testatahomenew.jpg

Marzo 31, 2009

Effetto Zauker

di Alberto Prunetti

candelina_thumbnail.jpgL'affare s'ingrossa. Avevamo già segnalato su Carmilla (qui) l'uscita della prima raccolta delle storie del tremendo Don Zauker, il prete psicopatico, manesco, arrogante e ossessionato dal sesso che ogni mese devasta con le sue gesta le pagine de Il Vernacoliere, leggendario giornale satirico livornese.
Da allora Don Zauker, un mix tra Clint Eastwood e il gangster Torpedo partorito da Emiliano Pagani e Daniele Caluri, ha continuato a far parlare di sé, dentro e fuori le cornici dei fumetti.

Cominciamo dalla carta stampata.
Innanzitutto è uscito Secondo avvento, la nuova raccolta: le storie più recenti, dove il vecchio porco in tonaca nera e tatuaggi continua a far tremare a suon di bestemmie le colonne di San Coso... scusate, Pietro. Oltralpe i francesi, notoriamente inclini al libertinaggio, non si sono fatti bastare la traduzione del primo volume e già progettano di pubblicare anche la seconda uscita, i dissoluti.

E le brutte notizie per Beppe-16 non finiscono qui.

Permalink: postato alle 11:09 PM | TrackBack


Alfredo Colitto: CUORE DI FERRO

di Daniela Bandini

CuoreDiFerro.jpgAlfredo Colitto, Cuore di ferro, Piemme, 2009, pp. 422, € 19,00.

Siamo nei primi anni del 1300, in questo notevole romanzo di Colitto. Un cuore di ferro reale, tangibile come il suo metallico odore, una realtà crudele e romantica contemporaneamente. Il libro ha lo straordinario potere di farci credere a qualcosa che la nostra coerente logica post-illuminista nega. Parla di Templari, di alchimia, di streghe e di strazianti angoli di una città, Bologna, di cui chi ci ha vissuto o l'ha amata, anche solo per un istante, riesce persino a percepire gli inconfondibili aromi.
Cuore di ferro è un romanzo speciale. Primo, dal punto di vista narrativo, ricco com’è di considerazioni e di informazioni storiche, e poi per la spiccata capacità di interpretare il femminile, con le sue descrizioni emotive dei processi che, contrariamente a quelli maschili, svelano le interconnessioni decisamente più ramificate tra logica e sentimento.

Permalink: postato alle 02:48 AM | TrackBack


Marzo 30, 2009

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Sedicesima parte

di Luca Barbieri

Autonomi5.jpgQui le precedenti puntate.

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Infine il Manifesto che dedica alla sentenza un titolo d’apertura a nove colonne in prima pagina: “Crolla il teorema 7 aprile”. Nel sommario: “Sentenza d’appello: l’insurrezione non esiste. Potere operaio non era una banda armata. Molti assolti, pene ridimensionate”. Il Manifesto vive la sentenza come una vittoria arrivata dopo una lunga battaglia. Tutta pagina due è dedicata al caso. Una grande tabella, nome per nome, riporta tutta la sentenza. Più volte si fa riferimento alla condanna a Mario Dalmaviva per banda armata (già ampiamente scontata con il carcere preventivo) come l’unica nota stonata della sentenza. L’editoriale, intitolato “Una riparazione”, spetta ovviamente a Rossana Rossanda che ricostruisce la lunga battaglia del suo giornale:

Permalink: postato alle 02:44 AM | TrackBack


Marzo 29, 2009

Claudio Morici: La terra vista dalla luna

di Saverio Fattoric_morici.jpg

Claudio Morici, La terra vista dalla luna, Bompiani, 2009, pp. 217, € 17

«Gli spiego che i rapper italiani sono dei buffoni.

I nostri rapper se le inventano le situazioni di disagio.
...
Per fargli capire, gli spiego che l'adolescenza in Italia non dura come nel resto del mondo: arriva fino ai trenta-trentadue anni.
...
“E' perché nessuno li mena? “

“E non ci sono rapper camorristi?”
“No, purtroppo no.”»

A parlare è Simon, un giovane con serie patologie mentali volato da una clinica psichiatrica al Messico. A dialogare con lui un "cristone" di due metri, capo di una banda di indigeni con precedenti penali che sembrano intenzionati a violentare una turista inglese muta. O molto riservata.

Permalink: postato alle 11:41 PM | TrackBack


Marzo 28, 2009

Guida ai ristoranti più ignobili di Milano

di Francesco M. De Collibus

Pappa.jpgOgni giorno, più o meno alla stessa ora, sempre la stessa domanda: “E ora dove si va a pranzo?”.
Saper scovare a prima vista un ristorante ignobile si rivela un talento prezioso a mezzodì. L'efficientismo degli uffici si vanta di trangugiare tramezzini in piedi, come se sedersi e comunicare fosse una perdita di tempo. I fortunati che non hanno ancora la schiena come il filo del telefono addirittura approfittano per fare palestra : diventa così un esercizio splendidamente inattuale quello di cercare un ristorante ignobile per sfracellarsi a dovere lo stomaco. Il cibo sortisce poi l'effetto della morfina, rendendoci pacati ed indolenti per tutto il pomeriggio, e così deliziosamente inefficienti mentre intorno a noi tutti proiettano slides e organizzano call. Un semplice pranzo pesante diventa un gesto eversivo, un atto di sabotaggio dell'etica del turbocapitale, ammesso che ne abbia una, un piantare i piedi contro il moto della terra e dei pianeti, un piccolo umanissimo gesto di rivolta, capace di rendere l'esistenza più sopportabile. Miracoli dell'ignobiltà, e dei fagioli con le cotiche!

Permalink: postato alle 11:10 AM | TrackBack


Le grandi storie della fantascienza - 2

di Valerio Evangelisti

Asimov2.jpg[Prosegue, presso Bompiani, la pubblicazione dell'imponente antologia Le grandi storie della fantascienza, a cura di Isaac Asimov. I testi del risvolto di copertina, di Valerio Evangelisti, costituiscono l'organica giustificazione di un genere letterario che ha avuto un'importanza decisiva nella cultura e nel costume. Qui le introduzioni ai volumi 1-5. Ecco ora quelle ai voll. 6-10.]

6.
Il sesto volume de Le grandi storie della fantascienza, a cura di Isaac Asimov, comprende racconti scritti nel 1944, quando la seconda guerra mondiale volgeva al termine e già si intuiva chi ne sarebbe uscito vincitore. Include un racconto che fece scalpore, e contribuì ad attirare l’attenzione sul più eclettico dei generi letterari: Termine ultimo, di Cleve Cartmill.

Permalink: postato alle 03:28 AM | TrackBack


Marzo 27, 2009

Bartleby e l'Onda. Gli studenti aprono un nuovo spazio a Bologna

bartleby-49ca138032f19.jpgI would prefer not to...” sono le parole di Bartleby lo scrivano, il nome comune scelto dagli occupanti e dalle occupanti dello spazio sito in via Capo di Lucca 30.

Bartleby è il tentativo di chiudere definitivamente con l'era Cofferati, di far uscire l'università dal suo miope autismo, di ripensare Bologna a partire da chi la abita, la vive, la rende ricca ogni giorno.

Bartleby figura della diserzione radicale e solitaria ha ora trovato casa e apre le porte alla città. Da una piega dell’Onda, nasce questa sperimentazione, una forma nuova di occupazione: un atelier in cui aprire un cantiere di ricerca, di riflessione e di connessione sulla produzione artistica in questa città con tutti quei soggetti che hanno attraversato il movimento di questi mesi. Dai musicisti del teatro comunale, ai ragazzi dell’Accademia di Belle arti e del conservatorio, agli scrittori che con noi costruiscono i seminari di autoformazione e gli eventi in università.

Permalink: postato alle 12:30 PM | TrackBack


Marzo 26, 2009

Manuel Manzano: LE INCREDIBILI DISAVVENTURE DI UN AUTENTICO CACASOTTO

manuel_manzano_cover2.jpgdi Giuseppe Genna

Immaginate di essere a una riunione aziendale: noia pura. Una serata galante con il persecutore del Dr. House è più eccitante (anche se siete uomini). Alla riunione, il relatore si alza e dice: “Sono felice di essere qui!”, poi si sposta di un passo ed esclama: “Anche essere qui è bello, però!”. La riunione aziendale cambia i connotati. Quel tizio è un genio, trasforma un evento a cui nessuno pensa come penso io a un week end con la Paltrow. Ecco cosa succede se prendete la saggia e liberatoria decisione di leggere il noir (e qui già pensate: uffa, il solito ispettore…) Le incredibili avventure di un autentico cacasotto dello spagnolo Manuel Manzano (Kowalski, 13 euro): accadrà che non c’è Zelig che tenga. Maigret ha deciso di farvi crepare dalle risate. Montalbano è diventato Totò.
Non credo esista attualmente in Europa un autore di noir che sia anche solo lontanamente capace di piegarvi dalle risate.

Permalink: postato alle 11:49 PM | TrackBack


Ergastoli, nani e ballerine. Lettera aperta al presidente brasiliano Lula

di Alcuni ergastolani in lotta per la vita

Ergastolo.jpgSignor Presidente,
Le scriviamo ora che il clamore della vicenda Battisti si è assopito sulle pagine dei giornali e delle televisioni italiane. Per settimane i nostri media hanno dipinto il Suo paese come un paese da Terzo Mondo, privo di una solida cultura giuridica, terra che custodisce latitanti e criminali internazionali in spregio ad ogni principio del diritto. Per settimane persone che ignorano la storia, le storie e perfino gli atti processuali hanno dato giudizi severi, implacabili verso il suo Paese. Noi non vogliamo entrare nel merito della vicenda Battisti. Vogliamo esprimerle il nostro apprezzamento perché abbiamo letto che uno dei motivi per i quali il Brasile non è favorevole all’estradizione di Battisti è che in Italia vi è la pena dell’ergastolo, una pena che non è prevista dal codice penale brasiliano.

Permalink: postato alle 04:14 AM | TrackBack


Marzo 25, 2009

In ricordo di Claudio, detto "Cagliostro"

di Sergio M. Calzolari

Cagliostro.jpg[Alcuni giorni fa è morto Claudio, titolare della libreria Cagliostro, in via Mengoli, a Bologna. Numerosi redattori e collaboratori di Carmilla - Roberto Sassi, Valerio Evangelisti, Wu Ming 1, ecc. - la frequentavano regolarmente. Pubblichiamo questo contributo dell'amico Sergio ("Spatto"), che interpreta il pensiero di tutti.]

Cagliostro è andato.
Negli ultimi 12 anni sono stato spesso per lavoro fuori dall’Italia, anzi ho praticamente vissuto all’estero. Quando rientravo, svolgevo un mio bizzarro pellegrinaggio in tre luoghi topici per la mia personale riconciliazione con Bologna: il fornaio per un panino con la mortadella e per “cibarmi”dei profumi dei ricordi, il tabaccaio di S. Ruffillo, il mio quartiere, anche se da oltre 20 anni non ci vivo più, per informarmi delle novità, la libreria di Cagliostro, per recuperare i fumetti usciti durante la mia assenza.

Permalink: postato alle 03:39 PM | TrackBack


Guai a chi ci tocca - Capitolo 3

di Francesco Lo Duca

Bologna1977-2.jpgQui le precedenti puntate

"Sta nel sogno realizzato
sta nel mitra lucidato
nella gioia nella rabbia
nel distruggere la gabbia
nella morte della scuola
nel rifiuto del lavoro
nella fabbrica deserta
nella casa senza porta…"

La notizia della tragedia seguita dall’appello alla mobilitazione si sta spargendo velocemente e i soliti tam tam di movimento sono in fibrillazione. Telefoni, passa parola tra le case popolate da studenti fuori sede, Alice che urla nell’etere libero la rabbia, il dolore e l’urgenza di essere tutti in piazza per dire alla Bologna rossa, di sangue e di vergogna, che la polizia fascista di Kossiga ha ammazzato ancora un compagno, uno studente di 25 anni che lottava semplicemente per un mondo meno infame.

Permalink: postato alle 05:23 AM | TrackBack


Marzo 24, 2009

Caro italiano xenofobo

di Alessandra Daniele

italiaW.JPGDiamo un'occhiata a qualcuna delle notizie della settimana?
Il governo ha approvato il nuovo piano casa per l’incentivazione dell’edilizia, ma Berlusconi non intende usufruirne per ampliare le sue sette ville. Completamente piastrellata, sarà l’intera Sardegna a diventare l’ottava.
Un nuovo slogan per il PD: ”Non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi”. Infatti ce l’avete nel culo.
Il Papa in Africa: “no alla stregoneria”. Finalmente un po’ d’autocritica.
Questo però è solo il contorno, il piatto forte sono sempre loro:

Le cinque W del giornalismo italiano:

Permalink: postato alle 01:45 AM | TrackBack


Marzo 23, 2009

James H. Audett: LA STORIA DI BLACKIE AUDETT

di Paola Papetti

Audett.jpgJames H. Audett, La storia di Blackie Audett, Odoya, Bologna, 2008, collana Real Fiction, introduzione di Tommaso de Lorenzis, postfazione e traduzione di Enrico Monti, pp. 227, € 13,00.

Finalmente un libro che parla dall’interno del lato selvaggio dell’essere umano. Finalmente un’autobiografia di un delinquente con la D maiuscola. Blackie Audett vive le proprie avventure intorno agli anni venti del secolo scorso in America. L’America del jazz e delle prime grandi banche, di Al Capone e Johnny Dillinger, ma anche l’America di Alcatraz e dell’evoluzione dei sistemi restrittivi. Certo c’è da chiedersi cosa sia vero e cosa no, ma questa narrazione è come un film d’azione parecchio riuscito e dal ritmo incalzante.

Permalink: postato alle 02:29 AM | TrackBack


Marzo 22, 2009

I vampiri della mente

di Danilo Arona

DanzaMacabra.jpgPiù d'una volta mi sono concesso l'azzardo di sostenere che in certe occasioni la letteratura horror nasconde delle verità quanto mai decifrabili al di là delle metafore e delle maschere letterarie.
Il monumentale Carrion Comfort di Dan Simmons, conosciuto in Italia come Danza Macabra (titolo con cui uscì nel '92 presso Interno Giallo), rappresenta una di queste occasioni, Tornato in questi giorni sugli scaffali delle librerie in edizione integrale per i tipi di Gargoyle Books, Danza Macabra è un clamoroso mix di horror epico, thriller, action con qualche strizzatina d'occhio alla spy story: un assoluto esempio di ottima letteratura contemporanea di confine, scritta però vent'anni fa, grazie alla quale facciamo conoscenza con dei particolarissimi “mostri” dotati di un “Talento” tanto speciale quanto discutibile, ovvero quello di entrare nel corpo e nella mente degli esseri umani per assoggettarli ai loro inimmaginabili scopi.

Permalink: postato alle 03:06 AM | TrackBack


Marzo 21, 2009

Cattedrale - capitolo XXIII (seconda serie)

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Oggi in mensa ho raccontato che le mappe aziendali affisse in giro sono state modificate in modo artistico. Ho interrotto una discussione che aveva preso una strana piega. La donna al mio fianco aveva chiesto come stava il cagnolino della coppia di coniugi seduti di fronte. Punture di fermenti lattici, merda molle, quasi liquida. Ecco come stava il cagnolino. I miei stessi sintomi, dovrei chiedere qualche fiala ai padroncini. Insomma, le mappe aziendali sono poste in vari punti e spiegano come raggiungere le vie di fuga in caso di incendio. Sono previsti percorsi ragionati e luoghi di aggregazione.

Permalink: postato alle 04:23 PM | TrackBack


Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 6

di Dziga Cacace

0v61.jpg88-Le mépris di Jean-Luc Godard, Francia/Italia 1963

A distanza di tanti anni dalla visione della versione italiana, vedo finalmente l’originale babelico, in cui tutti i personaggi parlano la loro lingua originale (il che motiva la presenza continua di una segretaria traduttrice, che, nell’italica edizione ripeteva idiotamente ciò che avevamo appena sentito) e, anche se la memoria non mi aiuta più di tanto, posso subito notare alcune fondamentali differenze. Si parte con i titoli di testa recitati da Godard e la struggente musica di Delerue che subito imposta il senso tragico della vicenda (quando nella versione italiana c’è un cafonissimo jazz da piano-bar). Piccoli è Paul Laval, uno sceneggiatore diviso tra l’amore per Camille (la Bardot), l’impegno politico e artistico, la servitù intellettuale e le meschine aspirazioni materiali. Divago: la Bardot, dimenticatevi la vecchia bacucca lepenista o la pasionaria patetica che vuole salvare le foche. Qui è splendida e Godard non dimentica di farcelo notare. Torno sul pezzo: Camille si rende conto dell’ambivalente opportunismo del compagno e gli annuncia il suo disprezzo, dopo una lunga e intensa scena ambientata nel salotto della loro borghesissima casa romana, vero motivo dei compromessi artistici che lo sceneggiatore accetta. I poli tra cui oscilla Paul sono l’integrità morale di un vecchio regista (Lang, la figura più limpidamente positiva del film) e l’arroganza di Prokosch (il perfetto Palance), un produttore cinematografico americano che parla con frasi tratte dalla Bibbia e che vorrebbe stravolgere il film del cineasta tedesco.

Permalink: postato alle 02:22 PM | TrackBack


Marzo 19, 2009

Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 5

di Dziga Cacace

ov51.jpg77-Fantozzi di Luciano Salce, Italia 1975

È una serata moscia: al Lumière c’è Surviving Picasso di Ivory e la voglia di vederlo è pari a zero. Inizia allora la solita discussione su cosa guardare, finché la famiglia tutta si trova concorde nel rivedere l’immortale capolavoro di Luciano Salce. Già visto e rivisto, ma la tentazione è troppo forte. La mia prima volta è stata al parrocchiale di Champoluc nel 1979, la prima proiezione cui ho assistito assieme a Pier Paolo: ricordo soprattutto che mia sorella pianse come un vitello vedendo tutte le disavventure del povero Villaggio (non che oggi, peraltro, goda della visione in assoluta serenità). Ma andiamo con ordine. Il primo fotogramma inquadra un dito malfermo che compone un numero telefonico su uno di quei vecchi apparecchi neri a parete. Il polpastrello a contatto con la bachelite produce un angoscioso rumore, siamo già al dramma. “Parlo con lo spettabile centralino della illustre Italpetrolcementermotessilfarmometalchimica? Sono la signora Fantozzi Pina, moglie del ragionier Fantozzi Ugo, vostro impiegato...”. Ed ecco che scatta la ricerca della matricola 7820/8bis, che inspiegabilmente non fa ritorno a casa da 18 giorni. È in un’ala dell’immensa sede dell’impresa statale in cui lavora, rinchiuso nei bagni prossimi alla demolizione. Una squadra di operai inizia ad abbattere la parete che lo ha murato vivo e il nostro eroe non fa a tempo a venire alla luce che viene centrato da una mazzata in piena fronte, ma, attenzione!, il sordo clangore metallico ci fa già capire due cose: Fantozzi ha la testa quasi vuota. E durissima.

Permalink: postato alle 10:54 PM | TrackBack


Marzo 18, 2009

Cesare Battisti tra scrittura, letteratura e anni di piombo.

Intervista di Stefania Ricciardi*FrancescoGattoniDignitaDiCesaew.jpg

Bordeaux, 24 ottobre 2003. Incontro Cesare Battisti al bar dell’Hotel Etap in occasione della rassegna “Penser l’action” organizzata dall’associazione “Espaces Marx” (23-24-25 ottobre 2003).

STEFANIA RICCIARDI: Il tuo L’ultimo sparo, apparso in Italia nel 1998 da DeriveApprodi con l’illuminante prefazione di Valerio Evangelisti, contemporaneamente all’edizione francese Dernière cartouche, è un’opera importante perché rappresenta il primo vero romanzo sul terrorismo. Alberto Arbasino, in Un paese senza (1980), aveva scritto che non esistevano romanzi sul terrorismo. E in effetti c’era solo Il sipario ducale di Paolo Volponi del 1975, ambientato nel microcosmo di Urbino ma ispirato alla bomba di Piazza Fontana.

Permalink: postato alle 04:07 PM | TrackBack


Come Rai Uno ha raccontato Di Vittorio

di Carlo Loiodice

DiVittorioFiction.jpg«[...] Dopo lunghe trattative i signorotti di Cerignola dovettero accettare un accordo secondo il quale dove venivano ingaggiati lavoratori di altri paesi dovevano trovare occupazione, in uguale numero, i braccianti locali, a condizione, però, che la tariffa di Cerignola fosse applicata per tutti. Non tutti valutarono subito la grande importanza di quell’accordo, di quel contratto diretto tra i braccianti protetti da contratti di lavoro e braccianti esposti all’avidità padronale. Ancora una volta, dopo aver sottoscritto l’accordo, qualche proprietario tentò di sottrarsi all’applicazione di esso. E questa volta il tentativo fu compiuto dall'agrario Giulio Caradonna, padre di quel Giuseppe Caradonna che dirigerà più tardi il movimento fascista pugliese.

Permalink: postato alle 02:49 AM | TrackBack


Marzo 16, 2009

INNESTI, PRELIEVI E INSERTI IN GOMORRA DI ROBERTO SAVIANO

Edizione olandeseAppunti per una tipologia retorica, con una postilla su Gomorra e gli "oggetti narrativi"

di Dimitri Chimenti*
[In calce a questo post, novità dal dibattito sul NIE: interventi, file audio, iniziative pubbliche]

A Marco, amico e maestro
(1972-2008)

1. DUE (O TRE) PROBLEMI TEORICI

Ci sono due impedimenti che, ancora oggi, rendono difficile alla critica considerare Gomorra nella sua valenza letteraria. Il primo è la tentazione di ricondurre il romanzo ad un atteso “ritorno alla realtà”, mentre il secondo consiste nel volervi ritrovare, a tutti i costi, il suo autore in “carne ed ossa”.
In entrambi i casi il rischio è che l'analisi letteraria si schiacci esclusivamente sul “cosa”, inteso come la realtà materiale a cui il racconto fa riferimento, e si scordi invece del “come”, ossia di quella costruzione del reale che può essere rintracciata solo all'interno dell'opera stessa. Affrontare questo punto, a ben vedere, può aiutarci anche a determinare la natura del presunto realismo attribuito a Gomorra.

Permalink: postato alle 09:25 PM | TrackBack


«Il corpo è fragile. Ma può molto...»

Rileggendo pipe-line di Toni Negri

di Girolamo De Michelepipe_line.jpg

[Pubblichiamo la postfazione di Girolamo De Michele alla riedizione del libro di Toni Negri pipe-line. Lettere da Rebibbia (Roma, Derive e Approdi, Biblioteca dell'operaismo, pp. 212, € 17.00). Le immagini che la accompagnano sono opere grafiche di Nanni Balestrini: per ingrandirle basta cliccarci sopra]

«Direi che non è necessaria la rivoluzione nel senso che ci rimproverano i reazionari pensando che noi siamo assetati di sangue. Ma è importante ricordarsi il senso che aveva, e cioè ricostruire obiettivamente il significato di cambiamento radicale».
Enzo Melandri, Il paradigma di un calogerema (1983)

Quando viene pubblicato per la prima volta questo pipe-line, l’Italia è stretta nella morsa di quegli interminabili giorni della Merla che preannunciavano l’inverno delle coscienza più lungo del secondo Novecento.

Permalink: postato alle 12:31 AM | TrackBack


Marzo 15, 2009

Cattedrale - capitolo XXII (seconda serie)

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Il mio è il lavoro peggiore di tutti, forse la condanna più pesante che può essere inflitta. C'è una forma di volontarietà in questo. La passività, la totale chiusura mentale mi ha portato a un lavoro assurdo insieme ai reietti della Cattedrale, sono arrivato al fondo, alla linea D. Mi sono trasformato in un individuo perfetto destinato all'ingiustizia.

Permalink: postato alle 05:31 PM | TrackBack


Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 4

di Dziga Cacace

ov4-1.JPG58-Deus e o diabo na terra do sol di Glauber Rocha, Brasile 1964

Finalmente posso vedere, e su grande schermo, uno degli idoli dell’amato Bertolucci, quel Rocha passato alla storia come uno dei fondatori del glorioso Cinema novo. Il dio nero e il diavolo biondo viene presentato nell’ambito di una rassegna che vuole far conoscere il cinema dei paesi del “sud del mondo”, ed è organizzata dal Comune e dalla Provincia di Genova con l’aiuto di una marea di cineteche, sponsor, enti, etc. Prima sorpresa: costo della proiezione 8000 lire tonde, più di una qualunque prima visione pomeridiana. Vabbeh. Mi accomodo in sala e si gela letteralmente. Siamo in venti freak e prendiamo posto su delle seggioline in legno degne di una camera di tortura. E guarda il caso, nonostante la sala desolatamente vuota, un furbacchione mi si siede dietro e puntella le sue forti ginocchia sul mio schienale garantendomi un’ora e rotti di sedia a dondolo. Siccome sono timido e non ho voglia di litigare subisco il beccheggio in silenzio. Inizia la proiezione e l’operatore ci mette cinque minuti a trovare il fuoco, tralasciando che monta un mascherino sbagliato e il film è proiettato con qualche grottesco taglio delle inquadrature. Allora mi chiedo: ma io, qui, che cazzo faccio?

Permalink: postato alle 03:16 AM | TrackBack


Marzo 13, 2009

Cronaca di un altro pianeta

di Alberto Prunetti

segnaletica.jpgQuando sul Pianeta Turette arrestarono due pelagiani, accusati di violenza carnale, i commentatori più illustri dichiararono che dietro agli stupri era individuabile una strategia messa in cantiere dagli immigrati del pianeta Pelagio volta a minare le fondamenta sociali della democrazia turettica. “Emergenza stupri”, strillavano i telegiornali. “Uno stupro ogni tre è commesso da un pelagiano”, ribattevano i quotidiani. “I pelagiani attentano al governo e usano lo stupro come un’arma destabilizzante”, esclamò il gerarca di Oristarte.

“La voce di Turette” – il giornale con la tiratura più alta della galassia — commentò l’arresto dei due pelagiani titolando: “I pelagiani sono un’etnia efferata e bestiale”.

Unico problema: il DNA non era il loro.

Permalink: postato alle 10:39 PM | TrackBack


Guai a chi ci tocca - Capitolo 2

di Francesco Lo Duca

Femministe77TanoDAmico.jpg[Nell'ottobre dello scorso anno, Carmilla ha pubblicato il primo capitolo di "Guai a chi ci tocca", romanzo inedito sul '77 a Bologna. Speravamo che il valore anche storico del testo, unico a ricostruire con precisione entomologica linguaggio, valori e punti di vista dei "ribelli di marzo", attirasse l'attenzione di qualche editore. Così non è stato, e quindi proseguiamo col capitolo 2, ringraziando l'amico "Franz" per la concessione.] (V.E.)

"Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel corpo risvegliato
nella fine del peccato
nella curva dei tuoi fianchi
nel calore del tuo seno
nel profondo del tuo ventre
nell'attendere il mattino..."

La circolare esterna 32 è stracarica di gente, come tutti i giorni. E come tutti i giorni Carlotta ha solo voglia di vomitare, compressa tra quella massa lavoratrice e studentesca che promana sudore, aglio e vino rimasti incollati dalla cena della sera precedente e zaffate di profumo scadente per sopperire al poco tempo dedicato all’igiene mattutina.

Permalink: postato alle 03:34 AM | TrackBack


Marzo 12, 2009

Vampiri a Modena. Intervista a Claudio Vergnani

di Loredana Lipperini

Il_18_vampiro.jpg[Claudio Vergnani, Il 18° vampiro, Gargoyle Books, 2009.]

Cacciatori di vampiri metropolitani. Quale l’ispirazione? Quale il modello?

Nelle intenzioni originarie, Il 18° vampiro – il mio primo romanzo, che pubblico per Gargoyle Books grazie alla fiducia dell’editore Paolo De Crescenzo – doveva essere una breve avventura di un cacciatore di vampiri solo e depresso, costretto a svolgere tale ingrata attività per vivere. Lo spunto veniva dalla considerazione che – a parte qualche eccezione – dal Dracula di Stoker in poi, il vampiro è stato sempre rappresentato con le stesse caratteristiche: uno scopo malvagio da perseguire, un bell’abito da sfoggiare e una fanciulla da sedurre. A questa rappresentazione può aggiungersi un quarto elemento – che di solito i vampiri sono obbligati a trascinarsi dietro, come una sorta di irrinunciabile peculiarità un po’ imbarazzante: la condanna a essere sempre e di gran lunga più dotati dei loro avversari umani, all’insegna di una superiorità a volte quasi ridicola (sono immortali, dotati di forza prodigiosa, possono volare e magari trasformarsi). Malgrado tutto ciò, in qualche modo, i vampiri riescono sempre a farsi sopraffare dal protagonista umano di turno, compiendo errori tali da mettere in soggezione anche il lettore/spettatore più bonario e accondiscendente. Anche Stephen King, nel suo monumentale Salem’s Lot, tradiva (Dio mi perdoni) così il suo vampiro.

Permalink: postato alle 03:10 AM | TrackBack


Marzo 10, 2009

NEW ITALIAN EPIC: REAZIONI DE PANZA / part 2

fartt.jpgdi Wu Ming 1
[La prima parte di questo testo è qui]

Et voila, la seconda e ultima parte della carrellata sulle reazioni "de panza" al New Italian Epic.
Lo ammetto, la prima era a tratti un po' “pesa”, come si dice dalle mie parti. Del resto, la fallacia presa in esame ("Non è letteratura") era spiccatamente trombonesca, e per demolirla toccava scendere su quel terreno. A 'sto giro, si gode di più.
Però la prima parte ha avuto un bell'effetto. Catalogando e "bruciando" uno per uno molti degli espedienti e sofismi più comuni, ne ha fatto piazza quasi pulita; poca gente ha continuato ad adottarli e il livello della discussione - con inevitabili eccezioni - si è alzato. E so che è stato sulle balle parecchio, quel primo catalogo di bruciori gastro-intestinali. E' stato sulle balle eccome, e fin da subito. Tre minuti tre dopo la messa on line, già qualcuno lo commentava dicendosene "deluso", evidentemente dopo averlo letto grazie a poteri ultra-umani. :-)
Ecco, io per questa seconda parte pensavo di muovermi così: affrontare subito gli ultimi due espedienti relativi alla fallacia del "Non è letteratura":
1l. Espediente "come osi scomodare i Grandi?!";
1m. Espediente "delle palle di can(n)one";
per poi dedicarmi alla parte più divertente. E invece no, ho cambiato idea. Per motivi di ritmo, ho deciso di trattare prima tutto il resto, e poi esaurire la prima fallacia. E' un andamento strano, ma vedrete che funziona.

Permalink: postato alle 02:29 PM | TrackBack


UN GIORNO A MALDON: IL CAMPO DI BATTAGLIA E LA PAROLA MAGICA

di Wu Ming 4
[Lecture tenuta (su invito dell'Onda) alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Statale di Milano il 19 novembre 2008 ( ascolta l'audio), e presso il Centre de Cultura Contemporanea de Barcelona, il 6 febbraio 2009 nell'ambito del festival "The Influencers".]

ESX_BDM_2005_34_4560.jpg

991. Qui fu saccheggiata Ipswich, e subito dopo fu ucciso l'ealdorman Byrhtnoth a Maldon. E in quell'anno fu deciso di dare per la prima volta un tributo ai danesi per il grande terrore che facevano lungo la costa. La prima volta fu di diecimila libbre.
Cronaca Anglosassone 979-1020

1. Preludio

Il 10 agosto 991 d.C., sulla sponda meridionale del fiume Pante, presso Maldon, Essex, Inghilterra, un uomo imponente contempla lo stretto braccio d'acqua davanti a sé. E' il conte inglese Byrhtnoth che, schierato alla testa di un migliaio di uomini, osserva il contingente d'invasione vichingo attestato sull'isola di Northey, proprio in mezzo all'estuario del fiume. I vichinghi sono guidati da Olaf Tryggvason, determinato a saccheggiare l'Inghilterra sud-orientale o a imporre un riscatto umiliante e oneroso a Byrhtnoth e al re inglese Aethelred, di cui il conte è vassallo.

Permalink: postato alle 12:02 AM | TrackBack


Marzo 08, 2009

Cattedrale - capitolo XXI (seconda serie)

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Oggi ho preso per il collo la facilitatrice della mia linea. Sarà che non mi dà mai il cambio per andare in bagno e quasi arrivo alla pausa comune senza avere orinato. Sarà che queste dementi scaricano tutti i problemi in basso nella scala gerarchica.
Non ha mai fatto presente ai superiori che fatica a dare tutti i cambi in tempo utile.
Non è pertanto strano che le masse più che con il potere e i suoi apparati, giochino la vera partita all’interno dei propri mondi, scrive Emilio Quadrelli.

Permalink: postato alle 05:03 PM | TrackBack


Marzo 07, 2009

International Encyclopedia of Revolution and Protest

di Alberto Prunetti

1405184647.jpgSta per uscire la International Encyclopedia of Revolution and Protest: 1500 to the Present, una monumentale enciclopedia delle insurrezioni, delle rivoluzioni e delle proteste popolari ai quattro angoli del pianeta: dalle lotte anticoloniali in India alle rivolte contadine in Bolivia, dagli scioperi insurrezionali in Patagonia alle ribellioni dei lavoratori tropicali delle piantagioni di banane. E poi ancora le lotte per i diritti comunitari indigeni, le guerre di liberazione, le proteste per i diritti umani, i movimenti studenteschi e i raduni contro il G8, passando attraverso Pancho Villa e i Mau Mau.

Permalink: postato alle 06:18 PM | TrackBack


Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 3

di Dziga Cacace

Ov3-01.jpg44-Amore e altre catastrofi di Una Babbea, Australia 1996

Allora: siamo giovani, parliamo di noi, spariamo due o tre banalità sull’amore, facciamo i politically correct e mettiamoci dentro anche amore lesbico e due gay che usano il preservativo; non tralasciamo l’accattivante vita del campus universitario, l’amore per il cinema e una bella marea di citazioni, perlopiù a sproposito ma, si sa, l’importante è citare per dimostrare che qualcosa s’è letto o visto. Confezioniamo il prodotto con i pochi (?) soldi a disposizione, tanto ormai il “povero” è sinonimo di capolavoro (il Sundance Film Festival docet), condiamo il tutto con tanta piacevole e leggera musica supergiovane e tanti spezzoni in super 8 (che fa tanto avant-garde modernista) e presentiamoci a un Festival incrociando le dita. E succeda quel che succeda. E che succede? Beh, il Festival è quello di Venezia e pubblico e critica sono talmente rincoglioniti che il film, ‘anvedi, ottiene un buon riscontro e viene distribuito in tutto il mondo: la ventiquattrenne regista babbea si vedrà recapitare qualche bell’assegno e tra due anni farà un altro film schifoso per cui i critici diranno che, guarda i casi della vita, “dopo un brillante esordio ha perso la vena”.
Questo è Amore e altre catastrofi, l’ennesimo furbo prodotto autoreferenziale. Una bella commediola dove non si ride manco per errore, dove i dialoghi sono esasperanti e l’unico spiraglio di luce è dato dall’inserto nella colonna sonora, peraltro banale, di Sunday Morning dei Velvet Underground. Poi, certo, i personaggi principali sono carini, è facile immedesimarsi o prenderli in simpatia... e no, scusate: una beneamata minchia!

Permalink: postato alle 03:00 AM | TrackBack


Marzo 06, 2009

NEW ITALIAN EPIC AND NEW ITALIAN CRITICISM

nolupus.jpgdi Stefano Jossa*
[In calce a questo post, molte novità dal dibattito sul NIE: interventi, trasmissioni radio, iniziative pubbliche]

Questo articolo nasce da uno spunto che avevo preparato per un intervento su un quotidiano e che è rimasto lì, in forma di possibilità incompiuta. Lo riprendo e lo sviluppo per Carmilla.

“Sapete com’è nata la poesia? Penso sempre che essa sia nata quando un ragazzo dell’età della pietra tornò di corsa alla sua caverna; attraverso l’erba alta correva e gridava 'al lupo, al lupo', e non c’era alcun lupo. I suoi genitori dall’aspetto di scimmie, grandi amanti della verità, gli diedero uno schiaffo, sicuro, ma la poesia era nata – la storia alta era nata nell’erba alta.”

Ho cominciato da questa storiella di Nabokov per discutere di New Italian Epic, non perché il brano mi piaccia particolarmente, ma perché la citazione si trova in apertura di un libro di L. H. Pratt sulle bugie dei poeti greci, da Omero fino a Pindaro (Lying and Poetry from Homer to Pindar. Falsehood and Deception in Archaic Greek Poetics, Ann Arbor: The University of Michigan Press, 1993). Un libro sulla menzogna poetica nell’epica e nella lirica dell’antica Grecia.

Permalink: postato alle 12:00 AM | TrackBack


Marzo 05, 2009

In cerca della fine

di Alessandra Daniele

deserto.jpgL’esplosione scardinò la porta del bunker.
In una nuvola di polvere e fumo, l’uomo entrò a fucile spianato, e cominciò a cercare. Lo trovò rannicchiato dietro a un tavolino di traverso, che lo aveva protetto dalla pioggia di cocci e macerie. Ribaltò il tavolino con un calcio, e puntò il fucile contro il vecchio
- T’ ho trovato finalmente!
Il vecchio si tirò su a fatica, e alzò lentamente le mani.
- Cosa vuoi da me? Sei venuto per le mie scorte di scatolette?…T’è andata male, sono praticamente finite. Se hai fame, dovrai accontentarti di mangiare il mio cadavere. O sei a caccia di munizioni?…
- Sono qui per la tua cassaforte.
Il vecchio lo guardò stranito. Poi scoppiò in una risata rauca.

Permalink: postato alle 12:40 AM | TrackBack


Marzo 04, 2009

Musica e sistema. Intervista a Matthew Herbert

di Leonardo Clausi

MatthewHerbert.jpgL’intervista che segue fa parte di un colloquio/intervista avuto con Matthew Herbert, dance producer e artista elettronico extraordinaire inglese, un tardo pomeriggio di dicembre a Hoxton, East London. Una minima parte di questa intervista è uscita sul settimanale “L’espresso” (numero 4 del 23 gennaio 2009). Volevo pubblicare il resto in maniera integrale, senza nessun editing dettato dalle esigenze politico/editoriali della stampa mainstream. Ringrazio Carmilla per lo spazio accordatomi.

Il tuo lavoro, il tuo uso della musica come strumento di riflessione e critica del mondo sembra presupporre che tutto, per te, abbia un significato politico.

Permalink: postato alle 03:20 AM | TrackBack


Marzo 03, 2009

Rinviati a giudizio i dirigenti della Solvay di Ferrara

di Girolamo De Michelecipro_mazzoni.jpg

«A sentire la difesa sembra che il tumore ci sia capitato per caso. Raschiavamo a mani nude il cvm. Quando c’era una perdita, essendo il gas incolore, dovevamo andare a scovarla con il naso per indovinare da dove proveniva. E oggi devo svolgere ogni tre mesi dei controlli e sottopormi a cure continue». A parlare così è Michele Mantoan [nella foto, assieme a Cosetta Vincenzi, moglie di Cipro Mazzoni], uno dei due ex pulitori delle autoclavi della Solvay che hanno ottenuto il rinvio a giudizio dei dirigenti della Solvay. L’altro operaio, Cipro Mazzoni, era assente alla lettura della decisione del Gup: «È dovuto rimanere a letto – ha detto la moglie –, soffre per i postumi dell’ultima operazione e da quando ha ripreso la chemioterapia al fegato è molto provato».

Permalink: postato alle 12:16 AM | TrackBack


Marzo 02, 2009

Cattedrale - capitolo XX (seconda serie)

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

La segretaria di Marani ha la pessima abitudine di mangiarsi le pellicine delle dita. Ti guarda da dietro il vetro dell’ufficio e vedi il digrignare di denti, non ha ritegno in questa pratica irritante. È una scimmia. Quando si alza per fare i due passi e mezzo che dividono scrivania e stampante toglie il fiato. La schiena si inarca verso l’immenso, le spalle sono toniche, clavicole bucate, la zona inguinale è ampia e spaziosa. Percentuale di grasso al dieci per cento. Una scimmia con un culo fantastico nonostante due gravidanze scivolate via senza lasciare ferite evidenti.

Permalink: postato alle 04:54 PM | TrackBack


Il caso Cesare Battisti: quello che i media non dicono

CesareBattistiDeriveApprodi.jpgE' nelle librerie un volumetto pubblicato da Derive / Approdi, nella collana Samizdat, intitolato Il caso Cesare Battisti: quello che i media non dicono (pp. 60, € 5) Comprende un saggio firmato dall'editore sulle distorsioni dei processi italiani per terrorismo della fine degli anni '70 - inizio degli anni '80, le notissime FAQs di Carmilla e, documento davvero eccezionale per profondità e riflessione, il testo integrale, mai apparso in Italia, della risoluzione con cui il ministro della giustizia brasiliano Tarso Genro (ex sindaco modello di Porto Alegre) ha accordato a Battisti l'asilo politico.
Attualmente quella decisione, confermata dal presidente Lula, è sotto esame presso il Tribunale Supremo del Brasile, diviso quasi equamente tra conservatori e progressisti, con un lieve vantaggio per i primi dovuto alla personalità del suo presidente, che di Lula è nemico giurato.

Permalink: postato alle 04:23 AM | TrackBack