testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di Mauro Baldrati Zurigo, 17 agosto 1904. Siamo agli albori della psicanalisi, l’era dei pionieri, degli esploratori. L’era degli Antichi....

new.gif
di Valerio Evangelisti [Questo articolo è l'introduzione al volume di Luca Barbieri Storia dei licantropi, ed. Odoya, 2011, pp. 379,...

new.gif
di Lorenza Ghinelli Egregio Sig. Pier Luigi, siamo spiacenti ma ci vediamo costretti a bocciare la sua prova finale in...

new.gif
di Marilù Oliva “Chiamami Buio” di Massimo Rainer (Todaro, 2011) Buio è uno sbirro che così vuol essere chiamato, del...

new.gif
di Alberto Prunetti [Lancio una serie di segnalazioni dedicate alle nuove tendenze delle letterature latinoamericane. In quest'articolo comincio a prendere...

new.gif
di G. De Michele
bifo-formenti.jpg Una specie di brogliaccio, di quaderno di appunti, la mappa di una mappa della crisi della civiltà capitalistica.

new.gif
di Luca Baiada (da Il Ponte, LXVII n. 10, ottobre 2011) [Ringraziamo Il Ponte per la gentile concessione.] Dopo dieci...

new.gif
di Giorgio Cremaschi [Si è svolta il 1° ottobre a Roma l'assemblea del movimento "Dobbiamo fermarli", di cui Carmilla ha...

new.gif
di Alessandro Bresolin [Questo articolo è apparso sulla rivista belga "Fédéchoses". Ecco perché, all'inizio, ricapitola temi e vicende molto noti...

new.gif
di Marilù Oliva In meno di cinque mosse questa partita sarà finita. Potrò tornare a casa, mettere i vestiti nel...

new.gif
di Anna Luisa Santinelli [Eroi della guerra. Storie di uomini d’arme e di valore, recente saggio pubblicato dalla casa editrice...

new.gif
di Marilù Oliva Habanero di adozione, antillano per nascita e per costumi, carnalmente spirituale, Gutierrez è orgogliosamente cubano e, attraverso...

new.gif
di Federico Mastrogiovanni Titoli di coda. [Siamo giunti al capitolo finale dell'avventura sinistra e radical shock di Federico Mastrogiovanni. Spero...

new.gif
di Federico Mastrogiovanni Undici. Sarà il canto delle balene. L'incertezza tra l'adesione e la ribellione può provocare l'impasse e aprire...

new.gif
di Federico Mastrogiovanni Dieci. Amores perros. L'intensità dei desideri smuove forze possenti spingendole verso obiettivi d'amore e di conquista. Attenzione:...

new.gif
di P. Pozzi
cinema_di_piombo.jpg Forse non era una buona idea telefonare l’ultimo dell’anno a casa di una ragazza di vent’anni più giovane. Poi si decise. Gli rispose una voce di donna: la signorina non è in casa. Doveva essere la domestica.

new.gif
di P. Pozzi
cinema_di_piombo.jpg Si erano trovati un pomeriggio al Baretto dopo la rapina. A Giorgio non piaceva fare rapine. E anche quella volta si era deciso a malincuore.

new.gif
di Luisa Catanese Era facile arrampicarsi sull'albero dei rusticani. Diramava dal breve fusto come una mano si apre ad artiglio,...

new.gif
di Stefano Pacini [Il fotografo Stefano Pacini ha ritrovato nell'archivio domestico le fotografie del suo viaggio - poco meno che...

new.gif
di Filippo Casaccia Parla quello che vuoi Mike Bongiorno Questa ennesima puntata del sagone su Santana non era prevista. Ma...

new.gif
Foto e testi di Nicola Barraco "Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva...

new.gif
della Redazione di Carmilla
dallago3.jpg Eroi di carta, un libro contro Gomorra e il suo autore: vi spieghiamo perché è meglio leggere un poliziesco (come diceva Brecht).

new.gif
La mente è tornata a questo romanzo poche ore fa, dopo le notizie dall'Afghanistan. Che poderoso libro, che cupa eppure risplendente fotografia della condizione attuale. Odiato e incompreso dai fans più conservatori del Camilleri montalbanesco, La presa di Macallè (2003) è una delle opere migliori dello scrittore di Porto Empedocle. Il brano che riportiamo (dal capitolo 3) dice tutto quel che c'è da dire, non una necessaria parola di meno, non un'inutile parola in più. Buona lettura. Red.

new.gif
di Giuseppe Genna Amico personale di Meucci, Morse e Bell. Confidente di Ramsete III. Grande estimatore del brodo primordiale (la...

new.gif
di Corinna Caracciolo [Ecco un'iniziativa alla quale anche l'indomita Carmilla che è nostro nume tutelare parteciperebbe di certo con piacere....

new.gif
di Osvaldo Bayer [È in libreria il nuovo numero de “il Reportage”, trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia diretto da...

new.gif
di Roberto Sturm Nicoletta Vallorani, Occhi di lupo, Senzapatria, Ascoli Piceno 2010, pp. 64, €5,00 e Alessandro Tamburini, Quel che...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Osservatorio America Latina   frecciabr.gif    Voci da Zetania

Voci da Zetania

di Fabrizio Lorusso

nomassangre.jpgL’intervista che presento di seguito è una testimonianza raccolta il 30 settembre 2011, presso la Casa de la Solidaridad di Città del Messico, ad Alfonso Moreno Díaz, padre di Alejandro Alfonso Moreno Baca, di 33 anni d’età, scomparso nel Nord-Est del Messico il 27 gennaio scorso. E’ una delle tante voci dimenticate che s’alzano da Zetania, la Repubblica Criminale degli Zetas, come viene chiamato il territorio degli Stati settentrionali di Nuevo León e Tamaulipas, ma anche molte zone dei centrali Veracruz, San Luis Potosí, Coahuila, Zacatecas, che si caratterizzano per una forte presenza del cartello degli Zetas, l’ex braccio armato del Cartello del Golfo. Alfonso solleva un problema gravissimo, fino ad ora considerato dalle autorità e dai media come un “effetto collaterale” del conflitto messicano (se non del tutto ignorato), cioè quello dei 16.000 desaparecidos degli ultimi cinque anni che sono imputabili alla guerra al narcotraffico, intrapresa dal governo del presidente Felipe Calderón a partire dal 2007 con un saldo di circa 50.000 morti.

F.L. - Com’è avvenuta la scomparsa di suo figlio?
A.M. - Giovedì 27 gennaio è partito da Città del Messico per andare a Laredo, in Texas. E’ uscito alle 7 del mattino, ha fatto scala a Monterrey dove ha pranzato con un amico dalle 4 del pomeriggio. Poi è ripartito alle 19:28 per Laredo e ha chiamato un altro amico che lo aspettava là. Mio figlio ha passato il casello autostradale alle 20:55 e nei 15 km seguenti ha trovato un falso posto di blocco che l’ha fermato. Aveva segnalato durante l’intera giornata tutte le tappe del suo viaggio, dicendo che aveva superato il Tropico del Cancro e che era pesante il traffico di Monterrey; da ultimo aveva mandato via Facebook un messaggio appena superato il casello.

- Di quale casello si tratta?
- Sabinas Hidalgo nello Stato di Nuevo León, autostrada Monterrey-Nuevo Laredo, la 85D. Il giorno dopo l’amico di Laredo, dal Texas, chiama il fratello di Alejandro qui a Mexico City per dirgli che non era arrivato. Allora hanno iniziato a cercarlo in vari ospedali pensando che si trattasse di un incidente stradale o un problema con l’automobile. L’hanno cercato sia a Monterrey che a Nuevo Laredo, nel lato messicano, ma la ricerca è stata negativa siccome non c’erano tracce né negli ospedali né con la polizia per incidenti o altro.

- Infatti quella zona vicina alla frontiera è stata ribattezzata “Triangolo delle Bermude messicano” perché i casi irrisolti sono tantissimi. Chi lo stava cercando, le autorità o voi?
- Non le autorità, il suo amico di Monterrey e l’altro amico di Laredo. Sabato 29, mio figlio Antonio arriva a casa e ci informa della scomparsa di Alejandro. Allora siamo andati subito a Monterrey e poi a Nuevo Laredo per cominciare le ricerche che sono durate alcuni giorni. Abbiamo percorso in lungo e in largo tutta la zona, sporgendo denuncia e parlando con la polizia in entrambe le città, e abbiamo anche segnalato il furto del veicolo alla polizia stradale federale. Lì un ufficiale ha cercato di rassicurarci dicendo a mia moglie ‘non si preoccupi signora, li prendono e li mettono a lavorare’. Tra 3 o 4 mesi lo rimandano indietro. Son passati già 8 mesi e non abbiamo informazioni da nessuno, nessuno è venuto a cercarci e quello che vogliamo chiedere ai rapitori è che ce lo restituiscano! Hanno fatto un danno enorme alla nostra famiglia e quindi chiediamo che ce lo ridiano vivo. mapa_Zetania.jpg

- So che avete seguito voi da soli le indagini, che ipotesi o idee vi siete fatti?
- In questa terribile ricerca abbiamo verificato che lungo quella strada ci sono stati moltissimi desaparecidos di Puebla, di Monterrey, di Guanajuato, di Jalisco e con nessuno di loro si sono messi in contatto.

- Che cosa avete scoperto quando siete andati a quel casello?
- Un ufficiale della polizia, proprio domenica 30 gennaio verso le 9 am, ci aveva assicurato che non c’era stato nessun incidente perché quando succedono la macchina incidentata viene portata a Vallecilos, il capoluogo provinciale, e quando ci sono feriti li portano a Sabinas Hidalgo. Non ci sono stati incidenti né tra auto né con persone coinvolte. Alejandro era da solo e l’unica cosa che resta sono i suoi messaggi del Facebook e le coordinate che sono la testimonianza del passaggio del casello, precisamente il segnale è arrivato dal km 113, all’intersezione tra la autostrada 85D e la provinciale 21 nel comune di Vallecillo. Chiediamo alle persone che hanno preso nuestro figlio che ce lo restituiscano, con tutto il cuore è l’unica cosa che posso dire.

- Che cosa hanno potuto fare le forze di polizia e gli inquirenti arrivati dalla capitale?
- Sono state aperte delle indagini dalla Procura statale del Nuevo León e da quella federale, ma non si arriva a investigazioni complete. Cioè i progressi delle autorità sono molto scarsi, il problema li ha superati, c’è bisogno di altre operazioni dell’esercito o della marina.

- Due agenti sono stati inviati da Città del Messico per il caso di Alejandro e non sono più tornati, è vero?
- Ci sono state ricerche e operazioni speciali, alcuni poliziotti federali che sono andati là non sono tornati, pare siano stati intercettati e uccisi dalla polizia locale e da alcuni narcotrafficanti. Noi come familiari abbiamo fatto tutte le ricerche possibili ma chiediamo più tempestività alle autorità alle quali abbiamo apportato informazioni preziosi. Un’altra cosa è che io entri a investigare personalmente in tutti i paesini e i territori di quella regione, ma se lo faccio sono le stesse autorità che me lo sconsigliano perché, dicono, c’è il rischio che qualcuno faccia sparire anche me. Quella zona è troppo pericolosa.

- Che cosa rappresenta per voi il Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità che dall’aprile scorso il poeta Javier Sicilia ha costruito insieme a decine di migliaia di cittadini per chiedere giustizia e opporsi alle strategie governative di lotta al narcotraffico e militarizzazione?
- Il Movimento di Javier Sicilia è prodotto della morte di suo figlio e dei suoi amici ed è l’unico movimento grazie a cui tutte le vittime invisibili come noi, che non eravamo mai stati ascoltati, sono state accolte negli spazi aperti specialmente dal movimento e dalle autorità per la discussione di queste problematiche. Ci sono diversi tavole rotonde e gruppi di lavoro, ma ora servono risultati che soddisfino tutte le persone con parenti e amici desaparecidos. Sono tantissimi in tutto il paese, forse più di 15mila nel periodo del Presidente Calderón, oltre ai quasi 50mila morti come frutto di una guerra che è stata condotta senza calcolarne le conseguenze, non c’è stata una strategia e ora siamo il risultato di tante vittime, siamo noi stessi le vittime perché non abbiamo chiesto questa guerra, mio figlio stava semplicemente facendo un viaggio.Triangolo.jpg

- Che cosa faceva Alejandro prima della sua scomparsa?
- Alejandro è un ingegnere informatico, lavora per una multinazionale da 4 anni, la IBM Messico. Era emozionato perché stava andando in vacanza a trascorrere qualche giorno con i suoi amici di Laredo in Texas. Non avremmo mai immaginato quanto fosse pericoloso il Nord del paese. Lui era in macchina da solo, aveva comprato dei computer a Laredo e voleva portarseli a casa dopo le vacanze.

- Una volta era normale attraversare la frontiera tra Messico e Stati Uniti, fermandosi alcuni giorni nelle città di confine per comprare prodotti elettronici e informatici a basso costo. C’era anche il turismo da “shopping mall” che si faceva in giornata.
- Ecco appunto, una volta c’erano queste cose, ma oggi quelle strade sono abbandonate e la gente ha paura, non si circola più come prima e c’è molto da fare là.

- Esiste l’ipotesi, avanzata a volte dalla stampa o dalla polizia, secondo cui i gruppi di narcos come gli Zetas o altri cartelli potrebbero rapire e impiegare i tecnici informatici obbligandoli a lavorare per loro nelle telecomunicazioni e in attività di spionaggio. Che cosa ne pensa?
- Se Dio vuole, stanno facendo lavorare Alejandro su qualcosa, speriamo che non ce l’abbiano ammazzato. Son passati 8 mesi. La media d’età dei giovani che scompaiono va dai 20 ai 35-40 anni, tutta la gente che abbiamo incontrato in questi veri e propri pellegrinaggi è giovane e il governo deve agire adesso. Che ci aiutino a trovarlo dato che non possiamo fare più nulla, veramente.

- Ad oggi quali indagini preliminari restano aperte qui nella capitale e nel Nuevo León? Che cosa si può fare?
- E’ molto triste, la Procura di Nuevo León inizialmente definisce queste situazioni come “atti circostanziali”, poi c’è bisogno di molto di più affinché acquisti lo status di “indagine preliminare”. Quindi abbiamo un’indagine aperta presso la Procura Generale della Repubblica e solo un “atto circostanziale” a Monterrey ma son livelli d’urgenza diversi, mentre noi abbiamo bisogno di ritrovare nostro figlio.

- Avete incontrato gli inquirenti del vostro caso?
- Beh, che cosa hanno fatto le Procure? Hanno solo cambiato pubblici ministeri e funzionari da un posto all’altro e fanno ricerche negli incartamenti. Invece io chiedo che non cerchino più queste persone solo nelle carte, da un ufficio all’altro, rimbalzandosi le pratiche da Tamaulipas a Città del Messico e così via. Non cercateli in mezzo alla cartaccia. Ci siamo fatti le prove del DNA, abbiamo apportato ogni tipo di prova e chiediamo che continuino le ricerche con operazioni concrete. Potete contare su di noi per trovare nostro figlio ma agite.

Pubblicato Ottobre 20, 2011 12:48 AM | TrackBack

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif #notav: Il giorno che l'Italia venne giù
Ogni inizio segna una fine.- Oggi in Val di Susa terminano in Italia gli anni Ottanta e Novanta e Zero Zero - compiendo quella trasformazione che ha in piazza Alimonda a Genova il cominciamento autentico e sanguinario di questo inizio.

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif NEW EPIC BLOC. Tre anni dopo il "memorandum" sul NIE (Primi aggiornamenti 2011)

intro.gif NEW ITALIAN EPIC E OLTRE: "STROOOKKK!", Filosofia di Romanzo criminale, news from the world
intro.gif L'UOMO CHE SPARÒ ALL'AUTORE DI GOMORRA

frecciabn.gif OSSERVATORIO AMERICA LATINA
frecciabr.gif TEXAS-PAMPA
OSSERVATORIO AMERICA LATINA
Incursioni mediatiche e avvistamenti inattesi dall'universo Latino-Americano e dintorni. A cura di Fabrizio Lorusso.
intro.gif Voci da Zetania

intro.gif Il Triangolo delle Bermude messicano
intro.gif Narco attacco ai social network in Messico?

frecciabn.gif IN EVIDENZA
carmillaspec.gif Portogallo 1975

di Stefano Pacini [Il fotografo Stefano Pacini ha ritrovato nell'archivio domestico le fotografie del suo viaggio - poco meno che...

carmillaspec.gif La riabilitazione del compagno Carlos Santana - 6

di Filippo Casaccia Parla quello che vuoi Mike Bongiorno Questa ennesima puntata del sagone su Santana non era prevista. Ma...

frecciabr.gif Tutti gli Speciali

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif “Lo sbaglio”, intervista a Flavia Piccinni di Marilù Oliva In meno di cinque mosse questa partita sarà finita. Potrò tornare a casa, mettere i vestiti nel...
intro.gif Il maiale necessario di Alessandra Daniele Il referendum porchicida incombe, la maggioranza al governo ha bisogno d'inventarsi una riforma elettorale che le consenta...
intro.gif DOBBIAMO FERMARLI! La relazione introduttiva di Giorgio Cremaschi [Si è svolta il 1° ottobre a Roma l'assemblea del movimento "Dobbiamo fermarli", di cui Carmilla ha...
intro.gif Quella camicia verde che fu nera di Alessandro Bresolin [Questo articolo è apparso sulla rivista belga "Fédéchoses". Ecco perché, all'inizio, ricapitola temi e vicende molto noti...
intro.gif Franco Berardi Bifo, Carlo Formenti: L'eclissi di G. De Michele
bifo-formenti.jpg Una specie di brogliaccio, di quaderno di appunti, la mappa di una mappa della crisi della civiltà capitalistica.
intro.gif Divine Divane Visioni (Iena Videns 02/03) – 28 di Dziga Cacace Ogni pistola ha la sua voce… e questa la conosco. Clint Eastwood in Il buono, il brutto,...
intro.gif Il carnage della critica cinematografica di Mauro Baldrati Vista la pesatura di Carnage, che rende difficoltosa una recensione vera e propria per carenza di materia...
intro.gif L'Honduras e la scoperta del tesoro di Fabrizio Lorusso L'Honduras ha approvato (anche nella Costituzione) il progetto della Charter City, una città da edificare ex novo...
intro.gif Armageddon di Alessandra Daniele Il segretario indica i dati sullo schermo piccolo. - Anche la NASA ha fallito. L'asteroide Apophis è...
intro.gif Mrs. Radcliffe e l’arcicastello (Nightmare Abbey 3) di Franco Pezzini (da L’indice dei libri del mese, luglio/agosto 2011, n. 7/8) Per il lettore odierno è difficile percepire...


frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0