testatahomenew.jpg

Febbraio 28, 2009

Valter Binaghi: DEVOTI A BABELE

devoti_a_babele.jpgdi Giuseppe Genna

Perché la grande editoria non pubblica Valter Binaghi? E' l'ennesima riprova di una cecità infantile: la grande editoria non vede, inciampa per caso semmai, e letteralmente non sa parlare. Ci sono alcune eccezioni importanti, questo va detto. Basterà semplicemente osservare cosa sta facendo Einaudi, e l'area torinese e la collana Stile Libero, per capire che comunque è garantito uno spazio. In questo spazio, a mio parere, Binaghi dovrebbe avere asilo e ciò che sto per scrivere intende dispiegare le ragioni per cui impegno il termine "asilo".
Mi occupo non dell'opera più massiccia di Binaghi, frecciabr.gif I tre giorni all'inferno di Enrico Bonetti cronista padano, che uscì per Sironi grazie a Giulio Mozzi. Mi occupo invece di un libro che non è tanto esteso come quello, ma sicuramente ne raggiunge la medesima profondità: il pozzo artesiano costituito da frecciabr.gif Devoti a Babele, uscito per la collana di Luigi Bernardi presso Perdisa Pop (12 euro).

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Febbraio 26, 2009

NEW ITALIAN EPIC: SFIDE E PAURE

testata_unita.gif[Pubblichiamo due interventi sul NIE.
Il primo è di Alberto Casadei, critico letterario, scrittore e docente di letteratura italiana all'Università di Pisa, e uscirà prossimamente sulla rivista L'immaginazione diretta da Anna Grazia D’Oria, che ringraziamo per averci concesso quest'anteprima;
il secondo è di Stefania Scateni, che da anni dirige le pagine culturali de L'Unità, quotidiano su cui è uscito ieri, 26/02/2009, con il titolo: "Perché i critici hanno paura della Nuova Epica Italiana?" ]

NIE: IN CERCA DI UN RAPPORTO ATTIVO CON LA TRADIZIONE

di Alberto Casadei

La versione a stampa della New Italian Epic (Nie) di Wu Ming fissa i termini di un dibattito che è già stato molto ampio nel corso del 2008 e che, va detto, meritava di trovare una forma almeno provvisoriamente stabile. I temi affrontati, soprattutto da Wu Ming 1 nel Memorandum 1993-2008, ovvero nella versione 3.0 della Nie sono senza dubbio importanti, per molti aspetti decisivi riguardo alle scelte letterarie attuali. Per non dipendere dal discorso dell’autore, provo a enunciare quelli che mi sembrano alcuni dei suoi nuclei generatori, al di là delle singole affermazioni.

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Il vento contro: intervista a Stefano Tassinari

di Anna Luisa SantinelliVento_contro.jpg

Il vento contro (Tropea, pp.190, € 13,00) è l’ultimo romanzo di Stefano Tassinari, dedicato alla figura del militante trotskista Pietro Tresso detto Blasco, espulso per deviazionismo da quello stesso Partito Comunista d’Italia che nel 1921 aveva contribuito a fondare. Il libro ripercorre gli ultimi giorni dell’esistenza di Tresso, tenuto prigioniero e poi giustiziato da partigiani di fede stalinista (autunno 1943) nei pressi di un campo/rifugio dell’Alta Loira. Una storia scomoda a lungo rimossa. Una vicenda dagli esiti tragici inserita nella lotta sanguinosa e fratricida che oppose stalinisti e trotskisti.

1) Come nasce il tuo interesse per Tresso? In che direzione si sono mosse le tue ricerche per raccontare la sua scomoda vicenda?

Il mio interesse per la figura di Pietro Tresso nasce a metà degli anni Ottanta, quando lessi di lui per la prima volta su una rivista della nuova sinistra.

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Vita embrionale

di Alessandra Daniele

SinG.jpg- Perché mi avete fermato?..
- Controlliamo il suo chip subcutaneo – rispose l’agente, puntandole il lettore alla schiena – lei risulta incinta.
La ragazza sgranò gli occhi, l’agente continuò in tono burocratico.
- Incinta da quattro ore e ventidue minuti – fece un cenno al collega, che scese dal furgoncino della Life Police. Afferrarono la ragazza per le braccia, lei si divincolò.
- Un momento, non potete!…
Il secondo agente la immobilizzo con una leggera scarica elettrica alla nuca, in corrispondenza dei centri motori del cervelletto. La ragazza si afflosciò sul marciapiede. Il primo agente le recitò con voce monotona la formula di rito.
- Da questo momento, per evitare che lei possa volontariamente o involontariamente nuocere al nascituro, lei è in custodia statale.

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Febbraio 25, 2009

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Quindicesima parte

di Luca Barbieri

ToniNegri2.jpgQui le precedenti puntate.

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Il 1984 si apre con i continui rinvii del processo padovano e quello romano che si avvia oramai a conclusione. Gennaio e febbraio sono mesi “freddi”. Si registra solo qualche polemica attorno alle sedute del Foro Italico. Il 26 gennaio il Manifesto (“La disinvoltura del dottor Calogero e l’amaro caso di un teste di accusa”) registra l’ennesima delusione “testimoniale” in un articolo che mette in dubbio il metodo e l’operato del PM Calogero. Un teste dell’accusa si rivela infatti essere un ragazzo che soffre di disturbi psichici. Le sue dichiarazioni alla Corte lasciano tutti perplessi. «”Lei conosce qualcuno di questi imputati, che cosa è venuto a dirci?” gli chiede Santiapichi. “Non lo so, non conosco nessuno degli imputati – ha risposto il teste – So soltanto che ho appreso da altri, non ricordo neanche tanto bene». Il teste, messo davanti ai verbali dei propri interrogatori arriva anche a contestarli dicendo che mancherebbero alcune precisazioni fatte da lui al PM.

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Febbraio 24, 2009

Battisti, il Brasile e l’Italia : principi

di Bernard-Henri LévyBHLvy.jpg

[Questo editoriale di Bernard-Henri Lévy, uscito in Francia su Le Point giovedì 19 febbraio, doveva essere pubblicato dal Corriere della Sera, giornale con cui B.-H. Lévy collabora. Il Corriere lo ha rifiutato. L'articolo è stato pubblicato oggi dall'Unità, tradotto da Beppe Sebaste, che ringraziamo. Il rifiuto di pubblicare un'opinione garantista da parte di un giornale come il Corriere ci sembra emblematica del clima che si respira oggi in Italia. In Appendice, altri due articoli usciti sulla stampa francese e brasiliana.
La redazione]

Occorre ripeterlo ancora una volta?
La persona di Cesare Battisti non è qui in questione. Ignoro se abbia commesso o no i crimini che gli sono imputati, e che lui nega strenuamente dall’inizio. E odio in generale tutto quel terrorismo di cui egli si fece propagandista e per il quale non trovo, né mai troverò, circostanze attenuanti.

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Febbraio 23, 2009

Pietro Mita: Rosso Novecento

Rosso Novecento.jpg Pietro Mita, Rosso Novecento. La Puglia dai cafoni ai no-global, Lecce, Pietro Manni, 2008, pp. 208, € 18.00

Pubblichiamo l'introduzione di Girolamo De Michele e la postfazione di Tommaso De Lorenzis al bel libro di Pietro Mita: una ricerca sulle lotte locali del Novecento pugliese che ha più di qualcosa da consegnare alle prospettive globali

Introduzione: I cafoni non vanno in Paradiso
di Girolamo De Michele

Esiste, all’interno del ceto culturale tarantino, una figura peculiare, nella quale si incarna in forma jonica la mitologia dell’altrove, il rimpianto per la terra patria perduta in una qualche età dell’oro (non abbiamo bisogno, noi tarentini, di leggere Heidegger per provare il dolce spaesamento reazionario del “c’era una volta, e forse c’è ancora”): l’"intellettuale cataldiano".

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Febbraio 21, 2009

Alessandro Angeli: Maginot

di Alberto Prunetti

angeli.jpgAlessandro Angeli, Maginot, Nardò, Controluce, 2008, p. 96, 12 euro

“Ero stato a Roma a sentire la presentazione di "ardecore", il primo disco omonimo degli Ardecore, che riprendono le canzoni della tradizione popolare romana, dove spesso si parla di storie di coltelli e galera e del Tevere come di un corso vitale impervio e minaccioso. I pezzi mi piacquero molto, comprai il cd e al quarto quinto ascolto decisi che avrei provato a buttar giù una storia su Roma… scrivendo, è venuto fuori il titolo e poi il racconto…”

Così, intervistato da chi scrive, Alessandro Angeli ricostruisce la genesi del suo ultimo romanzo. Una storia su Roma, una storia “nera” che racconta le vite marginali di alcuni proletari di borgata: l’iniziazione alla violenza nello schiaffo di un adulto, l’amore in una camerata polverosa di un centro sociale, poi i lavori a termine come stradini e infine la svolta illegale: gli espropri, le rapine, i regolamenti di conti.

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CATTEDRALE - capitolo XIX (seconda serie)

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Ho raccontato che Marani ha violentato una ragazza dell'impresa esterna delle pulizie. Il giochino gli si è rotto tra le mani. Poi l’ha fatta sparire con la complicità di uomini fidati della Manutenzione. Una giovane magrebina con cui avevo scambiato poche parole impacciate. Quelli come me si sentono sempre in dovere di allacciare rapporti umani con le minoranze etniche. La reciprocità nella confidenza non è affatto scontata. Specie se la minoranza in oggetto potrebbe concorrere a Miss Maghreb, manifestazione di cui ignoro l'esistenza e che susciterebbe l'interesse degli integralisti islamici e dei servizi segreti occidentali.

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Febbraio 20, 2009

Decentramento delle lotte

di Serge Quadruppani (trad. di Maruzza Loria)

Guadalupe[Da un mese i lavoratori delle “colonie d’oltremare” francesi sono in sciopero. Reclamano aumenti di salario generalizzati e uguali per tutti, quale risposta alla crisi. Uniscono rivendicazioni anticolonialiste a quelle sindacali. Chi pensa che la lotta di classe sia un ricordo del passato, dovrebbe sollevare il muso dalla greppia e guardare il mondo. Ma è un somaro e non lo fa. Peggio per lui, rischia brutte sorprese.] (V.E.)

E se l’insubordinazione della Guadalupe, della Martinica, della Réunion
(e prima della Guyana) si estendesse nella Francia Metropolitana? A quanto pare una maggioranza di francesi ci crede, e una buona parte di loro se lo augura. E se l’esigenza dei 200 euro di aumento per i salari bassi fosse estesa a tutto il paese? A quanto pare, il governo lo teme. Una vera pressione sui salari, che viene ad aggiungersi a ciò che somiglia sempre di più alla nascita di un’Onda francese, potrebbe dare alcuni bei momenti di dissidenza generalizzata.

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Febbraio 19, 2009

Riportando tutto a casa: Derek Trucks

di Filippo Casaccia

The Derek Trucks Band, Already Free, Sony Music/Victor, 2009

AlbumCoverDTB.jpgChi è Derek Trucks e perché bisogna parlare di lui su Carmilla?
Derek Trucks ha 29 anni ed è ormai un veterano: suona professionalmente da quando ne ha 11 e pubblica ottimi dischi dal 1997. È probabilmente il miglior chitarrista slide dai tempi di Duane Allman e la sua band mescola passato e futuro, soul e rhythm and blues, Miles Davis e John Coltrane, country blues e blues elettrico, influenze pakistane ed africane, tanto che potremmo dire che ha i piedi ben piantati nel Delta: quello del Mississippi, come del Gange o del Niger. È nipote di Butch Trucks, storico batterista degli Allman Brothers (con cui Derek suona stabilmente a ogni reunion annuale), e da loro ha preso la felice tendenza alla jam che ha spesso condiviso con illustri maestri come Dylan, B.B. King, Johnny Winter, Santana e Clapton. Inoltre Derek, erede dello spirito libertario e comunitario dei Grateful Dead e della Allman Brothers Band, consente di registrare e diffondere ogni suo concerto (su www.archive.org; alla domanda diretta se fosse possibile farlo ha risposto con un laconico: yes, go ahead). In un momento in cui il mercato mainstream è agonizzante, la Derek Trucks Band è un esempio di sopravvivenza ai trend, ai direttori di marketing e al pensiero unico di MTV: è una boccata d’ossigeno per chiunque ami la musica.

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CRIME: UN BILANCIO

di Giuseppe Genna
[da "il manifesto", 17.2.2009]

crime.gifMUTAZIONI DI RETORICA NELLO SPETTRO DEL NOIR
Oscenamente più splatter e abissalmente più nera di ogni genere narrativo, la morbosità derivata dalla esibizione della morte, che ci viene compulsivamente propinata dai media, sta modificando il genoma di correnti letterarie che vanno dall'hard boiled al romanzo epico. Contribuiscono alla mutazione le fiction, spesso apologetiche nei confronti delle forze dell'ordine, e le strategie dei nuovi serial tv

Più o meno da sempre i critici letterari italiani hanno inveito contro il successo di massa di alcuni libri: thriller o noir che fossero, i loro autori provenivano da zone troppo lumpen della narrativa. Ma l'onda lunga dei «libri neri» non sembra essersi perciò arrestata: la trilogia "Millennium" di Stieg Larsson, e tutto lo tsunami svedese, sono una conferma, almeno apparente, di questa vitalità.

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Febbraio 18, 2009

NEW ITALIAN EPIC: REAZIONI DE PANZA - 1a parte

depanza.jpgSulle risposte dei critici all'uscita del libro
[UPDATE 10/03/09: La seconda parte di questo testo è qui.]

di Wu Ming 1

A Walter V.
Lo zumpappà è finito.

Questa trattazione ha come oggetto principale - benché non esclusivo - quattro articoli apparsi sulla stampa nelle ultime due settimane. Si tratta di reazioni all'uscita in libro di New Italian Epic. Vado a elencarle:
- Riccardo Chiaberge, "Wu Ming, attenti a non prendere la scossa", inserto domenicale de Il Sole 24 ore, 1 febbraio 2009;
- Filippo La Porta, "Macché New Italian Epic, questo è solo glamour", Corriere della sera, 7 febbraio 2009;
- Emanuele Trevi, "Questo Wu Ming ha le gambe corte", Alias, 14 febbraio 2009;
- Fabrizio Rondolino, "Wu Ming, se questa è letteratura", La Stampa, 15 febbraio 2009.
I titoli dicono già molto. Anzi, quasi tutto. Si tratta di reazioni tra lo stizzito, il sussiegoso e il goliardico. Reazioni interessanti, poiché confermano quanto la critica e il cronismo culturale "accreditato" siano nolenti e/o incapaci di affrontare nel merito quel testo, o meglio, le questioni che pone e il dibattito che lo circonda. Al contrario, ostentano ansia di liquidarlo con poche (o in alcuni casi molte) freddure e boutades.
[Per inciso, spiace vedere in quella congrega un critico altrimenti acuto (e bravo scrittore) come Emanuele Trevi. Spero sia solo un infortunio.]
Si possono rintracciare in questi articoli alcune retoriche e tecniche ricorrenti: falsi sillogismi, sofismi, ricorso a "brani scelti" per comporre tesi caricaturali da attribuire all'avversario etc.

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Febbraio 17, 2009

Kansas City Shuffle

di Alessandra Daniele

Goodkat.JPGCome ci viene efficacemente illustrato dal killer Mr.Goodkat (Bruce Willis) all' inizio di Slevin (“Lucky Number Slevin”, 2006) una Kansas City Shuffle - o Mossa Kansas City - è un elaborato diversivo per distrarre l’attenzione delle proprie vittime da ciò che sta veramente per succedergli.
Da molti anni a questa parte ormai tutte le notizie d’apertura dei TG e dei GR, tutti i principali titoli dei giornali e dei news magazines, tutti gli argomenti più discussi nei talk show, e tutti i conseguenti tormentoni che intasano anche la blogosfera italiana, sono appunto Mosse Kansas City.

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Febbraio 16, 2009

Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 2

di Dziga Cacace

ov2-1.jpg19-Il vecchio e il nuovo di Sergej M. Ejzenštejn, URSS 1929

Il buon vecchio Sergej non tradisce mai: da accanito collezionista, recupero l’ultimo orgasmico Ejzenštejn che mi mancava (a meno che Fuori Orario non mi regali, prima o poi, Il diario di Glumov, i primi due minuti girati dal Maestro di Riga, o il fotofilm de Il prato di Bezin, chissà). Avevo letto della particolare lettura erotica che S.M.E. faceva della rivoluzione, ma non credevo che si spingesse fino a tal punto: la rivoluzione è veramente un orgasmo e il modo per dirlo non è per niente metaforico. Marfa è una contadina spiantata: la costituzione di un kolkhoz le permette, assieme ad altri poveri braccianti, di contrastare l’egoistico strapotere dei kulaki; solo la collettivizzazione delle terre e la meccanizzazione dei procedimenti di coltivazione e allevamento possono consentire l’intensivo e redditizio sfruttamento delle terre. Il particolare messaggio (che diede adito a censure molto pesanti, in un momento in cui l’industrializzazione pesante era il vero obiettivo del regime sovietico, e che costrinse al forzato finale in cui mondo contadino e operaio si abbracciano) è narrato con partecipazione ed entusiasmo, spingendo la metafora sessuale a livelli imbarazzanti, al punto che non escluderei che i tanti problemi di visibilità che il film ha avuto possano risalire anche alla pruderie dello stato sovietico: la scena in cui viene dimostrata a Marfa e compagni la validità della scrematrice meccanica mostra una serie di sottintesi sessuali mica tanto occulti; sarò io fissato, ma gli ugelli della scrematrice che eiaculano la panna sul viso dell’estatica contadina, cosa sono se non un cumshot rivoluzionario?

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Alessandro Besselva Averame: PINK FLOYD

frecciabr.gif Alessandro Besselva Averame - Pink Floyd - The Lunatic. Testi commentati - Arcana - € 19.50

pink.jpgCritico musicale e letterario, collaboratore da molti anni del Mucchio Selvaggio, al suo terzo libro per Arcana, Alessandro Besselva Averame scala l'Everest: affronta il corpus lirico dei Pink Floyd e, analizzando e introducendo i testi dei pezzi, restituisce un panorama complesso, sia di un'epoca decisiva per la definizione culturale e politica che conduce alla nostra vieta contemporaneità sia di personalità geniali come Barrett o Waters che hanno esplorato possibilità linguistiche e sonore, creando un'arte dei sensi che perdura coi suoi germogli storici e con le eredità dinamiche regalate al nostro presente musicale, poetico e narrativo.
E' con una conoscenza filologica della materia e della storia in cui si intride che Besselva Averame centra pienamente il bersaglio: mostrare "i percorsi di un immaginario così peculiare e ordinario allo stesso tempo, con la speranza di non parlare solamente ai convertiti e di spingere i possessori di The Dark Side Of The Moon e The Wall a scavare, se non lo hanno ancora fatto, sotto una superficie diventata ormai luogo comune".
Da PINK FLOYD - THE LUNATIC. TESTI COMMENTATI, pubblichiamo il primo capitolo, ringraziando per il permesso autore ed editore. [gg]

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Febbraio 15, 2009

CATTEDRALE - capitolo XVIII (seconda serie)

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Sono tornato al mio carretto dopo i giorni al Reparto Imballo, la catena di montaggio è ripartita.
Sono sereno, intontito e beato, l'abitudine è un potente narcotico. Riprendo il lavoro che so eseguire correttamente nei tempi previsti dallo Standard Work. Ogni volta mi stupisco di come una parte di noi, la più grossa e determinante, possa affezionarsi alla prigionia della Cattedrale.

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Febbraio 14, 2009

Il voto in Venezuela. Le elezioni amministrative a Sucre

di Stefano Boni

PasionPatria.jpg[Tra pochi giorni si vota, in Venezuela, sulla possibilità che un presidente, nella fattispecie Hugo Chávez, possa essere rieletto più volte consecutive (ciò a cui aspira anche il diretto rivale di Chávez nella regione, Alvaro Uribe, presidente della Colombia). Ma le elezioni saranno trasparenti? Stefano Boni, di idee libertarie, riferisce delle ultime elezioni cui ha assistito in Venezuela, le amministrative del novembre 2008, senza tacerne luci e ombre.]

Il 23 Novembre si sono svolte le elezioni regionali in Venezuela. Il Venezuela è una repubblica federale, si eleggevano, quindi, i governatori di 22 stati e i sindaci. Il Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV), di Chávez si è aggiudicato 17 dei 22 stati, perdendo però nella capitale Caracas e in altri stati popolosi. Nel complesso il PSUV ha ricevuto circa il 54% delle preferenze sconfiggendo l’insieme variegato delle opposizioni, con uno spettro che va da partiti di ispirazione comunista, che si sono rifiutati di entrare nel PSUV lanciato da Chávez lo scorso anno, a frange neoliberiste.

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Febbraio 13, 2009

Ma 6T va crack-er

di Mauro Gervasini

Ma6TvaCrack-er.jpg[In occasione dell’uscita di "Nemico pubblico n. 1 – L’istinto di morte", biografia romanzata del criminale Jacques Mesrine, nelle sale dal 13 marzo, un articolo sul regista del film Jean-François Richet e sul suo esordio “banlieuesard”.]

"Ma 6T va crack-er". La mia città sta per esplodere. Potrebbe essere la drammatica constatazione di qualcuno che dalla sua casa di Clichy-sous-Bois, periferia di Parigi, guarda in cortile e vede solo fuoco e fiamme. Invece è il titolo di un film, un bellissimo film, realizzato una manciata di anni fa (1997) da Jean-François Richet e purtroppo mai distribuito in Italia. Una storia semplice. Problemi in una banlieue, la polizia interviene, la polizia spara, qualcuno muore, tutti gli altri si ribellano. Come L’odio - La Haine di Mathieu Kassovitz, altro titolo del quale non si può che parlare bene. Con un distinguo però. Ma 6T era fatto da dentro. Dal luogo che racconta. Dal ventre del disagio, quello che vomita veleno e rabbia senza Dio.

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Febbraio 12, 2009

Le domande assurde di Panorama a cui Battisti "non risponde"

di Carmilla

FrancescoGattoniDignitaDiCesaew.jpgSu Panorama del 12 febbraio 2009, il giornalista Giacomo Amadori ha elencato una serie di domande, raccolte tra i magistrati e gli ex compagni, cui Cesare Battisti non saprebbe o non vorrebbe rispondere. Ebbene, ci proviamo noi, quale appendice alle nostre FAQ. Qualche considerazione in chiusura.

1) “Signor Battisti, lei ha indicato gli autori degli omicidi di cui è accusato. Come fa a sapere i loro nomi?”

Il giornalista Amadori evidentemente non sa che Battisti, nel 1981, era tra gli imputati del “processo Torregiani” (con l’accusa di detenzione di armi, che lo condusse alla condanna a 12 anni di carcere). I nomi che ha fatto sono quelli dei condannati al processo. Come poteva ignorarli?

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Febbraio 10, 2009

LETTERATURA DI VIAGGIO E NEW ITALIAN EPIC: Ipotesi per una narrativa di transito

india_4.jpg
di Gaia De Pascale *
[In calce a questo post, link e novità dal dibattito sul NIE]

Se c’è un buon motivo per scrivere un articolo su letteratura di viaggio e NIE è senz’altro questo: la storia del viaggio e la storia della letteratura sono indissolubilmente legate fin dall’antichità, tanto che l’antropologo Francesco Remotti ha parlato di “rituale universale del resoconto” [1], vero e proprio rito di passaggio che caratterizza qualunque individuo e qualunque società in qualunque tempo. Da sempre si viaggia, e da sempre i viaggi vengono raccontati, con ogni mezzo e in ogni forma. Quella che anticamente era una performance orale si è progressivamente trasformata in una tradizione scritta, e poi ancora oltre, fino ai giorni nostri, quando ogni supporto è buono per testimoniare lo spostamento – dalla macchina fotografica al filmato in digitale, dall’ostensione di souvenir al diario, fino ad arrivare, ancora una volta, al resoconto orale.

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Febbraio 08, 2009

L'ISTITUZIONE-BRANCO

salo_pasolini.jpgdi Wu Ming 1

La clinica nido di membra stanche la casa del riposo
sorge su un colle azzurra come lama di forbice
bianca come latte in polvere come
un lenzuolo e silenzio attorno
La Pace
Arcadia dell'ultimo miglio
qui si è raccolta la famiglia prega assiste la ragazza
si prepara
morta da tanti anni si appresta a morire
senza la paura né l'orrore né bisogno
di aggrapparsi a una mano nell'ultimo momento
[come nei film prove d'attore a buon mercato]
prima del tuffo nel vuoto perché fluttua già nel vuoto
magra nel sarcofago vuoto solo un canale non sintonizzato
sotto la palpebra vuoto

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Il corpo e il sangue di Eluana Englaro: lo stupro assoluto

di Giuseppe Genna

eluana_englaro.jpgPrima di iniziare qualunque discorso sulle drammatiche ore che sta vivendo il Paese, poiché queste ore si scatenano utilizzando in maniera oscena e quasi triviale il corpo e il sangue di Eluana Englaro, è a lei - a quello che è stata e a quella crisalide abbandonata che è ora - che dovrebbe andare un silenzio meditativo e privo di giudizio. Il suo corpo e il suo sangue non sono offerti in dono, e comunque non affinché l'eventuale dono si tramuti nel massacro volgare a cui stiamo assistendo. Il suo corpo inabile poiché inabile è il suo organo cerebrale, e quei 17 anni di pura vegetazione: la tragedia prima è questa, cioè l'artificialità con cui la natura è stata soppressa da una seconda natura, violentissima, che ne ha stuprato la volontà certa, comprovata, che lei non avrebbe desiderato per sé l'artificio che mantenesse respirante un corpo incapace di sopravvivere, nemmeno di vivere, senza l'ausilio di questo emblema della tragedia tutta, che è "il sondino".
Davvero non coglie pietà a fronte di un corpo rattrappito, una persona che non detiene più il principio di personalità? Pietà pura, intendo: non giudizio pietoso o pietistico, e tantomeno ideologico.
Raffiguratevela mentalmente e sentitevi lei. Perché, se non si riaccende l'empatia e la pietà, cioè l'amore stesso, ogni parola è vana e ciò che si sta per leggere diventa ulteriore rumore nella lugubre e drammatica caciara di queste ore italiane - nell'espropriazione definitiva dell'Italia repubblicana da se stessa, che è la fase che ci stanno facendo vivere: a noi, non a Eluana.

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Febbraio 07, 2009

CATTEDRALE - capitolo XVII (seconda serie)

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Riprende, per otto nuove puntate, la pubblicazione di Cattedrale, il romanzo scritto dentro e sulla fabbrica da Saverio Fattori: un romanzo che la forza degli aventi ha trasformato in un romanzo dentro e sulla crisi. Buona lettura!
Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Oggi in mensa ho raccontato dell’Ufficio Fantasma. Con i polpastrelli ho percorso l’ideale profilo di una porta di cui ricordavo l’esistenza e che è scomparsa. Non posso sbagliarmi, stava in angolo, a un paio di metri da un bagno e altrettanti dall’Ufficio Spedizioni. Prima di essere trombato andavo a redigere nuove procedure e a modificarne altre obsolete.

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UN CONDANNATO A MORTE E’ FUGGITO

di Alessandro Morera

Uncondannato.jpg“Questa è una storia vera, io la racconto cosi com’è, senza ornamenti”
(Robert Bresson)

1943 Lyon: Occupazione tedesca. Il film di Bresson inizia subito con una suspence creata dal realismo dei dettagli: mano sulla portiera, finestrino dell’automobile, cambio delle marce. In due minuti, il film passa dalla presentazione di un tentativo di fuga, attuato e fallito, alla prigione: un ritmo vertiginoso, creato non solamente attraverso il montaggio. Una volta che il protagonista si trova in prigione, la dominante del film diviene la voce fuori campo, espressione del pensiero del protagonista, in funzione anche di commento della propria situazione e delle cause che a questa lo hanno portato. Il condannato a morte del film è un artigiano francese, che durante una rissa ha ucciso un soldato tedesco.

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Febbraio 06, 2009

Omaggio a Edgar Allan Poe

di Alessandro Morera

poe.jpg"Esiste allora una diabolica provvidenza che prepara l’infelicità dalla culla,
che getta premeditatamente esseri angelici, ricchi d’intelligenza, in ambienti ostili, come martiri nel circo?
Vi sono dunque delle anime sacre votate all’altare, condannate a camminare verso la gloria e la morte, calpestando le proprie macerie?
L’incubo delle tenebre stringerà in una morsa eterna queste anime elette? Inutilmente si dibattono, inutilmente si addentrano al mondo,
ai suoi fini ultimi, agli stratagemmi; perfezioneranno la loro prudenza, sprangheranno tutte le uscite, barricheranno le finestre contro i proiettili del caso;
ma il diavolo entrerà dalla serratura; una perfetta virtù sarà il loro tallone d’Achille, una qualità superiore il germe della loro dannazione."
(Charles Baudelaire, “Introduzione a Edgar Allan Poe” 1856)

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Febbraio 04, 2009

Il "caso di Ponticelli" : il mito della zingara rapitrice diventa un precedente giudiziario

di Alberto Prunetti

fotorom_vicenza.jpgI lettori di Carmilla ricorderanno l’episodio di una quindicenne rom, A.V., accusata di aver tentato di “rubare” lo scorso maggio una bambina (1) in un appartamento di Ponticelli, vicino Napoli. Si è trattato di un episodio che ha costituito un alibi per un pogrom ai danni dei rom che vivevano nei dintorni di Napoli e che è stato utilizzato dal governo come detonatore per giustificare un giro di vite che sta portando all’approvazione di alcune norme liberticide eufemisticamente definite “pacchetto sicurezza”.
Ma la novità sta nel fatto che per la prima volta, lo scorso 12 gennaio, un giudice ha emesso una condanna di colpevolezza ai danni di una donna rom per l'accusa di sequestro di persona. Sul processo sono emerse, secondo la difesa, alcuni elementi che lasciano riflettere.

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Una statua in bronzo per il cazzo di Barack

di Al Goldstein

IGoldstein.jpg[Al Goldstein è stato per trent'anni una voce importante della cultura underground statunitense. Ha creato e diretto il settimanale pornografico Screw, uscito dal 1968 al 2003 (esce ancora, ma con altra proprietà). Sulle pagine della rivista, formato tabloid e molto più volgare delle concorrenti patinate, da Playboy a Hustler a Penthouse, ha attaccato quasi ogni valore della società americana: il capitalismo (in nome dell'anarchismo), la famiglia, il militarismo, tutte le religioni, tutte le personalità di grido, tutti i presidenti e i nomi noti del mondo degli affari. Ne sono scaturiti innumerevoli processi, molti di più di quelli subiti dal suo amico Larry Flynt. Le copertine di Screw, disegnate da artisti come Robert Crumb e Wally Wood, sono entrate nella leggenda.
Attualmente Al Goldstein, ricoverato in ospedale, tiene un suo blog molto frequentato. Ne riportiamo un eccentrico saluto alla presidenza di Barack Obama, cui peraltro non ci associamo del tutto, per innata diffidenza verso i presidenti americani.] (V.E.)

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Febbraio 03, 2009

Vittime di guerra

di Danilo Arona

Branco.jpgUna ricerca clinica di quasi trent'anni fa, Men Who Rape di Nicholas Groth e H. Jean Bimbaum (Plenum Press. New York, 1980) è in grado di offrire ancora oggi considerazioni per nulla datate e sorprendentemente attuali su certi, orribili fatti di cronaca nera in fase dilagante qui come in diverse altre parti del mondo. Tra i reati quello dello stupro, in buona parte consumato ai danni di donne più o meno giovani e non di rado accompagnato dalla morte della vittima, è tra i più odiosi e tragici, di certo non sanzionato a dovere dai codici di riferimento. Ma un eventuale inasprimento penale (per quanto auspicabile se non altro per un minimo di tutela preventiva) non risolverebbe il problema: in certi stati americani dove gli stupratori conclamati se ne vanno in galera per molti anni, il reato non ha mai conosciuto significative percentuali di calo, giusto per rinforzare il secolare dibattito tra le ampiezze dei delitti e delle pene.

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Febbraio 02, 2009

Schegge di TG

di Alessandra Daniele

TG-C.JPGIeri il TG 1 ha aperto l'edizione delle 13.30 con la condanna papale dell’eutanasia. Un vero scoop.
Il TG 1 è particolarmente sensibile all’argomento.
Se si potesse staccare la spina a chi è in coma irreversibile da morte cerebrale, il TG 1 perderebbe il 90% dei suoi telespettatori abituali.
E il suo direttore, Gianni Riotta.
Quella del TG 1 di ieri è stata però un’eccezione.
Da settimane infatti tutti i TG aprono regolarmente con Cesare Battisti, dipingendolo come una sorta di Supervillain, capace di macchiarsi di qualsiasi delitto, restando sempre impunito.
Gli italiani finiranno per volerlo eleggere presidente del consiglio.
A parte la scontata apertura, quale sarà il sommario dei TG di domani?
Carmilla è in grado di anticiparlo:

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Febbraio 01, 2009

Battisti "delatore"?

di Valerio Evangelisti

Liberez.jpgCi mancava solo questa. Cesare Battisti sarebbe una spia (per la “grande stampa”, a cui peraltro le spie piacciono tanto, al punto di averle come redattori e persino come direttori) perché avrebbe fatto, “dopo trent’anni”, i nomi dei suoi complici.
Le solite cazzate, volte a denigrare il “mostro” in un modo o nell’altro.
Battisti, in una lettera alla stampa brasiliana leggibile qui, ha semplicemente parlato del delitto Torregiani (a cui non partecipò direttamente), e detto i nomi di chi fu condannato per l’omicidio, “secondo le autorità italiane”.
Quei nomi erano sconosciuti solo ai giornalisti stile “L’asso nella manica” che parlano di un caso di cui non sanno nulla, e ad Alberto Torregiani, che continua a reclamare la punizione dell’uccisore, come non sapesse che i colpevoli erano stati presi poco dopo il crimine. Quei nomi erano fatti nelle nostre FAQ e, prima, nel volume di Fred Vargas La vérité sur Cesare Battisti.

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