigi Pietro Torregiani.

Perché il gioielliere Torregiani fu assassinato?

Perché, il 22 gennaio 1979, assieme a un conoscente anche lui armato, aveva ucciso Orazio Daidone: uno dei due rapinatori che avevano preso d’assalto il ristorante Il Transatlantico in cui cenava in folta compagnia. Un cliente, Vincenzo Consoli, morì nella sparatoria, un altro rimase ferito. Chi uccise Torregiani intendeva colpire quanti, in quel periodo, tendevano a “farsi giustizia da soli”.

Pubblicato Martedî 11 Maggio 2004

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Veritesurcesare.jpg
Esce in Francia, pubblicato dalle edizioni Viviane Hamy, il libro La verité sur Cesare Battisti, a cura di Fred Vargas, 270 pp., € 7,00. Sebbene la distribuzione in libreria sia prevista il 20 maggio, il libro – diverso nella forma, anche se non nelle intenzioni, dall’italiano Il caso Battisti – è già acquistabile on line, presso il sito francese della Fnac, e prenotabile presso quello di Amazon.
Documentato con puntiglio e fitto di note (la popolarissima scrittrice francese Fred Vargas ha formazione di storica del Medioevo, e altri storici intervengono con i loro saggi), il libro demolisce sistematicamente e con abbondanza di prove tutte le menzogne costruite su Battisti dalla stampa italiana e da una parte di quella francese (persino il prestigioso Le Monde riceve colpi durissimi).

Pubblicato Domenica 9 Maggio 2004

di Valerio Evangelisti

Cesaresulta.jpgAnche ammesso che il processo che ha portato alla condanna di Cesare Battisti sia stato viziato su irregolarità e imperniato sulle deposizioni di un pentito poco credibile, è certo che Battisti ha potuto difendersi nei successivi gradi di giudizio.

Non è così, almeno per quanto riguarda il processo d’appello del 1986, che modificò la sentenza di primo grado e lo condannò all’ergastolo. Battisti era allora in Messico e ignaro di ciò che avveniva a suo danno in Italia.

Pubblicato Venerdî 7 Maggio 2004

di Tommaso De Lorenzis
[versione estesa della recensione uscita su L'Unità il 25.4.04]

librocasobattistismall.gifTommaso De LorenzisL'agilità di questo libro, che dell'instant book ha solo l'urgenza della composizione, cozza in modo lampante con la greve densità di temi affrontati senza remore né riverenze di sorta.
Occorre chiarire come il caso Battisti non sia il caso di Cesare Battisti, autore noir di fama internazionale, un tempo militante dei Proletari armati per il comunismo, condannato in contumacia da un tribunale della Repubblica, e più tardi riparato in Francia. Il caso Battisti è l'ultimo capitolo di una storia trentennale che passa sotto il nome di «emergenza» e racconta quel processo di costante ri-definizione del Nemico Pubblico, attraverso il quale determinati apparati dello Stato hanno attuato un arretramento sistematico delle garanzie costituzionali. Non a caso, l'eloquente sottotitolo - L'emergenza infinita e i fantasmi del passato - chiarisce, oltre le pressanti necessità della mobilitazione, le intenzioni di demistificazione, lo sforzo di ricostruzione e la proposta di soluzione politica che hanno ispirato la redazione della rivista Carmilla nel selezionare contributi redatti da numerosi intellettuali e scrittori.

Pubblicato Domenica 25 Aprile 2004

di Valerio Evangelisti

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Vediamo di capire che cos’è un “pentito”.

Se ci riferiamo ai gruppi di estrema sinistra, vengono così chiamati quei detenuti per reati connessi ad associazioni armate che, in cambio di consistenti sconti di pena, rinnegano la loro esperienza e accettano di denunciare i compagni, contribuendo al loro arresto e allo smantellamento dell’organizzazione. Di fatto una figura del genere esisteva già alla fine degli anni ’70, ma entra stabilmente nell’ordinamento giuridico prima con la “legge Cossiga” 6.2.1980 n. 15, poi con la “legge sui pentiti” 29.5.1982 n. 304. Manifesta i pericoli insiti nel suo meccanismo sia prima che dopo questa data.

Pubblicato Domenica 25 Aprile 2004

di Valerio Evangelisti

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Perché il processo Torregiani, poi allargato all’intera vicenda dei PAC, non fu regolare?

Precisiamo: non fu regolare se non nel quadro delle distorsioni della legalità introdotte dalla cosiddetta “emergenza”. Sotto il profilo del diritto generale, il processo fu viziato da almeno tre elementi: il ricorso alla tortura per estorcere confessioni in fase istruttoria, l’uso di testimoni minorenni o con turbe mentali, la moltiplicazione dei capi d’accusa in base alle dichiarazioni di un pentito di incerta attendibilità. Più altri elementi minori.

I magistrati torturarono gli arrestati?

No. Fu la polizia a torturarli. Vi furono ben tredici denunce: otto provenienti da imputati, cinque da loro parenti. Non un fatto inedito, ma certo fino a quel momento insolito, in un’istruttoria di quel tipo. I magistrati si limitarono a ricevere le denunce, per poi archiviarle.

Pubblicato Venerdî 23 Aprile 2004

di Valerio Evangelisti

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Il fatto che ultimamente abbiamo riaperto le pagine di Carmilla On Line ai contributi tradizionali, dopo un mese e mezzo in cui erano quasi interamente dedicate al caso Battisti, non vuole dire che ci siamo dimenticati di quest’ultimo. Certo, sommerso da altri avvenimenti, oggi non ha più una posizione centrale sulla stampa italiana, e forse chi ha insozzato Cesare Battisti in ogni maniera possibile crede di avere vinto la propria battaglia. Sia da noi che in Francia, dove pressioni furibonde provenienti dall’Italia hanno indotto taluni giornali a repentini cambiamenti di posizione.
I nemici di Cesare Battisti, a nostro avviso, si illudono: li attendono sorprese. Nel frattempo, e mentre premono ulteriori contributi (tra cui l’ultima parte di “E Frankenstein fabbricò la sua creatura”), iniziamo a pubblicare un’esposizione completa e pacata dell’intero caso, fatta di domande e risposte. Il lettore non prevenuto (e per fortuna abbiamo un numero di lettori superiore a quello di molti piccoli quotidiani) potrà farsi un’idea obiettiva di tutta la vicenda.
(Nell'illustrazione, Cesare Battisti in un disegno di Jacques Tardi).

Perché Cesare Battisti fu arrestato, nel 1979?

Fu arrestato nell’ambito delle retate che colpirono il Collettivo Autonomo della Barona (un quartiere di Milano), dopo che, il 16 febbraio 1979, venne ucciso il gioielliere Luigi Pietro Torregiani.

Pubblicato Giovedî 22 Aprile 2004

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In occasione della riedizione del romanzo di Cesare Battisti L’ultimo sparo (ed. Derive / Approdi, 2004, pp. 160, € 13, 00) proponiamo la splendida recensione scritta da Emanuele Trevi per la rivista Liberal di Ferdinando Adornato (5/11/98). Data l’autorità del recensore, fa giustizia dei balbettii di coloro che, pur di associarsi alla canea dei lapidatori di Battisti, hanno irriso persino alle sue qualità evidenti di scrittore.

GLI ANNI '70 COME UN NOIR

di Emanuele Trevi

All'inizio, c'è una macchina rubata, carica di rapinatori in fuga, che si rivela presto un catorcio inadeguato alle spinose contingenze. Mentre il pistone inizia a picchiare contro la testata, appaiono puntuali, sulla strada di provincia dove si svolge l'azione, le luci di una sirena.

Pubblicato Domenica 18 Aprile 2004

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Nel suo numero attualmente in libreria (A. V n. 18, aprile-giugno 2004), la prestigiosa rivista di cultura e politica (e molto altro, tra cui soprattutto la musica classica) Hortus Musicus, diretta da Roberto De Caro, dedica ben dieci pagine alla difesa di Cesare Battisti. Ciò alla faccia di chi sostiene che gli intellettuali italiani schierati a sostegno di Battisti siano pochi o marginali. Del resto si tratta di capire di quali intellettuali si stia parlando. Non a caso l'editoriale di Hortus Musicus elenca gli uomini di cultura italiani che, durante il fascismo, non si vergognarono di collaborare alla rivista Il Primato di Giuseppe Bottai (prima o poi pubblicheremo anche noi quella lista sorprendente).
Da Hortus Musicus A. II n. 8, ottobre-dicembre 2001, riprendiamo un commento alle posizioni assunte quello stesso anno da Claudio Magris, dopo gli scontri per il G8 a Genova. Di recente lo stesso Magris è intervenuto su Le Monde con un articolo rivolto contro Cesare Battisti, in cui incredibilmente richiamava la tesi, smentita anche in sede giudiziaria da almeno ventiquattro anni, di un Toni Negri capo delle Brigate Rosse. Sulla continuità tra le due prese di posizione, facciamo nostro il commento che Lenin (sbagliando) rivolse a Rosa Luxemburg: "Anche un'aquila può volare bassa come una papera". (VE)

Pubblicato Giovedî 15 Aprile 2004

di Fred Vargas e Claude Mesplède

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Fred Vargas (a sinistra, in una foto di Vivianne Halmy), oltre che archeologa, è una delle più note scrittrici francesi contemporanee. Il suo ultimo romanzo, Sous le vents de Neptune, figura attualmente al primo posto nelle liste dei bestsellers d'oltralpe. Claude Mesplède (nell'altra foto), scrittore ma soprattutto storico del romanzo poliziesco, è autore tra l'altro di un monumentale Dictionnaire des littératures policières.
Questo loro articolo è originariamente apparso su L'Humanité del 7 aprile 2004.

Tanto inchiostro è stato versato sul caso Battisti in un mese, che il primo aspetto da prendere in considerazione è proprio tale straordinaria sproporzione; e la prima cosa da fare è interrogarsi sulla ragione intrinseca di tutto ciò: due anni fa, l’estradizione del professor Paolo Persichetti, rifugiato politico in Francia, è passata quasi inosservata. Al contrario, quella richiesta per Cesare Battisti ha scatenato nei media italiani, e fatto riecheggiare in gran parte della stampa francese, una stupefacente campagna a favore dell’estradizione.

Pubblicato Mercoledî 14 Aprile 2004

municipales_mitterrand_1977.jpgUna lettera di Wu Ming 1 "per amor di precisione"

Spett.le Redazione di Micromega, Spett.le Movimento per la giustizia,

nel suo dialogo con lo scrittore Erri De Luca (MicroMega - n. 2/2004) in merito al "caso Battisti", il dottor Armando Spataro afferma:
"Non è vero che il presupposto dell'asilo da parte dei francesi sia stato, anche all'inizio degli anni '80, un giudizio di sommarietà sulla procedura italiana. Solo in questi giorni, ad opera della sinistra francese, è venuto fuori questo discorso."

Pubblicato Lunedî 12 Aprile 2004

di Carlo Roccella (trad. Francesca Valentini)
da "La Marseillaise", domenica 4 aprile

battisti3marzo.jpg Molti francesi e italiani che vivono in Francia si mobilitano affinché l’ex militante rivoluzionario non venga estradato: non si tratta di “complici del terrorismo”, di “vecchi combattenti” o di ingenui romantici. Noi agiamo, e votiamo, quando ce lo permettono.

Come loro, io sono un cittadino impegnato nella costruzione di un presente migliore, convinto che le motivazioni della mia opposizione a questo evento ci riguardino tutti.

Nella Francia dei benevoli cliché si conosce poco la realtà italiana relativa agli anni in cui hanno avuto luogo gli avvenimenti di cui Cesare è accusato.

Pubblicato Domenica 11 Aprile 2004

di Giuseppe Genna

primo.gifCasobattisti3-thumb.jpgLe ultime prestigiose tirate ipocrite e violentissime sul caso Battisti ci arrivano da sedi mediatiche apparentemente schierate su opposti fronti: da Porta a Porta, una riflessione piena di nei come il conduttore; da Repubblica, uno dei due nouveau Starski & Hutch, a fare distinguo indegni tra la vicenda di Sofri e quella di Battisti. Tanto per andare per le spicce: penso che la vicenda Sofri e quella Battisti non siano nemmeno due facce della medesima medaglia - qui non c'è medaglia, la faccia è unica, ed è una faccia che manifesta afflizione. E' la faccia di un'intera nazione, l'Italia, tenuta sotto scacco dai professionisti degli anni che furono, gente che nel privato si vanta di avere vissuto e nel pubblico fa finta di non avere vissuto - in entrambi i casi essendo incapace di dirsi e di dirci cosa abbia eventualmente vissuto. Questa stasi, culturale ed emotiva, condiziona la coscienza collettiva, sottopone quella faccia tragica a un altrettanto tragico amimismo. E' da più di vent'anni che una generazione, per motivi interni assai differenti l'uno dagli altri, evita di lavorare al riassorbimento esperienziale di un trauma. Da una parte, i pochi fortunati installatisi nei gangli vitali che smistano la linfa della cultura emotiva nazionale; dall'altra, i moltissimi sfortunati che hanno subìto almeno tre mutamenti di paradigma sociale nell'arco di un ventennio - tutti incapaci di risolvere il trauma senza rinunciare al vissuto. Oltre costoro, io - e chi, come me, ha superato da non molto i trent'anni e ha tutta l'intenzione di compiere un lavoro possibilmente seminale sulla storia di sé e del suo paese.

Pubblicato Sabato 10 Aprile 2004

di Mario Trotta (da "Il Manifesto")

Ristampato «L'ultimo sparo», il romanzo-confessione sulla scelta della clandestinità di Cesare Battisti.

La casa editrice DeriveApprodi ha di recente mandato in libreria una nuova edizione de L'ultimo sparo di Cesare Battisti (pp. 160, € 13), romanzo già pubblicato nel 1998. Il ricavato delle vendite servirà per contribuire alla spese legali connesse alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'autore.

Pubblicato Venerdî 9 Aprile 2004

Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 68 - Anno XI, 7 aprile 2004

battistiparigi.gifParigi – Rinviato al 12 maggio l'esame della domanda di estradizione, presentata dalla giustizia italiana, dell'ex brigatista rosso Cesare Battisti, condannato all'ergastolo in Italia ma dal 1990 residente in Francia dove ha intrapreso la carriera di scrittore di gialli .

Pubblicato Venerdî 9 Aprile 2004

di As Chianese

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“La Giustizia non è ardore giovanile e decisione energica e impetuosa: giustizia è malinconia”. (Thomas Mann da “Disordine e Dolore Precoce”)

Su quale sfondo si svolge il caso umano e giudiziario di Cesare Battisti? Quali sono le immagini che vengono sottolineate dall’insistente marcia forcaiola che lo vuole terrorista ed assassino?

Pubblicato Giovedî 8 Aprile 2004

NUOVO TERMINE PER REPLICHE AVVOCATI SU DOCUMENTAZIONE MINISTERO
Roma, 7 apr. - (Adnkronos) - Sara' deciso il 12 maggio prossimo se Cesare Battisti debba o meno essere estradato dalla Francia in Italia. A quanto apprende l'ADNKRONOS ,i difensori di Battisti hanno infatti avanzato istanza presso la Corte d'Appello di Parigi, organo competente a decidere sulla richiesta d'estradizione avanzata dal ministero della Giustizia italiano, per ottenere i termini a difesa necessari a depositare una memoria di replica alla documentazione prodotta dal ministero italiano, che ha depositato tra l'altro tutte le sentenze integrali di condanna a Battisti. Data alternativa a quella del 12 maggio sarebbe quella del 16 dello stesso mese.
(Rug/Ct/Adnkronos)
07-APR-0417:49

Pubblicato Mercoledî 7 Aprile 2004

1981: l'arresto collettivo dei familiari di Cesare Battisti

A cura di Francesca e Stefania Battisti
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DOMENICO BATTISTI e IVEA DIAN
(fratello e cognata di Cesare)

Come siete venuti a conoscenza dell'evasione di Cesare?

Domenico: me lo ha detto mia moglie quando sono rientrato.
Ivea: sono venuti i Carabinieri di Sermoneta a dirlo.

Potete descrivere la notte fatidica?

Domenico: era il 03.10.1981, siamo stati svegliati verso le tre di notte, avevamo la casa circondata da carabinieri o polizia, non ricordo, illuminata a giorno dai fari davanti e dietro, i poliziotti con i mitra spianati, sono venuti in casa ed hanno perquisito dovunque.
Ivea: continuavano a ripetere "Diteci dov’è Cesare, vi conviene dircelo e non gli faremo niente"...

Pubblicato Lunedî 5 Aprile 2004

Ci giunge voce di un'iniziativa partita in Italia da qualche giorno e volentieri ne diamo notizia. L'iniziativa consiste nell'inviare in Francia delle cartoline(possibilmente in busta chiusa) con questa semplice scritta, NO ALL'ESTRADIZIONE DI CESARE BATTISTI,
al seguente indirizzo:
PENELOPE KOMITES
ADJOINTE AU MAIRIE DE PARIS
BUREAU 498
4, PLACE DE L'HOTEL DE VILLE
75004 PARIS
FRANCE

Pubblicato Lunedî 5 Aprile 2004

di As Chianese
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La giustizia è come una ragnatela: gli insetti piccoli vi restano impigliati, mentre quelli più grandi la evitano, bucandola. (Solone)

Sembra che tutto ruoti intorno ad una scoperta (sensazionale?), ad un ritrovamento, che magari neanche le stesse autorità giudiziarie si aspettavano. Insomma: una di quelle brillanti operazioni di polizia internazionale davanti alle quali bisogna dimenticare tutti i luoghi comuni, cancellare le ataviche antipatie e rimangiarsi le vecchie barzellette. Eppure in molti sapevano perfettamente quale strada imboccare per bussare alla porta di casa Battisti, a Parigi. Sapevano del suo onesto lavoro, della sua famiglia e dei sui romanzi noir. Ma c’è voluto pochissimo perché i media, forse ancor prima del potere giuridico, trasformassero la vita, passata e presente, di Cesare in un soggetto cinematografico per un thriller a basso costo: “Il Terrorista della Porta Accanto”.

Pubblicato Domenica 4 Aprile 2004

Appunti su una storia d'altri tempi
«Il caso Battisti. L'emergenza infinita e i fantasmi del passato». Un instant book in corso d'opera. (31 Marzo 2003)

di SARA MENAFRA
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E' un libro illuminista quello scritto da Wu Ming, Valerio Evangelisti e Giuseppe Genna e dedicato alle vicende di Cesare Battisti, l'ex Pac (Proletari armati per il comunismo) e attuale affermato giallista di cui l'Italia ha chiesto l'estradizione suscitando un putiferio di polemiche da entrambi i lati delle Alpi.

Pubblicato Sabato 3 Aprile 2004

1981: l'arresto collettivo dei familiari di Cesare Battisti

A cura di Francesca e Stefania Battisti

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MOIRA BATTISTI

Siamo venuti a conoscenza dell’evasione da una pattuglia di carabinieri, venuti a casa nostra nel pomeriggio a portarci la notizia. La sera, verso le 22, si sono presentate di nuovo le pattuglie dei carabinieri per prelevare mia madre Assunta e mia zia Rita, col pretesto di interrogarle sui fatti. Mio padre le ha seguite, mentre io sono andata a dormire a casa di zia, visto che aveva due bambini piccoli. Ero frastornata e spaventata.

Pubblicato Sabato 3 Aprile 2004

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Ci riprovo, per l’undicesima volta. Perché ho iniziato a scrivere questa lettera già dieci volte, per rivolgermi a voi italiani, e anche a voi francesi. Ma l’emozione e la tensione sono tali, le parole che mi accusano così violente, e ciò che accade è così enorme e stupefacente che sono paralizzato da un senso di incredulità e di impotenza. Come può farcela la mia sola voce d’uomo ad affrontare tutte le grida che si sono riversate su di me? Come posso oppormi alle voci che mi assillano: “odioso criminale”, “assassino”, “sicario” ... Quest’uomo, che non sono io, porta il mio nome sui giornali, dappertutto. Quest’uomo, quest’omicida, io non lo riconosco.

Pubblicato Venerdî 2 Aprile 2004

1981: l'arresto collettivo dei familiari di Cesare Battisti

a cura di Francesca e Stefania Battisti

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VINCENZO BATTISTI

Come venisti a sapere dell'evasione di tuo fratello Cesare?

La notizia dell'evasione di Cesare l'ho ascoltata tramite la televisione sabato 3 ottobre 1981.
Dopo la notizia ero molto preoccupato perchè non sapevo cosa poteva succedere. La Domenica mattina verso le 3 si sono presentati i Carabinieri da me e da mio fratello Domenico e ci hanno intimato di seguirli con la nostra auto alla caserma di Frosinone, dove poi ci hanno divisi.

Pubblicato Venerdî 2 Aprile 2004

1981: l'arresto collettivo dei familiari di Cesare Battisti

a cura di Francesca e Stefania Battisti

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Il magistrato Armando Spataro, spalleggiato dal suo collega Edmondo Bruti Liberati e da altri, non perde occasione di intervenire in tutte le sedi possibili per affermare che, nella repressione delle organizzazioni armate operanti in Italia tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, non si uscì mai dal quadro della “normalità” legale. Non vi fu mai, dunque, “emergenza” di sorta, o pratica disinvolta degli strumenti repressivi. Semmai rigore, come ammette con ritrosia Luciano Violante.

Pubblicato Giovedî 1 Aprile 2004

Marco Müller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ci invia il seguente comunicato che, consci della delicatezza della sua posizione, pubblichiamo volentieri:

La mia immediata adesione all’appello per la scarcerazione di Cesare Battisti
scaturiva sia da una stima culturale per il suo lavoro di scrittore e storico che da quanto sapevo del suo “caso”. E ricordavo come la magistratura francese avesse giudicato contraddittorie le prove usate per la sua incriminazione. Ricordavo quanto più volte avevo letto, oppure mi era stato detto da amici della cui serietà non dubito, sulle contraddizioni fattuali e temporali che potevano contribuire a considerare non così certa una sua partecipazione ai crimini che gli venivano imputati (a fronte di una condanna in contumacia che escludeva ogni possibilità di un nuovo processo).

Ciò premesso, la mia è stata una reazione telefonica “ a caldo” alla notizia. Non avevo letto il testo dell’appello in calce al quale la mia firma è stata poi apposta. Testo nel quale non posso riconoscermi. Ho dunque chiesto ai promotori dell’appello di togliere la mia firma dalla petizione.

Marco Müller, 31 marzo 2004

Da parte sua la redazione di Carmilla On Line prende atto della volontà di Müller e lo ringrazia per avere sintetizzato, nella prima parte del suo testo, i motivi che ci inducono a batterci per la libertà di Cesare Battisti.

Pubblicato Giovedî 1 Aprile 2004

battistiparigi.jpgdi Giuseppe Genna

mairieix.jpgIl Comune di Parigi non si è limitato a discutere la proposta di porre sotto la sua protezione politica e simbolica Cesare Battisti: ha organizzato una manifestazione istituzionale in una sede prestigiosa, presso il Municipio del IX Arrondissement [nella foto a destra]. Alla presenza del sindaco della IX Mairie, riconfermato dopo l'esito delle recenti elezioni amministrative (un risultato senza precedenti: la sinistra ha conquistato la maggioranza assoluta nella capitale francese), politici, giornalisti e scrittori hanno intrattenuto un serrato dibattito sull'anomalia giudiziaria che espone Cesare Battisti al rischio di estradizione in Italia. Per un italiano, ascoltare le argomentazioni alte delle autorità parigine, equivale a uno choc: l'avventore italiano, per quanto informato e partecipe alla vicenda Battisti, è abituato a un regime di violenta mistificazione e distorsione selvaggia, condotte con una virulenza che rasenta l'inciviltà, quando non la perpetra con scientifica predeterminazione. L'ingenuo avventore italiano ero io e la civiltà che avevo davanti a me era la Francia tutta, con le sue ragioni libertarie e la sua costumanza riflessiva e storica. Quando è giunta in platea la notizia che i media italiani hanno del tutto taciuto la motivazione fondamentale che i francesi evocano a proposito del caso Battisti, cioè la questione della "parola data", non si è misurata soltanto la generale sorpresa, ma la pura indignazione nei confronti di una cultura mediatica che ormai appartiene totalmente al dominio della sottocultura, e avanza per strategie di controllo politico. La medesima indignazione generale si è scatenata quando, al suo arrivo, uscendo dall'ascensore, Cesare Battisti è stato letteralmente sommerso da uno tsunami di microfoni e domande aggressive, inquisitorie, fuori completamente da ogni etica giornalistica. E' semplice indovinare da dove quei microfoni provenissero: erano i microfoni italiani.

Pubblicato Mercoledî 31 Marzo 2004

L'ORRORE DELLA STAMPA ITALIANA RIVELATO DAL CASO BATTISTI

di Valerio Evangelisti

L'internazionale della diffamazione

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Ahimé, non c'è solo la stampa italiana capace di scendere ai livelli più bassi della sua storia, quando si tratta di diffamare Cesare Battisti. Ci sono anche gli italiani che intervengono su quotidiani francesi - non molto superiori ai nostri, quanto a deontologia professionale - per convincere il pubblico d'Oltralpe della mostruosità dello scrittore. In questa puntata lascio dunque momentaneamente da parte la nostra stampa, e mi soffermo su due casi particolarmente importanti, visto che riguardano due magistrati intervenuti di recente su Le Monde: EDMONDO BRUTI LIBERATI (con un articolo) e il già noto ARMANDO SPATARO (con un'intervista). Non sono i soli: esistono anche i casi drammatici di BARBARA SPINELLI, di CLAUDIO MAGRIS (l'unica persona al mondo, si direbbe, a essere ancora convinta che Toni Negri sia stato il capo delle Brigate Rosse) e altri ancora. Ma su loro tornerò. Mi piace anteporre interventi veramente illustri, opera di magistrati al corrente dei fatti. O almeno spero.

Pubblicato Martedî 30 Marzo 2004

trombones.jpgdi Wu Ming 1

da Giap n.5, quinta serie, "Sinfonie forcaiole e dissonanze di libertà", 29 marzo 2004

Sarà in distribuzione dal 31 marzo il libro Il caso Battisti. L'emergenza infinita e i fantasmi del passato, a cura della redazione di Carmilla, con interventi di Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Wu Ming 1, Serge Quadruppani, Mauro Bulgarelli, Girolamo De Michele, Pierre Vidal-Naquet, Enki Bilal, Bernard Henri-Levy, Daniel Pennac e altri.
L'editore è NdA Press, costa 8 euro. Chi non lo trovasse in libreria può ordinarlo direttamente sul sito dell'editore.
Nell'attesa, consigliamo vivamente di leggere l'articolo che Valerio Evangelisti sta pubblicando a puntate su www.carmillaonline.com, "E Frankenstein fabbricò la sua creatura. L'orrore della stampa e dei media italiani rivelato dal caso Battisti". Evangelisti smonta una per una le bubbole sulla vicenda giudiziaria, umana e professionale di Cesare Battisti propinate senza vergogna dall'informazione nostrana.
Nel frattempo, anche l'opinione pubblica francese è soggetta a incredibili pressioni da parte di italiani (VIP e carneadi uniti nella guerra sucia), i quali inondano web e stampa d'Oltralpe delle stesse frottole che noi continuiamo a smontare documenti alla mano pur sapendo che Lorsignori le ripeteranno facendo finta di niente.

Pubblicato Domenica 28 Marzo 2004

L'ORRORE DELLA STAMPA ITALIANA RIVELATO DAL CASO BATTISTI

di Valerio Evangelisti

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Processo al serial killer

Sul Corriere della Sera del 22 febbraio 2004, PAOLO MIELI in persona spiega a un lettore di Firenze la vicenda processuale di Battisti: “Cesare Battisti ha quasi cinquant'anni; nel 1978 fu condannato qui da noi a due ergastoli per quattro omicidi e tre ferimenti”. Non è affatto vero. Battisti fu arrestato nel 1979 (e non nel 1978) nell’ambito delle retate che seguirono all’omicidio Torregiani, e che portarono in carcere decine di giovani, per lo più legati al milanese Collettivo autonomo della Barona.

Pubblicato Venerdî 26 Marzo 2004

L'ORRORE DELLA STAMPA E DEI MEDIA ITALIANI RIVELATO DAL CASO BATTISTI

di Valerio Evangelisti

L’asso nella manica

Battistimostro.jpgBattistimostro2.jpgIn genere, la stampa italiana ha un grado di pretenziosità più alto della televisione o della radio nazionali. Questi ultimi due media, quando non sono puramente commerciali, sono comunque vincolati al potere politico o a interessi privati, che ne designano i vertici. Da parte del pubblico non vi è grande aspettativa di attendibilità nei loro confronti; anzi. Solo alcuni corrispondenti, alcuni commentatori godono di prestigio. Gli altri – la maggioranza – vengono regolarmente triturati da trasmissioni satiriche (Blob, Striscia la notizia, Mai dire domenica ecc.) che sono una sorta di bidone della spazzatura a uso interno, molto gradito dal pubblico.

Pubblicato Giovedî 25 Marzo 2004

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Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Wu Ming 1 e altri
IL CASO BATTISTI
L'emergenza infinita e i fantasmi del passato

A cura della redazione di Carmilla
NdA Press Edizioni

Pubblicato Mercoledî 24 Marzo 2004

di Bruno Cartosio

da Primo Maggio n. 26, inverno 1986-87 (estratti dall'articolo: Il peso dell'emergenza. Il sistema dei partiti e il '77)

Spartak.jpgCi sembra in sostanza che [dopo il '77] sia stata modificata la concezione stessa della democrazia italiana. Il dato, in realtà, è più generale, teorizzato prima, in anni in cui i movimenti lo rendevano difficilmente fattibile, e attuato poi, in modi diversi, dai diversi paesi occidentali, dalla Germania alla Francia, dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti e all'Italia.
L'Italia ha però una sua peculiarità, legata sia alla storia di questi anni, sia a quella degli ultimi quarant'anni. I connotati di classe che hanno fatto da fondamento alle intelaiature partitiche hanno anche portato a una struttura socio-politica unica. E questo rende ancora più evidente il salto qualitativo recente e l'allineamento dell'Italia all'idea stessa che la democrazia debba essere repressiva o autoritaria.

Pubblicato Mercoledî 24 Marzo 2004

di Alexandre Bilous e Dominique Manotti

da il manifesto del 19 marzo 2004

Commune.jpg”E' così francese questa storia”, scriveva La Stampa del 2 marzo scorso. Si riferiva all'atteggiamento assunto dagli intellettuali e dalla sinistra francese di fronte alla procedura d'estradizione intentata contro Cesare Battisti. Francesi un po' fuori della realtà, ignari del contesto italiano dei cosiddetti anni di piombo, ecco quel che saremmo. Per fornire l'identikit degli intellettuali francesi, Barbara Spinelli riprende il concetto nello stesso giornale e poi nelle pagine di Le Monde. Il rancore riversato dalla maggioranza della stampa italiana sulle persone che in Francia si mobilitano per evitare l'estradizione di Battisti ci ha davvero stupito. Vorremmo qui rendervi partecipi del perché siamo così stupiti.

Pubblicato Martedî 23 Marzo 2004

da il Riformista (17.3.04)

battistilibero.giflogo_m.gifCesare Battisti non è solo un caso giudiziario, chiuso con mezzi politici, che molti vorrebbero riaprire, ma anche un caso letterario dalle molte sfaccettature. C'è chi considera la sua attività di scrittore di noir di successo una sorta di riscatto dalla presunta colpevolezza (o meglio presunta innocenza). Per altri, tra cui il gruppo della rivista Carmillaonline di Valerio Evangelisti, il caso Battisti, in quanto autore di un'intensa e non conciliante ricostruzione degli anni di piombo, dimostra le potenzialità critiche e antagoniste della narrativa di genere (come il noir, appunto) rispetto alla letteratura alta, accusata, lei sì, poverina, di latitare. Teoria culturale condivisa in parte da Severino Cesari, curatore della collana Stile libero Einaudi, dove tanta letteratura di genere si pubblica (Lucarelli, Evangelisti e lo stesso Battisti fu pubblicato nella collana sorella Vertigo): «La scrittura è molto simile a una preghiera», dice in merito al caso Battisti, «e in questo senso può benissimo avere a che fare con un processo di liberazione, riscatto nel momento in cui è letteratura onesta, nel rapporto etico con il lettore. Non limitandosi a fare memorialistica, che è sporca, che si affida solo all'identificazione, tra l'io scrittore e il soggetto penale. La lettura noir che riguarda l'Italia, volge all'analisi e alla critica sociale lo studio della “metà oscura” dell'animo di cui parla Stephen King».
Per altri, invece, tra cui Wu Ming, il collettivo di scrittori pubblicato anche da Einaudi, la letteratura di genere non è in sé antagonista: quella di Cesare Battisti, comunque, sì e ha colmato un vuoto. Letterario, s'intende.

Pubblicato Venerdî 19 Marzo 2004

Filippofacci.jpgIdiota.jpgFanno un po’ pena certi poveri diavoli, quando fanno capitomboli paurosi. Prima magari si ride, poi subentra la compassione.
E’ il sentimento che abbiamo provato nei confronti di Filippo Facci, arguto collaboratore de Il Giornale. Questi, sul quotidiano e sul sito web Dagospia, compone un florilegio di citazioni dal romanzo di Cesare Battisti L’ultimo sparo, scambiato per un’autobiografia vera e propria (“stesso gruppo armato, stesse rapine e ammazzamenti di vittime similari” ecc.). Ecco quindi che Battisti avrebbe ucciso di sua mano il direttore di un penitenziario sotto gli occhi della moglie e una signora elegante vestita di nero, agente dei servizi segreti, sparandole in faccia. C’è da rallegrarsi che Battisti non abbia scritto anche Il silenzio degli innocenti o Hannibal, altrimenti le sue vittime sarebbero state più numerose.
Viene il sospetto che Facci, quando ha letto L’idiota o Delitto e castigo di Dostoevskij, abbia creduto che Dostoevskij fosse un idiota, assassino di una povera vecchia. (VE)

(Nelle foto: a sinistra Filippo Facci, a destra L’Idiota, nella recente trasposizione teatrale di Gigi Dell’Aglio)

Pubblicato Giovedî 18 Marzo 2004

di Valerio Evangelisti

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Questo articolo dovrebbe apparire nei prossimi giorni, in versione riassunta, sul quotidiano francese L'Humanité. Ne proponiamo ai nostri lettori la versione integrale. La destinazione fa capire perché siano ripetuti taluni argomenti già trattati in questo sito.

“Quell’imbecille! Quell’imbecille!” Così si esprimeva l’onorevole socialista Ottaviano Del Turco, giovedì 11 marzo, durante una trasmissione di Rete 4 intitolata “Zona Rossa”. Su uno schermo sfilavano le immagini di Cesare Battisti che usciva di prigione. Poco prima, l’ex magistrato Ferdinando Imposimato si era rivolto al pubblico, tutto fiero: “Noi non leggiamo i romanzi di quel signore, non è vero?” Spettatori fin lì passivi avevano applaudito, entusiasti.

Pubblicato Martedî 16 Marzo 2004

da Progetto Memoria A. II n. 3, primavera 1989

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Dunque ce lo eravamo sognato. Nella “lotta al terrorismo” che seguì gli anni ’70 non vi fu alcuna legislazione “d’emergenza”, non vi furono processi sommari, non vi fu repressione. Ce lo spiegano con abbondanza di parole e risparmio di fatti gli innumerevoli commentatori (anche stranieri, ma soprattutto italiani) che per fare emergere Cesare Battisti come mostro, cancellano tutto ciò che gli stava attorno.
Wu Ming 1 ha già dimostrato, in un editoriale fitto di dati incontrovertibili, quanto ciò sia menzognero. Ora ripubblichiamo un articolo che cerca di delineare il quadro globale che accompagnò la repressione, nel passaggio dagli anni ’70 agli anni ’80.

Gli anni Settanta si chiudono con migliaia di arresti, decine di migliaia di denunce, sequestri di periodici, incriminazioni di avvocati, giornalisti, docenti universitari, intellettuali. E' la grande stagione della caccia al "fiancheggiatore". In realtà, che nel mirino del potere non vi siano solo i gruppi armati e i loro simpatizzanti, ma l'intera sinistra rivoluzionaria italiana, da cancellare una volta per tutte, è dimostrato dal numero degli incriminati: oltre 40.000, un numero di gran lunga eccedente quello degli appartenenti all'area della lotta armata.

Pubblicato Lunedî 15 Marzo 2004

di Nanni Balestrini e Primo Moroni

(da L'orda doro, a cura di Sergio Bianchi, 1^ ed. SugarCo, 1988; 2^ ed., Feltrinelli, 1997)

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Parlare di una involuzione autoritaria dello Stato italiano nel corso degli anni '70, e vedervi una delle cause del sorgere di gruppi armati, pare diventata una bestemmia. Ne sa qualcosa Erri De Luca, che per avere affermato qualcosa di simile su Le Monde, si è visto sommergere da ironie e contumelie ad opera di quella trista caricatura di intellettuali che sono, oggi in Italia, gli editorialisti dei grandi quotidiani e i conduttori di talk-show televisivi. Rimediamo alla crassa ignoranza di costoro riproponendo un brano tratto da un libro che probabilmente non conoscono, abituati come sono a non leggere nulla.

La «strategia della tensione» era stata sconfitta da tre grandi componenti sociali e politiche: la conflittualità dell'autonomia di classe, la pratica militante, il radicalismo democratico. La posizione estrema e sintetica delle formazioni armate aveva storicamente prodotto «la forma-violenza organizzata in partito», ma questa componente era rimasta fino a tutto il 1976 sostanzialmente minoritaria (Bonisoli, uno dei protagonisti della fondazione delle BR, dirà che a quell'epoca i militanti non arrivavano a cento in tutta Italia) e proprio nell'emergere del «movimento '77» si era trovata in gravi difficoltà progettuali: anche se il riferimento immaginario e politico alla tendenza armata si poteva leggere in modo diffuso, non era tale però da autorizzare un'unità di intenti tra progettualità armata e pratica della violenza diffusa.

Pubblicato Venerdî 12 Marzo 2004

I rifugiati politici italiani in Francia

di Vincenzo Ruggiero

da Vis-à-vis n.2, primavera 1994

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Questo articolo è stato concepito originariamente per un pubblico non italiano. L'enormità riguardante la situazione dei rifugiati politici in Francia, che è nota tra noi soprattutto tra i meno giovani militanti della sinistra, è infatti del tutto sconosciuta in altri paesi. L'intento di questo contributo era perciò di documentare una storia e denunciare una condizione di cui, vuoi tra accademici illuminati vuoi tra gruppi politici, pochi erano a conoscenza. Redatto in inglese, l'articolo era rivolto ai due suddetti gruppi di lettori, ed è già apparso in una rivista di sociologia critica del diritto che, sebbene in un numero ridotto di esemplari, circola nelle maggiori università del mondo (si tratta di Crime, Law and Social Change, Vol. 19, N. 1, 1993).

Pubblicato Mercoledî 10 Marzo 2004

Redazionale

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Da oggi ricominciamo a inserire in Carmilla On Line alcuni dei nostri articoli consueti, dopo un mese ha visto la testata dedicare interamente il proprio spazio alla causa sacrosanta di Cesare Battisti.
Il nostro non è affatto un distacco da quel tema cruciale, tutt’altro: a ritmo quotidiano pubblicheremo interventi e aggiornamenti sul “caso Battisti”, piazzandoli bene in vista. Si tratta piuttosto, per noi, di coerenza nella nostra impostazione. Ci battiamo da anni per valorizzare le potenzialità critiche e antagonistiche che la cosiddetta “narrativa di genere” contiene, preziose in un momento storico in cui, almeno in Italia, la letteratura definita “alta” sembra avervi abdicato. Il “caso Battisti” è stata la dimostrazione più palese che avevamo visto giusto.

Pubblicato Lunedî 8 Marzo 2004

pennac3.gifIn questi giorni una slavina mediatica si è abbattuta sull'Italia: telegiornali, trasmissioni radiofoniche, quotidiani e settimanali sono crollati a valanga su chi desiderasse (o meno) sapere qualcosa sullo scandalo umano e giudiziario che ha coinvolto Cesare Battisti. Abbiamo assistito a fenomeni notissimi di distorsione informativa, a "sfoghi cutanei" di chi evidentemente covava rancori mal sopiti, a processi sommari condotti sull'onda di un pietismo che viene ormai utilizzato quale maschera privilegiata per mistificare intenti elettorali e desideri di vendetta. Mentre in Francia, al di là delle allucinazioni del quotidiano governativo Le Figaro (sorta di emanazione di un Feltri d'Oltralpe), si assisteva a una straordinaria mobilitazione civile, qua da noi si assisteva all'opposto: una straordinaria manifestazione incivile. In poche ore, i media italiani hanno restituito un ritratto che più falso e tendenzioso non si può: gli intellettuali francesi ridicolizzati e sbertucciati come se fossero una massa di idioti; i massimi esponenti del Partito Socialista francese ridotti a una gang di pagliacci in cerca di un pugno di voti: il Consiglio comunale di Parigi trattato come la Spectre; decine di migliaia di firmatari dell'appello per Battisti insultati impietosamente. battistilibero.gifIl tutto, condito con gli elementi più vistosi e ripugnanti dell'informazione di regime: due, quattro, cinque spietate esecuzioni attribuite allo scrittore italiano; il suo nome inserito nell'affaire delle nuove BR; episodi della sua vita inventati di sana pianta. All'indomani della scarcerazione di Battisti ci è capitato di dovere smentire persino La Stampa, che si inventava un riarresto dell'autore di Cargo sentimentale.
Le cose stanno diversamente, come è ovvio. E, a testimoniarlo, sono gli stessi francesi - e qualche residuo di sanità mentale da parte del giornalismo italiano, quello che non è schierato. Non sono testimoni di poco conto, quelli che citiamo: da Daniel Pennac (nella foto a sinistra) al direttore di Le Monde Edwy Plenel fino allo storico Pierre Milza . In particolare Daniel Pennac ha spazzato il campo da ogni dubbio, in un'intervista su Repubblica: "L´amnistia è il contrario dell´amnesia. Si tratta di chiudere una porta per permettere agli storici di capire un periodo in maniera meno passionale. Mi è difficile ammetterla sentimentalmente, soprattutto se si immaginano le vittime. Il problema non deve però essere considerato dal punto di vista affettivo".

Pubblicato Domenica 7 Marzo 2004

Errideluca.jpgPirani.jpgLa Repubblica del 4 marzo riportava, in prima pagina, uno dei più bizzarri articoli mai apparsi sul quotidiano in tutta la sua storia. Era contro Cesare Battisti e lo firmava Mario Pirani (nella foto a destra, con un bicchiere di vino in mano).
Perché “bizzarro”? Perché così spiegava chi fosse Battisti:
- “Si tratta di un ex brigatista rosso” (non è vero)
- “condannato all’ergastolo per quattro omicidi” (in verità per due, e anche su quelli ci sarebbe da ridire, ma quest’ultima è opinione nostra)
- “riuscì nel 1981 a evadere dal carcere di Frosinone e a riparare in Nicaragua” (ehm, Pirani, si trattava del Messico)
- “nel 1990 trovò comodo rifugio… sulle rive della Senna" (qui bisognerebbe intendersi sul concetto di “comodo”, ma vabbe’…)
- “Nella latitanza parigina Battisti intuì che l’immagine dell’intellettuale era quella che nei paraggi del Quartiere Latino poteva riuscire la più confortevole e sicura” (forse anche in Messico, visto che fu in Messico che Battisti fondò la sua rivista letteraria Via Libre)
- “e si mise a scrivere libri gialli, con una eccezione costituita da un racconto-memoria intitolato L’ultimo sparo” (o anche L’ultimo sparo è un giallo, o tutti gli altri romanzi di Battisti sono “racconti-memoria”, visto che appartengono allo stesso filone narrativo)
- “Non avendolo letto” (ah, ecco che si spiega tutto!)
- “non sappiamo se in esso era contenuto anche il volantino (segue testo)” (no, non c’era)
Ecc. ecc. ecc.
Inutile proseguire: è ormai piuttosto evidente che il valoroso Pirani si arrabatta alla meglio, ma non sa di cosa stia parlando.
Sul resto delle argomentazioni, cediamo il commento a Erri De Luca (accusato da Pirani di “complice solidarietà”), attraverso l’intervista (che riprendiamo da Indymedia) da questi rilasciata all’emittente Radiolina di Napoli:
Per ascoltare l’audio può essere necessario scaricare WinAmp


Pubblicato Venerdî 5 Marzo 2004


stato.jpgBULGARELLI: CASO BATTISTI, ITALIA E FRANCIA HANNO MENTITO SULLE MODALITA' DELL'ARRESTO E PREPARANO NUOVE ESTRADIZIONI?

Il verde Mauro Bulgarelli ha presentato un'interrogazione parlamentare (il 2 marzo) sulle modalità dell'arresto di Cesare Battisti e sulle rivelazioni del giornalista Enrico Porsia, il quale in un articolo apparso nell'edizione on line del periodico 'amnistia.net', sostiene che l'arresto di Battisti rientra in un accordo tra Italia e Francia in virtù del quale, oltre a Battisti, dovrebbero essere estradati due ex militanti delle Brigate Rosse, Roberta Cappelli e Enrico Villimburgo: "Se quanto afferma Porsia è vero, l'arresto di Battisti non avvenne perché questi aveva minacciato di morte un suo vicino ma perché fu esplicitamente richiesto già nel gennaio del 2003 dalle autorità italiane in virtù di accordi presi l'11 settembre 2002 con quelle francesi, accordi tesi a mettere mano alla 'dottrina Mitterand' e a procedere alle estradizioni valutando 'caso per caso'. I nomi di Battisti, Cappelli e Villimburgo erano contenuti in una lista più ampia di 14 nominativi che le autorità italiane avevano inoltrato a quelle francesi, concedendo a quest'ultime la facoltà di "scegliere" 3 soggetti da estradare."
Pubblicato Giovedî 4 Marzo 2004

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Con una decisione invocata a lungo e ad alta intensità, la magistratura parigina ha deciso di concedere allo scrittore Cesare Battisti la libertà provvisoria, in attesa che venga esaminata il prossimo 17 aprile, in tribunale, la richiesta di estradizione da parte dell'Italia. La notizia è giunta nel pomeriggio: al termine dell'udienza sulla richiesta di scarcerazione, presentata dagli avvocati dell'autore italiano, è stata sentenziata l'inesistenza dei presupposti per la permanenza di Cesare Battisti nel carcere della Santé.
La mobilitazione a favore di Battisti non cessa. La prossima tappa, cioè l'esame della richiesta di estradizione avanzata dal ministro Castelli, sarà decisiva. Ricordiamo che già nel 1991 la giustizia francese aveva emesso una sentenza sfavorevole a un'identica richiesta. In questi giorni, dunque, moltiplicheremo l'impegno a fornire informazioni e riflessioni sulla vicenda.

Pubblicato Mercoledî 3 Marzo 2004

di Jacqueline Coignard
(Articolo apparso su Libération del 2 marzo 2004)

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Ci siamo. Oggi pomeriggio, alle 14, l’intera giunta comunale di Parigi uscirà dal municipio con la sciarpa tricolore a tracolla, alla guida di un corteo che si porterà fin sotto il tribunale della città, dove deve essere esaminata l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Cesare Battisti.
Intanto si è appreso che già il 20 maggio 2003, dietro pressione del governo italiano, il guardasigilli francese aveva presentato al Procuratore generale una richiesta di estradizione, concernente Battisti e altri due rifugiati. Il 4 dicembre 2003 il Procuratore aveva annunciato al ministero l’archiviazione della pratica.
Tuttavia non c’è da essere troppo ottimisti, visto l’accanimento del governo francese su insistenza di quello italiano (sono di ieri le pressioni indebite esercitate in Francia su uno dei promotori del manifesto dei 430 intellettuali, poi saliti a 500).

Pubblicato Mercoledî 3 Marzo 2004

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Mentre l’amministrazione comunale della capitale francese accorda in forma ufficiale e solenne la “protezione della Città di Parigi” a Cesare Battisti, e istituisce un’apposita commissione; mentre varie cittadine qui e là per la Francia lo nominano cittadino onorario; mentre addirittura gli inquilini dello stabile in cui abitava (già autori di un volantino intitolato “Ridateci il nostro portinaio”) marciano con tutto il 9° Circondario fino al municipio del quartiere e trovano la solidarietà del sindaco e dei consiglieri, gli intellettuali transalpini più prestigiosi continuano la loro mobilitazione.
Quattro di essi, ben noti anche in Italia (lo storico Pierre Vidal-Naquet, il disegnatore Enki Bilal, la scrittrice Fred Vargas, il regista Jacques Audiard) hanno redatto la lettera aperta che riportiamo, firmata nel giro di pochi giorni da 430 loro colleghi.

Signor Ministro,

l’arresto del romanziere Cesare Battisti e la minaccia di estradizione che pesa su di lui destano emozione e riprovazione nel mondo della cultura, e ben al di là di esso.

Pubblicato Martedî 2 Marzo 2004

di Valerio Evangelisti

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A sinistra il corrispondente di Panorama da Parigi, Alberto Toscano. A destra una scena del film Ogni giorno nasce un fesso (1964).

Non so quanti ricordano il personaggio di Cacasenno, protagonista di un seguito che l’abate Adriano Banchieri volle dare alla saga rurale di Bertoldo e Bertoldino, scritta da Giulio Cesare Croce. Si trattava di un giovane contadino dai mezzi intellettuali così limitati che, al momento di salire a cavallo, infilò male la staffa. Si trovò così in sella al contrario, ma invece di cambiare posizione preferì fare in tal modo il viaggio fino in città.
Un incidente altrettanto grottesco capita al corrispondente da Parigi di Panorama Alberto Toscano (da non confondersi con l’omonimo filosofo radicale), in un articolo contro Cesare Battisti pubblicato nel numero del settimanale attualmente in edicola. Solo che, se Cacasenno aveva almeno il buon senso di andare al passo, Toscano cerca invece di galoppare alla carica. Con l’esito inevitabile di mostrare, nella corsa, le natiche ai propri nemici. Posizione quanto mai pericolosa, per chi sta tentando un assalto.

Pubblicato Lunedî 1 Marzo 2004

di Valerio Evangelisti

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Il presente articolo è stato pubblicato dal quotidiano Le Soir di Bruxelles mercoledì 25 febbraio 2004. Al testo in italiano segue la traduzione in francese.

Se un lettore dei giorni nostri vuole documentarsi sulla stagione di sangue che si abbatté sull’Italia verso la fine degli anni ’70, può trovare saggi e memorie di valore diseguale. Trova però poche fonti letterarie davvero convincenti e artisticamente persuasive: certe pagine di Erri De Luca e i romanzi di Cesare Battisti.

Pubblicato Sabato 28 Febbraio 2004

VE' andata benissimo. Presso il circolo arci Sesto Senso, a Bologna, si è tenuta la prima serata italiana di solidarietà a Cesare Battisti. Valerio Evangelisti, Wu Ming 1 e Giuseppe Genna hanno presentato non soltanto Avenida Revoluciòn, l'ultimo libro tradotto in Italia di Cesare Battisti (uscito per Nuovi Mondi Media), ma hanno parlato della vicenda umana, politica e giuridica dello scrittore italiano attualmente detenuto nel carcere parigino della Santé, in attesa che sia esaminata la richiesta di estradizione per l'Italia. In un locale affollato, alla presenza di scrittori, di critici, di un'inviata del quotidiano francese Libération e di moltissimi giovani, Valerio Evangelisti ha raccontato alcuni particolari del processo kafkiano a cui Battisti fu sottoposto in Italia (tra l'altro: stiamo preparando un dossier, per mettere a tacere le grottesche e tragiche imprecisioni con cui la stampa e gli altri media italiani hanno affrontato il caso Battisti). Non si è trattato di semplice memorialistica: l'esilio dell'autore del Cargo sentimental è frutto di una scellerata conduzione, in un periodo di leggi speciali che alcuni pretenderebbero tuttora in vigore, di un procedimento giudiziario falsato da trattamenti iniqui e violenti da parte delle forze di polizia, confusione investigativa (dieci persone trattenute dagli organi giudiziari furono costrette a "confessare" un medesimo omicidio), distorsione delle accuse e costruzione di castelli immaginari a forza di negoziazioni con poco credibili "pentiti". Evangelisti ha anche sottolineato l'importanza della letteratura di Cesare Battisti: una delle pochissime, ai nostri giorni, a immergersi totalmente in un'epoca che l'Italia stenta a elaborare. Giuseppe Genna (che è prefatore di Avenida Revoluciòn) ha introdotto all'opera di Battisti: soltanto quattro libri su un totale di dodici sono attualmente tradotti in Italia, ed è necessario e urgente pubblicare da noi il Cargo sentimental, profondissima riflessione sull'intera storia contemporanea d'Italia, dal dopoguerra all'insorgere del Movimento che si è mobilitato ai nostri giorni. Wu Ming 1 ha anzitutto evidenziato le storture informative e la pochezza di argomentazioni che sono circolate in Rete e sulla stampa, ampliando poi la prospettiva rispetto al contesto politico generale in cui il caso Battisti esplode: l'inanità di un'opposizione che ha delegato alla magistratura l'attacco al transitorio premier e al suo governo, che è garantista soltanto in casi di interesse personale, mentre fioccano le proibizioni in ogni comparto del vivere civile. Sono andati esauriti i dossier composti dai materiali presenti on line su Carmilla, sono state vendute copie di Avenida Revoluciòn, si sono aggiunte molte firme all'appello (che stiamo aggiornando manualmente e ripubblicheremo integralmente a breve). Prima degli interventi, è stato proiettato il video realizzato in Francia Cesare Battisti: resistences.
Vorremmo ringraziare tutti gli intervenuti: è stato importante per noi, ma soprattutto per Cesare.
La serata, nelle intenzioni, diventerà una sorta di evento disseminato per l'Italia. E' imminente l'annuncio della data di Milano (sono previste, sul palco, partecipazioni numerose), mentre ci stiamo attivando per organizzare un'iniziativa analoga anche a Roma.

Pubblicato Venerdî 27 Febbraio 2004

[Con il titolo "A un perseguitato", lo scrittore francese Daniel Pennac, che ha firmato l'appello per la liberazione di Cesare Battisti, ha inviato una lettera allo scrittore italiano detenuto a Parigi in attesa di estradizione. Il quotidiano il manifesto l'ha tradotta e pubblicata nell'edizione domenicale. Ecco il testo]

A un perseguitato
DANIEL PENNAC
pennac2.gifCaro Cesare Battisti, non la conosco, non l'ho mai letta e certamente non l'avrei seguita nella sua giovanile partecipazione alla lotta armata. Questo mi lascia tanto più libero di dirle la vergogna che provo per ciò che il mio governo le sta facendo e che, attraverso di lei, minaccia, probabilmente altri rifugiati italiani.
Il 10 luglio 1880, nove anni appena dopo la Comune di Parigi (insurrezione che fece più di 30.000 morti!), i condannati vennero graziati e amnistiati. Siamo nel 2004, i fatti che le vengono imputati (i più gravi dei quali non sono stati provati), risalgono a quasi trent'anni fa, e lei è di nuovo gettato in prigione, tradito dal paese (che le aveva garantito asilo), e consegnato a quello che le rifiuta il perdono.
Come spiegare alle giovani generazioni una tale regressione del costume politico? E come far capire a coloro che ci governano, che agendo in tal modo essi creano il clima di disperazione che ha spinto alla lotta armata l'adolescente che lei era negli anni `70?
Certo, i ministri passano e il sostegno che molti le stanno dimostrando durerà più a lungo dei nostri rispettivi governi; ma è una magra consolazione, se pensiamo a quale società può nascere da comportamenti in cui si può tradire la parola data da un capo di stato, e in cui la giustizia si apparenta alla vendetta - se non viene addirittura imbavagliata. Naturalmente, spero con tutto il cuore di sbagliarmi e che il mio governo, sensibile agli argomenti che gli sono stati presentati, resterà fedele alla garanzia di protezione che le è stata data.
Coraggio dunque, sperando di vederla presto, libero.

Pubblicato Martedî 24 Febbraio 2004

[da il manifesto]
hollande.jpgbattistilibero.gifPARIGI - Alla mobilitazione degli intellettuali e delle sinistre radicali, agli appelli di Daniel Pennac e degli scrittori noir, si aggiunge adesso la parola autorevole del segretario del partito socialista, François Hollande [nella foto a sinistra]. Ieri Hollande si è recato al carcere parigino della Santè per incontrato a Cesare Battisti, l'ex militante dei Proletari per il comunismo diventato romanziere in Francia e arrestato l'11 febbario, dopo vent'anni di vita tranquilla a Parigi. Il governo italiano è tornato a chiedere la sua estradizione, già respinta nel `91 dalla magistratura francese, per fargli scontare l'ergastolo. Dopo aver parlato con Battisti per circa mezz'ora, Hollande ha lasciato il carcere e ha dichiarato che il governo di destra di Jean Pierre Raffarin «ha ceduto a Berlusconi», ricordando «il sordido negoziato con il presidente del consiglio italiano e, peggio ancora - ha rincarato - con il ministro della Giustizia, membro della frazione più estrema del governo della penisola poiché appartiene alla Lega Nord».

Pubblicato Martedî 24 Febbraio 2004

Un invito aperto a tutti: questo giovedì, il 26 febbraio, a Bologna, presso il circolo Arci Sesto Senso, in via G. Petroni 9/c, alle ore 18 è organizzato un incontro di sostegno a Cesare Battisti, durante il quale verrà presentato da Valerio Evangelisti e da Giuseppe Genna l'ultimo romanzo di battisti tradotto in Italia, Avenida Revoluciòn (qui la recensione su Carmilla), edito da Nuovi Mondi Media.
Sarà l'occasione per fare il punto sullo stato della scandalosa vicenda che ha inopinatamente condotto alla detenzione al carcere della Santé lo scrittore italiano, in attesa di una domanda di estradizione a cui la giustizia francese aveva già espresso sentenza sfavorevole nel 1991. La mobilitazione di intellettuali e semplici cittadini francesi ha richiamato una straordinaria attenzione mediatica in tutta Europa sul caso Battisti, la cui domanda di scarcerazione verrà esaminata a Parigi il 3 marzo.
I lettori e amici di Carmilla di Bologna, o che si trovano lì giovedì, sono invitati a partecipare!

Pubblicato Lunedî 23 Febbraio 2004

di Valerio Evangelisti

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“Gli intellettuali francesi hanno un nuovo eroe: l’ex terrorista Cesare Battisti”. Così esordisce, con tutta la delicatezza che l’intelligenza riesce a dettargli, il corrispondente de La Repubblica da Parigi, Giampiero Martinotti, sul numero del suo giornale del 22 febbraio. Non si chiede nemmeno se l’eroe degli intellettuali francesi non sia per caso lo scrittore Cesare Battisti. No: in tutto l’articolo il fatto che Battisti sia uno scrittore, e che gran parte della stima che lo circonda sia dovuta alle sue opere, non viene menzionato nemmeno una volta.
Che importa? E’ lecito, nella sintesi giornalistica, usare un attributo significativo per sintetizzarli tutti. E allora, dato che di Martinotti ricordo simpatiche cronache sulla liberazione dei nani da giardino, d’ora in poi lo chiamerò ex cronachista dei nani da giardino. Anzi, semplicemente ex nano da giardino, così facciamo prima.

Pubblicato Lunedî 23 Febbraio 2004

di Bernard-Henri Lévy

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Francamente non avremmo mai creduto di ospitare un giorno, su Carmilla On Line, un intervento di Bernard-Henri Lévy (tratto dal settimanale Le Point). Invece il caso Battisti ci mostra, ancora una volta, la superiorità degli intellettuali francesi – inclusi i più “massmediatici” - rispetto a quelli italiani. Sulla detenzione arbitraria di Cesare Battisti prendono posizione personalità poco sospettabili di “sinistrismo”, come Philippe Sollers, Bernard Kouchner e tanti altri, tra cui, per l’appunto, Lévy. Una dimostrazione di indipendenza di pensiero in Italia quasi inimmaginabile.

Cesare Battisti, questo ex responsabile dei Proletari Armati per il Comunismo riconvertito alla – buona – letteratura poliziesca e arrestato, l’altra mattina, dalla polizia francese. L’ho incrociato, una volta. Era presente – me ne rendo conto rileggendo le mie annotazioni dell’epoca – alla riunione organizzata nel novembre 1978, a Roma, dal quotidiano italiano Lotta Continua, in cui si dibatté, con Félix Guattari e altri, se il terrorismo fosse o meno il figlio naturale di una coppia diabolica, fascismo e stalinismo.

Pubblicato Domenica 22 Febbraio 2004

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Il 21 febbraio La7 ha mandato in onda un dibattito di circa un’ora sul caso Battisti, nell’ambito della trasmissione di Giuliano Ferrara Otto e mezzo. Riportiamo il commento apparso su “Il manifesto” di sabato 22.
Da parte nostra, diamo atto a Ferrara di avere condotto la discussione con notevole equilibrio. E’ però bene correggere un’inesattezza che nel programma è ricorsa varie volte, come del resto sulla stampa. Chi, ormai su scala internazionale, conduce la campagna per la liberazione di Cesare Battisti ha scelto di non farne un caso individuale, ma di ricondurlo al quadro complessivo degli anni ’70 in Italia. Ciò non significa dare per scontata la colpevolezza di Battisti nei delitti che gli furono imputati. I giudici italiani addossarono a Battisti l’assieme dei reati (tra cui quattro omicidi) rivendicati dall’organizzazione cui apparteneva, i Proletari armati per il comunismo. Tra gli omicidi, quello del gioielliere Luigi Pietro Torregiani e quello del macellaio Lino Sabbadin. Entrambi erano finiti nel mirino dei Pac per avere ucciso due rapinatori, l’uno in un ristorante, l’altro nel proprio negozio.

Pubblicato Domenica 22 Febbraio 2004

pennac.gifSta crescendo l'attenzione in Francia e Italia per il caso Battisti. Si registra un moltiplicarsi di iniziative a favore dello scrittore detenuto alla Santé in attesa che venga esaminata la richiesta di estradizione. Mentre si annuncia, per giovedì 26 febbraio a Bologna, la prima serata di solidarietà a Cesare Battisti (al Sesto Senso, presenti Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna e un esponente di Nuovi Mondi Media, ma è possibile che aderiscano altri scrittori...), ieri è stata la giornata di una delle adesioni più prestigiose finora prevenute all'appello per la liberazione dell'autore di Avenida Revoluciòn: ha infatti firmato il romanziere Daniel Pennac [nella foto a sinistra], uno degli scrittori francesi più noti nel mondo. Daniel Pennac è autore di una serie di romanzi incentrati sulla figura di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio (Il paradiso degli orchi, La prosivendola, La fata carabina, Signor Malaussène, La passione secondo Thérèse, e l'appendice alla saga, Ultime notizie dalla famiglia): un'epopea che ha riscosso uno straordinario successo di pubblico in tutto il mondo (in Italia è pubblicato da Feltrinelli).
E' anche apparso sulla stampa francese un accorato intervento di Bernard-Henri Lévy, che stiamo traducendo e presto pubblicheremo. Siamo stati inoltre avvisati che, nella serata di ieri, nel corso della trasmissione Otto e mezzo su La 7, Giuliano Ferrara si è occupato del caso Battisti: se qualcuno avesse notizie a proposito, poiché nessuno di noi ha assistito al programma, può darci informazioni via mail.

Pubblicato Sabato 21 Febbraio 2004

battistiligue.gifNel pomeriggio di ieri, presso la sede parigina della Lega per i Diritti dell'Uomo, si è tenuta una conferenza stampa sulla situazione di Cesare Battisti.
In una sala affollatissima, sono intervenuti:
- Michel Tubiana, presidente della lega per i Diritti dell'Uomo, che ha messo in connessione i casi di Cesare Battisti e di Paolo Persichetti, denunciando il malfunzionamento della giustizia italiana che ha imposto processi iniqui negli anni Settanta e Ottanta, e terminando il suo intervento con una riflessione sull'attuale posizione del governo francese: "Rinnegare la parola data non è soltanto un attentato all'onore della Francia, significa sovvertire tutti i fondamenti della politica".
- Irène Terrel, avvocato di Cesare Battisti, a proposito della posizione del governo parla di una "forma di oltraggio all'etica politica". Terrel ha fatto giustizia sul caso dei vicini di casa di Cesare Battisti, che avrebbero sporto denuncia contro di lui: si tratta di una deliberata volontà di criminalizzazione. Ha inoltre ricordato come sia falso sostenere che Cesare, una volta estradato in Italia, avrebbe diritto a un nuovo processo: egli dovrebbe al contrario scontare le condanne comminategli mentre era in contumacia. De Felice, altro avvocato di Battisti, ha letto un passo di un documento della polizia che pretenderebbe che, nel '91, la corte di appello abbia sentenziato A FAVORE all'estradizione - quando la verità è esattamente l'opposto.
- Philippe Sollers ha dato lettura di un magnifico testo di Erri De Luca che presto sarà pubblicato su Le Monde.
- Sono stati letti messaggi o sono intervenuti direttamente rappresentanti delle seguenti organizzazioni: Cimade (organizzazione umanitaria protestante), Sindacato degli Avvocati di Francia, France Liberté (Danielle Mitterrand), Sindacato della Magistratura.
- Il biologo Albert Jacquard (una personalità estremamente nota in Francia) ha preso la parola in qualità di semplice cittadino.
- Michèle Lesbre, scrittore, ha presentato l'appello francese e ha segnalato un gran numero di iniziative di solidarietà: il sindaco di Valence, la cittadina di Frontignan, in cui si tiene un festival del noir, ha intenzione di nominare Battisti cittadino onorario.
- Serge Quadruppani ha presentato l'appello italiano e ha spiegato perché è così difficile che passi in Italia, come le forze politiche svolgano un ruolo centrale nell'impedire un riesame del periodo 70-80, in nome della lotta contro il terrorismo, e perché la sinistra abbia delegato ai giudici il tentativo di risolvere i problemi che la politica non è più in grado di affrontare - in particolare: come sbarazzarsi di Berlusconi e del berlusconismo.
- Un rappresentante del Partito comunista francese (di cui erano presenti molti eletti) ha annunciato che il gruppo comunista del Consiglio comunale parigino proporrà che Cesare Battisti venga nominato "amico della Città di Parigi".
- Il Capo di Gabinetto di François Hollande, segretario generale del Partito Socialista, ha letto un messaggio di quest'ultimo che insiste nuovamente sulla necessità di "rispettare la parola data".
La riunione si è conclusa con la lettura di "alcune parole di Cesare Battisti", un testo scritto in occasione dell'espulsione di Paolo Persichetti.

Pubblicato Venerdî 20 Febbraio 2004

battistilibero.gifAbbiamo ordinato e reimpaginato le prime 1.500 firme, raccolte in sei giorni (dall'11.2 al 17.2.04), di chi ha aderito all'appello in sostegno di Cesare Battisti. Queste firme, l'appello e l'intervento di Wu Ming 1 sono stati presentati oggi alla stampa francese dalla Lega per i Diritti dell'Uomo, nella sede di Parigi.
Le prime 1.500 firme sono leggibili ora cliccando qui. E' possibile anche scaricare un file in formato rtf, cliccando qui.
Chi desiderasse firmare l'appello può inserire il proprio nominativo in questa pagina.
Per conoscere gli sviluppi del caso Battisti, cliccare qui.
Per offrire aiuto economico a Battisti in vista del processo, qui le informazioni.

Pubblicato Giovedî 19 Febbraio 2004

repbattisti.gifda la Repubblica, 19.2.04
L´APPELLO
"Non estradate Cesare Battisti"

replogo.gifPARIGI - Come negli anni '70 e '80, una parte dell´intellighenzia parigina si mobilita per difendere gli italiani riparati Oltralpe dopo la fine degli anni di piombo. L´arresto di Cesare Battisti (nella foto), l´ex leader dei "Proletari armati per il comunismo" condannato all´ergastolo per quattro omicidi, ha suscitato appelli e manifestazioni per evitare l´estradizione. In Francia, Battisti è molto conosciuto come scrittore di gialli. Una petizione dei suoi colleghi ha già raccolto 7.500 firme e alcune personalità di spicco, come Philippe Sollers, hanno manifestato di fronte al carcere parigino della Santé.

Pubblicato Giovedî 19 Febbraio 2004

[Le Monde, il quotidiano più letto in Francia, dedica oggi un'intera pagina al caso Battisti. Traduciamo e pubblichiamo l'intero speciale]

MOBILITAZIONE PER CESARE BATTISTI
L'Italia domanda l'estradizione dell'ex attivista di estrema sinistra, divenuto autore di romanzi noir. Un appello in suo favore ha raccolto 6.000 adesioni.
di Clarisse Fabre
[da Le Monde, 18.2.04]

battistilibero.giflemondelogo.gifGli scrittori noir, primo cerchio dei difensori del romanziere Cesare Battisti, arrestato il 10 febbraio e messo sotto fermo in attesa di estradizione nel carcere della Santé, dispongono dell'arte di fare rete. Lo scrittore Claude Mesplède, che ha diretto il Dictionnaire des littératures policières (ed. Joseph K., 2003), ha lanciato un appello in cui si richiedeva la liberazione di questo ex militante dell'estrema sinistra, ricercato dalla polizia e condannato all'ergastolo in contumacia, per rapine e omicidi commessi negli anni Settanta.
Dai 3.500 di lunedì 16 febbraio, i firmatari dell'appello sono passati a 6.000 il giorno dopo, secondo quanto hanno dichiarato gli estensori della petizione. Tra gli aderenti figurano editori come François Guérif, il proprietario di Rivages che ha pubblicato Cesare Battisti, scrittori come Régine Deforges, deputati come Dominique Voynet (Verdi), Olivier Besancenot (LCR) e Julien Dray (PS), ma anche 'anonimi': un'infermiera, un controllore delle imposte, un pensionato, un medico...
"Non è che l'inizio. Al di là del caso Battisti, la questione è estremamente simbolica rispetto a tempi di tolleranza zero, che via via stanno facendosi irrespirabili", commenta lo scrittore Philippe Sollers, che nel corso della manifestazione di solidarietà a Cesare Battisti ha denunciato "lo spirito di vendetta di un Capo dello Stato truffatore" contro un "rivoluzionario". In attesa dell'esame della richiesta di scarcerazione di Battisti, previsto per il 3 marzo, si mobilitano i suoi sostenitori: giovedì 19 febbraio, alle 14.30, la Lega dei Diritti dell'Uomo terrà una conferenza stampa, mentre la sera stessa, alle 20, verrà proiettato al Centre international de la culture populaire (CICP) di Parigi un film-ritratto di cesare Battisti, realizzato da Pierre-André Sauvageot.

Pubblicato Mercoledî 18 Febbraio 2004

di Cesare Battisti

battistihumcolor.gifIl romanzo di Cesare Battisti L'orma rossa (Einaudi Vertigo, 1999) aveva a corredo una serie di dichiarazioni dell'autore raccolte da Valerio Evangelisti. Il testo fu pesantemente tagliato dall'editore, cui peraltro va dato atto di avere avuto il coraggio di pubblicare un romanzo oggettivamente "scomodo". Riproponiamo ora le dichiarazioni di Cesare nella loro integralità.
Segnaliamo per inciso la crassa imbecillità di un recensore de
La Stampa-Tuttolibri (ne omettiamo il nome per compassione) che, scambiando il romanzo per un'autobiografia, scrisse di un Battisti che campava a carico della moglie, e altre amenità del genere, traendo simili notizie dalle vicende del protagonista immaginario della storia. Un po' come attribuire ad Alessandro Manzoni la stessa biografia di Don Rodrigo. Tale idiota, per inciso, scrive ancora, e scrive cazzate.

Una narrativa che nasce dalla carne

Una decina di anni fa cominciai a buttare giù le prime linee di un romanzo. Allora non sapevo ancora dove andavo a parare, cercavo disperatamente una storia, un pretesto dal quale snodare un riesame esistenziale. Senza esserne cosciente, stavo scrivendo l’ultimo capitolo dei miei anni Settanta…

Pubblicato Mercoledî 18 Febbraio 2004

di Nico Maccentelli

Una stagione senza storia.
battistimg.gifUn passato che non passa mai. Che torna, perché non è mai andato via, che riemerge quando fa comodo colpire strumentalmente una delle tante persone che ha vissuto gli anni ’70 e che, per una serie di circostanze, ha avuto un percorso politico che lo ha portato ad anni di carcere o a dover scappare.
Ci siamo abituati. A parte la presa di posizione di qualche personaggio e a titolo puramente individuale, vicende come quella capitata a Cesare Battisti non destano l’attenzione di nessuno degli attori politici che si definiscono garantisti. È come se un buco nero proveniente da un passato sufficientemente lontano da non creare emergenze in merito (oggi sono altre le emergenze…), ma ancora troppo vicino per guardarlo nella sua interezza, continuasse ad ingoiare ogni tentativo di lettura storica e politica che non fosse un campionario di bestialità stereotipate.

Pubblicato Mercoledî 18 Febbraio 2004

battistilibero.gifDa una settimana in qua Carmilla On Line è tutta dedicata a Cesare Battisti. Chi trovasse il tema monotono, può reperire sul web altre occasioni per svagarsi. Per quanto ci riguarda, riteniamo il caso di Cesare quanto mai attinente al tema che ci guida: letteratura e cultura di opposizione. Per noi, l'affaire Battisti è un po' la cartina tornasole del coraggio intellettuale ancora esistente in Italia.


Pubblicato Mercoledî 18 Febbraio 2004

di Wu Ming 1

“La vera questione politica posta dal terrorismo è sì sapere come vi si entra, ma soprattutto come se ne esce.”
François Mitterrand, 1985

"E' noto che io sono per l'indulto. E' una cosa notoria. E' come chiedermi: ma lei ha i capelli bianchi? Certo. Sarei stato favorevole anche all'amnistia."
Francesco Cossiga, La Repubblica, 31/07/1997

"Purtroppo ogni tentativo mio e di altri colleghi della destra o della sinistra di far approvare una legge di amnistia e di indulto si è scontrato soprattutto con l'opposizione del mondo politico che fa capo all'ex-partito comunista."
Francesco Cossiga, lettera a Paolo Persichetti, s.d. [2002]

freedom.jpgL'appello per la liberazione di Cesare Battisti, arrestato a Parigi il 10 febbraio scorso, ha avuto in pochi giorni un sorprendente numero di adesioni. La sera di domenica 15 si era a quota 1360. Scrittori, registi, produttori cinematografici, deputati, docenti universitari, giornalisti, addirittura missionari, e "semplici" cittadini/e hanno voluto esprimere la loro solidarietà. [1]
Oltre a questo appello ne esistono altri, in italiano e soprattutto in francese, uno dei quali ha raccolto molte migliaia di firme. C'è anche una lettera aperta al presidente Jacques Chirac, firmata da alcuni scrittori. A Parigi è tutto un vorticare di iniziative, assemblee, conferenze stampa, e oggi (16 febbraio) c'è stata una manifestazione (non autorizzata) di fronte alla Santé. Quattro deputati (tre verdi e il trotzkista Alain Krivine) sono entrati e hanno chiesto di parlare con Cesare. Il ministro della giustizia Dominique Perben ha dato ordine di impedirglielo, cosa che pare essere illegale.
Per tornare in Italia, la casa editrice Derive Approdi ha mandato in ristampa il romanzo di Battisti L'ultimo sparo [qui la prefazione di Valerio Evangelisti], pubblicato nel 1998, e devolverà tutti i proventi alla difesa legale. Credo che tutti gli editori solidali con Cesare dovrebbero acquisire i diritti dei suoi libri non ancora pubblicati in Italia, o pubblicati ma fuori catalogo, e mandarli in libreria con la stessa clausola.
L'esame della situazione di Cesare da parte della magistratura francese sarà più lungo di quanto ci s'immaginava. Il problema principale è che, se il 3 marzo non dovesse essere accolta la domanda di libertà provvisoria presentata dai suoi avvocati, questo periodo lo trascorrerà tutto in galera. In calce a questo articolo c'è il conto corrente sul quale versare contributi per alleviare la sua situazione.

Pubblicato Martedî 17 Febbraio 2004

battistilibero.gif[E' apparso oggi, sul prestigioso quotidiano inglese The Guardian, un articolo sul caso Battisti, che qui traduciamo. Si ringrazia per la segnalazione Jacopo De Michelis]

Ex-terrorista scrittore rischia l'estradizione dalla Francia
di Jon Henley, inviato a Parigi
da The Guardian, 17 febbraio 2004

guardian.gifUn ex terrorista italiano, divenuto un autore noir di successo, è stato arrestato e affronta ora una domanda di estradizione dalla Francia, nonostante una storica promessa da parte delle autorità francesi di concedere asilo politico agli ex militanti delle Brigate Rosse. Avvenuto la scorsa settimana, l'arresto di Cesare Battisti, che viveva pacificamente e alla luce del sole a Parigi, ha scatenato un uragano di proteste.

Pubblicato Martedî 17 Febbraio 2004

di Valerio Evangelisti

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Ripubblichiamo l'introduzione a uno dei romanzi più importanti di Cesare Battisti, L'ultimo sparo. Un "delinquente comune" nella guerriglia italiana (ed. Derive Approdi, 1998; tit. franc. Dernières cartouches, ed. Joelle Losfeld). Il romanzo sarà a giorni di nuovo in libreria.

Non sono mancati libri di memorie, film e romanzi sugli anni in cui migliaia, e forse decine di migliaia, di giovani italiani decisero di prendere le armi contro un sistema che giudicavano intollerabile, mentre altre decine di migliaia, e forse centinaia di migliaia, manifestavano la loro opposizione senza arrivare a scelte così radicali. In tutta l’abbondante produzione sul tema è stato però quasi sempre assente l’aspetto esistenziale, talora tragico ma talvolta festoso, se non goliardico, di quell’esperienza. Ne è risultato un ritratto a tinte uniformemente grigie, e spesso fosche, di una realtà senz’altro drammatica, ma variegata e viva, anche se indecifrabile dall’esterno.

Pubblicato Martedî 17 Febbraio 2004

sergequadruppani.jpgdi Serge Quadruppani
[Autore noir di fama europea, Serge Quadruppani (nella foto a sin.) ha pubblicato in Italia L’Assassina di Belleville e La Breve Estate dei Colchici]

battistilibero.gifDalle 17 - ma si sono in seguito aggiunte molti altri - una folla di circa quattrocento persone si è radunata davanti al carcere della Santé, per manifestare il proprio rifiuto all'estradizione di qualunque rifugiato politico italiano arrivato in Francia dopo gli anni Ottanta. Cesare Battisti si trova per l'appunto improgionato alla Santé, sotto richiesta di estradizione dall'Italia.
Annunciato dapprima come semplice conferenza stampa, il concentramento ha avuto luogo su boulevard Arago all'incrocio con rue de la Santé, ed è stato aperto dagli interventi di Alain Krivine (deputato europeo LCR-trotskista), Noël Mamère (Verdi) e dall'avvocatessa de Felice, appartenente alla Lega dei Diritti dell'Uomo, che difende Cesare. Philippe Sollers (autore Gallimard) ha in seguito preso la parola. Componevano l'assembramento scrittori e intellettuali di diversa estrazione (tra cui Tahar Ben Jalloun, il regista Yves Boisset, l'architetto PC Castro) insieme a una folta rappresentanza di editori, giornalisti, semplici militanti, rifugiati politici italiani (tra cui Oreste Scalzone) che indossavano gli adesivi "Libérez Cesare". Erano presenti anche gruppi più o meno radicali che contestano la carcerazione e il sistema repressivo.
I manifestanti sono rimasti più di due ore a scandire slogan di solidarietà con lo scrittore italiano, in modo che, se anche Cesare non avesse sentito, i cori raggiungessero comunque gli altri detenuti.
Cinque deputati, Krivine e tre parlamentari Verdi e un senatore del PC, sono riusciti, secondo i poteri di cui dispongono per legge, a fare ingresso nel carcere, ma il ministro della Giustizia ha loro illegalmente interdetto l'incontro con Cesare.
Tra la folla, striscioni di sostegno alla causa di Cesare, un'enorme bandiera contro il sistema carcerario e la prima pagina del quotidiano l'Humanité (giornale del Partito comunista) che titolava a caratteri cubitali "Libérez Battisti!".
Tra i manifestanti si sono fatti sentire anche alcuni ex(?)-stalinisti che, vent'anni fa, non avrebbero esitato a consegnare Battisti alla polizia. Ma il mondo cambia, in Francia come in Italia.
Al termine della manifestazione, la sensazione generale è stata che il governo francese abbia compiuto una mossa azzardata e non priva di rischi.
Giovedì, alle 14.30, la Lega dei Diritti dell'Uomo terrà nella sua sede una conferenza stampa. Alle 20.00, presso il CICP (locale di incontro tra militanti) verrà proiettato il film CESARE BATTISTI, RESISTANCES.
Il comitato di solidarietà a Cesare continuerà a organizzare azioni di sostegno, in vista del 3 marzo, data dell'udienza sulla richiesta di scarcerazione.
Cesare libero! Nessuna estradizione degli esuli italiani!

Per coloro che ancora non hanno firmato l'appello e desiderano farlo, cliccate qui e compilate il form.
Per visualizzare tutti i firmatari, cliccate qui.
Diffondete ovunque.

Pubblicato Martedî 17 Febbraio 2004

di Girolamo De Michele
[autore di Tre uomini paradossali, a breve in uscita da Einaudi Stile Libero]

battistilibero.gifProviamo a fare non uno, ma tre passi oltre l’immediata emotività che si è espressa nella mobilitazione seguita all’arresto di Cesare Battisti. Tre passi, cioè tre aspetti che bisogna saper disgiungere entro la complessità umana, troppo umana della vita di Cesare. Ma soprattutto: tre diversi compiti, tre campagne che dobbiamo avere il coraggio di osare, a partire dalle agende politiche del movimento sin dalle assemblee preparatorie della giornata del 20 marzo, perchè anche questa è guerra interna.
In primo luogo, va denunciato il carattere odiosamente vendicativo della “campagna acquisti” in atto da parte del ministro Castelli tra i rifugiati politici italiani, iniziata il giorno in cui Castelli si recò in Francia con una lista di 12 "sovversivi" (tra i quali Persichetti e Battisti). Vale la pena di rammentare che i refugées sono in Francia per effetto di un contratto morale siglato tra loro e lo Stato francese ai tempi di Mitterand, contrato al quale si era attenuto, in nome della continuità dello Stato attraverso il mutare dei governi, lo stesso Chirac quando divenne capo del governo. Nel contempo, Castelli ha dichiarato che l'estradizione di Delfo Zorzi (l’uomo che ha matrialmente messo la bomba nella banca dell’Agricoltura in piazza Fontana) non è una priorità, e di fatto non fa nulla per ottenerla (complice l’avvocato Pecorella, penalista principe del Cavalier Banana e presidente della commissione giustizia).

Pubblicato Lunedî 16 Febbraio 2004

L'edizione odierna del quotidiano l'Humanité dedica l'apertura e tre pagine interne allo scandalo politico che ha colpito Cesare Battisti. Riportiamo qui di seguito la versione francese dell'articolo in prima pagina firmato da Sophie Bouniot.

Le gouvernement trahit la parole de la France
L'arrestation en vue d'extradition de l'écrivain Cesare Battisti confirme la trahison par le gouvernement Raffarin de la politique d'asile mise en ouvre par la France depuis 1985. Après l'émotion, la solidarité s'organise.
" Vous êtes bien Cesare Battisti ? " Mardi dernier, dans un immeuble du neuvième arrondissement de Paris, un homme répond par l'affirmative à l'apostrophe. Interpellation immédiate par dix agents de la Direction nationale antiterroriste (DNAT), direction la première division de la maison d'arrêt de la Santé à Paris et placement sous écrou extraditionnel. Que reproche donc la justice française à Cesare Battisti, 49 ans, militant, dans les années soixante-dix, des " Prolétaires armés pour le communisme " et aujourd'hui écrivain reconnu, auteur de treize romans policiers ? Rien. L'État répond simplement à une demande d'extradition émanant du parquet général de la cour d'appel de Milan pour " exécution de peines " diffusée sur tout le réseau Schengen, explique-t-on chez le garde des Sceaux.

Pubblicato Lunedî 16 Febbraio 2004

battistilibero.gifMentre si attende, per dopodomani, il presidio di intellettuali e gente comune davanti al carcere della Santé, a seguito del quale verrà consegnato al presidente Chirac e al Parlamento francese una richiesta di immediata scarcerazione, Cesare Battisti rimane confinato nel carcere parigino. Le condizioni economiche in cui versa lo scrittore italiano non sono rosee. Per questo motivo, al fine di fare fronte a tutte le spese processuali necessarie alla liberazione, è stato lanciato un appello dalla ex moglie di Battisti, per raccogliere fondi da impiegarsi in questo drammatico frangente. E' stato aperto un conto a nome della figlioletta di Cesare Battisti, Valentine. Per coloro che, come noi, volessero contribuire, ecco gli estremi per effettuare il versamento:

Valentine Battisti BNP Paribas 30004 01861 00001268951 84
(Le prime due cifre corrispondono ai nostri codici ABI e CAB, la terza è il numero di conto, "84" è il numero della filiale.)
Codice SWIFT per i versamenti dall'estero: BNPAFRPPPGB

E' inoltre possibile inviare un assegno riscuotibile in Francia a questo indirizzo:

Valentine Battisti - 159 rue du Château des Rentiers - 75013 Paris

Successivamente, vi informeremo dell'entità dei contributi giunti dall'Italia in aiuto di Cesare Battisti.

Per coloro che ancora non hanno firmato l'appello e desiderano farlo, cliccate qui e compilate il form.
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Diffondete ovunque.

Pubblicato Domenica 15 Febbraio 2004

[dal quotidiano francese L'Humanité, 13.2.04]

battistilibero.gifhumanite.gifCesare Battisti è stato arrestato a casa sua, martedì, da agenti della Dat, la Divisione nazionale Antiterrorismo, e trattenuto in carcere sotto richiesta di estradizione. Nessuna procedura accusatoria è stata ingaggiata contro di lui da parte della giustizia francese. E' grazie alla richiesta del governo Berlusconi che lo scrittore è stato arrestato, in virtù di una domanda di estradizione che la giustizia francese aveva già rifiutato nel 1990. Nessun nuovo elemento è stato prodotto dalle autorità italiane. Cesare Battisti, negli anni Settanta, era uno dei responsabili del PAC (Proletari Armati per il Comunismo), un'organizzazione di estrema sinistra che propugnava la violenza politica. E' stato condannato all'ergastolo, mentre era latitante, sulla base di dichiarazioni di pentiti, che le negoziariono con la polizia. Un processo manifestamente truccato, che lo accusò, per fare solo un esempio, di avere commesso due omicidi, lo stesso giorno alla stessa ora, a Venezia e a Milano. Una condanna ottenuta in base a leggi eccezionali, che aggravavano la pena in funzione del contesto politico, in un paese dove non vengono riprocessati i contumaci. In pratica, fatti di trent'anni fa, che sarebbero caduti in prescrizione o amnistiati, e che Battisti ha negato sempre di avere commesso. Nel 2002, egli ha riconosciuto comunque l'errore politico dei PAC, senza abiurare comunque agli ideali della sua giovinezza. Nel 1985, François Mitterrand dichiarò che la Francia non avrebbe mai estradato coloro che risultava non fossero personalmente responsabili di crimini contro la vita e che avessero dichiarato l'abbandono definitivo della violenza a ogni livello. Era, per l'appunto, il caso di Battisti, come di paolo Persichetti, professore alla Paris VIII, estradato nell'agosto 2002. Il ministro della Giustizia, Dominique Perben, desideroso di confermare l'immagine di un governo francese dal polso fermo e giustizialista - anche avventurandosi nei territori dell'estrema destra -, oltre che di compiacere a Berlusconi, nostante sia patente la violazione dei diritti, torna su un affare su cui già è stata emessa in Francia una sentenza, e fa crollare una volta ancora, insieme alla tradizione dell'asilo politico che la Francia ha sempre concesso, i principi fondamentali del diritto. Una richiesta di sospensione del provvedimento cautelare è stata presentata dagli avvocati di Battisti, insieme a una domanda di scarcerazione. Intanto, si sta organizzando la solidarietà.

Pubblicato Domenica 15 Febbraio 2004

battistilibero.gifSecondo fonti francesi, sono molte migliaia le firme ottenute dalle varie petizioni a favore di Cesare Battisti: oltre a quelle su web, che ammontano ormai a più di seimila tra Francia e Italia, sono ora da contare le adesioni provenienti dagli Stati Uniti, dal Messico e dalla Germania, grazie all'impegno di alcuni docenti universitari molto noti. Tra i firmatari prestigiosi dell'appello italiano, si è aggiunta oggi la scrittrice e traduttrice Laura Grimaldi, oltre che Antonio Moresco, Dario Voltolini, Carla Benedetti, il poeta Ivano Ferrari e il poeta-traduttore e direttore editoriale Jean-Charles Vegliante.
A Parigi, ieri, si è tenuta una riunione per organizzare la manifestazione davanti alla Santé, lunedì prossimo, nel corso della quale verrà consegnato l'appello degli scrittori francesi al presidente Chirac: ierisera erano presenti centocinquanta persone, tra cui intellettuali molto noti all'opinione pubblica francese, oltre che rappresentanti del sindacato dei magistrati, avvocati e le telecamere di France 3.
Domani, sabato 14, alle 15.30, presso il CICP (21 ter rue Voltaire, 75011 metro nation o rue des boulets) viene a costituirsi ufficialmente il coordinamento per il sostegno a Cesare Battisti.
Delphine Cingal, docente di letteratura anglosassone presso l'Université Paris II-Assas, sta organizzando una struttura che raccolga fondi per affrontare le spese processuali. Daremo notizie sugli sviluppi: Cesare Battisti non versa in buone condizioni economiche e, qui in Italia, si può contattare Carmilla se si desidera fare pervenire allo scrittore aiuti di ordine monetario.
Nel baillamme disinformativo (annunciamo che presto pubblicheremo un nutrito dossier sulle distorsioni processuali a cui fu sottoposto in Italia Battisti), spicca un articolo del giornale francese destrorso Le Figaro, che racconta dell'arresto di Cesare Battisti a causa dell'uccisione di un suo vicino di casa a Parigi: la tragedia partorisce farse. Oltre alla trasmissione di Radio La-Bas, che abbiamo segnalato, apprendiamo che un programma lunghissimo e approfondito sul caso Battisti è andato oggi in onda sull'emittente radiofonica nazionale France Inter.
E' stato comunicato che, con tutta probabilità, Cesare Battisti comparirà davanti ai giudici mercoledì 18 o mercoledì 25.
Vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi.

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Pubblicato Venerdî 13 Febbraio 2004

battisticolore.jpgRadio La-Bas ha dedicato una lunga trasmissione a Cesare Battisti, nel corso della quale sono stati riprodotti brani di un'intervista audio del 9 settembre 2002, in cui Battisti parla della sua storia personale e dei rapporti tra la Francia e il governo Berlusconi, in seguito all'estradizione di Paolo Persichetti.

L'intera trasmissione radiofonica è ascoltabile su Web da qui.

I file sono in formato OGG, interpretabile da molti software audio alternativi e gratuiti da scaricare, tra cui consigliamo questo.

Qui sotto, l'introduzione della trasmissione, ascoltabile con RealPlayer.

L'introduzione della trasmissione dedicata a Cesare Battisti


di Daniel Mermet

Pubblicato Venerdî 13 Febbraio 2004

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif IL CASO BATTISTI: TUTTI I DUBBI SUI PROCESSI E LE CONDANNE; ESPOSTI PUNTO PER PUNTO
freedom2009.jpg Confidiamo che una lettura pacata di quanto segue faccia sorgere, in chi è in buona fede, molti dubbi sull’effettiva colpevolezza di Battisti. Comunque, il punto non è nemmeno se Battisti sia innocente. Quel che ci preme è denunciare le distorsioni che la cosiddetta “emergenza” provocò, negli anni Settanta, nelle procedure processuali italiane, fondate, come ai tempi dell’Inquisizione, su “pentimenti” veri o fasulli.

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frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI

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frecciabr.gif TEXAS-PAMPA
OSSERVATORIO AMERICA LATINA
Incursioni mediatiche e avvistamenti inattesi dall'universo Latino-Americano e dintorni. A cura di Fabrizio Lorusso.
intro.gif Brasile: la decisione di Lula sul caso Battisti


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