testatahomenew.jpg

Ottobre 31, 2009

Miopia critica (Remix 98/00) – 1

di Dziga Cacace

MC0101.jpg44 - L’uomo dei sogni di un Babbeo, USA 1989

Recuperiamo dalla tragica stagione paninara due vocaboli che ben si addicono a questo autentica porcata su celluloide: tavanata galattica. Non so per quale motivo L’uomo dei sogni goda della sua immeritata fama: forse per la rampante mania new age, forse per l’incondizionata stima che gli riserva un vicepresidente del consiglio, Veltroni, che sta evidentemente scontando una pesante regressione infantile. Ma gli altri? Qui non si contesta il piacere della fiaba, l’abbandonarsi al ricordo dei propri miti giovanili, quand’anche essi siano giocatori di uno sport – il baseball – che continua a risultarmi totalmente incomprensibile, come fascino e soprattutto come regole. Qui si rimane attoniti di fronte alla faciloneria narrativa, prescolare se non prenatale nella sua rozzezza, e sconcertati dalla morale dolciastra con cui si spaccia la superiorità del sogno rispetto alla supposta razionalità della vita reale, che pone l’interesse avanti a tutto. Dico “si spaccia” per la maniera immorale con cui, questa morale, viene costruita. E perché degli yankee mi fido poco: la fantasia, per loro, non è elevazione, è abbindolamento. Delle masse.

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Ottobre 30, 2009

Colpire al culo

di Alessandra Daniele

RHPS.jpgDalla scoperta del covo di Via Gradoli, dove Marrazzo faceva onore al suo cognome con qualche attempata marchettara trans, possiamo evincere la strategia in atto, in tutta la sua geometrica potenza.
Niente resterà impunito: chi di sputtanamento ha osato ferire, di sputtanamento perirà. Occhio per occhio, tette per tette. Settanta volte tette. O meglio ancora, chiappe.


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Ottobre 29, 2009

Servizi speciali

di Maria Silvia Avanzato

MaialiNeri.jpg[Maria Silvia Avanzato tornerà spesso su Carmilla. Pur avendo vinto diversi premi è ancora inedita. Le sue storie dimostrano un talento naturale di scrittrice. Da pochi giorni ha un suo blog.] (V.E.)

“Insomma, mi conosci, io sono il tipo che lavora sodo.”
Questa frase, sulla bocca ancora fresca di latte materno di Simon Pike, suonava sgradevole come non mai. Masticava una delle sue gomme all'eucalipto, inondando il furgone di un aroma rinfrescante quanto intollerabile: nel parapiglia di odori, si distingueva anche quello dolciastro del suo shampoo e quello tabaccoso del suo dopobarba. Io, che sono davvero il tipo che lavora sodo, mi limitavo a guidare in silenzio.
Simon Pike era un rampollo, di trent'anni al massimo, e indossava una sciarpa che non avrei potuto permettermi, nemmeno accumulando gli stipendi di una vita intera. Capelli biondo grano, frutto di colpi di luce ben mirati, viso pulito e sbarbato a puntino, guardaroba da fotomodello in erba e una fila di denti così bianchi da accecare. Mi arrovellavo spesso su una questione, era il mio consueto dubbio: mi chiedevo perché mai il Capo avesse assunto un così insignificante marmocchio per la Gita di Paese.

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Ottobre 28, 2009

Scuola di razza. Gli anni del fascismo e quelli delle classi ponte 2/2

di Gianluca Gabrielli (1)

GabrielliScuolaFascista.jpgIl secondo razzismo di Stato

Il razzismo non scompare per decreto. Anche il razzismo italiano degli anni Trenta non scomparve con l’abrogazione delle leggi razziste. Le profonde radici che affondavano nella società italiana sono sopravvissute alla caduta del regime e sottotraccia hanno continuato a produrre identità e dispositivi potenzialmente discriminatori. Ci siamo accorti di ciò proprio in occasione del riemergere di questi dispositivi all’inizio degli anni Novanta, quando l’arrivo di persone migranti delle popolazioni che un tempo erano sottomesse alle nazioni imperialiste ha fatto riemergere il vecchio razzismo, coniugato secondo il nuovo senso comune, il nuovo lessico (non più «razza» ma «etnia») e le nuove accezioni discriminatorie.

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Ottobre 27, 2009

Cantando dietro i catafalchi (Victoriana 6)

di Franco Pezzini

DraculaHamiltonDeane.jpgLa sera del 17 ottobre, nell’ambito della manifestazione Autunnonero, la giovane compagnia Thealtro ha riproposto nella goticissima cornice del castello di Dolceacqua un testo teatrale portato per la prima volta in scena in Italia nell’aprile scorso, a Torino. Un’opera d’importanza mitica risalente alla fine degli anni Venti: il Dracula di Hamilton Deane e John Balderston (di questo si sta parlando) ha infatti avuto un peso determinante nella riscrittura cinematografica del romanzo di Bram Stoker e nella ricaduta del tema entro l’immaginario di tutto il mondo. Il testo, pressoché introvabile, è stato reperito dal regista Antonello Panero presso lo straordinario fondo documentario del Cesnur di Massimo Introvigne, a Torino; dell’opera Panero ha poi approntato, con l’aiuto di Massimo Chionetti, la prima traduzione in italiano, e a questa ha recato solo lievissimi ritocchi per la proposta in palcoscenico – un’operazione di recupero nel segno della filologia che alla prova del pubblico si è rivelata vincente.

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Ottobre 26, 2009

Ravenna Nightmare Film Fest: una terapia dell'orrore

di Valerio Evangelisti
(da Il Fatto Quotidiano, 24 ottobre 2009)

HeaderNew.jpgAlbertoBucci.jpgDal 27 al 31 ottobre si svolgerà a Ravenna il Nightmare Film Fest, giunto ormai alla settima edizione. E’ il più importante festival italiano di cinema horror e, al di là delle apparenze, si adatta molto bene alla città in cui viene tenuto. Ravenna, in autunno inoltrato e mentre si annuncia l’inverno, è una città gelida (in senso climatico) e vagamente nebbiosa, molto adatta a ospitare spettri e immagini inquietanti. Ciò vale in particolare per il centro chiamato Cinemacity, composto da ristoranti e sale cinematografiche collocati direttamente in mezzo al nulla. Sorge all’estrema periferia, e attorno il paesaggio è piatto come se lo avessero piallato. L’antica capitale di un impero bizantino ridotto ai minimi termini si scorge come sagoma lontana, visibile nei rari momenti di luce piena e raggiungibile con autobus che non passano mai.

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Ottobre 25, 2009

Curnuti!

di Emanuele Manco

Corna.jpg[Come si capirà dal testo, questa è solo l'introduzione a un romanzo di Emanuele Manco ancora in corso di scrittura.]

Curnuto!

Dalle mie parti non è solo un insulto alla onorabilità di una persona, o una insinuazione di scarsa fedeltà del compagno/a.
Il concetto è un po' più ampio. Intanto dipende molto dal tono. Se lo dici in tono scherzoso un "cornuto" o un "cornutazzo" è un tipo in gamba, spiritoso, furbo.
Certe volte c'è autocompiacimento a darsi del "cornuto". Un detto siciliano dice "per un cornuto, un cornuto e mezzo". Come a dire che per ogni azione c'è una reazione maggiore e contraria, in spregio alle leggi della fisica, ma non alle dinamiche personali della mia terra.
Apprezzamento è anche il modo di dire "corna dure". Chi le ha preferisce vantarsene. Se uno è "corna dure" si spezza ma non si piega, e dovrebbe meritare rispetto.

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Ottobre 24, 2009

Scuola di razza. Gli anni del fascismo e quelli delle classi ponte 1/2

di Gianluca Gabrielli (1)

GiuseppeBottai.jpgRazzismo e società italiana

È opinione diffusa, e prevalente nel circuito di informazione giornalistica e televisiva odierna, che il razzismo in Italia sia un elemento sostanzialmente estraneo all’identità nazionale. Gli opinionisti che si spingono a proiettare lo sguardo indietro nel tempo concedono al massimo il riconoscimento dell’aberrazione delle leggi del 1938, salvo addebitarne la responsabilità non tanto al fascismo quanto ad una specie di imposizione dell’alleato nazista; così facendo attribuiscono implicitamente al razzismo di Stato la natura di parentesi che, essendo il risultato di una forzatura esterna, una volta dissolto l’agente responsabile non poteva altro che chiudersi nel 1945 senza strascichi.

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Ottobre 23, 2009

Integrare apocalissi

di Marco Meneghelli

BigBrother.jpgIn riferimento al pezzo di Giuseppe Genna, che sviluppa e risponde alla “provocazione” di Valerio Evangelisti apparsa su Distruggere Alphaville e poi pubblicato sul sito dello stesso Genna, vorrei fare alcune considerazioni, anche per chiarire la mia posizione riguardo ai pezzi di Evangelisti e di Genna. Quest'ultimo mi pare sviluppi considerazioni critiche che in parte differiscono dalla posizione che il sottoscritto ha sostenuto su queste pagine (L’appropriazione della fantasia) sul pezzo di Evangelisti e che mi piacerebbe appunto confrontare con quelle di Genna.
Nel mio pezzo, sostenevo che presto o tardi il Sistema si appropria anche delle più corrosive fantasie degli scrittori e le fa proprie in qualche misura, e aggiungo ora, in seguito motivando questa affermazione, addomesticandole.

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Ottobre 22, 2009

Marco Rovelli: SERVI

rovelli_servi.jpgdi Alessandro Bertante

frecciabr.gif Marco Rovelli - Servi. Il paese sommerso dei clandestini al lavoro - Feltrinelli, pag. 219 - € 15.

“Rumeni e polacchi sembrano bianchi, ma è Dio che ha sbagliato il colore della pelle.”
Cominciano con questa frase, pronunciata da Marcella, donna ivoriana che gestisce una trattoria popolare per lavoratori stagionali in provincia di Foggia. Poche parole, che però testimoniano l’amara consapevolezza di una condizione di schiavitù che va oltre il colore della pelle e la propaganda razzista di qualche gruppo politico. Cominciano da questa frase perché è su frammenti simili a questo, rubati alla quotidiana lotta per sopravvivere, è costruito Servi (Fetrinelli), il nuovo libro di Marco Rovelli, cantautore, scrittore e intellettuale libertario già autore per Rizzoli di Lager italiani (2006) e Lavorare uccide (2008).

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Ottobre 21, 2009

Stuart M. Kaminsky: c'era una volta il Noir

di Alessandro Morera

CUVIA.jpgStuart Melvin Kaminsky, nato a Chicago nel 1934, e morto il 9 ottobre scorso a St. Louis, non è stato solo uno dei più illustrii insegnanti di Storia e Critica del Cinema, dal 1972 al 1994, alla Northwestern University di Evanstone in Illinois. Il cinema ha segnato la sua vita, o meglio, la sua vita ha segnato la Storia del Cinema.
Autore di una decina di illuminanti monografie, da Don Siegel a Clint Eastwood, passando per John Huston fino a Ingmar Bergman, ha inoltre firmato il fondamentale saggio del 1974 Generi cinematografici americani (''American Film Genres: Approaches to a Critical Theory of Popular Film'') che risulta a tutt’oggi una delle pietre miliari della critica cinematografica mondiale.

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Ottobre 20, 2009

Hugues Pagan: QUELLI CHE RESTANO

di Valerio Evangelisti

PaganQuelliCheRestano.jpgHugues Pagan, Quelli che restano, ed. Meridiano Zero, Padova, 2009, pp. 322, € 9,00

Hugues Pagan, ex militante sessantottino divenuto commissario di polizia (un po’ come il nostro Piergiorgio Di Cara, ex leader della Pantera), poi dimissionario dal Quai des Orfèvres e affermatosi come scrittore, riassume un po’ tutte le caratteristiche del noir francese contemporaneo. Stile stringato, frasi brevissime, immagini vivide, taglio cinematografico. Scenari urbani (Parigi) desolati, malinconici, prevalentemente notturni e piovosi. Un poliziotto – o, nel nostro caso, un ex poliziotto – amaro e apparentemente cinico, ma in realtà portatore di una sua morale, che si trascina stancamente tra i bistrot, con un sottofondo di musica jazz. E un caso di omicidio che, a furia di ramificazioni, ci dice che tutto il sistema è marcio, e in particolare lo è la polizia, che dovrebbe vegliare sulla sicurezza di noi tutti. Invece...

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Ottobre 18, 2009

Plurinquisito

di Alessandra Daniele

Cherudek.jpgL'ometto si aggirava per la grande stanza vuota. Non sapeva come ci fosse arrivato. L'ultima cosa che ricordava erano due pasticche di Viagra e una riga di coca tra le tette di una bionda dallo sguardo bovino. Poi buio. Dolore, e buio. Si portò istintivamente la mano al petto. Sperò di essere in un ospedale.
Un fascio di luce lo investì di colpo, e una figura alta e ammantata di nero gli comparve di fronte. L'ometto si sforzò di sorridere.
- Salve padre… lei fa assistenza qui?….E’ della Caritas?…
La figura si scoprì il capo, con un'espressione di profondo disprezzo sul volto affilato.
- Il mio nome è Nicolas Eymerich. Inquisitore. - sibilò.

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Ottobre 17, 2009

Vendemmia

di Arturo “Potassa” Cravani

vendemmia.jpgChi scrive ha appena finito di lavorare come raccoglitore stagionale d'uva, ovverosia vendemmiatore, assunto con contratto a tempo determinatissimo da un tizio con un cognome che è un pezzo da novanta nell'araldica dell'enologia italiana.

Alle sue dipendenze ho trovato un fattore tuttofare, qualche raro migrante, un gruppo di studenti e una folta squadra di amici miei, che col passaparola avevano invaso i filari del patrizio cultore di vitigni.

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L’occhio frusto (Greatest Hits, 97/98) - 10

di Dziga Cacace

OF1001.jpg311-Alla ricerca di Jimmy di Un Incapace, USA 1993

Mi dispiace aver già speso tutta la mia indignazione per film orrendi come Soho o Mr. Bean perché qui siamo molto sotto i minimi immaginabili livelli di decenza. Siamo in sei al Lumière e quando me ne sono andato (dopo 27 minuti, per precisione) seguivo altri due stupefatti spettatori, anch’essi già esacerbati. Qui si batte il record di Tiburzi. Il film di Sam Henry Kass narra le vicende di due giovani cineasti, ovviamente indipendenti, che vogliono realizzare un documentario sulla zona di Brooklyn in cui vivono. Ma scoprono che tale Jimmy è scomparso e allora, sempre complice l’occhio della cinepresa, iniziano a investigare. E poi me ne sono andato, ma il povero proiezionista Dino che deve rimanere fino in fondo per mestiere m’ha rivelato l’astuto finale: quel deficiente di Jimmy era chiuso in camera da quattro giorni.

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Ottobre 16, 2009

Colpo di Stato in Honduras: una cronologia

di Fabrizio Lorusso

Zelaya.jpg24 marzo 2009 – Quadro generale e origini della crisi

Il presidente dell’Honduras, Manuel Zelaya, chiamato Mel dai suoi simpatizzanti, convoca un referendum consultivo non vincolante per conoscere l’opinione dei cittadini sulla sua proposta, rimasta lettera morta in parlamento, di eleggere i membri di un’Assemblea Costituente per riformare la Carta Magna. Mel Zelaya è all’ultimo anno del suo mandato quadriennale e le elezioni presidenziali sono previste per il 29 novembre 2009.
Il partito di maggioranza relativa PLH (Partido Liberal de Honduras) da cui proviene lo stesso Zelaya inizia a osteggiare l’operato del suo governo, già contrapposto alla potente COHEP (la Confindustria dell’Honduras) in seguito all’aumento del 60% del salario minimo dei lavoratori decretato nel gennaio 2009.

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Ottobre 15, 2009

Le donne e la loro grazia. Intervista a Grazia Verasani

di Marilù Oliva

Grazia VerasaniDiTutti.jpgGraziaVerasani.jpgGrazia Verasani ha appena pubblicato per Kowalski Di tutti e di nessuno (1), quello che lei stessa definisce “il Cantini 3”, ovvero il terzo volume (dopo Quo vadis, Baby? e Velocemente da nessuna parte) che vede come investigatrice la quarantenne Giorgia Cantini, creatura letteraria ma anche cinematografica, dopo la trasposizione filmica di Gabriele Salvatores. Oltre le incertezze dell’ esistenza, oltre i chiaroscuri di una città che sfuma dal passato e dall’altrove all’hic et nunc, Bologna si staglia con le sue vie, con i suoi sapori invitanti, con le sue trappole nascoste dietro al pregiudizio, con le sue donne che tornano e che, a volte, non riescono a fuggire.

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Ottobre 14, 2009

Tarso Genro: Anni '70 in Italia, giustizia d'eccezione, non fascismo

di Paolo Persichetti

CesareeFiglia.jpg[Questa intervista - la prima rilasciata a un quotidiano italiano da Tarso Genro, ministro della giustizia del Brasile, dopo l'inizio del capitolo brasiliano della vicenda Battisti - è apparsa su Liberazione dell'11 ottobre di quest'anno. Ricordiamo che il testo completo del provvedimento con cui Genro, ex sindaco di Porto Alegre, concesse l'asilo politico a Cesare Battisti, è riportato nel volumetto Il caso Cesare Battisti: quello che i media non dicono, ed. Derive Approdi, a cura di Carmilla. Un breve aggiornamento sugli sviluppi del "caso" è in appendice.]

Quando nel gennaio scorso il ministro della Giustizia brasiliana, Tarso Genro, concesse l'asilo politico a Cesare Battisti, una reazione carica di astio coprì la sua decisione. Dai vertici istituzionali, sui media, dalla magistratura, senza mai veramente controargomentare vennero risposte spesso fuori dalle righe. Addirittura nel corso di una cerimonia, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, rivolto ai carabinieri, disse: «se ci potesse essere un gruppetto che vuole andare in Brasile…».

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Ottobre 13, 2009

Il Lodo Guida

di Valerio Evangelisti

PinelliAssassinato.jpg[Questo trafiletto è apparso su il manifesto dell'8 ottobre 2009. Allora non potevo immaginare che, dopo avere mandato assolti o colpito con pene platoniche autori di torture, violenze e omicidio, gli stessi giudici avrebbero comminato fino a 15 anni di carcere a giovani presuntivamente colpevolli di danneggiamenti. Chi si riempie la bocca col termine "legalità" guardi a come è amministrata la giustizia in Italia, e ai pesi e alle misure che la reggono.]

L’assoluzione di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e oggi dirigente del Dis (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), e dell’ex dirigente della Digos genovese Spartaco Mortola, è una notizia consolante. Opportunamente, rappresentanti sia della maggioranza che della cosiddetta opposizione se ne sono rallegrati.

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Ottobre 12, 2009

Costruire il reale: tra storia, testimonianza e cinema

lospaziodelreale0003.jpgdi Massimiliano Coviello

Lo spazio del reale nel cinema italiano contemporaneo
A cura di Riccardo Guerrini, Giacomo Tagliani, Francesco Zucconi
(Le Mani, Recco 2009; 144 pagine, brossura, ill. colori, 14 €)

Negli ultimi anni la critica cinematografica, ma lo stesso si potrebbe dire per quella letteraria, sembra aver riscoperto la propria fame di realtà. Questo di per sé non può che essere un bene, perché è una buona occasione per tornare a riflettere sul rapporto che il cinema stabilisce con il mondo e con i suoi significati, e soprattutto possiamo farlo alla luce degli eventi storici recenti. E' però vero che “il ritorno alla realtà” nel cinema italiano contemporaneo viene spesso declinato nelle forme brutali di un realismo tematico. In altre parole un film come Gomorra sarebbe realista perché parla di Camorra e in questo senso si potrebbe addirittura invocare un “ritorno al neorealismo”. Il limite evidente di una tale posizione, tutta interna ad un’idea di realismo ideologicamente impegnato, è di ignorare completamente il discorso formale del cinema, ossia le procedure e le tecniche con cui l'immagine cinematografica interroga, costruisce, decostruisce e ricompone il reale.

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Che ingiustizia

di Alessandra Daniele

silviofacepalm.jpgCome tutti sanno, Silvio Berlusconi ha appena subito una grave ingiustizia. Un grigio consesso di loschi figuri lontani anni luce dagli autentici voleri del popolo, gli ha sottratto ciò che gli spettava di diritto, con una decisione palesemente viziata dal pregiudizio comunista.
Il Nobel per la Pace è stato assegnato a Barack Obama.


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Ottobre 10, 2009

L’occhio frusto (Greatest Hits, 97/98) - 9

di Dziga Cacace

OF0901.jpg270-Lolita di Un Vero Farabutto, USA 1997

Probabilmente questa è l’unico parere a livello mondiale su Lolita di Adrian Lyne senza che il recensore abbia visto Lolita di Kubrick. Di Maestro Stanley ho visto tutto, proprio tutto, ma Lolita no, confesso. Per cui procederò alla critica scevro da ogni pregiudizio che pure potrei avere, dal momento che qualche lercio film di Lyne invece l’ho visto. Allora: in virtù del ricordo di un fugace e infelice amorazzo estivo con una coetanea quindicenne, il maturo prof. Humbert è sensibile al richiamo delle ragazzine. Sposa la madre di una ninfetta e, come prevedibile, si scatena il dramma a tinte forti. Il ritmo è soporifero, la tensione erotica assolutamente latitante e gli attori si dannano per dare vita a un film cadavere. Ma se Irons è tutto un dipingersi in volto una sofferenza che incita a massacrarlo ulteriormente, la giovane Swain si affanna come una bimba di Non è la Rai sotto anfetamine.

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Ottobre 09, 2009

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Ventunesima parte

di Luca Barbieri

AutonomiaOperaiaQuadrelli.jpgQui le precedenti puntate.

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Il Ritorno

Poi passano quasi dieci anni e Negri, nel 1997, decide di tornare per chiudere i conti con il passato. Ancor più di prima è lui il protagonista assoluto. Non c’è un solo riferimento ai suoi compagni di avventura di allora. Il ritorno è raccontato da tutti i giornali. Il Corriere ci descrive un uomo più rilassato, che incute sicuramente meno paura:

Venti anni fa, tutte le volte che si calava il passamontagna sul volto “sentiva il calore della classe operaia”. Questo raccontava il professor Toni Negri, docente di dottrina dello Stato all’università di Padova, Magister maximo di sovversione prima in Potop (Potere Operaio) poi in autonomia. Oggi ultimo giorno di esilio parigino – ben vissuto per sua stessa ammissione in Avenue Danfert Rocherau, ultimo piano, vista su Montparnasse, professore di economia e politica alla Sorbona – il passamontagna non c’è più. [...] L’uomo è rimasto quello che era. Con una capacità, fuori dall’ordinario, di controllare le emozioni. Con la sua risatina improvvisa quanto nevrotica. Con gli occhi che si rimpiccioliscono a comando. Con qualche primavera in più alle spalle. [...] Il professore veste come vestivano gli intellettuali del Sessantotto. I jeans, la camicia senza cravatta, la giacca. Forse sono diverse le scarpe. Oggi da vela. Allora non così di moda. La montatura degli occhiali è cambiata. Il fisico è sempre asciutto.

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Ottobre 08, 2009

Silverio Corvisieri: BANDIERA ROSSA NELLA RESISTENZA ROMANA

di Valerio Evangelisti

BandieraRossa.jpgSilverio Corvisieri, Bandiera Rossa nella resistenza romana, Odradek edizioni, 2005, pp. 218, € 16,00.

Mi rendo conto che commentare un libro a quattro anni dall’uscita (e l’edizione originale è di quarant’anni precedente!), mi classifica tra i peggiori recensori della storia. Il fatto è che, non essendo un critico di professione, e non potendo leggere tutti i libri che ricevo, a volte scelgo il criterio banale della curiosità. Data l’aria mefitica che si respira in Italia, e la crisi della sinistra anticapitalista, mi è venuta voglia di scorrere un testo sulla lotta partigiana e sul ruolo dei comunisti nella sua vicenda. Il saggio di Corvisieri prendeva polvere da tempo. Ora che ho avuto modo e motivazioni per leggerlo, direi che ho fatto la scelta giusta.
Aggiungo che, malgrado l’avvicendarsi frenetico dei titoli nelle librerie, il volume è ancora reperibile, e può essere ordinato on line nei siti specializzati. Un ennesimo motivo per ringraziare Internet, che mette a disposizione libri di tutto il mondo dati per estinti.

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Ottobre 07, 2009

Doppiolitano

di Alessandra Daniele

DoppioIitano.jpg"Per fortuna in Italia ci sono tanti terreni che lo scontro politico non può contaminare. Questa è l'Italia che serve soltanto all'interesse comune, senza cadere nella spirale dello scontro politico. L'Italia dell'impegno civile non partigiano è l'Italia migliore"
Se questa dichiarazione di Napolitano suona tanto sinistramente familiare è perché pare ricalcare nello spirito, e a tratti anche nella lettera, il famigerato cartello del ventennio fascista ''qui si lavora, non si parla di politica''.

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Ottobre 06, 2009

Come butta il cinema italiano

di Mauro Gervasini

baaria-poster-film-2009.jpgNon sarà ottobre il più crudele dei mesi, ma è certo quello più critico per il cinema italiano. Perché adesso, tra una Mostra di Venezia appena conclusa e una Festa di Roma che sta per cominciare, si evidenziano prepotenti le contraddizioni di un sistema che non è più industriale da trent’anni, ma solo parastatale e paratelevisivo. Ecco quel che accade.

BAARÌA - Mai come oggi l’ingerenza della politica è stata becera e ingombrante. Prima di tutto perché il Presidente del Consiglio, attraverso la società Medusa, di sua proprietà, è il principale produttore e distributore di film, mentre le naturali concorrenti, almeno in campo distributivo, vale a dire le controllate Rai, perdono sempre più posizione e prestigio. Agli Oscar si propone Baarìa (Medusa) e non Vincere (01, ossia Rai). A noi il film di Tornatore è sembrato un insopportabile monumento alla nostalgia, ma ha trovato difensori insospettabili (persino Goffredo Fofi...) e quindi si può discutere sul suo effettivo valore artistico.

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Ottobre 05, 2009

Digitale Celeste

di Alessandra Daniele

cielo.JPG Affacciati a balconi e terrazze, assiepati in piazze e locali all'aperto, i cittadini della capitale scrutavano il cielo notturno con ansia festosa. La nube azzurrina di ologas, sparata dall'emettitore in cima al traliccio televisivo, si espanse rapidamente fino all'orizzonte. Poi si illuminò, trasformando l'intera volta celeste in un megaschermo olografico.

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Ottobre 04, 2009

L'inno minato: come decostruire qualcosa che già non sta in piedi

di Carlo Loiodice

Bandiere2.jpgAl mondo ci sono oggi circa 200 stati. Ciascuno ha un inno (1) e una bandiera. Inni e bandiere hanno origini militari. Cantando gli inni, i soldati segnavano il passo nel marciare dietro il vessillo del reggimento di appartenenza. I contenuti erano ovviamente violenti poiché incitavano alla guerra. È nel XVIII secolo che, senza mutare l'impianto militaresco e autoincensante, si cominciano a produrre inni con un contenuto politico.
Nel 1745 in Inghilterra fu suonato per la prima volta «God save the king» (2). Quello fu l'anno dell'ultimo e infruttuoso tentativo dei cattolici Stuart di riconquistare la corona, e in quel caso la scelta di God del re da salvare fu netta e irrevocabile.
Il francese «Chant de guerre pour l'armée du Rhin» fu composto da Claude Joseph Rouget de Lisle a Strasburgo nella notte fra il 25 e il 26 aprile 1792. Doveva trascinare alla battaglia i soldati della rivoluzione; battaglia che essi avrebbero poi vinto il 20 settembre 1793 a Valmy. Sto parlando della «Marsigliese», così ribattezzata per essere stata cantata da un battaglione di volontari provenienti da Marsiglia al loro ingresso in Parigi.

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Ottobre 03, 2009

L’occhio frusto (Greatest Hits, 97/98) - 8

di Dziga Cacace

Of0801.jpg223-O.F. - O.rlando F.urioso degli impuniti Motus, Italia 1998

Si potrebbe andare al cine, ma non si può, perché (Barbara): “per una sera potremmo fare qualcosa di diverso”. Ma scusa: ogni film è diverso… Prevale Barbara. Ha ragione: allarghiamo la mia angusta visione culturale, eleviamoci, sù, e una volta tanto andiamo a teatro (che poi sarebbe il Leoncavallo) a vederci uno spettacolo di teatro-danza. Allegria. Arriviamo al Centro Sociale con Raffa, ma molti conoscenti ci mettono in guardia: alla Besana c’è qualcosa di molto più interessante, più in, più hip, più cool, più à la page, più fico, insomma: l’Orlando Furioso “impunemente eseguito da Motus”! E da lì in poi diventan tutti cazzi miei.

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Ottobre 02, 2009

Grande, vecchio e nell'ombra. Intervista sul Sistema a Gianni Barbacetto

di Marilù Oliva

Barbacetto1.jpgBarbacetto2.jpgÉ appena stato ristampato per la BUR “Il Grande Vecchio”. In questo libro vengono ricostruiti, attraverso le testimonianze dirette di magistrati, i tasselli fondamentali della strategia della tensione. É cambiato qualcosa rispetto all’edizione precedente?

É cambiato moltissimo. Innanzitutto il libro è stato riscritto perché sono passati quindici anni dalla prima edizione e sono cambiate diverse cose. La strategia della tensione, ovvero la stagione della storia italiana in cui forze sotterranee e occulte si sono incrociate o scontrate con forze politiche ed economiche, si è in parte complicata. Si sono susseguiti nuovi processi, nuove indagini, nuove sentenze, soprattutto per quanto riguarda la strage di piazza Fontana ma anche la strage della questura di Milano e quella di Brescia.

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