testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di A. Fumagalli e S. LucarelliOrlean.jpg Dalle sue origini, la finanza è dunque una trasgressione: il mondo della liquidità è un mondo artificiale, regolato dalle convenzioni. La liquidità esprime la volontà di autonomia e di dominio della finanza.

new.gif
di Valerio Evangelisti [Questo articolo, intitolato all'origine Bologna-Vergogna: quando uno slogan diventa realtà, è apparso su Il manifesto del 27...

new.gif
di Fabio Deotto Ce l’ho. Ho la soluzione per la povertà nel mondo, per le ingiustizie, per l’indifferenza della popolazione...

new.gif
di N. Mistroni
Nel_nome_del_padre.gif Il racconto di una guerra privata: e come in ogni guerra, chi ci va di mezzo è soprattutto la popolazione civile, in questo caso i figli.

new.gif
di Alessandro Castellari Marta Casalini, Nina Nihil giù per terra, Voras edizioni, 2009, pp. 144, € 12,50. Due buone notizie:...

new.gif
di A.D. Altieristranecose.jpgStrane Cose, Domani è soprattutto la ricerca disperata e struggente della redenzione. Può davvero esistere una redenzione sul lastrico dell’inferno?

new.gif
La Redazione di Carmilla aderisce all'appello per la scarcerazione immediata di Luca Tornatore, il ricercatore e attivista italiano tutt'ora...

new.gif
di Benito Mussolini [Proponiamo l'intervento di un collaboratore per noi insolito, ma molto caro ad alcune componenti dell'area di governo,...

new.gif
di Gianluca Gabrielli (1) Il secondo razzismo di Stato Il razzismo non scompare per decreto. Anche il razzismo italiano degli...

new.gif
di Gilda Policastro [Questa intervista a uno dei massimi poeti italiani del nostro tempo (e della seconda metà del Novecento)...

new.gif
di C. Trivulzio di Belgiojoso
giulemani.png Un gridi di allarme da Milano: dopo oltre 100 anni, le Scuole Civiche rischiano di chiudere. Non per caso.

new.gif
di Marilù Oliva Grazia Verasani ha appena pubblicato per Kowalski Di tutti e di nessuno (1), quello che lei stessa...

new.gif
dello (pseudo) P.C. Tacito, ovvero Franco Zoppo Concludiamo la pubblicazione di una selezione dalle cronache latine pubblicate nel 1994 da...

new.gif
di F. Zoppo
FZoppo.jpg Una cronaca in latino tacitiano: come accadde che nel 1992 ogni remora di pudore andò a puttane e quel che rimaneva della Stato finì crepitando in mortaretti.

new.gif
di Sandro Moiso Qui le parti precedenti. FELICITA', FEBBRE E FURORE Prologo I nostri eroi non sono mai andati in...

new.gif
di Alessandra Daniele Jackie Kennedy sfondò la porta con un calcio, ed entrò. In fondo alla stanza in penombra i...

new.gif
di Valerio Evangelisti [Questo raccontino è apparso sul numero speciale de Il manifesto del 17 dicembre 2009, intitolato "Comunista a...

new.gif
di Alessandro Villari La mattina del 25 dicembre il piccolo Joshua si svegliò al familiare scampanellio della slitta guidata dal...

new.gif
di Filippo Casaccia Il sole. Cielo terso e aria frizzante. Miracolo a Milano. Prendo la digitale ed esco a fare...

new.gif
Lettera aperta dall'Italia a Sonia Gandhi, presidente dell'Indian National Congress Party, in difesa della poetessa e scrittrice Taslima Nasreen. A promuoverla, di Lello Voce, Wu Ming, Valerio Evangelisti, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini e molti altri scrittori e intellettuali italiani. Firmate l'appello sulle pagine di "Micromega".

new.gif
a cura di S. Quadruppani e I. Bussonni
L'"affaire de Tarnac": il giovane Julien Coupat in carcere da sette mesi per un libro. L'oscena dimostrazione di forza di un regime totalitario e biopolitico a estensione globale.

new.gif
La mente è tornata a questo romanzo poche ore fa, dopo le notizie dall'Afghanistan. Che poderoso libro, che cupa eppure risplendente fotografia della condizione attuale. Odiato e incompreso dai fans più conservatori del Camilleri montalbanesco, La presa di Macallè (2003) è una delle opere migliori dello scrittore di Porto Empedocle. Il brano che riportiamo (dal capitolo 3) dice tutto quel che c'è da dire, non una necessaria parola di meno, non un'inutile parola in più. Buona lettura. Red.

new.gif
di Giuseppe Genna Amico personale di Meucci, Morse e Bell. Confidente di Ramsete III. Grande estimatore del brodo primordiale (la...

new.gif
di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

new.gif
di Alberto Prunetti Luciano Bianciardi polemizzava ferocemente contro il provincialismo erudito degli studiosi locali, che lui chiamava in senso spregiativo...

new.gif
a cura della Redazione Dopo due anni di femo ritorna agli inizi di febbraio in edicola il magazine dei libri...

new.gif
di Alberto Prunetti [Pubblico la mia introduzione all'edizione italiana della Patagonia rebelde di Osvaldo Bayer, da me tradotta e ridotta...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Romanzo a puntate   frecciabr.gif    Labentia haec neque fausta rei publicae (La fine infausta di questa repubblica) - II parte

Labentia haec neque fausta rei publicae (La fine infausta di questa repubblica) - II parte

dello (pseudo) P.C. Tacito, ovvero Franco Zoppovicolo-del-bottino.jpg

Concludiamo la pubblicazione di una selezione dalle cronache latine pubblicate nel 1994 da Franco Zoppo come Libello postumo degli Annali dello (pseudo) P.C. Tacito (qui la prima parte).

Nefarii admodum octuagesimi anni, quibus, tamquam aestuosa maris, lassitudo superbia obscaenitas ad apicem devenere. Videre erat ubique, supra egestatem adflictionemque communem, multorum abundantiam, male ex malis quaestibus sumptus fieri, aedes, currus, scaphas, aeria itinera pro ioco, crebras in semotas insulas vacationes, vestes calceamenta monilia ornamenta signata, quoquo ab angulo negotiorum viros at saepius imbecillae mentis figmentum illud ad auriculam ostentantes, quod vulgo cellulare telephonium.

[Gli anni Ottanta furono davvero un disastro. La sbracatezza, l'arroganza, la volgarità toccarono il fondo. Era una cosa semplicemente oscena vedere, alla faccia di tanti poveri cristi che tiravan la cinghia, l'abbuffata di molti altri: lo shopping forsennato (soldi facili o sporchi), case e ville, auto e barche, l'aereo come niente, vacanze a Malindi e lontani dintorni. E poi la frenesia della roba firmata, la griffe, dall'orologio alle mutande. E tutti quei coglioni col cellulare incollato all'orecchio!]

Hic mos, hic victus, hoc status insigne nuper ditati plebeiorum generis, successus an secessus incertum, quibus, prout vincendo proiectis, yuppiorum nomen. Inter quos craxianos illos agitare immo eminere omnibus, memorari supervacuum. Neque tantum in agone viri, cum ex femineo genere complures honoribus, potestate, pecunia praesertim contenderent, feroci oculo animoque, ita ut furiae viderentur redisse, cupidine felicioris exitus obsessae. Quorum quarumque exempla pro oculis omnium prolata, vel potius prostituta, ephemeride, hebdomadariis, mediisque quibuscumque. In coloratis illis lustratisque foliis - quot bellulae filiae, domina Dora - voltus ubera coxae ventresque ceteraque nullo pudore exhiberi, non quidem nuditatis sed magis iniuriae atque inanitatis. Esurientium equidem, at summis elegantiae typis ditatus populus esse videbamur.

Cafonal.jpg[Be', era la moda, il costume, lo status symbol (si diceva così) di quei plebei arricchiti (uomini di successo o cessi d'uomini), che si chiamavano yuppies. Neanche a dirlo, tra costoro, brillavano i nipotini di Craxi.
In omaggio alle pari opportunità, bisogna aggiungere che le donne facevano la loro parte, impegnate in una lotta feroce per la carriera, il comando e soprattutto il denaro. Con gli occhi assatanati, con quella grinta, parevano furie scatenate. Gli uni e le altre, te li sbattevano in faccia giornali, riviste, teleschermi. Che mercanzia - quante belle figlie, madama Doré - su quelle coloratissime e patinatissime copertine! Facce tette pance cosce natiche ed altro, messe in vetrina senza nessun pudore (non certo del nudo, che piace, ma dell'offesa al buon gusto e dell'insulto alla miseria). Sissignori, eravamo il paese dei morti di fame e delle top model.]

Inter haec per tele visionem baudismus aliaque castronalia imperitare, id est civibus coleorum instar redigendis, dum vicis plateisque, nocturnis plerumque eruptionibus, expergefacta phantasmata inpune volitare per facinora quorumdam qui, funereis crucibus signati ac raso capillo, a penis capite iure nuncupari meruissent. Speculum sterquilini litterae omnesque artes, scriptae ac praesertim kinematographicae fabulae, quibus alimento prout rebus haerentibus non nisi fornicatio cum violentia. Ergo, divis amotis vel balsamo compositis, quavis defuncta scientia rerum sive ideologia, sapientibus viris inrisis aut in speciem extinctarum lampadum a lacunari suspensis, quid umquam eveniret huic miserandae civitati nisi ut suopte luto plane mergeretur, sanguine cum spermate permixto? At pro naribus elegantiaque, quoniam pecuniae abundius, suavitatis odores ex Parisiorum officinis, cum signatura, super omnia conspersi effundebantur.

[Il baudismo televisivo, Beautiful ed altre castronerie aggravavano il rincoglionimento generale. Intanto si aggiravano impunemente per strade e piazze, specie di notte, bande di ragazzotti con tatuaggi di strane croci e le teste rasate: teste di cazzo quanto si voglia, ma evocavano, qui come altrove, brutti fantasmi dimenticati.
Specchio fedele di questo immondezzaio (se no, che realismo sarebbe?) erano la letteratura e l'arte varia, narrativa e cinematografia in testa, inchiodate sul tema fisso del sesso e della violenza. Quindi, tolti di mezzo gli dèi, o imbalsamati, cadute insomma le ideologie, appesi al soffitto, come lumi spenti, gli uomini saggi, che cos'altro poteva incorrere a questa miseranda società, se non d'affogare nella palude di fango, di sangue e di sperma che essa aveva prodotto? A che serviva coprire lo schifo con tutto quello sperpero, giacché i soldi non mancavano, di profumi dai nomi cretini, dei laboratoires de Paris? Firmati anch'essi, naturalmente.]

Neque opina ac terrae commotionis instar quae declinante anno MCMLXXXIX facta sunt, cum ingentes illae in Sovietorum Russia mutationes dissolvi necesse fecerunt orbem sociatarum gentium in tota orientalis Europae regione. Plane tunc dirutum quod a quibusdam imperium malorum existimari. Principio magna animorum sublevatio per occidentem invasit, at statim perturbatio cum cogitatione propterea quod magnae parvaeque nationes alterius imperi, scilicet ad Americam pertinentis, cum essent parando bello assuefactae, iam diu desueverant neque amplius meminerant qua ratione esset pax gerenda

[Improvvisi come un terremoto, arrivarono, sul finire del 1989, i fatti dell'Unione Sovietica e i loro contraccolpi in tutta l'Europa orientale. Era finito quello che qualcuno aveva chiamato l'impero del male. In occidente si ebbe dapprima un respiro di sollievo, subito seguito da imbarazzo e preoccupazione. Infatti i grandi e piccoli stati dell'altro impero, quello americano, essendosi ormai abituati a preparare la guerra, non sapevano più come si fa a gestire la pace.]

Haec omnia non sine consectaneis etiam in Italia ac praesertim apud potestatis viros eorumque factiones. Sublato enim metu instantium ab orientali imperio minarum ideoque interioris communistarum partis, ne rerum forte potirentur, qua causa per quadraginta pluresque annos suffragia et petiverant et ceperant, tunc visus est rex nuditate, pudendis foede detectis. Tunc pro oculis quibus essent cives confisi palam factum, non aliter ac nivibus solutis stercora. Magna primum admiratio, paulatim indignari plerique coeperunt, tamquam ignari ac novitatem stupentes. Interea, qui pro reis iam vulgo existimabantur, ne pro phallo quidem gnaros se praebere sed pergere more solito, ut si nulla sibi quaestio, aenea qua semper facie nitentes. Nihilo minus, quoniam di quos perdere volunt amentant, sua isti cupidine obnubilati nec non maioris in dies pecuniae egestate, tangere demum coacti plurimorum commoda, ipsorumque qui nuper, quamquam occlusis naribus, suffragia eis suppeditaverant. Quorum in primis tabernarii, rationarii parvique negotii, praesertim ex Langobardiae provinciis, ubi dissentio murmurationesque celeriter ad facta progressae.

[Questi fatti portarono conseguenze rilevanti anche in Italia, cambiando i termini del gioco politico. Di colpo venne meno l'alibi della minaccia comunista, dall'esterno e dall'interno, sul quale per quarant'anni avevano marciato i partiti governativi. Allora, come s'usa dire, il re fu nudo, con le pudenda allo scoperto. I cittadini cominciarono a capire, quelli che non lo avevano capito prima, che razza di gente fosse quella alla quale si erano affidati. Scioltasi la neve, venne fuori il merdaio. Allo stupore, vero o affettato, subentrò lo sdegno. Per la verità, quelli che ormai tutti ritenevano colpevoli - neanche per il cazzo - continuavano con la solita faccia di bronzo a rubare e a malgovernare.
Ma poiché gli dèi, quando vogliono rovinare qualcuno, gli fanno perdere la testa, anche costoro fecero qualche errore che doveva essere loro fatale. Avendo sempre più bisogno di denaro, per sé e per lo stato, cominciarono a toccare gli interessi di categorie fino allora lasciate a pascere, insomma quel ceto medio parassitario che, turandosi magari il naso, li aveva sempre votati. E giù tasse da orbi! Tanto bastava per scatenare l'ira di commercianti, ragionieri, padroncini, professionisti (quella storia della minimum tax), oltre a quella dei soliti tartassati. Specialmente al nord, il mugugno e la protesta cominciarono a organizzarsi in un vero e proprio movimento di opposizione.]

Orta tunc Langobardorum illa Liga, postea inter Venetos atque ubique septemtrionalis regionis diffusa, non quidem pro singularum civitatum iuribus sed medii populi commodis vindicandis, quamquam permultos etiam proletariorum coetus congregabat. Accedebant autem, immo statim potiores factae, novae iurgii contentionisque causae adversus reliquas Italiae civitates, utpote desidiae deditas et parasitico victu, Romamque in primis qua corruptelae sentinam. Igitur, praeter tributorum recusationem, secessionem minitare, sin minus tres loco unius foederatas auspicari res publicas, supernae mediae humilisque Italiae, dum se tantum dignos qui Europam ingrediantur existimant. Sed ista, quae initio sponte videbatur orta congregatio, paulatim coalescere in speciem cuiuscumque factionis, neque vitio expertis, agitante per omnia quodam H. Bossio, qui ex infami provinciae viro subito tribunus inventus, conclamare in plateis minitari in palatium, fretus consiliis argumentisque a J. F. Miglio philosopho excogitatis. Equidem duo hi viri iam vulgo existimari coeperunt pro illius Ligae brachio intellectuque, seu potius mentae instar ac mentis, videlicet altero illam duriorem, altero elucubrando subtiliorem hanc sibi esse iactantibus.
Quae secuta sunt, tum municipalia cum universae nationis comitia, favorabiliter illis, unde initium pavoris veterum factionum viris, socialistarum in primis et christipopularium, quibus subsellia sibi infra iam deficere videbantur solumque sub pedibus moveri. At nondum finis animadversio, quin prius peiora evenirent. Quae paulo post fato facta, cum publicae contentionis argumenta togae cessere, iudicum nempe, qui suo munere fungi, quod saepe libentius minusve obliti esse videbantur, tandem aliquando inceperunt.
Exinde origo et principium foedissimae illius civitatis per Italiam longe lateque patentis, graveque olentis, cui Tangentopolis nomen in perpetuum.

[Nacque così la Lega lombarda, all'insegna dell'antico Carroccio; poi quella veneta ed altre in tutte le regioni padane, confluendo infine tutte quante nella Lega del Nord. Non avevano carattere cittadino, ma coinvolgevano orizzontalmente il ceto medio delle varie città, anche se presto catturarono vasti settori del proletariato. Ai motivi generali del malcontento si sovrapposero poi, diventando, se non prevalenti, certo più vistosi, quelli di una preconcetta ostilità verso le popolazioni meridionali, che accusavano di assistenzialismo e parassitismo, e soprattutto verso Roma, in quanto centro di inefficienza e corruzioine. Sbandieravano, con la protesta fiscale, anche un progetto di secessione, o quanto meno di confederazione di tre repubbliche - padana, centrale e meridionale - che agli zelanti patrioti sembrò un attentato all'unità nazionale. Ovviamente si sentivano più europei di tutti gli altri italiani. Poi, quello che era sembrato un movimento spontaneo di protesta, prese a sua volta la forma e i vizi degli altri partiti. Il loro capo, diciamo così, carismatico era un tal U. Bossi, che da sconosciuto provincialotto della bergamasca si improvvisò tribuno e capopopolo, nemico del palazzo. La sua base ideologica era tutta nei pensamenti e nelle pensate del prof. G.F. Miglio, anche lui di colpo diventato famoso. Questi due erano come il braccio e la mente della Lega, o se si preferisce, la minchia e la mente, giacché uno si vantava di avercela dura e l'altro sottile.
I successivi turni elettorali, politici ed amministrativi, segnando un loro successo, cominciarono ad allarmare i vecchi partiti. Socialisti e democristiani, in particolare, si videro soffiare un po' di poltrone e franare il terreno sotto i piedi. Ma non pensarono che fosse ancora la fine. Poi la mano passò ai giudici che, finalmente, dopo decenni di negligenza o impotenza, si ricordarono qual era il loro dovere. Fu quella l'origine della fetentissima città, grande quanto l'Italia, che prese il nome di Tangentopoli.]

Nunc eo perventum ubi dolentes promere notas audiuntur qui ratiocinandi bonum perdidere. Exordia minima, veluti ioci causa, cum plane obscurus iudex ex mediolanensi praetura quemdam capit nomine Ecclesiam dum pecuniam arripit quamvis exiguam, sive manibus in sacculo positis. Fuerat iste vir craxiano ex grege, mediocris ponderis at scandens, qui in illa civitate libitum pro licito fecerant, cum tangentia illa exegissent tributa, ad factionem pabulandam vel saepius sui ipsorum usui. Quae horrida quidem vox a tangendo usurpata videtur, sive geometrico more, quo linea iuxta circulum perducatur, sive potius adrogati sibi iuris ut ad se pertingat cuiuscumque negoti pars lucrorum.

mariochies.jpg[Ora incomincian le dolenti note a farsi sentire, ora siamo giunti a quelli che hanno perduto il ben dell'intelletto. All'inizio pareva una cosa da nulla, uno scherzo, quando uno sconosciuto giudice di Milano colse con le mani nel sacco un tal Chiesa, che ritirava una mazzettina di cinque milioni. Chi era costui? Nient'altro che un craxiano di mezza tacca, ma rampante: uno di quelli che a Milano facevano il bel tempo e la pioggia, imponendo tangenti a man salva, per foraggiare il partito (dicevano) e se stessi.
Questa brutta parola - tangente - che ora va tanto di moda, richiama il significato geometrico di una linea retta che tocca un punto di una curva. Più probabilmente deriva da un altro significato del verbo "tangere" (cioè toccare) ed indica la parte di guadagno che tocca, o spetta, al mediatore di qualche affare.]

Quam pusillo essent animo, quibus rerum regendarum adrogabatur munus, id temporis palam factum miserabili nuditate. Nam conrupti conruptoresque cum utrorumque lenonibus, vixdum accusati neque uno quidem inito iudicio, aufugere latendo plerique, ceteri nisi fortuito sua moriebantur manu. Frequentiores facti, veluti per contagia, decessus, alia quidem ratione vel causa vel opportunitate, ideoque incesta quae fuerat comoedia paulatim in tragoediam converti. Indignatio tum cum pietate contendere pro quibus ex scaena rapiebantur, postquam in tangenticia re publica magnopere histrionem egerant quoquo officio functi vel munere.

[Si vide allora, nella sua squallida nudità, la pochezza d'animo della nostra classe dirigente. Molti corrotti o corruttori, e loro ruffiani, appena messi sotto accusa si dettero alla latitanza. Qualcuno morì, altri si suicidarono. La serie dei suicidi, quasi un contagio, trasformò per qualche tempo in tragedia quella che era stata una grottesca commedia. Pietà e sdegno accompagnarono l'uscita di scena di personaggi che, nei loro diversi ruoli, erano stati protagonisti della repubblica tangentizia.]

At publicorum virorum procacitas his quoque funeribus utebatur, cum indignationem misericordiamque prae se ferrent, nullam vero conscientiam. Quorum ne unus quidem audere ex populo gratiam petere, quem offenderant, cui mores bona fidemque rapuerant. Quin immo causam usurpando mortuorum, ideoque communis pietatis, potius quam sibimet culpam adsciscerent, conati eam sunt in iudices suorumque facinorum reprobatores reicere. De coniurationibus atque occultis suo damno viribus vociferari, cum per occulta tenebrasque nihil praeter, qua functi erant, potestatem atque facinora cum inpunitatis adrogantia inveniretur.
Aliter vero res, perpaucis in senatu atque contione crimine solutis, ita ut unius manus digitis computari possint, nec iudicibus satis temporis pro tot examinandis neque iudiciario ordini hominum par numerus.

[Ma i signori della mala politica ebbero l'impudenza di sfruttare anche questi tristi eventi a loro vantaggio, fingendo indignazione ed orrore, senza alcun rimorso. Non ce ne fu uno che chiedesse scusa al popolo che aveva offeso, defraudandolo al tempo stesso nel denaro e nella buona fede. Anzi, cogliendo l'occasione di queste morti e profittando della generale commozione, non se ne assunsero la responsabilità, com'era doveroso, ma la scaricarono sui magistrati e su tutti coloro che li accusavano. Tiravano in ballo complotti e oscure manovre, mentre di tenebroso non c'era che il loro potere, la loro impunita arroganza. La realtà era che ben pochi, nel parlamento, erano coloro che non avevano un'imputazione, poco il tempo e insufficiente il numero dei magistrati impegnati a giudicarli.]

Mirum quod inter tot tantaque, quae detegebantur, male facta, grex infinitus scribarum vel tele visionum qui dimidiati dicebantur bustus, tamquam de novitate cum stupore et dictitarent et scribitarent, quasi omnium inscii ignari neque sontes cuiusquam. Lactentium instar novos omnino se praebere, immo indignari digitoque reos indicare, quorum patrocinio plerique cursus fecerant, quibuscum comitati, posteriora saepe lambendo, sin minus altero occlusi oculo ignoscendo, naribus adstrictis ad suffragandum persuaserant. Nunc de naufragio superstites, de sociis indices facti, de culpa inlaesi poena, virginulas videri placebat qui cum potentia moechari consueti.

[Ma di fronte a tanto scempio, era straordinario lo spettacolo di un'infinita schiera di giornalisti e mezzibusti che menavano scandalo, come se queste cose le apprendessero per la prima volta. Ingenui e innocenti come bambini, davano addosso (proprio loro!) a quelli che li avevano aiutati a far carriera. Dopo averli corteggiati, leccati, votati e fatti votare (magari turandosi il naso), ora cercavano di salvarsi dal naufragio. Non li conoscevano più. Da complici si ergevano a giudici e censori, scaricavano le colpe, cercavano di rifarsi una verginità dopo tanto puttaneggiar coi regi.]

Novissime lutulentiae plenitudo super invasit omnia, at putens, veluti emissa cloaca, resque publica vel quod ex ea superesse in summo discrimine posita. Pluribus in dies facinoribus detegendis instant iudices, quoniam iam nullibi nullumque de quo suspicandum aut inquirendum temere, pollutionemque undequaque scatere perspicuum, vel qua debuisset numquam, humanitatis pudorisque causa.
Interea, dum opificia explentur, repletae factae urbium areae, catervatim tumultuantibus qui opere dimissi ad nova egestatis agmina damnati videbantur, omnesque, quae fierent, visendo expectare.
In hac expectatione, nondum omnino semotis periculis, nostrum omnium oculi mentesque ad proxima, quae iam nuntiabantur, universalia comitia pertendere, nullo dubio quin exinde futurum esset ut re vera pulchra videremus. Nam, si verum est pessumam inter populares res publicas optimo principatui praestare, satis tamen compertum de speciosis plebiscitis principatus, immo atrociores floruisse. Nec visus unquam eques equum conscendere, nisi plures quadrupedantes equinum genus simulassent. Igitur de quibus aspeximus testimonia fecimus, fide nec sine impetu quodam. At quoniam in posteritatem haec scripta sunt, illud nobis Pyndari poetae memoriae revocandum videtur, cum ait:

dies, qui venturi, testes fore fidelissimos.

[Negli ultimi tempi il fango dilagò, maleodorante, come uscisse da una cloaca, e le istituzioni, o ciò che di esse restava, furono messe a repentaglio. La magistratura incalzava, scoprendo sempre nuove malefatte. Si levavano tutti i coperchi, uscivano vergogne da ogni parte, anche dove un minimo di umanità, o di pudore, avrebbero consigliato altri comportamenti.
Frattanto, mentre si svuotavano le fabbriche, si riempivano le piazze delle città, dove migliaia e migliaia di lavoratori, minacciati di licenziamento, si vedevano già condannati a ingrossare le file della nuova povertà. E tutti erano col fiato sospeso. in attesa degli eventi.
In tale attesa, ancora densa di rischi, tutta l'attenzione era rivolta alle elezioni politiche generali, annunciate per la primavera. E allora se ne sarebbero viste delle belle. Infatti, se è vero che la peggiore democrazia è sempre preferibile alla migliore delle dittature, sappiamo anche che le più atroci dittature sono nate spesso da consensi plebiscitari. E, del resto, nessun cavaliere può montare in arcioni senza una folla di scalpitanti disposti a far da quadrupedi.
A questo punto anche noi, dopo aver raccontato - non senza un pizzico di passionalità - quanto abbiamo visto, vissuto e subìto, non possiamo che concludere col poeta Pindaro:

I giorni a venire saranno i testimoni più fedeli.

Pubblicato Febbraio 13, 2010 03:40 PM | TrackBack

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif BERLUSCONI: L'AUTUNNO DEL PATRIARCA
berlusconi_autunnopatriarca.jpgdi V. Evangelisti
La versione italiana del fenomeno mondiale chiamato “nuova destra”, e comprendente aspetti disparati ma coerenti come neoconservatorismo USA, fondamentalismo cristiano, revisionismo storico, in Italia ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi...

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif SPECIALE NEW ITALIAN EPIC - TERZO ANNO DI DIBATTITO

intro.gif DAL G8 DI GENOVA ALLA SCONFITTA DELL'INTELLETTUALE
intro.gif IL DIBATTITO SUL NEW ITALIAN EPIC: RICAPITOLIAMO?

frecciabn.gif OSSERVATORIO AMERICA LATINA

frecciabn.gif IN EVIDENZA
carmillaspec.gif Segnali di vita

di Filippo Casaccia Il sole. Cielo terso e aria frizzante. Miracolo a Milano. Prendo la digitale ed esco a fare...

carmillaspec.gif Appello a Sonia Gandhi in difesa della scrittrice Taslima Nasreen minacciata dai fondamentalisti

Lettera aperta dall'Italia a Sonia Gandhi, presidente dell'Indian National Congress Party, in difesa della poetessa e scrittrice Taslima Nasreen. A promuoverla, di Lello Voce, Wu Ming, Valerio Evangelisti, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini e molti altri scrittori e intellettuali italiani. Firmate l'appello sulle pagine di "Micromega".

frecciabr.gif Tutti gli Speciali

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif Miopia critica (Remix 98/00 – 8) di Dziga Cacace 283 - La sciamana imputato ad Andrzej Zulawski, Polonia/ Francia/Svizzera 1996 E mo’ una bella schifezza come...
intro.gif La Patagonia rebelde di Osvaldo Bayer di Alberto Prunetti [Pubblico la mia introduzione all'edizione italiana della Patagonia rebelde di Osvaldo Bayer, da me tradotta e ridotta...
intro.gif A partire da CONGLOMERATI: intervista ad Andrea Zanzotto di Gilda Policastro [Questa intervista a uno dei massimi poeti italiani del nostro tempo (e della seconda metà del Novecento)...
intro.gif Tolkien e i Cohabiters di Wu Ming 4
Tolki.jpg I narratori passano, le storie restano e continuano a essere raccontate. L'autore è un ricettore, un elaboratore di archetipi e stilemi che l'hanno preceduto e che gli sopravvivranno.
intro.gif Processo breve di Alessandra Daniele L'agente spinse il ragazzo ammanettato verso lo sportello. - Immigrazione clandestina. - Espulsione immediata - disse l'impiegato,...
intro.gif Viva le catastrofi! Lettera di un italiano di Fabio Deotto Ce l’ho. Ho la soluzione per la povertà nel mondo, per le ingiustizie, per l’indifferenza della popolazione...
intro.gif Introduzione a Luigi Fabbri: LA CONTRORIVOLUZIONE PREVENTIVA dell'Assemblea Antifascista Permanente di Bologna [L'Assemblea Antifascista Permanente di Bologna, di recente trasformatasi in Nodo Sociale Antifascista, ha opportunamente ripubblicato...
intro.gif Dittatura del proletariato di Valerio Evangelisti [Questo raccontino è apparso sul numero speciale de Il manifesto del 17 dicembre 2009, intitolato "Comunista a...
intro.gif USA - America Latina, da Cuba a Haiti. Cos’è cambiato con Obama? Di Fabrizio Lorusso Una risposta onesta alla domanda del titolo è: niente di nuovo sotto il sole. Infatti la gestione...
intro.gif Raul Montanari: Strane Cose, Domani di A.D. Altieristranecose.jpgStrane Cose, Domani è soprattutto la ricerca disperata e struggente della redenzione. Può davvero esistere una redenzione sul lastrico dell’inferno?


frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0