testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di Alessandra Guetta Sono passati 10 anni esatti da quel sabato di marzo in cui una fiumana di gente invase...

new.gif
di G. De Michele
urlo5.jpg

new.gif
di M. Baldrati
Balslu1.jpg ...all’interno della basilica esiste un fulcro energetico di incredibile potenza. Me lo rivelò una famosa pranoterapeuta di nome Albertina...

new.gif
di S. Moiso
zombi1.jpg ...un reportage su Fukushima e le zone limitrofe, frutto di un viaggio dell’autore in Giappone nel mese seguente allo tsunami e al successivo disastro nucleare.

new.gif
di R. Sturm
La_bomba.jpg La strage di piazza Fontana: una storia piena di contraddizioni, di omissis, di connivenze e di verità nascoste. Conosciute da tutti.

new.gif
di E. Manco
manpel.jpg Una narrazione che unisce attenzione e intelligenza al divertimento dell'avventura e dell'invenzione fantascientifica

new.gif
di Mauro Vanetti e Luca Lombardi È vero quello che ho letto sul signoraggio? Probabilmente no. Questo è un tema...

new.gif
''Scrivendo romanzi e racconti che si pongono la domanda "Che cos'è la realtà?", ho sempre sperato che un giorno avrei...

new.gif
Paventavano il terrorismo, e l'hanno attuato loro. Luca Abbà è attualmente in coma farmaceutico. Le versioni ufficiali e poliziesche, che...

new.gif
di Marilù Oliva Lei è una creatura, ma sdoppiata nell’eterno difetto – una ferita nell’animo, prima che uno straniamento fisico...

new.gif
di Marilù Oliva Marco Schiavone, torinese, è responsabile di Edizioni BD e di Alta Fedeltà, società di consulenza editoriale che...

new.gif
di Marilù Oliva In meno di cinque mosse questa partita sarà finita. Potrò tornare a casa, mettere i vestiti nel...

new.gif
di Federico Mastrogiovanni Titoli di coda. [Siamo giunti al capitolo finale dell'avventura sinistra e radical shock di Federico Mastrogiovanni. Spero...

new.gif
di Federico Mastrogiovanni Undici. Sarà il canto delle balene. L'incertezza tra l'adesione e la ribellione può provocare l'impasse e aprire...

new.gif
di Federico Mastrogiovanni Dieci. Amores perros. L'intensità dei desideri smuove forze possenti spingendole verso obiettivi d'amore e di conquista. Attenzione:...

new.gif
di L. Franchi
FranBol2.jpg A Bologna esiste una strada il cui nome evoca grandi bevute e sbornie colossali...

new.gif
di C. Hedgesnoinvalsi.jpgÈ davvero avvilente scoprire che in realtà stai mentendo a questi bambini facendo credere loro che questo regime di programmi aziendali di letture e di test standardizzati li stia preparando a qualcosa...

new.gif
di M.Baldrati
balDC.jpg La risposta a un’aggressione sul piano personale...

new.gif
di A. D. Altieri
ourobos.jpg Parte III: Welcome to necroland!

new.gif
di A. D. Altieri
ourobos.jpg Parte II: L'ossario globale.

new.gif
di A. D. Altieri
ourobos.jpg Parte I: la collina dei suicidi.

new.gif
della Redazione di Carmilla
dallago3.jpg Eroi di carta, un libro contro Gomorra e il suo autore: vi spieghiamo perché è meglio leggere un poliziesco (come diceva Brecht).

new.gif
La mente è tornata a questo romanzo poche ore fa, dopo le notizie dall'Afghanistan. Che poderoso libro, che cupa eppure risplendente fotografia della condizione attuale. Odiato e incompreso dai fans più conservatori del Camilleri montalbanesco, La presa di Macallè (2003) è una delle opere migliori dello scrittore di Porto Empedocle. Il brano che riportiamo (dal capitolo 3) dice tutto quel che c'è da dire, non una necessaria parola di meno, non un'inutile parola in più. Buona lettura. Red.

new.gif
di Giuseppe Genna Amico personale di Meucci, Morse e Bell. Confidente di Ramsete III. Grande estimatore del brodo primordiale (la...

new.gif
Incipit dell'ultimo romanzo di Lara Manni, edito da Fazi, pagine 382, Euro 16. Non ci sono stelle. E’ il 24...

new.gif
di Duka L'utilizzo della narrativa come strumento di conflitto, in Italia, viveva una nuova fase con il movimento anti-globalizzazione, che...

new.gif
Frammento tratto dall'ultimo romanzo di Lorenza Ghinelli, edito da Newton Compton, pagine 256, Euro 9,90. Capitolo 4 Consanguinei (Primavera 1989)...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Interventi   frecciabr.gif    Libia: la vergogna senza fine di noi Occidente in guerra

Libia: la vergogna senza fine di noi Occidente in guerra

libia_guerra.jpgdi Giuseppe Genna

Con un tempismo che non lascia àdito a dubbi, ecco in cosa si è tradotto lo "scatto d'orgoglio" che, secondo il nostro Presidente della Cosiddetta Repubblica, avrebbe manifestato l'Italia, nella giornata di marketing per i 150 anni dall'erezione di questo Stato Pietoso: si è tradotto nella cifra genica di questo stesso Paese, cioè la crudeltà, il trasformismo, la furbizia idiota e malvagia, l'entusiastica salita sul carro dei vincitori delle prossime ore. E' come fosse "firmato Diaz" e invece è "firmato Giorgio Napolitano" questo intervento che lascia attoniti, a poche ore dalla rilettura del celebre quanto inutilissimo articolo costituzionale n°11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Noi, gli assassini che hanno massacrato libici decenni prima di baciare loro anelli e osculi anali, agiamo da Iago perché siamo consapevoli che è il petrolio che conta, e che si prepara il nuovo ordine del Mediterraneo. A cui la Penisola, che ne sarebbe una portaerei in mezzo al, fa proprio questo: porta gli aerei.

Con inusitata fantasia, tutta di marca Ansa, i maggiori quotidiani italiani on line hanno titolato che è "Pioggia di bombe sulla Libia". Speravo di non leggere mai più, dopo i timori e tremori della mia pubertà condizionata dalla incertezza militare e geopolitica, il nome Cruise, se non negli annali di Scientology. Eppure eccoli di nuovo qui,i missili statunitensi, un centinaio, sempre di marca nordamericana, sempre la stessa solfa paratexana dell'esportazione della democrazia, quando l'evidenza denuncia la consistenza morale degli attori in gioco.
Anzitutto il Premio Nobel Per La Pace Barack Obama, questo eletto dagli svedesi, questa versione angosciante del Sir Bis di Mowgli, questo assassino che avrebbe pure origini africane, questo paladino della speranza che fa un discorso da illuminato al Cairo davanti a Mubarak pochi mesi prima di scaricarlo in quella che solamente gli ingenui entusiasti potevano salutare come "primavera". Telecomandati da americani e francesi, i vertici militari di Egitto e Tunisi si sono mossi secondo direttiva. E lo spontaneismo, al solito, è stato virato contro la sincera volontà di masse enormi di popolo. Era stato predetto, qui, su Carmilla, grazie all'occhio di lince del compianto Sbancor, che entro la decade si sarebbe passati a una risistemazione geopolitica del Nord Africa e del medio Oriente. Dai sultanati più a est, dove si stanno muovendo rivolte ambiguissime, potrebbe nascere lo Stato-AlQaeda, come annunciava esuberante di colori la cartina Usa citata dallo stesso Sbancor. Mai però si sarebbe immaginato che, ad avallare una simile perversione politica, sarebbe stato questo Presidente che in due anni e mezzo ha già pareggiato il conto con Bush in fatto di sceriffato internazionale. La Cina dovrà andarsi a cercare il petrolio altrove, per il momento: era ora di agire e l'Occidente morente l'ha fatto. E lo ha fatto con una miopia inverosimile, oltre che vergognosa per il sangue che sta spargendo in questi drammatici minuti. E' miope inseguire il petrolio nel momento in cui si sta per lanciare, come sostituto dello Shuttle, una nuova navetta che va a idrogeno.
La Francia è il secondo attore di questo affaire lurido e stagnante come i depositi di oro nero e cariato che stanno sotto le distese di sabbia libiche. E' incredibile che, anche grazie all'intervento del filosofo del nulla Bernard-Henri Lévy, si dia appoggio a una unica fazione di una guerra civile di un Paese straniero, lanciando i valori e i missili della Marsigliese. La verità vera e ovvissima è che la Francia, così come la Gran Bretagna e la Germania, ha semplicemente interrato la presenza in quelle che non sono affatto le sue ex colonie africane: sono ancora propriamente le sue colonie. E che bella occasione sfruttare gli Stati Uniti per ampliare l'estensione del proprio dominio! Andare a prendere la Libia, considerata, non si sa perché, "territorio di conquista italiano", quando da lustri è il contrario di ciò che accadde sotto Mussolini. Quanto contano le quote libiche in Fiat? E in Unicredit? E nella campagna elettorale dell'Ulteriore Nano a capo di una nazione europea? Questa "vittoria diplomatica" è, a nostro modesto parere, una delle macchie più ingiustificabili dai tempi dell'Algeria, per l'Eliseo.
Il terzo attore che brilla per indecenza, come già accennato, siamo noi: gli italiani, questa specie all'avanguardia di Fine Impero, gli spaghettari che condiscono col plasma altrui la loro pasta e le loro pastette. Non vorrei altro scrivere, poiché dispongo di un formidabile dialogo a distanza tra i paladini di quello che, nel 1994, fu battezzato come "il nuovo", grazie a Tangentopoli, cioè la finta rivoluzione con cui l'Italia iniziò a praticare il piano di rinascita di Gelli: e cioè Bossi e Di Pietro. Saranno sufficienti le dichiarazioni di questi due emeriti paladini della sincerità a risultare più efficaci di qualunque commento:
Ha dichiarato Umerto Bossi:

«Il mondo è pieno di famosi democratici, che sono abilissimi a fare i loro interessi, mentre noi siamo abilissimi a prenderla in quel posto: il maggior coraggio a volte è la cautela. Io penso che ci porteranno via il petrolio e il gas e con i bombardamenti che stanno facendo verranno qua milioni di immigrati, scappano tutti e vengono qua. La sinistra sará contenta di quel che succede in Nordafrica perchè per loro conta solo portar qui un sacco di immigrati e dargli il voto. È questo l'unico modo che hanno per vincere le elezioni».
Ha dichiarato Antonio Di Pietro:
«Bossi non ha fatto una dichiarazione ipocrita ("se bombardiamo la Libia ci porteranno via petrolio e gas e arriveranno immigrati a milioni"), ma nel merito fa un errore. Sul piano economico l'errore che fa Bossi è pensare che stando con Gheddafi un domani ci saranno ancora petrolio e gas. Ormai è partita la coalizione, bisogna giá pensare al dopo Gheddafi. Il "domani" e l'approvvigionamento delle materie prime dalla Libia sarà a disposizione di coloro che hanno aiutato la transizione, non di coloro che si sono messi contro. Fare parte della coalizione non crea problemi, semmai il contrario. Ma non deve essere questa - conclude - la ragione per la quale non andiamo in Libia, sarebbe ragione volgare».

Non si tratta qui assolutamente di difendere un furbone vestito come se stesse recitando il Nabucco al teatro di Forlimpopoli. Che Gheddafi sia un criminale è patente dallo scorso secolo. Craxi e Andreotti gli salvarono la vita telefonandogli nel deserto un quarto d'ora prima che gli aerei di Reagan bombardassero la sua tenda da harem. Ciò fu interpretato patriottisticamente, quando era una servile delazione di un atto di killeraggio spietato.
Tuttavia è incredibile che si adducano le ragioni che si sono addotte all'ONU per intervenire in Libia, con la risoluzione-lampo. L'impegno umanitario per garantire la salvezza dei civili andrebbe speso anzitutto in Darfur, e non con le armi.
La risoluzione dell'ONU è per ragione filologica ciò che attende questo vergognoso Occidente che muove guerra costantemente: il ri-scioglimento è la fine delle esistenze comode, dello stile di vita garantitoci a spese della vita altrui. La fine del crimine made in Usa & allies. Non ci si illuda che il crimine sia emendato dalla storia umana. Soltanto, non avrà più questo retrogusto da Stranamore.
Osserviamo con denunciante avvilimento uno dei penultimi sussulti di una civiltà al tramonto, che si crede Sansone e però prima fa morire tutti i filistei e poi continua a non crepare.
Ormai siamo tuttavie alle ultime. Che sia la rivoluzione dell'idrogeno, l'avvento di India e Brasile sul piano militare globale o una catastrofe ambientale poco importa. Ciò che accadrà farà sì che una situazione tragica qual è quella libica oggi si ripeta con altre modalità e altri attori.

Pubblicato Marzo 20, 2011 01:30 AM | TrackBack

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif Ma i pirati in Kerala non ce li aveva messi neanche Salgari…
di A. Prunetti
india2.jpgDue umili lavoratori, non importa di quale nazionalità, sono stati probabilmente uccisi da alcuni militari, non importa di quale nazionalità.

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif NEW EPIC BLOC. Tre anni dopo il "memorandum" sul NIE (Primi aggiornamenti 2011)

intro.gif NEW ITALIAN EPIC E OLTRE: "STROOOKKK!", Filosofia di Romanzo criminale, news from the world
intro.gif L'UOMO CHE SPARÒ ALL'AUTORE DI GOMORRA

frecciabn.gif OSSERVATORIO AMERICA LATINA
frecciabr.gif TEXAS-PAMPA
OSSERVATORIO AMERICA LATINA
Incursioni mediatiche e avvistamenti inattesi dall'universo Latino-Americano e dintorni. A cura di Fabrizio Lorusso.
intro.gif Colombia: l'ENEL e la diga El Quimbo

intro.gif Messico: Florence Cassez resta in prigione
intro.gif Le macerie di Haiti (5/5)

frecciabn.gif IN EVIDENZA

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif Le macerie di Haiti (4/5) di Romina Vinci La sveglia non è suonata, ma alle 7 in punto ero già pronta, nella piccola cappella che...
intro.gif Alberto Cola: ULTIMA PELLE di E. Manco
manpel.jpg Una narrazione che unisce attenzione e intelligenza al divertimento dell'avventura e dell'invenzione fantascientifica
intro.gif La coscienza dei soldati di Alessandra Daniele Cito dall'articolo di Lorenza Ghinelli La pedagogia disarmante di Paulo Freire ''vedo in Marco Bruno, come nel...
intro.gif Verso il 9 marzo. Contro il governo "gentile" di Valerio Evangelisti (da Micromega, 1 / 2012) Dopo il governo della volgarità populista, ecco quello dell’astuzia conservatrice. Cambia lo...
intro.gif Divine Divane Visioni (Iena Videns 02/03) – 34 di Dziga Cacace
ddv3401.jpg Il pianeta delle scimmie, L'altra faccia e La fuga; La 25ª ora, Matrix, Tesis e West Side Story
intro.gif La pedagogia disarmante di Paulo Freire di Lorenza Ghinelli Questi giorni ho sentito la necessità di riprendere in mano un libro che mi è stato caro,...
intro.gif Kaiser Susa di Alessandra Daniele La ferrovia che collega la Val di Susa con la Francia c'è già. Ci sono sia il...
intro.gif Lara Manni: Tanit. La bambina nera Incipit dell'ultimo romanzo di Lara Manni, edito da Fazi, pagine 382, Euro 16. Non ci sono stelle. E’ il 24...
intro.gif Le macerie di Haiti (3/5) di Romina Vinci Il risveglio è stato tutt’altro che dolce stamane, ad una settimana esatta dall’inizio del mio viaggio. L’allarme...
intro.gif Come fare a pezzi un inganno che non venga ricostruito dopo due giorni ''Scrivendo romanzi e racconti che si pongono la domanda "Che cos'è la realtà?", ho sempre sperato che un giorno avrei...


frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0