testatahomenew.jpg

Dicembre 31, 2010

Radical Shock. Una storia sinistra (4)

di Federico Mastrogiovanni
GattoStarWars.jpgQuattro. Distanza obbligata.

La riflessione davanti allo specchio delle cose inspiegabili vi darà la percezione di ciò che è mosso da invisibili fili. Amore compreso. In attesa di chiarirvi, affidate il libero arbitrio ai “lettini” terapeutici. Psicomassaggio o psicoanalisi, a scelta. PERCETTIVI.

«Mi dispiace Samuele. È che a un certo punto è cambiato tutto.»
«Cosa è cambiato, scusa? Sono la stessa persona di sempre.»
«No. Ho capito che non sei un uomo. Che non sai reagire alle avversità della vita.»
«Scusa ma chi è capace di farlo? Alle avversità si reagisce sempre male, non foss'altro perché sono avversità.»
«Ma perché ti giustifichi sempre? Perché ne fai una questione sociale? Sei tu che non sei abbastanza uomo. Smettila di nasconderti dietro alla crisi. Sei stato a casa per due mesi. Avresti potuto trovarti un lavoretto lì fuori. Che ne so... fare pacchetti nei negozi per Natale, o il cameriere. E se avessimo avuto un figlio cosa avresti fatto?»
«Amore, sono laureato! Ho delle grandi aspettative per il mio futuro luminoso! Sono un eletto! Lavoro da dieci anni... come posso fare i pacchetti?? e poi che cazzo di discorsi fai? Noi non abbiamo un figlio!!»
«Non chiamarmi amore. Ora abbiamo bisogno di allontanarci. Fidati. Io penso in modo lungimirante. Per la coppia. So come vanno queste cose. Se non ci allontaniamo non si potrà più fare niente.»

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Dicembre 30, 2010

Free Bird

di Filippo Casaccia

Then I Saw Black, And My Face Splashed In The Sky
Neil Young,
Powderfinger

ls01.jpgLa premessa è irrituale ma doverosa: vi invito, amabili lettori, – chi può – a procedere nella lettura di questo pezzo con una mano sulle palle, esattamente come sto facendo io che arranco sulla tastiera con la sola destra. Il fatto è che la storia dei Lynyrd Skynyrd, magnifico gruppo rock della metà degli anni 70, è costellata di sfighe inimmaginabili.
Ed è la storia di una band che avrebbe potuto dominare le classifiche e gli stadi per molti anni a venire e che nel momento del salto verso lo stardom assoluto è stata decimata da una tragedia che nella storia del rock ha il solo precedente della morte di Buddy Holly: il 20 ottobre 1977 li ferma infatti un incidente aereo che mena gran strage tra le fila del gruppo, privandolo soprattutto del leader Ronnie Van Zant, i Lynyrd Skynyrd fatti persona.

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Argentinazo 10: L'Argentina sugli scaffali italiani

di Alberto Prunetti

spregelburd.jpgDalle Ande agli Appennini, arrivano dall'Argentina una serie di titoli sotto la spinta della Fiera del Libro di Francoforte (col paese australe ospite d'onore) e dietro l'impulso del Programma di traduzione Sur, che ha premiato molte traduzioni con un fondo di 2300 dollari. Alcuni li abbiamo già recensiti, altri appariranno in un prossimo post su Argentinazo. Stavolta proponiamo una veloce carrellata su testi di generi distinti: noir, poliziesco per l'infanzia, teatro, racconti.
Prima di tutto va però segnalato un capolavoro che male si configura in un genere. Non è l'ultimo bestseller, ma un testo oscuro, sconosciuto in Italia eppure considerato da molti studiosi una delle pietre miliari della fondazione mitica della letteratura argentina: Il mattatoio di Esteban Echeverría (Roma, Portaparole, 2010, traduzione di Ana Valeria Dini, 14 euro), scritto nel 1839, pubblicato postumo molti anni dopo in Argentina e finalmente consegnato ai lettori italiani in una raffinata edizione bilingue per i tipi di Portaparole. Un testo che si può leggere guardando alla contemporaneità dell'autore, come atto di denuncia della violenza e della repressione, della tirannide e del conflitto che nel XIX secolo opponeva in Argentina unionisti e federali, interior rurale e zona costiera, latifondo e capitalismo, feudalesimo e liberalismo. Ma “El Matadero” si può anche leggere come tragica profezia sul destino violento del paese.

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Dicembre 28, 2010

Shane Stevens: Io ti troverò

titrovero.jpg
di Sandro Moiso

Shane Stevens, Io ti troverò, Fazi 2010, pp.798, € 19,550

Ottocento pagine.
Tante, ma non troppe.
Anzi, arrivati alla fine, si vorrebbe che il libro non finisse ancora.
E definirlo thriller rischia di essere estremamente riduttivo.
Queste sono le prime impressioni che suscita la lettura del romanzo di Shane Stevens, uno degli autori più misteriosi della letteratura americana degli ultimi cinquant’anni.

Nato a New York nel 1941, Stevens scrive cinque romanzi tra il 1966 e il 1985. Poi si ritira e fa perdere ogni traccia di sé.
Nel 2007 scompare definitivamente dal mondo dei vivi.
Io ti troverò” è il suo penultimo romanzo, scritto nel 1979.
Forse il più importante e sicuramente seminale per gran parte della letteratura di genere successiva.

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Kai Zen: Delta Blues

di Simone Sarassodeltablues.jpg

Kai Zen, Delta Blues, Edizioni Ambiente – Verdenero Romanzi 2010, pp.264, € 16

Per parlare del nuovo romanzo di KAI ZEN – il collettivo di scrittori già autore del solidissimo La strategia dell’Ariete, nonché di una manciata di romanzi totali (La potenza di Eymerich, Spauracchi, etc. etc.) – tocca parlare del concetto di cover. Wikipedia docet: Nella terminologia musicale, una cover è la reinterpretazione o il rifacimento di un brano musicale - da altri interpretato e pubblicato in precedenza - da parte di qualcuno che non ne è l'interprete originale.
Non ci sono molti atteggiamenti di fronte a una cover: O la si ama o la sia odia.
Se la si odia, di solito, è perché non è all’altezza del pezzo originale. O addirittura maltratta così tanto l’originale da renderlo rivoltante.

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Dicembre 27, 2010

Lo stratega

di Alessandra Daniele

Gnam.jpg- E' confermato! C'è un'altra comunità di sopravvissuti a pochi chilometri da qui! - Annunciò il ragazzo, rientrando nel bunker.
- Dovremmo cercare di raggrupparci - disse la ragazza. L'uomo coi baffetti la guardò da sopra gli occhiali.
- Perché?
- Insieme abbiamo più probabiltà di resistere contro gli zombie.
L'uomo coi baffetti accennò un sorriso.
- Inutile. Resteremmo comunque troppo pochi - si tolse gli occhiali - Scordateveli, sono condannati. E presto lo saremo anche noi. Dobbiamo essere realisti. Smetterla di cercare alleanze coi perdenti, e trovarne una coi vincenti.
- E chi sarebbero? - Chiese la ragazza.

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Dicembre 26, 2010

Radical Shock. Una storia sinistra (3)

di Federico Mastrogiovanni
Laurentino.jpgTre. Illusioni di classe.

Se i legami di amicizia o sentimentali non reggono alle prove della realtà, o se semplicemente sono troppo fiacchi per prendere un indirizzo deciso, non cercate spiegazioni, soprassedete. Altri interessi, altri progetti covano sotto la cenere. TEMPISTI.

«Amore, ti ricordi che stasera siamo alla festa di Vincenzo Carloni?»
«Cazzo mi ero dimenticato! Stavo scaldando l'acqua per i ravioli ai carciofi di Giovanni Rana. Sicura che non vuoi che mangiamo prima a casa?»
«Mmm no. Facciamo tardi. Però me li rifai domani?»
«Vavene.»
Qualche giorno fa ho litigato pesantemente con Paolo, il mio amico e collega. Non riesco più a fidarmi di lui. Questa storia della setta esoterica mi ha fatto cambiare atteggiamento. Comincia a inquietarmi più del normale. Mi ossessiona come un tarlo. Ho tirato fuori l'argomento e Paolo si è stranito. È stato evasivo. Tempo fa però era stato lui a parlarmi del lavoro. Quando ancora io non ero allarmato, né incuriosito. Era stata una sorpresa.

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Dicembre 25, 2010

Natività

di Alessandro Villari

Stellarossa.JPGIn quel tempo uscì un decreto da parte di Erode Re di Giudea che ordinava il censimento di tutti gli immigrati, promettendo la regolarizzazione a tutti coloro che si fossero registrati.
Ahmed era giunto dall’Etiopia due anni prima per sfuggire alla guerra e cercare lavoro. Faceva il pastore nei dintorni di Betlemme: in cambio di 20 sesterzi al giorno pascolava le pecore che una multinazionale romana appaltava a una cooperativa del luogo. Come molti altri pastori e braccianti immigrati che lavoravano per la cooperativa, Ahmed era in nero e quindi senza permesso di soggiorno, come previsto dalla legge Antipa. Con la sua famiglia, moglie e quattro figli, viveva nella stalla del suo padrone, un fariseo di nome Angelo.

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Dicembre 23, 2010

Divine Divane Visioni (Best of 01/02) – 17

di Dziga Cacace

Welcome to the camp, I guess you all know why we're here
The Who,
We’re Not Gonna Take It

ddv1701.jpg201 – The Kingdom del geniale paramedico Lars von Trier, Danimarca/Svezia 1994

È un sabato indolente. A Milano fa un caldo predesertico e io mi trascino per casa come uno zombie, in preda al raffreddore e al mal di testa. Ci viene a trovare l’Alessandra e bisogna trovare un’idea per svoltare la serata. Comincio a snocciolare i miei temibili titoli muti, in bianco e nero e possibilmente sovietici e lei non batte ciglio. Dovrebbe essere questa la mia donna, cazzo, altro che la cugina Barbara! Poi, quando declamo The Kingdom II c’è una hola generale accompagnata da mortaretti. Mangiamo una pizza (ma io mi tengo leggero con speck e brie). (Una pizza con speck e brie, ovviamente) e poi si parte. La versione del Regno II in mio possesso è in versione originale (danese), con sottotitoli in francese. Manca giusto un dito in culo con sabbia. Boccheggio di fronte all’edizione babelica ma l’amore per Lars è tale che stringo i denti. Però poi ci si mette Barbara che comincia a farci domande sui personaggi: e chi è questo, e quell’altro dove l’ho visto, e com’era andata a finire in The Kingdom. E allora rivediamolo questo Regno I, dài!, e rimandiamo la visione del secondo episodio a serate con mente più fresca.

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L'amore ai tempi del manganello

di Uno studente della Sapienza di Roma

NoiLiberi.jpg[Di nuovo siamo costretti a omettere il nome dell'autore dell'articolo. E' vero che gran parte delle manifestazioni del 22 dicembre sono state pacifiche, però quelle del 14 restano tabù. Si infittiscono anzi le proposte repressive, niente affatto nuove. La famiglia imolese di mia madre era socialista. Sotto il fascismo tutti gli uomini di casa venivano arrestati preventivamente ogni volta che Mussolini passava per Bologna e dintorni, e rilasciati dopo la sua partenza. C'è chi, al governo, si ispira a quel modello.] (V.E.)

Roma 20 dicembre
Non ho fatto e letto granché dal pomeriggio del 14 dicembre. La notte di martedì è stata tra le più agitate degli ultimi tempi. Demoni, fantasmi, mostri hanno invaso il mio (mancato) riposo. La fase R.E.M. non è mai giunta, il giorno dopo ero distrutto dalla mancanza di sonno. Mercoledì un senso di spaesamento vitale cingeva la mia coscienza; per inerzia mi sono dedicato agli impegni ma nulla poteva cancellare gli eventi del giorno prima. Volevo riposizionarmi nel tempo e nello spazio ma non ci sono riuscito. Questa è solo una piccola storia, una narrazione in breve del mondo lacerato della Piazza. Un resoconto lirico e non un'analisi politica. Una visione di un particolare da parte di uno stagionato studente.

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Dicembre 21, 2010

Palle, precari, professori ed altre cose poco divertenti

di Girolamo De Michele

Testo integrale dell'intervento letto alla serata “Un panino con Dante”, Ferrara, 15 dicembre 2010

Demoni.jpgIeri tutti quelli che credono che l'opposizione sia questione di palle sul pallottoliere hanno dato tutti i numeri di cui erano capaci. Mi permetto di dare anch'io qualche numero.
Dalla Sintesi Dati Scuola Statale 2009-2010, pubblicata dal ministero dell'istruzione, possiamo farci un'idea della reale entità dei taglio dello scorso anno: quando, per capirci, il riordino dei cicli scolastici della scuola superiore non era ancora entrato in vigore. La dotazione organica del personale docente è diminuita, dal settembre 2008 al settembre 2009, di 36.806 unità. Più in concreto, il numero dei docenti di ruolo è diminuito di 26.522 unità; i contratti a tempo determinato, cioè i posti per supplenti, sono diminuiti di 13.862 unità; in totale sono scomparsi dalla scuola pubblica 40.384 insegnanti (dei quali circa un migliaio di personale di sostegno, e 500 dirigenti); a questi lavoratori scomparsi vanno aggiunti 14.157 collaboratori, quasi tutti precari.

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Il Brasile e il paradosso Marina

di Alessandra De Luca

Silva.jpgVista dall’Europa Maria Osmarina Marina Silva Vaz de Lima, meglio conosciuta come Marina Silva, è semplicemente la candidata Verde che, con il 19,3% di preferenze, alle ultime elezioni brasiliane si è frapposta a sorpresa fra Dilma Rousseff, la ex guerrigliera candidata di Lula e futura vincitrice, e il “moderato” José Serra. E’ stata lei l’ago della bilancia delle elezioni presidenziali di uno Stato, il Brasile, che occupa quasi il 50% di tutta l’America Latina e che fa parte del BRIC, il gruppo di paesi dalle economie più emergenti ed aggressive del pianeta. Il fatto è che Marina oltre a essere Verde è anche evangelica. Appartiene per l’esattezza all’Assembléia de Deus, la setta pentecostale più diffusa in Brasile che, con i suoi 8 milioni e mezzo di seguaci, ha votato in larghissima parte per lei assieme a tutti gli altri evagélicos. Il Brasile è attualmente il paese col maggior numero di pentecostali al mondo, primato che si è conquistato scalzando persino gli Stati Uniti che, se invece parliamo di evangelici in generale, continuano a detenere un primato assoluto: 44 milioni contro i 27,6 del Brasile.

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Dicembre 20, 2010

L'Uomo Che Brucia

di Alessandra Daniele

Uomochefuma-x-files.jpgRiceviamo e pubblichiamo un'altra lettera inviata ai ragazzi del movimento da un personaggio che, sebbene molto noto a livello mediatico, per motivi di sicurezza personale preferisce rimanere anonimo, firmandosi solo con un nick: ''Cancer Man''.

Cari ragazzi, so che in questi giorni v'è arrivato un sacco di spam e di phishing. Permettete che invece io vi scriva qualcosa che potrebbe esservi utile. V'è già stato detto che bruciare e distruggere vi porterà al fallimento. In realtà, state facendo la cosa giusta, ma la state facendo nel modo sbagliato.
Cercherò di spiegarmi meglio con qualche esempio pratico. Durante la vostra manifestazione sono stati bruciati alcuni oggetti, e dopo pochi giorni contro di voi si stanno già preparando nuove leggi speciali. Ai responsabili del rogo della fabbrica Thyssen Krupp, nel quale morirono bruciati sette operai, dopo tre anni si sta appena cominciando ad applicare le vecchie leggi normali.
Per quegli oggetti bruciati, avete già subito un'infinita sequela di violente condanne morali, sociali e politiche. I responsabili della strage ferroviaria di Viareggio, nella quale morirono bruciate trentadue persone, non ne hanno ancora subita nemmeno una penale. Uno di loro è stato anche nominato cavaliere, titolo particolarmente significativo nel vostro paese.

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Dicembre 18, 2010

Tecniche di teratologia (Nightmare Abbey 1)

di Franco Pezzini

aldinism.jpgQuando Dumas, per affrontare in qualche modo i fantasmi della sua vita – amici scomparsi, altri dispersi nelle derive del quotidiano, malinconie a riempire i sottoscala del successo, senso greve di morte – costruisce le sue milleunanotte del sovrannaturale, il punto di riferimento non può che essere il vecchio affabulatore Charles Nodier delle serate di gioventù all’Arsenal. In quel salotto fitto di nomi eccellenti (Victor Hugo e Lamartine, Musset, Delacroix e tanti altri), Nodier giocava a inventare storie e – spesso – a reinventarne altre, pescate qui e là da testi anche recenti ma giocate con la libertà di miti condivisi. Non è un caso che Dumas gli dedichi idealmente quel delizioso pastiche del 1849, La femme au collier de velours, che sostiene confidatogli da Nodier sul letto di morte: sia vero o meno, la scintillante rilettura di un tema macabro – la notte d’amore con lo spettro di una giustiziata – trattato pochi anni prima e in rapida successione da Gabrielle de Paban, Washington Irving e Pétrus Borel ha proprio lo stile dell’eruditissimo e ironico bibliotecario dell’Arsenal. Dove il sapore di un’antica complicità nel gioco letterario rafforza l’evocazione di un mondo amato e finito, ma insieme sembra protestare davanti a tale capezzale la dignità del Fantastico e del dargli voce.

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Radical Shock. Una storia sinistra (2)

di Federico Mastrogiovanni

rom.jpg Capitolo Due. La vera via

Ricercatori e detective, preferite alla quiete delle abitudini tranquille il bisogno di percorrere sentieri inesplorati, e rivelare ciò che si nasconde dietro il sorriso dell'ufficialità. Ma l'amore vorrebbe scavalcare quel “quid” irritante e trovare pace. DETECTIVE.

Ho conosciuto Ginevra Mischianti a una festa a San Paolo. Mi ha anche riaccompagnato a casa. Io nel tragitto: muto. Ho il suo numero. Aspetto. Non è il caso di bruciare le tappe. Non è il caso di mettere troppa carne al fuoco.
Continuo a vedere Veronica. Anche Veronica fa l'attrice. Fa molte cose in realtà, una delle quali è l'attrice. È decisamente bella. La nostra prima conversazione riguarda la masturbazione femminile. Lo spirito goliardico di Veronica lascia storditi.

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Roma, 14 dicembre: io c'ero

di Luca B.

BookBloc.jpg[Abbiamo omesso il cognome dell'autore, per quanto non l'avesse chiesto, al fine di evitargli conseguenze giudiziarie. E' già cominciata la ratonnade ("caccia ai topi": così erano chiamate le spedizioni punitive dei colonialisti francesi contro gli algerini ribelli) voluta da che si spaccia per gatto, pur vivendo in un buco ben blindato e avendo più coda che corpo.] (V.E.)

Sono tornato stanotte alle tre da Roma e adesso, a mente fredda (tiepida, diciamo), di fronte agli articoli di Repubblica mi viene da dire:

C'erano gli infiltrati? i provocatori? Erano lì a fare cosa? Ad alzare il livello di tensione?

Allora dico che hanno lavorato per nulla, non erano necessari ieri, perché ieri il livello di tensione e di rabbia era già alto. Personalmente ho fatto prima parte del book bloc (ho cercato Noi saremo tutto, che avevo pure votato nel sondaggio Uniriot, ma non ho avuto il piacere di usarlo, mi sono accontentato di Alice nel paese delle meraviglie), poi nel pomeriggio ho abbandonato quello stesso libro con cui avevamo provato a forzare il primo blocco di polizia (con scarsissimi risultati c'è da dire) perché la nuova tattica del corri, colpisci e fuggi, in quel momento era più utile.

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Dicembre 16, 2010

Gioia e rivoluzione

di Sandro Moiso

londra 2010.jpgIn attesa dello spettro più pericoloso, strani fantasmi si sono aggirati, negli ultimi anni, in Occidente sui campi dello scontro sociale.
A Seattle alla fine degli anni novanta, durante la lotta contro il G8, sicuramente il fantasma di Kurt Cobain si è aggirato tra i manifestanti, trascinandosi appresso quello di Frances Farmer già precedentemente evocata in una sua canzone.
Quello di Joe Strummer, invece, si è aggirato per le vie di Londra, insieme a decine di migliaia di studenti e di giovani del South-East End, nei giorni scorsi.
Chi l’ha visto ha raccontato che sorrideva, fischiettando London Calling.
L’ultimo a comparire, però, è stato Demetrio Stratos, presentatosi, per alcuni inopportunamente, nelle vie di Roma lo scorso 13 dicembre.

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14 dicembre 2010. L'attacco al palazzo, d'inverno

di Paola De Luca

RomaScontri.jpgDue mondi si sono telescopati oggi, a Roma. I media hanno immediatamente conferito il titolo di "guerriglia criminale" agli uomini e alle donne che attaccavano i blindati e davano fuoco alla dorata città dei regali di Natale.
Nel palazzo, si celebrava una cerimonia classica: c'erano un po' di Cesari, c'erano un po' di Bruti, c'erano scherani di una parte e dell'altra che si agitavano per qualche pugno di dollari.
Io, che pure sono ormai lontana dal credere che scatenarsi in piazza possa cambiare le cose, mi sono ritrovata a sorridere, a fare il tifo per i giovanotti e le giovanotte in passamontagna.
Non servirà a niente, ma ogni tanto è edificante vedere che l'ordine è messo sottosopra, ascoltare altro che il gingle mielosissimo che ci viene ammannito con fervore quotidiano. Le buone intenzioni di ogni oratore, i pii propositi avanzati ovunque, lo sdegno contro ogni brutalità.

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Slam X - La rivoluzione con le bombe di carta

enricogabriellijpg.jpgdi Marco Philopat e Andrea Scarabelli

Sabato 18 e domenica 19 dicembre, nel centro sociale Cox 18 nel quartiere Ticinese di Milano avrà luogo la seconda edizione di Slam X. Slam X è il festival di reading e performance organizzato da Agenzia X con la partecipazione di molti scrittori, musicisti e artisti che rappresentano stili, sensibilità e opinioni differenti, ma pronti a salire sul palco per leggere testi, alcuni musicati e altri figurati, che richiamano a un'idea critica della società contemporanea.
Il sottotitolo di questa nuova edizione è: La rivoluzione con le bombe di carta. Una dicitura che ci sembra in sintonia con il momento storico.

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Dicembre 15, 2010

Oggi la capitale, domani il capitale

dell' Assemblea di Scienze Politiche Occupata - Bologna

ScontriRoma.jpg[Giornata umiliante ed entusiasmante, quella del 14 dicembre. Umiliante nel vedere un governo screditato piegarsi alle più squallide compravendite, per conquistare tre seggi in più di un'opposizione semi-addomesticata. Entusiasmante perché chi era abituato a picchiare, talora a uccidere impunemente, si è trovato di fronte una massa decisa a resistere e a non lasciarsi intimidire. Un ritorno agli anni Settanta? No, la conseguenza logica di un quadro di precariato e disoccupazione, mentre un potere politico quasi decomposto celebra, chiuso nei suoi palazzi assediati, vittorie effimere, al ritmo dell'orchestrina del Titanic.] (V.E.)

Oggi la capitale, domani il capitale
La giornata di oggi, che ha visto migliaia di studenti e non, ribellarsi contro quelle strutture e quei simboli che definiscono la gestione del territorio che ci circonda, è solo l’inizio.

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La biblioteca "Giulio Salierno" in pericolo

dell'Associazione Culturale Papillon-Rebibbia

sbarre.jpgLa biblioteca "Giulio Salierno" è un'esperienza unica nel suo genere, ed è in pericolo.

L'Associazione Culturale Papillon-Rebibbia
Per spiegare bene questa affermazione è necessaria una piccola introduzione su chi materialmente ha permesso la nascita e la crescita della biblioteca, l'Associazione Culturale Papillon-Rebibbia. Nata nel 1996 su iniziativa di un gruppo di detenuti della casa circondariale "Rebibbia - Nuovo Complesso", l'Associazione Culturale Papillon riorganizza le disastrate biblioteche dei reparti del carcere e propone e gestisce direttamente una serie di iniziative culturali e "rivendicative" con l'aspirazione che queste possano essere un ideale ponte verso quei cittadini che poco e male conoscono la drammatica realtà delle carceri.

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Dicembre 13, 2010

Antonella Beccaria: PICCONE DI STATO

di Girolamo De Michele piccone_di_stato.jpg

Antonella Beccaria, Piccone di Stato. Francesco Cossiga e i segreti della Repubblica, Roma, Nutrimenti 2010, pp. 176, € 13.00

qui l'inizio del libro (dal blog di Antonella Beccaria)

Lasciati scadere i coccodrilli di rito, i necrologi interessati, i commenti pro domo, con questo libro di Antonella Beccaria abbiamo finalmente l'occasione di ritornare su Francesco Cossiga e sui cosiddetti “misteri d'Italia”. Va detto, con chiarezza, che per chi – e noi di Carmilla siamo tra questi, e ne andiamo fieri – Cossiga è sempre stato Kossiga-con-la-K, il responsabile politico degli omicidi di Francesco Lorusso e Giorgiana Masi, non ci sono giudizi da rivedere. In un certo senso, questo libro non aggiunge nulla di nuovo ai fatti noti e a quelli sui quali il giudizio sulla verità storica e giudiziaria dev'essere sospeso – fermo restando quello sulla verità politica.
Dov'è allora il punto di forza di questo lavoro, che è importante e che va letto?

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Dicembre 12, 2010

Controbilancino

di Alessandra Daniele

Bilancia.jpg- Benvenuti a Vai Fuori Dai Coglioni, il nuovo talk show di Raidue creato apposta per controbilanciare Vieni Via Con Me, e lo strapotere comunista sui media, garantendo il diritto di replica e il contraddittorio democratico.
Cominciamo subito dando al ministro del Controbilancio la possibilità di smentire una delle più gravi calunnie messe in giro dalle sinistre: che Napoli sia ancora sommersa dalla spazzatura.

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Dicembre 11, 2010

Malanova: Intervista a Cristina Zagaria

di Marilù Oliva
zagaria.jpg«Ho ritrovato anche qualcosa che avevo perso da anni, ho ritrovato il mio corpo. E proprio quando l'ho ritrovato non sono riuscita ad accettarlo, perchè ormai lo sentivo rubato e sfruttato». (Anna Maria Scarfò)

“Malanova” (Sperling & Kupfer), come altre opere della giornalista Cristina Zagaria, parte da una storia vera, cruda, feroce, quella di Anna Maria Scarfò - altra voce del romanzo -, storia consumatasi in Calabria, a San Martino di Taurianova: dai tredici ai sedici anni Anna Maria è stata in balìa di un branco di compaesani, tre uomini che hanno abusato di lei psicologicamente e fisicamente. Quando ha trovato la forza di ribellarsi a questo giogo e denunciare i suoi aguzzini, si è esposta a un nuovo tipo di violenza, più ambigua e invincibile perché basata sul numero, sul pregiudizio e sull’ignoranza: l’ostracismo sociale di un paese che ha scelto di schierarsi a favore degli uomini incriminati, additando Anna Maria come unica responsabile, come “la puttana”, la “Malanova”, e perseguitandola subdolamente. Punizioni molteplici in cui, per assurdo, le prime a scagliare le pietre sono state proprio le donne: quelle coinvolte come mogli, madri o fidanzate dei veri colpevoli.

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Radical Shock. Una storia sinistra (1)

di Federico Mastrogiovanni

Radicalcopertina.jpg[Presento qui il primo capitolo di un romanzo a puntate che uscirà periodicamente su Carmilla. Radical Shock. Una storia sinistra è stato scritto dall'amico Federico Mastrogiovanni, anche lui esiliato volontario (?) in Messico da alcuni anni.
Infatti c'è tanto Messico e America Latina in questo libro ma anche molta Italia, quella che va (almeno un po') e soprattutto quella che non va. Quella che ci fa andare via e che a volte, al contrario, ci fa venir voglia di tornare. Federico è giornalista e reporter free lance e lavora per riviste, radio e mezzi d'informazione di vari paesi.
Voglio approfittare per fargli i miei auguri dato che proprio in questi giorni è impegnato a raccontare e vivere la realtà di Haiti a una settimana dalle elezioni presidenziali in quel paese e a 11 mesi dal suo primo viaggio dentro la distruzione del terremoto. E' un saluto ma anche un ringraziamento per i consigli preziosi che mi ha dato il gennaio scorso, prima che anch'io partissi per Porto Principe. Potete seguirlo sul suo blog http://radicalshock.wordpress.com. La stupenda copertina è stata disegnata da Giulio Fermetti] Buona lettura e alla prossima uscita (i sabati)! (Fabrizio Lorusso)

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Dicembre 10, 2010

Antonin Artaud: SUL SUICIDIO E ALTRE PROSE

di Andrea Ponso

artaud.jpgIl “blocco Artaud” ci permette di entrare nel vivo di una crisi, una crisi di pensiero e di rappresentazione, con un movimento che non può non chiamare in causa il rapporto con il mondo e con il reale, la lucidità e le mille trappole del letterario: tutto il suo lavoro è un vero e proprio corpo a corpo con il sistema delle conoscenze occidentali e non solo, con la religione (certo Artaud non era un ateo: un ateo non lotta così a lungo con Dio) e con le varie suddivisioni dei saperi. Partendo dalla tematica principale attorno alla quale si raccolgono questi scritti (frecciabr.gif Sul suicidio e altre prose, Via del vento, 4 euro) cercheremo di dimostrare, entrando nel vivo di questi brevi ma veramente preziosissimi testi, le frizioni che la macchina da pensiero produce a contatto con la mobilità e il corpo del nostro autore.

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Dicembre 08, 2010

ON “THE ROAD” TO HELL

Troppo Pulitzer - Troppo poco Holly-weird
The-Road-Movie1.jpg
di Alan D. Altieri

Guess what, sucka, life is shit and then you croak. Difatti, quali confortanti compagni di viaggio sono le sempiterne perline di saggezza dello Zio Sam!
O no?
Nella fattispecie: “Indovina un pò, scemo, la vita è una merda, e poi crepi.”
Purtroppo, dalla mega-fame dell’Africa Sub-Sahariana, passando per le fosse comuni del nuovo demoKratiKo IraKKK, vagando per le trincee putride del parimenti nuovo demoKratiKo AfghanistaNNN, transitando per le tintarelle al petrolio del Golfo del Mexico, giù fino alle diskariche in perenne eruzione de noantri, la perlina di cui sopra rimane pur sempre una biblica verità.
Das right, moron, welcome to dying planet earth.

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Dicembre 07, 2010

Argentinazo 9: Una storia di Soriano

di Alberto Prunetti

soriano_bayer.jpg[Intervistai Osvaldo Bayer (nella foto con Soriano) a Buenos Aires nel 2005 per conto de Il Manifesto (qui) e parlammo molto della sua amicizia con Osvaldo Soriano. Una parte di quell'intervista non venne mai pubblicata. L'avevo prima inserita nel mio romanzo Il fioraio di Perón, poi la tolsi, forse perché offre un'immagine “sorianesca” di Bayer che stupirebbe molti argentini. Finalmente la pubblico su Carmilla assieme ad altri aneddoti relativi alla Fiera di Francoforte del 1976 (quella dedicata alla letteratura Latinoamericana) e alle vicende dei letterati argentini esuli in Europa negli anni Settanta. Siamo davanti alla casa di Osvaldo Bayer, in un angolo del quartiere “tedesco” di Belgrano. Proprio sulla soglia, davanti alla scritta “El tugurio”. Così Soriano aveva ribattezzato quella casa piena di libri e ritagli di giornale in cui dopo la fine della dittatura andava a cena ogni mercoledì.] A.P.

_Osvaldo, sarebbe troppo chiederti un passaggio in macchina fino al mio albergo? Sta in centro, non lontano dall’obelisco.
_Lo siento, amigo. Non posso. E non prendertela con me, ma con Osvaldo Soriano.
_Che c’entra Soriano?
_Non sai che ho smesso di guidare per colpa di Soriano?
_Come sarebbe a dire?

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Ultracorpo

di Danilo Arona e Mister Tony

Ultracorpo.jpgEcco le ultime cronache che mi giungono da Mister Tony.

Nel suo ultimo romanzo, The Lovers, l'inquietante autore di thriller John Connolly scrive qualcosa di molto interessante, che si inquadra in una storia molto simile all'argomento di cui andiamo dibattendo da mesi. Un enigmatico personaggio della novel, un rabbino che lotta contro le forze del Male, racconta di una mosca, la Plesiometa Argyra, vivente in Costarica, che, al pari di molte altre, utilizza ragni come ospiti per le proprie larve. Ma a differenza delle altre, che si limitano a paralizzare l'ospite, iniettargli le uova e poi lasciare le larve a nutrirsi dell'ospite ancora vivo ma impotente fino a ridurlo un puro involucro, questo insetto fa qualche altra cosa di straordinario.

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Dicembre 06, 2010

Spingitori di bombardieri

di Alessandra Daniele

USAFlag.JPGAttratti dagli elementi Cafonaleaks, in pochi hanno dato il giusto rilievo al contenuto della pentola più interessante scoperchiata dallo tzunami Wikileaks: Arabia Saudita e Israele che chiedono agli USA di dare una bombardata all'Iran.
Sarebbe infame complottismo insinuare che la faccenda sia attribuibile ai particolari rapporti fra questi paesi e gli Stati Uniti, o peggio, a interessi degli USA nell'area mediorientale.
In realta gli Stati Uniti accettano questo tipo di richieste da chiunque, e appena ne hanno la possibilità le esaudiscono di buon grado, e senza nessun tornaconto. Come Babbo Natale. Per dimostarlo, inoltriamo anche noi una richiesta del genere, un elenco di località che ci piacerebbe vedere bombardate per le feste (in tutti i sensi).

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Arrivederci, Contessa!

di Franco Pezzini

CarmillaIngridPitt.jpgIn un sito che si chiama come questo, sarebbe impossibile non ricordarla. Ingrid Pitt, la più nota Carmilla del cinema, ha chiuso gli occhi il 23 novembre in un ospedale londinese – appena compiuti i settantatrè anni, e a distanza di poche settimane dalla scomparsa del regista che per la Hammer l’aveva diretta in quel ruolo, Roy Ward Baker. In The Vampire Lovers (Vampiri amanti), 1970, il velato accento polacco – era nata a Treblinka, il 21 novembre 1937 – e una certa teatralità tra il malinconico e il melodrammatico fanno parlare di lei come di un Bela Lugosi al femminile. E in effetti le apparizioni dell’attrice in contesti gotici – non numerose, ma fondamentali – bastano a consacrarla tra le Queen of Horror più carismatiche ed effervescenti.

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Dicembre 04, 2010

I libri & i luoghi

di Marilù Oliva

“il fratello greco” di Diego Zandel, Hacca, 2010, euro 14

zandelok.jpgPer presentare “il fratello greco” (sic in minuscolo) parto da un dato estetico non essenziale ma neppure irrilevante: la copertina è una delle più suggestive che abbia visto tra i libri di quest’anno. Il libro sembra un portaritratti, con tanto di cornice usurata, foto d’epoca e sostegno in quarta di cartoncino duro. Il contenuto non delude le aspettative indotte dall’illusione ottica: il romanzo narra il delicato ma potente percorso di Errico Sapori, nome che evoca il più grande anarchico italiano (Errico Malatesta), su un triplice piano: interiore, spaziale, familiare. Errico è oggi un marito non più appagato dalla famiglia ma soprattutto è un ex manager cinquantenne appena sottoposto a pensionamento. L’isola di Kos come destinazione di ripiego si rivela luogo d’elezione per un viaggio nei ricordi, nel non-svelato, dove pezzi di memoria si sfumano in un presente inedito.
Perché Kos?

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Dicembre 03, 2010

Gianfranco Ragona: GUSTAV LANDAUER anarchico ebreo tedesco

Landauer2.jpg

di Sandro Moiso

Gianfranco Ragona, Gustav Landauer anarchico ebreo tedesco, Editori Riuniti University press 2010, pp. 448, € 25,00


Gianfranco Ragona, ricercatore di Storia del pensiero politico presso l’Università degli Studi di Torino, con il presente testo prosegue, dopo il precedente contributo dedicato al marxologo Maximilen Rubel, la sua ricerca sul pensiero e l’azione di alcune figure eretiche del socialismo, dell’anarchismo e del pensiero utopico del‘900.

In tale contesto, la figura di Gustav Landauer spicca non solo per l’attualità dei temi che gli furono più cari, ma anche per la centralità che finì col rivestire all’interno di un dibattito che, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, vide coinvolti i maggiori rappresentanti della cultura ebraica e del pensiero socialista e anarchico tedesco.
In questo senso egli fu realmente mitteleuropeo, non solo dal punto di vista geografico, ma anche per la centralità che quei confronti e quegli scontri rivestirono all’interno del movimento operaio e della cultura europea tra la Belle Époque e il primo conflitto mondiale.

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Intervista a Michel Houellebecq: LA CARTA E IL TERRITORIO

houellebecq1.jpgdi Giuseppe Genna

Michel Houellebecq ha appena vinto il premio Goncourt con il suo ultimo romanzo, frecciabr.gif La carta e il territorio (Bompiani, 20 euro). Una vicenda, quella del premio, che si trascinava da anni. Le plurime candidature di suoi libri sono sempre state bocciate e avversate dalla giuria. Il Goncourt è molto più che il nostro Premio Strega ed è stranissimo che l’autore francese, molto lontano da qualunque mondanità letteraria, ci tenesse in maniera così maniacale. Eppure, incontrandolo, si torna a quote più normali: Michel Houellebecq è un uomo gracile, tremulo, apparentemente inoffensivo, uno dei massimi scrittori viventi che ostenta indifferenza a tutto, mentre in realtà assorbe ogni evento, ogni mutamento di atmosfera. Il suo sguardo è felino. La sua gentilezza sfiora l’inermità. Sembra non coincidere con il personaggio dipinto dai media, una sorta di narcisista isterico e nichilista che divide i lettori in nemici e adepti, o uno scribacchino che ottiene successo e denaro con provocazioni ben calibrate.

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Dicembre 02, 2010

Divine Divane Visioni (Best of 01/02) – 16

di Dziga Cacace

Amigo… la mierda, siempre mierda es!
Gian Maria Volonté,
Quién sabe?

ddv1601.jpg190 – Planet of the Apes del primate Tim Burton, USA 2001

Too much monkey business, caro Burton. Allora: una pizza in compagnia e poi al cine con Alessandra, per goderci il regista che garantisce sempre accurate messe in scena e divertimento, uno che crea mondi e sa ancora giocare con l’emozione del cinema. Dicono. Perché stavolta toppa forte (e a me aveva fatto cagare anche Beetljuice spirito porcello). Siccome il Cacace è il meglio sulla piazza, son reduce dalla lettura del romanzo di Pierre Boulle (del 1963) a cui si ispirò Il pianeta delle scimmie sessantottino e posso apparecchiarvi un paragone tra fonte letteraria, primo film e ultimo venuto, cosa che neanche al CERN saprebbero concepire ma questo criticonzo tutto fosforo, sì. Ora, credo che nessuno NON sappia come si svolge la vicenda (il manifesto del film di Schaffner era già un clamoroso spoiler visivo), però, ecco, se volete vedervi i film o leggervi il libro, non andate oltre e ringraziate dell’avvertimento, cosa che abitualmente non faccio.

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