testatahomenew.jpg

Dicembre 31, 2008

Bruttowulf

di Valerio Evangelisti
(da Robot n. 55)

Beowulf.jpgHo avuto la sfortuna di vedere ben tre Beowulf. Una versione fantascientifica, praticamente inguardabile, con Christophe Lambert protagonista. Un film islandese tutto sommato decoroso, malgrado l’evidente povertà di mezzi, intitolato Beowulf e Grendel. Infine il raccapricciante La leggenda di Beowulf. A questo punto, non voglio mai più sentire parlare di Beowulf in vita mia.
Noto solo una cosa, prima di addentrarmi nell’orrore. Il poema Beowulf, scritto attorno all’anno mille, è ritenuto il più importante testo anglosassone antico. Si pensi cos’aveva già prodotto, a quel tempo, la letteratura latina, e prima ancora quella greca; di lì a poco, quella in volgare. Inglesi e danesi riuscirono solo a partorire questa stronzata. Il che dimostra dove stia la civiltà.

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Dicembre 30, 2008

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Tredicesima parte

di Luca Barbieri

Autonomi4.jpgQui le precedenti puntate.

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Nei mandati di cattura non si parla dei ferimenti avvenuti in questi anni a Padova. Ma sempre secondo indiscrezioni alcune delle persone arrestate potrebbero avere responsabilità nella fase preparatoria di almeno un azzoppamento, mentre, sempre a mezza voce, c’è qualcuno che aggiunge: “Per ora di fatti di sangue non si parla perché il magistrato non sarebbe contento”. Per cui ci sarebbero da prevedere molte sorprese. [...] C’è allora il sospetto, per ora solo un sospetto non provato da fatti, che si sia in presenza di qualche testimonianza interna, molto circostanziata, tale da poter permettere di ricostruire tutto un lungo e complesso periodo. Insomma che si sia in presenza di un piccolo Fioroni veneto.

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Dicembre 28, 2008

Lo sguardo mutilo (Visti e rivisti 1995 - 1997) 11

di Dziga Cacace

SM11a.jpg321-Ritratto di signora di Jane Campion, Gran Bretagna/USA 1996

Premetto che non ho né letto il romanzo di James, da cui è tratto il film, né ho visto le precedenti opere dell’osannata regista australiana. Vado al cinema per capire: Lezioni di piano mi aveva istintivamente respinto (ma tra qualche giorno giuro che lo vedo) ma i pareri, completamente opposti, suscitati da quest’opera, hanno decisamente invogliato la visione, tanto più che volevo verificare se Hilda fosse una pazza isterica (lo è, lo è, ma non solo) e se il suo totale rifiuto del film in questione fosse un’uterina presa di posizione. Mio malgrado non ho sciolto i dubbi relativamente alla sua follia, ma, riguardo al film, mi sono trovato perfettamente d’accordo, reagendo, se possibile, in maniera ancor più scomposta. Ritratto di signora è un inconcludente e melenso pappone, lungo e presuntuoso; costantemente sfigurato da una fotografia ai limiti dello stomachevole (dominanti spurie che sfuggono da ogni parte, nessuna coerenza di luci e colori, controluce caffèlatte gestiti pessimamente), il limite più grosso del film è proprio nel “ritratto di signora” che non ci viene fornito: la psicologia del personaggio è tratteggiato con la finezza psicologica di un boscaiolo alle prese con una quercia secolare e il presunto rapporto con il marito è risolto esclusivamente dalla notevole presenza attoriale e recitativa dei due attori principali (i bravini Malkovich e Kidman).

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Dicembre 27, 2008

Serge Quadruppani: Y

y.jpgdi Giuseppe Genna

Da quanto tempo non leggevo un poliziesco, un thriller, un noir o una spy story di così penetrante bellezza come è frecciabr.gif Y (Marsilio, € 16) di Serge Quadruppani? Da anni. Colui che qualcuno ha definito "l'unico autore NIE francese" (un paradosso che non è per niente ironico, alla luce di Y) pubblicò Oltralpe, nel 1991, un libro di profezie che non si sono autoavverate: si sono avverate e basta. Profezie politiche, strali sociologici ad alta velocità, prefigurazione di intrecci a ogni livello, soprattutto letterario. Poiché è qui la lingua a farla da padrona, ed è il motivo per cui da anni un libro "nero" non mi esaltava tanto - qui abbiamo a che fare con una potenza linguistica che la traduzione di Maruzza Loria restituisce intatta. E' una struttura tipicamente à la Le Carré, quella di Y, messa al servizio di una capacità di scrittura che lascia esterrefatti, incantati: una scrittura che smuove indignazione, ammirazione, desiderio di emulazione, incanto.
A mio modestissimo parere, Y si mangia qualunque thriller di questi anni, e non solo perché varca e distrugge il genere (ad altezza '91), ma perché arriva in traduzione italiana nel 2008 con un impatto fortissimo sul genere romanzo: i tempi sono maturi perché si capisca bene cosa ha fatto Quadruppani. Basta praticare il confronto con "gli svedesi" che vanno di moda: più che Stieg Larsson, il Persson della saga Olof Palme. Ne escono distrutti: il confronto con la prosa e la sapienza letteraria di Quadruppani è insostenibile.

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Dicembre 26, 2008

La Penisola dei Famosi

di Valerio Evangelisti
(da "2009, un anno in rosso", suppl. a il manifesto, dicembre 2008)

Penisola.jpgL’anno 2009 fu decisivo per l’Italia. Un ministro fantasioso, Giulio Tremonti, escogitò il modo per sottrarre l’economia italiana alla crisi che attanagliava il mondo. Una soluzione semplice e originale: fare del paese, per sua natura incline all’esibizione e alla vena farsesca, uno spettacolo. Un reality show. Grazie ai satelliti, gli spettatori del mondo intero avrebbero potuto osservare ciò che accadeva nella penisola, zoomando a piacimento da un quadretto familiare all’arena politica. Il prezzo dell’abbonamento avrebbe rimpinguato le casse esauste del Tesoro.
Fu un successo immediato. Da tutto il mondo, tramite appositi decoder distribuiti da Mediaset su scala internazionale, ci si collegò alla Rete per seguire ciò che avveniva in Italia.

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Dicembre 24, 2008

Un weekend del 1993 (A/R senza supplemento) - 5

di Filippo Casaccia

Ar5.jpgDio c’è

La coppia anonima si rivela subito pericolosissima. Lui è un trentenne, che parla con voce soporifera. Alla povera amica che gli sta a fianco racconta del portafogli rubato sabato sera dal cruscotto della macchina di un amico. Deve rifare i documenti ed è molto scocciato. Conclude che saranno stati tossicodipendenti. Vorrei interloquire: “magari negri”. Comunque non si può andare avanti, continua, perché è tutto tassato e non vale più la pena di lavorare. Non esprime motivazioni politiche: è il vero fascista inconscio, che non ha opinioni se non quelle che richiedono meno sforzi mentali e presuppongono il miglior ritorno personale. Poi, questo curioso tuttologo, attacca a parlare della calvizie ed è sicuro che alimentazione, inquinamento e soprattutto stress siano letali per il capello. A questo punto temo di tornare a Genova completamente pelato.

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I libri che bucano il reale

di Danilo Arona

BergierLesLivresMaudits.jpgRicevo mail sempre più interessanti a ridosso de La luce oscura. Sempre più in sintonia e sempre più con impressioni condivise. Quindi per un po' sospendo le numerose altre testimonianze – ancora inedite – sulla percezione planetaria sull'Onda in arrivo per passare ad altro argomento. Forse anch'esso condiviso quanto l'Onda, ma a un livello meno consapevole. Ecco cosa mi scrive l'amico Antonello:

Sono un appassionato del genere horror ma stranamente, non avevo letto mai nulla di King, fino a quest'estate. Lo conoscevo di fama, nulla di più. Poi comprai Pet Sematary durante un periodo di permanenza quasi obbligata, per motivi familiari, con mio figlio al mare. Non ho la patente e d'estate dipendo da mio padre per gli spostamenti.

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Dicembre 23, 2008

Triste Marsiglia

di Valerio Evangelisti

AVoltoCoperto.jpg[Questa è la mia breve introduzione al fumetto di Luana Vergari (sceneggiatura) e Francesco Mattioli (disegni) A volto coperto, ed. Tunué, 2008, pp. 92, € 11,00. Lettura consigliatissima a chi ami il cinema noir francese degli anni '60 e '70.]

Un omaggio alla grande tradizione del noir francese anni Sessanta-Settanta, con le sue propaggini nella fine dei Cinquanta e negli inizi degli Ottanta. Così si presenta questo A volto coperto, al di là degli insistiti riferimenti al film di Jean-Paul Godard Fino all’ultimo respiro (che peraltro è molto più di un noir). L’intento rievocativo, oltre che alla storia, è legato alle immagini: umbratili, tratteggiate e frastagliate, mai troppo definite. Si immagina un lavoro certosino, compiuto dal disegnatore, per coniugare la nitidezza di una vicenda in corso alla dimensione del ricordo, riguardante l’ambiente.

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Dicembre 22, 2008

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Dodicesima parte

di Luca Barbieri

Autonomi3.jpgQui le precedenti puntate.

c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

4. Giugno – Luglio: guerra tra giudici

Tra fine giugno e luglio, di fronte a uno stallo delle novità dal lato inquirente (l’unica novità è rappresentata dall’arresto a inizio di giugno di Paolo Virno e Lucio Castellano, redattori di Metropoli) esplode il conflitto tra il giudice istruttore Giovanni Palombarini e il Pubblico Ministero Pietro Calogero. Il conflitto inizia sulla stampa già a fine giugno. Calogero ha presentato 14 nuovi mandati di cattura (“Padova: altri mandati di cattura?”, Unità 28 giugno) ma Palombarini non si decide a dare il via libera agli arresti. Calogero per tutta risposta parla e attacca, il termine non è esagerato, il giudice istruttore sull’Unità del 30 giugno (“Perché ristagna l’inchiesta a Padova sull’Autonomia” il titolo, e in occhiello “Amara e preoccupata dichiarazione del PM Calogero”).

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Dicembre 21, 2008

Il futuro

di Lucio Dalla

LucioDalla.jpg[Da Lucio Dalla, Marco Alemanno, Gli occhi di Lucio (Bompiani, 2008), riportiamo un capitolo in assonanza con le tematiche trattate da Carmilla. Ringraziamo l'amico Lucio per averci gentilmente fatto avere il testo.]

Perché un cantautore come me, dopo aver fatto, scritto tante canzoni che parlano di “domani” e del “futuro”, ha immediatamente accettato di riscrivere Tosca, un’opera pensata e rappresentata in tutti i Paesi del mondo da più di cento anni? Il perché è presto detto: quel “domani” e quel “futuro” che vedo nelle mie canzoni non è mai solo il mio, ma è una storia, una sceneggiatura, un quasi film cantato dove, al posto degli attori, ci siamo tutti noi.
E’ inevitabile che chi scrive canzoni, prima o poi, sogni di scrivere il suo “capolavoro” e se anch’io inciampassi nell’umile presunzione di farlo, comincerei subito a cercare le desiderate parole, le lucide celesti armonie o le acuminate e “stelliche” note, già sapendo però che verrebbe fuori l’ennesima canzone che parla del futuro; solo che per questa ho già il titolo pronto da anni e sarebbe: Il Futuro è un ritardo infinito.

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Dicembre 20, 2008

I Demoni moderni

di Valerio Evangelisti

PentitiDiNiente.jpg[Pubblico la mia prefazione a un piccolo, importantissimo libro: Antonella Beccaria*, Pentiti di niente. Il sequestro Saronio, la banda Fioroni e le rivelazioni di un presunto collaboratore di giustizia, ed. Nuovi Equilibri, 2008, pp. 212, € 12,00.]

Forse è inevitabile che, a lato di fluviali movimenti di massa, durante fasi importanti di trasformazione politica e sociale, si formino pozze oscure, in cui sguazza una fauna dall’incerto profilo. Dostoevskij, con "I demoni", ne fornì un esempio, romanzando magistralmente un episodio di cronaca: l’assassinio, da parte di un gruppetto di rivoluzionari russi guidato da Nestor Nečaev, di un loro compagno.
Anche l’Italia degli anni Settanta, in preda alle convulsioni positive e negative di mutamenti profondi, destinati a lasciare il segno sui decenni successivi, ebbe il proprio Nečaev: Carlo Fioroni. Figura ancora più sinistra, per non dire diabolica, dell’antesignano, il quale quanto meno non tradì mai il credo gelido cui si era consacrato, né il ferreo catechismo (“una regola benedettina”, lo definì Bakunin) che ne sorreggeva la messa in pratica. Invece Fioroni, ucciso il compagno e supposto amico Carlo Saronio, tradì un po’ tutti: chi era stato suo complice e chi non lo era stato affatto. Senza altre finalità se non quella della salvezza propria.

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Dicembre 18, 2008

Un weekend del 1993 (A/R senza supplemento) - 4

di Filippo Casaccia

Ar4.jpgSvengo anch'io

Il problema del lunedì mattina è che si va a dormire la domenica sera. Si dorme da weekend, ma ci si sveglia da settimana lavorativa e le due cose vanno poco d’accordo. Cioè, so che non è un concetto molto chiaro, ma se dormo sei ore per notte durante la settimana non rappresenta un problema: bastano una secchiata d’acqua gelida in faccia, un caffettone fortissimo e via, in Vespa verso la Facoltà. Il sabato e la domenica, invece, dormo secondo ritmi umani e mi godo anche nove ore di sonno. Comunque, dopo un weekend così, col rave sulle spalle e i peperoncini eritrei ancora sullo stomaco, vado a dormire come se mi aspettassero nove ore di sonno ed invece, poi, il lunedì mattina tocca tornare a Genova per l’immancabile lezione di Scienza delle costruzioni.

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ALAN D. ALTIERI e VALERIO EVANGELISTI: Indagini nell'apocalisse

di Mirko Tavosanis *

1. Introduzione

evangelisti_altieri.jpgLa narrativa di genere italiana presenta molti spunti interessanti per un'analisi tematica. L'idea da cui parte questo intervento è che una simile analisi produca risultati interessanti soprattutto se condotta secondo un'ottica nazionale (per quanto il concetto sia poco alla moda): in altre parole, nella narrativa degli autori contemporanei affiorano costanti tematiche che sembrano tipicamente italiane, prive di equivalenti in altri contesti nazionali.
Per una curiosa coincidenza, pochi giorni dopo la presentazione orale di questo intervento è stata pubblicata in rete la prima stesura del memorandum New Italian Epic di Wu Ming 1, arrivato da poco alla versione 2.0. Anche se da un'angolazione molto diversa, alcuni degli spunti presentati qui trovano eco in questo fortunato lavoro che programmaticamente dichiara l'intenzione di esplorare « tutti insieme lo strato profondo, quello dove si intrecciano le radici di tante opere, opere in apparenza diverse ma che molti lettori sentivano affini e consonanti ». E soprattutto, dichiara che « Sotto la produzione di molti autori italiani degli ultimi dieci-quindici anni vi è un giacimento di immagini e riferimenti condivisi. Dalle trasformazioni che avvengono là in basso (si pensi a materia organica sepolta e compressa che pian piano diventa idrocarburo) dipende il futuro della narrativa italiana ». Se sull'ultima parte del discorso si può discutere, sulla prima non è difficile convenire.

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Dicembre 17, 2008

Non si vive di solo Dick

di Riccardo Valla

Pkd.jpgGli scrittori dovrebbero ormai saperlo, che Hollywood nuoce gravemente alla salute, proprio come una sigaretta del ministro Sirchia. Dopo avere ridotto all’alcolismo Fitzgerald e Woolrich – Hammett si è salvato, ma soltanto perché c’è Bogart; i film tratti dai suoi romanzi brillano per incomprensibilità – adesso è riuscita a rendere odioso Dick. Odioso anche a un suo vecchio estimatore come il sottoscritto.
Dick stesso si è salvato in tempo, morendo con ancora sulle labbra l’ultimo insulto contro gli sceneggiatori, e non ha dovuto provare il dispiacere di dover assistere allo scempio, ma l’inarrestabile trita-tutto californiano ha proceduto ugualmente alla sua demolizione. Dopo il primo film di successo, si è susseguita una spietatissima serie di B-movies a lui ispirati, con dei tonfi che uomini e cavalli di tutti gli uffici stampa non sono mai riusciti a rimettere in cima al muro della classifica.

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Dicembre 16, 2008

Democrazia diretta

di Alessandra Daniele

italia.JPGClaude fu bloccato da un paio di agenti davanti all’uscita del terminal.
- Benvenuto al confine dell’Italia, il paese più democratico del mondo! – gli sorrise la donna.
- Fra qualche minuto le diremo il risultato della votazione – disse l’uomo.
- Quale votazione?
- Gli italiani stanno decidendo se permetterle di entrare nel nostro paese.
- E perché?… Non sono mica un famigerato criminale!…Sono solo un turista qualunque!
La donna annuì.
- Lo sappiamo, ma i nostri cittadini hanno il diritto costituzionale di decidere direttamente su chiunque venga ammesso nel nostro paese.

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Dicembre 15, 2008

Nathan Gelb: DELITTI SOTTO LA CENERE

di Anna Castriota-Scanderbeg *

DelittiSottoLaCenere.jpgNathan Gelb, Delitti sotto la cenere. Un nuovo caso per il Principe di Sansevero, Sperling & Kupfer, 2008, pp. 542, 27 incisioni d'epoca, € 20,90.

Geniale affabulatore americano dal cuore europeo (compone infatti
direttamente in italiano), lo scrittore Nathan Gelb ha da poco dato alle
stampe il suo secondo romanzo Delitti sotto la cenere. Sembra il
misterioso distillato di un alambicco, non solo per l'intricata e appassionante vicenda narrata, ma anche per il modo di procedere nella stesura: per sua affermazione Gelb scrive a mano e non al pc, non traccia alcuna scaletta, l'inizio e la fine del romanzo sono i suoi punti di partenza, il resto viene da sé. Ma uno degli effetti mirabili di questo metodo creativo, oltre ovviamente alla formazione culturale e alla ricchissima fantasia dell'autore, è la sua prosa stilisticamente raffinata nonché la capacità di elaborare la sequenza delle scene come fotogrammi quasi da lui veduti scorrergli innanzi agli occhi e come tali restituiti al lettore.

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Dicembre 14, 2008

Michele Vaccari: da HABEMUS POWER!

michele_vaccari.jpgdi Michele Vaccari

[Nello storico giorno in cui, sulle pagine della "Gazzetta dello Sport", Margaret Mazzantini dichiara: "Io non sono come la Meyer, quelle sono fiammate usa e getta senza qualità. Io faccio Letteratura, con la L maiuscola", sono orgoglioso di pubblicare un brano dal romanzo inedito Habemus Power!, di cui è autore Michele Vaccari, già apprezzato per il suo esordio con Italian Fiction, uscito per i tipi ISBN. Non accenno alla trama scorticante di questo libro: basta assaggiare la lingua e lo spasmo immaginifico di una prosa che, a mio modestissimo parere, divora ogni tentazione postmoderna con i mezzi del postmoderno e dovrebbe essere immessa all'istante nel circuito editoriale cartaceo. In calce, un'intervista video all'autore, in veste di regista (non fa solo lo scrittore; oltre a dirigere la collana VerdeNero, è anche sceneggiatore). Tenete d'occhio Michele Vaccari - il libro s'ha da fare, solo uno stupido lascerebbe impubblicato un simile scrittore. giuseppe genna]

CAPITOLO UNO SUL SERIO
-Vent’anni prima dell’eludibile-

Con i pensieri ancora luridi d’infanzia, Santo varca il soglio del suo meretricio. Il clero è ovviamente esaltato nell’accogliere tra le schiere dei suoi futuri presbiteri una mente già pervasa di convinzioni che non necessita di essere vaticinata da zero, convinzioni che, in realtà, chissà quanto gli appartengono, essendo per loro natura artificiose cioè inculcate senza contraddittorio, radicate con l’idioma profondo degli editti: Santo si appresta al lettorato e all’accolitato ignaro dell’eventuale messa in dubbio delle tesi nucleari alla sua catechesi.
Lui, almeno lui, lo intuirà prima o poi: la vocazione obbligatoria per il pargolo è solo un rubinetto che Salvatore Bustarelli apre a pieno regime quando ha bisogno di lavarsi la rettitudine, Santo in seminario ha lo stesso ruolo di uno straccio che arriva dal passato per spazzare gli acari sopravvissuti di una verità trattata come un germe micragnoso e nocivo.

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Dicembre 12, 2008

Conversazioni con Ivan Illich

illich.jpgdi Alberto Prunetti

David Caley (a cura di), Conversazioni con Ivan Illich, Milano, Elèuthera, 2008, pp. 224, 18 euro

La casa editrice Elèuthera ripropone in una nuova edizione le Conversazioni con Ivan Illich, un’ottima chiave per entrare nell’opera di un intellettuale anti-accademico che merita più di una lettura. Gli scritti di Ivan Illich, caratterizzati da una pulsione cosmopolita e anti-istituzionale decisamente libertaria, rischiavano qualche anno fa di non trovare più posto nei cataloghi di quegli editori che negli anni settanta e ottanta avevano curato la prima traduzione italiana della sua opera.
Merito di Elèuthera è stato quello di individuare la rilevanza e l’attualità dell’opera di Illich, proponendo un testo che dopo una prima edizione nel 1994 viene adesso ristampato con una nuova veste editoriale.

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Dicembre 11, 2008

Un weekend del 1993 (A/R senza supplemento) - 3

di Filippo Casaccia

AR3.JPGMetti un sabato sera, al rave

La serata s’è subito messa bene. Vecchi amici, un buon rosso e cibo eritreo. Raffa e io siamo gli unici fessi che, da veri ghiottoni, ingoiano il peperone verde piccante intero. Saporito sì, ma fortino e la lingua diventa un altoforno. Le lacrime agli occhi e la sudorazione da sauna non c’impediscono di apprezzare il compagno Pier che tiene banco durante la cena e sfoggia il suo ethos. Sembra una convention elettorale perché espone, in 100 punti, il suo programma, con una parola buona per tutti: il frignone Leoluca Orlando, Di Pietro, Occhetto, Formentini, gli orridi Ragazzi del muretto, Castagna, Venditti, Alba Parietti, Minghi, Costanzo, Mino Damato, Mara Venier, Pannella, Sgarbi, Fede, Ferrara e Berlinguer padre, figlia e fratello. E di Andreotti ha una certezza: “Altro che un bacetto a Riina, ci ha messo 5 centimetri di lingua”. E ancora Santoro, Guglielmi, Curzi, Donatella Raffai, Dandini e Augias: “E questa è la cultura di Rai3: tutti gli animali della savana che ciulano”.

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Christmas Karol

di Alessandra Daniele

Catene.JPG
Fu svegliato da uno strano clangore di ferraglia.
Aprì gli occhi, e lo vide davanti al suo letto, in piedi, vestito di bianco, alto ma curvo, come negli ultimi anni. Coperto di grosse catene rugginose.
- Salve Joseph – disse. La sua voce inconfondibile sembrava provenire dal fondo dell’inferno.
Joseph biascicò un urlo strozzato
- Karol? ..Non è possibile! Sei morto!...- a fatica si tirò su dal cuscino, poi spalancò la bocca – Allora anch’io sono morto!…Maledetti, lo hanno fatto di nuovo, hanno avvelenato nel sonno anche me come quel povero stronzo!….

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Dicembre 10, 2008

STORIE DI SOPRAVVISSUTI

Lottare contro il probabile, sperimentare l'inverosimile, mettere alla prova la realtà
(Appunti su Lost, il NIE e la Crisi)

theyneedyou.jpgdi Claudio Coletta*

"Rovistando tra i futuri più probabili
voglio solo futuri inverosimili."
- Le Luci della Centrale Elettrica, Lacrimogeni

"E adesso quella parola, la più incredibile.
Sciopero.
Da qualche tempo stava succedendo qualcosa. Un disciplinato subbuglio attraversava i college, animato dai reduci. Era come se la soglia dell'attenzione collettiva si fosse d'improvviso innalzata a una vetta prima sconosciuta. Si iniziava a discutere di ogni cosa, anche i piccoli dettagli della vita comune."
- Wu Ming 4, Stella del Mattino

"Una operazione di diagnosi in relazione alle trasformazioni, ai modi del divenire, non pensa all’identificazione di possibili, ma in primo luogo a una lotta contro le probabilità, una lotta i cui attori devono definire se stessi contro queste probabilità. Si tratta della creazione di parole che avranno solo il senso di provocare la loro reinvenzione; parole la cui più alta ambizione è di diventare ingredienti di storie che, senza di esse, sarebbero forse state un po' diverse."
- Isabelle Stengers, Cosmopolitiche

1. JACOB BIFRONTE

Qualche mese fa ero sul divano e mi stavo godendo una puntata di Lost [1]. La dovrò raccontare almeno un po', quindi occhio allo spoiler. Per farla breve, Benjamin Linus e John Locke erano al villaggio degli 'altri', e stavano come sempre facendo discorsi di fondamentale importanza, quando all'improvviso un commando di mercenari irrompe nella scena per catturare Benjamin. Lo scontro ha esiti tragici, ma alla fine il gruppo riesce a scamparla. Ben dice agli altri fuggitivi che occorre assolutamente andare da Jacob. Jacob? chiede Sawyer stizzito. Jacob è l'uomo che ci dirà cosa faremo, risponde Ben ("what to do next").

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Dicembre 09, 2008

Chi ha ucciso Olof Palme?

di Franco Ricciardiello

Persson.jpgDa parecchi anni ho uno convinzione: non vale la pena di conoscere di persona gli scrittori, molto meno interessanti dei loro stessi libri. Tuttavia, dopo avere letto i tre romanzi del ciclo del Välfärdsstatens di Leif GW Persson, pubblicati in Italia da Marsilio, devo ammettere che vorrei avere l’occasione di ricredermi.
Sulla scia di Henning Mankell, il primo tra i giallisti svedesi a raggiungere fama mondiale con le nove indagini del commissario Wallander, Leif Persson è arrivato dalle nostre parti insieme a numerosi colleghi; solo per fare qualche nome: Liza Marklund, Ǻsa Larsson, Arne Dahl, John Ajvide Lindqvist, Stieg Larsson. C’è chi ha scritto che i giallisti scandinavi sono più freddi e meno splatter rispetto ai colleghi americani, ma la differenza non è così banale. Gli autori di cui parliamo non hanno paura di osservare il delitto con un severo occhio morale, sorretto da una solida visione politica. Da indagine/rebus, il poliziesco si trasforma in indagine sociale, per fortuna esente da qualsiasi velleità alla James Ellroy.

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Dicembre 06, 2008

Lo sguardo mutilo (Visti e rivisti 1995 - 1997) 10

di Dziga Cacace

sm10a.jpg290-Stranger Than Paradise di Jim Jarmusch, USA 1984

Ed eccoci, finalmente, al tanto decantato capolavoro di Jarmusch. Alle mie perplessità sul regista veniva sempre replicato con “Ma hai visto Stranger Than Paradise?” e io dovevo azzittirmi. Ora no. Dunque, partiamo con le invarianti del regista: Stranger Than Paradise presenta il solito b/n, il solito tema narrativo, la solita camera fissa (preferibilmente il solito grandangolo) e i soliti carrelli laterali lungo le solite strade sporche e i soliti vicoli cadenti. Va da sé che nello spettatore attonito subentri, per tanta originalità messa in campo, un immediato (e solito) turbinio di coglioni. Però, in fondo, provo come un senso di attrazione per il cinema di ‘sto disgraziato... un po’ come la Hilda con De Palma. E poi, come non ammirare la capacità di trasformare in lungometraggi dei plot (dei plot… uno, lo stesso per tutta la carriera) che andrebbero bene per un corto da 4 minuti? Mah.

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Michele Dalai: LA DANZA DEL MENTRE e un altro racconto

di Michele Dalai

playboy.jpg[Dinamicissimo editore, presenza televisiva su RaiTre, editorialista su "Repubblica Milano", politicamente impegnato, e anche scrittore un po' più che talentuoso: Michele Dalai sta pubblicando alcuni racconti su Playboy, rivista che riprende alcune traiettorie delle sue origini, narrativa compresa. Dai racconti emerge una lingua sorprendente per efficacia e brillantezza, un diorama lessicale e ritmico che non dà tregua e che segnala un talento comico mai familiare alla narrativa italiana. Le tracce seguite sono quelle di Sedaris, di certo Palahniuk, della narrativa breve di Wolfe. Con un romanzo in lavorazione, Michele Dalai si segnala come un narratore dalle potenzialità concretamente destabilizzanti, se si pensa la sua scrittura su un arco lungo. Chi può e deve intendere, intenda. gg]

La Danza del Mentre

Beliana Ivanova è nata in un posto in cui i trattori arrancano in salita, tossiscono tutta la loro fatica e, uno dopo l’altro, si spengono per sempre ai margini dei campi di grano, senza pezzi di ricambio né un lenzuolo pietoso a regalargli un po’ di rugginosa pace. La figlia di Ivan Ivanov e di Sonjia Lisic è nata a Gergisk, nel cuore del centro di una terra senza cuore. A Gergisk non ci sono negozi, non ci sono strade e acqua e corrente elettrica arrivano a turno, usando le stesse condutture. In paese c’è solo un piccolo emporio in cui si trova un po’ di tutto e non si rimedia mai nulla di buono e che funge anche da pompa di benzina, stazione degli autobus, scuola elementare, posto telefonico pubblico e corte giudiziaria.

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Dicembre 05, 2008

Steve Erickson: ZEROVILLE

zeroville.jpgdi Igino Domanin

La nostra vita quotidiana è saturata dalle immagini. La vita percettiva, quella che si svolge anonima e impulsiva nelle pieghe della carne, è sempre più diretta e sollecitata dai dispositivi tecnologici. Guardiamo sempre più le immagini e sempre meno le cose. Lo schermo si sostituisce al paesaggio.
Il romanzo di Steve Erickson dal titolo emblematico frecciabr.gif Zeroville (Bompiani, a cura di Simona Vinci, € 19.50) ambientato in un non-luogo come Hollywood, in una California che sembra essere un gigantesco set più che un territorio geografico, può essere considerato come un esempio, in forma narrativa, che illustra e simboleggia la profondità radicale di questo mutamento antropologico dello sguardo. Potrei dire che in questo libro sia deliberatamente presente una specie di premessa epistemologica su ciò che è diventato il regime della visione contemporaneo. La presenza di una tesi di questo genere non deve disturbare il lettore più di tanto.

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Dicembre 04, 2008

Un weekend del 1993 (A/R senza supplemento) - 2

di Filippo Casaccia

AR02.jpgI vagoni piombati di Pavia

Entro nello scompartimento e, quando sto per sedermi, è già troppo tardi. Mi vedo dall’esterno: ci sono io, rigido come un baccalà, con una di quelle maschere antigas tipo prima guerra mondiale. Davanti a me, infatti, c’è - nella realtà, non nelle mie fantasie cinematografiche, purtroppo – una specie di lolita truccata come Mortisia e in possesso di due ascelle parecchio vissute. Dorme in posizione fetale e fetente, strizzata da un body che nulla lascia all’immaginazione e che evidenzia due ributtanti aloni di sudore sotto le braccia. I pantaloni di pelle sono alla Iggy Pop versione Stooges (probabilmente non lavati dallo stesso periodo) e al braccio esibisce un monile di rame che la stringe come una coppa piacentina. Alla mia destra sta una quieta signora che sta leggendo le gesta di Padre Pio in quell’interessante pubblicazione di nome Oggi. Evidentemente l’odore di santità le impedisce di sniffarne altri.

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Michele Monina: ULTIMO STADIO

monina_ultimo_stadio.jpgdi Michele Monina

[Esce il nuovo gonzo-reportage di Michele Monina, probabilmente l'autore italiano più dotato e impegnato nel genere che fu codificato da Hunter Thompson. Dopo tv, musica, spettacolo, tocca allo sport: frecciabr.gif Ultimo stadio - In viaggio tra i tifosi italiani (Rizzoli 24/7, € 17) è un'immersione nelle curve e tra i protagonisti anonimi degli stadi italiani, nell'anno fatale 2007, in cui l'ispettore Raciti e il tifoso laziale Sandri hanno perduto la vita. Cronaca e finzione, divagazione e comicità, tragedia e puro racconto: il new journalism di Monina continua ad aprire la crepa nella nostra narrativa. Riportiamo parte dell'incipit del libro, ringraziando autore ed editore per il permesso. gg]

SCENA PRIMA: NATURA MORTA CON BIDET (ovvero: La curva)

“E questo chi cazzo è? Uno della Digos?”
La pioggia folle scroscia sulle mie membra zuppe di nostalgia.
Piove che Dio la manda. In cima alla curva di uno stadio del nord-ovest, uno stadio qualsiasi, mi viene posta questa domanda, secca, diretta, e rivolta in tono non certo amichevole.
O meglio, viene posta al ragazzo che mi sta di fianco, perché Manolo, questo l’autore di queste poche, concise parole, non è a me che sta parlando, ma di me.

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Dicembre 02, 2008

ALZARE IL CULO, ADESSO! RIFLESSIONI SU NEW ITALIAN EPIC 2.0

di Alessandro Pardi*

1. L'aspetto sociale della narrazione

pocodascherzare.gifUn uomo è seduto sulla riva di un fiume. Il pomeriggio è afoso, tutto è immobile. L'uomo si avvicina all'acqua, fa qualche passo, il fondo melmoso cede sotto il suo peso. All'ultimo istante utile prima del tuffo, vede uno dei tronchi che galleggiano ai margini della riva opposta, distante una decina di metri, scivolare lentamente verso il centro del fiume. L'uomo resta paralizzato da una paura che si fa più intensa quanto più inequivocabilmente l'immagine del tronco si trasforma in quella di un coccodrillo. Inizia a rinculare verso la sponda, raccoglie velocemente le sue cose e si allontana. Quando rientra a casa – e poco importa che si tratti di una caverna, di una capanna o di un sofisticato lodge per turisti – la prima cosa di cui sente il bisogno, un bisogno che persisterà per qualche tempo, è raccontare a chiunque conosca quello che gli è accaduto. Dall'altra parte, chi ascolta il racconto si trova, nella sua immaginazione, a rivivere la vicenda in prima persona, imprimendo così l'episodio nella memoria (non così profondamente come se fosse davvero capitato a lui, ma certamente a sufficienza da far scattare un allarme mentale la prossima volta che andrà al fiume). Se una storia ha un potenziale sufficiente s'innesca una reazione a catena per cui la vicenda viene ripetutamente narrata – questa volta in terza persona – fino a diventare patrimonio della comunità.

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Dicembre 01, 2008

Italik

di Alessandra Daniele

Italik.JPGHo letto di questi biscotti fatti col grasso derivato dalla liposuzione. Allora stamattina sono andata al discount per vedere se qualche feticista s’era messo a cercarli sognando di dare un morso alle chiappe di Britney Spears. Già che c’ero, ho preso una scatola di cereali, quelli che avevo a casa, appena aperti, sapevano già di vecchio. Ho trovato solo cereali transgenici, del tipo che s’ammazza i parassiti da solo. Spero non consideri un parassita anche me.

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