Luglio 31, 2009
Pelagio D'Afro: I CICCIONI ESPLOSIVI
di Alessandro Cartoni
Pelagio D’Afro, I ciccioni esplosivi, ed. Montag, 2009, pp. 182, € 12,50
Il grottesco è una categoria estetica tipica della modernità dalla struttura ambivalente, che sapientemente mescola un certo grado di comicità allo spessore tragico della narrazione. Per questo è tanto più difficile conquistarlo quanto più l’occasione comica diventa facile e debordante. Riesce onestamente in questa impresa Pelagio D’Afro, l’autore policefalo de I ciccioni esplosivi, romanzo giallo-grottesco recentemente edito dalla piccola casa editrice marchigiana Montag.
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Luglio 30, 2009
OPERAZIONE TRAMONTO: la verità su un caso di "repressione preventiva"
Intervista a cura del Collettivo Politico Gramigna di Padova
[Intervista ad alcuni compagni che si sono impegnati negli ultimi anni nella solidarietà agli arrestati per la cosiddetta Operazione Tramonto. 16 luglio 2009, Padova.]
Il 12 febbraio 2007 sono state arrestate delle persone in Italia accusate di terrorismo, in quella che la magistratura ha chiamato operazione “Tramonto”. Chi sono le persone arrestate?
C. Principalmente lavoratori attivi nelle lotte sindacali, che andavano in piazza a manifestare per il rinnovo del contratto e per la difesa del posto di lavoro, poi molti compagni di movimento legati principalmente al Centro Popolare Gramigna e anche dei semplici conoscenti di questi compagni.
T. Fra questi, alcuni compagni si sono rivendicati militanti per la costituzione del partito comunista politico-militare, delle avanguardie rivoluzionarie che credono nella necessità di lottare per la rivoluzione comunista.
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Luglio 29, 2009
Una torcia nel buio
di Alessandra Daniele
[Contiene spoiler]
Dopo il geniale ''Life on Mars'', ironico, malinconico, e sottilmente Dickiano, la sf televisiva inglese dimostra ancora una volta la sua superiorità con quello che può essere considerato uno dei migliori prodotti dell'intera storia della tv. Di ottima qualità tecnica, ed eccezionale coraggio politico e narrativo ''Torchwood - Children of Earth'' sputtana il governo inglese, insieme all'alleato-controllore USA, come un branco di sorci capaci di organizzare il più abominevole dei genocidi, con agghiacciante efficenza degna di Eichmann, preoccupandosi soltanto di salvare le loro facce da culo.
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Luglio 28, 2009
RITI DI PASSAGGIO - Parte 4
di Sandro Moiso
Qui le parti precedenti.
Inizialmente tutto rientrò nella tradizione
Inizialmente tutto rientrò nella tradizione.
Non era la prima volta che l’esercito portoghese faceva cadere un governo.
Forse per questo i comandi NATO e gli alleati europei non si erano allarmati troppo il 25 aprile.
La monarchia era caduta nel 1910 anche grazie all’appoggio dato ai rivoluzionari da diversi reparti dell’esercito e della marina.
Anche il governo di Salazar era seguito ad un colpo di mano dei militari.
Nel 1910 il popolo di Lisbona e i reparti lì dislocati avevano avuto parte attiva nella rivoluzione. Nella seconda occasione no. In quel caso erano stati i reparti di stanza nel nord del paese a muoversi.
Nel 1927 fu ancora un golpe militare a tentare di riportare al governo il Partido democratico, ma la rivolta fu soffocata.
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Luglio 27, 2009
Radioactive Zombie Orgy
di Alessandra Daniele
E' stato scoperto di recente un inedito dell'impareggiabile Ed Wood.
Il film risale agli anni '70, e mescola porno, splatter e sf con sgangherata visionaria follia in anticipo sui suoi tempi. Gli effetti speciali sono tecnicamente miserrimi, e gli interpreti, specialmente il protagonista, cialtroni ben oltre il ridicolo, ma ciò che fa ascendere questo film alla più alta vetta del trash è soprattutto la trama.
Un vecchio porco miliardario, spocchioso satrapo di uno staterello immaginario, decide di farsi costruire un'enorme villa dove organizzare le sue orge, alle quali partecipano altri vecchi porci miliardari, politici corrotti, generali golpisti, e puttane di carriera, e di leva.
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Letizia Muratori: IL GIORNO DELL'INDIPENDENZA
di Giuseppe Genna
I casi della vita non mi permettono di avere fiato da mesi e, quindi, di non riuscire a scrivere adeguatamente dei libri che ritengo importanti.
Tra i libri che ritengo importanti, usciti in questo ultimo semestre, mi pare abbastanza fondamentale Il giorno dell'indipendenza di Letizia Muratori, edito da Adelphi (15 euro). Chi desiderasse conoscere la trama, può farlo cliccando qui. Posso permettermi qualche superficiale osservazione, che vorrei tanto corroborasse la fiducia nella scrittura di questa autrice per me straordinaria. Seguo con non malcelato interesse il percorso narrativo (che ora non so nemmeno più se qualificare in questo modo) di Letizia Muratori, giunta, con La casa madre (qui la mia recensione), a un per me evidente salto quantico, per il lavoro effettuato sulle strutture e per l'impressionante raggiungimento di uno stile di "grado zero", possibilità concessa soltanto a chi abbia la capacità di percorrere e praticare ogni stile.
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Luglio 26, 2009
Giorgio Falco: L'UBICAZIONE DEL BENE
di Leandro Piantini
Giorgio Falco, L’ubicazione del bene, Torino, Einaudi Stile libero, 2009, pp. 141, € 16,00.
Racconti di periferia metropolitana, tutti ambientati a Cortesforza alle porte di Milano. Ogni racconto mette al centro un problema della vita d’oggi: la crisi economica, la perdita del lavoro, non riuscire più a pagare il mutuo, case pignorate, matrimoni che vanno in pezzi ecc. C’è un sapore amaro che potrebbe ricordare le vicende metropolitane di cinquant’anni fa raccontate da Calvino nella serie di Marcovaldo. Ma allora era il neocapitalismo con le sue novità e le sue meraviglie che entrava nella vita degli ex contadini abituati alla lentezza della campagna, e che poteva creare disagi ma soprattutto divertimento e simpatia.
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Luglio 25, 2009
Dichiarazione storica 4/4
del Fronte di Liberazione Naziunale di a Corsica
Ma ciò non deve sorprendere: il piano del 1957 era già perfettamente inserito in una logica di colonizzazione, tanto da contenere belle frasi del tipo: "L'individualismo corso e l'assenza di iniziative economiche non consentono uno sviluppo interno ... ", "I Corsi mancano di attitudini industriali e agricole". Sempre in questo piano si parla di introdurre "iniziative esterne" e persino. più chiaramente, della “introduzione di imprenditori e di salariati stranieri".
Ecco il vero volto del colonialismo, netto e senza fronzoli. In tema di colonizzazione, avremmo potuto rammentare l'invio di Alsaziani e di Loreni nel 1774, e poi dopo il 1830; o sempl¬cemente ricordare la creazione dei penitenziari agricoli di Castellacciu, Coti Chjavari e Casabianda attorno al 1885. Le popolazioni di queste regioni furono cacciate dall'armata di occupazione e sostituite da centinaia di galeotti. Il penitenziario di Casabianda è ancor oggi una realtà ben viva, con i suoi 200 ettari e con le sue centinaia di schiavi agricoli che arano sui nostri terreni a profitto dello Stato francese.
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Luglio 24, 2009
RITI DI PASSAGGIO - Parte 3
di Sandro Moiso
Qui le parti precedenti.
Grândola, vila morena
“Grândola, vila morena/ Terra da fraternidade
O povo é quem mais ordena/ Dentro de ti, ó cidade..”
La canzone di José Alfonso, trasmessa da Radio Renascença alle ore 0,21 del 25 aprile 1974, aveva dato il via al colpo di mano dei giovani capitani portoghesi.
Da canzone proibita, che ricordava una sommossa operaia dell’Alentejo, divenne un inno.
Fu la prima canzone portoghese che imparammo a cantare.
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Luglio 23, 2009
Dichiarazione storica 3/4
del Fronte di Liberazione Naziunale di a Corsica
LA RESISTENZA AL FASCISMO E AL NAZISMO (1939-1943)
Alla vigilia della seconda guerra mondiale la situazione in Corsìca era preinsurrezionale, e il nazionalismo corso, che era cresciuto, si apprestava a portare un colpo decisivo all'occupante francese. Avrebbe, purtroppo, incontrato un nuovo ostacolo.
Con Mussolini l'antica rivendicazione della Corsica terra italiana, che risale al Risorgimento, fu ripresa con forza. Una massiccia propaganda utilizzava lo stato di abbandono dell’isola, così come le parentele linguistiche, per attirare i Corsi. La Francia ebbe buon gioco ad assimilare il movimento nazionalista ad alcuni gruppuscoli fìloitaliani e fascisteggianti. Alcuni giovani intellettuali si unirono all'irredentismo credendo di trovarvi un rimedio al crollo culturale e umano.
Ci teniamo a dire che la maggioranza dei nazionalisti non seguì lo stesso percorso e condannò con forza l'irredentismo. Quanto a noi, noi condanniamo senza appello i pochi illusi che servirono da pretesto per la conservazione del giogo francese!
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Luglio 22, 2009
Segretissimo, le grandi spie e la rivoluzione sessuale in Italia
di Valerio Evangelisti
[Il presente articolo è apparso un paio d'anni fa su "L'Europeo". Dopo di allora è comparso il volume "Segretissimo Jacono. Tutte le copertine per Segretissimo", a cura di Gianni Brunoro, ed. Fondazione Rossellini, che ne illustra la tematica.]
A giudicare dalle spie italiane confesse o sbugiardate di recente (penso soprattutto a due giornalisti sovrappeso), l’accostamento appare inesplicabile. Invece, nella narrativa popolare, complemento necessario a ogni spione è una donna poco vestita e disponibile. A volte più di una.
La responsabilità iniziale è tutta di Ian Fleming. Dandy lui stesso, nella vita, attribuì al suo James Bond doti seduttive esagerate, che nessuna spia autentica, tendente piuttosto all’anonimato e a una voluta austerità di costumi, ha mai potuto vantare. Sta di fatto che, da 007 in poi, e prima dell’avvento dei romanzi tristi di John Le Carré (ma anche dopo), l’accoppiata tra spie maschili affascinanti e donne fatali disposte all’amplesso non è mai venuta meno. Anche tra spie femminili altrettanto fatali e uomini-oggetto.
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Luglio 21, 2009
RITI DI PASSAGGIO - Parte 2
di Sandro Moiso
All’inizio degli anni settanta il timore per un colpo di stato divenne un’ossessione
All’inizio degli anni settanta il timore per un colpo di stato divenne un’ossessione.
Il Cile fu per alcuni la ciliegina sulla torta.
La prova definitiva che la democrazia istituzionale era da salvare a ogni costo.
Anche a quello di far patti col diavolo.
Cristiano, si intende.
Per un certo periodo pattugliammo certi incroci verso le sei del mattino.
Si temeva “il Golpe”.
Operai dell’azienda dei telefoni e rappresentanti del Partito Comunista e dell’Associazione Nazionale Partigiani avrebbero dovuto essere lì con noi. Di solito ci ritrovavamo da soli.
Con null’altro che l’occhio vigile.
Attendevamo i golpisti, i fascisti, i nazisti.
Si è detto poi che fu Piazza Fontana a farci perdere l’innocenza.
In qualche modo fu anche così, perché, dopo di allora, lo spirito libertario che ci aveva animato fu represso e indirizzato verso una più generica difesa della democrazia parlamentare.
Di fatto, l’allarmismo antigolpista servì soprattutto a sviare, verso la difesa delle istituzioni, una pratica antagonistica.
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Luglio 19, 2009
La lotta di Nagamma. Appunti sulla discriminazione di genere in India
di Alberto Prunetti
L’India dei 25mila suicidi tra i contadini negli ultimi dieci anni, degli intoccabili (il 22 percento della popolazione), dei 260 milioni di persone che vivono con meno di mezzo dollaro al giorno, dei 90 milioni di tribali, ampiamente discriminati; l’India del fanatismo integralista indù che ha scatenato pogrom antimusulmani come quello del Gujarat e cerca di segmentare per caste, tribù, religioni ed etnie lo spazio pubblico; l’India che è al 39 per cento analfabeta; l’India dei matrimoni combinati, delle vedove ragazzine, delle donne che devono chiedere il permesso alla suocera per uscire di casa; e poi l’India del PIL in ascesa continua (almeno fino a poco tempo fa), l’India degli ingegneri di software, delle automobili TATA. Sono tante le Indie che si moltiplicano tra esperienza e stereotipo. Tra i tanti volti dell'India, c’è anche quello che confina le donne in un ruolo pesantemente subalterno rispetto agli uomini.
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L’occhio frusto (Greatest Hits 97/98) 4
di Dziga Cacace
104-Lezioni di tango di Una Patetica Cialtrona, Gran Bretagna 1997
Entriamo nel Lumière e prendiamo posto davanti a due che iniziano a lamentarsi: “proprio qui davanti, con il cinema vuoto!”. Ma che credete, che il Lumière sia vostro? È mio! E ci sono un centinaio e rotti di spettatori, cazzo volete? Parte il trailer di Face/Off. Sto per dire “graaande!” ma rimango a bocca aperta mentre la babbea dietro di me esclama ad alta voce “che schifo!”. Il compagno risponde “Come si possano perdere due ore a vedere una porcata simile…” e l’altra: “che vergogna!”. Me ne sto zitto, anche se vorrei reagire in maniera scomposta. Parte il film e ‘sti due personaggi non stanno in silenzio per tre minuti consecutivi, sottolineando ogni scena del film con commenti entusiastici. E ve la meritate Sally Potter, perché questo Lezioni di tango è una stronzata senza eguali.
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Luglio 18, 2009
Dichiarazione storica 2/4
del Fronte di Liberazione Naziunale di a Corsica
Un generale corso, peraltro al soldo dei Francesi, scrisse allora: ''La Corsica è felice, vi si fucila almeno un uomo al giorno...''.
Tutto il periodo dell'Impero fu marcato da una repressione feroce, la Corsica è "fuori costituzione" e ha un Governatore militare il cui solo ricordo fa ancora tremare, alla semplice evocazione del suo nome: era il torturatore Morand. Ci furono ancora deportazioni e massacri, anche nel1808, 1809, 1811.
La sola misura amministrativa adottata, a parole, a favore della Corsìca, il decreto imperiale del 1811 che sopprimeva le imposte indirette in Corsìca, fu promulgato per mere preoccupazioni economiche: le spese di riscossione superavano le entrate. In una Corsìca sfruttata, esangue, la cupidigia imperiale preferì sopprimere quei tributi.
Lo stesso vale per la riunificazione dei due dipartimenti già allora esistenti in uno solo. Tutti gli impieghi remunerativi furono riservati ai francesi.
Alla caduta dell'Impero, nel 1814, l'Indipendenza fu una volta di più proclamata a Bastia. Un Governo provvisorio fu insediato. Solo la congiuntura internazionale consentì ai Francesi di rimanere.
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Luglio 17, 2009
Dichiarazione storica 1/4
del Fronte di Liberazione Naziunale di a Corsica
[Trent’anni fa, il 19 giugno 1979, mentre era in atto a Parigi il primo grande processo al Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica (FLNC, fondato tre anni prima), gli imputati diedero lettura del documento che presentiamo, diviso in quattro parti per via della lunghezza. Sebbene oggi se ne parli poco, il FLNC, pur indebolito da numerose scissioni, è ancora attivo, tanto da essere stato inserito nell’elenco occidentale delle “organizzazioni terroristiche”. Le due tendenze principali si chiamano FLNC – Unione dei Combattenti e FLNC – 22 ottobre. Certo il FLNC gode di pessima fama: c’è chi lo giudica assimilato alla malavita, e interpreta la “tassa rivoluzionaria” imposta ai residenti francesi o comunque stranieri come un “pizzo” appena mascherato. Può essere vero, oppure potrebbe trattarsi di un riflesso dei tradizionali pregiudizi francesi contro i corsi. Non lo sappiamo. Sta di fatto che il FLNC gode ancora, in Corsica, di un buon consenso popolare, ha un mensile – U Ribombu – ritenuto a torto o a ragione “fiancheggiatore” e il suo inno ufficioso, “Bella ciao” (sì, proprio quella!) risuona nell’isola un po’ dappertutto. Di fronte a fenomeni tanto poco conosciuti, conviene, per cercare di capire origini e intenzioni, rifarsi ai documenti.] (V.E.)
Permalink: postato alle 04:37 AM
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Luglio 16, 2009
L'estate senza senso
di Alessandra Daniele
In seguito a uno spot nazistoide di quell'acqua minerale che dice di far pisciare, in rete s'è parlato molto del modo in cui la pubblicità rappresenti le donne. Nello spot in questione, un coro di inquietanti siliconate isteriche insulta una poverina colpevole di avere ancora sembianze umane. Le tipe del coro mi hanno ricordato Le mogli di Stepford (''The Stepford Wives'' di Ira Levin- 1972) storia d'un apparentemente idilliaco villaggio della provincia USA in cui gli uomini uccidono sistematicamente le loro mogli per sostituirle con androidi decerebrati. Non so se quell' acqua faccia davvero pisciare, di sicuro lo spot fa cagare.
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Luglio 15, 2009
RITI DI PASSAGGIO - Parte 1
di Sandro Moiso
[Sandro Moiso, autore del romanzo "in tre canti" di cui iniziamo la pubblicazione, è piemontese ma vive da molti anni all'Isola d'Elba, dove insegna nei licei.]
Eravamo giovani treni lanciati in corsa.
Eravamo innocenti trickster, abili bricconi divini.
Eravamo surfisti incoscienti che cavalcavano onde grandi
più del mondo che ci aveva generati.
Eravamo la vita in tutto il suo fulgore.
Hanno fatto di tutto per ucciderci.
Estate 1975
Estate 1975.
La strada si apriva davanti a noi srotolando paesaggi che ci rimandavano a Sergio Leone, Sam Peckinpah e John Ford. D’altra parte la sacra triade del western era stata per noi la vera scuola quadri. Anche se, qualche anno prima, qualcuno aveva cercato di rinchiuderci in stanze grigie dove si parlava dei trionfi economici dei compagni cinesi o della guerra civile in Francia riletta da Marx.
Permalink: postato alle 03:12 AM
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Luglio 14, 2009
SOLDATI: conversazione con il Generale Fabio Mini
di Anna Luisa Santinelli
[Soldati (Einaudi, pp 125, € 9,00) è l’ultimo saggio scritto in ordine di tempo da Fabio Mini. Di questo Generale “anomalo” (per essere una voce fuori dal coro) ed erudito, la redazione di Carmilla si è già occupata in passato qui e qui. F. Mini è stato Capo di stato maggiore del Comando Nato delle forze alleate Sud Europa e al vertice della Kfor in Kosovo. Collabora con “la Repubblica” e “Limes”.]
1) Generale, nelle prime pagine del suo libro traccia un distinguo netto tra “tempo di guerra” e “tempo della guerra” (quello che stiamo vivendo). Potrebbe approfondire tale distinzione?
Il tempo di guerra è il periodo che la gente trascorre sotto i bombardamenti. Molti popoli oggi conoscono il tempo di guerra, direttamente, come i nostri nonni e genitori hanno conosciuto quello delle guerre mondiali.
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Luglio 13, 2009
L’occhio frusto (Greatest Hits 97/98) 3
di Dziga Cacace
[Per un equivoco, la puntata 3 è apparsa prima della 2. Pubblichiamo quest'ultima come 3, senza stare a cambiare la numerazione dei film.]
39-Potere assoluto di Clint Eastwood, USA 1997
In vacanza da supergiovani sul Lago Maggiore, s’impone una visione nelle sale cinematografiche di Verbania. Andiamo al cinema Sociale dopo che al Porcellino d’oro di Intra ho trangugiato una mezza Napoli e una diavola (peperoni, peperoncino, salame piccante e acciughe) innaffiando l’incendio nel cavo orale con abbondanti boccali di birra. Sono però abbastanza lucido per notare la delicata fantasia verde pisello e marroncino diarroico del décor del Sociale. Le poltroncine sono scomode e non c’è un cane. Siccome sono in stato preagonico mi schiero di fianco al provvidenziale sistema d’areazione a gambe larghe, con l’ultimo bottone della patta dei calzoni pietosamente slacciato e la maglietta con le maniche arrotolate, come un chicano del barrio.
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Luglio 12, 2009
Coprifuoco
di Alberto Prunetti
Il coprifuoco è un ottimo modo per soffiare sul fuoco.
È questa la prima cosa che mi è venuta in mente sabato 4 luglio quando, in una sala d'attesa della caotica stazione degli autobus di Bangalore, India, ho sentito alla radio che nella città di Mysore erano in corso violenti combattimenti tra musulmani e indù. Tutto era iniziato qualche giorno prima, quando due militanti del BJP, il partito fondamentalista indù, erano stati accoltellati. A quel punto una massa di fanatici indù è scesa per strada, subito confrontata da un gruppo di musulmani. L'intervento della polizia, che ha aperto il fuoco contro i manifestanti, è servito solo a peggiorare le cose. Risultato: 4 morti, un uomo ancora in fin di vita, circa venti feriti e un centinaio di arresti. Non è chiaro ancora quali morti siano imputabili agli insorti e quali siano state causate dalla polizia.
Permalink: postato alle 04:52 PM
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Luglio 11, 2009
Maria Tronca: un estratto da ROSA NERO
di Maria Tronca
[Nota a un vastissimo pubblico di lettori, di carta e di Rete, con il nickname Berbera, cuatrice col binomio Berbera&Hyde di una serie bestselleristica di letteratura erotica per gli Oscar Mondadori, coautrice con Hyde del doppio romanzo Sud sud sex: I signori della carne - L'isola delle femmine, Maria Tronca è un'autrice che propone una scrittura intensa, tanto solare quanto inquitantemente cupa, ironica e violenta. Contrasti esaltati e sovraesposizioni che variano dal pop a certa tradizione di saga meridionale - sono gli ingredienti del romanzo inedito Rosa Nero, di cui qui anticipiamo un brano. Il mix preannunciato dal titolo intercetta una realtà che abbisogna di voce. Gli editori sono avvertiti. gg]
[...] Adesso che Calogero sapeva che cosa gli era successo, pensava che era meglio quando non lo sapeva. Non si dava pace, ma era diventato meno loquace. Passava ore e ore in silenzio, a ricordare. E una volta, era notte, non ce la fece più e si mise a piangere come un bambino.
Rosellina si svegliò, aveva sete, la gola arsa, si toccò la fronte, scottava, andò in bagno a bere, e poi si sciacquò la faccia con l’acqua fredda.
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Luglio 10, 2009
Alberto Custerlina: NEMICO MIO
di Alberto Custerlina
Autore del bellissimo e giustamente celebrato Balkan bang! (Perdisa, € 16; qui il sito ufficiale), Alberto Custerlina si propone come una delle voci più sicure del genere nero italiano. Scrittura rapida, scosse di suspence repentine, intrecci geopolitici complessi e - ciò che conta - più realistici di quanto sia possibile supporre, si accompagnano a una visionarietà che impressiona e a un'esotismo acido e fantasmagorico. Potenziale agente mutageno del thriller internazionale, questo autore è una delle scommesse già vinte del noir nostrano, sulla scia che va tracciando da anni Alan Altieri. Quanto a noi di "Carmilla", siamo onorati di ospitare un racconto inedito di Custerlina, che ringraziamo per il permesso di pubblicazione.
La neve aveva cominciato a cadere quando la granata era saltata in aria. Bojan era stato sollevato da terra e scaraventato qualche metro indietro. Era caduto sul fianco ed era ruzzolato dentro una trincea profonda un metro e mezzo. L’impatto aveva rotto la crosta di ghiaccio e la melma liquida aveva impregnato la sua mimetica.
Rimase per un minuto in un limbo bagnato e freddo, riempito solo di dolore e rumori. Quando aprì gli occhi, il suo cervello registrò campi di colore marrone, bianco e rosso scuro. Il suo orecchio destro fischiava: un sibilo continuo e fastidioso. Tossì, si sollevò sui gomiti, tirò su col naso. Gli faceva male la gamba destra. Un male fottuto.
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Luglio 08, 2009
Le possibilità politiche delle migrazioni: un'ottica meticcia
di Andrea Searle Villarroel
[Sarebbe riduttivo definire Andrea Searle solo come una donna migrante. Andrea, assieme a tante donne venute a vivere in Italia, rovescia clamorosamente lo stereotipo costruito dai media sulle migranti. Dietro di lei c'è l'esperienza della docenza universitaria a Città del Messico, anni di lavoro politico prima in Cile, poi nel Chiapas - quando ha seguito progetti di sviluppo rurale con gli indigeni e ha fondato una Ong - per approdare infine a Oaxaca, dove ha partecipato a una delle più interessanti forme di mobilitazione popolare di cui abbiamo dato conto su Carmilla] A.P.
L'obiettivo di questo articolo è riflettere sulle nuove forme di pensiero politico che possono scaturire dal fenomeno migratorio, una realtà contrastata dal discorso di molteplici correnti politiche di destra che rappresentano l'immigrazione come un pericolo per la società e il territorio, criminalizzando i migranti e trasformandoli in una delle ragioni della povertà e della perdita di posti di lavoro. Di fatto, in quanto migrante, sono stata testimone di svariate campagne elettorali, sia in Messico che in Cile e infine in Italia, in cui le forze di destra e di centro hanno preso in forma ricorrente come bandiera delle loro strategie discorsive il tema delle migrazioni.
Permalink: postato alle 06:56 PM
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Ucciderli da piccoli
di Valerio Evangelisti
Il metodo lo potremmo definire “ucciderli da piccoli”. Consiste nell’individuare gruppi di individui potenzialmente pericolosi, in quanto notoriamente ostili al sistema o a certi suoi aspetti, e incarcerarli o comunque angariarli in via preventiva, subissandoli di capi d’imputazione. Ciò in nome di lievi reati del passato prossimo o remoto, ingigantiti a livello di crimini colossali, oppure di reati non ancora commessi ma che potrebbero commettere in futuro.
E’ questa la linea adottata dal governo, con la connivenza di settori della magistratura (nessuno si illuda che tutti i magistrati siano dei Falcone / Borsellino: basti vedere certe cene sospette di loro illustri esponenti), dell’opposizione (?) e delle forze dell’ordine. Ne sono dimostrazione i 21 arresti di studenti dell’Onda di due giorni fa, e le perquisizioni in tutta Italia.
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Luglio 06, 2009
CONDANNATI I QUATTRO POLIZIOTTI CHE UCCISERO FEDERICO ALDROVANDI
di Girolamo De Michele
Enzo Pontani, Monica Segatto, Paolo Forlani e Luca Pollastri, i quattro poliziotti imputati per la morte di Federico Aldrovandi sono stati condannati.
La sentenza che accoglie di fatto le richieste dell'accusa (3 anni 8 mesi), la condanna a tutti i membri della pattuglia, e non a uno solo, e il tempo relativamente breve che il giudice Caruso ha passato in camera di consiglio (mentre da più parti si ipotizzava una sentenza in tarda notte, o nella mattinata successiva) sottolineano la ricostruzione dell'accusa: Federico non è morto perché "drogato". Federico è morto perché è stato colpito su tutto il corpo con mani, piedi e manganelli. Federico è morto perché è stato ammanettato in una posizione che poteva - ed ha potuto - farlo soffocare. perché alle sue grida di aiuto i quattro poliziotti non hanno palesato un briciolo di umana pietà, ed hanno continuato a colpirlo fino a provocarne il soffocamento.
Permalink: postato alle 08:39 PM
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Rifondazione e Terra
di Alessandra Daniele
Compagni, ho da darvi due notizie, una cattiva, e una buona.
La notizia cattiva è che i comunisti non torneranno in Parlamento per moooolto, moooolto tempo, e questo a prescindere da quanti voti riusciranno mai a recuperare, perché PDL e PD, di comune accordo, continueranno ad alzare la sbarra dello sbarramento in modo da tenerli fuori comunque.
PDL e PD non sono che le due facce dello stesso paperdollaro di Paperopoli, due facce come il culo. Finora l’unico motivo di vero dissenso fra loro è stata qualche escort che ha usato la lingua anche per parlare.
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Luglio 05, 2009
L’occhio frusto (Greatest Hits 97/98) 2
di Dziga Cacace
76-Bus in viaggio di un rincoglionito Spike Lee, USA 1997
Dio, che ciofeca. Si parte malissimo, coi titoli di testa sulle immagini patinate di un uomo di colore in catene, mentre in sottofondo c’è una nenia straziante di Michael Jackson. Un bel flash. Poi parte la narrazione e meglio non va: una dozzina di neri sono in viaggio verso Washington D.C. per partecipare alla marcia dell’orgoglio organizzata da quel bel tipetto di Farrakhan. Le storie dei passeggeri s’intrecciano: abbiamo il tizio mezzo bianco, l’attore macho e cazzone, il negro ricco e repubblicano (che volerà giù dal pullman), quello col passato gangsta uscito dal ghetto e convertito all’Islam, quello che ha vissuto sempre da Zio Tom e ora vuole la sua rivincita… un campionario scontatissimo di luoghi comuni, risolto con una rozzezza traumatizzante, per personaggi monocromatici. Ma siam sicuri che questo sia è Spike Lee? Sicuri sicuri?
Permalink: postato alle 02:28 AM
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Luglio 04, 2009
Blackie Audett, un fottuto gangster americano
di Tommaso De Lorenzis
[Avevamo già recensito l' autobiografia di Blackie Audett pubblicata dalle edizioni Odoya. Proponiamo ora l'introduzione al libro scritta da Tommaso De Lorenzis.]
«I delinquenti non possono vincere», scriveva Achille Battaglia nell’introduzione alla prima edizione italiana di Rap Sheet. Correva l’anno 1958 ed era trascorso un lustro da quando James Henry Audett, in arte Blackie, era tornato in una cella del penitenziario di Stato dell’Oregon per l’ennesima sospensione della libertà vigilata. Era scritto da qualche parte, tra le stelle dispensatrici di pene e contrappassi, che il principe della rapina a mano armata, l’Houdini degli istituti penali di massima sicurezza, il contrabbandiere recidivo, dovesse concludere le sue pirotecniche memorie al fresco. Ma anche a cinquant’anni suonati, consapevole della vecchiaia incombente, fiaccato da una grave malattia e con una tuta da galeotto addosso, il bandito non aveva perso il gusto dell’ironia. Così, quando arrivò il tempo di rimettere l’anima a dio, in tanti giurarono che – davanti alle oscure acque dell’Averno – Blackie avesse fatto fesso il Traghettatore e fornito false generalità a qualche satanasso-doganiere. Del resto, proprio alla fine di queste pagine, c’aveva tenuto a ricordare come niente vada escluso: neppure «una fuga da quella prigione in cui il direttore ha le corna e la coda».
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Luglio 03, 2009
Tiziano Scarpa: STABAT MATER
di Francesca Valentini
Tiziano Scarpa, Stabat Mater, Einaudi, 2008, pp. 144, € 13,60.
Prima delle vacanze estive, alle superiori mi consigliavano sempre di leggere qualche romanzo che avesse vinto un premio letterario. Raramente questi libri mi attiravano, e perciò sono sempre stata refrattaria a seguire queste indicazioni, con buona pace delle mie ottime insegnanti. Potrei ricredermi, e addirittura consigliare io stessa la lettura di un libro premiato, visto che Stabat Mater ha appena vinto lo Strega.
Stabat Mater è una voce miracolosa, tersa, oscura come una laguna notturna e abbagliante come i marmi palladiani di Venezia. Stabat Mater è il canto muto di Cecilia (come la musa, ma così diversa da lei) che da trovatella scrive lettere a una madre ignota e assente. Cecilia è stata accolta ancora in fasce (una tunica verde, con una mezza rosa dei venti azzurra come segnale di riconoscimento) il 21 di aprile, intorno all'anno 1687, dalle suore dell'Ospedale della Pietà in Venezia; lo stesso edificio che negli anni '60 del secolo scorso ospitava il reparto maternità in cui nacque Tiziano Scarpa: l'autore.
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Luglio 01, 2009
Un'immotivata repressione preventiva
di Collettivo San Siro

[Carmilla riceve e diffonde un comunicato sui fermi del 10 giugno scorso, in cui è implicato tra gli altri anche l’autore di un libro di cui Carmilla si è già occupata qui e qui.]
Il 10 giugno scorso, intorno alle quattro del pomeriggio, sono venuti a prendere sei compagni milanesi. Alcuni erano al lavoro. Altri erano in casa. Oppure ci sono stati portati con l’inganno da false telefonate, che avvertivano di strane perdite d’acqua. Tutti, comunque, sono stati fermati dalla Digos con passamontagna e armi in pugno, davanti agli occhi increduli di colleghi, amici e vicini. Ad alcuni hanno addirittura sfondato la porta di casa, con un clamore immotivato. E hanno sequestrato telefoni, computer – personali e di lavoro – agende e altri effetti personali.
Di qui, si è poi proceduto con le varie perquisizioni: dalle abitazioni ai luoghi di lavoro, dalla casa dei genitori fino alla casa di villeggiatura, messa letteralmente a soqquadro durante ore di ricerche con cani e metal-detector. I colleghi dei fermati, sul posto di lavoro, sono stati identificati dagli agenti senza troppe spiegazioni. Dalle abitazioni di ognuno – e dalle loro automobili – sono stati portati via volantini, manifesti, riviste, film, libri insospettabili e poesie. Anche le bollette della luce e del gas, sono state oggetto di interesse. Addirittura, lettere manoscritte indirizzate ai propri figli: tutto, incredibilmente, sotto sequestro.
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L’OCSE boccia la scuola italiana: ma è una bufala
di Girolamo De Michele
Il fatto: martedì 17 giugno sono stati presentati i risultati di due ricerche, TALIS 2008 e Economics Survey of Italy. Con un curioso intermezzo (vedi qui): ai presenti è stata prima distribuita, e poi ritirata una cartelletta contenente le sintesi e degli abbozzi di traduzione delle ricerche. Un comunicato del Ministero, e un articolo sul Corriere della Sera con ampi virgolettati (un pelino più distaccato quello su La Stampa), ci informano che con queste ricerche l’OCSE ha bocciato la scuola italiana, valutando positivamente l’operato del Ministro. Altri giornali, su carta e on line, grandi piccoli, piccolissimi riprendono - addirittura con taglia-e-incolla spudorati - la notizia.
Che però è falsa.
In sintesi: il Ministro spaccia per nuovi dati che sono vecchi, confonde il primo rapporto col secondo, e il secondo con uno ancora da stilare. E fornisce dati non veritieri. Che però i giornalisti italiani, in barba alla deontologia professionale e al controllo rigorosa delle fonti, prendono per veri: se lo dice il Ministro...
Bene: la verifica l’abbiamo fatta noi. Quello che segue è l’esito della nostra verifica dei poteri. Con, in Appendice tutti i link per chi volesse verificare come stanno le cose.
Permalink: postato alle 12:11 AM
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