testatahomenew.jpg

Novembre 30, 2008

Quelli che Gomorra è sbucato dal nulla

Il metodo-Gomorra e l'alitosi della ragione

di Girolamo De Michele

gomorra7.jpgE chisto munno
ca s'è vennuto l’anema e 'o core
e nun se importa 'e chi nasce
e se ne fotte 'e chi more.

Nino D’Angelo

«Non sono affatto un eroe. Non basta esser minacciati per esserlo. Chi vive qui, a sud, nella provincia d’Italia fa semplicemente una scelta. Io ho fatto la mia (23 marzo 2004)» Quando scrive queste parole sul lit-blog Nazione Indiana, Roberto Saviano non è ancora l’autore di Gomorra: è uno scrittore che divide la propria attività tra il lavoro d’inchiesta e la critica letteraria. Ha già ricevuto avvertimenti, minacce: due pagine su “Sandokan” Schiavone, pubblicate sul Diario hanno suscitato l’attenzione della camorra. Non per la risonanza che l’articolo può avere (Diario è una rivista ben fatta, ma quasi di nicchia): per aver nominato Casal di Principe.

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Novembre 29, 2008

Verrai a Mumbai?

di Alberto Prunetti

mumbai.jpgSono a Bangalore, nel Karnataka meridionale, a 24 ore di treno da Mumbai, che in India sono poche. Mi trovo in un ristorante con alcuni mumbaiti, in una sera d’un inverno tropicale che assomiglia a un giugno italiano. Le mie dita sprofondano nel thali, un piatto locale servito su una foglia di banano. A tavola dicono che devo venire presto a Mumbai, rispondo si vedrà. Per tornare in albergo divido il risciò con Maya, una ragazza indiana. Per strada, mentre l’autista centra tutte le buche col suo apino giallo e nero, lei continua a parlarmi di Mumbai, dove fa più caldo che a Bangalore e la vita notturna per fortuna non finisce alle 23. Si vedrà. L’India è grande e non si può girarla tutta, e io non amo le metropoli. Chissà, forse ci passerò.

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Novembre 28, 2008

Un weekend del 1993 (A/R senza supplemento) - 1

di Filippo Casaccia

Garib.jpgLo scippo

Genova, via XX Settembre, diretto verso la Stazione Principe. Sto andando a prendere l’ennesimo treno che, in questa calda giornata autunnale, mi porterà a Milano. Prendo il 18 anche se è pieno: ho abbastanza anticipo sul treno, ma non si sa mai. Meglio che dover aspettare un altro autobus vuoto e rischiare.
Salgo e noto che c’è una tizia con una evidente faccia da idiota. Razzista! - penso - ancora ad insistere con la fascista presunzione di giudicare dalla faccia. La città mi scorre davanti agli occhi, tra salite e discese, Garibaldi a cavallo, sole e gallerie. Una, due, tre fermate: mancano duecento metri alla fermata di Principe, ho quindici minuti per fare il biglietto, obliterarlo e partire. Tranquillo, come piace a me, così mi scelgo un bel posto e posso leggermi in pace Cuore.
All’improvviso uno starnazzo impone il silenzio in piattaforma, dove l’apposita targhetta ricorda che è vietato sputare: “Conducenteee, autistaaaa, mi hanno rubato il borsellinoooo…”

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LASCIAMI ENTRARE

di Mauro Gervasini

Da Lasciami entrare, l'originale e raffinato romanzo di vampiri dello svedese John Ajvide Lindqvist pubblicato da Marsilio nel 2006, è stato tratto un film diretto da Tomas Alfredson e sceneggiato dallo stesso Lindqvist che nei mesi scorsi ha fatto il giro dei festival internazionali ottenendo recensioni entusiastiche e facendo incetta di premi (il più importante, la vittoria al Tribeca Film Festival di New York). Diventato un caso cinematografico, il film avrà un'ampia distribuzione internazionale, Italia compresa, ed è ormai considerato la risposta europea al fenomeno Twilight. Sarà nelle sale i primi giorni di gennaio 2009. Nel frattempo sono già stati venduti i diritti per un remake in lingua inglese, che dovrebbe essere pronto nel 2010 e la cui regia è stata affidata a Matt Reeves, che ha diretto uno dei più fortunati film horror degli ultimi anni, Cloverfield.
Su Film Tv, il critico Mauro Gervasini ne ha scritto una recensione molto bella, che rendiamo qui disponibile in pop up, cliccando al link che segue.

frecciabr.gif Mauro Gervasini: L'inverno svedese del nostro (s)contento

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Novembre 27, 2008

Dall'Almanacco Guanda: IL CORPO DEL CARDINALE

almanaccoguanda.jpgdi Giuseppe Genna

[E' in tutte le librerie l'annuale Almanacco Guanda, curato da Ranieri Polese. A partire dal caso Gomorra, convocando critici e scrittori, che intervengono teoricamente o attraverso racconti, si discute di rapporti tra politica e narrazione, dagli scrittori «noir» (Lucarelli, De Cataldo, Fois ecc.) all'opera di romanzieri come Cordelli (Il duca di Mantova) e Siti (Troppi paradisi, Il contagio). Intervengono Arpaia, Biondillo, Breda, Caprara, Casadei, Casalini, Cordelli, Cortellessa, De Cataldo, Desiati, Franchi, Genna, Polese, Rebori, Savatteri, Stajano. Pubblico qui, ringraziando l'editore per il permesso, il mio racconto, in perfetta continuità con Italia De Profundis, l'ultimo romanzo, appena uscito per minimum fax. gg]

IL CORPO DEL CARDINALE
di Giuseppe Genna

Sia osservato.
E’ nudo. E’ anziano, ma ha il volto di un bambino gonfiato dal cortisone dopo una purpurea. L’incarnato è pallido, è della tonalità di certe fotografie ovoidali in ceramica sulle lapidi. I capelli radi, senza la zucchetta rosso porpora, erano insospettabili capelli di quella foggia chemioterapica. E’ nudo. Le braccia parallele al costato e alle anche e ridotte a una circonferenza minima, i bicipiti assenti, il ventre che sporge come una protesi e invece è gonfio per il rilascio addominale.

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Novembre 26, 2008

LETTERATURA COME NETWORK

ovvero: come crisi e fanatismo possono rilanciare la narrativa italiana

di Gregorio Magini e Vanni Santoni*
[In calce a questo post, link e novità dalla discussione sul NIE; tutti gli mp3 del convegno di Cuneo]

Questo articolo è la versione rivista e ampliata del nostro intervento al convegno "The Italian perspective on metahistorical fiction" tenutosi il 2 ottobre 2008 all'Institute of Germanic and Romance Studies della University of London, e costituisce un'ideale continuazione del nostro precedente lavoro Verso il realismo liquido, con il quale si era voluto soprattutto dar nome a una necessità, quella di un'evoluzione contenutistica e stilistica nella narrativa italiana recente. 
È indiscutibile – fatto che rende così importante il memorandum sul New Italian Epic di WM1 – che dopo un periodo di stagnazione, la narrativa italiana ha rialzato la testa, tornando ad affrontare temi di grande respiro e a confrontarsi con la società; a presentarsi finalmente, dopo la freddezza ghignante degli ultimi accoliti italiani del postmoderno, con un «ethos accorato e partecipe». Crediamo sia indispensabile che essa cresca da un punto di vista formale, in quanto la portata etica della narrazione rischia di spegnersi nell'avventuroso-didatticheggiante se lo stile non sarà in grado da parte sua di rendere la complessità della realtà contemporanea.
Nel nostro articolo abbiamo interpretato la nuova epica italiana come la scoperta che un certo filone della letteratura nostrana recente germina dalla cultura pop di fine millennio.

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Novembre 25, 2008

Raccontini venefici

di Alessandra Daniele

alcentro.JPG Percentuale accettabile

- Avete trovato la testa? – chiese Magni guardando il cadavere decapitato.
Longo alzò le spalle – Macché. Solo poltiglia.
- Niente segni di effrazione, o di lotta?…
- Come al solito. Sangue e cervella dappertutto, ma solo qualche soprammobile rotto, e il televisore sfondato.
Magni annuì – Dev’essere così che li ammazza – mimò il gesto col braccio – prima gli afferra la testa, e gliela sbatte violentemente contro lo schermo, e poi gliela spacca come un cocomero.
- Che stronzo…
- Già
- No, dicevo che stronzo a sfasciare questi – disse Longo, indicando il grande televisore a parete – Questo è l’ultimo modello di bioplasma home-theatre ultrapiatto LivingColors della Sunya.
Magni sospirò – L’avevo riconosciuto

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Novembre 24, 2008

AmeriKa dämmerung? – parte III: la Guerra (2)

Un’analisi “in situ” di quello che potrebbe portare al declino terminale dell’ultima superpotenza

di Alan D. Altieriterror_war.jpg

Tutti i capitoli di "AmeriKa dämmerung"

Gli Stati Uniti d’America - ultima superpotenza eretta a baluardo del mondo libero - sono la nazione che sta trionfalmente vincendo la “Guerra al Terrore” globale, al tempo stesso proteggendo i propri interessi dovunque nel mondo, ma anche (e soprattutto) esportando tutti i valori fondamentali quali pace/progresso/libertà/democrazia/diritti umani etc. etc. etc. Esportandoli in particolare ai popoli oppressi del Medio Oriente, in generale a tutti i popoli del mondo che anelano alla lista di cui sopra.
Giusto?
Sbagliato.

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Luisa Catanese: ITE, MISSA EST

iteme.jpgdi Luisa Catanese

[Il racconto Ite, missa est è tratto da AA.VV., Quando suona la campanella. Racconti di scuola, Manifestolibri, 2006]

Mia madre è nata sugli Appennini, mio padre a Cosenza, io a Bologna. Mi studiano a lungo, mi interrogano. No, non sono sposato, non ho figli; vivo con la donna che amo. C’è chi mi chiede se do le note. «Non l’ho mai fatto». Non dico il falso, dissimulo. Non entro in un’aula da quando ho votato alle ultime elezioni. Da quanti anni non vedo un registro? Provo a sfogliarlo come se l’avessi studiato all’università. Non apro, non tocco un libretto delle giustificazioni da dodici anni, dall’esame di maturità.

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Novembre 23, 2008

BAD WIND

di Danilo Arona

amiantolu.jpgIl mio amico Sergio Barbano di Casale si è spento il 3 marzo sulla poltrona di casa sua per mesotelioma pleurico. Sergio era un grande sportivo, mangiava solo in un certo modo e seguiva ogni tattica preventiva per salvarsi la vita in quanto profondo conoscitore delle medicine non ufficiali. Tuttavia non ce l'ha fatta perché ha vissuto per tutta la sua esistenza a Casale Monferrato.
Le pagine locali de "La Stampa" hanno dedicato un certo spazio alla sua scomparsa. Sergio era persona conosciuta, quel che si dice in provincia "un personaggio". Sotto il titolo del trafiletto: "Nel Casalese 470 decessi per mesotelioma", si scorge un punto di domanda, ovvero: "amianto all'origine del male?"

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Lo sguardo mutilo (Visti e rivisti 1995 - 1997) 9

di Dziga Cacace

SM09a.jpg268-Woodstock di Michael Wadleigh, USA 1970

Dopo 5 o 6 anni e dopo varie visioni parziali mi sparo, in rigida soluzione unica, il rockumentary più bello di tutti i tempi. Premesso che ho passato i primi quaranta minuti pressoché in lacrime di fronte alle idilliache immagini di vita comunitaria hippie, che dire? ECCEZIONALE! Le immagini del concerto sono stupende con i Santana in pieno trip, Alvin Lee col melone, Bob Hite dei Canned Heat abbracciato sul palco da un tizio evidentemente fuori fase, Janis che soffre un blues, gli Who che sfasciano tutto, Hendrix che simula le bombe sulle note distorte dell’inno americano, il cafonissimo Cocker o gli imbarazzati Crosby, Stills e Nash. Ma sono grandiose anche le varie interviste agli spettatori, agli hippie arrivati semplicemente per l’evento in sé e ai cittadini di Bethel (alcuni incazzati neri, altri orgogliosi di questi ragazzi). Come non emozionarsi di fronte alla tronata in preda ad agorafobia in mezzo a cinquecentomila persone? Come non sciogliersi di fronte alla suorina che fa il segno della vittoria, alle scene d’amore e di nudismo, all’esercito che rifornisce il Festival di cibo o al poliziotto che, serafico, si ciuccia un ghiacciolo?

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Novembre 22, 2008

Lucarelli: NAVI A PERDERE e il caso della Jolly Rosso

frecciabr.gif Carlo Lucarelli - NAVI A PERDERE - VerdeNero Edizioni Ambiente - 10 euro

Un uomo entra in un bar, prende un caffè, risale in auto e muore. Chi è? Perché niente nella sua storia è quello che appare? Carlo Lucarelli racconta la vicenda di Natale De Grazia, unico testimone al processo della Jolly Rosso, la nave dei veleni, per scoprire la verità celata dietro uno dei più grandi scandali dell’ecomafia italiana: un micidiale traffico di rifiuti tossici e radioattivi affondati nel Mediterraneo insieme alle navi, a perdere, che li trasportano.
Pubblichiamo, a corollario dell'importante libro di Lucarelli, parte di un'inchiesta di Riccardo Bocca, vicedirettore dell'Espresso, che nel 2004 affondò il bisturi nel pantano radioattivo del caso "Jolly Rosso".

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Novembre 21, 2008

Vertice G20: Rifondazione capitalista?


g20.jpgdi Tito Pulsinelli

Il vertice di Washington è stato il mesto addio di Baby Bush, l'ultima occasione di simulare "gesta" trascendentali, all'altezza dei disastri che lascia in eredità al mondo. Tante foto di ospiti eccellenti, poca discussione, nessun accordo. Non c'e' stata nessuna Bretton Woods, solo un breve conciliabolo e la disposizione a riparlarne quando ci sarà al comando Obama.
"Nessuno spera che questa amalgama di nazioni disparate - i ricchi del G7, le nuove potenze del BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) e Paesi assortiti come Argentina, Corea del Sud, Turchia e Arabia saudita, tra gli altri - possa mettersi d'accordo in due riunioni di 90 minuti sulla nuova architettura internazionale" ha commentato la BBC.

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E' il regolamento

di Alessandra Daniele

Isola.jpgLa contessa Belinda Von Blurg aveva appena perso al televoto contro l’altro nominato, il tronista Teodosio. Secondo il regolamento del reality dell’anno, “L’Isola dei Famelici”, sarebbe perciò dovuta servire come pasto agli altri tre sopravvissuti.
- Scendi da quella fottuta mangrovia, vecchia stronza! – urlò Bignol la pornostar, agitando la picca che s’era fabbricata col femore del precedente eliminato – tu sei la nostra razione di cibo per questa settimana, e abbiamo fame!
- Quel cazzaro della settimana scorsa, l'opinionista Gelsometti, era così pelle e ossa che l’abbiamo finito giovedì! – si lamentò Teodosio

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Novembre 20, 2008

NUOVO, EPICO E ITALIANO - L'APOCALISSE FORMATO NIE

Fine e nuova nascita del mondo nella narrativa italiana contemporanea

di Simone Sarasso*
[In calce al post, link, discussioni e iniziative sul New Italian Epic]


1. LA ROTTA

Il memorandum di Wu Ming 1 sul New Italian Epic, diffuso in rete a fine aprile 2008, ha generato una lunga coda di approfondimenti. Se ne sono occupati quasi tutti i "citati" (Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Giancarlo De Cataldo, Girolamo De Michele, tanto per fare qualche nome) e molti altri: scrittori, ma anche operatori del settore e semplici lettori. La riflessione è progredita, è mutata, si è sviluppata. Segno che, a dispetto della solita critica letteraria un po’ miope e anzianotta, che accusa di sotterranei consociativismi e si affretta a gridare alla ghenga, alla cricca, all’adunata degli amichetti del circolino, esiste ed è pulsante un sostrato comune, un’intenzione forte.
Intenzione, o meglio direzione e fonte di ispirazione, che lega opere di autori molto diversi che, per un motivo o per l’altro, – più o meno scientemente – si sono trovati a fare un pezzo di strada insieme.
Ragionando sulle opere menzionate da WM1, e compiendo un passo ulteriore verso la “seconda linea” di autori (di cui faccio parte), mi sembra di ravvedere un ulteriore tratto comune a una certa produzione degli ultimi quindici anni.
Imbraccio il saggio al contrario, come da piccoli s’impugnava la chitarra, incerti sulla destra e la sinistra, e leggo:

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Novembre 19, 2008

Vivere significa essere partigiani

diazsentenza.jpgdi Blicero

Sabato 21 luglio 2001. E' notte. I cortei e gli scontri che hanno ribaltato la città di Genova sono finiti e la gente torna a casa stanca e provata dalle botte, dalle corse, dai gas lacrimogeni, dalla violenza della polizia, dalla paura, dalla sensazione che sarebbe potuto accadere di tutto, che sia accaduto di tutto, ma che possa accadere altro ancora. Sono in pochi a rimanere, principalmente nei grossi centri di accoglienza: piazzale Kennedy, lo stadio Carlini, le scuole Diaz e Pascoli, dove l'attività di comunicazione e assistenza legale freme ancora. Per il resto migliaia di persone sono nelle stazioni e sulle autostrade. La maggior parte delle persone pensa che ormai sia finito tutto, che l'adrenalina di tutti stia lasciando il posto a una spossatezza infinita. E proprio quando la penombra è al massimo della sua intensità, quando gli occhi collettivi del mondo stanno per chiudersi per passare al prossimo spettacolo, ecco che le luci si riaccendono al massimo della loro intensità.

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Novembre 18, 2008

Promemoria

di Alessandra Daniele

necroen.JPG
La suoneria lo svegliò di colpo, dissolvendo le tracce del sogno.
Aprì gli occhi, guardò il braccialetto elettronico da cui provenivano i trilli. Non ricordava di averlo mai avuto. Un rumore più forte sovrastò la suoneria, e un megaschermo si accese davanti a lui, abbagliandolo. Il volto perfetto di una donna bionda apparve sorridente sul video «Buongiorno! – disse. Poi il suo sorriso si stemperò in un’espressione di gentile autorevolezza – Ci troviamo nel secondo distretto Occidentale, e oggi è il giorno 301 del quarto anno dopo la Neurodemia, cioè la pandemia di necroencefalite che ha ucciso tre quarti della nostra popolazione, e semi distrutto le capacità mnemoniche dei sopravvissuti, con effetto anche retroattivo.»

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Novembre 16, 2008

Perché Abbiamo la Testa Piena di Elefanti, Padri Severi ed altri Fantasmi. Un esercizio di logica dell’argomentazione

di Girolamo De MicheleLucio_Fontana_by_Ugo_Mulas.jpg

Trascrizione della lezione aperta tenuta a Ferrara, Piazzetta Municipale, 11 novembre 2008, ore 17.00
[a destra: Lucio Fontana fotografato da Ugo Mulas mentre effettua un taglio]

1. George Lakoff in nuce, ovvero: perché non è possibile non pensare all’elefante fucsia (e neanche a Maurizio Gasparri).

Prima di cominciare, vorrei chiederVi di sottoporvi a un breve esperimento mentale. Qui davanti a me c’è una sedia vuota: vi chiedo di non pensare, per 15 secondi, che questa sedia siano seduti un elefante fucsia e Maurizio Gasparri. Potete pensare a qualsiasi altra cosa, ma non all’elefante e a Gasparri.
[seguono 15 secondi di silenzio]
Fatto? Bene: vedo dalle vostre facce che non ci siete riusciti. Non per mancanza di volontà: non era passibile che ci riusciste.
La prima parte di questa lezione è la spiegazione del perché. Per brevità farò affermazioni apodittiche, di cui mi scuso: in prossime occasioni [o utilizzando la bibliografia in appendice, n.d.a.] potremmo forse approfondire questi argomenti.

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Novembre 15, 2008

Memorie dall'Onda

di Giulia Laurenzi e Davide Nota

onda.jpg[Riceviamo e assai volentieri pubblichiamo questa particolarissima memoria elaborata dai collettivi studenteschi romani e montata da Giulia Laurenzi, studentessa del Dams impegnata nel coordinamento dell'Onda a Roma, e Davide Nota, poeta e giornalista. Nonostante il titolo apparentemente burocratico (MEMORIE DALL'ONDA: FASE 2, AUTORIFORMA E COORDINAMENTO NAZIONALE), il montaggio del testo, che intercala informazioni, brani di volantini e di lettere, dichiarazioni e versi poetici, è tale da risultare difficilmente impaginabile sul nostro sito. Per questa ragione, forniamo un assaggio in calce al quale mettiamo a disposizione il file Word dell'intervento, politico e artistico, che costituisce il primo contributo da parte di una componente dell'Onda su Carmilla. Invitiamo eventuali esponenti del movimento studentesco a considerare il nostro sito come veicolo su Web aperto ad altri contributi. La Redazione]

Roma è in questi giorni di novembre una città fredda e irreale.
Violenti nubifragi gonfiano le strade di pioggia, foglie e pagine di giornale.
Le esternazioni di Cossiga si depositano sul fondo di questo pantano come cadaverici arcani ministeriali.
“La mia intervista apparsa su “Il Giornale” - ci dice Flavia, di Valle Giulia - è stata volutamente manomessa. Avevo detto che avremmo risposto alla violenza con la didattica, e mi è stato invece attribuita l'intenzione di voler rispondere alla violenza con altra violenza”.
Il cielo è di piombo: il cielo di piombo. Qualcuno dall'alto dei cieli prepara il gioco della paura.
Usciamo dalla Sapienza che è notte fonda. Andiamo a San Lorenzo, a prendere qualcosa da mangiare. A parlare di poesia, di utopia. A confessarci, sotto il cielo nero, il nostro desiderio di bellezza.

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Novembre 14, 2008

Tout simplement: Melville!

melville_copertina.jpgdi Mauro Gervasini

Dal 21 al 29 novembre il Torino Film Festival ospita la prima retrospettiva completa dedicata al cineasta francese Jean-Pierre Melville, a cura di Emanuela Martini e Mauro Gervasini. Un regista importantissimo, Melville, che influenzò pesantemente gli esponenti della Nouvelle Vague ma che resta tuttora misconosciuto in patria e fuori. In questo articolo tracciamo brevemente il suo percorso.

frecciabr.gif Mauro Gervasini ed Emanuela Martini - JEAN-PIERRE MELVILLE - Il Castoro - € 20

Il 2 agosto 1973, dopo una carriera fulminante, ad appena cinquantacinque anni se ne va uno dei più grandi cineasti francesi. Jean-Pierre Grumbach diventa Melville durante la guerra, è il nome di battaglia come partigiano gollista, scelto in onore del suo scrittore preferito. Si porta dentro la passione per il cinema sin da piccolo, convinto che quello dello spettatore sia il mestiere più bello del mondo. Ma guardare non gli basta, cosi passa dietro la macchina da presa dirigendo la trasposizione di un libro di culto di Vercors, Il silenzio del mare (1949).

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Novembre 12, 2008

Eliana Bouchard: LOUISE

di Girolamo De MicheleLouise.jpg

Eliana Bouchard, Louise. Canzone senza pause, Bollati Boringhieri, 2007, pp. 230, € 13.60

Louise de Coligny (1555-1620) nasce nell’anno della pace di Augusta e dell’abdicazione di Carlo V, e muore mentre la battaglia della Montagna Bianca pone fine alla fase boema della Guerra dei Trent’anni per spalancare la porta della storia su un abisso di orrori e fanatismi. Figlia della guida politica e militare degli ugonotti di Francia Gaspard de Coligny, sposerà in seconde nozze Guglielmo d’Orange, detto il Taciturno, capo della neonata Repubblica delle Province Unite, che cadrà, come il padre, il primo marito e buona parte della famiglia di Louise, sotto le armi benedette del fanatismo cattolico.

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Roberto Tiraboschi: SONNO

tiraboschi.jpgdi Daniela Bandini

frecciabr.gif SONNO – Roberto Tiraboschi – edizioni e/o - pp.319 - €1 - settembre 2008

Di questo autore, una biografia che dire stringata è un eufemismo, si conosce solo luogo di nascita e residenza attuale, rispettivamente Bergamo e Roma, e due precedenti romanzi alle spalle La levatrice e Sguardo, il primo nel 1995 e l’altro nel 2005. Quando un romanzo, italiano per di più, riesce ad emergere in maniera così notevole fra tanti altri, mi piacerebbe sapere qualcosa di più sullo scrittore. Mi piacerebbe che ci descrivesse, soprattutto, come ha fatto, dove ha attinto quella profondità, quella trasgressiva e quasi colpevole identificazione con l’immaginario.

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Novembre 11, 2008

Quantum Lost

di Alessandra Daniele

Lost.JPG[Edit: come si può evincere dalla data, ho scritto questo pezzo dopo la quarta stagione, prima che Lost saltasse lo squalo nela quinta, e tutto l'Acquario di Genova nella sesta. Queste righe quindi non sono più da intendersi come un omaggio a ciò che la serie è, ma piuttosto a ciò che avrebbe potuto essere, e purtroppo non è stata, nonché all'unico elemento rimasto valido, nonostante la sciagurata demolizione subita dal personaggio di Ben: il talento di Michael Emerson. A.D.]

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Novembre 10, 2008

INTERVENTI SULLE NUOVE EPICHE ITALIANE - Una rassegna

cuneo_NIE_thumb.jpgNegli ultimi giorni sono apparsi diversi contributi al dibattito su New Italian Epic e dintorni. Li segnaliamo, talora con brevi commenti introduttivi, insieme ad alcuni annunci e notizie.

pallinoblu.gif PARADOSSI, PROBLEMI E POSSIBILITÀ DEL NUOVO ROMANZO EPICO ITALIANO - E' uscito il n.51 del trimestrale di poesia link Atelier.
Tra i vari materiali, un cospicuo intervento sul New Italian Epic (in particolare sulla lingua del New Italian Epic) a cura della redazione di un'altra rivista, Tabard.
Per gentile concessione degli autori, riproponiamo qui il testo link in formato PDF.

pallinoblu.gif IL NEW ITALIAN EPIC E IL "DE PROFUNDIS" DEI GENERI - E' il titolo di un intervento dello scrittore J.P. Rossano, apparso qualche giorno fa link sul suo blog.
Questa la premessa argomentativa:

Quello su cui vorremmo concentrarci è invece il funerale dei vecchi 'generi' che vuole celebrare il memorandum ed in particolare l'affermazione relativa a 'giallo' e 'noir' del suo autore in una delle note a piè di pagina della versione 2.0 (XI Termidoro) [...] Ora, lungi da noi voler polemizzare con WM1, però qui ci sarebbe da argomentare a lungo [...] 1) se è vero, come è vero, che i 'generi' nell’accezione originale del termine possono considerasi morti e sepolti; 2) Se è altrettanto vero che molte opere di tinta 'gialla' più o meno recenti si richiamano pericolosamente ad una mentalità reazionaria, legalitaria e conservatrice... È pur vero però, che le ragioni [per cui si scrivono] opere di 'tipo' noir [...] sussistono tutt'oggi [...]

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Novembre 08, 2008

Adriano Barone: I MINI BIMBI

minibimbi.jpgdi Adriano Barone

1.
Nessuno faceva caso ai mini bimbi.
Brulicavano nelle strade e nei marciapiedi, negli ingressi delle case e degli uffici, sul-le scale mobili della metropolitana (tutte e tre le linee), nei giardini pubblici, negli stadi.
I mini bimbi erano lunghi cinque centimetri, avevano la pelle bianchissima e sorridevano sempre. Indossavano soltanto un minuscolo pannolino e non sembravano avere mai freddo. Camminavano a gattoni, lentamente, e si fermavano spesso a sedere, osservando l’ambiente circostante, spesso con le dita di una o di tutte e due le mani infilate in bocca. Ogni tanto emettevano suoni che potevano essere interpretati come sommessi versi di stupore, ma per la maggior tempo ridevano con toni acuti che diventavano percepibili solo quando la risata si prolungava, diventando incredibilmente stridula e gorgogliante. Quando sembravano particolarmente soddisfatti, allungavano le braccia il più possibile e battevano le mani.

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Novembre 07, 2008

William Dollace: da Only gravity

williamdollace.jpgdi William Dollace

[Quando il talento è profondo, smuove corde intime, spiazza, mette in discussione le certezze che manutengono una vita alienata com'è la mia, allora entro in contatto con un principio di salute. La scrittura per me porta salute, quando si tratta di scrittura autentica. E cos'è una scrittura autentica? Per rispondere non basterebbe stendere un trattato, però è possibile fornire esempi. Come la scrittura di William Dollace, incontrata sul Web, che mi ha incantato, sbalestrato, fatto pensare profondamente ai limiti dello stile a cui guardo. Archi sinaptici allo stato puro. Assoni linguistici elettrificati. Mi sono trovato davanti a una testa vorticosamente pensante e a un orecchio metrico istintivo ma sapientissimo. Si incrociano autori che ritengo fondamentali, da Kafka a Miller a Burroughs a Ginsberg, da Pynchon a Foster Wallace a Hoellebecq, mentre le riflessioni si muovono tra cinema (una meditazione continua), letteratura, filosofia ed estetica, piano apparentemente sociologico, richiamo teologico. Ogni riflessione è, a ben vedere, una narrazione. Mi limito a segnalare questo autore. Se fossi un editore, non mi lascerei scappare un talento del genere. Però non sono un editore: sono un lettore. William Dollace mi legittima a pieno in questa condizione, e non ho che da ringraziarlo. Potete leggere i suoi blog ufficiali (questo e questo). Qui mi limito a riportare alcuni testi, scusandomi per la superficialità con cui lo faccio. Bisognerebbe aprire una discussione, sulla proposta letteraria di William. Coincide con proposte che stanno facendosi pressanti. giuseppe genna]

nel parco

Alvin se ne sta seduto sulla panchina. Solo. Succhia una caramella. Il suo maglione rosso ciliegia esibisce una prominenza, laggiù, in basso. Ogni tanto Alvin batte la mano destra sulla gamba. Pac. Pac. Chissà che i minuti passino più alla svelta. Pac. Pac. Pac. Chissà che le ore passino più velocemente. Chissà che la caramella tardi a sciogliersi. Alvin osserva il mare. Chissà le barche. I puntini bianchi che in lontananza mostrano fieri i propri stendardi di latte.

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Novembre 06, 2008

Mutazione

di Alessandra Daniele

mutazione.JPG- Stanno arrivando – disse Arianna, e con uno scatto degli arti lunghi e sottili si appiattì contro il soffitto all’interno dell’atrio semidiroccato. Cal stipò a fatica la sua mole scagliosa nell’angolo accanto al portone privo di ante, e aspettò. Il gruppo si avvicinava a loro attraversando la strada deserta e assolata, tra le carcasse delle macchine abbandonate. Erano in tre, e attorno ai loro colli chiazzati e giallastri le cravatte eleganti e incrostate di sangue che portavano ancora erano particolarmente grottesche. Uno di loro aveva anche la giacca, dalle cui maniche però sbucavano artigli scarnificati. Il primo, quello con le due paia di lunghe zanne ricurve che sporgevano da entrambe le arcate dentali, annusò l’aria, e puntò un braccio verso il portone.
- Carne! – gridò, e cominciò a correre, saltando le lamiere rugginose di un cartello stradale divelto.

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DISCESE ESTREME: il romanzo completo

frecciabr.gif Tutte le puntate di DISCESE ESTREME pubblicate in precedenza

Con Discese estreme di Enzo Fileno Carabba (il libro è illustrato da Liza Schiavi), "Carmilla" inaugura una nuova modalità di pubblicazione dei "romanzi a puntate". Di alcuni di essi, data l'estensione, si preferisce, con l'accordo degli autori, pubblicare un estratto e, insieme, l'intero file del libro. In questo caso, si tratta di un file in formato pdf, del peso di 4.95M. Per effettuare il download, basta cliccare al link qui sotto riprodotto. [la Redazione]

iconapdf2.jpgEnzo Fileno Carabba - DISCESE ESTREME (con illustrazioni di Liza Schiavi) - 4.95M

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Novembre 05, 2008

Lo sguardo mutilo (Visti e rivisti 1995 - 1997) 8

di Dziga Cacace

SM08a.jpg244-I soliti sospetti di Bryan Singer, USA 1995

Inaugurazione ufficiale della stagione del Lumière con il film votato dal pubblico del Nettuno come il migliore della passata stagione. Beh, a soli tre mesi dalla prima visione mi sono di nuovo abbastanza divertito anche se è affiorato il prepotente dubbio che tutto il film fosse un raffinato ma non onestissimo gioco intellettuale per confondere lo spettatore. Proviamo a capire perché (recensione didattica, andiamo bene). Abbiamo due piani narrativi distinti: quello dei fatti al presente e uno raccontato da Verbal, piano narrativo che poi scopriremo non (pienamente) attendibile. Facciamo atto di fede che il presente filmico sia attendibile (se no, allora, si fa un giallo surreale in cui il colpevole è un tizio che non conoscete, lo zio del regista); la prima scena ci fa vedere il confronto tra Keaton (Byrne) e Sose: nonostante manchi un totale chiarificatore, non ci sono dubbi che sia Sose a uccidere Keaton. Dal rogo della bagnarola dove è avvenuto il duello, escono vivi solo Verbal e un grande ustionato ungherese che non parla una parola d’inglese (secondo logica pedestre si può già intuire che Sose sia tra i due superstiti e che difficilmente sia magiaro, comunque...); adesso il film procede per flashback, narrati da Verbal durante l’interrogatorio che deve subire da Palminteri, e, durante l’ora e mezza che segue, non viene fuori un motivo chiaro per cui lo spettatore possa capire chi cazzo sia ‘sto benedetto Keyser Sose.

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L'ultimo brigatologo

di Giada Romeo

UltimoBrigatista.jpgUn titolo si aggiunge nella lunga lista di testi dedicati alla lotta armata: per il trentennale del caso Moro Rizzoli ha pubblicato L’ultimo brigatista, di Aldo Grandi.
Il suo ‘incipit’, capitolo intitolato proprio così e che precede la ‘Premessa’, è costituito da una delle più famose lettere di Moro, quella in cui dando l’addio alla moglie addossa esplicitamente alla Democrazia Cristiana la responsabilità della sua prossima morte.
Ci si attende dunque un testo conseguente, una ricerca, un’analisi, un discorso o delle informazioni sul dibattito, povero quando non inesistente, sul ‘fronte della fermezza’ costruito dall’apparato del PCI che impose il rifiuto di ogni trattativa grazie al lassismo interessato degli amici democristiani di Moro e al volere dell’alleato americano. Insomma sul tabù politico italiano, ché qui solo Cossiga ne parla quando gli serve, mentre neppure l’alleato americano vede ragione di tacere (vedi intervista a Steve Pieczenik). Invano si cercherà nel testo di Grandi una qualsiasi forma di seguito; la lettera del morituro è li come ornamento, un San Cristoforo sul parabrezza.

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Novembre 03, 2008

DA CAMELOT A DAMASCO

AgamemnonMask.JPG"Come si debbano comporre i Miti affinché il Fare vada a buon fine". Influenze letterarie e persistenza del mito nella costruzione dell'icona di Lawrence d'Arabia

di Wu Ming 4

Testo della lecture tenuta da Wu Ming 4 all’Hammam Al Malik Al Zahir, nella Città Vecchia di Damasco, il 17 Ottobre 2008.
Un ringraziamento particolare ad Alessia Conti, per la traduzione in inglese, a Paola Di Giulio, per il reperimento di un testo originale, e agli organizzatori di Reloading Images Damascus, per avere reso tutto ciò possibile.
N.B. Dagli appunti per questa relazione è nato anche l'intervento sull'eroismo fatto da Wu Ming 4 alla "serata di autoformazione" organizzata dal movimento NoGelmini di Bologna. L'evento si è tenuto alla facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna il 28 ottobre scorso.
Clicca per leggere la cronaca della serata fatta dal Corriere della sera - Bologna (immagine jpg).
Altri resoconti su Giap n.2, IX serie, "Onda su onda", pubblicato oggi.
[L'intervento di Wu Ming 2 era invece basato su "La salvezza di Euridice", un lungo testo che, insieme a "New Italian Epic 3.0" di Wu Ming 2, formerà il libro New Italian Epic, in uscita a gennaio 2009 per Einaudi Stile Libero.]

1. Intro

Il sottotitolo di questa lettura è una citazione. Si tratta della traduzione provocatoria ipotizzata dal professor Gilbert Murray, negli anni Venti del secolo scorso, dell’incipit della Poetica di Aristotele.
La traduzione normalmente accreditata è infatti molto diversa e suona così:

“Qui tratteremo della poetica nel suo insieme e delle sue forme, quale finalità abbia ciascuna di esse, e come si debbano comporre le trame affinché la poesia riesca bene”.

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Sabina Marchesi: I PROCESSI DEL SECOLO

di Daniela Bandini

SabinaMarchesiProcessi.jpgSabina Marchesi, I processi del secolo. Enigmi, retroscena, orrori e verità in trenta casi giudiziari italiani da Gino Girolimoni a Marta Russo, Editoriale Olimpia, 2008, pp. 304, € 16,50.

La storia è fatta anche di processi. Processi che a loro volta hanno segnato la storia, condizionandola o indirizzandola verso mete precise di rottura o di consolidamento strutturale. La società non si “serve” della giustizia per garantirsi un’etica, ma è semmai il contrario: i rappresentanti della giustizia generalmente interpretano i bisogni di un’etica per indirizzarla verso la mediocrità interpretativa delle leggi. Non ci saranno mai due sentenze uguali per i medesimi delitti, dipende dal momento storico, dall’opportunità del farlo, dal bisogno di sedare o aizzare gli umori di particolari categorie, anche ideologicamente, intendo, anche in maniera di rottura. La verità, questa dea tanto cara al nostro immaginario alla quale taluni sacrificano il loro idealismo, altro non è che una mera interpretazione: la verità è l’opportunità di rivelare una determinata cosa in un determinato momento a un determinato pubblico. Visione troppo cinica? E’ un fatto che ogni giorno muoiono molte persone in incidenti stradali. Sì, è la verità, ma lo era anche 20 anni fa, solo che non era in prima pagina.

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