Aprile 30, 2010
Italiano - 2
di Jari Lanzoni
4
- “Italiano!”
Ogni giorno era la stessa storia.
- Hey, “Italiano!”
Samuele Denacci sentì un brivido scuotergli le spalle, e un senso di pesantezza al ventre. Odiava quella parola. Non aveva neppure avuto il tempo di finire di mettersi la tuta da lavoro e già il bastardo straniero aveva ricominciato con la sua manfrina. Chiuse il proprio armadietto e si ritrovò attorno Patterson e due controllori del settimo grado.
- Allora, “Italiano”, hai scopato ieri sera? - gli urlò in faccia Patterson. Era un americano di mezza età, alto e robusto. La sua bocca enorme era circondata da baffi rossastri.
Samuele Denacci non rispose, tenendo lo sguardo basso. Ogni giorno era la stessa storia. Ma lui doveva lavorare.
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Aprile 29, 2010
laspeziasouvenir
di Alessandro Zannoni
Il rumore dell’auto entra dalla finestra socchiusa, immagino di sentire puzza di benzina e olio bruciato, allora apro la bocca a dismisura perché mi manca l’aria. Siedo sulla sponda del letto, tossisco, allungo la mano sul comodino e prendo la bottiglia dell’acqua, mi ci attacco e la finisco tutta. Qualche goccia scivola dal mento e mi bagna il petto nudo, e mi viene voglia di ficcarmi le unghie nella carne e squartarlo, aprirlo per bene e versarci tutta l’acqua che serve per riuscire a spegnere il fuoco che mi divora.
Mammamia, brucia che non ce la faccio più e mi viene da piangere, ma faccio finta di niente per non spaventarti, per non sentirti dire ancora di chiamare l’ambulanza e di andare all’ospedale, perché nessuno deve mettere il naso in questa cosa.
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Aprile 27, 2010
Serge Quadruppani: Le furiose
ovvero: Il paradiso è popolato di stronzi?
di Girolamo De Michele
Serge Quadruppani, Le furiose, feuilletton illustrato da Jean-Christophe Lie, traduzione di Maruzza Loria, Derive e Approdi, Roma 2010, pp. 132, € 13
La pubblicazione in volume dell’edizione italiana [qui il primo capitolo] del feuilletton di Serge Quadruppani Les furieuses – volume che in Francia non ha trovato editore – offre qualche spunto per tornare a parlare del noir, adesso che il noir sembra essere diventato un genere sul quale tutti hanno detto tutto, e di qualche argomento correlato.
Feuilletton, e nel senso classico del termine: Les furieuses è stato pubblicato a puntate settimanali dal settimanale satirico Siné Hebdo, che proprio oggi (28 aprile 2010) saluta i propri lettori e chiude. Siné Hebdo, giornale del mercoledì, fu fondato dal disegnatore e polemista Siné, alias Maurice Sinet, dopo la sua cacciata, da Charlie Hebdo in seguito al cosiddetto Affaire Siné: una piccola ma significativa caccia alle streghe che merita di essere conosciuta.
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Aprile 26, 2010
La riabilitazione del compagno Carlos Santana - 2
di Filippo Casaccia
By the time we got to Woodstock…
“Era una rivolta contro le convenzioni e l’avidità. E il Vietnam”.
Carlos Santana
Un festival come tanti. Forse con più gente del solito.
Il Jeff Beck Group si è sciolto qualche giorno prima e la rinuncia al festival è stata sottolineata dal leader con un’alzata di spalle. I Led Zeppelin, modesti, han rifiutato perché non gli andava di essere sullo stesso piano di un sacco di altre band. Gli Spirit avevano date già fissate – a posteriori, veramente rinunciabili – e Joni Mitchell è stata costretto dal manager ad andare ospite del Dick Cavett Show. Quando si dice “avere fiuto”.
I Santana sono in cartellone grazie a Bil Graham che dà una mano a organizzare. Si sono accontentati di un ingaggio miserrimo (2500 dollari contro i 35mila di Hendrix, per dire), ma Graham ha capito che quel 16 agosto 1969 ci si può giocare un’occasione unica.
Il sestetto è rodato da mesi di concerti e aspetta di salire sul palco nel tardo pomeriggio. Intanto, come ingannare l’attesa dell’esibizione? Com’è prassi ricreativa, con un bell'acido rilassante. E quando l’acido sale, arriva esagitato uno dei promoter con le mani tra i capelli: l’imperativo è categorico, bisogna suonare subito perché chi era previsto in scaletta è inscatolato nel traffico.
Gelo.
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Deforme Condiviso
di Alessandra Daniele
- Si pentiranno d'avermi chiamato pazzo! - il dottor Viktor Von Frankenstein III sollevò il tetro sudario che copriva il tavolo operatorio, e lo gettò alle sue spalle con un gesto teatrale.
- Igor, la mannaia!
Il servitore si affrettò a porgergli il secchio dei ferri.
- Igor, tu stanotte assisterai non solo alla rinascita di un singolo individuo, ma dell'intera umanità!
Un fulmine lacerò il cielo notturno.
- Perché nel comporre la mia Creatura io non mi limiterò banalmente a ricostruire l'obsoleta e pletorica anatomia umana vigente, io la riformerò!
Un tuono scosse tutte le vetrate del castello.
- E tu, Igor, potrai condividere con me la gloria di questo momento. Cominciamo!
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Aprile 24, 2010
Maria Silvia Avanzato: RATAFIA' PER L'ASSASSINO
di Daniela Bandini
Maria Silvia Avanzato, Ratafià per l'assassino, Edizioni Forme Libere, Trento, 2010, pp.103, €12,50.
Maria Silvia Avanzato, con questo libro, è stata tra le vincitrici del premio letterario “Passi nel buio” di Verona 2009. Un premio meritatissimo per uno sforzo pluriennale in ambito letterario. Sforzo non è però il termine più adatto per descrivere il lavoro di Maria Silvia Avanzato: l'unico sforzo davvero insostenibile per lei sarebbe quello di non poter elaborare in maniera scritta e creativa quella trama continua che ogni stimolo sensoriale le offre. Un incontro, una conversazione sul treno, un atteggiamento, una frustrazione, una gratificazione, prendono il volo e vanno da sé, scorporandosi dall'accaduto, avvolgendo parole e situazioni quotidiane in fantastiche opportunità, non sempre gradevoli e auspicabili. Neanche agli amanti dell'horror e del mistero più truculento e sanguinario...
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Aprile 22, 2010
Italiano - 1
di Jari Lanzoni
1
Due trattini verdi. La vita di Michelle F. sarebbe finita con due trattini verdi.
La ragazza guardava davanti a sé con uno sguardo lucido, quasi febbrile. Accelerò ancora, facendo sfrecciare il Suv nero lungo la corsia centrale dell’autostrada.
Una spia rossa si accese di colpo, poi un bordo luminoso circondò il valore nell’indicatore di velocità. Al margine destro del display comparve l’icona di volante con una dicitura straniera. Nel buio della notte quel gioco di luci morbide risultava quasi rilassante.
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Aprile 21, 2010
Il male di vivere: intervista a Valerio Varesi
di Marilù Oliva
Valerio Varesi ha ambientato in terre inospitali il suo settimo romanzo, “Il commissario Soneri e la mano di Dio”, tra locali poco inclini alla socievolezza, paesaggi impervi alternati a valli e faggeti, passi percorsi in passato da mercanti o pellegrini e ora battuti da ambulanti extracomunitari e da trafficanti. Un luogo glocal, forse metafora di uno stato stridente che induce al male di vivere. Attraverso un’intervista all’autore abbiamo parlato del suo personaggio, il commissario Soneri: un uomo con debolezze e virtù, schivo, di temperamento randagio, poco ossequioso ma educato. Scruta la realtà con l’attenzione di chi non si ferma in superficie e ha una filosofia di vita che molto si confonde quella di Varesi.
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Andrea Inglese: da LE SOLUZIONI ORDINARIE
5 prose brevi
di Andrea Inglese
[Presentiamo qui, ringraziando l'autore per il permesso, cinque inediti di Andrea Inglese, una delle voci più apprezzate nel panorama poetico contemporaneo. Poeta sì, ma anche prosatore, avendo partecipato a una splendida collettanea di prosatori, Prosa in prosa, nella collana de Le Lettere diretta da Andrea Cortellessa. In calce ai cinque testi, mi permetto di apporre una breve riflessione sulla prosa di Inglese. giuseppe genna]
Degenza volontaria
Era entrato in una casa di cura sostenuto da un’urgenza famelica, ma il calo di pressione lo rendeva sgonfio alle estremità, e poco maneggevole tra le braccia degli infermieri. Continuava a depistare diagnosi attraverso repentini miglioramenti. Sparivano i grossi orzaioli sulle palpebre, le macchie gialle sul collo, e i tanti difetti di pronuncia.
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Aprile 20, 2010
Intervista a Romano Alquati
a cura di Guido Borio, Francesca Pozzi, Gigi Roggero
In ricordo di Romano Alquati, scomparso il 3 aprile scorso, pubblichiamo alcuni stralci iniziali dall'intervista compresa nel volume Gli operaisti. Autobiografie di cattivi maestri (a cura di Guido Borio, Francesca Pozzi, Gigi Roggero, Derive e Approdi, Roma 2005, pp. 325, € 20). Romano Alquati è stata una figura di primissimo piano nell'elaborazione teorica e pratica che ha dato vita all'operaismo degli anni Sessanta attraverso riviste come Quaderni rossi e Classe operaia.
Qual è stato il tuo apprendistato politico?
Verso la fine del ’55 con Montaldi ci dicemmo che non si poteva continuare con la disperazione e l’angoscia dostoijewskiana, bisognava acquistare efficacia nel provare a cambiare qualcosa del mondo; mentre la cultura tradizionale della sinistra era basata sulla storia e la filosofia, noi dovevamo studiare soprattutto economia e sociologia. E così facemmo per alcuni anni.
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Aprile 19, 2010
Estremi Rimedi
di Alessandra Daniele
- Lo so che la mia opinione è impopolare, ma io sono contrario al totale sterminio della razza umana.
- Perché?...
- Non ne vedo la necessità, non hanno ancora nemmeno lasciato il loro pianeta.
- Tanto per cominciare ne abbiamo già trovato uno fuori dall'orbita, e tu sai che dove ce n'è uno... - la voce s'interruppe in una pausa eloquente. Poi aggiunse - E' meglio eliminarli adesso che sono ancora nella loro tana, anziché aspettare di vederli saltare fuori da tutte le parti.
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Aprile 18, 2010
Cesare Bermani: FILOPANTI. ANARCHICO, FERROVIERE, COMUNISTA, PARTIGIANO
di Valerio Evangelisti
Cesare Bermani, Filopanti. Anarchico, ferroviere, comunista, partigiano, Odadrek, 2010, pp. 130, € 14,00.
Uno dei più importanti storici del nostro paese, Cesare Bermani, non ha mai ricevuto riconoscimenti accademici di rilievo (almeno credo), e forse è meglio così. Tra i fondatori dell’Istituto Ernesto De Martino, tra gli animatori di quella straordinaria fucina di talenti che fu la rivista Primo Maggio, a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, Bermani è stato il più illustre e coerente portavoce della “storia orale” (nata su suggestioni di Gianni Bosio, senza adeguarsi alla versione “istituzionale” della stessa disciplina), di cui ha anche descritto metodologia e presupposti scientifici (Introduzione alla storia orale, 2 voll., Odadrek, 1999-2001).
Grazie a Bermani, e quasi solo a lui, oggi conosciamo in dettaglio pagine oscure o trascurate della storia del movimento operaio italiano: dalla Volante Rossa (La volante rossa, Colibrì, 2009) alla “battaglia di Novara” del 1922 (La battaglia di Novara, Derive Approdi, 2010). Altrettante bibbie per ogni antifascista.
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Aprile 17, 2010
Sigmund Freud: IL DISAGIO NELLA CIVILTA'
di Vittorio Curtoni
Sigmund Freud, Il disagio nella civiltà, a cura di S. Mistura, Einaudi, 2010, pp. LVI+93, € 14,00.
Quando Freud pubblica questo saggio, in due parti tra il 1929 e il 1930 e nella sistemazione definitiva nel 1931, chiaramente avverte i tremori tutt'altro che sotterranei di un'epoca che dopo i disastri della prima guerra mondiale sta correndo verso la seconda: il mondo occidentale è nella morsa della Grande Depressione economica; in Germania, la repubblica di Weimar, ormai giunta al capolinea, soffocata da un'inflazione incontrollabile, è destinata a soccombere al nazismo. Non per la prima volta, ma senza dubbio con un'urgenza maggiore che in passato, Freud sente il bisogno di applicare gli strumenti della sua dottrina non più al singolo individuo ma all'intero contesto sociale. Alla civiltà. Per meglio dire, all'individuo inserito nel contesto sociale e al disagio che da questo inserimento deriva.
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Aprile 16, 2010
Autori Vari: DONNE A PERDERE
di Marilù Oliva
AA.VV., Donne a perdere. Tre romanzi Sabot, a cura di M. Carlotto, E/O, 2010, pp. 435, € 18,00.
Donne a perdere, appena uscito per edizioni e/o, è un’esperienza editoriale di estremo interesse sotto diversi aspetti. Innanzitutto è un volume costituito da tre romanzi sabot redatti da quattro autori (Soluzioni finanziarie di Michele Ledda, Sette giorni di maestrale di Ciro Auriemma e Renato Troffa, Un amore sporco di Piergiorgio Pulixi), in secondo luogo è siglato da Massimo Carlotto il quale, già nella prefazione, propone alcuni spunti di riflessione sul metamorfismo del noir e sulla sua natura incline alla dissidenza: «Da qualche tempo il noir sta dando vita a esperienze che accentuano differenze e punti di vista spesso non conciliabili con la concezione classica del genere. Credo si possa affermare che ormai sia sfuggito a ogni possibilità di catalogazione e che la sua velocità di trasformazione sia tale da aver messo a soqquadro le certezze di molti critici, scrittori ed editori. D’altronde il noir è sovversione per eccellenza.»
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Aprile 14, 2010
Malcolm MacLaren è morto
di Marco Philopat
Nel 2005 era passato nel centro sociale Cox 18 durante la mostra “Beat, Hippie, Autonomi Punk”. Per me lui era ancora il venditore di macchine usate che s'era incassato il grano della commercializzazione del punk. Io ero sempre stato dalla parte di Johnny Rotten, anche durante il lungo processo che si sviluppò attorno allo scontro mitico tra il ruolo del musicista e quello del manager. Eppure Malcolm MacLaren in quel momento era lì a guardarsi i pannelli della mostra, a farsi tradurre i testi che raccontavano anche parte della sua vita. Si era emozionato soprattutto davanti alle foto delle copertine di riviste e libri dell'Internazionale Situazionista e con mio grande stupore si mise a chiacchierare con il mio socio Giancarlo Mattia, soprannominato anche l'avvocato psichedelico, uno dei seguaci più autorevoli del pensiero di Debord e co. Parlarono per più di due ore di mondo-karaoke, di oscillazioni e autenticità. Giancarlo che assomiglia quasi perfettamente a Mr Natural, il personaggio dei fumetti di Robert Crumb, mi chiamò quando arrivarono ai pannelli dedicati al punk che io avevo curato. “È davvero un tipo in gamba il tuo amico!” mi disse Giancarlo toccandosi la sua lunga barba bianca. Mio amico? Non sapevo come comportarmi. Ero finito in uno spazio temporale dominato dalla contraddizione. Fui costretto a parlare di quando da ragazzino vidi per la prima volta i Sex Pistols alla tv che navigavano contro la regina sul Tamigi. Mi lasciai trasportare dal ricordo di me stesso seduto davanti alla televisione nel triste salotto dei miei genitori. Più volte ho affermato che quello fu uno dei momenti fondamentali della mia vita credendo di essere persino originale, per poi piano piano scoprire che a un mucchio di miei coetanei era successa la stessa cosa. Adesso che McLaren è morto mi sono sentito di scrivere per lui una lettera, una sua ultima missiva dalla tomba in cui immagino cosa stia pensando ora dall'inferno o dall'infinito universo, fate un po' voi.
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La chiesa
di Danilo Arona
Se c'è una circostanza in grado di zittire tutti coloro che per principio negano le forze sottili e l'energia vibrazionale dei corpi e delle cose, questa risiede nella testimonianza rilasciata alla giornalista Federica Sciarelli dalla mamma di Elisa Claps in data 29 marzo. Si potrà parlare, come spesso si usa per solida mancanza di argomenti, di suggestione e giustificata alterazione della coscienza, ma ciò di cui relaziona questa coraggiosa, ammirevole persona di nome Filomena sono a ben vedere fatti, nudi e crudi. Realtà e non sogni. Al massimo metaforici incubi trasmigrati nel Reale.
“In diciassette anni sono entrata quattro volte in quella chiesa e ogni volta ho avuto un brivido. Sentivo che mia figlia era lì, nascosta da qualche parte.” Così la donna ha riportato alla Sciarelli durante la settimanale puntata di “Chi l'ha visto?”, un dato confermato dal figlio Gildo: “Mia madre non è quasi mai entrata in quella chiesa. Evidentemente sentiva che Elisa si trovava lì. Me lo ha sempre detto.”
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Aprile 13, 2010
Appello urgente per Narciso Isa Conde al Presidente della Repubblica Dominicana
di Annalisa Melandri e Fabrizio Lorusso
Narciso è un amico giornalista e uomo politico dominicano, militante del Partito Comunista, combattente durante la rivoluzione dominicana del 1965 e nella resistenza contro l’invasione statunitense; fu più volte esiliato a partire dall’inizio degli anni sessanta da quando lottava contro la tirannia del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. E' un militante solidale e combattivo che all'inizio di febbraio di quest'anno non ha esitato a offrire la sua ospitalità ed esperienza a Santo Domingo a me e Diego Lucifreddi quando ci trovavamo lì in partenza alla volta di Haiti per aiutare la popolazione dopo il terremoto (vedi diario di viaggio). In seguito a ripetute minacce contro la sua persona e la sua famiglia e ad alcuni attentati contro la sua vita, è quindi doveroso riportare l'appello per lui lanciato da Annalisa Melandri che verrà consegnato alla sede diplomatica della Repubblica Dominicana in Italia.
Appello dall’Italia al Presidente della Repubblica Dominicana Leonel Fernández affinché si attivi per proteggere l’incolumità di Narciso Isa Conde e della sua famiglia e perché impedisca la realizzazione del piano criminale colombiano-statunitense volto all’eliminazione del noto dirigente comunista dominicano.
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Enrico Gabrielli: DER MAURER, operaio di note
Di Andrea Scarabelli
[Ho intervistato Enrico Gabrielli nell’ambito di un progetto di ricerca più ampio sulla nuova musica italiana. Questo è un estratto del testo, proposto in forma di racconto orale per viva voce del polistrumentista toscano, più che con il classico botta e risposta.] (A.S.)
Vengo da un Ambra, un paese in provincia d’Arezzo di circa mille abitanti. Sono figlio di un impiegato comunale e di un’assistente sanitaria in casa di riposo, nipote di muratori da entrambi i lati. Per questo ho sempre nutrito una specie di complesso nei confronti della manovalanza: a volte mi sembra di non saper fare niente di concreto. Intraprendendo una strada diversa mi è sembrato di perdere una parte di eredità culturale, ma a dirla tutta l’ho anche rifiutata: ad Ambra non c’era nulla, zero possibilità. Mio padre era comunista molto attivo: faceva comizi, portava avanti il punto di vista del partito. Mille difficoltà. Mi sembrava tagliato fuori dalla storia. Però mi è rimasto il ricordo di personaggi leggendari della mia infanzia, come Andrea Gaggero, un prete rosso ligure a cui poi furono tolti i voti.
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Aprile 12, 2010
L'Ultima Crociata
di Alessandra Daniele
Il corpulento cardinale si accasciò sulla poltrona, sbuffando.
- Cristo, siamo nella merda!...
- E' un invocazione? - sogghignò il gesuita segaligno.
- Vaffanculo - brontolò il cardinale, con un'occhiata sbieca - ci stanno sputtanando in tutto il mondo, e tu hai ancora voglia di cazzeggiare?... Dobbiamo trovare un modo per uscire da questo casino, subito!
- Se fosse davvero un casino, tu non avresti voglia di uscirne.
Il cardinale afferrò un pesante crocifisso intarsiato, e lo tirò contro il gesuita, mancandolo di poco.
- Almeno io non sono un succhiacazzi come te!
- Solo maggiorenni - sibilò il gesuita. E se tutti fossero come me, non saremmo in questa merda.
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Aprile 11, 2010
Lorenzo Calza: LA COMMEDIA E' FINITA
di Marco Meneghelli
Lorenzo Calza, La commedia è finita, Robin Edizioni, Roma, 2009, pp. 323, ill., € 12,00.
La commedia è finita, opera prima di Lorenzo Calza, è romanzo che restituisce in modo semplice e altamente leggibile la costruzione di una trama complessa, fatta di fili che si intrecciano e di nodi che solo alla fine (della commedia) vengono al pettine. Il genere di riferimento è certamente il noir, di autori come McBain e il "nostro" Scerbanenco, ma il romanzo non rimane ancorato solo alla narrativa di genere, avendo una portata più "universale" che travalica i limiti imposti dal genere. Altri riferimenti, altri sottotesti, sono certamente un rinvio ai conflitti familiari tipici delle tragedie shakespeariane, e un respiro narrativo che ricorda uno scrittore come Raymond Carver.
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Aprile 10, 2010
Un aiuto concreto a Manolo, a Costantino e agli altri “brigatisti nelle intenzioni”
di Valerio Evangelisti
Sebbene tutte le prove a carico si siano rivelate inconsistenti (a partire dal famoso “codice segreto” per evitare l’intercettazione delle e-mail, reperibile su vari siti Internet), Manolo Morlacchi e Costantino Virgili, arrestati il 18 gennaio nell’ambito della stagione di caccia al “brigatista presunto” iniziata il 10 giugno 2009, continuano a vagare di carcere in carcere. Attualmente sono detenuti in Calabria, a Siano, vero e proprio “magazzino” riservato a questa categoria di prigionieri. Forse è la tappa definitiva.
Il fatto è che la caduta delle prove materiali non annulla l’ipotesi associativa, consistente nella generica volontà di dar vita, un giorno o l’altro, a una riedizione delle Brigate Rosse, o a qualcosa di simile. Certo, non lo avevano ancora fatto, però avrebbero potuto farlo, col tempo.
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Aprile 09, 2010
Mai cadere in tentazione
di Marilù Oliva
Il Portavoce era imbarazzato. Non si era mai trovato in una situazione del genere in tutte le sue udienze. La signora Gabbata non si conteneva, inveiva contro la Chiesa, diceva che le avevano rovinato la vita, pretendeva di parlare col Grande Vescovo che, nella stanza attigua, stava in ascolto, orecchio come una ventosa sulla porta serrata. Per questo il Portavoce si sentiva ancor più ansioso: c’era il suo capo, dall’altra parte del muro, e ci teneva a fare bella figura.
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Aprile 08, 2010
Diario da Haiti (ultimo). Sopravvivenza, paura e rinascita
di Fabrizio Lorusso
Dafne è bellissima. Dafne è la profondità dell’oceano e l’oro dimenticato dei pirati, è la terra d’Africa emersa in mezzo a uno sciame di isole abbandonate da qualche Dio stanco sull’orizzonte dei Caraibi. Dafne è fisicità assordante e feconda, è l’anima viva del pacifico nella violenza dell’Atlantico, col suo sguardo conteso e straziato da mille predoni e dalla natura. Lei è tranquillità e rassegnazione, forza e fede, povertà e dignità, ma le hanno insegnato a dipendere, a piangere, a difendere il suo pezzo di cielo contro gli altri, contro tutti gli altri suoi simili e dissimili. Ama la dignità del suo quartiere e la comunità che l’ha cresciuta, ascolta sempre la sua musica, il suo Dio, la sua lingua che si prende gioco del francese e dei francesi. Ogni sera Dafne prega cantando e scrive su un foglio bianco tutto quello che ricorda di sé stessa, nella speranza di trovare un lavoro qualunque. Dafne è Haiti, luce in mezzo alla morte.
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Aprile 06, 2010
Quando la farina della Gelmini va tutta in Crusca
di Girolamo De Michele
Gli studenti italiani sono davvero così somari? Un’indagine svolta dall’Accademia della Crusca in collaborazione con l’INVALSI (Istituto nazionale di valutazione del sistema istruzione) sembra confermarlo, e l’autorevole Corriere della Sera lo ribadisce [qui]: «Alla fine del percorso scolastico, dopo 13 anni di lezioni ed esercitazioni, la prova scritta di italiano rappresenta un problema per la metà degli studenti».
Trasuda strazio e dolore un’intervista alla professoressa Elena Ugolini, dirigente dell’INVALSI e preside di un liceo parificato afferente alla Compagnia delle Opere, che dichiara: «Ho qui un tema della maturità 2007 pieno di errori gravissimi di ortografia come "dopo guerra" o "degl’anni", di errori di punteggiatura, dell’organizzazione logica della frase che evidenziano un livello linguistico di terza elementare». E conclude, la bocca sollevando dal fiero testo: «Mi domando che cosa è stato insegnato a questo ragazzo in 13 anni di scuola».
Sarà vero? Andiamo a vedere.
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Aprile 05, 2010
Il Quinto Elemedio
di Alessandra Daniele
- Gli analisti sono concordi, la causa del crescente astensionismo è la somiglianza fra i due principali partiti contrapposti: è ancora troppo poca. Governo e Opposizione sono ancora troppo diversi, troppo distinguibili. L'accordo non è totale. L'elettore medio ne soffre come un bambino quando i genitori litigano - Il consulente indica i suoi dati sullo schermo - L'elemedio vuole concordia e conformità, bisogna convergere ulteriormente, uniformarsi, oppure, alla prossima tornata, di elettori ne perderemo quattro su cinque. E lei sa cosa significherà questo per il suo partito.
Il leader dell'opposizione china la testa sconsolato.
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Aprile 04, 2010
Ladri di futuro
di Emanuele Manco
Si può rubare.
Si possono uccidere gli uomini.
E queste azioni possono avere conseguenze nell'immediato.
Le idee degli uomini invece non si possono uccidere facilmente.
Ma come si può uccidere un popolo, rubandogli il futuro?
Un modo, forse non l'unico ma molto efficace, è rubargli la sua memoria. Non sembri contraddittorio che il furto di una opera d'arte del passato, sottratta quindi alla fruizione di tutti, sia un vero e proprio furto di futuro, perchè priva della possibilità di accrescimento culturale. La povertà di spirito è terreno ancora più fertile sul quale poggiare le basi del potere, ancor più di quella del corpo.
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L'armata muta
di Luisa Catanese*
A Dodi
Quando a novembre piove a lungo, se cammini per i portici della parte antica di Bologna, sotto le arcate altere delle vie centrali, fra la folla e i negozi e le vetrine lucide, soffri meno il freddo e non ti bagni, ma non vedi che i muri e i tetti delle vecchie case, soprattutto nei vicoli e nelle strade secondarie, sono fatti di foglie, quelle dell’autunno.
Se poi prendi il bus per tornare a casa, dove i palazzi hanno occupato la campagna lungo le nuove vie soltanto da pochi decenni, quando oltrepassi il canale, che se costeggi ti porta alla Certosa, un monumento di pietre, di piante e di silenzio, dopo una breve discesa, calata la sera, trovi la nebbia, più fitta nei campi non ancora edificati, circondati dalle case, di poche luci accese.
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Aprile 03, 2010
RITI DI PASSAGGIO - Parte 12
di Sandro Moiso
Qui le puntate precedenti
Viaggio che sembrava non dovesse finire mai
Viaggio che sembrava non dovesse finire mai.
Apparentemente senza meta e senza scopo (anche se in teoria avrei dovuto incontrare all’università di Saint Paul un professore, esperto di storia dell’emigrazione italiana in America, per la mia tesi).
Che sembrava tracciare sulla carta stradale degli Stati Uniti una sorta di ragnatela realizzata da un ragno in acido.
Da Chicago giù verso Nashville, Tennessee.
Poi dalla capitale della country music su, di nuovo, verso nord; ancora verso il confine canadese.
Minneapolis e la sua città gemella, Saint Paul (dove naturalmente non trovai il professore che, comunque, non cercai con troppa convinzione) nel Minnesota, per poi arrestarci a Ely sul margine del territorio dei diecimila laghi.
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Aprile 01, 2010
Miopia critica (Remix 98/00 – 13)
di Dziga Cacace
379 - Fino alla fine del mondo di uno sconcertante Wim Wenders, Germania/Francia/Australia 1991
Da una accidiosa chiacchierata postprandiale, con amici fannulloni come me, sul valore (presunto, dissipato, boh) di Wim Wenders nasce la voglia di rivedere questo film che in passato ho visto male, a pezzi, pigramente, mollandolo a metà e decidendo che non meritava il mio tempo. E avevo fottutamente ragione: 2 ore e mezza di caos narrativo e sfasciamento di marroni da cui esce un messaggino piccino picciò che Wenders, all’epoca, avrebbe potuto affidare a uno striminzito dispaccio Reuter e oggi potrebbe digitarci via s.m.s. Quando la montagna partorisce il topolino, sentite qua: non si possono riprodurre i sogni, fa male, è brutto. E poi: apprezziamo di nuovo la natura, difendiamola. E infine: alla malattia del video che del ricordo ci dà solo pallidi sembianti, preferiamo la parola scritta. Ci mancavano giusto: la sera fatevi il bidet e l’uovo ben sodato cuoce 6 minuti. Sono io un rompipalle o è questa sorta d’intellettuale che ci mette 2 ore e mezza per arrivare a conclusioni che a Cheetah avrebbero richiesto 30 secondi?
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Da Jack Frusciante a una città decapitata
di Marilù Oliva
«C’è un ragazzo bolognese, Enrico Brizzi, già abbastanza vecchio da contare sulle dita di due mani i rifiuti da parte degli editori. C’è una maestosa storia d’amore e rock adolescenziale pronta per essere raccontata senza filtri. C’è una casa editrice indipendente,Transeuropa di Ancona, che decide di dare fiducia al ragazzo. Il ragazzo comprende, con un brivido tardivo, di essere capitato nella migliore casa editrice indipendente del Paese, già nota alle masse per le antologie Under 25 curate da Pier Vittorio Tondelli e il folgorante esordio di Silvia Ballestra. [...] Quando è ufficiale che la maestosa storia d’amore sta per diventare un libro vero, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, il ragazzo comincia a sentire il cuoio capelluto farsi elettrico per l’emozione. Immagina le pile del suo libro dentro le librerie che ha sempre frequentato, e rabbrividisce al pensiero che ad abbassarle contribuiscano solo amici e parenti stretti. Invece la prima edizione va esaurita in poche settimane, e così la seconda e la leggendaria terza edizione composta da 1500 pezzi unici, le copertine colorate a mano negli uffici Transeuropa.»
Permalink: postato alle 02:57 AM
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