Aprile 30, 2009
Sbancor - Non smettiamo di ricordare e di portarti nel mondo
di Redazione
E' l'anniversario del ritrovamento del corpo di Sbancor, uno dei collaboratori più amati di Carmilla, uno dei maestri che sentiamo mancarci maggiormente. Il 30 aprile dell'anno scorso, in mattinata, apprendevamo attoniti della morte fisica di una delle menti più potenti del Web e della carta italiani per profondità di analisi, generosità politica e, in primis, spessore umano.
La perdita è risultata di non poco conto. Mancano le anticipazioni - quasi profetiche - in termini di economia globale, geopolitica, futuro che si realizza. Mancano gli interventi di autentica critica letteraria. Manca il sarcasmo ridanciano e l'ironia finissima sulla drammatica pochezza, immediatamente convertita in tragedia sociale, della politica nazionale. Mancano i romanzi e i saggi. Manca proprio lui, Sbancor. Non è rimpiazzabile.
Col tempo, tuttavia, si misura la durata di un'attività culturale: l'anima che si è mossa, se si è mossa davvero, ha mosso, e irreversibilmente. E così ciò che Sbancor ha pubblicato continua a parlare - sociologicamente, ma non soltanto. Poiché c'è da chiedersi se, nella sua analisi assoluta, non ci sia letteratura autentica: un nucleo che preserva il discorso dal trascorrere del tempo, poiché quel discorso implica una continua apertura. Pare che come Sbancor si è impegnato puntigliosamente a vedere la storia fattasi e quella che si sarebbe fatta, così la storia del nostro tempo si sia adoperata con il medesimo puntiglio a verificare le visuali e le visioni di questo che, incontrovertibilmente, si configura come uno degli scrittori dei nostri anni - tale non per motivi stilistici, ma per ragioni più profonde.
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Aprile 29, 2009
Dj ElektroPier: MEDITATION ON VIOLENCE
di Giuseppe Genna
Dj ElektroPier (1973 - qui su MySpace, qui su Facebook), già fondatore con Dj Pablito degli Analogic Mantra, è uno dei nomi più interessanti nella scena techno milanese. Ha recentemente tenuto una memorabile sessione al Cox18 nell'àmbito della manifestazione "Exploding Cave". Dalla session è stata mutuata una pista remixata, Claude Vonstroke Rave Recognize Rave Mix da "The Human Bond" dello storico Kevin Saunderson, che fa da base al video che qui presento. I materiali sono tratti da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970), in patchwork da Cremaster Cycle di Matthew Barney (1995-97) e (in opposizione a Cremaster) dal leggendario Meditation on violence di Maya Deren (1948). Il testo è un remix di un celebre passo dalle Confessioni di Sant'Agostino. Il video è disponibile anche su YouTube (se ne consiglia la visione in alta definizione, cliccando la funzione HD nel menù).
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Aprile 28, 2009
Cargo
di Alessandra Daniele
Che quello fosse l’unico modo, Jamal lo aveva accettato, come avevano fatto tutti gli altri. Ma quando sentì l’ago entrargli nella giugulare, ogni muscolo del suo corpo si irrigidì, come congelato. Per qualche motivo quella trafittura gli sembrò più dolorosa della pallottola che l’aveva quasi ucciso, prima che suo fratello riuscisse a salvarlo dai miliziani.
Suo fratello era morto per farlo. E a lui non restava che provare a partire.
Non sperava in una vita migliore. Solo in una vita.
Dopo il gelo, arrivò il fuoco. Una vampa crescente gli percorse le vene come un fiume di lava. Cercò di urlare, ma non aveva più bocca.
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Aprile 27, 2009
Il "caso Tarnac" e L'INSURREZIONE CHE VIENE
L’antiterrorismo alla francese
di Serge Quadruppani
All’alba dell’11 novembre 2008, durante un’operazione di grande spettacolo trasmessa in diretta dalle televisioni appositamente avvertite, vengono arrestare venti persone tra Parigi, Rouen, l’Est e il Centro della Francia; l’operazione è battezzata «Taiga» e mobilita 150 poliziotti. Unità speciali con passamontagna, un paesino occupato da blindati, sospetti trasportati coperti da indumenti e circondati da incappucciati, le immagini che quel giorno si offrono ai francesi proclamano la pericolosità delle persone arrestate, così come il regime sotto il quale nove di queste sono detenute: grazie alla legislazione anti-terrorismo quattro giorni di fermo di polizia. I media riportano che sono membri dell’«ultra-sinistra anarco-autonoma» e messi in relazione a cinque sabotaggi di alcune linee di collegamento delle ferrovie francesi nei dipartimenti dell’Oise, Yonne, Seine-et-Marne e Moselle. Lungo i cavi di alimentazione dei treni ad alta velocità erano stati messi dei ferri per il cemento armato, che al passaggio del primo convoglio avevano provocato il loro blocco e dunque ritardi su molti treni. La ministra dell’Interno Michèle Alliot-Marie si spertica in dichiarazioni di trionfo. Sarkozy si complimenta con la polizia. Si parla di documenti, di sequestro di materiale e di tracce di Dna.
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Aprile 25, 2009
Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 8
di Dziga Cacace
113-Tiburzi di Un Sincero Rompipalle, Italia 1996
Il record stagionale di non presenze al Lumière lo stabilisce questo sconosciuto film di tale Paolo Benvenuti. In quattro serate (sette proiezioni) totalizza la bellezza di un’ottantina di spettatori, polverizzando qualsiasi altro insuccesso della stagione. E perché mai? Sarà perché di questo film nessuno ne aveva mai sentito parlare? O è colpa della stampa, della mancata pubblicità e della distribuzione? O della qualità del film? Sarò una carogna, ma sincera: Tiburzi è angosciante. È un film civile, senza nessuna concessione, fino all’autolesionismo. Intorno a me uno spettatore rantolava, un altro russava come un orso in letargo. Io ho temuto a lungo di uscire dal cinema con le due palle su una carriola. Non dico di dare artificialmente un po’ di movimento alla vicenda, ma la scelta di lavorare poco di montaggio e di non smuovere di un millimetro la cinepresa da quel fottuto treppiede risulta, alla fine, mortale. Ora, padronissimo il Benvenuti di perseguire una poetica dell’immobilità – narrativa e visiva – però poi non stupiamoci se il film risulta pesante come un capitello corinzio. Sui genitali, però.
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Massimo De Angelis: L'INIZIO DELLA STORIA
di Gioacchino Toni
Massimo De Angelis, The Beginning of History: Value Struggles and Global Capital, London, Pluto 2007, 294 pp., £22.50
Negli ultimi tre decenni l’analisi economico-politica si è trovata in una situazione di stallo sospesa tra post-strutturalismo e neoliberalismo in sincronia con la tesi di Francis Fukuyama circa la “fine della storia”. Si è così fatta strada l’idea che con l’avvento dei mercati capitalisti globali e la rapida diffusione della democrazia occidentale, l’umanità si sarebbe trovata all’apice della sua evoluzione, almeno a livello di modalità di produzione, di forma e cooperazione sociale. Il saggio di De Angelis, al momento disponibile soltanto in lingua inglese, piuttosto che limitarsi ad una facile critica a Fukuyama, preferisce insistere nel dimostrare come le varie lotte per i beni comuni e la dignità sviluppatesi negli ultimi decenni, abbiano attraversato la gerarchia salariale planetaria mirando ad una realtà “altra”, quella dell’ “inizio della storia”, dell’affermarsi di modi di “produzione in comune” radicati in “valori-altri” rispetto a quelli promossi da quella forza sociale che è il capitale.
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Aprile 24, 2009
UFO, Unidentified Film Object: "Bombay" di Davide Manuli
di Giuseppe Genna
Quello che segue è, a mio parere un UFO: "unidentified film object", un oggetto cinematografico non identificato - , in parallelo con quanto Wu Ming 1 ha circoscritto in letteratura come "UNO" e cioè l'"oggetto narrativo non identificato" (nel memorandum sul New Italian Epic). Ne è autore il regista Davide Manuli, sulla cui opera tornerò presto a scrivere, poiché a mio parere rappresenta uno degli artisti più decisivi nel rinnovamento del cinema italiano e nell'aggressione a una dimensione autenticamente internazionale. Autore dello struggente Girotondo, giro intorno al mondo e del pluripremiato BEKET (qui il trailer; si è aggiudicato il premio della critica a Locarno e ha vinto il Miami Film Festival), Manuli dispone dello sguardo più sconcertante di cui io abbia fatto recentemente esperienza al cinema. Già in questo corto, Bombay, che dura 16 minuti, è possibile ravvisarne l'obliquità, lo spaesamento, lo spostamento linguistico, la capacità di forare ogni mimesi per andare al cuore della realtà e veicolarla in maniera poetica, secondo l'accezione che all'aggettivo diede Leopardi. Ben oltre ogni dispositivo surrealista e solo apparentemente in continuità con certe avanguardie, Davide Manuli (qui anche voce recitante) fa avanguardia da solo: esplora una zona dell'umano mettendola in totale ambiguità, nella totale indifferenza tra comico e tragico. Il sociologismo è bandito e l'estetica non è estetismo. Per maggiori informazioni su questo straordinario regista, qui il sito ufficiale.
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Aprile 23, 2009
Gli assassini di Abdoul Salam Guiebre
di Donata Feroldi
[Il 14 settembre 2008, dopo un'indegna ondata continuativa di allarme infondato sulla sicurezza propalata dai media nazionali, veniva ucciso a Milano Abdoul Salam Guiebre, 19 anni, di Cernusco sul Naviglio, massacrato a colpi di spranga intorno alla Stazione Centrale da padre e figlio baristi, proprietari di un locale dove il ragazzo e alcuni suoi giovani amici "forse" avevano rubato per bravata un pacchetto di biscotti. Di origine burkinabé, il ragazzo decedeva all'ottavo colpo di spranga. Alla generale mobilitazione a Milano, non partecipò il Sindaco. Il processo si è iniziato, dopo che i colpevoli, il cui volto non è mai stato mostrato in tv o sulla stampa, hanno offerto prima 50.000 euro e poi 100.000 per risarcire la famiglia Guiebre; e hanno formulato per bocca dei loro avvocati un pentimento in occasione della prima udienza. In merito, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello inviato dalla traduttrice e teorica della letteratura Donata Feroldi. La Redazione]
Non lo chiamerò Abba perché non lo conoscevo personalmente. Non lo chiamerò Abba perché vorrei farla finita con la finta confidenza giornalistica che spiana la strada all’indifferenza solleticando la vena sentimentalistica di questo paese che ama sentirsi migliore nel momento stesso in cui archivia la pietà e la solidarietà umane incarnate in una forma dignitosa, non lacrimevole. Non lo chiamerò Abba perché, a differenza dei suoi amici, non sono adolescente: a loro dunque, a loro soltanto, il privilegio di chiamarlo col nome dei giochi e degli scherzi, col nome del cuore. A loro, ai suoi genitori, ai suoi fratelli e sorelle: alla sua famiglia e a tutti quelli che, davvero, gli hanno voluto bene quando ancora era vivo.
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Aprile 22, 2009
"SOVVERSIONE SOTTILE" DELLA LINGUA E NEW ITALIAN EPIC. APPUNTI E PROPOSTE
di Fabio Poroli*
[In calce a questo post, appuntamenti e novità dal dibattito NIE]
0. Un'analisi più attenta
Questa mia riflessione nasce da un amaro in bocca che mi ha lasciato la lettura - da una prospettiva linguistica - del memorandum di Wu Ming 1 (prima nella sua versione online e poi nella versione a stampa). Perché questa insoddisfazione? Bisogna premettere che per me le pecche nel testo sono principalmente di natura espositiva ed organizzativa, mentre il “semi-silenzio” (ovviamente per quel che riguarda la lingua) che ha seguito il memorandum e la pubblicazione è dovuto ad alcuni pregiudizi frequenti quando ci si approccia ad un qualche oggetto letterario che sia linguisticamente aperto ad un pubblico ampio. Il primo frettoloso giudizio a priori è il “non è interessante” e per abbatterlo potrei fare mia (distorcendola un po', visto che era riferita ad ogni tipo di produzione linguistica) una famosa frase di Roman Jakobson ricalcata su una più famosa sentenza di Terenzio: “linguista sum, linguistici nihil a me alienum puto".
Da un punto di vista scientifico non c'è nulla che non sia interessante quando si parla di lingua, ogni aspetto andrebbe analizzato, anche solo a fini documentari. Naturalmente se avessi voluto fare una raccolta documentaria d'interesse scientifico (e non letterario) con relativa analisi, l'avrei fatto e basta, senza scrivere questo articolo, anzi sarebbe stato certamente più noioso raggruppare un semplice corpus di “lingua media”, ed ecco il secondo pregiudizio, contro il quale lo stesso Wu Ming 1 ha cercato subito di evidenziare come, ad una lettura più lenta dei testi NIE, emerga una certa “sovversione nascosta”, un uso ragionato della lingua con procedimenti sintattici e figure retoriche che formalmente non risaltano in modo eccessivo (paratassi, anafore, catafore, ripetizioni, ellissi, metrica).
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Aprile 20, 2009
Long live James Ballard!
[La Redazione di "Carmilla" esprime il proprio lutto insieme a tutti i lettori e gli amanti dei libri e dell'opera intellettuale di James Graham Ballard, scomparso ieri all'età di 78 anni. Per celebrare il più degnamente possibile la sua scomparsa fisica, ripubblichiamo uno storico intervento del traduttore italiano ufficiale di Ballard, il filosofo Antonio Caronia, che stabilisce definitivamente, con filologico rigore, fino a che punto Ballard sia l'erede di Burroughs. Segnaliamo anche l'intervista che a Ballard fece Valerio Evangelisti e il commento inedito dello stesso Evangelisti, che fu pubblicato sulle nostre pagine, a fine 2006]
SENSO E STORIA IN JAMES G. BALLARD
"Urli neuronici sulle autostrade spinali"
di ANTONIO CARONIA
Anche nella vecchiaia, James Ballard pare non essersi completamente liberato dei
suoi fantasmi. Forse ha solo imparato a convivere con essi più civilmente, cosa che,
comunque, pare sempre essergli riuscita benissimo, dopo gli anni del duro
apprendistato a Lunghua, fra il 1942 e il 1945. Nei suoi ultimi due romanzi, Rushing
to Paradise (1994) e Cocaine Nights (1996), ritorna un tema che da sempre circola
nella sua opera, quello della colpa. Ma per Ballard la colpa non ha mai avuto la
connotazione che ha nella cultura cristiana in nessuna delle sue varianti, né in quella
cattolica né in quelle protestanti: non è una chiave per capire il male (e quindi il
mondo), non è l’ostacolo che l’individuo deve affrontare e superare per forgiare la
propria personalità. È piuttosto una dimensione antropologica diffusa, una funzione
sociale che può transitare da un individuo all’altro in modo tutto sommato
indifferente. Così, anche nei due romanzi citati, alcuni personaggi assumono su di
sé le colpe di altri, forse di nessuno, perché la comunità possa continuare a
perpetuarsi, anche nei suoi riti più stanchi e banali, perché il mondo abbia un senso.
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Aprile 19, 2009
Una scuola privata... di tutto...
di Carlo Loiodice
Ettore Petrolini, in un suo celebre pezzo, "Gastone", disse la famosa frase: «A me m’ha rovinato la guerra». Avendo vissuto sessant’anni di pace, sono tuttavia alla ricerca di qualcosa che giustifichi i miei scacchi esistenziali. E allora potrei dire: «A me m’ha rovinato la scuola». E nel dir questo, so che molti insegnanti sanno di cosa si tratta, anche quando personalmente non si ritengono rovinati.
Non so se Gastone avesse motivi di particolare risentimento nei confronti del general Cadorna. Ne avrebbe avuto ben donde...
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APPELLO PER AGIRE SUL CLIMA: Copenhagen 2009
 Il 30 novembre 2009 i governi del mondo si riuniranno a Copenhagen per la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Sarà il più grande vertice sul cambiamento climatico di sempre perché si dovrà decidere se tentare di risolvere il problema o proseguire sull’inconcludente linea di Bali. Secondo gli scienziati britannici del Met Office, seguendo l'attuale inerzia decisionale, è pronto a scatenarsi un innalzamento delle temperature medie globali di 5,5-7,1 gradi centigradi entro il 2100. Con un innalzamento di soli 4 gradi un quinto delle specie animali sarebbero a rischio estinzione e 1-2 miliardi di persone patirebbero la scarsità d’acqua. Non solo, le piante e il suolo ridurrebbero drasticamente la quantità di carbonio assorbito, e il metano rilasciato dal permafrost e lo scioglimento dei ghiacci accelererebbero ulteriormente questi processi. Gli scienziati britannici sostengono che bisogna iniziare ad agire a partire dal 2010 “early and fast”, presto e velocemente, altrimenti non saremmo in grado di limitare i danni, ovvero mantenere l’aumento delle temperature entro il limite sopportabile di 2 gradi.
Per questo Copenhagen rappresenterà un momento cruciale da questo punto di vista: significherà decidere concretamente il nostro futuro.
A questo scopo attivisti e organizzazioni di 21 paesi si sono riuniti a Copenhagen nel weekend del 13-14 settembre 2008 per dare il via alla discussione su una grande mobilitazione nella capitale danese durante la conferenza del 2009, e hanno lanciato un appello rivolto a tutti affinché la mobilitazione inizi già da ora: lo pubblichiamo integralmente qui di seguito.
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Aprile 18, 2009
DeLillo: L'UOMO CHE CADE
di Toby Litt
[dal Guardian del 26 maggio 2007. Privato di qualunque attenzione critica di spessore, Falling Man di DeLillo è passato quasi inosservato. Non esiste in stampa, di fatto, un ragionamento all'altezza né dello scrittore né del testo, la cui apparente "delusività" è un elemento che indurrebbe a riflessioni profonde, ma che finora ha guadagnato al grande autore americano un discredito abbastanza comico da Body Art in poi. Non si tratta di un vizio italiano - è a emblema che riproduco qui la sapiente stroncatura comminata a DeLillo dal collega Toby Litt, memorabile autore dell'indimenticato Hospital. gg]
L'uomo che cade è il romanzo di Don DeLillo sull’11 settembre. I lettori lo hanno atteso con ansia. Con la sua intuizione che, attualmente, sono i terroristi, in luogo degli artisti, a comunicare direttamente con l’inconscio collettivo, DeLillo, tra tutti gli artisti, è colui che più si è avvicinato a prefigurare, se non a predire con esattezza, gli attacchi su Washington e New York. E così è capitato che, perfino mentre si ricevevano le prime notizie di quegli attacchi, il nome di DeLillo fosse il primo ad affacciarsi – così come quello di J.G. Ballard quando si conobbero gli estremi della morte della principessa Diana.
Come ha DeLillo affrontato l’impresa? Si direbbe: in maniera mediocre.
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Aprile 17, 2009
I giornali a processo: il caso 7 aprile - Diciassettesima parte
di Luca Barbieri
Qui le precedenti puntate.
c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.
3. Padova, palco della scena
Partiamo dall’ambientazione: il 7 aprile nasce a Padova, scena a quanto ci dicono i giornali, di una delle più pericolose trame eversive della storia repubblicana. Padova è una città particolare: “bianca”, dominata da una incontrastata e incontrastabile Democrazia cristiana, eppure “rossa”, nel suo piccolo uno dei punti di forza, insieme a Venezia, della sinistra veneta. Ospita un’università, considerata la più grande “fabbrica” del Veneto, con la quale convive con un po’ di sofferenza. Soprattutto, per i quotidiani del ’79, Padova è la città-laboratorio del terrorismo diffuso.
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Aprile 16, 2009
"Infinita tristeza". Cronache dal Belize e la riviera maya: l'angolo dimenticato dell'America Latina, 2/2
di Fabrizio Lorusso
Su tutta la costa della riviera maya da Cancun a Playa del Carmen, da Tulum a Chetumal e giù giù fino al Belize, lo sfruttamento del lavoro è all’ordine del giorno e gli stipendi sono depressi dall’enorme afflusso di disoccupati che alimenta le file del precariato e costituisce un gruppo di riservisti sempre pronti a rimpiazzare chiunque a qualunque costo. “Dai tre ai quattromila pesos al mese (circa 200 euro) per turni di 10 ore al giorno, sei giorni a settimana passati qua a la barra”, si lamenta Juan, barista dell’Hotel Oasis di Cancun, “…e poi resta la mujer, la casa e i figli da mantenere”. La triste alternativa c’è e si chiama doppio turno: una quindicina di ore al giorno a fare il cameriere, il guardiano, il barista, il muratore, il facchino, ecc… per arrivare a un salario dignitoso in cambio di una vita privata e sociale ridotta a zero.
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Aprile 15, 2009
Nos vemos en 2010!
di Matteo Dean
Vittorio Sergi, Il vento dal basso: nel Messico della rivoluzione in corso, prefazione di John Holloway, Ed.it, Catania, 2009, pp.275, € 16,00.
“Tutto può accadere finché la storia è accesa”, così conclude Vittorio Sergi le oltre duecento pagine di esplorazione del Messico “di sotto”. Ed effettivamente, se molte cose sono accadute e in queste pagine uno se ne può rendere conto senza dover leggere nulla tra le linee, molto potrà accadere. Non è difficile capirlo dal ricco e intenso testo che ci presenta il ricercatore Vittorio Sergi, studioso che solo per origini anagrafiche definiamo qui italiano. Perché i contenuti del suo primo libro tradiscono, non senza una certa legittima presunzione, la sua traiettoria: in quanto ricercatore, certo, ma soprattutto in quanto militante di quell’area politica che, dopo aver letto il suo libro, ci riesce difficile definire sinistra. Potremmo forse definirla ribelle, anche se dalle parole dell’autore ci sentiamo legittimati di nuovo, e senza paure, a definire rivoluzionaria.
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Aprile 14, 2009
Domenico Losurdo: STALIN. STORIA E CRITICA DI UNA LEGGENDA NERA
di Valerio Evangelisti
Domenico Losurdo, Stalin. Storia e critica di una leggenda nera. Con un saggio di Luciano Canfora. Carocci editore, 2008, pp. 386, € 29,50..
Questo libro ha suscitato nei giorni scorsi, su Liberazione, un acceso dibattito. Alcuni redattori del quotidiano hanno giudicato troppo favorevole una recensione del libro firmata Guido Liguori, e hanno vivacemente protestato, contro il recensore e contro il direttore del giornale. In realtà si tratta di un autogol, inquadrabile nelle beghe interne al Partito della Rifondazione Comunista. La recensione non era affatto elogiativa. Salvava il salvabile, del saggio di Losurdo, ma era molto critica, a tratti assai duramente. I contestatori, chiaramente, non l’avevano letta tutta, o, peggio, si erano fermati al titolo (del libro, non dell’articolo). Una forma di malcostume niente affatto infrequente, specie se dei giornalisti scelgono un bersaglio intermedio per regolare i loro conti con la direzione dell’organo su cui scrivono.
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Pasqua d'Abruzzo. I media, l'iconografia del dolore e le coincidenze del calendario
di Francesco Zucconi
Il tragico terremoto che nella notte di lunedì 6 aprile ha colpito l’Abruzzo cade in un momento particolare dell’anno, nella settimana che precede la Pasqua. Si tratta di una coincidenza di per sé insignificante – insignificante e probabilmente inutile, un eufemismo in relazione alla portata catastrofica dell’evento - e tuttavia ampiamente sfruttata dai giornali e dalle televisioni nella costruzione dell’impianto retorico e valoriale attraverso il quale veicolare il racconto testimoniale dei fatti.
È il giorno di Venerdì, il Venerdì Santo nel quale secondo la religione cristiana si consuma la Passione di Gesù Cristo, e i giornali e telegiornali come anche altri approfondimenti televisivi non si lasciano scappare l’occasione per un titolo ad effetto: “L’Aquila: il giorno della Passione”.
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Aprile 13, 2009
Quelle ombre sul mare di Elle
di Franco Pezzini
[Non sembra tardi per proporre all’attenzione due splendide letture, edite nel 2007, che arricchiscono il panorama critico sull’epica omerica. Questo brano è stato pubblicato su "LN-LibriNuovi", n. 46/2008, che ringrazio.] (F.P.)
Uno tra i molti motivi per amare i poemi omerici sta certamente nel fascino del loro costituire la punta di un iceberg. Anzitutto in senso letterario: non possiamo neppure immaginare quanti poemi sulla Guerra e il Ritorno – due categorie-chiave della cultura occidentale che lì trovano un primo, straordinario statuto – restino come allusi nei testi sopravvissuti. Ombre di poemi, dunque: e anche solo a grattare superficialmente tra i versi, qualcosa emerge.
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Aprile 12, 2009
Salviamo Edi. L'inganno delle lampadine a risparmio energetico
di Amos Bonato
Amos Bonato è un elettrotecnico, responsabile per quel settore di Radio Città del Capo di Bologna. Da due anni conduce ricerche sulle Compact Fluorescent Lamps (CFL), o "lampade a basso consumo", che, su indicazione dell'OCSE, dovrebbero sostituire le normali lampade a incandescenza, con vantaggi per l'ambiente e grande risparmio di energia.
Ma è proprio vero?
La ricerca di Bonato dimostra di no, in termini molto persuasivi. Non potendo riprodurla per intero, rimandiamo al file pdf, composto da tre articoli, che la comprende.
Altro che tutela dell'ambiente! Si risparmierebbero alcuni ettolitri d'acqua, ma al tempo stesso resterebbero uguali, se non peggiori, le emissioni di biossido di carbonio, e si aggraverebbe la diffusione di arsenico nell'aria. Una conclusione cui era giunta, forse sulla scorta delle ricerche di Bonato, anche Milena Gabanelli, la conduttrice di Report, in un articolo pubblicato su un supplemento de Il Corriere della Sera (Io Donna, 11 ottobre 2008, p. 87).
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Aprile 11, 2009
Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 7
di Dziga Cacace
101-Persona di Ingmar Bergman, Svezia 1966
Non so per quale oscuro disegno dell’inconscio, ma decido di santificare un tranquillo sabato sera casalingo vedendomi un ponderoso film del maestro svedese. Trattasi di Persona, titolo che già incute una certa soggezione. Premetto che ero un po’ suonato e il film non m’è parso propriamente digeribile. Comunque! Si parte con quattro minuti molto inquietanti: l’interno di un proiettore cinematografico, alcuni fotogrammi, una pellicola che si sbobina, un agnello sgozzato, le mani di un crocifisso (non di legno, proprio di uno che viene crocifisso), l’interno di un obitorio, un bambino che si alza dal suo letto (di morte, ritengo) e accarezza l’immagine sfuocata di una donna. Arrivano i titoli di testa e penso: sono spacciato.
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Aprile 10, 2009
Guai a chi ci tocca - Capitolo 5
di Francesco Lo Duca
Qui le precedenti puntate.
"Sta nel nero della pelle
nella festa collettiva
sta nel prendersi la merce
sta nel prendersi la mano
nel tirare i sampietrini
nell'incendio di Milano
nelle spranghe sui fascisti
nelle pietre sui gipponi…"
Rocco tossisce. Il sapore acre dei lacrimogeni brucia ancora la gola e il respiro rimane affannoso. Chiude gli occhi, cerca di rilassare i muscoli in tensione, di placare il battito accelerato ormai da ore, ma non è possibile ritrovare la calma con la morte nel cuore e una pistola in tasca.
Rivede tutta la sua storia “politica” scorrere a ritroso, lentamente, non “tutto in un secondo” come succede, dicono, a chi si trova in punto di morte, ma rivede passare l’ intera vita davanti agli occhi in un istante. Come se la vita stessa volesse imprimere il sigillo al suo essere stata vissuta nel momento stesso in cui svanisce per sempre.
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Aprile 09, 2009
Carceri: sempre peggio
INTERVENTO AL 2° CONVEGNO NAZIONALE DEI GARANTI TERRITORIALI, BOLOGNA, 20 MARZO 2009
di Valerio Guizzardi (Ass. Culturale Papillon-Rebibbia ONLUS)
Gli ultimi provvedimenti governativi in fatto di sicurezza, Giustizia e carcere ci suggeriscono che un vento di restaurazione sta spazzando il nostro paese portando con sé diritti civili acquisiti in anni di lotte sociali e garantiti dalla Costituzione nata dalla Resistenza. In un contesto politico in cui ai valori si sostituiscono gli interessi di mercato, arrivano a flusso imponente e continuo decreti legge d’urgenza, per sfuggire al confronto parlamentare, che impongono pesanti restrizioni ai più elementari diritti di cittadinanza. Si va dalla limitazione del diritto di sciopero e di manifestazione, a una scorretta e non veritiera informazione, allo smantellamento del Welfare e delle politiche sociali, alla saturazione del Codice Penale con una produzione inaudita, tutta ideologica, di nuove fattispecie di reato e aggravamento delle pene.
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Aprile 08, 2009
L'EPICA, L'EVENTO, IL DISASTRO, IL CORAGGIO
di Federico Simonetti *
[In calce a questo post, novità dal dibattito sul NIE: interventi, file audio, iniziative pubbliche]
"Quando il nemico è molto forte, non basta vincerlo.
Bisogna saper sognare un mondo nuovo."
Wu Ming 2, Pontiac, storia di una rivolta
Dopo molti mesi di discussione, il memorandum sul New Italian Epic ad opera di Wu Ming 1 è, a tutt’oggi, uno degli argomenti di dibattito più interessanti della critica letteraria italiana. Provenendo da freschi studi di filosofia politica, mi è parso di individuare dei punti di contatto tra la filosofia di Alain Badiou ed alcuni aspetti del discorso sul NIE.
Alain Badiou è un autore francese contemporaneo finora poco conosciuto in Italia. È stato un allievo di Althusser e Lacan oltre che un critico di Deleuze [1]: il suo discorso parte da una rilettura della filosofia dell’essere come teoria matematica ed arriva a definire un sistema teorico-politico piuttosto complesso, ma estremamente stimolante. Tra gli interessi di Badiou, infatti, c’è una serrata critica al post-moderno nelle sue chiavi politiche, artistiche e più strettamente filosofiche [2]. Nel suo discorso il tema dell'evento ricopre un posto centrale: un evento per Badiou è un accadimento eccezionale che non era previsto e prevedibile nel normale scorrere del tempo. Nel momento in cui si verifica, esso sconvolge completamente le regole di un mondo e rivela che esso non funziona come si è sempre pensato. Riprendendo un esempio che Wu Ming 2 fa nel suo saggio La salvezza di Euridice [3], possiamo dire che nel mondo dell'astronomia, prima di Copernico, le regole che facevano funzionare l'universo erano quelle dell'eliocentrismo: ma le teorie di Copernico costituivano un evento, imprevisto ed imprevedibile, che ha modificato indelebilmente le regole dell'astronomia portando ad essere qualcosa che prima non era, ossia che la terra gira intorno al sole.
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Aprile 07, 2009
Macerie
di Alessandra Daniele
In Abruzzo più di un centinaio di morti, e decine di migliaia di senzatetto.
In Parlamento il solito accordo bipartisan: ''questo non è il momento delle polemiche''.
Certo, sarebbe assurdo parlare di norme antisismiche dopo un sisma.
Parliamo di norme antiforfora.
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Aprile 05, 2009
Crisi dell'economia globale
Andrea Fumagalli e Sandro Mezzadra (a cura di), Crisi dell'economia globale. Mercati finanziari, lotte sociali e nuovi scenari politici, postfazione di Toni Negri, Verona, Ombre Corte/Uninomade, 2009, pp. 238, € 20.00
Immaginate un tale che per essersi sporto troppo dalla terrazza di un piano attico senza parapetto (che strano: non s'era accorto della mancanza del parapetto) comincia a cadere giù da un grattacielo di 80 piani. Per bizzarro che sia, quasi nessuno si accorge che sta cadendo, tranne qualche sparuto inquilino (un paio di scrittori di genere, un analista finanziario dalla fama controversa, i soliti docenti radical di economia in qualche università italiana o svizzera, un polacco emigrato a Londra: gente poco affidabile), che cerca di avvertirlo. Ma ad ogni piano il tale continua a ripetere: fin qui tutto bene. E anche i passanti sul marciapiede sottostante gli danno ragione: non sta succedendo niente, piano dopo piano è ancora vivo e integro. E continua a cadere. E a rimbrottare i pochi che cercano di avvertirlo, correggendo i loro calcoli e accusandoli di falsificare la realtà. L’ultima frase che gli si sente dire, all’altezza del penultimo piano, è: «se per 80 piani non mi è successo nulla, come potere pretendere di avere…»
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Aprile 03, 2009
Cattedrale - capitolo finale
di Saverio Fattori
Tutti i capitoli di "Cattedrale"
Nel pomeriggio il Fuoco Centrale arde come non mai, sono in forma perfetta, ho una buona sincronia, ma non basta. Non basta più. Le operaie stanno lavorando a ritmi infernali, non parlano, non disquisiscono su inutili drammi familiari, gastroenteriti o stitichezza. Fanno Prodotto Interno Lordo senza distrazioni. Ricomincio il giro che ho svolto velocissimo, con la coda dell'occhio mi accorgo che hanno già prelevato due dei quattro semigusci di ABS, il corpo esterno del manufatto. Il resto è formato da un intestino, la massa radiante, e dal sistema nervoso, il lay out del cablaggio elettrico.
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G.L. D'andrea, Wunderkind
di Simone Sarasso
D’Andrea G.L., Wunderkind. Una lucida moneta d'argento, Mondadori, 2009, pp. 392, € 17,00
Wunderkind è il primo volume d’una trilogia fantasy destinata a cambiare per sempre il volto del genere in Italia. In rete si parla da qualche tempo [qui] di questo libro e la comunità di addetti ai lavori (ma non solo) attendeva da tempo l’uscita del primo tomo.
Il maggior pregio di questo volume è la trasversalità. Wunderkind esce in una collana per ragazzi, ma se gli date un’occhiata ben presto vi renderete conto di come esorbiti qualunque classificazione preventiva: Wunderkind non è esattamente un fantasy. Di sicuro non è solo un fantasy per ragazzi. Merito dell’ambientazione, anzitutto.
Permalink: postato alle 05:29 PM
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Guai a chi ci tocca - Capitolo 4
di Francesco Lo Duca
Qui le precedenti puntate.
"Sta nell'immaginazione
nella musica sull'erba
sta nella provocazione
nel lavoro della talpa
nella storia del futuro
nel presente senza storia
nei momenti di ubriachezza
negli istanti di memoria…"
Ancora un breve e concitato confabulare con le compagne per decidere come organizzarsi per il corteo, poi Carlotta si ritrova fuori dal Goliardo, a respirare l’aria di sommossa che si leva dalle barricate attorno a Piazza Verdi, fino a Piazza Rossini da una parte e giù, fino a Largo Respighi, dalla parte opposta.
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Aprile 02, 2009
"Infinita tristeza". Cronache dal Belize e la riviera maya: l'angolo dimenticato dell'America Latina
di Fabrizio Lorusso
Ernesto è un pepenador dell’isola di Hikako o Caye Caulker, un rettangolo turistico e sabbioso di poche miglia quadrate al largo della costa di Belize City, situato alcune decine di chilometri sotto la punta finale dello stato messicano del Quintana Roo, quel pezzo di Yucatan dove fioriscono alcuni celebri paradisi plastificati come Cancun, Playa del Carmen, Chichen Itza e Tulum.
Ernesto si dedica a raccogliere la spazzatura in modo autonomo con il suo carretto e la sua bicicletta senza freni, per poi dividere questi scarti del sistema e riusare magicamente tutto, dalle marcite assi di legno di qualche palafitta abbandonata al cuoio bucato delle scarpe di un pescatore, dai ferri vecchi, rivendibili sul mercato, ai pezzi di lavatrici, televisori e automobili: un esempio estremo di ingegno e fantasia per il riciclaggio.
Permalink: postato alle 03:18 AM
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