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Novembre 29, 2009

Francesca Boari: ALDRO

aldro1.jpg È appena stato pubblicato il libro di Francesca Boari Aldro (Ferrara, Corbo Editore, 2009, pp. 144, € 16), nel quale l'autrice ha dato forma di romanzo a un lungo dialogo con Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi. Ne pubblichiamo la Presentazione e le prime pagine. Il processo per la morte di Federico Alrovandi si è concluso con la condanna dei quattro agenti in primo grado. Gli agenti hanno presentato ricorso in appello. Anche il processo-Aldrovandi si concluderà con l'assoluzione dei poliziotti se sarà approvata la proposta di legge sul cosiddetto "processo breve" (G.D.M.)

Presentazione

La mia vita, la vita della mia famiglia, prima di quel giorno erano assolutamente normali, forse persino banali, ma assolutamente felici.
E non è sempre vero che ci si accorge di quanto sia prezioso ciò che abbiamo solo quanto lo si perde. Io ero del tutto consapevole della mia fortuna, lo ero come lo è ogni madre.

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Novembre 27, 2009

Proletario, proprio


di leonardo.blogspot.com

cesare_battisti_271109.jpgCoraggio, ormai ci siamo. Ancora qualche mese, forse appena qualche settimana, e poi Cesare Battisti sarà estradato in Italia: e il mondo finalmente sarà un luogo più sicuro per tutti. Un giardino fiorito dove portare i figli a giocare, senza più dover temere le insidie degli empi Proletari Armati per il Comunismo.
Sul serio, fa bene al cuore sapere che non c'è luogo al mondo dove un terrorista possa nascondersi all'occhio di una Giustizia implacabile. Anche se dopo tante chiacchiere forse abbiamo perso un po' di vista la vicenda in sé. Forse è meglio tornare ai fondamentali: perché merita di scontare l'ergastolo, Cesare Battisti?

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Novembre 26, 2009

SLAM X: rinasce Milano?

slamx.jpgdi Giuseppe Genna

frecciabr.gif Milano, Agenzia X presenta: SLAM X - Reading performance letture - "Per fare rivoluzione servono belle parole" - Sabato 28 e domenica 29 novembre 2009 - @ Csoa COX 18, Via Conchetta 18 Milano.

Che cosa è diventata Milano? A parte alcune eccezioni, è lo svuotamento di ciò che fu la cultura, dopo che la cultura fu considerata "terziario" e poi ancora "terziario avanzato". Energie latenti (musica, letteratura, creatività, design, comunicazione) sono bloccate da indecenti situazioni di ordine politico (impolitico...) e generalmente di classe anagrafica. SLAM X è un tentativo di risposta a una paralisi apparente del corpo vivente milanese: un crogiolo di culture, idee, esperienze e volontà che necessitano di adeguate sedi di espressione. Insieme ad altri tentativi (penso a Officina Italia), gli scrittori si mobilitano dal basso, sollecitano la reazione della repubblica dei lettori, commistionano parole a musica e intervengono con nomi esaltanti che, da Milano e altrove, avvertono la medesima esigenza: scuotere menti e cuori, rimettere in circolazione buone vibrazioni...

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Novembre 25, 2009

Nicola Lagioia: RIPORTANDO TUTTO A CASA

lagioia_riportandotuttoacas.jpgdi Leandro Piantini

frecciabr.gif Nicola Lagioia, RIPORTANDO TUTTO A CASA, Einaudi, pp. 288, euro 20

Questo romanzo racconta l’Italia come da tempo nessuno raccontava.
E’ un libro meditato e costruito con intelligenza, un prodotto della migliore narrativa che si scrive nel nostro Paese. Verrà riconosciuta adeguatamente la sua importanza? Forse sì perché esso ha molte frecce al proprio arco, tra cui la forza di seduzione di una scrittura dai molti registri, robusta ed elegante, di gusto raffinato ma in linea con i parametri di leggibilità che oggi contano.
Il romanzo non racconta tuttavia nulla di sensazionale. Racconta l’Italia, raccontando la Puglia degli anni Ottanta.

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Novembre 24, 2009

«Rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui huomini»

Linguaggi, tempi e narrazioni in Niccolò Machiavellimachiavelli1.jpg

di Girolamo De Michele

Testo dell’intervento letto al Convegno di Studi “Machiavelli: tempo e conflitto”, Università di Bologna, 16-17 novembre 2009

In questo intervento prenderò spunto da alcuni aspetti della lingua di Machiavelli, e collegherò questa lingua in variazione alla presenza di una pluralità di tempi nel testo machiavelliano. Sosterrò che questa pluralità dei tempi è coerente con la riflessione fenomenologica sul tempo ed esclude la necessità di postulare un tempo provvidenziale o divino. Esaminerò un caso di tempo narrato, con riferimento alla figura di Lorenzo de’ Medici, per proporre un modello educativo machiavelliano in esplicita polemica con gli ideologi della rifascistizzazione dell’istruzione in corso in Italia. Accennerò poi al tema del conflitto e al pessimismo machiavelliano, e concluderò sull’importanza dell’aver mantenuta l’attenzione critica su Machiavelli e Spinoza negli anni Ottanta e Novanta.

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Novembre 23, 2009

La Storia siamo loro

di Alessandra Daniele

YouBR.jpg- Non vieni in piazza per il diritto all'istruzione?
Scuote la testa - Ma no, è una menata comunista...
- L'istruzione?
- Manifestare, andare a fare casino in piazza. Si comincia sfasciando bancomat, e si finisce a decapitare Moro.
- Moro non è stato decapitato.
- Come no? L'hanno pure messo su YouTube!

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Novembre 22, 2009

Michael Haneke: IL NASTRO BIANCO

di Benedetta Masera

nastro bianco.jpgL’ultimo film di Michael Haneke, Il nastro bianco, è stato spesso interpretato sulla nostra stampa come un film sulle origini del nazismo. Penso che questa interpretazione sia molto riduttiva e molto consolatoria. E anche un po’ autoassolutoria. Un gruppo di ragazzini nella campagna tedesca del 1914. La macchina riprende in primi piani immensi i loro volti lisci, gli occhi immobili, i capelli biondi pettinati con cura. Figurette dritte, vestite di scuro, compatte e ordinate.

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Novembre 21, 2009

Miopia critica (Remix 98/00) – 4

di Dziga Cacace

MC0401.jpg162 - Celebrity di un irriconoscibile Woody Allen, USA 1998

Ennesimo pacco preso il giorno di Natale… Di un Prét-à-porter di Allen proprio non sentivamo bisogno, ma tant’è il Maestro deve dir la sua su tutto. Personaggi sfuocati e ripetitivi e uno humour che ormai verte esclusivamente sul sesso orale con 5 battute 5 in un’ora e quaranta. Le uniche però. Il tremendo Branagh è gonfio come una zampogna e poco credibile come alter ego alleniano; la Davis interpreta la parte dell’isterica per il terzo film consecutivo con caricatissimo repertorio di smorfie e gesticolamenti. Il bianco e nero è apprezzabile ma è quasi niente per salvare un film fiacco e imbarazzante fin dalle prime scene, senza ritmo, noioso, parodistico, ma involontariamente del grande cinema di Allen che fu.

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Novembre 20, 2009

Riccardo Bocca: GLI ANNI FEROCI

riccardo_bocca_glianniferoc.jpgdi Giuseppe Genna

Siete madri milanesi? Precari napoletani? Manager fiorentini? Politici trevigiani? Siete amanti dei reality (qualunque cosa essi siano) e state a Roma, Venezia, Torino, Palermo? Allora non risiedete soltanto in una meravigliosa città di questo grande e Bel Paese: siete tutti stipati ne frecciabr.gif Gli anni feroci di Riccardo Bocca (Rizzoli, 18.50 euro). Che abbiate dai 20 ai 40 anni o che abbiate vissuto il ’68, siete tutti protagonisti di un romanzo! Questo dovrebbe farvi felici e invece non sarebbe il caso, poiché Gli anni feroci non è soltanto il romanzo del tempo di palta che state vivendo, ma è anche e soprattutto un’autoritratto collettivo in forma di narrazione sorprendente, acuminata come la punta velenosa di certe frecce indiane, di cui si leggeva un tempo (e si continua a leggere) su Tex.

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Novembre 17, 2009

La nuda vita di Cesare Battisti

RedazionaleFrancescoGattoniDignitaDiCesaew.jpg

La decisione di Cesare Battisti di attuare, come estrema e disperata forma di protesta, lo sciopero della fame – di mettere in gioco la propria vita – mostra, nella sua gravità, lo stato in cui la nuda vita è costretta oggi.
Un uomo è inseguito e raggiunto, dopo trent’anni, da un’accusa alla quale non è possibile rispondere, dalla quale è tecnicamente impossibile difendersi: una condanna comminata sulla sola parola di un pentito che la legge riconosce avere più volte mentito. Una condanna comminata all’insaputa del condannato, che è diventata definitiva e irrevocabile perché il condannato, non sapendo di essere tale, non ha potuto ricorrere in appello – a differenza di altri correi, in appello assolti dalle medesime imputazioni.

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La persecuzione dei giovani

di Andrea Scarabelli

gandhi 1(3).JPGSe vedi novanta poliziotti in assetto antisommossa a Milano, sui navigli, in un’alba spenta che solo novembre sa offrire, pensi di assistere a un’operazione di estrema gravità e urgenza. Magari per sventare qualche pericolosissima minaccia terroristica esotica, come quella che da oggi scopriamo incombere sul nostro premier. Se poi li vedi circondare il Lab Zero o Ringhiera, insomma la casa occupata sul nuovo parco lungo Ripa di Porta Ticinese, pensi che sia imminente lo sgombero, un’altra mossa dell’offensiva unilaterale innescata da questa città contro tutti gli spazi non omologati in nome della “riqualificazione”.
Invece, no.
Questo venerdì 13 novembre, quell’impressionante schieramento di poliziotti è lì per arrestare tre degli occupanti. Tre pericolosissimi appena ventenni, ancora addormentati. Altri due ragazzi sono già stati prelevati dalle loro abitazioni nell’hinterland, buttati giù dal letto come criminali pronti alla fuga. Tutti e cinque hanno tra i venti e i ventiquattro anni, uno di loro finisce a San Vittore, gli altri quattro ai domiciliari. L’accusa è di rapina aggravata e lesioni, sembra che rischino dai quattro ai dieci anni di carcere.
Che cosa hanno fatto?
Si sono rifiutati di pagare qualche centinaio di fotocopie fatte presso la libreria Cusl dell’Università Statale, il 2 ottobre scorso. Un bottino di al massimo una ventina di euro.

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Novembre 16, 2009

Generazione Z

di Alessandra Daniele

pierzombie.JPGMatt si tirò frettolosamente giù la manica, a coprire i segni del morso sull’avambraccio.
Rashid finì di sbarrare la porta.
- Cazzo, stavolta c’è mancato pochissimo!
- Non possiamo più farlo – disse Leo, crollando su una poltrona semisventrata.
- Dovremo farlo di nuovo. Il gruppo elettrogeno ha bisogno di benzina per funzionare, e senza siamo fottuti.
- Siamo fottuti comunque – grugnì Matt.
Fuori, centinaia di zombie continuavano ad ammassarsi intorno al recinto elettrificato, che li respingeva, ringhianti e sfrigolanti. Qualcuno insisteva fino a prendere fuoco.

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Novembre 14, 2009

Viareggio

di Renzo Frosini e Danilo Arona

Caro Danilo,
viareggio2.jpgsto leggendo adesso “Ritorno a Bassavilla” e, come un rimosso infantile, mi accorgo ora di avere un vissuto dello spirito che ha profondamente marchiato la mia percezione del mondo.
Ti ho già scritto qualche riga sull'allucinazione di luce delle nostre pinete, e l'ho fatto prima di leggere la tua intrigante narrazione di storie vere (vero?). Coincidenze? Chi lo sa? In ogni caso te le ripropongo. Sai, quel panorama che godo dal mio ufficio: mare, aria già luminosa, l'occhio che si perde fino al promontorio di Portovenere. Inevitabile il raffronto con le atmosfere inquietanti delle nebbie di Bassavilla (in qualche modo le ho ritrovate leggendo i romanzi di Fenoglio, che pure niente dovrebbero azzeccarci). Viareggio è una città di luce, ma abbiamo un angolo, dove P.B. Shelley fu cremato, il cuore intatto... chissà...

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Novembre 13, 2009

Miopia critica (Remix 98/00) – 3

di Dziga Cacace

Mc0301.jpg118 - Crimini invisibili del pagliaccio Wim Wenders, Francia/Germania/USA 1997

Crimini invisibili è un’opera sconcertante, così brutta da lasciare basiti. È un po’ che il maestro teutonico rilascia interviste in cui si scaglia contro la presenza della violenza nel cinema. Giù mazzate su Scorsese (“Sono uscito dopo dieci minuti di Casinò”: cazzi tuoi), Tarantino, Stone e tutto l’ action americano. E vabbeh. Ma il Maestro deve farcelo sapere mettendolo anche in immagini. Tra citazioni e autocitazioni, rimandi a Hopper e all’hard boiled, Wim racconta una vicenda complicata – che, non affannatevi, non si risolverà neppure – il cui succo è esplicitato in qualche tirata retorica sulla violenza e sulla nostra abitudine a digerirla. Pensiero di una profondità degna di un australopiteco. E ovviamente tutto ciò è mediato dalle ennesime considerazioni sulla visione, sul potere della visione, sull’ossessione della visione etc., così semiologi, architetti e critici parolai potranno masturbarsi anche questa volta, non sia mai.

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Novembre 11, 2009

Solve et coagula

La funzione autoriale nell'epoca della sua riproducibilità telematica
di Gregorio Magini e Vanni Santoni*

sec.jpgL'età moderna ha messo a dura prova le funzioni e le prerogative storiche della parola, al punto che il suo primato, di cui già quarant'anni fa la filosofia “triste” di George Steiner lamentava il tramonto (1), è oggi un ricordo di cui possiamo solo cogliere un riflesso rileggendo libri, come i grandi romanzi dell'Ottocento, da cui traspare una fiducia per la parola scritta ormai impensabile. Una volta perduto il primato, ma in realtà già da prima della comparsa delle avanguardie, la letteratura si è trovata costretta a impegnare una quota notevole delle sue energie per stare al passo con i tempi. L'industria, le macchine, la velocità, i campi di sterminio la bomba atomica la televisione: il Novecento è stato per la letteratura una fonte di ansia continua. Era sempre un chiedersi: «che cosa faremo adesso? Com'è possibile il romanzo dopo x, la letteratura dopo y, l'arte dopo z?». Anche le risposte più convincenti tradivano un senso di catastrofe possibile, una paura che la civiltà della parola stesse solo ritardando la sua fine.
L'ultima rivoluzione tecnica, che abbiamo visto arrivare da lontano e a cui abbiamo dato nomi ormai in disuso come cibernetica o telematica, si è imposta con la Rete e ha dato origine alla cosiddetta “cultura del network” (2).

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Novembre 10, 2009

Il triste tropico del dr. Manhattan

Omaggio a Claude Lévi-Strauss

di Girolamo De Micheledr_manhattan.gif

Questo testo è tratto da un manoscritto sulla graphic novel Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons, che sarà edito in un volume collettivo nel 2010. Lo pubblichiamo per ricordare Claude Lévi-Strauss.*

«Un corpo vivo e un corpo morto contengono lo stesso numero di particelle. Strutturalmente, non c’è una differenza apprezzabile. Vita e morte sono astrazioni non quantificabili. Perché dovrebbe interessarmi?» [I, 21.3].
Un uomo è stato ucciso: Edward Blake, un ex vigilante mascherato noto come “il comico”. Rorschach, l’unico eroe mascherato ancora in attività, ha informato alcuni ex vigilanti della morte del comico, ed ha ricevuto questa gelida risposta dal dr. Manhattan, il Superuomo in grado di vedere il tempo come una struttura sincronica non divisa da passato, presente e futuro e la realtà come un insieme di strutture prive di un senso intrinseco, il cui significato è il nudo fatto della loro esistenza. Il cosmo esiste, è un fatto. Il senso non è un fatto: non esiste.

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9 novembre 09

di Marco Philopat

BlackFlag01.jpg

Vent’anni fa a Berlino crollava il muro, ma nessuno di noi era particolarmente contento. Sapevamo che la città dei balocchi sarebbe cambiata in peggio. Nelle nostre scorribande in autostop o per interrail, arrivare a Berlino voleva dire viverci un’esperienza di pura liberazione dalle costrizioni, sperimentare alternative esistenziali, giocare con l’utopia, scoprire nuovi ideali per cui valesse la pena combattere. Quel muro che vedevamo all’orizzonte di Kreuzberg, al di là dell’austera porta di Brademburgo non solo ci divideva dall’est, ma anche dalla svolta reazionaria portata avanti in quel periodo da Reagan, Thatcher, Kohl e in Italia da Craxi. Era il simbolo dell’oppressione di un totalitarismo morente e di uno nascente, Berlino Ovest era ancora la vetrina della libertà, dei diritti civili, forse anche dell’egualitarismo e della fraternità. Gli equilibri si spezzarono in quel novembre dell’89, il capitalismo chiamato già allora neoliberismo, si fece strada ovunque, arrogante e pervasivo più che mai. Nella società civile occidentale tutto cambiò, fu conquista e delirio di onnipotenza che provocò un devastante ripiegamento individuale, egoismi e prepotenze infinite. Ogni libera aggregazione subì una impensabile stretta repressiva persino nella ‘nostra’ Berlino. Nonostante fossero in molti a blaterare di una nuova pacificazione, la prima guerra del Golfo partì poco più avanti, la bolla del benessere si gonfiò lungo l’ultimo decennio del secolo, scoppiando all’inizio di quello nuovo. Nuovi muri crebbero ovunque, non solo in Palestina e sulle acque del Mediterraneo, o alla frontiera tra Messico e Stati uniti, ma anche in tutti i centri storici e commerciali delle nostre metropoli, dove in breve si installarono cancellate, presidi di polizia e check point.

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Novembre 09, 2009

Crociprecario

di Alessandra Daniele

Inquisizione.jpgLa sentenza della Corte di Strasburgo, contraria alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, ha suscitato energiche proteste da parte del Vaticano e di tutto l'arco parlamentare. ''Il posto crocifisso è un valore. Non ci toglieranno i nostri simboli!'' hanno affermato in particolare gli esponenti della maggioranza,
In effetti, l'immagine di qualcuno massacrato e ucciso dai suoi carcerieri è uno dei simboli che meglio rappresentano l'Italia.

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Appello a Sonia Gandhi in difesa della scrittrice Taslima Nasreen minacciata dai fondamentalisti

Lettera aperta dall'Italia a Sonia Gandhi, presidente dell'Indian National Congress Party, in difesa della poetessa e scrittrice Taslima Nasreen

L'APPELLO SU "MICROMEGA"
FIRMA L'APPELLO | LE ADESIONI

taslima.jpgGentile Signora Sonia Gandhi,
Lei, che ha a radici nel Paese in cui viviamo, è stata ed è da tempo una delle figure più importanti e influenti della politica di una nazione laica tanto grande, complessa e piena di energia come l’India.
Per questa ragione noi, intellettuali, poeti, artisti e scrittori italiani ci rivolgiamo a Lei e le chiediamo di intervenire in aiuto di una grande scrittrice, nota in tutto il mondo e perseguitata da tempo per la sola colpa di amare la libertà e di combattere, da non credente, in nome dei diritti e della dignità delle donne di tutto il mondo: Taslima Nasreen [nella foto a sinistra].
Come Lei certamente sa Taslima Nasreen è di lingua e cultura bengalese, e da tempo le viene impedito di vivere nel suo paese, il Bangladesh, a causa delle minacce e delle pressioni dei gruppi di integralisti musulmani che le hanno scagliato contro ben due fatwah e posto diverse taglie sulla sua testa, per punire il suo orgoglio e contrastare la battaglia per la libertà e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani.

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Novembre 08, 2009

Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria

di Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi

Novevolt.jpg[Questo testo è un'introduzione alla collana Novevolt, che Piscitelli e Raveggi cureranno dal 2010 per la casa editrice Zona: romanzi brevi, racconti lunghi, poche pagine piene di idee. I primi autori pubblicati saranno Enzo Fileno Carabba e Franz Krauspenhaar.]

Viviamo, oggi, in una condizione in cui le nostre parole sono un nodo, una tag associata a un'informazione, verso le quali e dalle quali si irradia una rete, alcune reti, nella Rete. La Rete è un modello di autonomia relativa, di libertà limitata e temporanea, meravigliosamente anarchico e labirintico (per i fanatici del labirinto), ma anche ambiguamente accessibile. Siamo completamente accessibili, siamo completamente visibili, purtroppo, ovvero: vulnerabili.

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Novembre 07, 2009

Miopia critica (Remix 98/00) – 2

di Dziga Cacace

MC0201.jpg100 - Boogie Nights di Paul Thomas Anderson, USA 1997 e 70s Classic Porn

Premetto che per valutare da serio critico onanista questo Boogie Nights ho seguito una preparazione a base di pornazzi d’autore. Ma ne parliamo dopo. Boogie Nights, dunque: siamo negli anni 70, periodo Febbre del sabato sera ed Eddie, giovanotto stanco di fare il cameriere e deciso a sfruttare le qualità fisiche di cui madre natura l’ha superdotato, incontra Jack Horner (Burt Reynolds), regista erotico. Il sodalizio funziona: Eddie diventa Dirk Diggler, la star di un cinema che in quegli anni si sforzava di trovare una legittimazione estetica oltre a quella puramente commerciale. Ma il successo, la droga e le ambizioni mal riposte portano alla crisi degli anni 80: Dick cercherà fortuna in altri campi non riuscendoci e alla fine tornerà nella grande famiglia che aveva fatto la sua fortuna e che sa ancora apprezzare la sua elefantiaca dimensione artistica.

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Novembre 06, 2009

Messico violento

di Fabrizio Lorusso

MessicoViolento.jpgLa violenza in Messico è uno dei temi più controversi e discussi da sempre, e la dichiarazione di guerra al narcotraffico da parte del presidente della Repubblica Felipe Calderon, in carica dal dicembre 2006, ha diffuso internamente e all’estero l’immagine di un paese dove si muore molto facilmente. Sulla stampa siè affermata l’idea di una progressiva “colombianizzazione” di molte regioni del paese. Inoltre la familiarità con la morte, con le sue raffigurazioni e il suo culto in miriadi di forme ed espressioni diverse, rappresenta elementi culturali molto vivi nell’identità messicana e nell’immaginario trasmesso all’estero.
La politica di mano dura annunciata da Calderon tre anni fa sembra avere scatenato una guerra incontrollabile e i principali quotidiani messicani, come El Universal, La Jornada e Reforma, fanno a gara per aggiornare il conteggio degli omicidi legati al narcotraffico, che quest’anno superano già abbondantemente i 6000, con una media giornaliera di circa 20 morti. In generale c’è molto pane anche per i giornali più scandalistici come El Grafico, dove non mancheranno mai foto di sgozzati e decapitati da esporre in prima pagina per vendere qualche copia in più.

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Novembre 05, 2009

Sacha Nespini: I CARIOLANTI

di Daniela Bandini

ICariolanti.jpgSacha Nespini, I cariolanti, ed. Elliot, 2009, pp. 158, € 13,60.

I Cariolanti di Sacha Naspini sono creature mitologiche atte a terrorizzare i bambini che disobbediscono ai genitori, che fanno i capricci o che non finiscono tutto quello che hanno nel piatto. Simili a sporchi gnomi, prelevano i monelli per infilarli dentro i loro sudici carretti, facendo fare loro una fine orribile. E' con queste figure di contorno, ma non meno tangibili, che il nostro protagonista Bastiano si trova a convivere. Una convivenza di per sé drammatica, se valutiamo l'impatto psicologico della sua condizione: insieme alla madre e al padre, figure che analizzeremo in seguito, si trova sepolto in un rifugio sotterraneo nel mezzo di un bosco, da essi stessi realizzato per impedire che il capofamiglia possa venire arruolato a forza durante la prima guerra mondiale. Il padre, un imboscato, un vigliacco per la gente.

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Novembre 04, 2009

Il vampiro, mostro seducente

di Valerio Evangelisti

CarmillaIngridPitt.jpg[Questo testo è l'introduzione al volume di Matthew Beresford Storia dei vampiri, edizioni Odoya, Bologna, 2009 (pp. 242, € 16,00). I lettori più affezionati di Carmilla riconosceranno alcuni brani di miei articoli già apparsi sul tema.]

Di tutti i mostri della letteratura fantastica, il vampiro è di gran lunga il più anomalo e affascinante. Intanto non piega le sue vittime per costrizione, quanto piuttosto per seduzione. E poi perché è quello che meglio si presta a un uso metaforico. Succhiare energie, alimentarsi delle forze altrui, fare di esseri viventi dei non-morti. Ognuno può immaginare facili parallelismi o accostamenti temporali più o meno azzardati. Tipo il fatto che il Dracula di Bram Stoker venga scritto tra la prima e la seconda rivoluzione industriale, quando intere comunità umane sono distrutte e rimodellate a fini puramente economici. In fondo il romanzo, trasferendo il nosferatu dalla Transilvania a Londra, fornisce un'involontaria sintesi di quell'evento storico.

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Novembre 03, 2009

Scorie

di Danilo Arona

MareInquinato.jpgCome ha dimostrato il recente e nefando episodio della “nave dei veleni” affondata dalla 'ndrangheta al largo di Cetraro, il mare ormai contiene di tutto. Non solo migliaia di resti umani appartenenti ai disgraziati clandestini che perdono la vita sulle rotte della disperazione, ma ogni genere di sostanza tossica così smaltita dall'ecomafia. Non che la cosa non fosse già nota. Così Roberto Saviano a pagina 324 di Gomorra:

“Una delle cose che mi sconvolgeva era vedere i volti degli stakeholder campani tesi e preoccupati i giorni dello tsunami. Appena osservavano le immagini del disastro nei telegiornali, impallidivano. Era come se ognuno di loro avesse mogli, amanti e figli in pericolo. In realtà in pericolo c'era qualcosa di più prezioso: i loro affari. A causa dell'onda del maremoto infatti vennero trovati sulle spiagge della Somalia, tra Obbia e Warsheik, centinaia di fusti stracolmi di rifiuti pericolosi e radioattivi intombati negli anni '80 e '90.

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Novembre 02, 2009

Dalla femmina di lusso al perdono: l'ultima produzione di Elisabetta Bucciarelli

di Marilù Oliva

Elisabetta Bucciarelli.jpgQueste non sono successioni di recensioni, ma spunti di riflessione sul lavoro più recente di Elisabetta Bucciarelli, a partire da Femmina de luxe - uscito nel 2008 nella collana Babele Suite di Perdisa Pop - per concludere con Io ti perdono (Kowalski, 2009). Perché il leitmotiv che unisce le due opere è in primis il personaggio letterario della Bucciarelli, Maria Dolores Vergani, ispettrice con gli occhi da cinesina, una donna tutta d'un pezzo che ama profondamente l’Arte e i pastori tedeschi, ex psicologa ora ispettore di Polizia, devota alla verità più che alla giustizia e, come l'ho altrove definita, “single un po’ per vocazione un po’ per incroci sbagliati di destini diversi, poco socievole e meno ancora cerimoniosa, schiva rispetto agli eccessi, severa con gli altri non più di quanto lo sia con se stessa, difficilmente incline alle seconde chances.”

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Novembre 01, 2009

Il Babau. Trenta cartoline contro la politica della paura

di Alberto Prunetti

zerocalcare-web copia.jpgIn un'epoca di artificiose costruzioni securitarie la gente si “percepisce” sempre più insicura digerendo telegiornali che minacciano l'avvento di orde di invasori migranti, bande di rom dediti a presunti sequestri di bambini, accolite di terroristi anticristiani. Per ridicolizzare questa propaganda del terrore un gruppo di attivisti del collettivo Collane di ruggine ha dato alle stampe una serie di divertenti cartoline sul tema del Babau. Chi è il Babau? La risposta arriva dagli stessi creatori del progetto:
“Il Babau è l’ultima frontiera nella politica dell’ansia. Semplice e primordiale paura. Diverso dal terrore, più simile alla goccia che ti cade in testa e pian piano ti porta incosapevolmente alla pazzia. […]

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