testatahomenew.jpg

Settembre 30, 2009

Lara Manni: ESBAT

di Girolamo De Micheleesbat.jpg

Lara Manni, Esbat, Milano, Feltrinelli, 2009, pp. 278, € 16.50

«Esbat nasce come una fan fiction, ovvero come storia di fan liberamente ispirata, nel caso, a un manga (un fumetto giapponese), e poi sviluppata in modo autonomo. Il primo capitolo di Esbat viene pubblicato su alcuni siti di fan fiction italiani, il 20 giugno 2007, l’ultimo – il ventesimo – l’8 ottobre dello stesso anno. La pubblicazione è avvenuta a puntate come gli antichi feuilletton: un capitolo a settimana».
Così, senza fronzoli inutili, l’autrice di questo sorprendente romanzo d’esordio, a 32 anni (dichiarati: ma alcuni indizi ne fanno sospettare meno), Lara Manni. Della quale poco si sa («una che legge e, da qualche tempo, scrive»), quanto a biografia, e ancor meno si vede, quanto a foto o altre immagini che non siano fumetti o Sims prodotti dalla cerchia sempre più ampia dei suoi fan.

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RITI DI PASSAGGIO - Parte 7

di Sandro Moiso

Fiat600.jpg
Qui le parti precedenti.

BENZINA. UN INTERMEZZO

“The universe is permeated with the odor of kerosene”
( Blackout of Gretely – Gonn – 1967)


Petrolio

Petrolio.
E’ anche il titolo di un’opera incompiuta di Pasolini.
Un romanzo che avrebbe dovuto ruotare tutto intorno alla materia prima che ha segnato, più di qualsiasi altra, il novecento.
Un liquido scuro, puzzolente e viscoso per cui sono avvenuti intrighi, complotti, scandali e per il quale sono scoppiate guerre e sono morti milioni di uomini e donne.

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Settembre 29, 2009

Il suono dell'apocalisse

di Danilo Arona

Tsunami.jpgDi tanto in tanto ci s'imbatte in articoli (qualche volta, libri interi) in cui specchiarsi. E' il caso di un pezzo che mi fa intravedere nuovi e pure sinistri percorsi, scritto da Cinzia Di Cianni e pubblicato su “La Stampa” del 9 settembre. Racconta del “Taos Hum”, il ronzio infinito ben definibile come “fantasma sonoro”, che migliaia di persone percepiscono con conseguenze disastrose nella cittadina di Taos in New Mexico, e più in generale dell'identico fenomeno che si sta espandendo un po' dovunque su tutto il pianeta. Ne riporto gli stralci più significativi:

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Settembre 28, 2009

Annozerododici

di Alessandra Daniele

piramidi.jpgGrandi novità alla Rai. La soluzione del caso Annozero è stata affidata a Roberto Giacobbo. Il conduttore di Voyager, appena nominato vicedirettore di RaiDue, assumerà la guida anche dell'ex programma di Santoro, che cambierà quindi il titolo in Annozerododici.
Accantonati gli argomenti faziosi, volgari e disfattisti trattati finora, la trasmissione si focalizzerà infatti sugli autentici problemi del paese, a cominciare dalla profezia Maya sulla fine del mondo prevista per il 2012, e dalle inquietanti tracce di DNA alieno presenti nel virus dell'influenza A1!AGH!!!1!!1!

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Settembre 27, 2009

Antididattica

di Gaspare De Caro e Roberto De Caro

Grembiulino.jpgVi sono questioni teoriche, etiche, politiche di apparente complessità, che talvolta si risolvono d’un tratto, come d’incanto. Al riguardo il cronista ha da riferire una storia della cui veridicità si fa garante, una storia che ha l’antico sapore di un apologo.

In questi tempi assassini, è accaduto che in una prima classe di una scuola superiore dell’Appennino tosco-emiliano irrompesse durante l’ora di lezione una bidella munita di foglio. Trattavasi di ordine superno che intimava l’immediato omaggio alle vittime della strage di Kabul, intendendo con ciò i parà della Folgore. Il professore, che è lì per questo, ha invitato gli studenti a osservare un minuto di silenzio, giusta il protocollo. Ci si apprestava dunque alla celebrazione del rito, quando da un banco si è alzata una ragazza e ha detto: «Non sono d’accordo». «E perché?», ha chiesto stupito l’insegnante. «Perché non abbiamo mai osservato un minuto di silenzio per gli altri morti». «Ma questo – ha obiettato il docente – è un attentato terroristico!». «La guerra è terrorismo», ha concluso lapidaria la fanciulla.
L’istruttivo apologo non manca naturalmente di precedenti, e neanche, nell’occasione, di altre espressioni, ma era un po’ che da noi non se ne registrava una versione così cristallina, e tanto meno nell’Appennino tosco-emiliano, terra da tempo ossequiosa e obbediente quant’altre mai.

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Settembre 26, 2009

L’occhio frusto (Greatest Hits 97/98) 7

di Dziga Cacace

OF0701.jpg192-…Altrimenti ci arrabbiamo! di Marcello Fondato, Italia 1974

Le regole sono fatte per esser trasgredite e allora eccovi la prima recensione di Cacace senza che il film sia stato visto. O meglio, senza che l’abbia visto prima di parlarvene, perché Altrimenti ci arrabbiamo! me lo sono scoppiato, senza esagerare, almeno un’abbondante dozzina di volte. E infatti ne parlo perché lo conosco a memoria e perché, per vari motivi, rappresenta un autentico cult della mia infanzia. E dell’adolescenza e della maturità. Se mai l’ho raggiunta.

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Settembre 25, 2009

Errico Malatesta: DIALOGHI SULL'ANARCHIA

di Valerio Evangelisti

Malatesta1.jpgMalatesta2.jpgErrico Malatesta, Dialoghi sull’anarchia, Gwynplaine edizioni, 2009, pp. 146, € 11,50.

Graditissimo ritorno, questo di Errico Malatesta (1855-1932). Certo, è un ritorno per modo di dire: il più noto degli anarchici italiani non era mai scomparso dall’editoria libertaria. Ora, però, le coraggiose edizioni Gwynplaine lo ripropongono al grande pubblico, con un volume che raccoglie gli opuscoli più conosciuti di Malatesta: Al caffè e Tra contadini. Opere singolari di un uomo che non fu mai un teorico alla Kropotkin (al cui “comunismo anarchico” si ispirava, così come al collettivismo di Bakunin), ma preferì esprimersi attraverso gli articoli dei giornali e delle riviste da lui fondati (Umanità Nova, Volontà) e soprattutto attraverso l’azione diretta.
Fu infatti protagonista di diversi tentativi insurrezionali, di cui i più conosciuti sono la Banda del Matese (1877) e la Settimana rossa (1914). Ma si può dire che, in tutto l’arco della sua vita adulta, non vi fu moto di rivolta o di protesta che non lo vedesse partecipe o ispiratore, non soltanto in Italia.

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Settembre 23, 2009

Luca Moretti: Cani da rapina

di Saverio Fattoricanidarapina.jpg

Luca Moretti, Cani da rapina Purple Press, € 12,90

La seconda di copertina inquieta: la frase «Scritto in prima persona da un autore in grado di usare la penna come la pistola» si presta a equivoci e imbarazzi, e la stessa presentazione dei personaggi in apertura è affidata alla fedina penale (es.: “Lo Storto” - Detenzione e spaccio di stupefacenti. Rapina. Lesioni aggravate a sfondo razziale). E per tutti i personaggi è subito chiaro che non c'è speranza, la loro vita sarà inchiodata per sempre al Parco.

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PrecarieMenti: il blog dei precari intellettuali

PrecarieMenti.jpgE' on line PrecarieMenti, il blog dei lavoratori intellettuali sottosalariati e senza tutele. A fronte dell'immenso tsunami che il mondo del lavoro nella sua totalità sta per subire (e già sta in parte subendo), sarebbe ozioso e indegno non considerare la classe lavoratrice in àmbito cognitivo come una tra le altre. Le condizioni di lavoro di chi collabora a editoria, università, scuola, ricerca - e a tutte le altre inziative che delineano il popolo del "cognitariato" - costituiscono un'anticipazione di movimenti più vasti, pronti a investire il mondo del lavoro tutto. PrecarieMenti è uno spazio dedicato a tutti i lavoratori precari che operano tra istruzione, ricerca ed editoria. Il dibattito di queste ultime settimane (riportato sulle pagine di Carmilla) è sfociato in questa iniziativa di informazione e rete partecipative, grazie all'opera di Serena Adesso, Claudia Boscolo, Silvia Casilio, Valentina Fulginiti, Simone Ghelli, Barbara Gozzi, Gianluca Liguori e Domenico Marino. Qui la presentazione dell'iniziativa. Collaborazioni, testimonianze e commenti sono un contributo indispensabile: la mail della redazione è precariementi@gmail.com.

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Settembre 22, 2009

DAL G8 DI GENOVA ALLA SCONFITTA DELL'INTELLETTUALE

Genova-G8_2001-Carica.jpgIl New Italian Epic fra generi tradizionali e nuove forme di comunicazione

di Lorenzo Amato*
[In calce a questo post, appuntamenti e novità dal dibattito sul NIE]

1. Una piccola premessa storica

Nel 2001 si è verificato in Italia un vero e proprio sisma politico. Alludo in particolare agli scontri del G8 di Genova, e prima alla definitiva vittoria elettorale della coalizione berlusconiana. I due eventi chiudevano un’epoca di progressiva decadenza della dialettica politica italiana, già compromessa dagli stanchi maneggi della coalizione di centrosinistra.
L’impressione suscitata dal G8 fu immediata, e, in Italia, più profonda e significativa degli attacchi terroristici dell’11 settembre. L’onda sismica scatenata a Genova coinvolse la coscienza di molti intellettuali, e si è propagata in latitudine fino ai giorni nostri, se ancora nel 2009 almeno tre libri importanti cercano di narrarne aspetti e conseguenze (ovvero G8: Cronaca di una battaglia di Carlo Lucarelli, ACAB di Carlo Bonini, e Genova sembrava d’oro e d’argento di Giacomo Gensini).

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Settembre 21, 2009

Autunno Calvo

di Alessandra Daniele


Sondaggio4.jpgTitoli di Testa

Emanate le prime direttive ministeriali dirette a contenere l'inevitabile pandemia di influenza A!1!!1!H!!1!1.
Gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado sono tenuti a:

1) Non soffiarsi il naso con le dita, la manica, o le mutande, proprie, o altrui.
2) Non mettere in bocca penne, matite, o alti oggetti, a meno che non appartengano al Presidente del Consiglio.
3) Evitare assembramenti, e discussioni animate. E' stato scientificamente dimostrato che parole come ''diritti'', ''libertà di stampa'', e ''nano fottuto'' producano la maggiore emissione di pericolosi virus attraverso il fiato.

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Settembre 20, 2009

AAA Ministro di collocamento cercasi

di Marilù Oliva

Munch.jpg[Marilù Oliva, collaboratrice di Thriller Magazine, è autrice del romanzo Repetita, pubblicato da Perdisa editore. Su Carmilla ha di recente presentato, in due puntate, un'ampia intervista a Loriano Macchiavelli.]

Stasera Matilde è da capogiro. Indossa una tutina a pantaloncino in pelle nera, è un pezzo unico, con una cerniera che parte dall’ombelico e arriva fino al seno, esibito come sempre. É una stangona coi capelli lunghi e mogano, zigomi alti, labbra di fiamma, occhi dal taglio sottile e trucco smodato. Mi piace averla al mio fianco, è la donna più provocante che io conosca. Poi è tanto bella quanto docile, anzi: è spersonalizzata, ovvero totalmente priva di personalità, e fa tutto ciò che le chiedo perché mi stima. Pensa che io sia intelligentissima solo perché ho le idee chiare sul mio futuro: voglio fare l’attrice. O la show-girl, c’è qualche differenza? Confonde il mio cinismo con il carisma. E non sa che è proprio questo, il cinismo, che mi farà arrivare dove voglio.

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Settembre 19, 2009

Il tempo inadeguato alla narrativa

di Giuseppe Genna

In un intervento che considero abbastanza centrale e che ho ripubblicato sul mio sito, Valerio Evangelisti pone una questione importante sui rapporti tra letteratura, immaginario e realtà, partendo da considerazioni politiche e rimettendo in discussione lo statuto della cosiddetta letteratura “bianca”, geneticamente minimalista per trasformazione sua propria in questo tempo. Sulla natura della contrapposizione tra minimalismo e massimalismo effettuata da Evangelisti, va precisato che si tratta di affrontamento di temi cruciali della realtà e della psiche, cioè dell’àmbito biopolitico, non escluso l’immaginario stesso. Da una parte il minimalismo è una reductio ad stilem supportata da una psicologizzazione o una reductio ad realitatem non supportata da una forma adeguata ai tempi. D’altro canto c’è il percorso massimalista, accidentato, ma bene emblematizzato da un genere letterario, la fantascienza o meglio il fantastico, la cui estensione tenterò di determinare.

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Settembre 18, 2009

CITAZIONI DI FRONTE AL PERICOLO: LA PRESA DI MACALLÈ DI ANDREA CAMILLERI

attentato_in_afghanistan.jpg

[La mente è tornata a questo romanzo poche ore fa, dopo le notizie dall'Afghanistan. Che poderosa opera, che cupa eppure risplendente fotografia della condizione attuale. Odiato e incompreso dai fans più conservatori del Camilleri montalbanesco, La presa di Macallè (2003) è un libro che rimarrà, una delle opere migliori dello scrittore di Porto Empedocle. Il brano che riportiamo (dal capitolo 3) dice tutto quel che c'è da dire, non una parola necessaria di meno, non una parola inutile in più. Buona lettura. Red.]

Un lunedì matina 'a mamà disse a Michilino che per tutta la simana non sarebbe andato alle lezioni. Era venuto l'ordini che i balilla e le piccole italiane dovivano apprisintarsi, ogni jorno alle quattro di doppopranzo e fino al sabato fascista che viniva, al campo sportivo indovi Altiero Scarpin avrebbe detto quello che dovivano fari.

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Settembre 16, 2009

The Hidden Taba. Bangalore, India

di Alberto Prunetti

dosa india.jpgSto battendo le strade polverose e sconquassate che circondano il mio albergo, attento a non finire dentro ai canali di scolo del marciapiede e a non essere investito dalle moto che salgono sui marciapiedi per guadagnare qualche metro sul traffico congestionato dell’ora di punta. A Bangalore si torna da lavoro passando anche due ore in mezzo alle nuvole di smog. Metà della strada è senza elettricità e io ormai ci sono abituato. Solo che devo mandare alcuni fax in Italia e il tempo passa senza che riesco a trovare un ufficio con l'abilitazione della linea verso l’estero. Se lo trovo, mi sento dire. “No power”. Non c’è elettricità.

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Jim Carroll

di Marco Philopat

carroll.jpg

Ieri ho saputo che è morto Jim Carroll. All'istante mi è venuto in mente “The Basketball Diaries” e le bordate psichiche a cui fui sottoposto durante l'immersione in quelle pagine così crude e graffianti come solo la realtà può essere. L'avevo conosciuto con la musica e le parole di una canzone del suo gruppo punk verso l'inizio degli anni Ottanta. Those are people who died, died. Those are people who died, died...
Il suo gusto di affrontare la morte senza timore o imbarazzo era una cosa che all'epoca mi faceva impazzire e quindi mi procurai in velocità i suoi famosi diari del basket. Quella lettura fu per me devastante. La scrittura lottava contro la morte che si accompagnava a tutto il suo corollario di sessualità deviante, droghe pesanti e cadaverina urbana. La scrittura viveva dopo aver attraversato l'inferno. La gente è morta, è morta, io sono qui a raccontarvi come e perché, sembrava urlare l'autore in ogni paragrafo, sono qui a restituire la dignità dovuta ai miei sporchi amici e a tutti coloro che hanno tentato di sognare un'altra vita.

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L'unico modo

di Ezio Luvorni

PrecariScuolaCagliari.jpg[Scritto in forma di racconto, questo testo è in realtà una cronaca dell'occupazione del Provveditorato di Cagliari attuata dai precari della scuola che, in Sardegna come nella penisola, sono minacciati di licenziamento. A questa lotta sacrosanta la solidarietà incondizionata di Carmilla.]

La grigliata

Finalmente siete arrivati, dicono le ragazze, dovete preparare il barbecue!
I due si guardano e sorridono, arrivare dopo l'ora stabilita non è servito a evitare di cucinare.
Non c'era abbastanza traffico, ride Fabio.
Prendono il barbecue ancora inscatolato e lo trascinano sul retro, peserà si e no cinque chili, le ragazze non mancano di farlo notare quando li vedono sollevarlo senza sforzo.
Prepariamolo sul retro, dice Claudia, ché c'è sempre ombra.
In un paio di minuti è pronto, un sms li informa dell'arrivo del Giovane con le cose da arrostire. Lo aiutano a portare giù dalla macchina i chili di salsiccia e pancetta, la verdura.
Manca la diavolina, dice Fabio.

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Settembre 15, 2009

Farsi luogo. Un'esperienza teatrale a Scampia

di Marco Martinelli

Arrevuoto.jpg[Del Teatro delle Albe ci siamo già occupati. Ora il suo direttore artistico, Marco Martinelli, chiarisce cosa lo abbia indotto a trasferire l'attività a Scampia, quartiere di Napoli spesso alla ribalta della cronaca.]

Fin dall'inizio della sua storia, nel 1983, il Teatro delle Albe ha avuto a cuore una visione della scena come specchio e capovolgimento della realtà. Anima e Mondo, insieme. Nel far questo, le Albe hanno sempre pensato che la scena "non bastava", che occorreva strappare territori e lingue alla società, per rendere il "lavoro dell'attore" qualcosa di utile e necessario, non quel rito estetico (e-stitico) vuoto e fasullo che spesso ci viene imbandito nei teatri con i velluti rossi.

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Settembre 14, 2009

Spin Virus

di Alessandra Daniele

tel.jpg- Lei è un consulente? Una specie di spin doctor?
Sorride - Guardi, faccio prima a spiegarle in cosa consiste il mio lavoro mostrandoglielo - inserisce il viva voce, e risponde alla prima chiamata in attesa. Una vocetta concitata domanda:
- Allora, cosa facciamo con questo primo caso nazionale di influenza caprina?
- Iniettategli l'antivirale. Poi intubatelo e dializzatelo.
- Ma non ne ha bisogno...
- Dopo l'antivirale ne avrà. Mi raccomando che il bollettino medico sia sempre letto ai Tg da De Santis.

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Settembre 13, 2009

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Ventesima parte

di Luca Babrieri

ToniNegri3.jpgQui le precedenti puntate.

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Le interviste

Sarà anche silenzioso questo giudice, però le sue interviste le rilascia. Sicuramente dice poco, probabilmente non viola affatto il segreto istruttorio ma non c’è dubbio che le sue allusioni, viste le reazioni dei giornalisti che interpretano come rafforzamento della sua tesi ogni minimo accenno, hanno l’effetto sperato. E appunto perché in Calogero si crede oppure no le sue ambiguità sono accettate come tali, senza tanti traumi. Come la Pizia, Calogero allude, pronuncia una frase potenzialmente rivelatrice ma dalla consistenza ambigua, e poi (idealmente strizzando l’occhiolino come gesto di intesa) ne lascia l’interpretazione, accennando comunque a future rivelazioni, al giornalista. Che, guidato dalla presentazione di Calogero, la interpreta, sempre, come un rafforzamento dell’ipotesi di indagine. «Un’affermazione che posso fare è questa: il principale testimone del processo è Negri”. In che senso? gli è stato chiesto. “Sta a voi valutare – ha risposto – Comunque lo vedrete tra qualche settimana» (Il Giornale del 20 maggio ’79).

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Settembre 12, 2009

L’occhio frusto (Greatest Hits 97/98) 6

di Dziga Cacace

of61.jpg166-Showgirls di un Vero Miserabile, USA 1995

Inizia l’anno nuovo e completo il capodanno etilico e drogato con la visione di questa inarrivabile porcata che Pier mi ha passato, quasi a vendicarsi della visione comune de La riffa. Neanche due minuti e questo Showgirls si presenta come un’opera imbarazzante e demenziale. È la storia di una fanciulla disposta a tutto pur di arrivare al successo. Arriva a Las Vegas dove viene accolta da un programmatico “prima o poi la devi dare” e allora si fa largo a colpi di gomito e vagina e alla fine sfonda: diventa la stella della più importante rivista di Las Vegas. Ma la grintosa zoccola molla tutti e abbandona in autostop la città-baraccone del deserto del Nevada. Ovviamente, miracoli del bravo sceneggiatore, prende un passaggio dallo stesso che l’aveva portata fin lì e si dirige verso Los Angeles dove, evidentemente, spopolerà, tanto che le dedicheranno un film immondo: questo.

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Settembre 11, 2009

Il giallo invisibile. Intervista a Loriano Macchiavelli 2/2

di Marilù Oliva

Loriano2.jpgLei ha collocato la nascita del Nuovo Giallo Italiano nei primi anni ’70, nel “Gran Giallo Città di Cattolica”, poi diventato “Mystfest”. Ce lo contestualizza, il Gran Giallo? Di cosa si trattò esattamente?

Comincio subito col contraddire alcuni studiosi e critici della letteratura di genere i quali affermano che il Nuovo Giallo Italiano sarebbe nato con la comparsa in libreria del romanzo di Eco, Il nome della rosa e quindi nel 1980. Io sostengo, e gli indizi lo dimostreranno, che le sue radici hanno cominciato a svilupparsi nei primi anni ’70, in una terra fertile come fu quella del “Gran Giallo Città di Cattolica”, poi diventato “Mystfest”.
Il Gran Giallo Città di Cattolica nasce nel 1973. Il padre è Enzo Tortora, che nessuno sa più chi sia e come abbia finito la sua tragica vita. Che nel 1973 il Gran Giallo metta, fra le sue finalità, il premio a un romanzo inedito di autore italiano, è un gesto coraggioso. Che il premio consista nella pubblicazione del romanzo vincente, è ancor più coraggioso e, infine, che a pubblicarlo (a turno) sia una delle quattro grandi case editrici che hanno una collana gialla, è fantascienza. Come abbiano fatto quelli del Gran Giallo a convincere Mondadori, Rizzoli, Longanesi e Garzanti a pubblicare un romanzo giallo di autore italiano, resterà un mistero.
Come si evolva e diventi in seguito Festival del Giallo e del Mistero e poi Mystfet; come cambi la sua formula e com’erano composte le varie giurie, chiunque, interessato, può trovarlo nel sito www.mystfest.com.

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Settembre 10, 2009

Il giallo invisibile. Intervista a Loriano Macchiavelli 1/2

di Marilù Oliva

Loriano1.jpg[E' un onore, per Carmilla, rendere omaggio a Loriano Macchiavelli, il più brillante teorico e il più tenace organizzatore della narrativa di genere in Italia. Una personalità cordiale e al tempo stesso usa alla modestia, profondamente umana, anticonformista: esempio di come dovrebbe essere uno scrittore vero. Ringraziamo Marilù Oliva per averci consentito di parlare di un autentico maestro, nel senso letterale del termine. Da Loriano abbiamo imparato un po' tutti.] (V.E.)

In questa intervista interamente dedicata alla storia del giallo in Italia, lei si è gentilmente prestato, in veste di scrittore e di studioso, a ripercorrere il dibattito letterario novecentesco. Ha avuto il privilegio di essere stato protagonista e allo stesso tempo testimone dei primi incerti vagiti e della successiva maturità del genere giallo, a partire dagli anni 1970 in poi. Questa contingenza non potrebbe rendere meno asettica – o più appassionata – l’osservazione?

Certo, si potrebbe ribattere che, proprio perché protagonista, io sia testimone poco attendibile. Non so che farci. È accaduto. Cercherò di attenermi ai fatti a mia conoscenza, per dirla alla questurina. Poi ognuno trarrà le sue conclusioni.

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Settembre 08, 2009

Coccodrillo per Michele Bongiorno

di Giuseppe Genna

michele.jpgAmico personale di Meucci, Morse e Bell. Confidente di Ramsete III. Grande estimatore del brodo primordiale (la sua ricetta preferita). Ma soprattutto: unico e autentico padre della Patria. Il coraggioso ex partigiano Michele Bongiorno, spesso ingiustamente scambiato per un banale saluto immotivamente colmo di entusiasmo, è scomparso oggi alla veneranda età che si stabilirà dopo l'esame al carbonio 14, ma non si sa dove si sia rifugiato, non è la prima volta che scompare e poi riappare. Era la sua tecnica prediletta anche in guerra: azioni violentissime contro gli invasori tedeschi, ritirate fulminee - rapido, efficace, letale. Una strategia che aveva dato, per la prima volta nella sua storia (di Michele, cioè), una lingua unica alla nazione.

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Katyn e la sana, consapevole libidine

di Valerio Evangelisti

Katyn.jpg[Da un paio d'anni collaboro a Nocturno, storico mensile dedicato al cinema di genere, con una rubrichetta. Mi sono fin qui astenuto dal riportare su Carmilla i miei interventi, per non danneggiare la rivista cartacea. Oggi faccio un'eccezione perché il film di cui parlo viene proiettato in questi giorni alla Mostra del Cinema di Venezia, dicono dietro pressioni dall'alto. Il ministro di cui nel pezzo non dico il nome si chiama Sandro Bondi, e si occupa (non ridete!) di cultura.]

Continuiamo a parlare di film bruttissimi. Li ho classificati in tre categorie principali, a seconda delle domande che suscitano nello spettatore: “Ma che roba è?” “Perché perdo tempo a guardare questa merda?” “Che cosa me ne frega di questa faccenda?”.

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Settembre 07, 2009

Essi ci guardano dalle torri

di Danilo Arona

PaloMayombe.jpgCi sono accadimenti, nel mondo, di cui abitualmente la stampa si occupa poco o nulla. Vorrei riportarne uno a galla, poi capirete perché. Si tratta di una storia che viene da New York, risalente all'estate del 2001 e che proviene dal mio nutrito archivio di documentazioni sul Palo Mayombe, argomento sul quale ho scritto un paio di libri alcuni anni fa.
Il protagonista principale, quanto meno colui che la rese nota a pochi giorni dalla catastrofe dell'11 settembre, si chiamava Charles Wetli e ricopriva all'epoca il ruolo di capo medico esaminatore alla morgue della contea di Suffolk. Questa è una zona che fa parte dell'area metropolitana della Grande Mela, addentro la parte centro-orientale dell'isola di Long Island, densamente popolata. Wetli, che arrivava da Miami, era esperto di lungo corso in merito alle religioni sincretiche praticate dalla comunità cubana, ma inorridì ugualmente per il disgusto e la sorpresa quando in un appartamento di Washington Heights fu scoperto il piccolissimo cadavere di una neonata, galleggiante a testa in giù dentro una sorta di orcio ricolmo di formaldeide.

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Settembre 06, 2009

L’occhio frusto (Greatest Hits 97/98) 5

di Dziga Cacace

of51.jpg123-Novecento Atto I di Bernardo Bertolucci, Italia 1976

Lo so, sono senza ritegno, ma Novecento è, per me, un’opera assoluta, specialmente in questa prima parte. È una sintesi poco sintetica di capitali nordamericani ed enfasi lirica di matrice sovietica, dove Ejzenštejn incontra Visconti e Hollywood; è una tragedia shakespeariana dell’avvento e della caduta del fascismo e un balletto maoista del trionfo (momentaneo) della rivoluzione; Dio, che capolavoro! Siamo d’accordo: troppa enfasi, troppa violenza, troppo sesso, troppi melodrammatici incontri, addii, lotte e amori; troppo coreografati i movimenti delle masse proletarie, troppo oleografici i ricordi dell’infanzia e ancora troppo stilizzata la Bassa. Ma è un troppo che non stroppia. È un troppo per cui il mio calice trabocca.

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Settembre 05, 2009

Ivan Guerrerio: SPLENDIDO SPLENDENTE - Un romanzo per Moana

splendidosplendente.jpgdi Mauro Gervasini

[Pubblichiamo, con colpevole ritardo, la recensione che Mauro Gervasini ha scritto per Splendido splendente, il romanzo vincitore del Premio Calvino 2009 ('Moana Blues', da "Film Tv", 5 luglio 2009). Sull'icona Moana, Gervasini era già intervenuto dalle pagine di "Carmilla". In calce all'articolo, un estratto dal bellissimo libro di Ivan Guerrerio. gg]

Cos’è “ un biglietto di auguri pieno di cuori”? Ma la felicità naturalmente, quella che si vorrebbe profusa a piene mani in un’altra Italia dagli immancabili destini. Non il Ventennio di Vincere ma gli anni ’80 dei nani e delle ballerine, del riflusso e dei sogni bagnati di una generazione disillusa, pronta a farsi “catodizzare” a dovere. Non poteva che essere Milano la città dove tutto nacque, o forse dove tutto morì. Riflessioni a ogni riga di un bellissimo libro, Splendido splendente. Romanzo per Moana (Agenzia X, pp. 107, 12 euro) di Ivan Guerrerio, fresco vincitore del Premio Calvino. Storia di Marzio, che in vacanza a Camogli, poco più che adolescente, sul finire degli anni di piombo e di rabbia, conosce e ama Moana Pozzi. Lei, alla quale lo stato delle cose e la famiglia vorrebbero imporre una vita di provincia timorata di Dio, sceglie il cinema, al quale si dedica senza falsi pudori.

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Settembre 04, 2009

Una tempesta in un bicchier d’acqua (termale)

comehopersolaguerra.jpgdi Girolamo De Michele

Un’estate di grandi polemiche letterarie ha fatto passare sotto silenzio una primaverile polemichetta locale, della quale non si sono sentiti echi al di là di uno spigolo della provincia senese. Capita però che a volte delle piccole polemiche si capisca l’oggetto, e delle memorabili tenzoni no. E che ci sia qualcosa da imparare e qualcosa su cui riflettere.
I fatti, intanto. Filippo Bologna fa il suo esordo nella narrativa italiana con Come ho perso la guerra (Fandango Libri, 2009, pp. 280, € 14.00). Il libro con l’appoggio di Alberto Asor Rosa e Giorgio van Straten entra nella dozzina dei candidati al Premio Strega. Non entra nella cinquina, e dunque non ci sarebbero ragioni per inveire contro l’autore: e invece viene accusato di carrierismo e di manipolazione dei fatti. Non gli si dà del buffone (né 1.0 né 2.0), ma dell’agrario (per transitività: sei un “figlio dei padroni”, e dunque...). Non si tira in ballo l'editore, ma gli si dà del nemico del progresso...

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Settembre 02, 2009

Berlusconi querela l'Unità

Comunicato della REDAZIONE DI CARMILLA

unita_1924.jpg
Questa è la prima pagina del primo numero de l'Unità, uscito il 12 febbraio 1924. Era diretto da Antonio Gramsci. Il 1 novembre 1926 il giornale venne chiuso dal Regime e si trasformò in giornale clandestino.
È quello che potrebbe succedere ancora.

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Karl Marx: sulle tracce di un fantasma

di Marcello Musto

marx_spettro.jpg

[Introduzione a AA.VV (a cura di M. Musto) - Sulle tracce di un fantasma. L'opera di Karl Marx tra filologia e filosofia - Manifestolibri - 2005]

Su mille socialisti, forse uno solo ha letto un’opera economica di Marx,
su mille antimarxisti, neppure uno ha letto Marx.

I. INCOMPIUTEZZA VERSUS SISTEMATIZZAZIONE
Pochi uomini hanno scosso il mondo come Karl Marx.
Alla sua scomparsa, passata pressoché inosservata, fece immediatamente seguito, con una rapidità che nella storia ha rari esempi ai quali poter essere confrontata, l’eco della fama. Ben presto, il nome di Marx fu sulle bocche dei lavoratori di Chicago e Detroit, così come su quelle dei primi socialisti indiani a Calcutta. La sua immagine fece da sfondo al congresso dei bolscevichi a Mosca dopo la rivoluzione. Il suo pensiero ispirò programmi e statuti di tutte le organizzazioni politiche e sindacali del movimento operaio, dall’intera Europa sino a Shanghai. Le sue idee hanno irreversibilmente stravolto la filosofia, la storia, l’economia. Eppure, nonostante l’affermazione delle sue teorie, trasformate nel XX secolo in ideologia dominante e dottrina di Stato per una gran parte del genere umano e l’enorme diffusione dei suoi scritti, egli rimane, ancora oggi, privo di un’edizione integrale e scientifica delle proprie opere. Tra i più grandi autori, questa sorte è toccata esclusivamente a lui.

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Settembre 01, 2009

Intellettuali precari, uniamoci. In Rete

precariato_intellettuale.jpg[Il vergognoso stato in cui versa lo Stato si riverbera fattivamente sulla classe di lavoratori dell'intelletto: è il cognitariato privo di qualunque tutela e garanzia, che si fa irridere nelle banche alla richiesta di un mutuo, che non dispone di una benché minima sicurezza economica o prospettiva, e che è sottoposto a un violento e indegno servaggio. Pubblichiamo a tale proposito, con l'intento di ritornare spesso su questo tema centrale, un intervento apparso sul "domenicale" del Sole 24 ore a firma Marco Filoni, il quale riprende un acceso dibattito sviluppatosi su Facebook; e la risposta data da Simone Ghelli, uno dei protagonisti, con Claudia Boscolo, di quel dibattito]

I BAUSTELLE SVEGLIANO SCURATI
di Marco Filoni
(dalla Domenica del Sole 24 ore, 30 agosto 2009)

Con l’estate che giunge al termine, scrittori e intellettuali confermano la vocazione agostana alla polemica. Dalle case editrici ai salotti letterari, ancora si discute dello scambio tutt’altro che benevolo fra i due finalisti dello Strega, Scurati e Scarpa. Chi invece discute senza la litigiosità dell’afa è quel consistente popolo di intellettuali “precari”, ovvero coloro che lavorano e offrono al mondo culturale la propria opera, senza essere ancora riconosciuti o strutturati in nessuna parrocchia. Solitamente sono precari dell’università, faticano parecchio ad arrivare alla fine del mese e il loro salotto buono è la rete.

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