Settembre 30, 2008
Il nemico che avanza
di Giuseppe Pensabene Perez
Giuseppe Pensabene Perez è un giovane universitario romano che ha studiato arabo nello Yemen. Seguirà un più ampio reportage.]
8 aprile 2008 – Arriva questo messaggio sul mio telefonino:
"Alla luce dei recenti eventi occorsi nel Paese si invitano i destinatari della presente comunicazione a prestare massima cautela nella frequentazione di luoghi pubblici nella città di Sana’a e nei trasferimenti nel predetto centro urbano e nel resto del territorio. Con riguardo a questi ultimi si prega di comunicare preventivamente all’Ambasciata gli itinerari previsti. L’Ambasciata rimane a disposizione per ulteriori informazioni."
“Ma perché ambasciata si scrive maiuscola?” Questo fu il primo pensiero che mi passò per la testa leggendo questo messaggio. (perché si intende l’ambasciata italiana e quindi diventa nome proprio, deficiente)
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Settembre 28, 2008
Sappiano le mie parole di sangue e New Italian Epic
di Rosella Simonari*
“Is she fact or fiction?” ripete Angela Carter mentre ci presenta il suo personaggio, Fevvers, una donnona trapezista che lavora in un circo e che ha un bel paio di ali. Per tutto il romanzo, Nights at the Circus (1984), non si capisce se queste ali siano vere oppure no. Una sensazione simile si ha leggendo la prosa poetica arrabbiata di Babsi Jones nel suo quasiromanzo, Sappiano le mie parole di sangue (2007), dove lo stile del reportage viene fatto esplodere da quello del romanzo che pure, a sua volta, viene scardinato. Non è finzione quella narrata da Jones, ma è cronaca filtrata attraverso una scrittura complessa, sporca, piena di rabbia e di intuizioni.
Il rimando a Carter non è limitato a questa lieve e forse distante risonanza, bensì si ricollega alla vocazione di entrambe di ritrarre e creare personaggi, di solito femminili, fuori dal comune, reietti, outcasts, che vivono ai margini della società. Fevvers è un fenomeno da baraccone così come le due arzille gemelle ultrasettantenni, Dora e Nora Chance, che in Wise Children (1991), ripercorrono la loro vita di ballerine di varietà attraverso i ricordi di Dora. Le donne di Sappiano le mie parole di sangue sono anch’esse fuori dal mondo, un po’ perché rintanate in una squallida stanza del condominio Yu Prog di Mitrovica, un po’ perché stravolte e sconquassate dalla guerra.
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Lo sguardo mutilo (Visti e rivisti 1995 - 1997) 6
di Dziga Cacace
181-Sulle rive dell’azzurro mare di Boris Barnet URSS 1936
Un’autentica scoperta: mi sono svegliato alle cinque del mattino per registrare Tri pesni o Lenine di Vertov (vedi la rec.#201) e invece ho trovato un fantastico film del, per me ignorante, vagamente sentito dire Boris Barnet. Girato in maniera straordinaria, il film racconta l’amore di Aliosha e dell’amico Yussuf per Masha, in un Azerbaigian fotografato in un bianco e nero nitido e brillante. Messe a fuoco selettive, controluce, carrelli, rallenti, panoramiche e giochi d’ombre per paesaggi stupefacenti e per intensissimi primi piani. Non so che dire: commovente! Sicuramente estetizzante e, bla bla, con una trama troppo esile ma, Dio, quant’è bello! Di diritto tra i miei preferiti di sempre (chissà le altre cose di Barnet, poi!). Viva il paese dei Soviet che ha saputo regalarci queste opere d’arte. (Vhs)
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Notturno a Villa Wanda
di Kai Zen
1.
“O Cecco, ma tu lo sai, te, che un amico del mi’ cugino, il Vanni, c’è entrato e non l’hanno visto più?”
“Seee!”
“Ti giuro su la mi’ mamma, manco la polizia l’ha cercato. Per farti capire, eh.”
“Su la tu’ mamma?”
“Giuro. Ed era uno grande, sai, mica un cittino. Avrà avuto diciott’anni.”
“Vabbe’.”
“Mentre invece un altro ha provato a passarci la notte e…”
“Scomparso pure lui?”
“Impazzito. L’hanno ritrovato la mattina dopo nei dintorni della villa che non riconosceva la destra dalla sinistra. Ora pare che sta all’ospedale psichiatrico di Firenze.”
“E pure questo me lo giuri su la tu’ mamma.”
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Settembre 27, 2008
Il Sistema del Mondo
di Franco Ricciardiello
Mi domando se verrà mai tradotto e pubblicato in Italia The System of the World, il terzo volume dello straordinario Ciclo Barocco di Neal Stephenson. I primi due romanzi, “Argento Vivo” (Quicksilver, 2003) e “Confusione” (The Confusion, 2004) sono apparsi presso Rizzoli prima del 2005, mentre non è al momento reperibile nessuna notizia editoriale a proposito del terzo romanzo, pubblicato nei paesi anglosassoni già nel 2004. Sarebbe un vero peccato se l’edizione italiana non venisse completata, perché si tratta di una grandiosa ricostruzione, tutt’altro che ortodossa, di un momento cruciale nella storia del mondo occidentale: la gestazione di un nuovo “sistema globale”, non una dottrina filosofica ma un vero e proprio ordine nuovo economico: il ciclo di Neal Stephenson è una sfrenata incursione visionaria alle lontane radici del capitalismo nella scienza del XVII secolo, gli albori di una globalizzazione che muoveva i primi, timidi passi.
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Settembre 26, 2008
Liquidazione Comunista
[Liberazione - testata con la quale Carmilla non ha mancato di polemizzare con franchezza, oggi non è in edicola per uno sciopero dei suoi giornalisti. I redattori hanno aperto un blog per spiegare cosa sta succedendo al giornale, ed hanno emesso un comunicato, che pubblichiamo g.d.m.)]
LIQUIDAZIONE COMUNISTA
LIBERAZIONE IN SCIOPERO
giovedì 25 settembre 2008
I giornalisti di Liberazione scendono in sciopero immediato.
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Tsunami
di Danilo Arona
In totale sincerità non pensavo di trovare tanto coinvolgimento a proposito dell'Onda. Ho ricevuto più mail su questo argomento che su qualsiasi altro. Sintomo che l'ossessione è condivisa e che il sogno (o l'incubo) di una Apocalisse acquatica, qualsiasi cosa voglia dire, è senza dubbio esteso, forse al di là addirittura di una stima istintivamente plausibile.
Mi scrive ad esempio (D).A.v.i.d:
L'argomento dell'onda mi tocca sul vivo: infatti l'onda, lo tsunami e il maremoto sono i sogni che ricorrono più spesso nelle mie notti. Desidero quindi raccontarle questo (la data è del 23 dicembre 2004): lo pubblicai nel gruppo di discussioni it.discussioni.sogni.
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Settembre 25, 2008
Manolo Morlacchi: LA FUGA IN AVANTI
di Daniela Bandini
Manolo Morlacchi, La fuga in avanti. La rivoluzione è un fiore che non muore, ed. Agenzia X-Cox 18, pp. 216, € 15,00.
Di questo libro si occupò a suo tempo Carmilla, era il 3 gennaio del 2008. Personalmente l’ho avuto tra le mani solamente una quindicina di giorni fa, e sento la necessità quasi fisiologica di condividere con i lettori le impressioni che questo libro mi ha trasmesso.
E’ opera di un uomo nato nel 1970, che rievoca la sua infanzia e la sua adolescenza, fortemente influenzate da una famiglia non esattamente coerente con il “decennio d’oro” che furono gli anni Ottanta. Tra i parenti nessun imprenditore rampante, nessuno che si sia arricchito coi Bot per acquistare la seconda casa, nessun avanzamento sociale, dal proletariato alla piccola borghesia, nessuna giacca di pelle o visone da ostentare con nonchalance, come l’avessero sempre avuta nell’armadio, nessun biglietto da 100 carte esibito nel portafoglio a suggerire “posso comprare tutto quello che voglio”. Manolo Morlacchi è figlio di brigatisti rossi. Coerenti, ostinatamente coerenti fino all’ultimo.
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Settembre 23, 2008
Il romanzo nero delle edizioni Métailié: un punto di vista sul mondo
di Serge Quadruppani
[Le Editions Métailié, raffinata e battagliera casa editrice fondata nel 1979 da Anne-Marie Métailié (nella foto), sono uno degli approdi privilegiati dal romanzo italiano quando si avventura Oltralpe. Grazie alla collana "Bibliothèque Italienne" diretta dallo scrittore e traduttore Serge Quadruppani, i lettori francesi hanno potuto conoscere e amare i libri di Andrea Camilleri, Giancarlo De Cataldo, Loriano Macchiavelli, Laura Grimaldi, Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Giuseppe Montesano, Maurizio Braucci, Grazia Verasani, Piergiorgio Di Cara, Sandrone Dazieri, Wu Ming, Michele Serio e tanti altri. Le note che seguono sono state scritte da Quadruppani in previsione del trentennale della casa editrice. Per celebrare la ricorrenza, sono previsti molti eventi, dibattiti, tavole rotonde. In particolare, una serie di incontri sarà dedicata al tema "Il romanzo nero delle edizioni Métailié". Questo testo servirà da introduzione. Lo riportiamo perché è l'embrione di una lettura comparata che si preannuncia feconda, e che qui si incrocia con il memorandum sul "New Italian Epic" proposto in Italia da Wu Ming 1. Non c'è da stupirsi: riflettere sugli "scossoni" che negli ultimi anni hanno trasformato il noir e le letterature di genere, spingendole con forza in avanti e producendo (in Italia e non solo) un nuovo corpus di narrazioni epiche, produce - "rubiamo" l'espressione a Quadruppani - "un punto di vista sul mondo che può essere condiviso in ogni parte del mondo".]
Sono trent'anni che manda avanti la baracca, la nostra editrice, e noi, suoi collaboratori fin dall'inizio, adesso lo sappiamo: a tenere in piedi il fragile edificio di una casa editrice indipendente non può bastare la qualità della gestione (benché necessaria), men che meno l'aver fiuto per i «colpacci» (dei quali si può anche fare a meno); a monte di tutto, serve una cosa poco concreta e contabilizzabile: uno spirito.
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Settembre 22, 2008
Marco Rovelli: Lavorare uccide
di Alberto Prunetti
Marco Rovelli, Lavorare uccide, Milano, Rizzoli, 2008, pp. 246, €10,20
[Dedico questa recensione a mio padre Renato Prunetti, operaio saldatore-tubista che smantellava amianto e respirava piombo, benzina e titanio, che ha iniziato a lavorare a 15 anni, sordo e senza denti a 40, morto a 59 anni per un tumore mentre aspettava una indennità INAIL. ] A. P.
Dopo l’impressionante Lager Italiani - un'indagine sui centri di permanenza temporanea, i famigerati CPT – Marco Rovelli dedica la sua nuova ricerca alle vittime dell’insicurezza. Non quella "percepita" perché costruita mediaticamente, ma quella ben più consistente e reale: le vittime sul lavoro. E anche stavolta non si ferma a numeri e statistiche, ma va alla ricerca di storie.
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Gettare Martin Heidegger giù dalla torre?
di Girolamo De Michele
[Nella foto, Martin Heidegger è il primo seduto in basso a destra]
Nel 1944, parlando con un’allieva della guerra in corso, Martin Heidegger confessò alla studentessa di credere ormai sconfitta la Germania: «ma per carità», aggiunse, «non ne faccia parola con mia moglie!» Questo aneddoto (del quale sono debitore a Michel Cioran) dà la cifra morale e umana di un pensatore che pretendeva di meditare in modo autentico questioni come la verità e il destino dell’occidente, ma non trova il coraggio dell’autenticità in una banale conversazione privata con la moglie, fervente nazista.
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Settembre 19, 2008
Marx libertario
di Maximilien Rubel - Traduzione e note di Marco Melotti
[Vorrei ricordare Marco Melotti (nella foto) con un testo che egli stesso aveva curato, tradotto in italiano, e diffuso attraverso la rivista Vis-à-vis.] (Gioacchino Toni)
Nel centenario della morte di Marx questo saggio, pubblicato dieci anni fa, avrebbe bisogno di una revisione, per rinforzarne la tesi centrale: la fondazione da parte di Marx di una teoria politica dell'anarchismo (1). Se si astrae dalla tradizionale critica di carattere puramente formale, di cui questa teoria è oggetto da parte di ideologi anarchici e libertari, occorre ammettere che il vero dibattito sui modi di transizione delle società dominate dal capitale e dallo Stato è molto lontano dall'essere iniziato. Di massima, il verbalismo prende il posto di argomento privilegiato nei due campi, anarchico e marxista, senza che sia preso realmente in considerazione l'insegnamento del principale interessato. Il fatto che la quasi totalità delle risoluzioni “politiche”, redatte da Marx per i successivi congressi dell'Internazionale operaia, abbiano ottenuto l'accordo unanime dei delegati, basta, tuttavia, per riconoscere l'inanità delle critiche sedicenti antiautoritarie.
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Settembre 18, 2008
In ricordo di Marco Melotti
di Gioacchino Toni
Risulta difficile scrivere queste poche righe per comunicare l’improvvisa morte di Marco Melotti. Compagno di tante battaglie, animatore della rivista Vis-à-Vis Quaderni per l'Autonomia di Classe, Marco è stato davvero una delle menti più lucide del movimento antagonista di questo paese. Difficile, troppo difficile stendere in questo momento anche solo qualche riga in più; troppo è il dolore per la perdita. Magari, col tempo, sarà possibile farlo, ma non ora.
Ciao Marco, con la tua scomparsa per molti di noi nulla sarà più come prima.
Gioacchino Toni
[Brutti tempi questi, se ne va troppa gente di cui avremmo avuto un gran bisogno. Mi associo, assieme all'intera redazione di Carmilla, al dolore di Gioacchino per la scomparsa di Marco: un amico, un fratello, un grande, grandissimo compagno.] (Valerio Evangelisti)
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Quando l'Italia sapeva arrabbiarsi. Colloquio con Giuseppe Bertolucci
di Beppe Sebaste
"In Italia c’è una piccola borghesia, e per questo c’è solo una piccola rabbia. Ma avendo avuto la Resistenza, che è stata una grande rabbia organizzata, ogni rabbia assume oggi le vesti dell’ideologia o della rivoluzione. Non esiste un’altra rabbia, non ci sono gli arrabbiati puri, i beatnik. L’arrabbiato ideale, sublime per me era Socrate." Così Pier Paolo Pasolini in un’intervista del 1963, lo stesso anno in cui uscì il film La rabbia, che accettò di girare pur se in condominio (quasi una par condicio ideologica) col viscerale anticomunista (e antiamericano) Giovannino Guareschi. Andò così: Gastone Ferranti, editore di Mondo Libero, nell’autunno del 1962 propose a Pasolini, che aveva già girato Accattone e Mamma Roma, di estrarre un film dal magma di materiali di attualità, 90.000 metri di pellicola, del rotocalco cinematografico. A materiale già girato (senza filo cronologico, avvertiva Pasolini, né forse logico, ma «seguendo le mie convinzioni politiche e il mio sentimento poetico»), il produttore decise però di affidare a Giovannino Guareschi una metà del film.
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Settembre 16, 2008
L'ordalia mediatica e il garantismo porta-a-porta. Note a margine della sentenza sul delitto di Cogne
di Girolamo De Michele
Giunto a conclusione definitiva, dal punto di vista giuridico, il processo per l’omicidio del piccolo Samuele a Cogne, proviamo a fare il punto sul complesso creatosi tra delitto e processo, e la loro riproduzione mediatica. Lo scopo di questa analisi non è quella di fornire una interpretazione pro o contro la colpevolezza di Anna Maria Franzoni, ma di operare un abbozzo di critica alla presunta neutralità (o oggettività) tanto della rappresentazione mediatica, quanto del diritto, attraverso gli strumenti della filosofia e della logica del diritto, nella convinzione che gli argomenti portati in televisione dalla più parte dei cosiddetti “innocentisti” abbiano contribuito, non importa quanto consapevolmente, al processo di progressiva confusione tra vero e falso, all’insignificanza dei criteri di verifica.
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Settembre 15, 2008
NEW ITALIAN EPIC 2.0
Edizione aggiornata, annotata, arricchita del memorandum di Wu Ming 1

PREMESSA
Il vero pensiero si riconosce in questo: che divide.
- Mario Tronti, La politica al tramonto
Dobbiamo essere pazienti gli uni nei confronti degli altri e rallegrarci quando riusciamo - sia noi che gli altri - ad avanzare. Restare non dobbiamo.
- Károly Kerényi, lettera a Furio Jesi, 5/10/1964
In un modo o nell'altro, in un tempo o nell'altro, la guerra sarebbe tornata.
- Alan D. Altieri, Magdeburg, l'eretico
Memorandum.
Sintesi provvisoria.
Primo tentativo.
Instabile oscillante reazione ancora in corso.
Sono passati sei mesi da quando ho adoperato queste espressioni in New Italian Epic - testo di cui si continua a discutere, proposta aperta, abbozzo di lettura comparata, albo di appunti da tenere sotto gli occhi, ricordare, utilizzare.
Non a caso l'avevo chiamato “memorandum”. Il dizionario De Mauro dà come primo significato del termine: “documento, foglio, fascicolo in cui sono esposti per sommi capi i termini di una questione.” Per sommi capi, infatti, descrivevo un insieme di opere letterarie scritte in Italia negli ultimi quindici anni, cercando parentele inattese o, all'inverso, sciogliendo legami troppo spesso dati per scontati.
Ne è nato un dibattito che non accenna a spegnersi, anzi, si ravviva e si innalza a ogni bava di vento.
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Settembre 14, 2008
Controriforma scolastica
di Alessandra Daniele
Dopo il voto in condotta, gli esami di riparazione e il grembiule, il ministro per la Pubblica Istruzione Don(na) Gelmini ha annunciato il ripristino di altri fondamentali strumenti didattici ingiustamente rimossi dallo smidollato pedagogismo lassista degli ultimi anni.
La mordacchia
Per impedire che gli studenti lo adoperino in classe non basta sequestrargli il telefonino, bisogna andare alla radice del problema comunicativo: sequestrargli la lingua, inserendola in una funzionale tagliola di metallo agganciata dietro la testa. Resterebbero così libere le dita per gli sms, ma il ministero ha pensato anche a questo.
I ceppi
Robusti cerchi di metallo provvederanno a incatenare lo studente piedi e mani, bloccandogli le dita nella posizione dello scrivano diligente. Naturalmente tutti saranno educati a scrivere con la destra (e per la destra) perché la sinistra è la mano del diavolo.
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Settembre 13, 2008
Per me le primarie sono una cagata pazzesca
di Carlo Loiodice
Qualcuno, seduto magari in ultima fila, prima o poi si alzerà e lo griderà… Vorrei farlo io, ma non so se ne ho la forza o l’efficacia. Ricordate Fantozzi? “Per me La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!” Oppure Nanni Moretti in Io sono un autarchico: “Il dibattito no!...”
Sono paletti nella storia della nostra cultura. Segnano il crollo di due prassi che, in origine motivate ed efficaci nella loro fase aurea, si andavano trasformando in formule stanche e stancanti nella loro insopportabile ritualità. Eisenstein merita il posto che occupa nella storia del cinema, ma proprio in quanto parla di rivoluzione non può diventare un obbligo fisso il suo inserimento in qualunque rassegna organizzata da un circolo o un’istituzione di sinistra. La corazzata Potemkin, comunque lo si voglia giudicare dal punto di vista critico, non è una “cagata”
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Settembre 12, 2008
Lo sguardo mutilo (Visti e rivisti 1995-1997) 5

di Dziga Cacace
140-Anna di Nikita Michalkov, Russia/Francia 1995
Bella l’idea e, particolarmente, la prima parte, con un intelligente uso di immagini di repertorio. Comunque non convince appieno: Anna diventa sempre più grassa, Nikita sempre più calvo e la Russia più confusa. Resta sfumata la figura di Michalkov (ideologicamente sfuggente): condanna e giustifica un po’ tutti. Si rammarica di non imporsi alla figlia così come lo fa il Partito e in 12 anni, come ha rilevato subito anche Hilda, non si rende conto che è lui la cosa che più le manca. (Cineclub Lumière; 2/5/96)
141-Il terzo uomo di Carol Reed, Gran Bretagna/USA 1949
Mah! Vienna in rovina e un luciferino Welles valgono il film; per il resto... Da incubo il tema musicale. (Cineclub Nickelodeon, 1/5/96)
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Indovina chi viene al CERN
di Alessandra Daniele
Per il momento l’acceleratore svizzero LHC non ha ancora prodotto l’atteso Bosone di Higgs. L’esperimento del CERN però non può considerarsi fallito perché ha consentito di individuare altre interessanti particelle.
Il Berscone di Archor
Nano-particella dalle molte proprietà che ha acquisito in modi oscuri, non ancora chiariti dalla fisica. Coinvolta in numerosi processi subatomici, riesce sempre a saltarne fuori. Quando viene diffusa nell’etere contamina i tessuti umani, causando la disintegrazione dei neuroni.
Il Neutroglione di Walter
Particella di carica nulla, si caratterizza per la sua assoluta inutilità ai fini di qualsiasi meccanica, atomica e subatomica. Si limita a rimbalzare da una parte all’altra senza causare alcun effetto significativo su niente, scontrandosi al massimo con particelle analoghe altrettanto inerti.
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Settembre 11, 2008
Welsh: UNA TESTA MOZZATA
di Alessandro Bertante
Durante la seconda metà degli anni Novanta, in seguito al successo planetario del film Traispotting, tratto dal suo secondo romanzo, lo scrittore scozzese Irvine Welsh fu frettolosamente interpretato come autore giovanilistico, considerato certo dotato di un grande talento espressivo e di una caratura letteraria fuori dal comune ma comunque limitato nel suo percorso narrativo alla descrizione di esistenze metropolitane devianti, con storie fatte di droga, emarginazioni, alcolismo, disoccupazione e violenza. Questo equivoco è durato diversi anni, almeno fino a Colla, capolavoro di Welsh che, parimenti al coevo, elegante ma non altrettanto efficace, La banda dei brocchi di Jonathan Coe, descriveva con rara potenza espressiva e ampiezza tematica, la mortificante parabola della classe operaia, o del nuovo sottoproletariato urbano, inglese dalla fine degli anni Settanta ai nostri giorni.
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Settembre 10, 2008
Appello urgentissimo per Haiti
Raccogliamo volentieri la sollecitazione degli amici di www.selvas.org e rilanciamo questo appello. Le modalità per effettuare donazioni sono visibili qui.
Due uragani e una « tempesta tropicale » che si sono susseguiti a distanza di pochi giorni hanno distrutto totalmente Haiti, il Paese più povero del Continente Americano. Il Governo sta facendo ciò che può, con le scarse risorse a disposizione e le richieste di soccorso urgente che provengno da tutto il Paese.
L’Artibonite, dove vivono la maggior parte dei contadini che avevano ripreso a coltivare il riso per limitare la dipendenza alimentare dai Paesi esteri, è ora isolata, dopo che l’ultimo ponte che permetteva di raggiungere le vallate e le montagne è crollato a causa del passaggio dell’uragano IKE. Inoltre il governo è stato costretto a far defluire le acqe dalla diga più grande del Paese, quella di Peligre (sempre nell’Artibonite), ed ha richesto l’evacuazione immediata della zona. Impossibile sapere quanti contadini siano riusciti a salvarsi, costretti a fuggire in una zona già allagata da Hanna, sotto il vento e la fortissima pioggia.
Permalink: postato alle 02:56 PM
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Scegli quello che vuoi
di Alberto Prunetti
L’uomo era magro e robusto. Stupivano i suoi pantaloni di velluto, fissati con una corda in vita a dispetto del caldo dell’estate. Dominava da un colle, tra recinti e annessi agricoli, un fondo di pascoli in un angolo di Maremma. Cinque creste di colline piene d’animali, erba secca e cespugli di lentisco.
Ricordavo i consigli. Vai da quel pastore. Sui prezzi del maneggio niente da dire. Ma attento ai cavalli. Li picchia e a volte sono ombrosi.
Entrai nel recinto. Scegli quello che vuoi, mi disse.
Evitai il baio, aveva una zona di pelo bianco sul dorso, e i cavalli fiaccati hanno già patito troppo.
Ne vidi uno che mi piaceva. Mi piaceva perché non mi faceva paura. Questo, dissi.
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Settembre 09, 2008
Angelo Petrella: LA CITTA’ PERFETTA
di Saverio Fattori
Angelo Petrella, La città perfetta, Milano, Garzanti, 2008, pag.507, € 17.60
“E ora che hai intenzione di fare ?” dice Betta.
“Il che senso?”
“Intendo, da oggi in poi, nella vita.”
“Niente. Quello che ho sempre fatto: lottare.”
“Contro cosa?”
Io la guardo un po’ risentito e rido. “Ti devo fare un elenco? Possiamo starci un’ora e mezza: i vecchi ladri, i nuovi ladri, i nuovi padroni travestiti da democratici progressisti, i fascisti di sempre…”
A parlare è Chimicone, duro e puro fuoriuscito dall’esperienza delle occupazioni della Pantera verso la latitanza e la lotta armata. Come da manuale, sul suo ardore intransigente, Grandi Figli di Zoccola giocheranno partite proprie su campi più estesi.
Permalink: postato alle 11:56 PM
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Russia fuori della legge della NATO
di Tito Pulsinelli
All’operazione militare di Mosca, finora l’asse Stati Uniti-Unione Europea (UE), che si raggruppa sotto le vetuste bandiere della NATO, ha risposto con parecchia lentezza e confusione. La Russia si posiziona strategicamente tra il Mar Nero e il mar Caspio, diventando l’arbitro di flussi energetici di straordinaria importanza per i mercati “occidentali”.
La NATO ha nella mira le 25 miliardi di tonnellate metriche di gas, e i 200 miliardi di barili di petrolio dei giacimenti che si affacciano sul litorale del Caspio. Le compagnie petrolifere anglo-USA avevano scelto la Georgia come via principale di accesso e transito di queste risorse. L’oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan è una prima tangibile arteria, che unisce l’Europa alle fonti energetiche asiatiche.
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Settembre 08, 2008
Buttare lì qualcosa
di Salvatore Agresta
[Psicoterapeuta, studioso delle avanguardie neuroscientifiche, autore di testi specialistici e articoli in rivista, Salvatore Agresta si occupa da anni di letteratura. Pubblichiamo il suo intervento a proposito del memorandum New Italian Epic, che allarga i confini del saggio a un'altra disciplina fondamentale, qual è la psicoanalisi, come già accaduto nel caso del terapeuta e scrittore Alessandro Defilippi]
Di mestiere faccio lo psicoterapeuta, il mio sguardo ha quindi questo grado d'obliquità.
Per me, letteratura e psicoterapia sono intersecate. Anticipo le conclusioni: il NIE in letteratura è curativo, le coppie "terapeuta/paziente" e "lettore/scrittore" fanno una medesima operazione su se stessi in modi e forme diversi e convergenti. Così io spero in una nuova epica della psicologia applicata. Epica che c'era in origine: Charcot, Breuer, Freud e i loro pazienti sono stati ciascuno a suo modo dei pionieri. Oggi noi epigoni rischiamo di essere tecnocrati della psiche, specialisti "di genere" senza più sguardo d'insieme. Come in medicina, la storia si ripete.
Permalink: postato alle 12:09 AM
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Settembre 06, 2008
DISCESE ESTREME - capitolo 18
di Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
Tutte le puntate di DISCESE ESTREME
18. A regola e positivo
E' difficile spiegare, senza eccessi e senza retorica, in cosa consiste avere dei poteri a qualcuno che non ce li ha.
E' un po' come discutere con quegli scrittori che sostengono che l'Ispirazione non esiste e che è tutto duro lavoro. Sono sinceri: per loro l'Ispirazione non esiste, nel senso che non ce l'hanno. Ma chiunque nella sua vita ha visto la Madonna sa benissimo di cosa parlo.
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Settembre 05, 2008
Marco Dinoi: LO SGUARDO E L'EVENTO
Appunti per un cinema dell'Apocalisse.
di Dimitri Chimenti
Se per filosofia intendiamo non un campo disciplinare, ma un'attività critica attraverso cui costruire un destino comune e testimoniare il mondo, allora in Italia essa solo raramente è stata applicata all'analisi del cinema. Vengono in mente soprattutto i nomi di Maurizio Grande e di Pietro Montani, ma anche quello di un giovane studioso recentemente scomparso, Marco Dinoi.
A pochi mesi dalla morte del suo autore esce Lo sguardo e l'evento. I media, la memoria, il cinema (Le lettere, € 25, pag.328), un'analisi sulle diverse funzioni che televisione e cinema hanno svolto nella costituzione di una memoria degli eventi dell'11 Settembre. Un libro che parte dalla consapevolezza che tutto l'armamentario concettuale messo in campo dagli epigoni di Baudrillard e soci è ormai inservibile. E' forse da questa consapevolezza che nasce una scrittura di un'eticità potente, capace di stabilire ancora una differenza primaria tra ciò che vediamo e ciò che conosciamo.
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Settembre 04, 2008
Note sulla psicoanalisi
di Alessandro Defilippi
[Psicoanalista e romanziere, Alessandro Defilippi è intervenuto su "Carmilla" all'interno del dibattito sul New Italian Epic, mostrando come le categorie del NIE siano anche extraletterarie.]
Il lungo brano di John E. Gedo pubblicato su Carmilla nel 2004 indica, all'interno del movimento psicoanalitico, la presenza di due fondamentali orientamenti: il primo è quello di “coloro che indicano come centrale il bisogno di empirismo”; il secondo di “coloro che invece seguono un percorso prevalentemente razionale. Il primo gruppo concepisce la psicoanalisi come una branca delle scienze naturali; gli autori del secondo, viceversa, ripudiano in modo esplicito tale appartenenza, oppure si limitano a riconoscerla in modo superficiale, dando comunque priorità all'approfondimento di qualche dottrina filosofica”.
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Settembre 03, 2008
Lo sguardo mutilo (Visti e rivisti 1995-1997) 4

di Dziga Cacace
91-Un cuore in inverno di Claude Sautet, Francia 1992
Bello, ma di una freddezza... (Vhs)
92-2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, Gran Bretagna 1968
Drammatica visione sullo schermo mignon del Lumière. Comunque bellissimo, anche se sfuocato e mutilo. (Cineclub Lumière; 16/2/96)
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Saverio Fattori: ACIDO LATTICO
di Girolamo De Michele
in appendice, Quello è papà che era il più forte in Europa: Saverio Fattori intervista Stefano Mei
Saverio Fattori, Acido lattico, Gaffi, Roma, 2008, 158 pp., € 11,00
«Centoventi uova sbattute al muro, solo quelle che non si rompono diventano pulcini di campione. Il resto è frittata, iscritti alla maratona di New York nelle mani di astuti Tour Operator». È questa l’impietosa istantanea dello sfondo su cui galleggia la punta mediatica dell’atletica agonistica secondo Saverio Fattori, giunto con Acido lattico alla sua terza prova, dopo l’esordio di Alienazioni padane e il feroce ritratto "a gamba tesa" degli anni Ottanta di Chi ha ucciso i Talk Talk?
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Settembre 02, 2008
Simona Mammano: DIAZ, SANGUE SANGUE
di Simona Mammano
“Voi andate, io torno domani, devo portare un fiore sulla tomba della figlia della vicina di casa, che è morta dieci anni fa. Dormo in stazione poi vado al cimitero e parto subito dopo. Non preoccupatevi per me”.
Genova. Sono le sette di sera del 21 luglio 2001, Arnaldo ha deciso di non tornare a casa con i compagni con cui è arrivato la mattina dal Veneto per partecipare alla manifestazione del Genoa Social Forum contro il G8. La corriera parte. Arnaldo no. Deve rispettare un impegno. Ha 62 anni, è un uomo allegro, ironico e curioso e, nonostante abbia solo la quinta elementare, è informato su tutto. Crede che ognuno debba farsi carico di cambiare la società, per migliorarla.
I suoi compagni non sono contenti di lasciarlo lì, ma sanno che le sue decisioni sono irrevocabili.
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Settembre 01, 2008
Riflessioni sul New Italian Epic...
...che partono quasi subito per la tangente
di Guglielmo Pispisa*
[In calce al post: aggiornamenti & appuntamenti NIE]
Nel frattempo ho visto vendere traduzioni, o meglio rifacimenti delle nostre storie in altre lingue, scritti a mano e ricopiati da scrivani sul lastrico e burocrati a riposo su economica carta colorata. Una trovata per far soldi che a me personalmente non dà fastidio, mentre Abhay si è un po’ risentito per i tagli e le aggiunte apportate dai nuovi narratori, e ha borbottato qualcosa di incomprensibile sui diritti d’autore.
– Queste storie sono completamente diverse – ha detto. – Quei tizi mettono in giro roba che non si può più definire nostra.
– Ha cessato di essere tua nel momento stesso in cui l’hai scritta – ho suggerito io, guadagnandomi un’occhiata feroce. Osservavamo la folla in arrivo, più numerosa ancora delle altre volte, e io pensavo: tutta questa gente è un dono o un peso?
Vikram Chandra, Terra rossa e pioggia scrosciante
Le interessanti elaborazioni teoriche sulle più recenti tendenze della letteratura italiana, da poco condivise da Wu Ming 1 con i frequentatori del suo sito web, mi danno lo spunto per riflettere, a partire dal tema di quel saggio, in generale sul significato stesso del narrare e sul ruolo odierno del narratore.
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