IL NUMERO 100
di Danilo Arona
La mia amica di Bologna Antonella Beccaria, attenta osservatrice della Realtà Nascosta (se non l'avete fatto, leggetevi il suo saggio Bambini di Satana - I reati mai commessi di Marco Dimitri, edito lo scorso anno da Stampa Alternativa) mi manda un trafiletto con commento personale che val la pena riportare per intero, nella consapevolezza che non sto violando la privacy di chicchessia.
Ciao Danilo
guarda caso, si parla di uomo che aveva perso la mano sinistra. Guarda caso l'uomo non usava più la destra per un infarto cerebrale. Guarda caso l'intervento avviene in Spagna, dove vengono trovato i pezzi di Ber, il secondo. Coincidenze?...
GHOST SHIP (3)
di Danilo Arona
Come ci racconta Francesco Lamendola, il caso della "nave maledetta" Ivan Vassili è fra i più interessanti e impressionanti nella storia della navigazione e la tipologia dei fenomeni che ne hanno sconvolto l'esistenza coinvolge diverse discipline fisiche, parapsicologiche, occultistiche e demonologiche. Lamendola elenca cinque possibili spiegazioni.
1) La spiegazione chimica. Recentemente, per la precisione nell'ottobre del 2003, l'Accademia delle Scienze di Mosca ha avanzato una spiegazione perfettamente scientifica dei fenomeni della Ivan Vassili, secondo la quale tutto si ridurrebbe a un avvelenamento dell'equipaggio causato dalle esalazioni del legno delle sovrastrutture della nave.
GHOST SHIP 2
di Danilo Arona
Continua l'appassionante cronaca di Francesco Lamendola sull'irrisolto mistero della Ivan Vassili.
Un crescendo di orrori innominabili
La traversata da Vladivostok ad Hong Kong attraverso il mar del Giappone, lo Stetto di Corea, il mar Cinese Orientale, lo Stretto di Formosa e il mar Cinese Meridionale, è un vero e proprio incubo. La "Cosa" è sempre a bordo, anzi sembra ormai addirittura scatenata. Ben quattro uomini perdono la vita nel corso delle ondate di terrore che si spargono incontrollabili, con frequenza ormai sempre maggiore: tre marinai e lo stesso comandante.
GHOST SHIP
di Danilo Arona
Con assoluto piacere cedo per questa puntata (e parte delle prossime) lo spazio delle Cronache all'amico Francesco Lamendola con un quanto mai appassionante articolo su uno dei troppi e irrisolti misteri del mare. Chi conosce lo spirito delle Cronache - soprattutto chi conosce Bassavilla - intuirà che il fatto non sarà senza scopo. Perché, per quanto sorprendente la faccenda possa sembrare adesso, il mistero della Ivan Vassili, così come lo racconta Lamendola, interagisce in modo stupefacente con alcuni degli irrisolti misteri di Bassavilla. Con uno in particolare.
E adesso la parola a Francesco Lamendola.
di Danilo Arona
La vita segreta delle parole
Devo ringraziare un'amica, Chiara Bordoni, finissima scrittrice e illustratrice, per quel che ha scritto di un mio libro che s'intitola Black Magic Woman. Il farlo in questa rubrica non è fine a se stesso. Perché nelle "Cronache di Bassavilla" quasi sempre parliamo d'altro, anzi d'Altro. Per dare un senso a quest'interazione con Chiara, sono costretto a riportare il suo pensiero. Credetemi (e se non mi credete, pazienza), non lo faccio per comunicare al mondo quanto sono bravo. Seguiteci e tenterò di farmi capire.
La parola a Chiara.
di Danilo Arona
1977 - L'ALBA DEI MORTI VIVENTI
Il 1977 è un anno di frontiera che nessuno vuole dimenticare. Fu il periodo più radicale degli altrimenti definiti "anni di piombo" con decine di morti, feriti e arrestati. Nomi come Pier Francesco Lorusso e Giorgiana Masi, nonché diversi esponenti delle forze dell'ordine (Graziosi, Passamonti, Custrà e altri). Tante altre vittime inutili, come il giornalista di Torino Carlo Casalegno. Le gambizzazioni di Montanelli e di Emilio Rossi. La fuga di Kappler da Roma. Il calciatore della Lazio Luciano Re Cecconi ucciso in una gioielleria per aver mimato scherzosamente una rapina.
DEAD MARY, O DI MARIA LA "SMORSACANDEILA"
di Danilo Arona
Nel 1960 a Bassavilla. La squadra cittadina retrocedeva in serie B, Gianni Rivera era stato da poco venduto al Milan tra le urla di disappunto dei tifosi e in alcune zone periferiche si era ripristinato il pattugliamento a cavallo dei carabinieri nonostante l'evidente e costante aumento del traffico veicolare.
Furono proprio due carabinieri a scoprire una mattina in Spalto Marengo delle parti di corpo umano ritenute lì per lì come indizi inequivocabili di un turpe e macabro assassinio. Sui giornali nei giorni seguenti si pubblicarono resoconti di presunte analisi scientifiche forse in grado, stante dichiarazioni "ufficiose" delle forze dell'ordine, di dimostrare che tali parti anatomiche - cranio, sterno, tibie e ossa più piccole di una persona molto giovane - erano state utilizzate da ignoti medici per misteriosi e imprecisati esperimenti e gettate poi via. Ma diversa risultava la versione popolare, quella che si sussurrava a mezza voce nei bar e nelle botteghe di alimentari.
WITCHBOARD - WINDOWS OF THE SOUL
di Danilo Arona
Accadde a Bassavilla una sera di dicembre del 1999, poche ore dopo la morte di una giovane sconosciuta sulla lontana autostrada Bologna / Padova, travolta nella nebbia da un automobilista distratto e assonnato.
Accadde a Bassavilla, Piemonte, che alcune ragazzine, fra i 12 e i 14 anni, iniziassero verso sera a giocare con la Tavola degli Spiriti, quella che in America si chiama Ouija. Accadde che colei che conduceva la seduta, la più grande e la più turbata perché in quel giorno aveva sperimentato la rituale esperienza della prima mestruazione, usasse per puntare le lettere un paio di grosse forbici.
PAURA NELLA CITTA' DEI MORTI VIVENTI
di Danilo Arona
Questa storia già l'ho scritta. Mai però in versione "cronaca di Bassavilla". La ripropongo allora integralmente quale uscì sul giornale "Il Piccolo" di Alessandria il 29 marzo del '96 e la dedico a Giacomo Cacciatore (straordinario scrittore e uomo del sud di cui consiglio spassionatamente l'ultimo uscito per Einaudi, Figlio di vetro), lui sa perché. Ovvio che undici anni non sono passati invano e che il tempo e Bassavilla hanno portato a qualche aggiustamento nel tiro del pezzo. Perchè Bassavilla è dovunque, come ormai sapete.
LA GUERRA E' FINITA
di Danilo Arona
Testamento del pilota Luiz Lopes Dornelles, primo gruppo da caccia della forza aerea brasiliana in Italia, indirizzato al collega tenente Ismael Da Motta Paes:
Motta, se vuoi puoi tenerti le mie sigarette, così non le scroccherai più a nessuno. Nella valigia c'è una stecca che appartiene al Brandini. Penso comunque che non ne avrà bisogno, perché non riesco a capire come un ragazzo che è uscito dal seminario conquisti le donne in cambio di sigarette. Siccome per fumare, le sigarette bisogna accenderle, puoi quindi trattenere anche i cerini.
L'ULTIMO SPETTACOLO
di Danilo Arona
Chiudono i cinema tradizionali a Bassavilla. La morìa è iniziata con il Corso in via Dante, è proseguita con il Moderno di Piazzetta della Lega e adesso tocca all'Ambra, ben noto agli amici delle Cronache per essere stato molto tempo fa quel Dopolavoro Ferroviario che ospitò il 23 aprile 1916 le dissertazioni di Vittorio Galli sulle "Applicazioni di psicofisica in tempo di guerra" e l'ultimo Capodanno di Melissa Prigione al veglione del 31 dicembre 1924. Sono i cinema storici della nostra vita, dove men che adolescenti assistemmo, stretti fra paura e senso della trasgressione, alle proiezioni di Suspense, Psycho e Gli uccelli. Quando decidemmo, inconsapevolmente, che il cinema sarebbe stato passione maniacale sino all'ultimo giorno della nostra vita - uso il plurale non maiestatis perché parlo anche a nome di tanti altri - e associammo immagini e divieti (ai minori di 14 anni) a pulsioni interne difficili da definire, ma troppo piacevoli.
DOVE PORTA IL FIUME
di Danilo Arona
Il fiume Tanaro, nel quale annegò Melissa Prigione nel 1925, è anche protagonista a tutto tondo di una recente uscita "a duo" che s'intitola Le notti gotiche (Aliberti) a firma del grande romagnolo Eraldo Baldini e del celebre giornalista astigiano Massimo Cotto. Segno di un immaginario nero e fluviale che sta riprendendosi in chiave antropologica il suo posto d'elezione nella narrativa di genere e non solo quella. Nel "Grande Nastro Nero e Limaccioso" che graffia Asti e taglia in due Alessandria, regalandoci muraglie di nebbia anche in pieno centro città, sono state riposte infatti nel corso degli ultimi decenni credenze e aspettative metafisiche di cui la ragione collettiva celebrerebbe volentieri la scomparsa.
SAINT-GERMAIN A BASSAVILLA
di Danilo Arona
Protagonista di una memorabile saga vampiresca pubblicata in Italia dalla mai troppo lodata Gargoyle Books, il conte di Saint Germain è una celeberrima icona horror nata dalla mente di una delle grandi regine del genere, l'americana Chelsea Quinn Yarbro che scrive a raffica sin dalla fine degli anni Settanta con un attivo di oltre settanta titoli. Da Hotel Transilvania a Giochi di sangue, transitando per Il Palazzo (ma i titoli della serie sono in realtà più di venti), le avventure di questo elegante e poco conforme vampiro gentiluomo trascinano il lettore in un'Europa minuziosamente ricostruita e sospesa tra Medio Evo e romanticismo premoderno.
LA GRANDE GUERRA
di Danilo Arona

UNIONE TELEPATICA - NORME INIZIALI
1. Chiunque giunga in possesso di una copia della progettata azione telepatica è pregato di darne comunicazione integrale, colle presenti norme, ad altre due persone amiche, le quali alla lor volta saranno tenute a fare altrettanto più sollecitamente possibile, affinché la Guerra Telepatica possa avere al più presto esecuzione.
2. Per l'unificazione delle energie psicofisiche occorrerà si formino gruppi di dieci persone, le quali deleghino una di loro per le ulteriori comunicazioni. Ognuna delle persone così delegate dovrà mantenersi in rapporto con altre dieci persone egualmente delegate, le quali alla lor volta creeranno un incaricato di centuria, e così di mano in mano verranno a crearsi rappresentanti di migliaia, di centinaia di migliaia di individui.
THE HOLE (La buca del settimino)
di Danilo Arona

Come avete già letto in più di un passaggio delle Cronache, nel sottosuolo di Bassavilla scorrono linee energetiche che null'altro potrebbero essere che le famose leys, canali virtuali di scorrimento tellurico che collegano le zone più intensamente geomagnetiche del pianeta. Ovviamente ci troviamo di fronte a un modello culturale nei confronti del quale si può anche essere del tutto scettici, ci mancherebbe altro. E' un dato di fatto però che questi nuclei di antico sapere sono parimenti presenti in diverse civiltà, magari con nomi e riferimenti diversi: ad esempio, "Linee della Schiena del Drago" nell'antica Cina e un po' in tutto il mondo asiatico che ne ha recuperato, come "linee sincroniche", gli schemi e le geometrie nel processo di definizione dei punti dell'agopuntura.
NEW YEAR'S EVIL
di Danilo Arona

Estratto da Il Porcospino, giornale online di Bassavilla.
Lettera a Tommaso
Caro Bambin Gesù...
... tranquillo! Non ho richieste improbabili o conversioni urgenti da confessarti. Non farò come John Belushi che, a spasso in montagna in una mitica scena di Chiamami aquila, accortosi di avere a pochi metri da sé un orso Grizzly, cade in ginocchio e biascica “Signore! So che ti sembrerà ipocrita in questo momento!” e prosegue con una serie di voti che ovviamente non manterrà. Niente di tutto ciò. Semplicemente avevo bisogno di parlare, forse sfogarmi, per un peso che nel corso dell’anno che si sta concludendo è diventato sempre più opprimente.
NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS
di Danilo Arona

Pulsioni di morte: il mondo ne è soffocato. O, per dirla con una certa corrente esoterica in grado di elargire scomode verità secondo canoni del simbolismo ermetico che personalmente troviamo più concreti di qualche reportage televisivo, l'essenza elementale del pianeta - il suo corpo sottile - è intossicata da forme-pensiero di bassissimo livello che determinano ovunque nel mondo un inasprimento energetico di portata negativa e distruttiva. Si tratta di quelle forze invisibili che così descrive uno studioso di lungo corso come l'ingegner Carlo Splendore:
SCANNERS - THE BEGINNING
di Danilo Arona

Era il 23 aprile 1916. Melissa Prigione aveva 9 anni, Giovanni Albanese stava per compierne 14. Bassavilla, come ogni altra città d'Italia, si mostrava fiera e risentita. Alle otto di sera, nel salone convegni del Dopolavoro Ferroviario sul cavalcavia Dongione, a pochi metri dalla stazione, un centinaio di persone sedevano composte in attesa della misteriosa relazione dell'ingegnere del Genio Civile Vittorio Galli dal titolo quanto mai sibillino e suggestivo: "Applicazioni di psicofisica in tempo di guerra."
SIGNS
di Danilo Arona
Nel territorio di Bassavilla, a poca distanza dal nastro scuro e limaccioso - il fiume Tanaro - che attraversa il Piemonte con il suo carico d'immaginario spettrale, sono comparsi ad agosto del 2005 degli elaborati crop circles, i famosi "cerchi nel grano", che la stampa ha prontamente liquidato come il frutto delle solite, abilissime burle ordite da notturni e sfaccendati creativi. Sarà che l'ipotesi di quell'altra dimensione mi appare meno impegnativa, ma ben ricordo - in presenza di documentazione fotografica - che i cerchi appaiono quanto mai poveri e squallidi, nonché vistosamente irregolari, quando sono con ogni evidenza il risultato della tremolante mano dell'uomo, né potrebbe essere altrimenti.
di Danilo Arona
L'ASSO NELLA MANICA
Diversi anni fa una famiglia abitante in una casa isolata nell'immediata periferia di Bassavilla fu tenuta sveglia per diverse notti da una serie di misteriosi e raggelanti "sospiri" che provenivano dal giardino sotto le finestre della camera da letto. Si trattava di rumori assolutamente impressionanti, una sorta di ansito tombale, enfisematico e prolungato, che iniziava a farsi udire non appena i due non più giovani coniugi si ritiravano in camera da letto, accendendo le luci nella medesima. Nella convinzione che dei buontemponi privi di tatto e con una certa inclinazione al sadismo avessero scelto proprio la loro casa per azzardare degli scherzi fuori luogo, moglie e marito chiamarono in aiuto i tre nerboruti figli, già tutti quanti accasati qua e là in città, per risolvere la stramba questione.
di Danilo Arona
Il villaggio dei dannati
Vi ricordate di Giovanni Albanese, il fioraio cinefilo perdutamente innamorato del ricordo di Melissa Prigione, scomparsa da Bassavilla nella primavera del 1925?
Forse, ma nel caso contrario vi rinfresco la memoria.
Giovanni Albanese, nato in città nel 1902, faceva il fioraio come suo padre. Era un uomo triste e sempre chiuso in se stesso. Non si era mai sposato. La sua vita nell'aprile del 1925 aveva imboccato il percorso della rassegnazione e del rifiuto alla serenità: sua cugina, Melissa Prigione (la bellissima Melissa che incantava le clienti della cappelleria Valizzone), era misteriosamente scomparsa sul tragitto di casa all'ora del rientro dal lavoro, più o meno intorno alle venti. Giovanni amava con tenerezza la sua splendida cugina e, nonostante la parentela così diretta non giocasse a suo favore, possedeva la certezza di esserne ricambiato.
di Danilo Arona
SUPERSTITION - THE NANNY THEY CALLED A WITCH
Cosa può accadere durante l'infanzia di un'autentica firestarter? Può definirsi una normale coincidenza che l'incendiaria Carol Compton, protagonista suo malgrado di uno dei più incredibili casi di malagiustizia italiana, sia nata e vissuta fino al compimento dei suoi vent'anni vicinissima alla Blue Bell Hill nella contea inglese del Kent, laddove una certa Melissa Parker trovò la morte a poche ore del suo matrimonio la mattina del 29 dicembre 1965?
FIRESTARTER
Divampano fiamme, incendi strani a Bassavilla negli ultimi mesi. Per certi versi sembra di stare a Canneto di Caronia (Sicilia) nel febbraio 2004, laddove fuochi di origine misteriosa hanno incendiato inspiegabilmente e per parecchio tempo oggetti e case. Gli emuli di Padre Amorth non hanno dubbi che il fuoco sia un elemento di origine diabolica. Eppure basterebbe spaziare nel mondo con una visione d'assieme di 360° per rendersi conto dell'esistenza di un fenomeno classificato dagli esperti come fire poltergeist, riscontratosi con regolarità in ogni angolo del pianeta da trent'anni almeno a questa parte.
L'ORA DEL LUPO
di Danilo Arona

Le ossessioni di chi scrive di paura sono quasi sovrapponibili, analogiche. Il dato è molto più interessante di quel che sembra, serio indizio di come attorno a noi sia in perenne movimento una realtà transpsichica alla quale molti accedono inconsapevolmente, elaborandone identiche suggestioni. Tra queste una delle più potenti e significative riguarda "l'ora del lupo".
Come ho già scritto una volta, le opinioni al riguardo possono essere differenti. Può diversificarsi la localizzazione temporale, ma il significato no. Come scriveva il sommo Ray (Bradbury), l'ora del lupo "è un'ora speciale, lo spirito è spento e il sangue si muove lento... è la mezzanotte dell'anima."
FORBIDDEN SIREN
di Danilo Arona
Occorre visitarli, i luoghi del delitto. Soprattutto se il delitto in oggetto ha soltanto e sempre compartecipato dell'astratta dimensione della metafora, pur esistendo realmente sulla carta geografica. Così, senza più indugiare, alcuni giorni fa mi sono preso un giorno di vacanza, sono salito in macchina e mi sono diretto verso Piacenza per immettermi da qui sulla A1 in direzione Bologna. Prima del capoluogo mi sono infilato sullo svincolo della A13 verso Padova, con l'intento di raggiungere prima di sera il km. 98.
PULSE
di Danilo Arona

Una lunga e-mail che mi sono trovato in casella pochi giorni fa.
Ciao, Danilo, e scusa il disturbo. Anch'io vivo ad Alessandria e, mentre sto leggendo il tuo libro Cronache di Bassavilla, resto contemporaneamente colpito dall'ondata di suicidi che sta colpendo la città. Ecco in ordine cronologico gli ultimi tre, di cui senz'altro sei al corrente.
Alessandria, 29 agosto. Un uomo di 56 anni si getta dalla finestra della sua casa in via D'Angennes 65, dove abitava con la famiglia. L'uomo si è lanciato nel vuoto, dal settimo piano, compiendo un volo di una trentina di metri. A nulla sono valsi i soccorsi del 118. E' stato ritrovato steso nel cortile, privo di vita.
THE HAUNTING
di Danilo Arona

C'è questo grande rudere, tra Bassavilla e Valenza, mito spettrale per antonomasia della provincia di Alessandria. Si chiama villa Pastore, presunta ghost house che da moltissimi anni rappresenta una sorta di comprensibile “rito d'iniziazione” per più generazioni. Ci si va di notte, ma i più si fermano nelle adiacenze. Andandoci in tanti, finisce in burla e risate. Se si è in due – un maschio e una femmina – la paura può giovare a fugare ipotetiche inibizioni. Un mio amico di Valenza spergiura di essersi fermato una notte degli anni Settanta davanti al cancello d'ingresso. Stava con colei che sarebbe poi divenuta sua moglie. Spense la macchina, i fari e si sviluppò una gran pomiciata. A istinti sedati, lui riavviò il motore, ma l'auto non voleva saperne di muoversi. Era come incatenata al suolo. A furia di darci, si spense del tutto e i due raggiunsero Valenza a piedi. Piuttosto di corsa e senza mai voltarsi indietro. Alla luce del giorno dopo ci tornarono con un rimorchio. La macchina funzionava alla perfezione e lui dovette pagare la chiamata per intero.
A VOLTE RITORNANO
di Danilo Arona

Cristiano Serici era ventenne quando morì in un tragico e spettacolare incidente motociclistico che a Bassavilla qualcuno ricorda ancora con raccapriccio. Era la fine degli anni Sessanta, insomma quel periodo lì, e Cristiano guardava il futuro con la certezza che la sua sarebbe stata una vita importante. Invece morì. All'improvviso e stupidamente, sbalzato dal sellino posteriore di una moto lanciata ad alta velocità in pieno centro. Morì mentre amava la sua ragazza, i genitori, gli amici e i giubbotti di pelle. E soprattutto la sua casa.
Cristiano fu sepolto molto lontano, al sud, dove andavano a riposare per sempre i membri della famiglia. Casa sua, nel centro storico, venne data in affitto. Per oltre vent'anni, sino al 1993, vi transitarono altrettanti affittuari, una media oltre ogni statistica. La famiglia con cui mi capitò d'interloquire in quell'anno era composta da padre, madre e due figli, un maschio e una femmina sui vent'anni. Si trattava della famiglia che viveva nella casa di Cristiano.
THE BELIEVERS
di Danilo Arona

Il grande Lovecraft, tra le sue tante tecniche di scrittura, amava spesso citare, a sostegno della presenza del nostro mondo di Quelli-di-Prima, un sempre cospicuo numero di "ritagli di giornale" che raccontavano di incidenti spaventosi, omicidi o fatti soltanto bizzarri. Li assemblava in una certa disposizione, suggerendo senza mai imporsi che quelle "cronache anomale" preludevano all'ingresso nel nostro mondo percepito di forze spaventose e indescrivibili, apportatrici di caos e di follia.
IL GRANDE SILENZIO
Io sono cresciuto annegando nel suono e nel rumore. Nei rantoli distorti di Hendrix e Clapton, tra i fischi Larsen di casse impolverate e le urla paesane delle feste in balera. Quando tornavo a casa dalle serate di Quel pazzo mondo, le mie orecchie risuonavano e ronzavano ancora per ore, sino a giorno fatto, e m'impedivano di chiudere occhio. Sono un animale metropolitano e la più coerente musica diuturna per indirizzarmi lungo il binario del ritmo vitale è quel caotico e sgradevole mix che tutti conoscete a base di auto in transito, sirene, segnali d'allarme, lingue incomprensibili e urla di litigiosi.
REDRUM
di Danilo Arona
Giusto, avete tutte le ragioni. Ci sono troppi punti in sospeso, domande senza risposta, spunti abbozzati e poi tralasciati in quelle "Cronache di Bassavilla" che si sono materializzate in libro. I "bassavilliani" (i bassavillani?) che coltivano poteri nascosti, le gallerie sotterranee dove si celerebbero altari più antichi della civiltà conosciuta, una città completamente infestata dai fantasmi del suo passato e, non dulcis in fundo, delle misteriose audiocassette dove - a detta di una bellissima sensitiva di nome Alessandra - si sentirebbe addirittura la voce di Melissa con un messaggio a me indirizzato.
"Ti sei predisposto un sequel, va da sé", mi scrive Maurizio dalla provincia di Pavia (altra zona densamente fantasmatica come ci ha indottrinati il grande Mino Milani), "ma dovrebbero essere i tuoi concittadini a farti le pulci per come hai messo in scena Alessandria. A Pavia le polemiche ti avrebbero sotterrato."
IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI
di Danilo Arona

Ecco che nella calura da estate post-atomica arriva una notizia. Purtroppo una notizia come tante, di quelle che provocano un'intollerabile assuefazione. Questa però esibisce un valore aggiunto, snocciolato nelle pieghe, raggelante e demenziale, che invita all'approfondimento, nostro malgrado.
TORINO, mercoledì 2 agosto. Avvicinata da tre uomini nei giardini di Piazza Borgo Dora, picchiata e portata a forza in un monolocale dove ha subito violenze sessuali al limite delle sevizie fino al giorno successivo: è quanto accaduto a una rumena di 22 anni a Torino. Gli agenti del commissariato Dora Vanchiglia, dopo la denuncia della giovane, sono riusciti a identificare i presunti colpevoli e li hanno arrestati.
DEEP IN THE WOODS

di Danilo Arona
Correva il 1973 in Italia e nel mondo. Correva veloce e sanguinario, oscuro e misterioso. L'ennesimo governo fantasma di Andreotti, la grande industria che si stava smembrando e nessuno che se ne accorgeva, la nazione che andava a piedi alla domenica in nome di un demenziale provvedimento a favore dell'austerità, la guerra che finiva in Vietnam e subito veniva esportata in Cile, il cadreghino di Nixon che iniziava a tremare e un intenso film di William Friedkin che faceva scoprire all'America, al mondo e persino al Papa che il Diavolo c'era ed era uno tosto.
DELITTI PERFETTI
di Danilo Arona

Un estratto dal libro Alessandria nera (Edizioni dell'Orso, 2000) di Corrado Testa, indimenticabile maestro di giornalismo.
La notte fra il 29 e il 30 aprile 1971, in via Bergamo, in Alessandria, in un vecchio stabile nel cuore del centro storico, venne commesso un delitto efferato. Fu uccisa la barista Luigina Chiara all'epoca quarantanovenne. Il delitto è rimasto impunito e gli inquirenti non hanno neppure mai trovato un movente che possa aver fatto scattare la molla omicida.
MELISSA SOTTO IL LETTO
di Danilo Arona

Qualcuno mi aveva avvertito. Non si poteva scrivere un libro su Melissa. Intanto perché Melissa non mi appartiene. Ma soprattutto perché adesso lei si sta centuplicando, diffondendosi nella "realtà" da chiunque ne legga. Lei voleva riposare, sparire per sempre, mentre io di fatto non l'ho permesso.
La scorsa volta, nella cronaca n° 65, avete letto di quanto raccontano in autostrada dalle parti di Treviso. Adesso devo rendervi conto che a Bassavilla negli ultimi giorni sono riapparsi i bedroom invaders. Anzi, una in particolare.
Intanto dovrei informarvi, perché a Bassavilla si tratta di eventi rari, che in città una donna di 30 anni è stata uccisa nella sua camera da letto. Si chiamava Antogracia, veniva da Santo Domingo e, quando la polizia è entrata, lei stava riversa sul materasso, nuda, i piedi legati e la gola squarciata. Non c'entra nulla con la "mia" cronaca, ma sul Lato Oscuro - Quirino Calderone docet - le analogie c'entrano, e come. Lui sentenzierebbe: "C'è un Vortex sopra e sotto la città e si sono aperte alcune porte proprio dentro le camere da letto".
THE COMEBACK
di Danilo Arona

Ritorna, evocata da un libro?
Non lo so. Però stanno prendendo "corpo" le prime notizie su una leggenda che i camionisti si raccontano alle aree di servizio dalle parti di Treviso. Treviso sud, per essere precisi. Poco prima c'è un autogrill, di quelli belli e spaziosi dove ci si può sedere comodamente per mangiare, dove si vendono un sacco di specialità locali e dove si ascoltano "storie" capitate in zona. Ne esiste una - anche se sono molte di più - la cui genesi risalirebbe al mattino del 29 dicembre 1999 quando un camionista friulano di nome Renato Marola, apprestandosi ad immettersi nell'uscita per il casello, "vide camminare sul ciglio dell'autostrada, pericolosamente oltre la linea della sosta d'emergenza una ragazza bionda con giubbotto rosso che sembrava ondeggiare in preda a un malore" (da Cronache di Bassavilla, Dario Flaccovio Editore, pag.18).
IL SIGNORE DELLE MOSCHE
di Danilo Arona

I tipi li avete conosciuti nelle Cronache n° 53, titolo La casa dalle finestre che ridono: quei ghostbusters ante litteram che percorrevano, tra la fine dei Sixties e l'inizio del decennio successivo, le lande piemontesi alla caccia, infinita e vana, di fantasmi e case infestate, di esperienze ai confini della realtà e di "stregherie". Mentre amici e parenti, più pragmatici e "padani", consigliavano loro di dedicarsi alla gnocca o a qualche sport sublimante, costoro s'infilavano nottetempo in chiese sconsacrate, cimiteri di campagna e castelli diroccati. Come quei surfisti mitizzati dal cinema che aspettano per una vita l'onda perfetta, loro cercavano il brivido dell'assoluto.
Forse una notte lo sperimentarono, decidete voi.
SEASON OF THE WITCH
di Danilo Arona

La recente uscita per i tipi Gargoyle de La pioggia di Wither, secondo episodio del ciclo streghesco firmato da John Passarella che ci auguriamo di veder proseguire il più rapidamente possibile, ci offre lo spunto per tornare su un argomento spesso sfiorato nella nostra rubrica, quello dell'interazione tra l'autentico folclore contadino e la contemporanea narrativa gotica. Senza entrare nel sorprendente specifico dello scrittore americano (per il quale è obbligatorio transitare dal romanzo Wither, titolo fra i primi usciti della casa editrice romana), si può svelare che Passarella ci racconta di oscure congreghe moderne, creature notturne che rivendicano e celebrano il loro femmineo seguendo i ritmi biologici delle stagioni e applicando l'antica arte della magia, quella vera e segreta. E non a caso i due tomi abbondano di sensati riferimenti al calendario, alle lunazioni, ai mutamenti climatici e ai rituali agresti. Con un occhio quanto mai particolare al mese di giugno...
IL GIORNO DELLA BESTIA (06/06/06)
di Danilo Arona
Non pochi amici, riferendosi alle "Cronache di Bassavilla" pubblicate su "Carmilla", mi accusano di "ciurlare nel manico" perché, a loro dire, confonderei appositamente la cronaca quotidiana con elementi prodotti dalla mia immaginazione. A loro, nella rubrica odierna che esce in data tanto sulfurea, oppongo affettuosamente che certi prolungamenti non sono esattamente "fantastici", ma vanno riferiti soltanto all'intuibile punto di vista dei protagonisti delle notizie o tutt'al più, in qualche caso più raro, a un personale tentativo d'interpretazione della realtà. Prendete, ad esempio, il fatto che segue e che ha fatto il giro del mondo nei giorni scorsi, partendo dalla sempre sorprendente Albione:
LE STRADE DELLA PAURA
di Danilo Arona

[Segnaliamo che le ormai notissime Cronache di Bassavilla di Danilo Arona sono felicemente divenute un volume di 300 pagine, pubblicato dall'editore Dario Flaccovo di Palermo. Presto cercheremo di presentarlo più degnamente.]
Antonella Beccaria, senza il cui sostegno mai ci saremmo tanto addentrati nei misteri di Melissa (che, lo anticipo, non sono finiti) mi manda la seguente mail:
"Prima delle Cronache di Bassavilla, non mi ero soffermata sulla valenza delle autostrade, per me erano (e sono ancora) altri i luoghi che catalizzano qualcosa, come i boschi, che sono vivi e popolati anche quando non c'è nessun umano in vista.
Speciale Export Ciudad Juarez: HELL CITY
di Danilo Arona

Concedetemi d'indirizzare l'attenzione che dedico di solito alla piccola, italiana Bassavilla verso un'altra “città infernale”, la messicana Ciudad Juárez, mastodontica e malata, teatro di una delle più incredibili mattanze degli ultimi anni della quale ancora troppo poco si parla e si scrive, nonostante diverse prese di posizione, siti e articoli sparsi e un libro fresco di stampa. Cedo allora la parola a Gianni Proiettis che, in quest'articolo pubblicato quasi due anni fa sul “Manifesto”, sintetizza con cruda efficacia la tragica situazione delle donne di Juárez.
di Danilo Arona
Spider
“Fu allora che lo vide. Era sulla parete, fermo, nero. Claudio rimase a bocca aperta, bloccato, irrigidito, in ciabatte e con la borsa in mano, incapace di distogliere lo sguardo dall'enorme ragno peloso. Poi riuscì a muoversi, fece un passo indietro, sempre fissando quell'animale incredibile. Incredibile e orribile. Nella luce scarsa della lampadina gialla da sessanta watt, quella bestia pareva più irreale e mostruosa che mai. Non è possibile, pensò, non esiste un ragno grande così. Come accidenti fa a stare attaccato al muro? Deve pesare almeno un chilo, o forse più.”
Il brano è di Eraldo Baldini. Il racconto si chiama Il ragno ed è contenuto in una mirabile antologia del 2003 (alla faccia di chi aborrisce le antologie) che s'intitolava Bambini, ragni e altri predatori.
PUNTO ZERO
di Danilo Arona

Un'enormità di anni fa, il 7 settembre 1971, alle 5,30 del mattino la polizia fece irruzione in alcuni casolari sulle colline di Lerma in territorio di Ovada, ponendo fine a uno dei miti più discussi della cultura underground dell'epoca, la famosa “comune di Ovada”. Caricati sulle camionette una mezza dozzina di hippies, la polizia raggiunse la ridente cittadina monferrina in cui Fausto Paravidino ha girato Texas. Qui i ragazzi vennero trattenuti per un giorno intero. E all'indomani tutti ad Alessandria dove – si disse – un colonnello dell'Arma si ferì nell'impeto del sequestro di una chitarra e dalla quale, preparati i fogli di via, i ragazzi furono rispediti a Milano, dopo essere stati caricati a forza su un treno non prima di un esproprio proletario di panini al buffet della stazione.
GHOST
di Danilo Arona

Un terribile incidente d'auto, un ragazzo e una ragazza che muoiono. Purtroppo è cronaca quasi quotidiana dappertutto e Bassavilla non ne risulta indenne. Ma per Maria Luisa quel volto sul giornale è una fisionomia cara e familiare, l'amico del cuore fino a due anni prima. Lo sconforto è grande quanto l'incredulità. Si fa sempre un'enorme fatica a credere che la malasorte debba colpire così vicino e così duramente.
Gli “amici del cuore” per una bella ragazza (e Maria Luisa lo è) sono una categoria strana e non perfettamente definibile. Per la donna di solito è un amico sul quale non riversare pulsioni di tipo erotico, una sorta di via di mezzo tra un cugino asessuato e una figura paterna non risolta; mentre per lui è esattamente il contrario, stoppato sul confine del mito “amicizia tra uomo e donna”, quando in realtà il suo sogno inconfessato sarebbe quello di strapparle i vestiti e volarle addosso.
KRONOS, IL CONQUISTATORE DELL'UNIVERSO
di Danilo Arona

In un libro del 1998, Possessione mediatica, fra le varie cose elencavo una cospicua lista di film all'origine di comportamenti sociopatici o criminali in individui quasi sempre psicolabili o dalle personalità fragili se non ancora formate. Discorso azzardato ed equivocabile perché corre il rischio di apparire moralistico e censorio: però i fatti esistono e sono documentati. Se poi pensate che un classico della casistica psichiatrica sulla paranoia (il caso di Linda Estrada che a New York, durante una notte di Halloween, uccise con orribili modalità rituali la figlia di sette anni, sostenendo di avere ricevuto un “ordine” dal film che stava vedendo, I dieci comandamenti di Cecil B. De Mille) è legato, appunto, a un'opera “al di sopra di ogni sospetto”, mi sembra più che chiaro che i moralismi del censore non hanno ragione di esistere: addirittura, il cartoon della Disney Il Re Leone sarebbe all'origine del suicidio di un quattordicenne inglese, accaduto nel '96.
INSEPARABILI
di Danilo Arona

E' notizia di qualche giorno fa. In Colombia due donne, due gemelle, muoiono nello stesso istante, stroncate da un infarto simultaneo, pur vivendo a moltissimi chilometri di reciproca distanza. I giornali riferiscono che Ana e Maria, così si chiamavano, erano descritte da chi le conosceva come un'unica persona con gli stessi sentimenti, gioie, sofferenze e persino disturbi fisici. La gente comune parla di miracolo, pur nella dolore della dipartita, e la scienza ufficiale allarga le braccia, dicendo che si tratta di misteri sui quali si può al massimo ipotizzare un'identica predisposizione genetica al male che risulterà loro fatale.
LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO
di Danilo Arona

Ahi, memoria e nostalgia canaglia... Per la puntata che inaugura il secondo anno delle “Cronache” dobbiamo salire sulla macchina del tempo. E scendere nel 1970 quando, per scherzo o per tirare le tre di notte, si faceva quel che dovrebbe fare un serio antropologo culturale: la ricerca sul territorio. Non stavo da solo, ovviamente: esistevano altri sette, otto disgraziati come me, coi quali si percorreva nottetempo la provincia di Alessandria alla ricerca di castelli infestati, cimiteri abbandonati, maledizioni e via esultando. Donne rigorosamente escluse: una roba machissima ai confini del legittimo sospetto. Ma di fatti “strani” in tutte quelle nottate ne sono capitati a bizzeffe. Quello che mi accingo a raccontarvi è tra i miei preferiti: rigorosamente vero e con un popò di testimoni, con un sapore “padano” che non sarebbe spiaciuto a Buzzati e piacerebbe a Pupi Avati, e con una sua stramba morale.
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI
di Danilo Arona

(Premessa: è del tutto intenzionale che a commentare graficamente l'articolo che fa fugace riferimento al film di Fausto Brizzi attualmente in programmazione e baciato da un grande successo di pubblico ci troviate la locandina di un altro film, “Fragole e sangue” di Stuart Hagmann, che fu girato nel '69 ed è logicamente molto vecchio... Ma la carica della polizia alla fine contro gli studenti che cantano “Give Peace a Chance” di Lennon è ancora, dopo 37 anni, piena di senso. Se ha senso vedersi un film durante la notte prima degli esami, notte in cui si fanno cose strane e tutto men che studiare – e vale anche per quelli che sono convinti di farlo - mi rivedrei “Fragole e sangue”...)
MALOMBRA
di Danilo Arona

Per scrivere la vicenda di Melissa, il fantasma autostradale di cui ho scritto a più riprese nel corso delle Cronache (e del quale leggerete la storia al completo in un libro che uscirà a breve per Dario Flaccovio), ho dovuto quanto mai documentarmi sui Vanishing Hitchhickers italiani, ritenuti dal resto del mondo più che altro una bella leggenda metropolitana che cambia ambientazione e protagonisti a seconda di chi la racconta. In realtà le cose stanno un po' diversamente: la nazione è zeppa di personaggi, qualcuno si può definire al di sopra di ogni sospetto, che spergiurano di avere vissuto queste esperienze paranormali, senza per questo trarne lucri o visibilità salottiere in TV.
SATAN'S SCHOOL FOR GIRLS
di Danilo Arona

Capita.
Capita soprattutto a chi ha scritto qualche anno prima un libro che s'intitola Satana ti vuole. Non da solo, per carità: il diavolo è una missione impegnativa. Il vecchio amico Gian Maria Panizza, direttore dell'Archivio di Stato in Bassavilla, mi ha tenuto compagnia per un democratico 50%. Così, nel corso del tempo (il tomo è del '95), siamo stati qua e là per l'Italia a sproloquiare di Anticristi e di sette sataniche. E un paio di volte, in televisione, abbiamo guardato con un po' di sconcerto il nostro libro (edizioni Corbaccio, cancellato in fretta e furia dal catalogo) far capolino fra i materiali sequestrati e repertati nei covi dei presunti satanisti. E' un libro che ha venducchiato, però lo hanno comprato soprattutto loro, i cultori del maligno, perché con quel titolo e quella copertina sembrava una bibbia per apprendisti stregoni. Siccome non sono poi in tanti, non si è riscontrato l'auspicato picco di vendite.
LE COLLINE HANNO GLI OCCHI
di Danilo Arona

Era il '92 e uscì per Mondadori un bel libro di Remo Guerrini che, con il mio personalissimo senno del poi, sembra un po' il padre putativo delle Cronache di Bassavilla. S'intitolava L'estate nera e raccontava una cupa vicenda di dannazione e crudeltà, di bambini che incontravano il Male anzitempo e di adulti immemori: tra King e Baldini, potremmo dire oggi, ma era il '92, appunto, e il nostro Guerrini giocava d'anticipo. Il luogo dell'azione si chiamava “Altavilla” che non è proprio una mera invenzione d'autore, ma il nome di un delizioso paese del Monferrato posizionato a una ventina di chilometri da Alessandria (Bassavilla).
PSYCO 5 - THE REALITY SHOW
di Danilo Arona

Norman e Norma, lo strano caso della mamma mummificata nell'armadio, amore e morte in salsa goth nei territori di Bassavilla, la mia dark city che guadagna così, per qualche giorno, l'onore della prima pagina su tutti i giornali d'Italia. Riassumo la vicenda per sommi capi per chi ancora, sbadato lui, non la conosce.
Siamo a Orsara Bormida, paesino di 400 abitanti nella magica zona dell'Acquese dove nottetempo – mi assicura il più rinomato cacciadiavoli del basso Piemonte, Luigi Rapetti – ancora si radunano le congreghe streghesche per “affatturare” il prossimo e raddrizzare un po' di futuro che anche per le pitonesse marca male.
BLOOD ROAD
di Danilo Arona
Puntata n° 47, “morto che parla”. Quindi cedo lo spazio a un contributo proveniente dal n° 100 della rivista “Clypeus” (C.P. 604, Torino) che riguarda Bassavilla e, indirettamente (ma quest'aspetto lo scoprirete con il tempo...) Melissa. Questa storia è stata portata alla luce grazie al lavoro certosino di Umberto Cordier, tra i più illustri cronisti italiani dell'insolito nonché presidente della Società Fortiana (Casella Postale 18, Albissola Marina). E' uno dei non pochi eventi occultati nella cronaca minore di provincia, in grado di dimostrare che la realtà può diventare “fantastica” al di là di ogni convinzione personale.
E’ il 2 marzo 1959, pochi minuti prima delle diciotto, e don Maggiorino Ansaldi, 44 anni, parroco di Bozzole (Casale) in provincia di Bassavilla, si mette in viaggio con la sua Topolino per recarsi nella vicina località di Torre Beretti alla ricerca di un suo conoscente, Armando Cavezzale, con il quale discutere il noleggio di un trattore per il prossimo raccolto.
DESCENT

di Danilo Arona
In data 19/12/2005 ricevo una nuova mail da Paolo Toselli.
Caro Danilo,
scusa se ti riscrivo, ma quel frammento scaricato da Internet che ti ho inviato nel settembre 2005 a proposito della ragazza fantasma della Highway 104 in Virginia mi ha fatto scattare una certa molla di cui sono qui a renderti conto. Il fatto è che, se il legame fra miti del folclore moderno e presunti fatti di cronaca ha da essere rappresentato da quel nome femminile che sembra ritornare ossessivamente nelle tue ricerche (almeno quelle di cui riferisci nelle “Cronache di Bassavilla”), una certa zona di quell'autostrada offre ben più di qualche bizzarra, e francamente inquietante, coincidenza.
di Danilo Arona
[Tutte le Cronache di Bassavilla]
DOGVILLE
Nell'inverno del 1954 Giovanni Albanese aveva 52 anni. Il suo negozio di fiori in via dei Martiri procedeva a gonfie vele, ma a lui poco importava. Il suo chiodo fisso dall'aprile del 1925 era sempre quello: Melissa, la bellissima e amatissima cugina, inghiottita dal nulla, o dal fiume, il cui mistero mai nessuno aveva potuto risolvere. Misteriosamente scomparsa sul tragitto di casa all'ora del rientro dal lavoro, più o meno intorno alle venti, a opinione di Giovanni era stata aggredita da un balordo, mentre secondo il giornale locale e il cosiddetto “buon senso comune” la ragazza si era buttata nel Tanaro per colpa dei troppi libri che leggeva.
HANGMAN'S CURSE
di Danilo Arona

Sera di primavera alla periferia di Bassavilla. Il Texas notturno di Paravidino, le stelle, la campagna immota e deserta. Campi, prati e poche cascine, quasi tutte all'apparenza abbandonate, perché non s'intravedono luci.
Una giovane coppia di fidanzati sta viaggiando in auto per recarsi a un appuntamento con amici in quel di Belforte, poco dopo Ovada. Una quarantina di chilometri in un paesaggio da dopobomba. I due ragazzi sono parecchio affiatati e non a caso stanno assieme da più di un anno. Questa sera si recano a trovare un'altra coppia con cui hanno trascorso una settimana in montagna: giorni divertenti e riposanti, eccezion fatta per la sfortunata caduta di lei proprio durante la discesa dell'ultimo giorno. Ed eccola qui, la pupa, con la gamba ingessata e la testa appoggiata alla spalla di lui che sta guidando.
IN MEZZO SCORRE IL FIUME
di Danilo Arona

Casette collocate su palafitte di cemento armato, prati all'inglese sul davanti, barbecue e pile di sedie di plastica, chitarre con corde arrugginite e amache sfondate. E' lo scenario delle “baracche”, cresciute quasi come funghi in ordine sparso lungo le rive del Tanaro, il grande nastro limaccioso che taglia in due Bassavilla. Ne resistono ancora alcune oggi al quartiere Orti, ma negli anni Sessanta se ne contavano almeno tre volte tanto. La falcidia è arrivata un po' per le alluvioni e un po' per il maggior controllo sugli abusi edilizi, ma verso la fine dei Sixties, quando alle spalle non annusavi ancora il profumo del cemento, alle baracche si stava da dio: quando le zanzare non erano tante e moleste come di questi tempi, quando i ragazzi amavano i Beatles e i Rolling Stones, quando nella piana di Marengo andava per la maggiore una discoteca che si chiamava Napoleon a ricordo della battaglia locale che contrappose il Bonaparte agli austriaci il 14 giugno del 1800.
GRANO ROSSO SANGUE
di Danilo Arona

Le campagne che circondano Bassavilla farebbero schiattare l'Eraldo Baldini dall'invidia. Qui siamo popolati da streghe, cascine infestate, orchesse che infestano i fossi (la Splorcia), rituali agresti dinanzi ai quali impallidirebbero Stephen King e Thomas Tryon (defunto da tempo e pallido da par suo – ma quand'è che lo riscoprite?), statali maledette, castelli con fantasma, sobborghi misteriosi non segnati dalle carte (Retorto dove ci dicono nacque Giacomo Crosa) e delitti irrisolti. Ne parleremo, se il tempo e l'Alzheimer non ci ostacoleranno.
HANNO SETE
di Danilo Arona

Lo so, molti di voi pensano che su Bassavilla spesso scherzo o esagero. Come molti di voi sono convinti che i romanzi horror siano soltanto un bel prodotto dell'immaginario. Non voglio ricordarvi il banalissimo adagio sul diavolo cui nessuno crede, però molti di voi sbagliano. Se soltanto cominciassero a leggere i quotidiani con la predisposizione intellettuale di un aggiornato Van Helsing, avrebbero di che meditare. Da Castelluccio dei Sauri a Cogne, per chi crede alla Realtà Nascosta non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Okay, resettiamoci, l'ermetismo non giova. Vi ricordare di Paolo Provera, quel nostro impareggiabile concittadino che s'incatenò in piedi all'interno del proprio sarcofago funerario un paio d'ore prima di morire e di cui vi parlai nelle Cronache n° 11?
di Danilo Arona
[Tutte le Cronache di Bassavilla]
LOST IN THE DARKSIDE
Ci sono delle leggende delle nostre parti che sostengono che uno spettro conosciuto come “la ragazza del fiume” frequenti una certa zona sulle rive del fiume Tanaro nel quartiere Orti di Bassavilla. Per i più si tratta della solita leggenda urbana. Solo per pochissimi c'è qualcosa di vero o, se non altro, di creduto tale da presunti testimoni.
A quel che si sente dire in giro, la “ragazza” è una figura spettrale che qualcuno sostiene di avere visto passeggiare nel parco sul lungofiume in abiti d'altri tempi. C'è chi, addirittura, l'avrebbe vista seduta su una panchina intenta a leggere un libro. Esistono varie “testimonianze”, o forse diverse versioni di una leggenda, che con il tempo crescono di particolari e si abbelliscono. Tra le tante che hanno in qualche modo raggiunto la carta stampata, eccone una risalente ai primi anni Sessanta, pubblicata dal “Corriere di Bassavilla” e inclusa in seguito nell'Archivio degli Studi Antropologici della Società del Folklore Piemontese (Torino, 1970).
di Danilo Arona
[Tutte le Cronache di Bassavilla]
Halloween, la notte delle streghe
E arriva la notte di Halloween (2005) e mi trasferisco per qualche ora in un'altra “bassavilla” piemontese, a pochi chilometri da AL, Asti, per una “veglia” di storie paurose alla Cascina del Racconto. Coordinata dal quel pilastro della cultura “praticata” che è Mimma Bogetti (Biblioteca Astense, ChiaroScuro, A Sud di nessun Nord e chissà quant'altro), la compagnia è delle migliori: l'eretico Alan D. Altieri, il re dell'horror Gianfranco “Nero” Nerozzi, Andrea G. Colombo (Horror.IT e HorrorMania) e l'amico di tante avventure Gian Maria Panizza (Satana ti vuole, Jubilaeum e Le tre bocche del Drago). Non è la prima volta che tentiamo di applicare “dal vivo” la situazione mitica della Veglia: già, sin dai tempi di Un brivido sulla Schiena del Drago (scusandomi per l'indecente autopromozione), con i miei affini si discuteva se formare realmente un Circolo del Venerdì (probabile che stiamo parlando del venerdì mancante...) i cui componenti avrebbero dovuto raccontare storie davanti a un pubblico eletto, magari in qualche posto particolare di cui il Piemonte abbonda.
di Danilo Arona
[Tutte le Cronache di Bassavilla]
(L'immagine a fianco è un'opera del fotografo d'arte Joel Peter Witkin. gg)
L'UOMO SENZA TESTA
Una notizia tratta da un giornale di cinque anni fa:
Padova. Noto commerciante di 55 anni muore perdendo il controllo della sua Mercedes sulla A 13 in località San Pelagio
E' morto uscendo da solo di strada con la sua Mercedes. Giovanni Trevisan, 55 anni, residente ad Abano Terme, è stato decapitato dal guard-rail che ha sfondato il parabrezza e l'ha colpito all'altezza del collo, uccidendolo sul colpo. Gravemente ferita la passeggera che era al suo fianco, Maria Pistalowa, 31 anni, ballerina in un locale notturno della zona. Erano da poco trascorse le cinque del mattino quando in prossimità dello svincolo di San Pelagio la Mercedes Clk con a bordo la coppia ha iniziato a sbandare. L'auto è finita tutta a destra, cozzando per una cinquantina di metri contro il guard-rail. L'interruzione di quel tratto di protezione e l'inizio di uno nuovo è stato letale. La lamiera a tripla onda è penetrata nel parabrezza della vettura, centrando in pieno il collo del Trevisan la cui testa schizzata in mezzo alla strada, è stata anche trascinata per alcuni metri da un' auto sopraggiunta - è stato spiegato - a velocità non elevata ma la cui conducente non si è resa subito conto di cosa avesse investito.
DARK WATER
di Danilo Arona

Nel corso delle mie annose indagini su quell'altra dimensione in cui tanti qui a Bassavilla affermano di credere ho spesso verificato che i cosiddetti fantasmi amano infestare con la loro “presenza” i luoghi più impensabili. Non solo quindi i classici castelli gotici di cui questa provincia e il Piemonte tutto abbondano, ma pure eleganti palazzi di recente costruzione, le automobili nelle quali c'infiliamo ogni mattina, certe strade di campagna a notte fonda e persino alcuni insospettabili negozi o locali pubblici, tipo bar in pieno centro, le cui soglie varchiamo con assoluta e inconsapevole tranquillità.
FEARDOT.COM

di Danilo Arona
Un'altra mail datata 26 settembre 2005 mi pone un problema serio a proposito del caso di P.M., una ragazza di ventidue anni forse narcolettica che morì nel proprio letto a Bassavilla nelle prime ore del 29 dicembre 1999. La ricordate? Morì alla stessa ora in cui Melissa veniva travolta sulla Bologna-Padova e urlò come se lei stessa, in quel momento sconvolgente, si fosse trovata là, allo svincolo di San Pelagio, e proprio nei panni di Melissa. Gridò: “Ci sono luci e macchine, ma di chi è questo giubbetto, mamma svegliami non c'è più tempo!”. Poi si contorse e balzò in aria come se il letto l'avesse presa a calci. Saltò in alto per almeno un metro e ricadde morta. L'autopsia stabilì che la poverina presentava un rovinoso quadro di lesioni interne del tutto compatibili con l'ipotesi di un decesso per investimento da automobile. Una follia, dato che era trapassata nel suo letto. Una follia, a dir poco, imbarazzante.
IL GRANDE FREDDO
di Danilo Arona

Succede.
Succede che, rovistando fra vecchie carte alla ricerca di qualche prezioso appunto, ti capiti fra le mani un vecchio fogliettino vergato con una calligrafia che sembra la tua e che invece non lo è più. Gli getti un'occhiata e leggi una parola accompagnata da una data sinistra e precisa: “classifica del 29 gennaio 1976”. Allora si apre per qualche istante una porta fra due dimensioni temporali e ti ricordi, di botto e con precisione, situazioni, eventi e personaggi che giacevano sepolti a qualche chilometro più in basso, nel famoso inconscio.
LA FACCIA NELLO SPECCHIO
di Danilo Arona

Bassavilla, la sera del 26 novembre 2004. Le mamme di Sara e Miriam- undici anni, compagne di scuola – decidono di uscire per un film: spettacolo delle venti, come si conviene se non si vuol rincasare a ora tarda. I mariti, amiconi per la pelle sin dall'adolescenza, si trovano in montagna per un week-end tutto sport e salute: almeno così hanno dichiarato. Sara e Miriam resteranno da sole a casa per un paio d'ore o qualcosa di più, giusto per una pizza dopo il film. La mamma di Sara si chiama Susanna, l'altra Patrizia.
OVADA, TEXAS
di

