testatahomenew.jpg

Agosto 31, 2009

Papi Pio

di Alessandra Daniele

brindacoipapi.JPGHo già espresso la mia ammirazione per l'enorme intelligenza politica dimostrata dagli elettori di Berlusconi, in particolare i legalitari, e i lavoratori dipendenti. Oggi trovo doveroso aggiungere a queste categorie quella generale dei suoi elettori del sud, che si ritroveranno a guadagnare di meno soltanto perché vivono sotto la linea Gotica del generale Kesselring. Quella dei crociati dell'antiterrorismo, che di certo apprezzeranno il coreografico omaggio delle Frecce Tricolori a Gheddafi. Quella degli appartenenti alle forze dell'ordine, che invece dell'aumento delle risorse in cui speravano, dovranno gestire le risse fra ronde, del genere Vendicatori Verdi adoratori del Po contro clericonazisti del centro ''Cristo s'è fermato a Evola'', che si contendono lo straniero da annegare e/o bruciare.
La categoria che però in assoluto merita il trofeo di ''Beautiful Mind'' dell'anno è sicuramente quella dei cattolici che hanno votato papi Silvio convinti che rappresentasse e difendesse i Valori della Famiglia.

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Agosto 30, 2009

Isaac B. Singer: L'AMICO DI KAFKA

kafka_singer.jpgdi Isaac B. Singer

Anni prima di leggere un libro di Franz Kafka avevo già sentito parlare di lui dal suo amico Jacques Kohn, un ex attore del teatro yiddish. Dico ex perché quando lo conobbi non calcava più le scene. Erano i primi anni Trenta e il teatro yiddish di Varsavia aveva già cominciato a perdere il suo pubblico. Jacques Kohn era ormai un uomo finito e malato, e anche se vestiva sempre come un dandy i suoi abiti erano logori. Portava un monocolo all'occhio sinistro, il colletto alto all'antica (di quelli che venivano chiamati «strangolapadri»), le scarpe di vernice e la bombetta. I cinici del Circolo degli scrittori yiddish di Varsavia, che entrambi frequentavamo, lo avevano soprannominato «il lord». Sebbene le sue spalle s'incurvassero sempre di più, Kohn si sforzava caparbiamente di raddrizzarle, e per coprire il cranio nudo pettinava col riporto ciò che rimaneva dei capelli un tempo biondi. Secondo la tradizione teatrale di un tempo scivolava ogni tanto in uno yiddish germanizzato, specialmente quando parlava dei suoi rapporti con Kafka.

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Agosto 29, 2009

Pynchon: Per un'epica fuorilegge

di Thomas Pynchon

pynchon_simpson.jpg[Prefazione a Stone Junction di Jim Dodge, Grove Press, 1989]

Se accettiamo la nozione che l'utilizzo del potere contro chi non dispone di potere è sbagliato, ne consegue una serie di corollari sufficientemente chiari. Per esempio entriamo in possesso di un criterio che permette di distinguere, come hanno fatto del resto tutti i popoli (ma non sempre i loro governanti), tra fuorilegge e agenti del male, tra extralegalità e peccato. Non è necessaria un'analisi approfondita in merito, è un qualcosa che si avverte nella sua immediatezza drammaticamente impellente. "Ma sono banditi!" gemono indignati i custodi della legge, "banditi motivati unicamente dalla fame di denaro!". Certo. Salvo che, disponendo da un'eternità del criterio di distinzione tra furto e riequilibrio, comprendiamo perfettamente i termini di una transazione in cui i fuorilegge, in qualità di broker dei poveri, risultando molto più esperti nelle arti e nelle tecniche del riaggiustamento karmico, operano un ricarico non superiore a una semplice Iva, ricarico talmente leggero per i loro clienti da risultare a tutti gli effetti accettabile per costoro e tuttavia abbastanza cospicuo da coprire i rischi estremi che si sono assunti, e insomma noi finiamo per amare questa gente, noi adoriamo Rob Roy, Jesse James, John Dillinger, con un'intensità di passione che di solito si riserva ad atti di tifoseria sportiva.

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Agosto 27, 2009

L'appropriazione della fantasia

di Marco Meneghelli

1984.jpgNon si può non essere d’accordo con ciò che scrive Valerio Evangelisti nel suo pezzo “Una narrativa adeguata ai tempi” pubblicato su Distruggere Alphaville e qui. Vorrei tuttavia fare alcune considerazioni allo scopo di approfondire l’abissalità problematica del tema che Evangelisti propone.
La critica del minimalismo della letteratura contemporanea è, a mio modo di vedere, lucidamente vera. Tutta la pars destruens dell’argomentazione di Evangelisti è pienamente condivisibile. Scrive l’autore di Eymerich a proposito della letteratura contemporanea: “Amori, passioni e tradimenti continuano a consumarsi entro contesti dai colori tenui e dalle luci soffuse, in cui si annusa la polvere e il borotalco.” E ancora: “Lo stile fiacco, estenuato, viene considerato realista. A esso apparterrebbe la verità, tanto da farne l’unica forma di letteratura veramente nobile”.

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Agosto 26, 2009

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Diciannovesima parte

di Luca Barbieri

Autonomi6.jpgQui le precedenti puntate.

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

6. Autonomi fascisti

Veniamo quindi ai principali assedianti. Nella costruzione del senso complessivo della vicenda, la definizione dei nemici è importante quasi quanto la definizione degli attori positivi. Una definizione infatti passa anche per la definizione dei suoi opposti, quella, in questo caso, dei nemici. Il 7 aprile tutto trova la sua definizione nelle opposizioni. Se il fenomeno indagato è simile allo squadrismo fascista, l’inchiesta diventa il baluardo dell’antifascismo e della democrazia. La dimensione fascismo-antifascismo, un po’ a sorpresa, è una dimensione rilevante nella vicenda. La questione (ma lo vedremo più avanti) ha le sue ragioni storiche anche nel faticato riconoscimento dell’esistenza di un fenomeno terroristico di sinistra. L’antifascismo che caratterizza l’inchiesta emerge fin dai primi giorni. Bastino due nomi: quello di Pertini e quello di Leo Valiani. Entrambi sono “padri fondatori” della nostra Repubblica. La definizione è praticamente inattaccabile. Scrive Valiani:

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Agosto 25, 2009

Seduti sul palo più basso

di Valerio Evangelisti (da Robot 57)

Dante01.jpgUn’avventura disneyana a fumetti di parecchi decenni fa vedeva Paperino, alla ricerca di una gloria a buon mercato, sedere sul “palo più alto del mondo”, per attirare i cronisti in cerca di scoop. Solo che un picchio rosicchiava l’estremità dell’antenna, e Paperino finiva seduto sul palo più basso del mondo. Materia anch’essa interessante per i giornali (che però storpiavano il suo nome in “Kaperino”).
Altrettanta gloria spetta al regista francese Marc Caro, che con Dante 01 è riuscito a realizzare, a mio parere, il film di fantascienza più brutto della storia. Impresa non facile, a ben guardare, perché i rivali erano una folla. Se Caro è riuscito nell’intento è perché si è mantenuto fedele a certi criteri di fondo: 1) una storia sgangherata, che però non faccia ridere troppo, altrimenti si rischierebbe di finire nel “cult” alla Ed Wood, con possibili recuperi postumi; 2) uno svolgimento balzano, a tratti incomprensibile; 3) un finale che sconfini nella pura e semplice demenza.

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Agosto 24, 2009

Riforme condivise

di Alessandra Daniele

TG-boh.JPG- C’è un buco nel gobbo.
- Eh?…
Il vicedirettore si gira.
- Manca una notizia nel gobbo elettronico da cui devo leggere stasera - si lamenta l’anchorman – poco fa per la prova c’era, adesso è sparita. Non la diamo più?
Il vicedirettore si rigira verso il pc.
- Basta troie.
- ….L’aveva scritta quella nuova assunta?….
- Basta notizie sulle troie. Ha detto il direttore che seguiremo anche noi la linea Minzolini, la Minzolinea – il vicedirettore cantilena in tono cupo - "Basta notizie sulle cavalle del Cavaliere, basta pettegolezzi sordidi e indegni d’un Tg serio".
- Allora dopo il pastone di politica, saltiamo la giudiziaria, e passiamo direttamente alla nera, col porno-blog della squartatrice di Galbiate?…

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Agosto 20, 2009

MAD MEN: un telefilm sul viaggio da cui tutto iniziò

di Chiara Carlino

Madmen.jpgAnni '60, Manhattan, Madison Avenue: è qui che prende forma buona parte del mondo in cui ancora oggi viviamo; qui si inventa la pubblicità – e con la pubblicità si costruisce l'immaginario.
In un mondo in cui comincia appena a circolare voce che secondo alcuni studi il tabacco potrebbe forse essere dannoso, Don Draper – creativo capo dell'agenzia pubblicitaria Sterling Cooper – cerca uno slogan per le Lucky Strike che non tocchi la spinosa questione. In un'America sconvolta da un incidente aereo in cui hanno perso la vita decine di persone, la Sterling Cooper deve rilanciare la compagnia aerea, convincere le persone a continuare a volare. Il nuovo proiettore per diapositive viene rivestito di emozioni e trasformato in una macchina per la nostalgia; si convince la casalinga americana a comprare birra olandese.

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Agosto 19, 2009

L'Aquila di cemento. Il presente dilatato dell'Abruzzo

di Francesco M. De Collibus

AquilaPapi.jpgCaro, mio vecchio Abruzzo... quante ne hai passate!

Il mio Abruzzo è sopravvissuto ai romani, sapete? Quelli micidiali, delle legioni, e delle testuggini.
Quelli del Gladiatore, avete presente? Il mio caro, vecchio Abruzzo era alleato con loro, eppure sentiva di non essere trattato come meritava. Pensate che abbia timidamente protestato? No! Ha osato sfidare le legioni in battaglia, e ha ottenuto da loro la piena cittadinanza romana. Corfinio, la prima vera capitale d'Italia...

Il mio Abruzzo è sopravvissuto anche alle lotte tra Papato e Impero.
A Tagliacozzo l'aquila imperiale degli Hohenstaufen tramontò per sempre, e un'altra Aquila sorse lì vicino da quelle ceneri, un’Aquila fatta non di piume, ma di mura, chiese e fontane! L'Aquila, nata per essere l'antiroma sveva, poi rimasta sempre fedele agli angioini, il loro estremo baluardo settentrionale contro gli Stati della Chiesa, tuttavia autonomo nell’amministrazione, praticamente un libero comune.

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Agosto 18, 2009

Quarant'anni di lotta in Irlanda: uno sguardo d'assieme 3/3

dell' Irish Republican Socialist Party

JoinTheIRSP.jpgLA FASE RIFORMISTA

I dirigenti dei Provisional usarono la lotta armata, negli anni Ottanta e Novanta, per strappare alcune concessioni politiche al governo inglese, in preparazione dell’apertura della fase riformista. Il successo elettorale conseguito dal Sinn Fein dopo lo sciopero della fame del 1981 convinse Gerry Adams, e gli uomini alla testa del partito, che la creazione di una coalizione nazionalista, comprendente sia la classe media del Nord che la classe dominante del Sud, fosse la via migliore per porre richieste avanzate. Sparì il radicalismo degli anni Settanta, sparì ogni riferimento al socialismo. In luogo delle istanze anti-imperialiste per un’Irlanda unita, lo slogan del giorno divenne “eguaglianza di diritti”.
Il movimento repubblicano Provisional mirava ora a ottenere uguali diritti, all’interno del Regno Unito, per i nazionalisti irlandesi. Cominciarono i colloqui Adams-Hume, i negoziati con il governo dell’Irlanda e, più tardi, le trattative con il governo britannico. Si arrivò così ai cessate il fuoco del 1994-1997, all’ “accordo del buon venerdì” (Good Friday Agreement), al “patto di Saint Andrews” e, ora, alla costituzione di un parlamento dell’Irlanda del Nord fermamente vincolato a programmi economici neoliberisti.

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Agosto 17, 2009

Quarant'anni di lotta in Irlanda: uno sguardo d'assieme 2/3

dell' Irish Republican Socialist Party

IRSP-INLA.jpgLA FASE DEMOCRATICA

Lo stadio democratico della lotta durò all’incirca dal 1967 al 1972. Si compose di tre fasi distinte:
- Fase prima, quella liberale. I temi salienti della NICRA (Northern Ireland Civil Rights Association), sotto la guida del partito comunista, avrebbero dovuto coinvolgere personaggi di primo piano, influenzare la dirigenza del movimento sindacale e assicurarsi l’appoggio di parlamentari inglesi. Invece, di fronte alla quasi totale indifferenza della classe dominante unionista, la pressione dal basso aumentò e la NICRA fu costretta a passare alla fase due, quella delle proteste di strada.

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Agosto 16, 2009

Quarant'anni di lotta in Irlanda: uno sguardo d'assieme 1/3

dell' Irish Republican Socialist Party

INLA.jpg[L’Irish Republican Socialist Party, IRSP, prende nome dal quasi omonimo partito fondato nel 1896 da James Connolly, militante politico e sindacale irlandese fucilato dagli inglesi, nel 1916, dopo l’insurrezione di Dublino. L’IRSP fu creato nel 1974 da Seamus Costello, un ex dirigente dell’IRA detta “Official” (in contrapposizione all’ala maggioritaria, “Provisional”), assassinato tre anni dopo dai suoi ex compagni. L’IRSP, partito di ispirazione marxista ha un suo braccio armato, l’INLA (Irish National Liberation Army), al momento in tregua unilaterale, pur non avendo accettato la pacificazione tra Sinn Fein e governo britannico. Un profilo più accurato di cosa siano IRSP e INLA sarà pubblicato in appendice all’ultima puntata di questo saggio, apparso anonimo nel 2007 sull’organo del partito, The Starry Plough). (V.E.)

Nel 1967 l’Irlanda era, come oggi, divisa in due Stati. L’Irlanda del Nord, col suo governo locale completamente controllato dagli unionisti, discriminava i cattolici / nazionalisti, e la sua classe dominante si considerava britannica, con un’economia basata sull’industria pesante direttamente vincolata all’economia inglese.

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Agosto 15, 2009

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Diciottesima parte

di Luca Barbieri

AutonomiaPadova.jpgQui le precedenti puntate.

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

5. Il castello assediato

Veniamo ora a esaminare i singoli elementi che compongono questa narrazione. Personaggi e luoghi che caratterizzano l’inchiesta attraverso le pagine dei quotidiani. Come si è visto, il lettore si è trovato di fronte a un avvenimento “epocale”. Abbiamo anche visto che dalle pagine dei quotidiani si attendono due cose: da una parte “nuovi clamorosi sviluppi” e dall’altra parte una “reazione” da parte del mondo dell’Autonomia che si suppone colpito a morte. Ad alimentare questo timore ha contribuito l’esplosione che a Thiene, a pochissimi giorni dal blitz, ha ucciso tre giovani autonomi che stavano confezionando un ordigno. A Padova, pur non essendo successo ancora nulla (anzi il mondo dell’Autonomia presenta vistosi segni di sbandamento), la stampa teme imminenti violenze.

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Agosto 14, 2009

Io credo nei vampiri. In viaggio con Emilio

di Danilo Arona

LAmantedelLoculoTre.jpgUn sunto dalla prefazione al libro di Emilio de' Rossignoli Io credo nei vampiri (Gargoyle Books, 2009)

1. La partenza

Sono nato nel 1950.
Quando uscì la prima edizione di Io credo nei vampiri, ovvero nel 1961, non potevo ovviamente comperarlo. Né a quell'età ero in grado di seguire l'editoria di un certo tipo. I miei gusti, come quelli di qualsiasi bambino undicenne più o meno normale, erano in corso di formazione. E poi a undici anni, all'inizio degli anni sessanta, nel tempo libero ci si dedicava al gioco del pallone, a nascondino o alle scorribande di quartiere con la versione locale della Pattuglia Ciclista.

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Agosto 13, 2009

Adriano Sofri: LA NOTTE CHE PINELLI

di Valerio Evangelisti

LaNottechePinelli.jpgAdriano Sofri, La notte che Pinelli, Sellerio editore, Palermo, 2009, pp. 284, € 12,00.

La prosa di Adriano Sofri è involuta, barocca, spesso noiosa. Ma non è per questo, credo, che un libro come La notte che Pinelli, malgrado la notorietà dell’autore, ha trovato scarsa eco sulla stampa. Il fatto è che va in totale controtendenza rispetto a una insistita campagna che, dall’uscita del memoriale di Mario Calabresi Spingendo la notte più in là, a una puntata di Ballarò in cui lo stesso enunciava le proprie verità senza contraddittori, fino all’incontro al Quirinale tra le vedove Pinelli e Calabresi voluto da un Napolitano alla perenne ricerca di pacificazioni improponibili, si è fatta strada ed è affermata con granitica supponenza (per esempio da Marco Travaglio, che alcuni scambiano per un duro oppositore del sistema) l’ipotesi per cui Giuseppe Pinelli sarebbe morto accidentalmente o per suicidio, e che comunque il commissario Luigi Calabresi non avrebbe avuto alcuna parte nella tragedia. Il libro di Adriano Sofri, pur fingendo di astenersi dal giungere a conclusioni certe, dimostra l’esatto contrario, con abbondanza (anzi, sovrabbondanza) di prove documentali.

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Agosto 12, 2009

TRA POST-FORDISMO E NUOVA DESTRA SOCIALE 3/3

di Primo Moroni (con una nota conclusiva di Carmilla)

PrimoMoroni3FotodiAldo.jpg9. MACROREGIONI ECONOMICHE E RISVEGLIO NEOETNICO

Ci sembra quindi fuorviante e politicamente improduttivo, se non funzionale alla "esorcizzazione" del fenomeno, applicare alla Lega Nord, o assegnare alla stessa, il bagaglio ideologico-culturale della nuova destra radicale con il suo contorno neo-etnico, che non rimanda, si badi bene, al "sangue e al suolo" ma bensì all'ipotesi differenzialista e culturalista. Seguendo questo percorso si attua una interessante falsificazione, che vorrebbe spiegare l'emergere del leghismo con le categorie storico-politiche proprie della destra radicale (44). Non si vuole capire che casomai i movimenti di destra vivono in modo concorrenziale l'emergere leghista, e tentano di cavalcare il fenomeno per ritagliarsi all'interno dello stesso uno spazio di manovra, sicuramente approfondito da alcune non del tutto minoritarie componenti sociali della base leghista. Debolezze che via via, a mio giudizio, la dirigenza leghista tende a eliminare dal proprio bagaglio di propaganda e di progetto (45), rischiando consciamente un’emorragia di voti sulla sua destra.

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Agosto 11, 2009

TRA POST-FORDISMO E NUOVA DESTRA SOCIALE 2/3

di Primo Moroni

PrimoMoroni2.jpg5. UNA "NUOVA BORGHESIA" O UNA OLIGARCHIA DIFFUSA?

Con una punta di ironia possiamo prendere atto che abbiamo il discutibile vantaggio di vivere una transizione epocale, una "rivoluzione" interna del capitalismo maturo e che molti dei nostri strumenti, insieme al formidabile bagaglio di memoria, vanno decisamente riaffilati e complessificati.
Tornando a "navigare" con pochissimi skipper amicali e equipaggi dotati indubbiamente di grandi capacità emotive e di considerevoli risorse di soggettività, ma non ancora in grado di essere équipes fredde e determinate, possiamo tornare al ragionamento principale e aggiungere altre considerazioni ai processi in atto.
Io credo che per dare consistenza, contenuto, alla definizione, per alcuni aspetti di tipo "ideologico", "destra sociale" occorra riflettere non solo sulle interpretazioni fin qui citate, anche se apparentemente trattavano processi più vasti, ma anche e soprattutto di alcune questioni che, per adesso, porrò in forma interlocutoria e cioè di materiali grezzi su cui ragionare e lavorare politicamente.

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Agosto 10, 2009

TRA POST-FORDISMO E NUOVA DESTRA SOCIALE 1/3

di Primo MoroniPrimoMoroni1.jpg

[Dopo le recenti elezioni europee, nella sinistra detta “radicale” - che non ha raggiunto il quorum generosamente ideato dal PD, in combutta col PDL, per farla fuori una volta per tutte - si discute animatamente su come mai un settore importante della classe operaia abbia votato Lega invece che i partiti presuntivamente “di riferimento”. E’ stato un tema ampiamente trattato, per esempio, nella “Festa per l’Unità” che si è svolta nei giorni scorsi a Castell’Arquato (PC), dove la discussione ha occupato una giornata intera. Malgrado proposizioni brillanti o comunque interessanti, rintracciabili in video sul sito di PdciTv, la nozione di classe operaia e di proletariato usata dagli oratori pareva alquanto obsoleta. Per dare una mano alla riflessione, riproponiamo, con un titolo arbitrario che lo attualizza, un intervento dell’insostituibile Primo Moroni, apparso sul n. 1 di Vis-à-Vis – Quaderni per l’autonomia di classe, la rivista dell’altrettanto rimpianto Marco Melotti (il grande “Karletto”). Il saggio è del 1993, e ricalca un intervento di Moroni pronunciato quasi due anni prima, a Bologna, durante un convegno sul revisionismo storico. Si parla dunque di una Lega dei primi anni Novanta, che oggi non esiste più. E tuttavia gli spunti forniti sono straordinariamente illuminanti per tentare di analizzare il quadro odierno. Ennesima dimostrazione di come l’estrema sinistra anti-istituzionale e “criminalizzata” abbia saputo offrire spunti teorici che la sinistra più o meno radicale fatica a esprimere.
Il saggio completo di Primo Moroni è reperibile on-line, nel sito di Vis-à-vis, ma in formato pdf. Lo riproduciamo per assicurargli la massima diffusione, diviso in tre parti per via della lunghezza.] (V.E.)

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Agosto 09, 2009

RITI DI PASSAGGIO - Parte 6

di Sandro Moiso

LottaContinua.jpgQui le parti precedenti.

Quarant’anni di salazarismo non avevano soffocato la classe operaia

Quarant’anni di salazarismo non avevano soffocato la classe operaia.
L’avevano repressa, ma allo stesso tempo anche foraggiato la sua combattività, così gli scioperi non cessarono mai del tutto.
Fin dalla prima repubblica, Lisbona, Setúbal e Porto erano stati i centri degli scioperi più importanti e numerosi.

Soltanto tra il 1970 e il 1973 il settore industriale portoghese si era espanso del 36%.
Dall’inizio del ‘900 i lavoratori della terra si erano dimezzati, mentre quelli dell’industria erano quasi raddoppiati.
Soprattutto nel corso del 1975 l’esuberanza delle fabbriche aveva incontrato a sud il malessere dei braccianti e a nord le paure dei piccoli proprietari.

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Agosto 08, 2009

Il caso Ludwig: psicosi o ideologia?

di Valerio Evangelisti (da "L'Europeo", agosto 2005)

LudwigVolantino.jpgIl delitto di Pierrot

E’ il 4 marzo 1984, di sera. Sulla pista della discoteca “Melamara”, a Castiglione delle Stiviere, circa quattrocento ragazzi stanno ballando. Molti sono in maschera. Entra un giovane vestito da Pierrot. Resta in disparte, si guarda attorno. Poco dopo apre un ingresso di sicurezza. Entra un secondo giovane: capelli lunghi ma tagliati con regolarità, barbetta, tratti delicati. Regge due grosse borse, contenenti altrettante taniche di benzina.
Approfittando della semioscurità che regna negli angoli lontani della pista, il Pierrot e il suo compagno vuotano la benzina sulla moquette, poi le danno fuoco, pronti a fuggire per l’uscita secondaria. Si aspettano che le fiamme dilaghino fino al centro della discoteca, e che avvolgano in un’unica vampata i quattrocento ballerini. Le cose vanno diversamente. La moquette è antincendio. La benzina brucia ma il tessuto no. Le fiamme guizzano, però si spengono subito.

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Il costo della vita

di Alessandra Daniele

dna.jpg- Fascia C? Come farà mio figlio a sopravvivere con un salario così basso?
L’impiegata dell’Anagrafe Salariale allargò le braccia.
- Mi dispiace, ma l’analisi del DNA parla chiaro: suo figlio avrà diritto solo a quello. Guardi – gli mostrò la tabella sullo schermo – il suo salario è regolarmente equiparato a quello che sarà il suo reale costo della vita. Sarà magro, e alto sotto il metro e settantacinque, quindi risparmierà sui vestiti. Sarà di carnagione olivastra, perciò non spenderà molto per creme solari e lampade. Sarà un tipo serio, tranquillo, e onesto, quindi non butterà i soldi in divertimenti costosi, né gli toccherà farseli mangiare dagli avvocati.

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Agosto 03, 2009

La flor más roja

di Ettore Maggi

SHARP.jpgEttoreMaggiIlGioco.jpg[Dedicheremo più avanti una recensione completa alla bella antologia di racconti di Ettore Maggi Il gioco dell'inferno (ed. Besa, 2009, pp. 220, € 15,00). Per ora ci limitiamo a proporne uno dei testi. La canzone El Quinto Regimento, che ricorre nel racconto, può essere scaricata qui.] (V.E.)

A Gianni-san non piacciono le lame. Dice che sono da infami, e che quando hai una lama in mano, o un’arma qualsiasi, non sei più tu a usarla, ma è lei che ti usa. Gianni-san dice che quando hai una lama in mano puoi fare poco, sei troppo preso dalla volontà di colpire, e ti dimentichi che possono colpire te. Ti dimentichi che possono darti un calcio in un ginocchio, una bastonata, e buttarti giù.
Luciano ride e dice che se avesse avuto una lama, a Verona, l’anno scorso, non andrebbe in giro con quel ricamo sulla faccia. Ma Gianni-san se ne frega, per lui non è un problema portare una cicatrice sulla faccia. Io credo che in fondo sia contento di averla.

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Agosto 02, 2009

RITI DI PASSAGGIO - Parte 5

di Sandro Moiso

FiatSciopero.jpgQui le parti precedenti.

Non eravamo mai stanchi

Non eravamo mai stanchi.
Nelle lunghe veglie davanti ai cancelli delle fabbriche.
Oppure nelle notti che accompagnavano le occupazioni di case.
L’esaltazione del momento ci trascinava, ci riscaldava nel freddo, ci consolava dei rischi.
Spesso era il riso a sostenerci.

Intorno ai fuochi giravano vino, brandy e storie.
Era quello un rito che si ripeteva da decenni, forse da secoli.
Intorno ai fuochi dei bivacchi, nelle stalle, sulle aie, sui ponti delle navi e nella solitudine dei deserti.
E’ soltanto intorno a un fuoco che si diventa fratelli.

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Agosto 01, 2009

Due agosto 2009. Quest'anno i fischi non bastano

dell'Assemblea Antifascista Permanente di Bologna

Antifa.jpg[Alla vigilia della ricorrenza della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, proponiamo quello che ci è sembrato il migliore documento scritto per l'occasione. I link ad altri interventi degni di nota sono in appendice all'articolo.]

Chi guarda anche di sfuggita una qualsiasi foto della strage di Bologna vede scavare tra le macerie non solo uomini in divisa, ma soprattutto cittadini comuni. Chi guarda invece ogni anno il palco delle commemorazioni lo vede gremito quasi esclusivamente di alti gradi militari, fasce tricolori, abiti impeccabili di politici, burocrati, sottosegretari.

Se la strage è di Stato, i rappresentanti dello Stato non dovrebbero avere alcun diritto di parlare in piazza il 2 agosto. Se lo Stato ha intralciato e intralcia la verità, fischiare è opportuno. Questa piazza non è né del sindaco, né del questore, né delle istituzioni, né dello Stato, né tantomeno di un governo come quello odierno in cui siedono gli eredi della strategia fascista, piduista e stragista.

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