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letteratura, immaginario e cultura di opposizione

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif Questo è il mio corpo?
papagravemini.jpgdi G. Genna
Non ci sarà differenza, se non quantitativa, tra l'emozione suscitata dalla morte del papa e quella sollevata dal decesso di Agnelli. Nel momento in cui il Papa mostra tutto a tutti, mostra "eroicamente" (ma solo mediaticamente) la vita corrosa da una morte non definitiva, egli mostra la carne e non mostra lo spirito. Il Papa ha mostrato il mostrabile, non lo spirituale...

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frecciabn.gif ULTIME NOVITA'

orioles.gifdi Riccardo Orioles

[Nota della redazione: A Forte dei Marmi si decide un premio che, in tempi in cui il confino si definisce vacanza, è sempre più fondamentale: quello della satira. Quest'anno, per la sezione Web, il riconoscimento è stato assegnato a un eroe dei nostri tempi e anche delle nostre pagine: Riccardo Orioles. Il rabdomantico, irriverente, saggissimo, anticonformista, iperumorista con fondo amaro, difensore dei deboli e degli oppressi Riccardo Orioles è l'ideatore e coraggioso estensore della newsletter più letta nella Rete italiana: la Catena di San Libero. E' quindi con immensa felicità che ci inchiniamo alla sua intrepida opera di resistenza umana, facendogli i complimenti e rinnovando il nostro patto di sangue: saremo sempre dalla sua parte, cioè quella dei poveri di giustizia e dei ricchi di spirito. (Tutta Carmilla)]

Ricomincia la scuola. Che palle. Anche perchè i prezzi dei libri sono aumentati ancora e i mercatini cominciano a non bastare più. Per fortuna, un gruppo di professori dei Castelli romani (il vino buono fa venire le buone idee) ha avuto un'idea geniale: facciamoceli da noi, i libri di testo. Un centinaio di professori in rete, a un capitolo l'uno, e vedete se non si può. E a quanto li vendono? Aggratis: vai nel sito e ti scarichi tutti i libri di testo che vuoi, in formato rtf per leggerteli così alla svelta oppure direttamente in pdf per stamparteli con note, immagini, frontespizio e tutto. Alla faccia della Moratti. E vai,. prof!
Info: faillaci@tiscalinet.it
Bookmark: http://scuolaonline.supereva.it

Pubblicato Martedî 16 Settembre 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles

Matti. Eh sì, ha ragione lui: bisogna essere proprio pazzi per mettersi a fare il giudice in questo paese. Dove gli avvocati di mafia diventano ministri e presidenti di commissioni, dove un governante su tre è un incappucciato della P2, dove i politici incriminati proclamano: "Resto al mio posto! Mi assolverà la Madonna!", chi volete che si metta a fare un giudice, se non uno toccato nel cervello? Peccato che l'abbiano scoperto solo ora; se ci avessero pensato prima, a fargli l'esame psichiatrico agli aspiranti giudici, chissà quanti amici nostri sarebbero ancora vivi. "Avanti, tocca a lei! Lei, come si chiama?". "Livatino Rosario". "E perchè vuol fare il giudice? Sentiamo!". "Per difendere i cittadini e affermar la giustizia!". I tre commissari si guardano: "Va bene, avanti un altro!". Due tizi afferrano Livatino e se lo portano dentro un'ambulanza. "E lei?". "Borsellino Paolo!". E così via.

Pubblicato Martedî 9 Settembre 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles

Sono rientrati dalle ferie novanta milioni di italiani, fra cui sessanta milioni di esseri umani e trenta milioni di automobili.
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A Sant'Ilario non c'è mai stato un omicidio a memoria d'uomo. Ci sono, questo sì, numerosi furti di biciclette (almeno tre all'anno) e nel '94 ci fu quella terrificante scazzottatura in piazza in cui il figlio del tabaccaio perse un dente: i due carabinieri della stazione non riuscirono a ricostruire la genesi dell'atto criminoso, ma in paese si mormora che tutto nacque da un complimento di troppo alla ragazza di Gianni, che è un tipo impulsivo. A parte questo, la gente dice "scusi" e "per piacere" e quando qualcuno tampona qualcun altro si scende, si tira fuori il modulo dell'assicurazione e si comincia a discutere civilmente, non senza offrirsi un caffé. Capirete che mi sono sorpreso quando, uscendo dal Bar Sport, mi ritrovo un bel "A MORTE TUTTI" a spray sul muro.

Pubblicato Giovedî 28 Agosto 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles

Pianeta. L'euro straccia il dollaro. Da ciò le bombe passate, e quelle a venire.
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Una persona importante. Prima di cominciare a parlare di politica, stavolta vorrei che leggeste la storia di un italiano come tanti, morto l'altro giorno per un collasso da sovraccarico da lavoro mentre faceva lavoro nero. I giornali, naturalmente, non si sono nemmeno accorti di lui. Eppure è grazie a lui, e a migliaia di altri precari come lui, che vanno in edicola ogni mattina. Pubblichiamo la sua storia - che è siciliana ma potrebbe essere di qualunque altra luogo - attraverso le parole di due cittadini che, all'insaputa uno dall'altro, ce l'hanno inviata.

Pubblicato Martedî 20 Maggio 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles
Persone. Il bambino del ghetto di Varsavia, ve lo ricordate? Con quell'enorme berretto, quel visino affilato, quelle le braccia alzate davanti a una Ss grande il triplo di lui e tuttavia, negli occhi, qualcosa di non rassegnato, di sfida. Il ghetto di Varsavia fu difeso dai giovani ebrei per più d’un mese, fino al sedici maggio del quarantatrè. Un mese di lotta durissima, senza speranza materiale, solo per lasciare un esempio, per dignità. Allora sembrò che vincessero i soldati: ma ora, dopo tanti anni, sappiamo che il vero vincitore in realtà fu quel bambino. Se vive ancora, dev’essere vecchissimo e avrà visto tante cose del mondo: ma cos’è il ghetto, cos’è la dignità e perché occorre resistere, questo non credo che l’abbia dimenticato. E a tutti noi lo tramanda, e non soltanto agli ebrei.

Pubblicato Lunedî 12 Maggio 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles
Come si chiamava il capo di stato maggiore dell'Impero Goto? E il Khan degli Avari che vinse la guerra di Bulgaria? Chi era l'Imperatore di Bisanzio che conquistò Trebisonda? Ovviamente, noialtri posteri ce ne fottiamo. Ricordiamo invece i nomi di filosofi come Boezio, scienziati come Averroè, pacifisti come san Francesco. Uomini che all'epoca "contavano poco" ma il cui lavoro è rimasto, mentre di tutti gli imperatori e i capitribù del medioevo non resta che una ferraglia arrugginita, e un ricordo indistinto di bestie rozze e feroci.
Così, nel medioevo - speriamo breve - che stiamo attraversando adesso, i nomi di Bush, Blair, Saddam e Bin Laden, che i media ci impongono a forza tutti i giorni, non sono in realtà che lo strato superficiale e parassitario di un mondo ben differente. La storia vera, quella che i nostri nipoti studieranno, si occuperà poco di questi nomi. Tutti sapranno invece la storia di Matthew Lukwiya, primario dell'ospedale di Lachir in Uganda, o di Carlo Urbani, medico senza frontiere, o di Gino Strada, chirurgo.

Pubblicato Lunedî 28 Aprile 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles
(Riassunto delle puntate precedenti).
Più o meno un anno fa di questi tempi la sinistra italiana tornava a galla con la grande manifestazione sindacale di Roma, punto d'arrivo a sua volta di un processo complesso. L'estate dell'anno prima una grande manifestazione pacifista, a Genova, era stata repressa nella speranza di spingere a una risposta terroristica frange del movimento. Questa tecnica a suo tempo aveva permesso di stroncare il movimento del '77 e aprire un decennio di completo controllo generazionale. Stavolta, però, non aveva funzionato. All'interno della sinistra organizzata, frattanto, il malcontento per l'evidente inadeguatezza dei dirigenti aveva dato luogo a contestazioni molto vivaci, dapprima occasionali e spontanee e poi sempre più organizzate, contro l'intero ceto politico della sinistra "ufficiale".

Pubblicato Lunedî 14 Aprile 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles
"L'America è una cosa troppo seria per lasciarla fare agli americani" (Clemenceau?)

Le guerre si vincono con la politica (chi però ne è capace) oppure con la guerra. La guerra si fa per ammazzare i nemici. Ci sono altri obiettivi minori - non commettere stragi, mantenere autostima, non imbestiarsi - ma sono appunto, minori: se si può, bene e se no pazienza.
All'inizio pensavano di farcela con la politica, che per loro è una faccenda più che altro di bei discorsi. Bombardamenti mirati, proclami, dotte analisi e poche truppe. Non ha funzionato e allora, naturalmente e senza scosse, sono passati alla guerra.

Pubblicato Martedî 8 Aprile 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles
Che succede se il petrolio diventa *troppo* caro? Si torna a piedi? Beh, prima di arrivarci c’è tutta una serie di cose che potremmo fare, e in parte stiamo già facendo. Vediamo quali, e le relative obiezioni.
1) Prendere a legnate quelli che hanno ancora un po’ di petrolio e portarci via le loro taniche.
- Ci stiamo provando, ma è meno facile del previsto: in ogni caso, una volta bruciato il loro petrolio (e via via quello degli altri) il problema è solo rimandato;
2) Abbassare il prezzo al pubblico controllando un pochino le megacompagnie.
- Ok: però glielo vai a dire tu, io non c’entro e nemmeno ti conosco: mica voglio fare la fine di Enrico Mattei.

Pubblicato Lunedî 31 Marzo 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles
Dopo. Americani isolati, aiutati solo dagli inglesi (con l’appendice australiana) e da 200 polacchi. Però anche americani coesi – il riflesso patriottico è scattato come programmato – e molto più a destra di prima. Seppellito definitivamente Roosevelt e anche la dottrina del “mondo libero” anni ‘50-‘60. Impero e basta, ancorché popolare. La motivazione profonda non è stata il petrolio (oggetto di speculazioni private ma non di un incoercibile interesse nazionale) ma questo scatto “imperiale” ormai maturo. “Delenda Carthago”, e poi la Grecia e l’Asia e il “pane e giochi”. Questo, naturalmente, rende – come si sente già da un paio d’anni - obsoleta la vecchia democrazia.

Pubblicato Lunedî 24 Marzo 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles
E' già cominciata la guerra? Voi lo sapete, io - al momento che scrivo - ancora no. Perciò ci stiamo scrivendo da due pianeti diversi. Qui siamo ancora terrestri, da voi forse ormai comandano i visitors marziani. Non so bene che cosa potrei scrivere ai marziani. Perciò per il momento – sulla guerra – limitiamoci a questo.

Pubblicato Lunedî 17 Marzo 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles
Sette giorni all’alba. Mettere le strisce di carta sui vetri (i frammenti sono molto pericolosi), trovare i soldi per mandare fuori città i bambini, comprare (ma con che soldi?) ancora un po’ di scatolette, riempire i secchi di sabbia per gli spezzoni (la radio non raccomanda altro), non fare la faccia spaventata davanti ai bambini, chiedere al capofabbricato se la cantina è sicura. Puoi essere il signor Smith di Londra, ai tempi della Luftwaffe. O il signor Abdul a Bagdad. Oppure mia nonna a Palermo, nel quarantatré. Per quelli che comandano, fa lo stesso.

Pubblicato Lunedî 10 Marzo 2003

orioles.gifdi Riccardo Orioles
Le basi americane. Un bel mattino i russi decidono che è arrivato il momento: carrarmati col motore sempre acceso, cosacchi coi cavalli sempre sellati, partenza dall’Ungheria o addirittura dalla Croazia ed eccoteli che prima di cena sono già in piazza San Pietro (dove, se vi ricordate, quei poveri cavalli dovevano finalmente trovar pace). I nostri, di fronte a un’azione tanto fulminea, neanche hanno fatto in tempo a mettersi braghe e stivali. Da donde l’idea di fare le basi americane: i cosacchi arrivano in carrarmato e a cavallo, ma giunti ad Aviano (o, se via mare, a Sigonella) ti trovano i marines già pronti e schierati e dunque se ne tornano indietro con le pive nel sacco.

Pubblicato Venerdî 28 Febbraio 2003

Non sono finora arrivate (per quanto ne so io: ma potrei sbagliarmi)
le scuse del Presidente americano Bush e di quello italiano Ciampi, ai
ventotto poveri pachistani arrestati a Napoli sotto l'accusa infamante
di terrorismo. Sia Bush che CiamApi non avevano aspettato un attimo a
congratularsi coi servizi per la "brillante operazione", che a un
osservatore minimamente attento sarebbe apparsa subito come una delle
tante operazioni di routine di "fabbrica di mostri" dei servizi
segreti: non senza, in questo caso, qualche possibile collaborazione
della camorra (vedi la Catena dell'altra settimana).

Pubblicato Lunedî 17 Febbraio 2003

Guerre. Perché è scoppiata la prima guerra mondiale? Più ci studio, e
più mi rendo conto che in realtà non è riuscito a capirlo ancora
nessuno. Le ipotesi più coerenti, ai due estremi, sono quella di Nicola
Lenin e Winston Churchill. Il primo era convinto che i capitalisti
dovessero prima o poi scatenare una guerra globale per i mercati. Il
sscondo che il casino fosse nato dalla gara di potenza navale fra
tedeschi e inglesi. Quasi tutti gli altri storici oscillano fra l’una e
l’altra di queste posizioni.

Pubblicato Lunedî 10 Febbraio 2003

di riccardo orioles <ricc@libero.it>
Crisi. Citarsi è vanitoso, ma alle volte serve. E dunque: < 20 marzo 2002. Ne succederanno delle altre, in questa situazione drammatica in cui la destra non riesce a governare e la sinistra a fare opposizione ma il tempo è scandito - come un orologio grottesco ma, in prospettiva, potenzialmente sanguinoso - dai mesi, settimane e giorni che mancano alla condanna per reati civili del premier e dunque all'inabilitazione civile di costui. Di fronte a questa scadenza, che è sempre più il centro di tutto il gioco politico nazionale, nessuno è pronto e tutti hanno paura; la paura di alcuni è già una paura feroce, da conigli mannari, di quelle che giustificano quasi tutto.>.

Pubblicato Domenica 2 Febbraio 2003

frecciabn.gif LA RIVISTA
carmillanmm.gifE' in vendita il n. 6 di CARMILLA - La rivista dell'immaginario. Distribuita nelle principali librerie, è acquistabile on line (con sconto del 20%) presso il sito di NMM.
Inediti di Palahniuk, Baldini, Dazieri, Maguire, Cowan, Quadruppani, Evangelisti e...
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frecciabn.gif LO SPECIALE
futurosangue.jpgNelle librerie: Carmilla Speciale n.1, Il futuro nel sangue. 19 racconti di fantascienza italiani sul potere a cura di Vittorio Catani. 354 pagine, 9 euro.

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Vauro da il Manifesto
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