Giugno 30, 2009
Enzo Fileno Carabba: LE COLLINE OSCURE
di Leandro Piantini
Enzo Fileno Carabba, Le colline oscure, Barbera editore, 2008, pp, 269, € 15,00.
Questo romanzo conferma che Carabba ha una spiccata vena umoristica e sa costruire atmosfere inusuali nella nostra narrativa. Le colline oscure è infatti uno scoppiettio di trovate e di battute fulminanti. La satira colpisce soprattutto l’ambiente delle scuole, che il protagonista Angelo frequenta come insegnante di scrittura creativa. Ne risulta un quadro esilarante, un universo dell’assurdo dalle risorse infinite. Gli studenti sono degli zombie, così come molti insegnanti e presidi, tra cui spicca la Manetti, “manager leopardata”, e non parliamo dei bidelli.
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Giugno 29, 2009
Guai a chi ci tocca - Capitolo 8 (e ultimo)
di Francesco Lo Duca
Qui le precedenti puntate.
Tornato in Piazza Verdi Rocco ascolta gli ultimi aggiornamenti. PCI e sindacati non solo non parteciperanno al corteo del movimento, ma rifiutano di esprimere solidarietà e di fatto, nonostante forti tensioni interne e sofferti rifiuti soprattutto da parte di alcuni consigli di fabbrica, indicono il presidio di “vigilanza democratica” davanti al sacrario dei caduti. L’ANSA rilancia agenzie piuttosto contraddittorie circa la natura, la causa e la dinamica degli incidenti. Non si capisce chi sia stato a sparare: un carabiniere? Un graduato? Uno sbirro in borghese sceso da un’auto senza insegne? Ha sparato colto dal panico? Ha preso accuratamente la mira?
Insomma, inizia la consueta ridda d’informazioni e soprattutto disinformazioni in cui apparati dello Stato e Servizi sono maestri.
Davanti al CPS Anselmo, Rosco e Tugu confabulano.
- Ohè Rocco, dove cazzo eri sparito? Sono le quattro e fra meno di un’ora parte il corteo. Andiamo al Piccolo che è più tranquillo, si fa per dire, a bere qualcosa e a tirare fiato ché dopo ne avremo bisogno.
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Giugno 28, 2009
Nanoapocalisse
di Danilo Arona
Troppi anni fa mi capitò di leggere e di vampirizzare al volo per mio uso e consumo una definizione, esaustiva quanto terribile, dell'Apocalisse in procinto di divenire. Badate, era il 1981, e non eravamo in molti a scriverne allora: ovvio, ribollivano dentro un po' di sano gioco intellettuale nonché residui di gusto catastrofico derivati dai primi amori fantascientifici, ma gli “apocalittici” non integrati di allora scrutavano sul serio nel buio per capire quanti secondi di vita cosmica rimanevano all'autodistruttivo genere umano. Non esisteva al proscenio un 2012 sul quale capitalizzare con libri da alta classifica; ma veniamo al dunque al quale non sono più in grado di attribuire primogenitura... l'autentica Apocalisse era, all'inizio degli anni Ottanta, la “decomposizione” della materia inorganica, sgretolata dall'interno da una nanopatologia tanto lenta e impercettibile quanto inarrestabile.
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Giugno 26, 2009
Le puntine da disegno del capitale
di Andrea Scarabelli

Sono le puntine da disegno del capitale.
Sono studenti, stagisti, sono in ricerca.
Conficcati in un muro in attesa di cadere, sostengono il peso per un po’; poi cadono.
Ines ha tentato di tutto per apparire più bella, quando ha saputo che quei sei mesi non avrebbero portato a nulla. Ines, la nostra stagista, quella che ero convinto mi avrebbe fatto le scarpe. E invece no. Ha trascorso tutto questo tempo poco lontana da me, di solito seduta, in ricerca vorace di informazioni, di feedback, frammenti. Bruciava per capire dove avevano nascosto il salvagente, tentava di rendersi indispensabile.
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Josh Bazell: VEDI DI NON MORIRE
di Giuseppe Genna
Immaginatevi il peggior ospedale di Manhattan, la vita di corsia vista dallo sguardo di un internista che non è il Dr. House: è un killer della mafia. Ma è molto più brillante del Dr. House. Se il medico zoppo del serial tv è brillante, l’internista mafioso Peter Brown allora è fluorescente. Un esempio? Questo: “L’Anadale Wing, il piccolo reparto di lusso dell’ospedale, si sforza di sembrare un hotel. La reception ha un pavimento di linoleum in simil legno e uno scemo in smoking che strimpella il pianoforte. Se fosse davvero un hotel, comunque, offrirebbe un’assistenza sanitaria migliore. Secondo voi basta essere pieni di soldi per ricevere un’assistenza sanitaria superiore alla media? Date un’occhiata a Michael Jackson”. Questo cinico esilarante imperdibile memorabile protagonista di Vedi di non morire (Einaudi Stile Libero, 18.50 euro), esordio narrativo di Josh Bazell, è il personaggio letterario americano più memorabile dai tempi di Tyler Durden, lo schizoide di Fight Club, bestseller di Chuck Palahniuk. E Vedi di non morire è il nuovo Fight Club.
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Giugno 25, 2009
Pari Opportunismo
di Alessandra Daniele
- Ah, io ho le idee chiare. O Paperissima, o la Sanità.
Azzurra sorride. Giada sembra perplessa
- Però ci sarà roba da studiare.…
- Ma ti danno il copione, no? Ti scrivono tutto quello che devi dire, basta impararlo a memoria.
- Anche a Paperissima?
Azzurra annuisce.
- Ma certo, i comici fanno solo finta di improvvisare, seguono il copione, proprio come i ministri.
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Giugno 24, 2009
Partigiano Marzo: LA REPUBBLICA DI TORRIGLIA
di Filippo Casaccia
G.B. Canepa, "partigiano Marzo", La Repubblica di Torriglia, Genova, Frilli Editori, 2009, pp. 168, € 4,90.
In anni di revisionismo vigliacco o di celebrazioni insincere e puramente elettorali, un piccolo libro come La Repubblica di Torriglia può aiutare a recuperare la memoria reale di ciò che fu la lotta partigiana. E se ci si ritrova a fantasticare troppo spesso con Hakim Bey su esotiche TAZ, ecco un buon modo per non dimenticare le effimere ma vivaci repubbliche partigiane che durarono pochi mesi ma portarono effettivamente alla liberazione dal nazifascismo.
Questo prezioso volumetto di racconti non ha la prospettiva storica (e un po’ arida, burocratica) del celebre Una repubblica partigiana, in cui Giorgio Bocca documentava l’esperienza della repubblica dell’Ossola, perché più che raccontare la storia, racconta le storie della divisione Cichero, la leggendaria formazione partigiana garibaldina che riuscì a rendere autonoma una vasta porzione di territorio nell’entroterra genovese per 5 mesi, tra l’estate e l’autunno del 1944.
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Giugno 23, 2009
“Il nuotatore” di John Cheever: un uomo oltre la linea d’ombra
di Monica Mazzitelli
Questo racconto, uno dei migliori mai scritti dall’autore, è apparso per la prima volta 45 anni fa sulla rivista “New Yorker”, il 16 luglio 1964 (in Italia è pubblicato per i tipi Fandango).
È la storia di Ned, un uomo ricco e sicuro di sé che ha appena passato la mezza età, con ancora addosso “l’agilità caratteristica della giovinezza”. È a casa di amici per un party in piscina, un giorno di mezza estate. Tutti gli ospiti stanno godendosi con pigrizia la parte più matura del giorno, ognuno impegnato con il suo mal di testa: hanno tutti bevuto troppo, il giorno prima, e riescono a scambiarsi pochi altri commenti mentre la pelle indolente riposa al sole. Ma Ned, un uomo che prova “un disprezzo inspiegabile per gli uomini che non sanno tuffarsi dentro una piscina”, si percepisce in modo vago e pudico come “una figura leggendaria”.
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Giugno 22, 2009
Una "sovversiva" che non muore: Mamma Jones
di Valerio Evangelisti
[Nel mio mestiere accade anche questo. Una piccola casa editrice di Reggio Emilia decide di ripubblicare L'autobiografia di Mamma Jones, tradotta da Einaudi nel 1977 (con una splendida prefazione di Peppino Ortoleva), e mi chiede di scrivere un breve pezzo introduttivo. Lo faccio, naturalmente a titolo gratuito, e l'editore, con calma, mi dice che valuterà il mio contributo e mi "saprà dire". E' passato un mese e non si è ancora fatto vivo. Pubblico dunque il mio articoletto. Spero che in ogni caso il libro esca, perché è importante e ancora utilissimo.] (V.E.)
Il più diffuso periodico della sinistra statunitense, vincitore di premi prestigiosi per la sua qualità giornalistica, si intitola Mother Jones. Un omaggio, che si perpetua, a uno dei più formidabili personaggi che la storia del movimento operaio americano abbia conosciuto.
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Giugno 19, 2009
Un referendum beffa: ecco perchè ci asteniamo e non andremo a votarlo
La redazione di Carmilla segnala questo intervento di Domenico Gallo sui referendum del 21-22 giugno.

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Benvenuti nella foresta delle anime dannate
Lars von Trier’s “Antichrist”: omaggio (apocalittico) ad Andrei Tarkovskij
di Alan D. Altieri
Il luogo: emblematico. Una baracca perduta in una foresta - foresta chiamata, ironicamente e irrimediabilmente, “Eden” - che ridefinisce il concetto di tenebra gotica.
Il tempo: non significativo. Diecimila anni fa, oggi, centomila anni nel futuro. Il tempo, alla fine, è solo uno stato della mente (anima? spirito? whatever?)
I personaggi: primevi. L’Uomo e la Donna (maiuscole d’obbligo), alla ricerca - disperata e struggente, cruda e crudele, ineluttabile e impossibile - della resurrezione.
Questi gli ingredienti base di Antichrist, l’ultimo “film-shock” - suffisso (-shock) che lo scrivente trova quasi sempre ridicolo e/o applicato a ridicolaggini - del (irrimediabilmente controverso) cineasta scandinavo Lars von Trier.
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Ideologia della differenza e strategia dell'appropriazione. Il proverbio come luogo del conflitto di classe
di Gioacchino Toni
Massimo Montanari, Il formaggio con le pere. La storia di un proverbio, Editori Laterza, 2008, pp. 161, € 15,00
A partire dal noto proverbio «Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere», Massimo Montanari ricostruisce la storia dell’abbinamento alimentare che ha generato il detto, analizzandone il significato così come si è sedimentato nel corso dei secoli e concentrando il ragionamento sul fatto che il discorso proverbiale, presentandosi in forma anonima ed impersonale, sottende un variare del valore dell’enunciato al cambiare dell’enunciatore. Essendo il proverbio un testo aperto, il suo significato varia in base al punto di vista di chi lo pronuncia, risulta pertanto importante analizzare come, anche nel caso del proverbio esaminato, si siano storicamente affiancati/scontrati interessi sociali antagonisti. In altre parole è possibile analizzare il proverbio come luogo del conflitto di classe.
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Giugno 18, 2009
Ferrara, Italia
di Girolamo De Michele
[Pubblichiamo la Prefazione al graphic novel sul caso Aldrovandi di Checchino Antonini & Alessio Spataro Zona del silenzio. Una storia di ordinaria violenza, Minimum fax, pp. 168, € 15.00. In Appendice, i post di Carmilla sulla morte di Federico Aldrovandi, per la quale sono imputati quattro agenti di polizia. La sentenza di primo grado è attesa per il 30 giugno prossimo.
Qui il blog aperto dalla madre di Federico, che ha squarciato il muro di silenzio sulla morte di Aldro]
in ricordo di Arnaldo Scotti
Chi entra nel centro di Ferrara deve attraversare una specie di invisibile strettoia, un restringimento della coscienza morale non percepibile ad occhio nudo. Bisogna avere l’occhio buono per i fantasmi del passato e del presente, per vederla: buono come quello di Bassani, che per primo ne indicò un tratto. All’imbocco del corso Martiri della Libertà, tra il Castello e il Teatro, un marciapiede fronteggia i portici. Su quel marciapiede, che corre sotto il fossato del Castello, caddero i fucilati del 15 novembre 1943: lo ricorda una lapide. Il turista che (sempre più di rado, ormai) ha conoscenza del racconto bassaniano Una notte del ‘43, o del film di Florestano Vancini La lunga notte del ‘43, sa di cosa si tratta.
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Giugno 16, 2009
IL DIBATTITO SUL NEW ITALIAN EPIC: RICAPITOLIAMO?
di Wu Ming 2
[In calce a questo articolo, curiosità e novità dal dibattito sul NIE.]
[Questo articolo è incluso nel primo numero – appena giunto in libreria - della rivista Letteraria, diretta da Stefano Tassinari e pubblicata da Editori Riuniti (nuova proprietà, nuova gestione, sito in allestimento). Clicca qui per leggere l'editoriale di Tassinari e l'indice del numero. Tra gli intervenuti: Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Simona Vinci, Pino Cacucci, Grazia Verasani, Bruno Arpaia, Marco Baliani, Gianpiero Rigosi, Alberto Sebastiani, Alberto Bertoni, Maria Rosa Cutrufelli, Wu Ming 1, Wu Ming 2 etc. Fotografie di Mario Dondero. Buona lettura.]
All’uscita di New Italian Epic (Einaudi Stile Libero), Luca Mastrantonio lo ha definito “l’aggiornamento cartaceo di un libro telematico, che ha avuto un dibattito a monte e che quindi a valle potrebbe non produrre molto di più.” [1]. Confesso che anche noi, come autori, ci attendevamo un affievolirsi della discussione, profezia che invece non si è avverata. La riflessione cresce e si moltiplica, soprattutto in Rete e negli incontri pubblici. Così, mentre sui quotidiani tenevano banco interventi “da stadio”, con tanto di slogan e sfottò, sulla rivista on-line Carmilla [2] uscivano i contributi di Alberto Casadei, Stefano Jossa, Gaia De Pascale, Girolamo De Michele e Guido Chiesa; su Nazione Indiana, un post dedicato al libro “La stanza separata” di Cesare Garboli si trasformava in un gigantesco agone letterario, con oltre 500 commenti, e i pareri di Andrea Cortellessa, Tommaso Pincio, Emanuele Trevi, Dimitri Chimenti, Gianni Biondillo [3]. Con toni più pacati, un’intervista sul blog Letteratitudine di Massimo Maugeri, produceva un confronto altrettanto approfondito [4]. Infine, su Il Primo Amore, compariva un lungo testo di Tiziano Scarpa, intitolato L’epica popular, gli anni Novanta, la parresìa [5]. Inutile dire, con una simile tempesta di stimoli, che i download del famigerato “memorandum sul NIE” viaggiano ancora al ritmo di un centinaio al giorno.
Per chi non ha avuto e non avrà modo di sondare questa impressionante massa critica, vorrei provare a riassumere qui le principali opinioni e materie del contendere.
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Isole
di Alessandra Daniele
- Da dove vieni?
- Dalla Francia.
- Che cos'è la Francia?
- Un paese oltre le isole del Nord - Paul fece un gesto vago. Il capo della piccola spedizione lo guardò torvo.
- Non c'è nessun paese oltre le isole del Nord! - tuonò - Solo l'ultimo confine del mondo, dal quale le acque precipitano nel pozzo eterno! - aggiunse nella contorta post-lingua tipica delle tribù delle isole Centrali. Paul non faticò a capirlo: conosceva quasi tutte le post-lingue dell'arcipelago, offrirsi come interprete gli aveva salvato la vita dopo la cattura.
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Giugno 14, 2009
L’occhio frusto (Greatest Hits 97/98) 1
di Dziga Cacace
3-Il ladro di Alfred Hitchcock, USA 1957
Una palla solenne. Il ladro è un docudrama che ripercorre le vicende di un tizio, tale Ballister, incolpato di rapine che non ha commesso. La sua vita è profondamente scossa, ma ancor più lo è quella della moglie che dà fuori come un balcone, finendo infine rinchiusa in un sanatorio dove non potrà evitarsi un’infausta visita del dottor Meluzzi, quel parlamentare di Forza Italia che non fa altro che andare a trovare – loro malgrado – detenuti, depressi, shockati e quant’altro, riferendo poi in quel curioso programma tenuto dalla Rosati, la moglie batterista di Galliani. Vabbeh, scusate l’irruzione del flusso di coscienza nel pezzo, ma la tivù ottenebra il mio cerebro.
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Giugno 12, 2009
Ruggine: magazine di fantascienza radicale
[Segnaliamo la pubblicazione in formato cartaceo del numero 1 della rivista Ruggine, magazine autoprodotto dedicato allo steampunk e alla fantascienza d'impronta radicale. Di seguito proponiamo ai lettori di Carmilla l'editoriale e un breve racconto estratto da Ruggine] A.P.
Editoriale
Se pensate che in tempi di crisi la cosa migliore da fare sia aspettare, con le braccia conserte e lo sguardo assente, un nuovo miracolo che venga a risollevarci dal baratro in cui siamo caduti, probabilmente non troverete interessante continuare a leggere queste righe.
La crisi è l’ennesima conseguenza di un sistema votato al collasso che ci vuole spaventati e rassegnati, l’ennesimo spettro che ci terrorizza, non il primo e sicuramente nemmeno l’ultimo. Nelle discariche che costituiscono la geografia esaurita di un mondo violentato quotidianamente da un progresso (altra parola magica di fronte a cui tutti dovrebbero inchinarsi, fino a spezzarsi) che è fatto di morte, sfruttamento, sperimentazioni, distruzioni e “necessarie” ricostruzioni, ci muoviamo ormai da tempo immemorabile, cercando i pezzi di ricambio per ridisegnare un altro modo di vivere.
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Wilhelm Reich contro l'America
di Valerio Evangelisti
[Questo racconto, derivato da uno sceneggiato radiofonico, è apparso su Almanacco Guanda 2007, "Il complotto. Teoria, pratica, invenzione", a cura di Ranieri Polese.]
Il giudice Sweeney agitò il campanello. «Silenzio! Silenzio!» Nell’aula del tribunale di Portland l’agitazione si prolungò per un minuto buono, poi, gradualmente, tornò la calma.
Il magistrato era scuro in viso.
«Imputato Wilhelm Reich, non mi costringa a toglierle la parola! Ho accettato di ascoltarla solo perché aveva annunciato una dichiarazione attinente al processo!»
Reich era esasperato, oltreché stanco. Gocce di sudore gli scorrevano dal ciuffo di capelli bianchi, sopra la fronte alta, e scendevano lungo il viso a bagnargli il colletto della camicia bianca. Il maggio del 1956, nell’Oregon, era eccezionalmente caldo, quasi si fosse in luglio.
«Vostro onore, ma è proprio del processo che io sto parlando!»
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Giugno 11, 2009
Il terrore e lo sguardo
di Franco La Polla
[Il 27 febbraio di quest'anno, dopo una lunga malattia, è morto Franco La Polla. Docente di storia di cinema americano presso il DAMS di Bologna, che diresse dal 2004 al 2007. Studioso di grande acume, amico di chi scrive e di questa testata, persona di squisita umanità. Per ricordarlo pubblichiamo un saggio che ci passò. E' una bozza: la versione definitiva si trova sulla rivista accademica internazionale Belphégor, dedicata alle letterature popolari.] (V.E.)
Per Groucho, flusso desiderante liberato che non conosce paura.
Ho paura. Ho fatto un brutto sogno.
I sogni non possono farti male.
(R. Altman, "Tre donne")
Superando informazioni storiche, necessità di filologica completezza (a qualcuno in Italia poco care), di sistemazioni e classificazioni esteriori, e superando soprattutto giustificati complessi di inferiorità i quali rischiano soltanto di relegare nel limbo dell'ignoranza ciò che non è immediatamente valutabile in usurata moneta corrente né quotabile nella fantomatica e dittatoriale Borsa Valori istituita da un potere culturale nefasto quasi quanto l'altro, la domanda è: perché il cinema orrifico? (e aggiungiamo qui una volta per tutte che useremo indifferentemente i termini "orrifico" e "terrifico" che una corretta critica vorrebbe però diversificati).
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Giugno 10, 2009
Guai a chi ci tocca - Capitolo 7
di Francesco Lo Duca
Qui le precedenti puntate.
"Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel mitra lucidato
nella fine dello Stato"
In Piazza Verdi la confusione aumenta, le barricate erette ormai isolano il cuore della cittadella universitaria dal resto della “Bologna grassa, laida e bottegaia”, vetrina ipocrita del buon governo e della pace sociale.
Sono in corso le assemblee di facoltà mentre s’intrecciano contatti con i consigli di fabbrica per chiedere l’adesione alla manifestazione.
Le notizie frammentarie che giungono dai “diplomatici” del movimento non lasciano sperare grandi aperture da parte delle organizzazioni sindacali, chiuse a riccio nella difesa ottusa della legalità democratica contro le provocazioni estremistiche e delinquenziali.
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Giugno 08, 2009
Insegnamento della religione cattolica e scuola pubblica: verso un "modello-parrocchia"?
di Girolamo De Michele
«Colpirne uno per dissuadere tutti i collegi dei docenti italiani dal discutere qualsiasi questione che riguardi l'ora di Religione», secondo il coordinatore dei Cobas Piero Bernocchi. Che denuncia la diffusione di un “modello-parrocchia” nella scuola italiana. Di cosa si tratta?
Ecco i fatti.
Nel giro di pochi mesi, due docenti sono stati oggetto di pesanti sanzioni disciplinari. In entrambi i casi, il comportamento sanzionato metteva in discussione le modalità di applicazione del Concordato, ossia la presenza della religione cattolica nella didattica e nell’arredo della scuola pubblica italiana.
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Gli ultimi padri. José Saramago e la genealogia della politica: la letteratura e i generi, l'impegno, le contronarrazioni
di Marco Meneghelli
Il re dei critici letterari, l’estensore del Canone Occidentale, Harold Bloom, lo ha definito “il romanziere maggiormente dotato di talento ancora in vita. Il Maestro è uno degli ultimi titani di un genere letterario in via di estinzione” (Il Genio, Bur 2003). Non per caso, è stato insignito del Nobel per la letteratura nel 1998. Le sue prodigiose doti affabulatorie, il suo possesso totale della scrittura di cui è il miglior “pianista” oggi vivente non permettono di sollevare la pur minima critica all’affermazione del critico statunitense. Leggendo Saramago, ci si trova di fronte a un vero Genio Letterario, che possiede a tal punto i mezzi della scrittura, da poter scrivere eliminando quasi completamente la punteggiatura, distendendo in un flusso continuo di materia verbale le sue magnifiche storie.
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Giugno 07, 2009
Antifascismo 2004 (o 2009?)
di Valerio Evangelisti
Gli articoli precedenti qui.
[Alcuni anni fa, Carmilla ha presentato le tre parti iniziali del libro di memorie "S'atâurn indrì" (Si torna indietro) della partigiana Ermina Mattarelli, oggi defunta, raccolte da Michela Di Mieri. In quell'occasione era stata preannunciata l'introduzione al volume di Valerio Evangelisti, poi mai pubblicata. La proponiamo ora. E' stata scritta nel 2004, sotto il precedente governo Berlusconi, ma appare ancor più attuale (si sostituisca solo il riferimento a Ciampi con uno a Napolitano). Le istruzioni per acquistare il libro, pubblicato dal circolo Iqbal Masih, sono contenute nella seconda parte delle memorie. Il volumetto è stato presentato, in date diverse, da Valerio Evangelisti e da Michela Di Mieri nel corso dell'importante Festival sociale delle culture antifasciste, una cinque giorni frequentatissima che si è svolta a Bologna dal 29 maggio al 2 giugno.]
Da un certo punto di vista è stato quasi meglio che Ermina Matterelli, deceduta tre anni fa, non abbia potuto assistere al definitivo mostrarsi della vera natura di chi governa oggi l’Italia: una gang di fascisti. Nel 2001, quando è morta, erano già al potere e lo gestivano con arroganza; e tuttavia mostravano ancora una traccia di ritegno e si coprivano dietro quelle apparenze “liberali” che, da un secolo e passa, servono a dare una qualche nobiltà ideologica alla pura e semplice legge del più forte.
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Giugno 06, 2009
Bologna. Dove sta andando la "vecchia signora?"
del Gruppo di studio sull'Emilia-Romagna
[Il Gruppo di studio sull'Emilia-Romagna della Associazione Politica e Classe, formato da Lorenzo Battisti, Giorgio Gattei, Diego Negri, Matteo Pugliese e Roberto Sassi, ha pubblicato, nella collana "Quaderni di Contropiano", un importante studio sulle trasformazioni economico-sociali avvenute nel capoluogo emiliano. Ne pubblichiamo alcuni estratti. Le istruzioni per procurarsi il fascicolo, che costa € 10, sono alla fine.]
Dalla presentazione:
Questi materiali sono il frutto del lavoro di un gruppo di studio che si è costituito all’interno dell’Associazione marxista “Politica e Classe” di Bologna negli ultimi mesi del 2008. L’iniziativa è maturata dopo due riusciti dibattiti promossi dall’Associazione, uno sulla crisi dei partiti comunisti e della sinistra dopo i disastrosi risultati elettorali, l’altro di approfondimento sulla natura della grave crisi economica internazionale. Traendo un bilancio da quanto emerso nelle discussioni, abbiamo sentito la necessità di contribuire a dare un fondamento materialistico all’azione politica di classe (che, nella sua forma più evoluta, ci piace ancora chiamare comunista) senza cadere nelle pastoie dell’elettoralismo e del soggettivismo, che tanto danno hanno fatto e stanno ancora facendo ai residui della sinistra; dall’altro lato abbiamo cercato di comprendere gli effetti della crisi economica a livello locale, territoriale e nel fare questo ci è stato utile il vecchio Marx, con alcune analisi sul “valore del suolo” di sorprendente attualità.
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Giugno 05, 2009
Scene di lotta di classe a Whitechapel (Victoriana 5)
di Franco Pezzini
“L’impresa privata è riuscita là dove il socialismo aveva fallito” scrisse con sarcasmo George Bernard Shaw al quotidiano "The Star". “Mentre noi socialdemocratici tradizionali sprecavamo il nostro tempo su istruzione, agitazione e organizzazione, un genio indipendente ha preso in mano la faccenda e, semplicemente ammazzando e sbudellando quattro donne, ha convertito la stampa dei possidenti a una specie annacquata di comunismo”.
Le gesta del “genio indipendente”, ovviamente Jack lo Squartatore, avevano in effetti richiamato con prepotenza l’attenzione collettiva sulle spaventose condizioni della Sin City londinese del 1888. Preparando la strada a una ristrutturazione anche urbana, uno strisciante Piano Casa che vedrà abbattere, mutare, reinventare strade e isolati per cauterizzare, così si sperava, le piaghe di Madre Londra: e di questo rapporto tra sangue, società e luoghi offre un felicissimo quadro Paul Begg nello studio Jack lo squartatore: la vera storia, edito da Utet Libreria nel 2006.
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Giugno 04, 2009
Stella maris (estratto da Settanta, Marsilio Editori)
di Simone Sarasso
[Le pagine che seguono, lette in anteprima al festival letterario Officina Italia, sono uno dei molti cuori neri del mio nuovo romanzo, Settanta. Scrivere in questo Paese degli anni di piombo è delicato quanto marciare in tenuta da battaglia su una distesa di cristalli: il rischio di essere fraintesi è dietro l’angolo. A pochi giorni dall’uscita del libro è già successo: qualcuno, neanche troppo velatamente, ha voluto rintracciare nel pezzo che segue un’indulgenza verso le Brigate Rosse, un invaghimento senza testa, una fascinazione per nulla ragionata. Mi pare quasi superfluo negare con tutte le mie forze un atto del genere. In Settanta ho raccontato una pluralità di storie (dal golpe Borghese, alla mala milanese del Giambellino, a Piazza della Loggia, al rapimento Moro, alla bomba di Bologna). Le ho raccontate sempre con la voce dei protagonisti. Non c’è mai stata identificazione dell’autore con nessuno dei personaggi. E, se proprio quest’identificazione la si vuole trovare da qualche parte, sarebbe bene cercarla laddove parlo delle vittime. Degli innocenti rimasti sul selciato. Sì, è vero: con loro – e con loro soltanto – mi sono identificato fino alla mimesi totale. Fino a piangere le stesse lacrime di chi è loro sopravvissuto. Tutto il resto, è fuffa da quotidiano. A scanso di equivoci, leggete e giudicate voi stessi. E poi ditemi da che parte sto.] (Simone Sarasso)
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Giugno 03, 2009
Quote rosa
di Alessandra Daniele
Gino si siede, dà un'occhiata al Tg sul megaschermo senz'audio.
- Cos'è tutta 'sta polemica sulle veline?
- Ma niente - sbuffa Max - quei froci dei comunisti gli danno addosso perché vuole portare un po' di figa in parlamento.
- Che froci.
Max annuisce, e continua.
- Magari lo facesse. Tanta figa, anzi, solo figa dovrebbe esserci in parlamento. Fuori tutti quei parassiti, quei cessi, quei froci comunisti, e dentro solo fighe. Mille!
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Giugno 02, 2009
Senza memoria non esiste futuro
di Diana Sprega
[Diana Sprega è una studentessa del Liceo Scientifico di Fiorenzuola, in provincia di Parma. Questo suo scritto è apparso sul giornalino della scuola, "Carpe Diem".]
C’era un volta una serie di fabbricati, all’apparenza non troppo accogliente, isolata dai rumori del mondo, da cui il mondo era isolato, possiamo d’ora innanzi chiamarlo Castello di Bolzaneto.
Come ogni castello che si rispetti, anche questo aveva le sue carceri e i suoi angusti corridoi, come ogni castello che si rispetti, anche questo ha i suoi fantasmi.
Se vi fosse permesso di visitarlo non dovreste attendere molto prima di udire il riecheggiare delle urla di dolore degli uomini ivi torturati, dei singhiozzi carichi di angoscia di chi non sapeva cosa gli sarebbe successo, delle risa assurde e beffarde dei carcerieri.
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