Maggio 31, 2010
NECROLOST
di Alessandra Daniele
[Avvertenza: il titolo non è spoiler, significa necrologio di Lost. La foto non è spoiler, risale alla quarta stagione. Il mio nome non è spoiler, non sono un incrocio fra le Rousseau. L'incipit non è spoiler, è generico. L' articolo invece è spoiler. Almeno quello, e che cazzo.]
Sette giorni fa, dopo una lunga e straziante agonia, s'è spento Lost, il miglior serial peggio andato a puttane del secolo.
Devastato da un male incurabile, già presente nel suo codice genetico, ma esploso negli ultimi due anni, che gli ha tolto progressivamente ogni traccia di intelligenza.
Il metaforico ouroboros che si mordeva la coda, un morso alla volta è arrivato alla testa, e s'è mangiata anche quella, sparendo con un rutto.
La fine di Lost lascia un vuoto di senso del tutto incolmabile.
Ne danno il triste annuncio milioni di fans per anni devoti, e oggi incazzati come dei metaforici cobra.
SEGUE SPOILER
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Maggio 30, 2010
Joe R. Lansdale, Victor Gischler e l'eclettismo in narrativa
di Massimo Zilio
Ha fatto tappa anche a Padova il tour italiano di Joe Lansdale e Victor Gischler. L'evento, organizzato da Matteo Strukul di Sugarpulp e da Meridiano Zero (editore dei romanzi di Gischler, Anche i poeti uccidono e La gabbia delle scimmie), coinvolge due dei nomi più importanti, uno ormai affermato, l'altro emergente, di quella letteratura americana che mescola i generi, dal noir alla fantascienza all'horror, che piace definire "pulp".
Per entrambi il rapporto con l'Italia e i fan italiani è stretto e questa lunga e intensa esperienza l'ha reso ancora più forte: «Quando sono arrivato in Italia per la prima volta un anno e mezzo fa, a Courmayer, ero stupito dalle bellezze di questo paese - racconta Gischler - Ora alla sorpresa si affianca l'interesse, che mi ha spinto anche a provare a imparare qualche parola di italiano. Un paese con questa storia sicuramente stimola l'immaginazione e chissà che questo non possa fermentare nella mia mente».
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Maggio 29, 2010
2° Festival Sociale delle Culture Antifasciste - Bologna
 [Si è aperto il 28 maggio e si chiuderà il 6 giugno il Festival Sociale delle Culture Antifasciste di Bologna, un evento autoprodotto da centri sociali, associazioni, collettivi, realtà culturali e singoli individui che si riconoscono nei valori dell'antifascismo. Chi partecipò all'edizione del 2009 rimase impressionato dalla quantità degli eventi, dall'alto livello dei dibattiti, dalle mostre e performances teatrali, cinematografiche e musicali, ma soprattutto dalla perfetta organizzazione e dall'affluenza di migliaia di giovani. Quest'anno il festival ha un programma addirittura più ambizioso e raddoppia la sua durata. Lo segnaliamo con un comunicato ufficiale degli organizzatori e con un articolo del Nodo Sociale Antifascista di Bologna sul revisionismo relativo alla strage del 2 agosto 1980. In coda tutti i link utili.]
Bologna - Quest'anno il festival raddoppia in durata per dare spazio a un vasto programma di iniziative: dibattiti, presentazioni di libri, fumetti, progetti, film e documentari, laboratori, reading, spettacoli di burattini e di teatro, musica e concerti.
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Maggio 27, 2010
Una "strana" e "distratta" circolare sui doveri degli insegnanti
di Cristina Trivulzio di Belgiojoso
È stata resa nota (qui il video della prima denuncia) una Circolare riservata inviata dal Direttore Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna, dottor Marcello Limina [a destra], ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali (quelli che un tempo si chiamavano Provveditori) della regione. La circolare è protocollata n. 489/ris, è datata 27 aprile 2010, ed ha per titolo Dichiarazioni a mezzo stampa del personale scolastico. Indicazioni. Per chi volesse leggerla e verificare, è scaricabile in pdf qui.
La circolare inizia così: «si leggono frequentemente sulla stampa dichiarazioni rese da personale della scuola, con le quali si esprimono posizioni critiche, con toni talvolta esasperati e denigratori dell'immagine dell'Amministrazione di cui lo stesso personale fa parte».
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Maggio 26, 2010
Spartaco: intervista a Mauro Marcialis
di Marilù Oliva
“Spartaco il gladiatore”, di Mauro Marcialis (Mondadori, 2010, € 19,00) è un romanzo storico ambientato nel I secolo a. C., più precisamente nel 73 a.C. quando, nella scuola gladiatoria di Capua, un drappello di combattenti capitanati dal trace Spartaco si ribella ai metodi oppressivi del lanista Lentulo Batiato. La sommossa ha successo e molti gladiatori riescono a fuggire, rifugiandosi inizialmente ai piedi del Vesuvio. I ribelli, il cui numero aumenterà progressivamente grazie all’adesione di molti uomini appartenenti alle classi sociali più disagiate, otterranno nel frattempo una serie impressionante di vittorie ai danni dei legionari romani fino a minacciare la stessa sovranità della Repubblica. È l’inizio della rivolta servile più importante della storia della Repubblica romana e avrà il suo epilogo soltanto due anni più tardi, nella sanguinaria battaglia finale nei pressi del fiume Sele.
“Spartaco il gladiatore” è uno dei sei capitoli previsti dal progetto editoriale denominato “il romanzo di Roma” sponsorizzato da Valerio Massimo Manfredi.
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BRUNO LIBERU!
di Ismail Piccolo
[Giovedì 27 sarà una data importante: quella dei “brigatisti potenziali”. A Milano si svolge infatti l’ultima udienza del processo d’appello agli arrestati nell’ambito della cosiddetta Operazione Tramonto, accusati di voler costituire un “partito comunista politico-militare” senza peraltro avere posto in pratica la loro intenzione. A Roma si apre invece l’udienza preliminare contro i sospettati della volontà di dare vita a un’ipotetica organizzazione denominata “per il comunismo: brigate rosse”.
Di entrambi i casi, emblematici del motto “dove non ci sono i terroristi, li si inventa”, ci siamo già occupati, ponendo in rilievo il crollo di tutti i “riscontri materiali” enumerati dagli organi di polizia e ripresi da quelli di informazione. Adesso vogliamo concentrarci su un caso singolo appartenente alla seconda inchiesta, l’Operazione Arcadia, perché pare riassumere tutta la fragilità di simili montature.] (V.E.)
È passato quasi un anno da quando Bruno Bellomonte, assieme ad altre cinque persone, è stato arrestato per ordine della Procura di Roma con l’accusa di associazione sovversiva, banda armata e possesso di armi da fuoco. Secondo le intercettazioni il gruppo, oltre alla ricostituzione di un partito armato nel solco delle BR-PCC, si proponeva di compiere un clamoroso attentato a La Maddalena in vista del G8 , cioè bombardare le navi degli otto grandi tramite modellini radiocomandati.
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Maggio 24, 2010
La riabilitazione del compagno Carlos Santana - 3
di Filippo Casaccia
Il periodo illuminista
“Un buon assolo parte con un tema, qualcosa che puoi cantare; poi tento di andare dove andava Coltrane: qualcosa che magari la testa non capisce, ma il cuore sì”.
Carlos Santana
Di solito la differenza tra musicisti jazz e musicisti rock è che quelli rock suonano tre accordi davanti a trentamila persone, mentre quelli jazz suonano trentamila accordi davanti a tre persone.
La diceria non sembra spaventare Carlos Santana che nel 1972, esaurito come Vil Coyote, compie un triplo carpiato e stupisce tutti: basta con lo status di guitar hero venerato dalle masse, basta coi singoli da classifica, basta con le tentazioni secolari della vita da rockstar. In quel fatidico anno Carlos vede la luce e abbraccia una nuova filosofia di vita: trova un guru, trova l’amore e soprattutto decide di esplorare nuove direzioni musicali. Del resto a cavallo tra ’72 e ’73 tutto il panorama musicale è alla ricerca di nuovi sbocchi. Gli Stones stanno licenziando l’ultimo loro grande album, forse il migliore, Exile On Main St.; la triade dell’hard rock – Deep Purple, Black Sabbath e Led Zeppelin – è spaesata e non raggiungerà più le vette passate, così come gli Who. Jeff Beck cazzeggia, Clapton è drogato marcio e tutto il progressive si sta rifugiando in un esibizionismo che provoca l’orchite in chi non ne può più di assoli quaresimali.
E fino all’esplosione del punk, la prima tangentopoli del rock, si vivacchierà così, incerti.
Anche se…
Permalink: postato alle 11:44 PM
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Nord Eden
di Alessandra Daniele
Si aggiusta la cravatta verde, e sale in macchina accanto al fratello.
- Cazzo, hai ancora questo cassonetto?
- E' quello che posso permettermi
- Perché sei un pirla! - Ride. Gli dà una pacca sulle spalle - Tu non sai vivere. Come diceva quello lì? Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i soldi.
- Sogni.
- No, non sogno, sono molto realista io, sono più realista del re. Sei tu che sogni, e perdi tempo all'università, in una facoltà inutile e superata.
- Legge...
- Appunto! Cosa le studi a fare quelle leggi inutili, tanto le aboliamo.
Permalink: postato alle 01:55 AM
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Maggio 23, 2010
Il gufo alla finestra
di Danilo Arona
In un recente film che s'intitola Il quarto tipo, dedicato al tema dei rapimenti alieni, si assiste a una scena impressionante che per un paio di minuti catapulta in un glorioso passato cinematografico una o più generazioni di spettatori. Il passaggio in questione è incentrato sulla psicologa Abigail Tyler che ipnotizza un paziente in camera da letto al fine di scoprire la verità sui suoi terrificanti incubi notturni, piaga collettiva a quel che racconta il film di buona parte degli abitanti di Nome, Alaska. La reazione dell'uomo all'induzione ipnotica è sconvolgente: tra rumori e luci di dubbia provenienza, il letto prende a saltellare e il tipo resta sospeso nell'aria, vittima di una vera e propria levitazione. La faccia e il collo gli si contorcono fino a raggiungere pose impossibili e dalla bocca gli escono gutturali e incomprensibili parole che in seguito apprenderemo appartenere all'antica lingua dei Sumeri.
Permalink: postato alle 04:32 AM
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Maggio 22, 2010
RITI DI PASSAGGIO - Parte 14
di Sandro Moiso
Qui le puntate precedenti
Il tempo è scandito da un ritmo che ognuno percepisce in maniera diversa
Il tempo è scandito da un ritmo che ognuno percepisce in maniera diversa.
Forse, alla fin fine, il tempo non è altro che il depositarsi di un suono.
E’ costituito dalle scorie di rumore che circondano la nostra esistenza.
Parole, musiche, suoni accidentali, urla, sospiri, declamazioni, esclamazioni e annunci accompagnano i nostri ricordi.
Non saprei dire se per me sono più importanti le immagini o i suoni nei miei ricordi.
Certamente i secondi mi hanno sempre fatto provare le sensazioni più intense nel percepire il trascorrere delle esistenze.
Di tutte e della mia in particolare.
La mia nostalgia nasce sempre da un suono.
Permalink: postato alle 04:38 AM
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Maggio 21, 2010
La classe operaia va in paradiso
di Ezio Luvorni
Introduzione
Dall'Asinara sono ben visibili le ciminiere del Petrolchimico di Porto Torres che le politiche degli ultimi anni vogliono in dismissione. Gli operai della Vinyls, in cassa integrazione da novembre, hanno occupato un carcere abbandonato e rinchiusi dentro le celle hanno portato la loro lotta in tutto il mondo.
La parola torna ai lavoratori dopo l'ultima campagna elettorale e le promesse poliglotte di un premier capace di parlare russo, americano, bergamasco a seconda di chi si trova davanti.
Per questo motivo, non restava che prendere taccuino e fotocamera, una macchina e un traghetto, attraversare tutta l'isola grande e arrivare sulla piccola, quella che viene descritta come un piccolo pezzo di paradiso, e stare ad ascoltare.
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Maggio 19, 2010
The Record-Show
di Marilù Oliva
Fonte di ispirazione: “Lo show dei record”, Canale 5.
Gli orrori catodici generano mostri.
La presentatrice ha i capelli lunghi, i pantaloni lucidi e una scollatura profonda. La platea esulta quando lei annuncia il nuovo animale da circo:
«Ed ora, carissimi telespettatori, abbiamo l’onore di presentarvi la ragazza più piccola del mondo!»
La telecamera inquadra l’interno di un mobile, le ante sono aperte. Scorre su scansie disseminate di bambole, si ferma sull’ultima. Un ohhhh! stupito si alza dal pubblico quando capisce che non si tratta di una bambola, ma di una ragazzina indiana di quaranta centimetri, vestita di pizzo rosa, con gli occhioni spaventati, una perla in fronte e le manine grandi come un’amarena.
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Divine Divane Visioni (Best of 00/01) – 2
di Dziga Cacace
Suonohooo per teeeheee, che non mi vuoi capiree-oooh!
Gioia e rivoluzione, Area
13 - Air Bag di Un Cazzone, Spagna/Portogallo/Germania 1998
Promesso sposo a tre giorni dal matrimonio, Juantxo, durante un addio al celibato decisamente spinto, lascia l’anello matrimoniale nello sfintere di una bella mulatta. E da lì il prezioso passa al dito medio di un boss malavitoso (inutile spiegarvi nel dettaglio come avvenga il passaggio). Nel tentativo di recuperare l’anello, Juantxo e compari rimangono invischiati nella rivalità tra due gang mafiose, una portoghese, l’altra spagnola. Tra sparatorie, air bag pieni di cocaina, peti dirompenti, esplosioni e penetrazioni posteriori inaspettatamente gradite, ecco un film orrendo, confusionario e molto stupido, in cui è lo spettatore a prendersela - senza gradimento alcuno - in quel posto.
Permalink: postato alle 07:20 AM
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Ettore Maggi: IL GIOCO DELL'INFERNO
di Riccardo Falcetta
Ettore Maggi, Il gioco dell'inferno, BESA, 2009, pp. 220, € 15,00
Ettore, il protagonista del racconto di apertura, è uno studente ed è uno skinhead, di sinistra. Dalle pagine di Hemingway e Orwell conosce le vicende della Guerra di Spagna e di quell’epopea intona i canti di lotta, mentre vive la strada e le leggi che la skin culture impone: il branco, i concerti, le armi bianche, gli scontri con le fazioni nere. In uno di questi scontri rimane vittima, durante un epilogo in cui i versi del Quinto Regimiento tornano a beffarda metafora del sacrificio.
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Maggio 17, 2010
L'italiano in carcere a Città del Messico
di Fabrizio Lorusso
Al cosiddetto centro di reinserimento sociale (centro de readaptaciòn social, in spagnolo) di Santa Martha Acatitla mandano le donne, ce ne sono alcune migliaia ormai. Una buona parte di loro ci devono restare per molti anni, sentenziate, definitivamente vestite di blu e rassegnate. Altre invece si mettono le magliette, i pantaloni e i cardigan beige il che vuol dire che restano in attesa, s’adattano, vivono nel limbo della legge teoricamente “uguale per tutti” anche se qui nell’America triste e latina lo è solo sulla carta, quella del codice penale, del civile o della tanto celebrata Costituzione del 1917. Un paese come il Messico che ha un tasso d’impunità dei delitti del 97% e un livello di corruzione giudiziaria e politica internazionalmente riconosciuto non può certo vantare un sistema equo ed efficace di sicurezza e giustizia.
Da circa un anno il collettivo AlterIta di Città del Messico, composto da sei insegnanti italiani militanti senza patria fissa, cui s’aggiunge Corina Giacomello, amica insostituibile dei sei professori e massima esperta del sistema penitenziario messicano e di questioni di genere, cerca di usare la linguacultura italiana dentro le pareti del reclusorio femminile, la prigione, come un cavallo di troia per diffondere il germe dell’educazione alla pace: le lingue straniere servono a vestirci di novità e di vita, aiutano a dipingere lo spirito coi colori dell’alterità per affrontare e apprendere il nostro mondo di dentro e quello di fuori.
Permalink: postato alle 09:55 PM
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Il Partito Stranamore
di Alessandra Daniele
L'apparenza inganna? Non sempre. Guardate Alfano. Brunetta. La Russa. Calderoli.
Oggi inoltre potrete riconoscere a prima vista i fans di Lost: sono dello stesso umore dei tifosi romanisti.
Anche George Bush jr. figlio di George Bush sr. si riconosceva a prima vista: il Trota americano. Obama invece, sembrava un po' più intelligente. Eppure, prima che il metodo del Siringone funzionasse (sul pozzo petrolifero, non su di lui) pare che stesse considerando la possibilità di tappare la perdita di petrolio nell'oceano con una bomba atomica.
Dev'essere anche lui un fan di Lost.
Alla Protezione Civile italiana però la Bomba è subito sembrata un'ottima idea per risolvere alcuni fra i problemi del nostro paese. Vediamo l'elenco compilato per il ministero:
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Maggio 16, 2010
Una storia che andrebbe raccontata in eterno
di Fabio Deotto
C’è una storia che meriterebbe di essere raccontata in eterno. Una storia che ora riposa sotto un memoriale in un cortile dalle parti di via Baracca, ad Arcore. È la storia di un gruppo di ragazzi poco più che maggiorenni che ha lottato contro una dittatura e un esercito invasore, alcuni sacrificando una vita appena fiorita, altri riportando ferite che non si sarebbero mai più rimarginate. Dove ora invecchia una scatola di cemento a quattro piani, sessant’anni fa si allungava un campo di aviazione, presidiato da soldati tedeschi al soldo del nazismo, li chiamavano SS. Una sera di fine dicembre, 24 ragazzi dei comuni del vimercatese hanno imbracciato mitra scadenti per liberare le loro città da un nemico verso cui il resto dello stato Italiano non aveva il coraggio di puntare il dito.
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Maggio 15, 2010
Le ragazze della porta accanto
di Danilo Arona
“La sera successiva al giorno in cui aveva dipinto le persiane del suo nuovo appartamento della 52° Strada Est, Beth vide uccidere una donna in maniera lenta e orrenda, a coltellate, nel cortile del palazzo. Beth era una delle ventisei persone che assistettero a quella scena mostruosa e, come tutti gli altri, non fece nulla per impedire che accadesse.”
Inizia così un racconto straordinario scritto da un autore quanto mai degno di riscoperta, Harlan Ellison. Titolo, Il guaito dei cani battuti, cui penso di avere già accennato in passato durante le “Cronache di Bassavilla”. All'apparenza, con un pugno d'altri (da ricordare almeno Croatoan e 480 secondi), un testo ante litteram e profetico sulle contemporanee apocalissi metropolitane. In verità tutt'altro. Perché, per quanto trasfigurato (di poco) in chiave fantastica, Il guaito dei cani battuti è ancora oggi, a distanza di 35 anni, un allucinante spaccato di realtà, essendo dichiaratamente ispirato al turpe e rimosso omicidio di Kitty Genovese, avvenuto a New York in una notte di marzo del 1964.
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Maggio 13, 2010
Taccuino indiano: appunti tra l'India e il Pakistan
di Arturo Potassa Cravani
[Oggi si apre il Salone del libro di Torino e l'India è il paese ospite. Un'occasione per raccogliere qualche appunto sul periodo in cui ho vissuto nel subcontinente: alcune righe su un film di Bollywood dedicato al grande nemico di sempre, un reportage di viaggio dal confine indo/pakistano e qualche consiglio di lettura] A.P.C.
Lahore di Sanjay Puran Singh Chauhan (Bollywood, 2010)
Era da un po' che non vedevo un film alla Rocky IV. Pugni e pedate: si fa kick-boxing in stile curry indiano. I buoni sono Indiani e i cattivi Pakistani. I primi sono leali, coraggiosi e amano la famiglia. I secondi scorretti e pieni di trucchi crudeli. I primi si allenano in efficienti e ipermoderne palestre colorate, mentre i secondi fanno scuola di barbarie sulle montagne del Waziristan in basi che sembrano fortini di Al quaida.
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Maggio 12, 2010
Victor Gischler: ANCHE I POETI UCCIDONO
di Marilù Oliva
Victor Gischler, Anche i poeti uccidono, ed. Meridiano Zero, 2010, pp. 286, € 15,00
Dopo l’esordio hard boiled con “La gabbia delle scimmie”, Victor Gischler è uscito, sempre per Meridiano Zero, col romanzo “Anche i poeti uccidono”. Partirei dal titolo e dalle riflessioni indotte che si sviluppano, senza esagerazioni e con frecce a tratti avvelenate, lungo una narrazione dagli incastri interessanti, condita con ironia, azione, elementi pulp e altri ingredienti che rendono irrinunciabile una lettura ostinata. I poeti uccidono e non solo.
I poeti si ubriacano, disquisiscono a vuoto, si riscattano in immagini lapidarie di sublime significato. I poeti si dividono in variegate sottocategorie: poeti veri e fasulli, poeti spompati dalla vita, privi di ispirazione, poeti pretenziosi, invidiosi, imbroglioni, boccioli di poeti pronti a fiorire, poeti già appassiti e, in ultimo, rarissimi, grandi talenti.
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PRIMO MAGGIO: They Were Warriors
di Valerio Evangelisti
[Le edizioni Derive Approdi hanno pubblicato un libro di eccezionale valore: La rivista Primo Maggio (1973-1989), a cura di Cesare Bermani, pp. 176, € 20, 00. Al volume è allegato un dvd che raccoglie la collezione completa della rivista, tra le più importanti - se non la più importante - dell'estrema sinistra "operaista", dagli anni '70 fino alla fine degli anni '80. Pubblichiamo uno degli interventi compresi nel volume. E' già apparso su Alias, supplemento del sabato de il manifesto, il 1° maggio 2010.]
«Cosa diavolo fai qua?» mi chiede Sergio Bologna, fermo sulla soglia del mio ufficio di capo del reparto imposte dirette dell’Intendenza di Finanza.
E’ un uomo magro, alto ed elegante. Per me è quasi un simbolo. Esponente di un operaismo per metà in galera e per metà in esilio, lo hanno fatto fuori all’università di Padova, in cui aveva una cattedra, con un pretesto miserabile (se ricordo bene, una domanda presentata in ritardo). Vive parte in Italia e parte in Germania. Scrive per Primo Maggio, rivista che sta nel movimento senza schierarsi, saggi corposi sulla centralità del trasporto merci. Un’anticipazione delle sue future tesi sui lavoratori autonomi – all’epoca poco comprensibili, ma diventate meglio decifrabili ai giorni nostri, quando tanti precari sono stati classificati come “autonomi”, imprenditori di se stessi volenti o nolenti.
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Maggio 10, 2010
Gli acronimi del disastro
Da "The Hurt Locker” a “Green Zone”: Lamenti di una sconfitta annunciata
di Alan D. Altieri
Quando i generali distruggono i loro stessi eserciti
bisogna smettere di combattere,
se non si vuole perdere la guerra.
(Anonimo)
IED, WMD. I nipotini dello zio Sam just adore, semplicemente adorano, gli acronimi, tutti indistintamente. Inclusi gli acronimi di cui sopra. Nell’ordine:
IED, Improvised Explosive Device, Congegno Esplosivo Improvvisato, una delle più recenti etichette a indicare la morte per sbrindellamento a mezzo alto esplosivo e shrapnel;
WMD, Weapons of Mass Destruction, Armi di Distruzione di Massa, vale a dire armi nucleari, batteriologiche, chimiche, insomma tutte quelle delizie in grado di far apparire Hiroshima come Disneyland.
Gli acronimi di cui sopra - più tutti i disastri che si sono tirati (e tuttora si tirano) dietro - sono una sorta di beffarda sintesi dell’ultima farneticazione iper-militare, psico-politica, sub-economica degli Stati Uniti, epoca Bush-II.
La farneticazione in questione è la Seconda Guerra dell’Iraq.
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L'Ultima Scissione
di Alessandra Daniele
Dopo le fucilazioni di fine stagione, i comunisti rimasti nel paese erano solo in tre. Provenivano tutti dallo stesso piccolo partito, I Comunisti Veri, nato da una scissione interna a I Comunisti Più Comunisti di Tutti. Poco tempo dopo, però, fra due di loro era scoppiata una disputa sul nome del partito: il primo aveva proposto di renderlo più esplicitamente conflittuale, cambiandolo in I Comunisti Veri Siamo Noi, Quelli Lì Fan Cagare.
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Maggio 09, 2010
Bagno di Folla
di Alessandra Daniele
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Italiano - 3
di Jari Lanzoni
7
Ventisette minuti all’intervento.
Adriano scagliò l’i-Call contro il muro e si prese la testa tra le mani. Stava per piangere. Si chiese come cazzo avesse fatto a finire in quella situazione. Il Ministro Lombardo aveva una cosa, una roba, lappendice, lì, che gli faceva male.
Mazieri. Alla fine era tutta colpa di Mazieri.
Quel veneto del cazzo era bravo nel suo lavoro: sapeva leggere le cartelline, fare le cose. Nemmeno un errore in otto anni di lavoro insieme. Insieme. Insieme entravano nell’ambulatorio chirurgico. Poi lui usciva dall’accesso riservato e si faceva i cazzi suoi. In genere si faceva Arianna, o Naomi. Mazieri intanto tagliava il tagliabile al coglione di turno e il lavoro era fatto. E insieme uscivano. E quindi ecco un’altro successo per la famiglia Serravalle, medici da quattro generazioni. Altro successo dei medici della Libertà Azzurra. Mazieri si pigliava un sacco di soldi, e figa, e stava zitto.
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Maggio 08, 2010
MELMA NERA
di Valerio Evangelisti
[Questo articolo è apparso, con il titolo redazionale Compagni che sbagliano, su il manifesto del 7 maggio 2010.]
«Il diritto di manifestare liberamente e pacificamente è una pietra angolare della democrazia: deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni». Bella frase, in apparenza, quella che apre l'appello di un po' di radicali e di gente di sinistra a favore di un corteo ora vietato. Peccato che si riferisca a una manifestazione del Blocco studentesco, emanazione di Casa Pound. E che il divieto sia intervenuto dopo che sindacati, associazioni antifasciste, partiti e singoli cittadini lo avevano invocato in rappresentanza di una Roma democratica (qui, tra molti siti, la protesta iniziale).
Permalink: postato alle 04:07 AM
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Maggio 07, 2010
Helena Janeczek: LE RONDINI DI MONTECASSINO
di Giuseppe Genna
Era già accaduto anni fa - per la precisione nel 1997, con il suo straordinario Lezioni di tenebra (Mondadori). Introducendo una prima persona giudicante e verisimile, testimoniale e muta a seconda dei momenti, una figlia che accompagna nel buco nero di Auschwitz la propria madre, deportata lì e da lì sopravvissuta - così Helena Janeczek si era non semplicemente imposta all'attenzione della critica (questo treno di parole che non va più ad alta velocità né a lenta). Aveva penetrato la narrativa contemporanea e, con altri autori in generi diversi, aveva permesso di riacquistare il diritto a un racconto verisimile che, in quanto tale, fosse pienamente tragico. Aveva, Janeczek, aperto strade percorribili a molti suoi colleghi. Quasi tutta la querelle su reportage e fiction, di fatto, nasce dall'affondo profondissimo di questa narratrice che ospita la nostra lingua o da soggetto o da oggetto. 13 anni dopo, Janeczek compie nuovamente l'affondo. In tempi di discussione su romanzo corale ed epico, l'autrice crea, con Le rondini di Montecassino (Guanda, 18 euro), un tessuto intricato di spostamenti nello spazio e nel tempo, una superfetazione dell'eroismo e della coralità.
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Maggio 05, 2010
Messalina imperatrice: intervista a Claudia Salvatori
di Marilù Oliva
«Forse era fatta di questo una dea: di fatica, sgomento, vuoto e una strana desolazione. Lo sgomento di essere lì, inchiodata al suo trionfo… di essere se stessa, in pasto a tutti.» Il brano è tratto da “Il mago e l’imperatrice” (Mondadori, 2010), scritto da Claudia Salvatori. In questo romanzo l’autrice si prefigge di restituire l’autenticità storica a un’imperatrice, Messalina, che la storiografia dell’epoca ha immortalato come depravata, avida e priva di scrupuli.
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Le grida del Messico profondo: l’aggressione paramilitare a San Juan Copala, Oaxaca
di Fabrizio Lorusso
In Messico e nel mondo si parla tanto degli oltre 20mila morti in 3 anni causati dalla guerra al narcotraffico e dalla militarizzazione lanciate dal presidente Calderon, ma ogni tanto tornano alla ribalta i conflitti sociali che vengono rispolverati dai media mainstream solo quando coinvolgono qualche straniero o fanno vittime eccellenti. Purtroppo le morti silenziose e la violenza endemica che regnano nel Messico profondo, così come lo ha battezzato l’antropologo Bonfil Batalla, sono sempre state una costante soprattutto nelle zone rurali più abbandonate dallo Stato. E’ proprio in questo Messico che è avvenuta l’imboscata contro la carovana umanitaria in cui il 27 aprile scorso hanno perso la vita la messicana Beatriz Cariño e il finlandese Jyri Haakkola, entrambi osservatori e difensori dei diritti umani, e sono stati feriti altri 15 attivisti in seguito a un attacco di un gruppo di paramilitari nel municipio autonomo di San Juan Copala, stato di Oaxaca.
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Maggio 04, 2010
Divane Sviste
di Alessandra Daniele
Come in molti avranno intuito, Carmilla non è il PdL. Quindi non c'è nessuna ''linea unica'', e il fatto - frequente e salutare - che le opinioni di un redattore divergano da quelle di altri non causa certo la sua espulsione dal portellone del Galactica come è capitato a Bocchino, quando ha osato smettere di fare onore al suo nome con Papi. Quello che deriva da un motivato dissenso fra due carmilli è uno scambio di opinioni su queste stesse pagine.
In genere, sono fra i molti che apprezzano il piglio sbracato e cazzeggione col quale il nostro Dziga dal suo divano lancia lattine vuote e mutande usate - a volte in segno di ammirazione - contro i Classici (e i Cialtroni) del cinema di tutti i tempi.
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Maggio 03, 2010
Divine Divane Visioni (Best of 00/01) – 1
di Dziga Cacace
“This Is Not For You!”
Pearl Jam
Leggere attentamente prima dell’uso
Due o tre cose da chiarire subito: non discuto MAI di cinema con chi non ha visto Altrimenti ci arrabbiamo, tutto Heimat (1 e 2) e almeno cinque film di Boris Barnet. Poi: nell’estate ‘95 ho fatto la comparsa in Io ballo da sola, il che motiva la confidenza che vanto con Liv Tyler. Infine: in questa cosa troverete spesso citato il cineclub genovese Lumière, in cui ho passato innumerevoli serate ad affilare la mia scarsa eloquenza critica con tanti amici che avevano fatto di quella grotta umida il loro regno. Sedevo sempre in quarta fila all’estrema sinistra e quel posto (la poltrona, ma anche il cinema), oggi che vivo a Milano, mi manca molto. Divine Divane Visioni si chiama così perché la maggior parte dei film li ho assunti dal divano di casa mia, procurandomi una spina dorsale armoniosa come un mandàla. Visioni “divine” ne ho avute poche, ma mi piaceva l’allitterazione. E poi è pieno di titoli che promettono bene e mantengono male, come Il segreto della cappella della Piemme, giallo medievale venduto alla grande, turlupinando diverse casalinghe insoddisfatte.
So che siete mie lettrici: per cui, buona lettura.
Permalink: postato alle 06:28 PM
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Ultimo Maggio
di Alessandra Daniele
Il presidente ereditario della Federazione Italiana Piersilvio Berlusconi ha celebrato il Primo Maggio, festa dei Laboratori con il suo consueto messaggio alle Repubbliche Confederate di Padania, Pontificia, e Provenzania.
''Da quando la flessibilità genetica ha risollevato le sorti dell'economia, questa data è stata dedicata alla preziosa opera dei Laboratori di Ingegneria che ogni giorno modificano migliaia di risorse umane secondo le richieste del mercato - ha ricordato il presidente. - Sempre operando sul DNA di soggetti adulti, e mai di embrioni, nel pieno rispetto dei dettami della Chiesa Cattolica - ha poi puntualizzato.
Permalink: postato alle 02:22 AM
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Maggio 02, 2010
RITI DI PASSAGGIO - Parte 13
di Sandro Moiso
Qui le puntate precedenti
Poi vennero i cieli del West
Poi vennero i cieli del West.
Dal Minnesota ci dirigemmo verso sud-ovest e verso le Montagne Rocciose attraversando il Nord Dakota e il Montana. Dalle terre del grano passammo a quelle delle praterie e delle mandrie di cavalli; dagli abiti degli agricoltori agli stivali e ai cappelli da cow-boy.
Il tutto filtrato attraverso le immagini del cinema western..
Nei diari preparatori per On The Road, Jack Kerouac afferma di essere un accanito lettore di romanzi western da quattro soldi per la forza lirica e la suggestività con cui riescono a descrivere i paesaggi dell’Ovest americano.
Per noi le immagini, quasi filmiche, che ci pervenivano attraverso i finestrini degli autobus in viaggio attraverso gli stati del West sembravano confermare e ampliare gli orizzonti selvaggi e solitari visti nei film di John Ford, Anthony Mann; Raoul Walsh e Arthur Penn.
Permalink: postato alle 02:57 AM
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Maggio 01, 2010
Grosso guaio a Blythe Road (Victoriana 7)
di Franco Pezzini
Londra, aprile 1900. Armeggiando con l’ombrello bagnato, Miss Cracknell piombò nell’ufficio postale. Al vedere la signorina così palesemente agitata, un paio di persone in coda valutarono se lasciarla passare – e alla fine, con un’occhiata complice, decisero non fosse il caso. Così, mentre l’impiegato si affaccendava sui precedenti telegrammi, Miss Cracknell ebbe tutto il tempo di ricapitolare i fatti per una sintesi più efficace.
Quel mattino, alla sede dell’Ordine al 36 di Blythe Road, Hammersmith, pianoterra, si era presentato inopinatamente Frater Perdurabo, insieme a Soror Fidelis (cinque anni di più – pareva fosse sua amante). Non era certo la prima volta che Miss Cracknell, segretaria responsabile per i documenti, si trovava a trattare con quell’individuo: l’aveva sempre messa a disagio. Considerate le voci che circolavano, ovvio che i confratelli gli avessero rifiutato il grado di Adeptus Minor. Col risultato che Perdurabo era corso a Parigi dal vecchio capo Deo Duce Comite Ferro, che non perdeva occasione di affermare la propria autorità e aveva compiuto l’iniziazione. In chiaro spregio ai fratelli di Londra: e questi, dopo una rapida consultazione, si erano decisi a non riconoscerla.
Permalink: postato alle 03:37 AM
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