testatahomenew.jpg

Luglio 31, 2008

Magari Giordano Bruno incontrasse il piccolo ET...

di Giuseppe Cassieri

brunoet.jpgScienza millenaria, nobilmente seduttiva tra pensiero filosofico e agganci teologici, tra fisica e metafisica, la cosmologia vanta negli ultimi decenni un picco portentoso di attrazione anche in virtù delle incalzanti meraviglie tecnologiche. Con un non trascurabile scarto culturale, tuttavia; e cioè che i candidi amatori di fenomeni celesti, così come coloro che avanzano domande di maggior peso circa l’origine e i misteri dell’universo, si immergano in sinossi amabilmente semplificate e colorate o in proiezioni avveniristiche dedotte da volatili ipotesi di laboratorio. Consigliabile, perciò, una scelta in bianco e nero che ci aiuti a capire, grazie a un ragionevole linguaggio tecnico, sia i lavori in corso, i fallimenti e gli esiti felici della ricerca, sia gli orizzonti concettualmente possibili ma non ancora (o forse mai) subordinati al potere investigativo dell’uomo.

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Luglio 30, 2008

L'onda

di Danilo Arona

onda1.jpgDa anni artisti, scrittori, sensitivi e persone normali la sognano.
La vedono. La percepiscono.
Tutti la chiamavano "l'Onda".
La visione condivisa infatti è paragonabile a un'enorme muraglia tsunamica, alta decine di metri, che sopravvanza e abbatte città, s'insinua nelle frange collinari e lambisce le montagne. Per i più senza ombra di dubbio si trattava di acqua. Ma altri visualizzano sabbia desertica. Altri ancora, una parte in verità minoritaria, immaginano (immaginano?) che quel flutto ciclopico sia formato da un'immonda poltiglia di color nero, una via di mezzo tra la pece e la vischiosità del fango paludoso.

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Luglio 29, 2008

Storia di una vendetta 3/4

di Giulia Maria Urcia Larios

Beretta92FS.jpgIl Salto era uno dei quartieri peggiori della Città, il quartiere dei drogati, dove persino gli spacciatori mettevano piede raramente. Per non parlare della polizia, che ci entrava solo di giorno per una ronda veloce e, casomai, per prelevare i cadaveri che a volte venivano trasportati fin sulla strada principale per poi essere abbandonati lì, affinché gli agenti di passaggio li facessero identificare e li restituisse allero famiglie (se ne avevano).
E fu là che la polizia. nella ronda di mezzogiorno, trovò Andrej Savino, in arte Venerdì.

- Ah, che splendido lavoro, hermano! – esclamò Lizard.
Si erano trovati tutti al Black Hole, per parlare dell’esecuzione.
- E’ stato facile - disse con semplicità Sombras.
Angelito si apprestò a leggere il giornale di quel giorno.

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Luglio 28, 2008

Jennifer Beals: il fenomeno L-WORD

lword_jenniferbeals.jpgThe L Word [in onda la terza stagione su La7, ndr] è uno show che suscita scalpore: tutti ne parlano, anche chi non l'ha mai visto realmente. Alcuni critici l'hanno definito come una versione lesbo di Sex and the City. Cosa rende questo telefilm così speciale?

Il pubblico si appassiona a The L Word per diversi motivi... Per le donne, lesbiche e etero, è decisamente interessante vedere un gruppo di ragazze così belle, disinibite ed emancipate come quelle rappresentate nella serie. Ed è altrettanto stimolante per quanto riguarda la vita sentimentale e i rapporti di amicizia tra le protagoniste dello show. Poi per i gay è importante essere rappresentati all'interno della cultura pop, attraverso uno show televisivo e ottenere l'attenzione della cultura mainstream. Gli uomini etero, invece, sono inizialmente attirati dal sesso, per curiosità o voyerismo e, perché no, per imparare qualcosa sulle donne e finiscono per appassionarsi alle vicende.

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Alla periferia di Alfanville

di Alessandra Daniele

Alfano.jpgFLASH NEWS

Approvata alla Camera a larga maggioranza la berlusconiana riforma della Giustizia che porta la firma del ministro Angelino Alfano.Gli italiani indiziati di reato saranno divisi in quattro fasce:

Fascia DReddito inferiore a 20.000 euro annui.
Nessuna immunità. Presunzione di colpevolezza con conseguente inversione dell’onere della prova.
Abolizione della condizionale, di qualsiasi attenuante, e di ogni sconto di pena
Ripristino della tortura, dei lavori forzati, e della pena di morte.
Applicazione dell’aggravante razziale per tutti i non padani.

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Luglio 27, 2008

Storia di una vendetta 2/4

di Giulia Maria Urcia Larios

45Colt.jpgDopo quasi tre settimane Cuervo era tornato al suo posto, al Black Hole Bar, tra gli amici che si complimentavano per la sua bravura.
- Ottimo lavoro – lo lodò Lizard, – niente famiglie che ci danno la caccia e niente polizia che ci fiata sul collo. E’ davvero un ottimo inizio. Allora, l’ultima volta abbiamo sorteggiato turni e compiti. Chi è il secondo? -
- Io – rispose Seraph, - e ho B. D. -
- Hai pensato a come farlo fuori? -
Seraph sorrise, e tirò fuori un block notes scritto fitto con la sua calligrafia nervosa. Cominciò a spiegare: lo sapevano, a volte gli capitava di collaborare con i ladri di auto e di pezzi di ricambio, e grazie al loro aiuto aveva registrato le ore e gli intervalli tra le ronde della polizia nei quartieri più pericolosi. Inoltre aveva seguito Blue Dragon e segnato i suoi percorsi più frequenti, e uno di questi era una stradina stretta e poco trafficata, una scorciatoia per arrivare in centro più in fretta, passando però per la Palude (“…un quartiere pessimo davvero! Giusto fratelli?”).

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Luglio 26, 2008

Storia di una vendetta 1/4

di Giulia Maria Urcia Larios

44Magnum.jpgIl suo migliore amico e fratello di sangue era morto da più di un anno e Lizard, un cupo pomeriggio d’autunno, rimase a lungo all’angolo della strada di fronte al bar “La rosa d’oro”. La via era illuminata da un sole morente, rosso e pulsante come un cuore malato sospeso sulla cappa di smog che opprimeva la città.
Immobile come una statua, fumava febbrilmente senza togliersi la sigaretta dalla bocca e fissava la porta del locale al di là della strada con un’intensità tale che pareva che la sua vita dipendesse da quella soglia.
Il traffico scorreva lento e caotico, e attorno a lui vociava la folla opprimente.
La porta si aprì e Lizard si fece ancora più attento. Un gruppetto di persone si allontanò ridendo, tra loro spiccava una disordinata zazzera rossa.

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Luglio 25, 2008

Sebaste: "Leggere, vita secondaria"

sebaste_panchine.jpgdi Beppe Sebaste
[estratto da frecciabr.gif "Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne", Laterza, € 9.50]

Sulle panchine ci si siede per leggere. È una vista così consueta – quella di un lettore o di una lettrice, con un giornale o un libro in mano – che da sola riempie una panchina. Anch’io non ho mai cessato di farlo, e questo dall’infanzia.
Nel mio primo ricordo di lettore cosciente mi vedo su una panchina nel giardino sotto casa, separato dalla strada da un muretto e un’inferriata. La panchina era privata ma era una di quelle vere, arrotondate, a listelli verdi di legno, e restai lì disteso un pomeriggio intero con una pila alta come me di Tex Willer. Avevo imparato a leggere da poco, e quei fumetti appena scoperti (me li aveva prestati il figlio più grande di una vicina di casa) mi eccitavano come i western al cinema (anzi, perché non fanno film così belli? – mi chiedevo).

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Luglio 24, 2008

Caracas-Mosca: sotto il segno dell'energia

di Tito Pulsinelli

ChavezMedvedev.jpgSotto il segno dell'energia o il prepotente fascino geo-politico del petrolio e del gas. Questa è la caratteristica di fondo delle relazioni approfondite tra il Venezuela e la Russia. Un evento che sancisce l'accresciuto potere di Gazprom e di PDVSA, ormai insediate ai primi posti tra le maggiori multinazionali dell'energia.
L'incontro tra Chávez e Medvedev è come la prova del nove della geopolitica degli anni che ci stanno davanti, in cui il gas e il petrolio avranno un'importanza ancor più determinante che oggi.

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Luglio 23, 2008

Buster Keaton, Sherlock jr (La palla n. 13): quando il cinema rifletteva su se stesso e sulla società di cui era parte integrante

di Alessandro Morera

Palla13.bmpPer facilitare la lettura del seguente articolo, riportiamo in breve la trama del film assunto come emblema del cinema di Buster Keaton: Buster è un appassionato lettore di gialli che lavora come proiezionista in un cinema. Un giorno un rivale in amore ruba l’orologio al padre della donna di cui Buster è innamorato, facendo ricadere la colpa su di lui. Buster, tornato nella sua cabina di proiezione, si addormenta e sogna di entrare nel film nei panni di Sherlock Holmes Jr. risolvendo il complicato caso di furto e salva la protagonista dei banditi. Sarà svegliato dalla ragazza che ha scoperto l’inganno del rivale: i due si abbracciano ma Buster, con il suo volto impassibile, osserva preoccupato le immagini che scorrono sullo schermo, con i protagonisti sposati e circondati da tanti banditi.

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Luglio 22, 2008

Con un altro nome

di Alessandra Daniele

001.jpg- Quel fottuto ometto grottesco e maligno! – La ragazza scaglia il giornale attraverso la stanza.
L’uomo seduto segue con lo sguardo la parabola discendente, poi commenta sarcastico
- Il paese è con lui…
- Stronzate!
- Ti ricordo che il mio omonimo è stato regolarmente eletto con un’ampia maggioranza
- Ha approfittato delle paure della gente, paure che aveva creato lui stesso, insieme alla sua banda di criminali! – dice la ragazza. L’uomo si appoggia allo schienale
- Ha fatto anche di meglio. Gli ha dato un capro espiatorio – dice cupo.
Lei scuote la testa – ma non può continuare così, tutto questo è troppo assurdo per durare…

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Luglio 21, 2008

Aldo Bianzino, ucciso

di Valerio Evangelisti

AldoBianzino.jpgOgni giorno si apprendono storie tremende, e tante di esse hanno a che fare con “forze dell’ordine” che, certe di un’impunità ormai pluridecennale, si permettono ogni tipo di crudeltà su persone indifese. Del resto è di questi giorni la sentenza per le torture nella caserma di Bolzaneto, durante il G8 del 2001. Per una volta il tribunale ha riconosciuto le colpe di una quindicina di agenti accusati (e questo è, in un certo senso, un piccolo passo avanti), ma nessuno di essi sconterà la pena. Nel frattempo sono rimasti in servizio e hanno fatto carriera. Sotto i governi di centrosinistra come sotto quelli di centrodestra.
Non voglio generalizzare. Esiste un manipolo di poliziotti (ho il piacere di conoscerne alcuni) e anche di carabinieri spaventati dai progressi che il fascismo, inteso come ideologia della sopraffazione su chi non si può difendere, fa tra i loro colleghi, specialmente se in posti di comando. La piaga che sta avvelenando la società italiana si manifesta anche in quell’ambiente, è ovvio. Con la differenza che parliamo di persone autorizzate a portare armi, e a usarle.

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Luglio 19, 2008

Controlli, cittadinanze, censimenti e censo (col grassetto di Pierre Joseph Proudhon)

di Alberto Prunetti

impronte.jpgSi è parlato a lungo della questione delle impronte, da prendere ai rom "che delinquono", ai rom in genere, anche ai bambini rom, con cerchi d’applicazione nella strategia di controllo variabili secondo i deliri degli imprenditori politici della società disciplinare.

La strategia di una parte della sinistra, anche in buona fede, è stata quella di rispondere: “prendetele a tutti”, “prendetele anche a noi”. Un errore grave. Le impronte non vanno prese a nessuno. Tanto meno a chi, come i rom, è già guardato a vista, ispezionato, spiato, diretto, legiferato, regolamentato, incasellato, indottrinato, catechizzato, controllato, stimato, valutato, censurato, comandato.

La controrisposta istituzionale (“le prenderemo a tutti, le prenderemo anche a voi…”) ha spiazzato molti sinceri militanti antirazzisti, ma era francamente prevedibile da chi guardasse le cose con la necessaria diffidenza critica. A maggior ragione, era ipotizzabile un allineamento veltroniano alla logica dell’allargamento dei controlli, a dispetto del restringimento dei diritti.

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32 (Wasteland)

di Danilo Arona

000.jpgVivo in campagna, bassa piemontese, da più di vent'anni. Scelta comoda, scomoda, egoista, da spernacchiare: se ne può dire quel che si vuole. Non è questo il punto.
La realtà è che, davanti ai miei occhi e con una spinta accelerativa sempre più crescente negli ultimi tempi, il paesaggio è cambiato. In peggio, ovvio. Brutalizzazione, alberi abbattuti, annullamento del verde a favore del cemento. Tra un po' vivrò in campagna circondato da un perfetto paesaggio (periferico) urbano. Cavoli miei, me la sono voluta.
Tutti i giorni vado su e giù in macchina. In certi periodi dell'anno, soprattutto al mattino, l'occhio assonnato mi cade sulla superficie dei campi (per inciso tutti coltivati) dove svolazzano, se uno zefiro è attivo, decine di sacchetti di plastica. Stanno lì per mesi. Poi, se arriva una bufera di vento (elemento naturale sempre più attivo per effetto del surriscaldamento del pianeta), la plastica emigra altrove. Non la si vede e magari per un po' i campi paiono puliti. Poi il ciclo ricomincia.

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Luglio 18, 2008

DISCESE ESTREME: capitolo 17

linguasuprema.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di DISCESE ESTREME

17. La lingua suprema

Già in tenerissima età avevo notato che esistevano persone che parlavano altre lingue, rispetto all'italiano. Si dava perfino il caso di gente che parlava tre o quattro lingue. Il fenomeno non mi convinceva. Non che tenessi particolarmente all'italiano, ma secondo me la lingua doveva essere una sola.
Quando poi la Voce ha cominciato a manifestarsi nella mia testa, questa idea si è rafforzata. Della Voce ho già parlato: era il mio shining personale, la mia luccicanza. Mi elargiva rivelazioni o visioni più o meno importanti, quando pareva a lei. Il mio intuito mi suggeriva che questa Voce non la sentivo solo io al mondo. Sicuramente tanti altri la sentivano, con intensità maggiore o minore, o anche uguale. Tanti altri l'avevano sentita in passato e tanti altri l'avrebbero sentita in futuro.

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Luglio 17, 2008

I draghi soporiferi

di Valerio Evangelisti (da Robot n. 54)

DragonWars.jpgNon è mica facile recensire un film che ha avuto su di me l’effetto “Porta a porta”. Mi spiego. Spesso, alla sera, grazie a Rai Click e alla tv di Fastweb, mi sparo delle repliche di “Porta a Porta” e di “Ballarò”. L’effetto, su di me, è quello attribuito alla melatonina. Dopo dieci minuti cado addormentato. Ogni tanto mi risveglio, specie quando parla Giulio Tremonti, con la sua vocina acuta. Ma dura pochissimo, e mi addormento di nuovo. Mi desto del tutto alle 23,30 circa, e a quel punto o guardo qualcosa di serio, o vado a lavorare (lavoro di notte, fino alle 5,30 del mattino).
Dragon Wars ha avuto su di me un effetto analogo, visto che, durante la visione del dvd, mi sono addormentato per ben tre volte. Chiedo scusa in anticipo se la ricostruzione della trama presenterà delle lacune, corrispondenti ai momenti di abbiocco.

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Luglio 16, 2008

Futuro Breve XII

di Alessandra Daniele

RobotSkeleton.jpgIL VINCITORE

L’ Elastitan attecchiva subito: bastava iniettarlo, e si fissava nelle ossa, trasformandole in una struttura ultra-elastica quanto super-resistente. Il prodigioso polimero - insieme al doping tradizionale - aveva fatto di Tod Polton, detto “il giaguaro bianco”, l’uomo più veloce della terra. Però ancora non bastava.
- Ti ci vuole un ChampionChip! - gli disse il coach, dandogli una pacca sul collo grosso come una coscia
- Non la voglio una di quelle caccole elettroniche nella testa – cantilenò Tod, con la voce distorta dagli ormoni.
- Ma saresti perfetto! – rispose il coach – L’Elastitan del tuo scheletro è un polimero biosintetico in grado di ricevere istantanei impulsi neuroelettrici direttamente dal cervello, bypassando il sistema nervoso attraverso un chip installato tra il cranio e la prima vertebra cervicale!

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Luglio 14, 2008

Contro lo Stato

diazedit.jpgdi Giuseppe Genna
[Le opinioni qui espresse sono da considerarsi di responsabilità oggettiva solo e unicamente dello scrivente e non includono alcun coinvolgimento editoriale di chiunque altro scriva su questo blog. gg]

Il primo commento alla indegna sentenza che riduce la tragedia della scuola Diaz a una rissa in cui qualcuno ha alzato un po' troppo il gomito (col gomito fracassando calotte craniche e lacerando tessuti) sarebbe che ha ragione Berlusconi. La Magistratura è da riformare. Ogni sentenza risulta disomogenea rispetto alle altre emanate per vicende consimili. Sui fatti nodali della storia italiana, i giudici non hanno giudicato niente. Sul passato devastato di questa nazione, i magistrati sono forcaioli in attesa di incrementare l'intensità con cui il passato non è devastato ma devastante. Avrebbe ragione Berlusconi e, di conseguenza, avrebbe ragione quello che non so più come definire (centro, pallida socialdemocrazia cristiana, incrocio genetico dell'a-politica...), insomma, quella roba rosa pallido lì: si dovrebbe riformare la Giustizia, ma finché c'è Berlusconi non lo si può fare.
E sarebbero giudizi sbagliati. Perché la sentenza sui fatti di Bolzaneto evidenzia che è lo Stato tutto, in qualunque sua funzione, a risultare compromesso, purulento, contaminante. Il giudizio va tracciato oltre ogni tentazione ideologica. Si ha da essere contro lo Stato.

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Mille colline 2/2

di Franco Ricciardiello

Rwanda2.jpgLa ragazza che ero io si sfila il chip dalla presa neurale. Norberto la sta aspettando a braccia conserte; si è già scollegato da tempo, mentre lei si librava con il fly per le strade di Kigali, tagliando con le ali sottili l'odore di carne bruciata.
La ragazza rabbrividisce.
— Non so cosa ti stia succedendo — dice lui freddamente. È evidente che vorrebbe aggiungere molto di più.
— Non so lo neanche io — risponde lei, leggermente in colpa.
Ma la sua retina trattiene ancora il barbaglio duro dei machettes, le macchie colore vino dei baschi, i mucchi di stracci insanguinati dei corpi lungo i muri. Le sembra che, invece di essere archiviati in fondo ai tunnel di probabilità, gli avvenimenti del Ruanda siano in procinto di accadere, e che lei rischi di perderli se rimane qui nella casa di vacanze del padre di Norberto.

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Luglio 13, 2008

Mille colline (1/2)

di Franco Ricciardiello

Rwanda1.jpgGli hanno amputato le mani e i piedi con il machette, per accorciare le sue dimensioni a quelle degli hutu. Gli è impossibile reggersi in piedi. Afferra gli oggetti con la piega del gomito. Mangia con la faccia affondata nel piatto, mentre le mosche gli camminano sul collo.
Non ha più lacrime da sciupare. Prima del 6 aprile giocava in una squadra di football a Butare, oggi si lascia morire nel cortile della missione Onu, seduto su uno sgabello di paglia all'ombra. Osservo l'espressione insensibile del suo viso attraverso i sensori del fly impiantati nella mia presa neurale: le immagini di un giovane morto da quasi un secolo, eppure disperatamente vivide per i miei sensi. Un uccello urla rauco nella nebbia. Radio Mille Collines ha finalmente smesso di incitare al genocidio, oggi trasmette solo canzoni.

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Luglio 12, 2008

Un mondo di canaglie

di Valerio Evangelisti

StoriaDellaPirateria.jpg[Questo breve intervento, nato come prefazione al libro di Philip Gosse Storia della pirateria, ed. Odoya, Bologna, 2008, pp. 349, € 20,00, è apparso in forma abbreviata di articolo sul Corriere della Sera del 3 luglio 2008.]

Philip Gosse riesce in un’operazione apparentemente impossibile: condensare in un numero limitato di capitoli un tema ampio che abbraccia diversi secoli e differenti quadranti del mondo, come la storia della pirateria. Lo fa con onestà, capacità di sintesi e chiarezza narrativa. Soprattutto, evita le seduzioni a cui si è prestata di recente certa saggistica, di matrice soprattutto libertaria, che ha scorto nelle “repubbliche dei pirati” (secondo la definizione di Hakim Bey, Le repubbliche dei pirati, Shake tascabili, 2008) il regno dell’utopia, o addirittura della rivoluzione sessuale. Pure sciocchezze, visto che dai Fratelli della Costa fino a Jean Lafitte e oltre, per non parlare di tempi più remoti, i fuorilegge del mare hanno sempre unito, alle attività consuete di rapina, quella altrettanto fruttuosa di mercanti di schiavi.

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Luglio 10, 2008

L'Arconte dell'impunito (Victoriana 3)

di Franco Pezzini

Moriarty.jpgTra i personaggi più interessanti e provocatori – specie dal nostro punto di vista – della mitologia vittoriana figura certamente il professor Moriarty, l’arcinemico di Sherlock Holmes. Occasione per parlarne è l’uscita qualche mese orsono della versione dvd di Sherlock Holmes – La valle del terrore distribuito da Perseo Video, un film non notissimo che però merita la visione. Sherlock Holmes und das Halsband des Todes (tale il titolo originale), 1962, costituisce un austero ed elegante bianco e nero di produzione franco-germano-italiana: ma il regista è quel britannicissimo Terence Fisher noto per aver celebrato i grandi miti orrifici della Hammer, da Frankenstein a Dracula, in particolare con l’immortale coppia di Peter Cushing e Christopher Lee. Che Fisher diresse anche nel famoso La furia dei Baskerville (The Hound of the Baskervilles), 1959 sempre per la Hammer, dove il primo è un Holmes in serrato dialogo col proprio intelletto e il secondo l’erede Baskerville minacciato dalla maledizione.

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Luglio 09, 2008

Dopo lo scoop, ritorno alla routine di guerra?

di Tito Pulsinelli

IngridPresidenta.gifDopo una settimana, dei quindici prigionieri usciti vivi dalla selva colombiana, undici sono già rientrati dietro le quinte. Dei tre mercenari nordamericani è scomodo occuparsi, quindi sono ignorati. I riflettori continuano a essere sempre più puntati sull'unica donna, promossa all'unanimità a vedette mediatica, e se la contendono re, presidenti, papi e cardinali, giuria del Premio Nobel ecc.
Gli undici sottufficiali della polizia e dell'esercito sono tornati ai loro quartieri popolari, nella provincia o nelle periferie urbane. Sono stati fortunati di far parte del gruppo dei tre mercenari e dell'alta esponente della buona società colombiana. Ma per loro il tempo è scaduto, la scena ora appartiene interamente a un'altra protagonista.

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Luglio 08, 2008

Il Millennium di Stieg Larsson

di Ghislaine Ribeyre (da Paris Match)

StiegLarssonMarsilio.jpg[Di Stieg Larsson ci siamo già occupati, pare per primi in Italia. Curioso ma non unico caso di uno scrittore che vende milioni di copie, in Europa, dopo la morte, soprattutto in Francia e in Germania. Jacopo De Michelis, della Marsilio, ci manda questo articolo apparso su Paris Match, che pubblichiamo volentieri. A titolo di omaggio a un antifascista militante, che scelse la narrativa "di genere" quale mezzo per esprimere le proprie convinzioni. E morì prima di essere riuscito a pubblicare una sola riga.] (V.E.)

«Non indovinerai mai cosa ha appena fatto Lisbeth Salander!» Questa frase, Eva Gabrielsson la sente per due anni, fra il 2002 e il 2004. Seduto sul divano bianco del loro piccolo appartamento pieno di libri, il suo compagno, Stieg Larsson, le racconta le ultime avventure dell’eroina dei suoi romanzi, una strana ragazza superdotata, sociopatica e dal fascino irresistibile.

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Luglio 07, 2008

L'uccisione di Riccardo Rasman

di Valerio Evangelisti

RiccardoRasman.jpgLe sue foto sono strazianti. Una specie di bambino troppo cresciuto, con gli occhi grandi e chiari, ingenui, e un perenne mezzo sorriso sulle labbra, lo stesso che aveva da piccolo. Un “ragazzone” triestino di 34 anni (pesava 120 chili, era alto 1,85), per testimonianza di tutti mite e gentile, un po’ goffo, incapace di fare del male. Era afflitto da “sindrome schizofrenica paranoide”, che lo aveva colpito dopo il servizio militare nell’aeronautica, e gli scherzi feroci a cui era stato sottoposto dai commilitoni. Da quel momento nutrì un timore folle verso chiunque indossasse una divisa. A posteriori, potremmo dire che aveva ragione.
Era seguito dai servizi psichiatrici, ma viveva solo, tanto si sapeva che non era pericoloso. Il 27 ottobre 2006 è stato massacrato e fatto morire da quattro agenti di polizia, tre uomini e una donna. Per “asfissia da posizione”, come nel caso di Federico Aldrovandi.

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Luglio 06, 2008

CATTEDRALE - Capitolo XVI

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Nel pomeriggio ho visto il Frank offrire caffè e sigarette come un soldato americano nel dopoguerra italico e straccione. Ho visto il giovane capo branco strusciato dalle migliori femmine, tutte in temperatura da atto di riproduzione, sento i loro ormoni nell’aria. Anche i facchini della cooperativa gli rendono omaggio per ragioni a me sconosciute, non dovrebbe importargli nulla del miracolo della macchina di collaudo. Sono uomini rudi, padri di famiglia, senza grilli per la testa. Non dovrebbero avere simpatia per un ventenne ornato da quattro orecchini per lobo, dedito alle droghe sintetiche e alla demolizione di auto nel fine settimana.

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Aggressioni: di chi a chi?

di Nevio Galeati

UrbanChaos.jpg[Nevio Galeati, giornalista dell’edizione ravennate de Il Resto del Carlino, collaboratore di Carmilla, è autore di alcuni romanzi polizieschi che hanno per protagonista l’ “investigatore di provincia” Luca Corsini, di cui l’ultimo è Improvvisazioni per chitarra e batteria. A Luca Corsini è intitolato il blog di Galeati. Ne riprendiamo un articolo su un episodio accaduto a Ravenna, ma che somiglia a tanti che succedono in Italia, il paese più razzista d’Europa, praticamente ogni giorno.] (V.E.)

Pomeriggio di inizio giugno. Le ricetrasmittenti della Polizia municipale di Ravenna si surriscaldano. Voci concitate, richieste perché vengano inviate altre pattuglie; il bailamme arriva naturalmente anche alla Centrale operativa della Questura. Si muove una Pantera dell’Ufficio di prevenzione generale. Sono le 16.30: sulla strada che collega la città al mare, via Canale Molinetto, è scoppiato il caos.

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Luglio 05, 2008

KEN IL GUERRIERO

ken_il_guerriero.jpgdi Giuseppe Genna

Arriva nelle sale di tutta Italia un film di animazione dedotto da una delle saghe più appassionanti e memorabili della storia degli "anìme" giapponesi: Ken il guerriero. Dapprima manga cartaceo (l'atto di nascita è il 1983), poi cartone animato in due serie indimenticabili, che hanno rivoluzionato le modalità dell'animazione, ora Ken è anche lungometraggio, che "Carmilla" ha visionato all'anteprima a Milano, in una serata congestionata da fan e da spettatori comuni di ogni età, alla fine della proiezione tutti entusiasti. Si tratta, esattamente come per la versione manga e quella di serial tv, di uno straordinario capolavoro di grafica, struttura narrativa, invenzione immaginifica. La supremazia della leggendaria Scuola di Hokuto è ribadita da questa pellicola imperdibile, esaltante, che mantiene intatto l'afflato epico, che fu il reale elemento distintivo delle due lunghe serie trasmesse in Italia.

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Luglio 04, 2008

Ingrid Betancourt: oltre la versione ufficiale

di Tito Pulsinelli

Betancourt.jpgIngrid Betancourt ha potuto finalmente parlare da cittadina libera al mondo, e l’ha fatto con un discorso che aveva il tono di una futura candidata presidenziale. Nel gruppo degli ex prigionieri, gli undici sottufficiali militari e poliziotti vestivano abiti civili, Betancourt era l’unica civile e indossava una uniforme militare.
Nel corso della lunga conversazione televisiva, accompagnati dal Presidente Uribe e dai generali dello stato maggiore delle forze armate, sono emersi vari dettagli di un puzzle che – passato l’effetto ipnotico dell’entusiasmo del primo impatto - presenta elementi che non collimano con la versione ufficiale.

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Luglio 03, 2008

Non c'era solo Emilio... Un profilo di Joyce Lussu

di Chiara Cretella

JoyceLussu.jpg[Dopo la prefazione alla Teoria dell'insurrezione di Emilio Lussu, che Carmilla ha pubblicato pochi mesi fa, Chiara Cretella ci manda questo ricordo della moglie di Emilio, Joyce, antifascista altrettanto impavida, intellettuale brillante ed eccezionale figura di rivoluzionaria.] (V.E.)

E' bello sentire parlare di Emilio Lussu, oggi che probabilmente le ultime generazioni non conoscono neanche più il suo nome. Ma ancor più bello sarebbe sentir parlare di sua moglie, Joyce Lussu, partigiana definita “leggendaria”, guerrigliera, traduttrice, letterata, storica, ecologista e molto altro.

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Luglio 02, 2008

Bombe a Barbados

di Filippo Casaccia

CippoBarbados.jpgA fine agosto 2001 son finito a Barbados perché l’amico dell’amico aveva trovato una casetta a Saint James, sulla costa ovest, a un quarto d’ora di macchina dalla capitale Bridgetown. Non avendo precedenti esperienze caraibiche, è stata una vacanza abbastanza straniante.
L’isola è bella e le spiagge sono spettacolari, ma la popolazione non è particolarmente gioviale. I pochi austeri rasta non ti degnano neanche di uno sguardo, mentre tutti gli altri si fan dei grandi cazzi propri, anche perché il tipico turista caucasico di solito si rinchiude in un albergone a distribuire biglietti verdi e l’isola manco la visita.
Noi del turista bianco abbiamo solo il colore, perché soldi, pochini, e il vivere in mezzo ai locali desta più sospetti che simpatie, anche se alla fine della vacanza qualcuno che ci offre il pugno dicendo “respect and dignity” lo troviamo.

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Luglio 01, 2008

Günther Anders: DISCESA NELL'ADE. AUSCHWITZ E BRESLAVIA, 1966

andersdiscesa.jpgdi Igino Domanin

L’approdo tardivo a una terra natale, spogliata ormai delle sue valenze affettive, devastata e senza radici, dove non ha più senso immaginare una patria. Questo è il senso delle amarissime considerazioni che costellano il fitto diario esistenziale di Günther Anders, frecciabr.gif Discesa nell’Ade. Auschwitz e Breslavia, 1966 pubblicato per i tipi di Bollati Boringhieri (€ 16), un drammatico reportage, una specie di libro di viaggio nei luoghi d’origine che si rivela però essere la narrazione di una catabasi negli Inferi.

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