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Marzo 31, 2009Effetto Zaukerdi Alberto Prunetti
Cominciamo dalla carta stampata. E le brutte notizie per Beppe-16 non finiscono qui.
Alfredo Colitto: CUORE DI FERROdi Daniela Bandini
Siamo nei primi anni del 1300, in questo notevole romanzo di Colitto. Un cuore di ferro reale, tangibile come il suo metallico odore, una realtà crudele e romantica contemporaneamente. Il libro ha lo straordinario potere di farci credere a qualcosa che la nostra coerente logica post-illuminista nega. Parla di Templari, di alchimia, di streghe e di strazianti angoli di una città, Bologna, di cui chi ci ha vissuto o l'ha amata, anche solo per un istante, riesce persino a percepire gli inconfondibili aromi.
Marzo 30, 2009I giornali a processo: il caso 7 aprile - Sedicesima partedi Luca Barbieri
c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta. Infine il Manifesto che dedica alla sentenza un titolo d’apertura a nove colonne in prima pagina: “Crolla il teorema 7 aprile”. Nel sommario: “Sentenza d’appello: l’insurrezione non esiste. Potere operaio non era una banda armata. Molti assolti, pene ridimensionate”. Il Manifesto vive la sentenza come una vittoria arrivata dopo una lunga battaglia. Tutta pagina due è dedicata al caso. Una grande tabella, nome per nome, riporta tutta la sentenza. Più volte si fa riferimento alla condanna a Mario Dalmaviva per banda armata (già ampiamente scontata con il carcere preventivo) come l’unica nota stonata della sentenza. L’editoriale, intitolato “Una riparazione”, spetta ovviamente a Rossana Rossanda che ricostruisce la lunga battaglia del suo giornale:
Marzo 29, 2009Claudio Morici: La terra vista dalla lunadi Saverio Fattori Claudio Morici, La terra vista dalla luna, Bompiani, 2009, pp. 217, € 17 «Gli spiego che i rapper italiani sono dei buffoni. A parlare è Simon, un giovane con serie patologie mentali volato da una clinica psichiatrica al Messico. A dialogare con lui un "cristone" di due metri, capo di una banda di indigeni con precedenti penali che sembrano intenzionati a violentare una turista inglese muta. O molto riservata.
Marzo 28, 2009Guida ai ristoranti più ignobili di Milanodi Francesco M. De Collibus
Le grandi storie della fantascienza - 2di Valerio Evangelisti
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Marzo 27, 2009Bartleby e l'Onda. Gli studenti aprono un nuovo spazio a Bologna
Bartleby è il tentativo di chiudere definitivamente con l'era Cofferati, di far uscire l'università dal suo miope autismo, di ripensare Bologna a partire da chi la abita, la vive, la rende ricca ogni giorno. Bartleby figura della diserzione radicale e solitaria ha ora trovato casa e apre le porte alla città. Da una piega dell’Onda, nasce questa sperimentazione, una forma nuova di occupazione: un atelier in cui aprire un cantiere di ricerca, di riflessione e di connessione sulla produzione artistica in questa città con tutti quei soggetti che hanno attraversato il movimento di questi mesi. Dai musicisti del teatro comunale, ai ragazzi dell’Accademia di Belle arti e del conservatorio, agli scrittori che con noi costruiscono i seminari di autoformazione e gli eventi in università.
Marzo 26, 2009Manuel Manzano: LE INCREDIBILI DISAVVENTURE DI UN AUTENTICO CACASOTTOImmaginate di essere a una riunione aziendale: noia pura. Una serata galante con il persecutore del Dr. House è più eccitante (anche se siete uomini). Alla riunione, il relatore si alza e dice: “Sono felice di essere qui!”, poi si sposta di un passo ed esclama: “Anche essere qui è bello, però!”. La riunione aziendale cambia i connotati. Quel tizio è un genio, trasforma un evento a cui nessuno pensa come penso io a un week end con la Paltrow. Ecco cosa succede se prendete la saggia e liberatoria decisione di leggere il noir (e qui già pensate: uffa, il solito ispettore…) Le incredibili avventure di un autentico cacasotto dello spagnolo Manuel Manzano (Kowalski, 13 euro): accadrà che non c’è Zelig che tenga. Maigret ha deciso di farvi crepare dalle risate. Montalbano è diventato Totò.
Ergastoli, nani e ballerine. Lettera aperta al presidente brasiliano Luladi Alcuni ergastolani in lotta per la vita
Marzo 25, 2009In ricordo di Claudio, detto "Cagliostro"di Sergio M. Calzolari
Cagliostro è andato.
Guai a chi ci tocca - Capitolo 3di Francesco Lo Duca
"Sta nel sogno realizzato La notizia della tragedia seguita dall’appello alla mobilitazione si sta spargendo velocemente e i soliti tam tam di movimento sono in fibrillazione. Telefoni, passa parola tra le case popolate da studenti fuori sede, Alice che urla nell’etere libero la rabbia, il dolore e l’urgenza di essere tutti in piazza per dire alla Bologna rossa, di sangue e di vergogna, che la polizia fascista di Kossiga ha ammazzato ancora un compagno, uno studente di 25 anni che lottava semplicemente per un mondo meno infame.
Marzo 24, 2009Caro italiano xenofobodi Alessandra Daniele
Le cinque W del giornalismo italiano:
Marzo 23, 2009James H. Audett: LA STORIA DI BLACKIE AUDETTdi Paola Papetti
Finalmente un libro che parla dall’interno del lato selvaggio dell’essere umano. Finalmente un’autobiografia di un delinquente con la D maiuscola. Blackie Audett vive le proprie avventure intorno agli anni venti del secolo scorso in America. L’America del jazz e delle prime grandi banche, di Al Capone e Johnny Dillinger, ma anche l’America di Alcatraz e dell’evoluzione dei sistemi restrittivi. Certo c’è da chiedersi cosa sia vero e cosa no, ma questa narrazione è come un film d’azione parecchio riuscito e dal ritmo incalzante.
Marzo 22, 2009I vampiri della mentedi Danilo Arona
Marzo 21, 2009Cattedrale - capitolo XXIII (seconda serie)di Saverio Fattori Tutti i capitoli di "Cattedrale" Oggi in mensa ho raccontato che le mappe aziendali affisse in giro sono state modificate in modo artistico. Ho interrotto una discussione che aveva preso una strana piega. La donna al mio fianco aveva chiesto come stava il cagnolino della coppia di coniugi seduti di fronte. Punture di fermenti lattici, merda molle, quasi liquida. Ecco come stava il cagnolino. I miei stessi sintomi, dovrei chiedere qualche fiala ai padroncini. Insomma, le mappe aziendali sono poste in vari punti e spiegano come raggiungere le vie di fuga in caso di incendio. Sono previsti percorsi ragionati e luoghi di aggregazione.
Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 6di Dziga Cacace
A distanza di tanti anni dalla visione della versione italiana, vedo finalmente l’originale babelico, in cui tutti i personaggi parlano la loro lingua originale (il che motiva la presenza continua di una segretaria traduttrice, che, nell’italica edizione ripeteva idiotamente ciò che avevamo appena sentito) e, anche se la memoria non mi aiuta più di tanto, posso subito notare alcune fondamentali differenze. Si parte con i titoli di testa recitati da Godard e la struggente musica di Delerue che subito imposta il senso tragico della vicenda (quando nella versione italiana c’è un cafonissimo jazz da piano-bar). Piccoli è Paul Laval, uno sceneggiatore diviso tra l’amore per Camille (la Bardot), l’impegno politico e artistico, la servitù intellettuale e le meschine aspirazioni materiali. Divago: la Bardot, dimenticatevi la vecchia bacucca lepenista o la pasionaria patetica che vuole salvare le foche. Qui è splendida e Godard non dimentica di farcelo notare. Torno sul pezzo: Camille si rende conto dell’ambivalente opportunismo del compagno e gli annuncia il suo disprezzo, dopo una lunga e intensa scena ambientata nel salotto della loro borghesissima casa romana, vero motivo dei compromessi artistici che lo sceneggiatore accetta. I poli tra cui oscilla Paul sono l’integrità morale di un vecchio regista (Lang, la figura più limpidamente positiva del film) e l’arroganza di Prokosch (il perfetto Palance), un produttore cinematografico americano che parla con frasi tratte dalla Bibbia e che vorrebbe stravolgere il film del cineasta tedesco.
Marzo 19, 2009Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 5di Dziga Cacace
È una serata moscia: al Lumière c’è Surviving Picasso di Ivory e la voglia di vederlo è pari a zero. Inizia allora la solita discussione su cosa guardare, finché la famiglia tutta si trova concorde nel rivedere l’immortale capolavoro di Luciano Salce. Già visto e rivisto, ma la tentazione è troppo forte. La mia prima volta è stata al parrocchiale di Champoluc nel 1979, la prima proiezione cui ho assistito assieme a Pier Paolo: ricordo soprattutto che mia sorella pianse come un vitello vedendo tutte le disavventure del povero Villaggio (non che oggi, peraltro, goda della visione in assoluta serenità). Ma andiamo con ordine. Il primo fotogramma inquadra un dito malfermo che compone un numero telefonico su uno di quei vecchi apparecchi neri a parete. Il polpastrello a contatto con la bachelite produce un angoscioso rumore, siamo già al dramma. “Parlo con lo spettabile centralino della illustre Italpetrolcementermotessilfarmometalchimica? Sono la signora Fantozzi Pina, moglie del ragionier Fantozzi Ugo, vostro impiegato...”. Ed ecco che scatta la ricerca della matricola 7820/8bis, che inspiegabilmente non fa ritorno a casa da 18 giorni. È in un’ala dell’immensa sede dell’impresa statale in cui lavora, rinchiuso nei bagni prossimi alla demolizione. Una squadra di operai inizia ad abbattere la parete che lo ha murato vivo e il nostro eroe non fa a tempo a venire alla luce che viene centrato da una mazzata in piena fronte, ma, attenzione!, il sordo clangore metallico ci fa già capire due cose: Fantozzi ha la testa quasi vuota. E durissima.
Marzo 18, 2009Cesare Battisti tra scrittura, letteratura e anni di piombo.Intervista di Stefania Ricciardi* Bordeaux, 24 ottobre 2003. Incontro Cesare Battisti al bar dell’Hotel Etap in occasione della rassegna “Penser l’action” organizzata dall’associazione “Espaces Marx” (23-24-25 ottobre 2003). STEFANIA RICCIARDI: Il tuo L’ultimo sparo, apparso in Italia nel 1998 da DeriveApprodi con l’illuminante prefazione di Valerio Evangelisti, contemporaneamente all’edizione francese Dernière cartouche, è un’opera importante perché rappresenta il primo vero romanzo sul terrorismo. Alberto Arbasino, in Un paese senza (1980), aveva scritto che non esistevano romanzi sul terrorismo. E in effetti c’era solo Il sipario ducale di Paolo Volponi del 1975, ambientato nel microcosmo di Urbino ma ispirato alla bomba di Piazza Fontana.
Come Rai Uno ha raccontato Di Vittoriodi Carlo Loiodice
Marzo 16, 2009INNESTI, PRELIEVI E INSERTI IN GOMORRA DI ROBERTO SAVIANO
di Dimitri Chimenti* A Marco, amico e maestro
(1972-2008) 1. DUE (O TRE) PROBLEMI TEORICI Ci sono due impedimenti che, ancora oggi, rendono difficile alla critica considerare Gomorra nella sua valenza letteraria. Il primo è la tentazione di ricondurre il romanzo ad un atteso “ritorno alla realtà”, mentre il secondo consiste nel volervi ritrovare, a tutti i costi, il suo autore in “carne ed ossa”.
«Il corpo è fragile. Ma può molto...»Rileggendo pipe-line di Toni Negri di Girolamo De Michele [Pubblichiamo la postfazione di Girolamo De Michele alla riedizione del libro di Toni Negri pipe-line. Lettere da Rebibbia (Roma, Derive e Approdi, Biblioteca dell'operaismo, pp. 212, € 17.00). Le immagini che la accompagnano sono opere grafiche di Nanni Balestrini: per ingrandirle basta cliccarci sopra] «Direi che non è necessaria la rivoluzione nel senso che ci rimproverano i reazionari pensando che noi siamo assetati di sangue. Ma è importante ricordarsi il senso che aveva, e cioè ricostruire obiettivamente il significato di cambiamento radicale». Quando viene pubblicato per la prima volta questo pipe-line, l’Italia è stretta nella morsa di quegli interminabili giorni della Merla che preannunciavano l’inverno delle coscienza più lungo del secondo Novecento.
Marzo 15, 2009Cattedrale - capitolo XXII (seconda serie)di Saverio Fattori Tutti i capitoli di "Cattedrale" Il mio è il lavoro peggiore di tutti, forse la condanna più pesante che può essere inflitta. C'è una forma di volontarietà in questo. La passività, la totale chiusura mentale mi ha portato a un lavoro assurdo insieme ai reietti della Cattedrale, sono arrivato al fondo, alla linea D. Mi sono trasformato in un individuo perfetto destinato all'ingiustizia.
Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 4di Dziga Cacace
Finalmente posso vedere, e su grande schermo, uno degli idoli dell’amato Bertolucci, quel Rocha passato alla storia come uno dei fondatori del glorioso Cinema novo. Il dio nero e il diavolo biondo viene presentato nell’ambito di una rassegna che vuole far conoscere il cinema dei paesi del “sud del mondo”, ed è organizzata dal Comune e dalla Provincia di Genova con l’aiuto di una marea di cineteche, sponsor, enti, etc. Prima sorpresa: costo della proiezione 8000 lire tonde, più di una qualunque prima visione pomeridiana. Vabbeh. Mi accomodo in sala e si gela letteralmente. Siamo in venti freak e prendiamo posto su delle seggioline in legno degne di una camera di tortura. E guarda il caso, nonostante la sala desolatamente vuota, un furbacchione mi si siede dietro e puntella le sue forti ginocchia sul mio schienale garantendomi un’ora e rotti di sedia a dondolo. Siccome sono timido e non ho voglia di litigare subisco il beccheggio in silenzio. Inizia la proiezione e l’operatore ci mette cinque minuti a trovare il fuoco, tralasciando che monta un mascherino sbagliato e il film è proiettato con qualche grottesco taglio delle inquadrature. Allora mi chiedo: ma io, qui, che cazzo faccio?
Marzo 13, 2009Cronaca di un altro pianetadi Alberto Prunetti
“La voce di Turette” – il giornale con la tiratura più alta della galassia — commentò l’arresto dei due pelagiani titolando: “I pelagiani sono un’etnia efferata e bestiale”. Unico problema: il DNA non era il loro.
Guai a chi ci tocca - Capitolo 2di Francesco Lo Duca
"Sta nel fondo dei tuoi occhi La circolare esterna 32 è stracarica di gente, come tutti i giorni. E come tutti i giorni Carlotta ha solo voglia di vomitare, compressa tra quella massa lavoratrice e studentesca che promana sudore, aglio e vino rimasti incollati dalla cena della sera precedente e zaffate di profumo scadente per sopperire al poco tempo dedicato all’igiene mattutina.
Marzo 12, 2009Vampiri a Modena. Intervista a Claudio Vergnanidi Loredana Lipperini
Cacciatori di vampiri metropolitani. Quale l’ispirazione? Quale il modello? Nelle intenzioni originarie, Il 18° vampiro – il mio primo romanzo, che pubblico per Gargoyle Books grazie alla fiducia dell’editore Paolo De Crescenzo – doveva essere una breve avventura di un cacciatore di vampiri solo e depresso, costretto a svolgere tale ingrata attività per vivere. Lo spunto veniva dalla considerazione che – a parte qualche eccezione – dal Dracula di Stoker in poi, il vampiro è stato sempre rappresentato con le stesse caratteristiche: uno scopo malvagio da perseguire, un bell’abito da sfoggiare e una fanciulla da sedurre. A questa rappresentazione può aggiungersi un quarto elemento – che di solito i vampiri sono obbligati a trascinarsi dietro, come una sorta di irrinunciabile peculiarità un po’ imbarazzante: la condanna a essere sempre e di gran lunga più dotati dei loro avversari umani, all’insegna di una superiorità a volte quasi ridicola (sono immortali, dotati di forza prodigiosa, possono volare e magari trasformarsi). Malgrado tutto ciò, in qualche modo, i vampiri riescono sempre a farsi sopraffare dal protagonista umano di turno, compiendo errori tali da mettere in soggezione anche il lettore/spettatore più bonario e accondiscendente. Anche Stephen King, nel suo monumentale Salem’s Lot, tradiva (Dio mi perdoni) così il suo vampiro.
Marzo 10, 2009NEW ITALIAN EPIC: REAZIONI DE PANZA / part 2
Et voila, la seconda e ultima parte della carrellata sulle reazioni "de panza" al New Italian Epic.
UN GIORNO A MALDON: IL CAMPO DI BATTAGLIA E LA PAROLA MAGICAdi Wu Ming 4 ![]() 991. Qui fu saccheggiata Ipswich, e subito dopo fu ucciso l'ealdorman Byrhtnoth a Maldon. E in quell'anno fu deciso di dare per la prima volta un tributo ai danesi per il grande terrore che facevano lungo la costa. La prima volta fu di diecimila libbre. 1. Preludio Il 10 agosto 991 d.C., sulla sponda meridionale del fiume Pante, presso Maldon, Essex, Inghilterra, un uomo imponente contempla lo stretto braccio d'acqua davanti a sé. E' il conte inglese Byrhtnoth che, schierato alla testa di un migliaio di uomini, osserva il contingente d'invasione vichingo attestato sull'isola di Northey, proprio in mezzo all'estuario del fiume. I vichinghi sono guidati da Olaf Tryggvason, determinato a saccheggiare l'Inghilterra sud-orientale o a imporre un riscatto umiliante e oneroso a Byrhtnoth e al re inglese Aethelred, di cui il conte è vassallo.
Marzo 08, 2009Cattedrale - capitolo XXI (seconda serie)di Saverio Fattori Tutti i capitoli di "Cattedrale" Oggi ho preso per il collo la facilitatrice della mia linea. Sarà che non mi dà mai il cambio per andare in bagno e quasi arrivo alla pausa comune senza avere orinato. Sarà che queste dementi scaricano tutti i problemi in basso nella scala gerarchica.
Marzo 07, 2009International Encyclopedia of Revolution and Protestdi Alberto Prunetti
Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 3di Dziga Cacace
Allora: siamo giovani, parliamo di noi, spariamo due o tre banalità sull’amore, facciamo i politically correct e mettiamoci dentro anche amore lesbico e due gay che usano il preservativo; non tralasciamo l’accattivante vita del campus universitario, l’amore per il cinema e una bella marea di citazioni, perlopiù a sproposito ma, si sa, l’importante è citare per dimostrare che qualcosa s’è letto o visto. Confezioniamo il prodotto con i pochi (?) soldi a disposizione, tanto ormai il “povero” è sinonimo di capolavoro (il Sundance Film Festival docet), condiamo il tutto con tanta piacevole e leggera musica supergiovane e tanti spezzoni in super 8 (che fa tanto avant-garde modernista) e presentiamoci a un Festival incrociando le dita. E succeda quel che succeda. E che succede? Beh, il Festival è quello di Venezia e pubblico e critica sono talmente rincoglioniti che il film, ‘anvedi, ottiene un buon riscontro e viene distribuito in tutto il mondo: la ventiquattrenne regista babbea si vedrà recapitare qualche bell’assegno e tra due anni farà un altro film schifoso per cui i critici diranno che, guarda i casi della vita, “dopo un brillante esordio ha perso la vena”.
Marzo 06, 2009NEW ITALIAN EPIC AND NEW ITALIAN CRITICISM
Questo articolo nasce da uno spunto che avevo preparato per un intervento su un quotidiano e che è rimasto lì, in forma di possibilità incompiuta. Lo riprendo e lo sviluppo per Carmilla. “Sapete com’è nata la poesia? Penso sempre che essa sia nata quando un ragazzo dell’età della pietra tornò di corsa alla sua caverna; attraverso l’erba alta correva e gridava 'al lupo, al lupo', e non c’era alcun lupo. I suoi genitori dall’aspetto di scimmie, grandi amanti della verità, gli diedero uno schiaffo, sicuro, ma la poesia era nata – la storia alta era nata nell’erba alta.” Ho cominciato da questa storiella di Nabokov per discutere di New Italian Epic, non perché il brano mi piaccia particolarmente, ma perché la citazione si trova in apertura di un libro di L. H. Pratt sulle bugie dei poeti greci, da Omero fino a Pindaro (Lying and Poetry from Homer to Pindar. Falsehood and Deception in Archaic Greek Poetics, Ann Arbor: The University of Michigan Press, 1993). Un libro sulla menzogna poetica nell’epica e nella lirica dell’antica Grecia.
Marzo 05, 2009In cerca della finedi Alessandra Daniele
Marzo 04, 2009Musica e sistema. Intervista a Matthew Herbert
Il tuo lavoro, il tuo uso della musica come strumento di riflessione e critica del mondo sembra presupporre che tutto, per te, abbia un significato politico.
Marzo 03, 2009Rinviati a giudizio i dirigenti della Solvay di Ferraradi Girolamo De Michele «A sentire la difesa sembra che il tumore ci sia capitato per caso. Raschiavamo a mani nude il cvm. Quando c’era una perdita, essendo il gas incolore, dovevamo andare a scovarla con il naso per indovinare da dove proveniva. E oggi devo svolgere ogni tre mesi dei controlli e sottopormi a cure continue». A parlare così è Michele Mantoan [nella foto, assieme a Cosetta Vincenzi, moglie di Cipro Mazzoni], uno dei due ex pulitori delle autoclavi della Solvay che hanno ottenuto il rinvio a giudizio dei dirigenti della Solvay. L’altro operaio, Cipro Mazzoni, era assente alla lettura della decisione del Gup: «È dovuto rimanere a letto – ha detto la moglie –, soffre per i postumi dell’ultima operazione e da quando ha ripreso la chemioterapia al fegato è molto provato».
Marzo 02, 2009Cattedrale - capitolo XX (seconda serie)di Saverio Fattori Tutti i capitoli di "Cattedrale" La segretaria di Marani ha la pessima abitudine di mangiarsi le pellicine delle dita. Ti guarda da dietro il vetro dell’ufficio e vedi il digrignare di denti, non ha ritegno in questa pratica irritante. È una scimmia. Quando si alza per fare i due passi e mezzo che dividono scrivania e stampante toglie il fiato. La schiena si inarca verso l’immenso, le spalle sono toniche, clavicole bucate, la zona inguinale è ampia e spaziosa. Percentuale di grasso al dieci per cento. Una scimmia con un culo fantastico nonostante due gravidanze scivolate via senza lasciare ferite evidenti.
Il caso Cesare Battisti: quello che i media non dicono
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