testatahomenew.jpg

Giugno 29, 2010

La strada bruciata delle magliette a strisce

di Marco Philopat

rivolta a striscie_piccola.jpgSono passati esattamente cinquant'anni dalla rivolta dei ragazzi in maglietta a strisce scesi piazza a Genova per impedire un congresso di neofascisti. Un convegno voluto anche dall'allora governo del democristiano Tambroni, che da pochi mesi era diventato presidente del Consiglio grazie ai 14 voti dei parlamentari dell'Msi. La determinazione dei manifestanti fecero fallire quel tentativo di sdoganare, per la prima volta dal dopoguerra, gli eredi del tragico ventennio. Quel convegno fu infatti annullato. Nell'estate del 1960 ci fu un terremoto, di quelli imprevisti, violento e allo stesso tempo liberatorio. In prima fila negli scontri di piazza, da Genova a Catania, da Reggio Emilia a Palermo, da Roma a Bologna, c'erano giovani sui vent'anni, operai figli di operai che pagarono cara la loro voglia di farsi sentire. La pagarono con il sangue. In undici rimasero sull'asfalto, crivellati dalle sventagliate dei mitra e dai colpi di pistola. Altre centinaia finirono in ospedale o sul banco degli imputati come pericolosi sovversivi e condannati a scontare anni di carcere. Sapevano di rischiare grosso eppure scesero in piazza convinti che andasse fatto, che quello era il loro dovere, l'unico modo per dire no al ripetersi della storia. Per questo motivo i ragazzi con le magliette a strisce rimasero impresse nel mio cervello appena ne venni a conoscenza.

Permalink: postato alle 07:53 PM | TrackBack


Giugno 28, 2010

La voglia, la pazzia...

di Filippo Casaccia

DAM.jpgQuando segni solo tre gol in vita tua, poi te li ricorderai per sempre, come se fossi appena uscito dal campo.
Il primo l’ho segnato durante l’ora di educazione fisica, in quarta liceo, e non so se possa valere ai fini statistici. Ma diciamo di sì, perché dover parlare solo di due gol risulterebbe umiliante.
Ero il terzino destro titolare della mia classe, probabilmente per mancanza di alternative. I calzettoni tirati giù sino alle caviglie, come Toninho Cerezo, cui mi accomunava solo la magrezza. Ero scarso, ma alto e in qualche maniera efficace: se non arrivavo alla palla di cuoio, arrivavo a quelle di carne dell’attaccante che marcavo. Ogni tanto, negli ultimi minuti, mi concedevo una licenza offensiva, approfittando della stanchezza fisica degli avversari e di quella mentale dei miei compagni. Il mio primo gol l’ho fatto così, senza neanche lasciargli il tempo di protestare: scattai sulla fascia e, stupendo tutti, me per primo, mi trovai davanti al portiere. Litigai con la palla e la misi dentro di sinistro, piede col quale a malapena cammino. Per tutti avevo scartato l’estremo difensore con una classe inedita.
Io sapevo che era stato assolutamente casuale.

Permalink: postato alle 02:56 PM | TrackBack


Generatore X

di Alessandra Daniele

Dizionario.jpg- Finché si trattava di piazzare le ragazze... adesso però, con tutti questi a cui evitare la galera, il nostro governo è già arrivato a diciottomila e seicentoventisette ministri - disse il segretario.
- E allora? Ho abolito ogni limite massimo - commentò il premier con aria annoiata - e me ne servono altri sette entro giovedì.
- Con quali competenze?
- Ma devo dirvi tutto io? Inventatevele, come al solito!
Il segretario sosse la testa con imbarazzo.
- Abbiamo un problema col Generatore automatico di ministeri.

Permalink: postato alle 08:40 AM | TrackBack


Giugno 27, 2010

Iacopo Barison: 28 GRAMMI DOPO

di Marco Meneghelli

BarisonVentotto.jpgIacopo Barison, 28 grammi dopo, Voras edizioni, 2010, pp. 144, € 13,00

Il cosiddetto genere noir ha i suoi stilemi e le sue regole già molto codificate, dalla possibilità che muoia il protagonista al senso di fallimento, di lutto e di perdita che pervade molti romanzi di questo genere al pessimismo metafisico fino alla presenza di un qualche investigatore privato o pubblico in stile Marlowe. Ma si può allo stesso modo pensare al noir in senso più lato e generale e trovare tratti neri in autori non specificamente classificati all’interno di questo filone. Per fare solo un esempio, un autore come David Foster Wallace, che ha nello humour una delle sue più evidenti caratteristiche di stile, abbastanza spesso, penso in particolare a Infinite Jest, tende al nero, il suo è uno humour fondamentalmente nero. E allora perché non considerare i romanzi di Wallace come caratterizzati anche da aspetti del genere noir, di essere in qualche modo e latu sensu noir? In questa prospettiva di allargamento del concetto di genere potrebbero ben rientrare allora molti altri autori che esplicitamente al genere non appartengono.

Permalink: postato alle 03:37 AM | TrackBack


Giugno 26, 2010

Il corpo di Carmilla

di Andrea Cattaneo

CarmilladiFraviaDePalma.jpg[Da un paio di mesi è in corso in rete un esperimento interessante. Si tratta della stesura, promossa da Andrea Cattaneo e dalla rivista Medeaonline, di un romanzo steampunk collettivo, Il corpo di Carmilla, seguito del famoso racconto di Joseph Sheridan LeFanu da cui noi stessi prendiamo nome. Finora l’esperimento, aperto a tutti sulla base di un regolamento dettagliato, sembra riuscire piuttosto bene. Riportiamo il primo capitolo, opera dello stesso Cattaneo. Un articolo su Le Fanu, diligente riassunto di varie fonti critiche e biografiche, a firma Claudio Asciuti, è sul numero di maggio giugno della rivista Pulp.] (V.E.)

Permalink: postato alle 04:03 AM | TrackBack


Giugno 24, 2010

La riabilitazione del compagno Carlos Santana - 5

di Filippo Casaccia

Carlito’s Way (il periodo “Pigiama”)

Damn the rules, it’s the feeling that counts
John Coltrane

San51.jpgArchiviati i tremendi anni '80, con gli anni '90 comincia per Carlos Santana un incredibile Pigiama Party che porterà a un’insperata resurrezione a fine decennio. Carlos, come a testimoniare un nuovo clima, cambia look adottando dei completini multicolore e, siccome la calvizie incombe, tagliandosi la chioma. Anche lui colpito dalla Sindrome di The Edge (MAI a capo scoperto in pubblico), esibisce dei berrettini che sembrano quelli di Gullit che vendevano allo stadio, con i capelli finti attaccati sulla nuca. Ma queste son pinzillacchere perché Carlo il Calvo, fuso definitivamente coi Santana, è in una nuova fase musicale e spirituale. Non insegue più il successo a tutti i costi e fa la sua cosa. La band è stringata e tosta e il nuovo Spirits Dancing In The Flash del giugno 1990 è un buon disco, dedicato al boxeur Julio Cesar Chavez, il campione dei campioni. E io credo nella preveggenza, perché il riferimento è chiaramente un messaggio subliminale per esaltare il Chavez venezolano di là da venire.

Permalink: postato alle 11:44 PM | TrackBack


Giugno 23, 2010

La pupa e il coglione

di Marilù Oliva

format indecoroso di tele-prigione

pupa.jpgAll’inizio le pupe erano cinque, di tutte le tonalità: una rossa, una ossigenata, una con la tinta neroblu, una castano scuro e una nocciola-miele. I coglioni erano sempre cinque, ma il livello di coglionaggine era il medesimo.
Il gioco procedeva a coppie: ogni pupa si sceglieva un coglione e gareggiava con lui. Le regole prevedevano che ciascuno assecondasse la propria natura, spontaneamente, i maschi senza troppi orpelli, le pupe senza troppi veli. Chi era più bravo in questo avrebbe vinto il trofeo, un’enorme zucca vuota e un contratto annuale per una televendita di cibo per gatti. I dieci vennero chiusi in una casa. Per quattro settimane le telecamere immortalarono sfuriate, risate, mangiate, vomitate, scherzi e dispetti. L’ultimo venerdì fu aspettato con trepidazione, sarebbe stata nominata la coppia vincitrice tra le due rimaste, dopo le eliminazioni che, durante il programma del venerdì sera, avevano sfoltito i partecipanti. In finale erano arrivati due coglioni e due pupe: l’ossigenata e quella coi capelli neroblu.

Permalink: postato alle 08:55 PM | TrackBack


Giugno 22, 2010

Soldi & Potere? Welcome To (Maffya) Hell!

Trittico Montecristo, Gli anni nascosti, La città nera:
il grande ritorno del thriller politico Italian-style

di Alan D. Altieri

altieri01.jpgGuess what, proprio quando speravamo di essere al calduccio e al sicuro qui nel paese felice (Hey, suckers, we’re not in Kansas anymore...) della krikka appalti inkrikkati (... we’re IN the dirty, slimey, bloody money, ya, scumbags!), della penisola deglignotidioti (just dump the big-mouthed faggot!) e dei boiardi incollati a poltrone d’oro che galleggia (what are THEY farting about anyway?), proprio quando contavamo che sulla carta straccia dei libri (wow, you still got THAT CRAP down here?) si potesse finalmente parlare solo di nevrotike, grotteske, ma soprattutto fasulle pippe mentali (that way ya don’t realize ya terminally screwed, ya morons!), ecco che un’avanguardia di autori di sfondamento scaraventa una chiave inglese bella grossa nei già scricchiolanti ingranaggi della turpe finzione propalata dal vertice.
La chiave inglese in questione si chiama thriller politico.

Permalink: postato alle 11:05 PM | TrackBack


L'UOMO CHE SPARÒ ALL'AUTORE DI GOMORRA

(Smells Like Skunky Spirit)*

della Redazione di CarmillaIl professor Dal Lago

«Qui a Berlusconia, tra fandonie e miti, tra spettri ed epifanie del Maligno, tra risentimenti e narcisismi è in corso da un pezzo una vera e propria guerra all'intelligenza, dove ogni ragionamento di un qualche spessore è tacciato di sabotaggio o di spregio dell'umore popolare». Così Marco Bascetta, difendendo la pubblicazione per manifestolibri del libretto Eroi di carta [158 pp., € 18.00, d’ora in poi EdC], stigmatizzava gli attacchi all’autore, il professor Alessandro Dal Lago («La libertà negata di criticare Saviano», manifesto, 30 maggio 2010).
Lasciamo perdere il termine "Berlusconia", usato in difesa di un libro che individua (non a torto) nella «personalizzazione e simbolizzazione» della politica sotto forma di un continuo referendum pro o contro Berlusconi «il segnale della vittoria strategica del berlusconismo» [EdC p. 148], e cerchiamo di capire dove stiano i risentiti e i narcisi, a quale intelligenza si dichiari guerra, e soprattutto come siano questi ragionamenti «di un qualche spessore».

Permalink: postato alle 12:00 AM | TrackBack


Giugno 20, 2010

Alla catena

di Alessandra Daniele

Fiat-logo.JPG- Dovreste essere contenti che la FIAT abbia deciso di riportare la produzione di operai in Italia.
- Sì, ma le condizioni...
- Sono le stesse già applicate con successo in tutta l'Europa dell'est - dice l'amministratore - Gli embrioni umani vengono coltivati in vitro, in batterie da dodici. Al sesto mese di sviluppo accelerato, vengono inseriti nel meccanismo produttivo attraverso una serie di innesti biomeccanici collegati alla catena di montaggio, e iniziano il loro lavoro alla FIAT.
- Fisicamente collegati ai macchinari?...- chiede il delegato.

Permalink: postato alle 07:43 AM | TrackBack


Giugno 19, 2010

Ho sognato che usciva Leopardi

di Girolamo De Michelegiacomo-leopardi.gif

Ho fatto un sogno strano.
Ero tornato tra i banchi di scuola, ma dall’altra parte: uscito di casa con la borsa da professore, mi ritrovavo seduto tra studenti in attesa dell’apertura delle buste. Cosa succede, chiedevo? Come, cosa succede? Stanno per arrivare le tracce della prova di italiano.
E infatti entrava in classe, scortata da due carabinieri, la preside, e chiamava due studenti come testimoni dell’integrità della fatidica busta.
E lì mi accorgevo di conoscerla, quella signora: era la preside Ugolini, dirigente di spicco dell’INVALSI, esponente di Comunione e Liberazione e dirigente di un liceo parificato di Bologna: eravamo a Bologna, dunque? Ma che ci facevo in un liceo privato?

Permalink: postato alle 11:37 PM | TrackBack


RITI DI PASSAGGIO - Parte 15 e ultima

di Sandro Moiso

Greyhound.jpgQui le puntate precedenti

Per consolarci dell’accaduto raggiungemmo la Yosemite Valley in autostop

Per consolarci dell’accaduto raggiungemmo la Yosemite Valley in autostop.
Nel dirigerci a Est, fummo fortunati perché trovammo, quasi subito, un passaggio su un vecchio furgone Volkswagen con cui due giovani si recavano a lavorare nella Yosemite per poter arrampicare nei ritagli di tempo.
Questo incontro ci rese allegri e ci permise di parlare un po’ con loro delle esperienze della nuova arrampicata californiana.

Permalink: postato alle 05:10 AM | TrackBack


Giugno 17, 2010

Divine Divane Visioni (Best of 00/01) – 4

di Dziga Cacace

In the electric cinema or on the telly
Nine out of ten movie stars make me cry

Nine Out of Ten, Caetano Veloso

ddv0401.jpg44 - Arrapaho del talvolta geniale Ciro Ippolito, Italia, 1984

Questa pregevole raccolta di impressioni cinefile ha la primaria funzione di informarvi su tutto ciò che potreste vedere un giorno sugli schermi, grandi e piccini. E allora non starò a fare figli e figliastri: ogni film ha diritto a una recensione, anche se è una schifezza (la recensione e/o il film). E vi dirò di più: non è questo il caso. Arrapaho è una solenne vaccata, ma divertente, a tratti squallida ma più spesso esilarante, e merita un commento che non ho negato, per esempio, a cazzate vere come Tutti pazzi per Mary. La differenza tra quel film e questo è che quello costava 1000 volte il film di Ippolito e faceva ridere molto di meno (anche se due o tre scene… vabbeh, facevo un esempio, dài). Dunque: nei verdi pascoli dell’Oregon (una discarica della Tiburtina, fonte Giusti) vivono tre tribù di indiani: i Cefalones, gli Arrapaho e i Froceyenne. La vicenda ruota intorno all’amore tra Arrapaho e Scella Pezzata, interpretata dall’erede di Irene Papas, l’elegante attrice greca Photina Lappa, in arte Tinì Cansino.

Permalink: postato alle 04:11 PM | TrackBack


Giugno 16, 2010

La ianara: intervista a Licia Giaquinto

di Marilù Oliva

ianara.jpgLicia Giaquinto, nata e cresciuta in Irpinia, ha scritto il suo quarto romanzo, “La ianara” (Adelphi, 2010, euro 16.50), proprio pensando alla sua terra e alle leggende antiche che ne hanno scandito i secoli. Leggende che hanno incentivato una rilettura misteriosa e affascinante dell’agire umano e degli eventi sia del singolo sia della comunità sia della natura: «Uomini, donne, fiori, animali, piante: ogni cosa conserva la traccia della propria esistenza anche quando non esiste più» (p. 23). Adelina è “La ianara”, la strega detentrice di saperi sconosciuti e arti curative, reietta dal paese, cercata al bisogno, selvatica nello spirito e nel corpo, che tenta di sfuggire al suo destino e si va a ficcare, senza saperlo, nel più invincibile e terribile tra gli incantesimi: l’amore. In questo caso, l'amore pazzo per il signore del grande palazzo. E vi si abbandona con la forza selvaggia che è, per ogni ianara, energia essenziale e spirito sacro.

Permalink: postato alle 08:57 PM | TrackBack


Giugno 15, 2010

Amianto. Una biografia operaia (parte due e tre)

di Alberto Prunetti

[Pubblico in un solo post le parti conclusive della versione sintetica di Amianto. L'opera integrale sarà presto fatta circolare come e-book. La prima parte è apparsa su Carmilla qui] A.P.

tessera iplom leggera.jpgUn uomo forte. Ma gli anni Settanta cominciano a minare il suo corpo. Saldatore, espone gli occhi a una luce intensa, per quanto schermata dalla maschera (quella maschera con cui un giorno mi fece vedere un'eclissi di sole). Carpentiere in ferro, ogni colpo di mazzuolo gli risuona nel timpano. L'udito è rovinato, non ci sente più, dovrà installare un apparecchio acustico. Gli occhi, feriti dalle fiamme dell'elettrodo, chiedono lenti sempre più potenti. E i denti cadono, uno dopo l'altro, provati dai metalli pesanti a cui è costantemente esposto. 1985: Renato ha quarantanni, poco più di quanti ne ho io adesso. È ancora magro e muscoloso, apparentemente in ottima forma. Ma già ha bisogno di una serie di protesi per connettersi al mondo: occhiali, dentiera, apparecchio acustico.

Permalink: postato alle 10:34 PM | TrackBack


LA SUA BATTAGLIA. Il dottor Cruciani, l'impunito Battisti e le menzogne del culturame

della Redazione di Carmilla

GiuseppeCruciani.jpgUn intero libro contro Carmilla! (1) Accidenti, che onore! Noi, secondo l’autore (il dottor Giuseppe Cruciani, titolare della rubrica La Zanzara su Radio 24, collaboratore di Panorama e di La 7), saremmo una lobby di inaudita potenza, capace di mobilitare fior di intellettuali di destra e di sinistra (da Erri De Luca a Tiziano Scarpa a Marco Müller, da Bernard Henri-Lévy a Philippe Sollers a Gabriel Garcîa-Márquez) in giro per il mondo. Il tutto a partire dalla “lista della vergogna”, cioè dalla nostra raccolta di firme (del 2004) a sostegno di Cesare Battisti. Uno spietato assassino responsabile di tre, anzi quattro delitti trent’anni fa, oggi titolare di una vita agiata in una prigione brasiliana.
Come mai, disponendo di simile potere, lo avremmo usato non per cause più illustri (tipo la verità su Piazza Fontana, la riapertura dell’inchiesta sulla morte di Pinelli, ecc.), bensì per appoggiare un oscuro portinaio della Rue Bleue, scrittore di romanzi in edizione economica, quasi sconosciuto in Italia? Come mai attorno a un criminale latitante si è mossa una fetta così consistente di “culturame”? Siamo grati al dottor Cruciani per avercelo spiegato.

Permalink: postato alle 04:01 AM | TrackBack


Giugno 13, 2010

Libertà a parole

di Alessandra Daniele

Silenzio.JPG- La Costituzione garantisce libertà di parola. - Esordìsce il ministro - Purtroppo però, nella sua obsoleta vaghezza, non specifica di quale parola. Ciò ha consentito negli anni davvero tanti, troppi abusi. Il nostro governo ha deciso di porre fine a questa confusione, a questo lassismo, a questo inaccettabile vuoto legislativo indegno di un paese civile. La libertà di parole associate al crimine, cioè parole come corruzione, estorsione, pedofilia, tortura, non verrà più consentita.
- Cioè nessuno potrà più usarle? - chiede l'inviato.

Permalink: postato alle 03:54 AM | TrackBack


Sumerian Connection

di Danilo Arona

Kerala.jpgHo ricevuto parecchie mail dopo la pubblicazione de “Il gufo alla finestra”. Ne ho scelto una, che mi pare la più interessante, autorizzato a renderla pubblica dall'amico che me l'ha mandata. A me, che pure ci sono abituato, qualche brivido lo regala. Giudicate voi.

Caro Danilo,

ne “La Luce Oscura” parli spesso di “vigilie”. Beh, non ne parli apertamente, ma l'allusione è ancora più efficace... vediamo se riesco a solleticare la tua curiosità: recentemente, ho avuto qualche contatto con un medium, che millantava contatti regolari con entità spiritiche, credo demoniache. Lui mi dice, un po' sconvolto: “Mi hanno detto che non si faranno vivi come prima da ora in poi...”, e io chiedo: “Perché?”. Lui mi guarda strano e risponde: “Hanno detto che sono molto occupati, si devono preparare alla battaglia di Har-magedon.”

Permalink: postato alle 03:50 AM | TrackBack


Giugno 12, 2010

Rinviati a processo i detenuti del 10 giugno 2009

dell'Assemblea contro il carcere e la repressione

AssembleaCarcereStriscione.jpg[Ci eravamo già occupati di alcuni dei "brigatisti potenziali" arrestati il 10 giugno dell'anno scorso: Manolo Morlacchi e Costantino Virgili (vedi qui e qui), Bruno Bellomonte (vedi qui). Quest'ultimo non ha nemmeno potuto votare alle elezioni di Sassari, in cui era candidato sindaco per la lista A Manca pro s'Indipendentzia e ha ottenuto un migliaio di voti; in più, è stato licenziato da Trenitalia, sebbene non colpito da sentenza definitiva.
All'udienza preliminare del 27 maggio tutti gli arrestati del 10 giugno 2009 sono stati rinviati a giudizio malgrado la fragilità delle prove a loro carico, cadute del tutto nella maggioranza dei casi. L'Assemblea permanente contro il carcere e la repressione, nata a sostegno dei detenuti, ci manda due suoi interventi sul tema. Li pubblichiamo con piacere. Il nostro punto di vista è ovviamente diverso, almeno in parte: lo abbiamo esposto e lo esporremo con calma. Tuttavia nessuna voce dell'antagonismo sociale, in un momento come questo, va tacitata.] (V.E.)

Permalink: postato alle 04:49 AM | TrackBack


Giugno 11, 2010

Santa Muerte de mi Corazòn. Vita e culto a Tepito, "barrio bravo" di Città del Messico

di Fabrizio LorussoSantaLAIDEAL.jpg

Riporto qui una conversazione che ho avuto il piacere d’intrattenere con Alfonso Hernàndez sul culto alla Santa Muerte, una fede che ormai annovera oltre 2 milioni di seguaci in Messico, America centrale e Stati Uniti, e sulla vita nel quartiere di Tepito, una zona a torto ritenuta un covo di narcos e delinquenti, una pericolosa comunità anarchica e fuorilegge, ma che in realtà è uno dei pochi quartieri di Città del Messico ad aver conservato la sua identità culturale e storica malgrado la delinquenza, la droga e le vicissitudini di una modernità tronca e povera.
Dal 1984 Alfonso dirige il Centro de Estudios Tepiteños o Centro Studi su Tepito e s’occupa di registrare le evoluzioni del culto alla Santìsima Muerte, Nuestra Señora de Tepito, che viene indicata dai suoi devoti con decine di soprannomi e diminutivi diversi come per esempio La Flaquita (Magrolina) o Niña Blanca (Bimba Bianca).
Da questa nicchia urbana e maleducata, nota anche come il barrio bravo di Città del Messico, provengono molti pugili di fama internazionale e i migliori ballerini di musica afro-antillana come la salsa e la cumbia sonidera, qui si coltiva l’arte di arrangiarsi in tutte le sue espressioni, legali e illegali, si domina un gergo fatto di doppi sensi, los albures, e anacoluti stridenti partoriti dall’orgiastico contatto tra le lingue indigene, l’inglese, lo spagnolo e la fantasia comunicativa del tepiteño. Questa specie di zona franca rivive ogni giorno l’orgoglio delle sue origini antiche come quartiere di commercianti, di indios, di lavoratori, di prostitute e papponi, di poeti rigattieri e pistoleri della parola, infine di cabrones e cabronas in perenne resistenza contro ogni forma d’imposizione esterna.

Permalink: postato alle 02:21 AM | TrackBack


Giugno 10, 2010

Gian Franco Orsi (a cura di) : SEVEN

di Valerio Evangelisti

Seven.jpgAA.VV., Seven, 21 storie di peccato e paura, a cura di Gian Franco Orsi, Piemme, 2010, pp. 410, € 19,00.

Esiste una solida narrativa italiana “di genere” che, senza essere in alcun modo egemonica nel mercato librario, come alcuni hanno preteso con allarme, si è conquistata una buona quota di lettori. Ha i propri festival, i propri luoghi d’incontro, le proprie riviste. Talora conosce trasposizioni cinematografiche e televisive. Per lo più, salvo importanti eccezioni (Camilleri, Carofiglio, in parte Lucarelli), conduce una vita del tutto separata da quella della letteratura generale. Quest’ultima guarda al “genere” con disprezzo e lo accusa in toto di essere paccottiglia. Peggio, di rappresentare un fenomeno pericoloso, perché toglierebbe spazio nelle librerie all’editoria di qualità, dalle piccole tirature, dalla scrittura raffinata e dai contenuti “alti”. La narrativa di genere, definita in toto di consumo, parteciperebbe quindi attivamente all’attuale trasformazione delle librerie in supermercati, destinati a ospitare prodotti di rapida e facile fruibilità, condannati a un veloce oblio.

Permalink: postato alle 04:05 AM | TrackBack


Giugno 08, 2010

Amianto. Una biografia operaia (1 di 3)

di Alberto Prunetti

nadaformatoweb.jpg[Pubblico in tre parti su Carmilla alcuni brani estratti da una biografia operaia in corso d'opera] A.P.

1. Ma che freddo fa

Questa è la storia di uno che si chiamava come me ed era nato nel giorno in cui io sono nato, eppure non sono io. È una storia che comincia con una canzone di Nada. È il 1969, siamo alla fine dei favolosi anni Sessanta e al Cardellino di Castiglioncello Nada Malanina, reduce dal festival di Sanremo, ha appena cantato “Ma che freddo fa”. La fotografano circondata da ammiratori e camerieri. Accanto a lei c'è un ragazzo. È il cameriere più alto, uno magro che somiglia vagamente a Jean Paul Belmondo. Nada ha 16 anni, lui ventiquattro. Lui è Renato, il protagonista di questa storia che comincia con la colonna sonora degli anni Sessanta e finisce con una vittima uccisa lentamente. Se fosse un noir, sarebbe uno di quelli in cui si capisce subito il nome dell'assassino. Una storia di morti bianche, con un colpevole circondato da indizi e tanti complici che negano le sue responsabilità. Senza lieto fine: la minaccia è ancora attorno a noi, libera, pronta a colpire, un killer silenzioso protetto da una legione di medici, ingegneri, consulenti della previdenza, industriali.

Permalink: postato alle 10:25 PM | TrackBack


Giugno 07, 2010

La riabilitazione del compagno Carlos Santana - 4

di Filippo Casaccia

Let me stand next to your fire…

Ci ho le pistole di madreperla e il mattarello di madre pirla…
Gianfranco Manfredi
, Quarto Oggiaro Story

san401.jpgIl Vigorelli era già un luogo del delitto.
Nel 1971, i Led Zeppelin prima subirono l’onta di vedersi aprire il concerto dai cantanti del Cantagiro, e in playback, poi dovettero abbandonare il palco dopo neanche 27 minuti di esibizione, storditi loro come il pubblico dai fumogeni e dalle legnate delle forze dell’ordine (si dice così, a dispetto dell’evidenza).
Poi, negli anni, a Milano, c’eran stati altri episodi, come i gavettoni – e altro - addosso a Lou Reed o lo schiaffo, metaforico e fisico, del processo pubblico a De Gregori.
Nel 1977 al Velodromo ti arriva il Santana: il pacifista, spirituale Santana; quello un po’ ciula insomma, in quell’atmosfera, col crocefissone al collo e vestito con camicia attillata e pantaloni bianchi, tanto da sembrare un cameriere, mancandogli solo il tovagliolo sul braccio. Carlos sorride e non capisce una minchia: perché Grisù sta dando fuoco agli amplificatori?

Permalink: postato alle 11:09 PM | TrackBack


Ultime notizie

di Alessandra Daniele

giornale.jpgLegge ad alta voce - ''Ribadire spesso che la produttività è in marcia, e la criminalità è in ginocchio. Mai il contrario. Dare estremo risalto alle vittorie sportive, e alla partecipazione delle dive al Festival del Cinema''. E in culo alle altre notizie - commenta.
- Quali altre notizie? - Ridacchia il collega.
- Quelle che non diamo per il bene del paese. Così la gente che fa la fame, se noi non glielo diciamo, non se accorge.
- Macché fame! S'arrangiano...
- Come noi?...

Permalink: postato alle 10:47 AM | TrackBack


Giugno 06, 2010

Robert McCammon: MARY TERROR

di Saverio Fattori

maryterror.jpgRobert R. McCammon, Mary Terror, Gargoyle Books, 2010, pp. 410. € 16,00

Romanzi come questo potrebbero fare da libri di testo per tanti noiristi italiani che disseminano morti inutili a scansioni regolari in un mare morto di episodi risibili e di flussi di coscienza da dopo cena. La giustificazione è sempre quella della “banalità del male”, i flussi di coscienza sono più cadaverici dei morti ammazzati stessi. Romanzi di ombelicalismo minimale che escono con cadaveri in allegato a parziale risarcimento. In alternativa il serial killer di turno compie acrobazie sempre più astruse per smarcarsi dall'altro serial killer ammonticchiato di fianco nello scaffale della libreria. Si dice che “tira” solo il noir. Si dovrebbe ammettere che non tutti hanno il talento di aggiungere qualcosa a un genere così inflazionato.

Permalink: postato alle 04:07 AM | TrackBack


Giugno 05, 2010

USA e Unione Europea: il più pulito ha la rogna

Intervista di Tito Pulsinelli ad Attilio Folliero

dollaroigienico.jpg[Attilio Folliero è un politologo, scrittore, poeta italiano residente a Caracas, Venezuela. Maggiori notizie biografiche sul suo sito. Tito Pulsinelli è già noto ai nostri lettori per le sue corrispondenze dal territorio venezuelano. Giornalista, ha un suo blog molto noto, Selvas.]

Ieri, i governi – sull’ esempio luminoso degli Stati Uniti - destinarono i fondi pubblici e i beni dell’erario per finanziare la grande banca privata, e fecero la respirazione bocca a bocca alle élites finanziarie. Premiate per le predazioni contro le nazioni e le genti del mondo. Ai più voraci più finanziamenti, più grande era la bancarotta maggiore il sussidio statale elargito. Accantonarono così il loro dogma preferito: divieto di intromissione degli Stati nell’economia.
Oggi, la dirigenza politica si autoriduce del 5% le obese prebende che si autossegnarono per l'incapacità e impotenza di fronte alla bancarrota, cioè legittimazione del salasso dei salari e delle pensioni.

Permalink: postato alle 04:27 AM | TrackBack


Giugno 04, 2010

2010: le utopie ancora ambigue

di Danilo Arona

Ambigue utopie.jpgAA.VV., Ambigue utopie. 19 racconti di fantascienza, a cura di Gian Filippo Pizzo e Walter Catalano, Bietti, 2010, pp. 400, € 22,00

Qualche tempo fa ho inaugurato su un blog alessandrino una mia rubrica personale fatta di strali, elzeviri e altre sciocchezze. L'ho intitolata “Il superstite”...

La inizio così, questa recensione-segnalazione di Ambigue utopie, una bella – di più – antologia italiana di “fantaresistenza” (per dirla coi curatori), che viaggia sull'indimenticato asse politica e fantascienza. Edita impeccabilmente da Bietti e amorevolmente curata da Gian Filippo Pizzo e Walter Catalano, ospita quasi tutti gli italici irriducibili che ci devono essere: Asciuti, Nico Gallo, Catani, Curtoni, Evangelisti, Ricciardiello, Prosperi, Sturm, Verrengia... Più altri che citerò oltre per non far torti a nessuno, ma che a spanna, arrivano una generazione dopo questi “storici”. Il che, ça va sans dire, riveste un notevole significato. Qualcuno manca. E' inevitabile. Chi poteva e non ha voluto. Chi voleva e non ha potuto. Qualcuno morto, qualcuno morto dentro. Già, più che un'antologia – da come la sto impostando - sembra una celebrazione (funebre). Ma no, tranquilli...

Permalink: postato alle 03:19 AM | TrackBack


Giugno 03, 2010

Italian Sharia: Intervista a Paolo Grugni

di Marilù Oliva

sharia.jpg“Italian Sharia” di Paolo Grugni (Perdisa Pop, 2010, 14 euro) parte da un episodio di estremismo islamico – una ragazza marocchina uccisa dal padre - non per additare l’Islam, tutt’altro: l’autore traccia un trait d’union tra le civiltà intese nel senso etimologico del termine, cittadinanza di uno stesso mondo ovvero appartenenza a valori che potrebbero essere universalmente –e utopisticamente- condivisi salvo poi essere, de facto, quotidianamente calpestati.

Permalink: postato alle 02:30 PM | TrackBack


Giugno 02, 2010

Di nuovo a Marsiglia

di Tommaso De Lorenzisizzojc.jpg

Stefania Nardini, Jean Claude Izzo. Storia di un marsigliese, Perdisapop, 2010, pp. 160 , € 14

Jean-Claude Izzo è morto il 26 gennaio del 2000, «abbattuto da due stecche di sigarette in pieno petto» come scriverà René Frégni nella dedica di Nero Marsiglia. A dieci anni dalla scomparsa dello scrittore, un libro della giornalista Stefania Nardini torna sui significati della letteratura nera e sulla figura d’uno dei suoi maggiori interpreti. Il volume s’intitola Jean Claude Izzo. Storia di un marsigliese e ha la forma d’una biografia. In realtà, come accade nelle migliori narrazioni di vita, la scrittura scivola tra le pieghe dei documenti per sollevare questioni cruciali.

Permalink: postato alle 12:47 AM | TrackBack


Giugno 01, 2010

Divine Divane Visioni (Best of 00/01) – 3

di Dziga Cacace

Al ristorante no, al cinema neanche un po’, uscir non si può
Se la mia pelle vuoi, Lucio Battisti

ddv0301.jpg27 - Heavy Metal di Un Regredito, Canada 1981 e 10 minuti di Fritz il gatto di Ralph Bakshi

Avevo dodici anni, leggevo Pilote e Metal Hurlant e nessuno sarebbe mai venuto con me al cinema per vedere una cosa del genere. Sono passati diciotto anni e mi tolgo lo sfizio. Sbagliando, perché questo Heavy Metal commesso da Gerald Potterton è una cazzata immane: un’accozzaglia di “corti” tenuti assieme da un improbabile fil rouge, disegnati in maniera non memorabile, animati peggio e per lo più mai conclusi degnamente. Ma la cosa che più irrita è la totale stupidità delle storielline raccontate, infarcite di combattimenti con spadoni, uccellacci che stridono e le donne nude… Pure coi cartoni animati, ma per piacere! Peraltro donne orrende che potrebbero popolare i sogni erotici di un obeso che cerchi un’anima gemella con bislunghe prolunghe mammarie. Boh.

Permalink: postato alle 12:15 AM | TrackBack