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Giugno 30, 2008

Gianpaolo Borghini: da TANGO DELL'ANGELO PERDUTO

borghinicover.jpgdi Gianpaolo Borghini

[Pubblichiamo un estratto dal bel romanzo Il Tango dell'Angelo Perduto, una storia nera che riporta ai tempi della dittatura argentina, a una Buenos Aires da affrontare con il coraggio dei reduci, alla ricerca senza fine di un'identità solo apparentemente "desapacida". Il libro di Gianpaolo Borghini, edito da La riflessione, è acquistabile a 12 euro qui]

[...] Mai come oggi ho benedetto quel grido stridente che mi ha sradicato dal 1978, da quell’incubo reale come la vita. Mi ha già visitato tante volte ormai, ma da molto tempo non aveva più avuto il coraggio di presentarsi. Mi sento come un viaggiatore nel tempo, la cui umanità si è appena scontrata direttamente con un orrore del passato: nessun libro o immagine potrà mai rendere la realtà di un olocausto. Niente è come averlo vissuto. Quei sogni mi hanno costretto a ripercorrere ogni volta quegli avvenimenti sciagurati come si stessero realizzando di nuovo, in una spirale della memoria dalla quale è impossibile liberarmi.

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Giugno 29, 2008

CATTEDRALE - Capitolo XV

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

In mensa oggi nessuno ascolta le mie storie. Racconto che hanno trovato i resti di un paio di part-time in un ripostiglio destinato a scope e altro materiale usato dall’impresa di pulizie esterna. Una stanza rimasta chiusa per anni. Il part-time come soluzione contrattuale è stato abbandonato dalle strategie di tutte le aziende. Tenere in regola un dipendente e usufruirne solo per quattro ore è fuori dalle leggi del mercato.

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Strategie d'esclusione. Un'intervista con Giuseppe Faso

a cura di Alberto Prunetti

Giuseppe_carmilla.JPGGiuseppe Faso è uno dei più attenti osservatori dei fenomeni di razzismo che — a livello istituzionale e popolare — stanno ammorbando l’atmosfera del sedicente “bel paese”. Sono riuscito a intervistarlo per Carmilla strappando un po’ di tempo a una campagna fitta di presentazioni del suo Lessico del razzismo democratico (Deriveapprodi, 2008), di cui Carmilla ha già dato notizia pubblicando alcuni brani (qui e qui).

_Nel titolo del tuo libro parli di esclusione. Sicuramente il processo di esclusione sociale sembra attraversare tante storie di vita dei migranti. Eppure, se proviamo a guardare a quanto sta accadendo con un’ottica più grandangolare, la sensazione è che ci troviamo di fronte a una sorta di “inclusione differenziata”, subalterna. Che ne pensi?

Certo, la maggior parte delle volte (e per la maggior parte delle agenzie coinvolte) la mira va all’inclusione subordinata – e magari gerarchizzata. Il termine “esclusione” conserva, mi pare, una sua utilità, perché comunque è attraverso l’esclusione, evidente e documentabile, dai diritti che si ottiene un’inclusione subalterna – che per quanto plausibilissima e da me condivisa rimane un’interpretazione. Ma è più che probabile che gli “stranieri” non li si cacci davvero via, li si vuole piuttosto sottomessi e a basso costo.

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Giugno 28, 2008

Craig Davidson: RUGGINE E OSSA

davidsoncover.jpgdi Massimo Gardella

frecciabr.gif Craig Davidson - RUGGINE E OSSA - Einaudi Stile Libero - pp. 271 - € 11.50

Libro d’esordio di Davidson (qui il suo sito ufficiale), una serie di racconti collegati dal filo comune di esprimere la difficoltà di adattarsi a una vita difficile. I personaggi dei racconti di Davidson sono disperati, a volte combattono i propri malesseri e altre volte li assecondano morbosamente, come se fosse l’unica possibilità di accettarsi. Il titolo del romanzo richiama il primo racconto, dove un pugile di 36 anni senza più possibiltà di arrivare alla fama, rimugina sul coma del nipote rievocando il giorno in cui accadde l’incidente che ha rovinato la vita a entrambi. Durante una passeggiata su un laghetto ghiacciato, il ragazzino scappa di mano allo zio – allora un promettente boxeur – e sfonda la superficie. Per salvarlo, lo zio si rompe le ossa di una mano nel tentativo di rompere il ghiaccio che intrappola il bambino. Il racconto avviene a quindici anni di distanza, il nipote Jake si è salvato ma i danni cerebrali subiti l’hanno lasciato in coma.

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Giugno 26, 2008

AmeriKa dämmerung? – Parte III: La guerra (1)

Un’analisi “in situ” di quello che potrebbe portare al declino terminale dell’ultima superpotenza

di Alan D. Altieribomb_vietnam.gif

Tutti i capitoli di "AmeriKa dämmerung"

Gli Stati Uniti d’America – ultima superpotenza democratica, gendarme del mondo libero - sono una nazione determinata a usare la guerra solo e solamente quale estrema risorsa per difendere le vite dei propri cittadini e l’integrità del proprio territorio.
Giusto?
Sbagliato.
In realtà, da lungo, lunghissimo tempo, la guerra (leggi: “continuazione della politica con altri mezzi”, von Clausewitz) È parte integrante della politica estera americana.

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RING 2

di Danilo Arona

Pozzo.jpgTornare sui luoghi del delitto: un sentiero che lo scrittore è spesso costretto a ripercorrere. Tornare a Bassavilla, ad esempio, e alle "maledizioni" della Val Cerrina, un tema che dalle mie parti nessuno si sogna neppure di proporre perché magari crolla il mercato del tartufo. Ma ci pensa la realtà, questa stramba "sostanza" energetica che ci circonda e di cui percepiamo, pare, un misero dieci per cento.
La quarta "cronaca di Bassavilla", pubblicata da Carmilla nel febbraio 2005, si concludeva, dopo una dissertazione un po' dotta e un po' delirante sull'argomento delle "maledizioni", in questo modo:
"Mi hanno raccontato che da qualche parte, in Val Cerrina, ci dev’essere un pozzo dove trenta o quarant’anni fa cadde, o venne fatta cadere, una ragazzina. E questo film lo abbiamo già visto. Il titolo parla di un cerchio, geometria infinita che racchiude il tutto, il vero e il falso, in questo gioco di scambi, assolutamente impossibile solo da teorizzare, tra immaginario e realtà. Eppure accade."

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Giugno 25, 2008

Angelica

di Valerio Evangelisti (da Film TV n. 25, 2008)

Angelica.jpgAlcuni anni fa, l’attore, drammaturgo e regista Robert Hossein decise di celebrare a Parigi, in una cerimonia sontuosa, l’anniversario del film di Bernard Borderie Angelica marchesa degli angeli, uscito nel 1964. Tuttavia non ritenne di invitare Michèle Mercier, l’interprete di Angelica. Ormai troppo attempata, secondo lui, e molto imbruttita rispetto a com’era stata.
A parte ogni considerazione che rischierebbe di sfociare in insulto, Robert Hossein, vecchiaccio ultraottantenne, forse crede che noi, adolescenti negli anni ’60 (e nel mio caso addirittura bambino: nel 1964 avevo dodici anni), andassimo a vedere Angelica per guardare LUI. Si disilluda: non avevamo occhi che per Michèle Mercier. Stupenda creatura, straordinaria per eleganza e richiamo erotico, per spregiudicatezza e ironia, che contribuì potentemente allo sviluppo della nostra sessualità. Quanto a Hossein, a chi interessava? Simpatico, sì, come alchimista e nobile meridionale, zoppo, gobbo e segnato da cicatrici. Ma il sentimento che prevaleva era l’invidia.

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Giugno 24, 2008

Steve Wright: L'ASSALTO AL CIELO. PER UNA STORIA DELL'OPERAISMO

di Gioacchino Toni

Operaismo.JPGSteve Wright, L'assalto al cielo. Per una storia dell'operaismo, 2008, Edizioni Alegre, Roma 2008, pp. 336, 20,00 €.

Ho letto gli scritti che poi hanno dato vita a questo testo per la prima volta in forma di bozza sul finire degli anni ‘90, in lingua inglese, quando la destinazione ultima dell’enorme ricerca compiuta dall’australiano Steve Wright sembrava “limitarsi” a una tesi di dottorato. Con un certo stupore mi sono trovato di fronte a una ricostruzione puntuale e metodica delle teorie e delle prassi sviluppate dall’operaismo italiano non finalizzata ai soliti e soli “iniziati”. Fortunatamente quelle pagine dattiloscritte, oltre a produrre una tesi di dottorato, sono diventate un libro pubblicato prima in lingua inglese (S. Wright, Storming Heaven. Class composition and struggle in Italian Autonomist Marxism, Pluto Press, London 2002) e ora, finalmente, anche in italiano grazie alle Edizioni Alegre.

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Giugno 23, 2008

"Neorealismo" ed epica. Una risposta ai critici letterari (e agli altri)


di Girolamo De Michele


Salamanca 1486. Cristoforo Colombo, davanti al Real Consejo, «presenta la hipótesis de que es posible "buscar el Levante por el Poniente"», suscitando lo scandalo dei dotti. Non solo non esiste alcuna possibilità di raggiungere il Cipango, ma la stessa grande navigazione è un assurdo: a fronte delle misure di Eratostene (peraltro sottovalutate da Colombo) non esistono più i grandi navigatori di un tempo. La navigazione è possibile solo all'interno del conosciuto, ogni mappa essendo già stata disegnata dai cartografi accademici. Colombo parte lo stesso, e torna con evidenze empiriche che dimostrano che la navigazione dalle Canarie al Cipango è fattibile.
I dotti reagiscono con livore. Alcuni rifiutano persino di discuterne - «¡es una tontería!», dichiarano sdegnati. Altri meditano, e dopo ampie consultazioni stabiliscono una linea di condotta: «América existe, es verdad, pero es malo que exista»; la sua scoperta non rappresenta «alguna novedad» rispetto a quanto già si sapeva. E comunque, se a dettare le rotte non sono più i cartografi ufficiali, ma personaggi come questo Cristóbal Cólon, «¿donde iremos a parar?». Così, sintetizzando, Milo Temesvar raccontava, nel suo classico (anche se mai tradotto) The Pathmos Sellers la situazione culturale del suo tempo [1]. Solo del suo tempo?

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Giugno 22, 2008

CATTEDRALE - Capitolo XIV

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Per sopravvivere devo sforzarmi di esaminare i fatti con logica e lucidità, fregandomene della sofferenza personale. La Cattedrale è solo un laboratorio, un ambiente dove verificare quanto l’essere umano sia una creatura imperfetta e feroce. Il kapetto dell’area imballo segue le direttive e risponde al responsabile di produzione, come gli altri capireparto relaziona al direttore di stabilimento.
La forza del mio rancore è sterile, l’energia del kapetto si esprime verso aspetti concreti legati all’organizzazione e alla gestione della forza lavoro. È orientata correttamente. È la forza del carnefice.

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Metacarpenterautore

di Alessandro Morera

IlSemeDellaFollia.jpgDall’inizio alla metà degli anni '90 l’horror cinematografico si riversò in massa sulla meta testualità narrativa, come ben esemplificato da film di successo come Misery non deve morire di Bob Reiner e Nightmare nuovo incubo di Wes Craven, caso quest’ultimo, dove la finzione invade la realtà degli stessi autori-creatori della saga cinematografica di Freddy Krueger.
A un certo punto sembrava che il meta-cinema-horror non si sarebbe potuto spingere oltre, fino a quando nel 1995 apparve il film di John Carpenter In the mouth of madness - Il seme della follia. Sceneggiato da Michael de Luca, il film narra le vicissitudini di un investigatore assicurativo (interpretato da Sam Neill) che viene incaricato da una casa editrice di ritrovare uno scrittore di fama mondiale ‘che vende più di Stephen King’, tale Sutter Cane (Jurgen Prochnow).

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Giugno 21, 2008

Piume

di Azzurra D'Agostino

CarracciMangiatoreFagioli.jpgQuando si svegliò quella mattina il cielo riposava zitto come un sasso sul fondo del fiume. Neanche un frullo d’ala tra le piante, nessun volo di falco o di rondine, nessun trillo di passero rompeva quel silenzio perfetto. L’aria restava muta e svaligiata nell’insondabile esattezza del suo azzurro.
Fausto fece alcuni passi nell’aia a testa insù, per controllare meglio. A vista d’orizzonte, nulla. Tra gli alberi del bosco intorno alla fattoria, nulla. Persino il gallo quella mattina aveva saltato il suo canto. Tutto ciò gli parve molto strano. Salì sul trattore, già carico dal giorno prima di covoni di fieno, e si diresse verso la tenuta dei Brumini. Per strada, ogni tanto dava un occhio in alto per controllare: anche lungo la via nessun segno di vita a popolare le nuvole. Scosse la testa impensierito. Il trattore sobbalzava e il sedile a molle lo faceva saltellare come un pupazzo nella scatola magica.

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Giugno 20, 2008

Europa senza autonomia e dignità

di Tito Pulsinelli

AllanMacDonald.jpgAumenta il prezzo del petrolio e dei cereali, sprofonda in cantina il dollaro. Di chi è la colpa? All’unisono, la megamacchina mediatica scandisce: è l’egoismo dei Paesi petroliferi che rifiutano di aprire i rubinetti di una risorsa in via di esaurimento. La dinamica è un’altra: crolla il dolaro e vanno alle stelle i prezzi del grano, mais e riso. Perchè?
Solo gli Stati Uniti possono emettere liberamente la quantità di dollari che ritengono preferibile. Al di fuori di ogni controllo, non c’è contropartita in oro, né il retroterra di un’economia ormai vedova di crescita ed espansione, sposa poligama dell’indebitamento interno ed estero.

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Giugno 19, 2008

I Rom in Calabria e l'arte calabrese di sopravvivere

di Claudio Dionesalvi (*)

Adrian ha solo 3 mesi ed è rumeno. Vive in uno dei tre campi improvvisati. L'uomo che mi conduce nella baracca bollente che l'ospita, lo indica intenerito. Dorme. Sdraiato su un lettone. Ci saranno 40 gradi e non è ancora estate.
È da oltre tre secoli che nessuno s'accampava qui, sulle rive del Crati: il fiume che attraversa Cosenza e spiana la vallata fino a precipitarsi nello Jonio, poco distante dalle rovine dell'antica Sibari.
In città il Crati scorre dietro la stazione. I Cosentini hanno rinunciato da tempo a frequentare queste rive. In estate vi fiorisce spontanea una macchia intricata di erbacce. In passato, il Comune provvedeva a ripulire tutto, disboscando la foresta di canneti ed arbusti. Ma nell'ultimo anno, l'amministrazione comunale ha trascurato la pulizia degli argini. E ci si sono insediati centinaia di rom rumeni, regolarmente muniti di documenti europei.

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Giugno 18, 2008

SCHEGGE TAGLIENTI 9

di Alessandra Daniele

NanoInVolo.jpgA beautiful mind

In galera.
Il governo Berlusconi l’ha promessa, non ai criminali, ma ai magistrati che oseranno scoprirli intercettandoli, e ai giornalisti che si permetteranno di scriverne.
Certo che l’elettore della Lega che ha votato a destra per protestare contro la Casta corrotta e impunita ha dimostrato parecchia intelligenza politica.
L’abolizione dell’ICI costringerà i comuni ad aumentare notevolmente altre imposte, per la necessità di far quadrare i bilanci. Qualcuno ha già cominciato. Intanto, l’altra promessa abolizione, quella del bollo auto, è sparita nel nulla.
Certo che l’elettore della classe media che ha votato a destra convinto di ritrovarsi a pagare meno tasse, ne ha dimostrata moltissima, di intelligenza politica.

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Biondillo: METROPOLI PER PRINCIPIANTI

biondillometropoli.jpgdi Flavio Santi

frecciabr.gif Gianni Biondillo, “Metropoli per principianti”, Guanda, pp. 210, € 12,00

Gianni Biondillo ha scritto il suo capolavoro. Senza nulla togliere alla celebrata saga del commissario Ferraro, questo libro addensa al meglio le doti di Biondillo – velocità e nitore di scrittura, ironia pungente, sguardo partecipe, alto senso etico, pensiero spiazzante e sempre critico –, senza addomesticarle però in una gabbia troppo rigida, come a volte è il romanzo di genere. Qua domina una grande fluidità – da vita liquida per usare un concetto in voga –, un sapiente cine-occhio che si muove su persone, città, sentimenti, idee. Persone e oggetti, come ricorda l’appunto di Wu Ming 1 sul retro di copertina, colti in una dialettica plastica e complessa: si tratta di una raccolta di saggi che definire di architettura sarebbe riduttivo, ricchi come sono di una calda umanità e di uno sguardo lucido e chirurgico.

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IN ROTTA VERSO LA SUPERNOVA

La specificità letteraria del cambiamento: New Italian Epic, Connettivismo e tempi che corrono

di Giovanni De Matteo, Fernando Fazzari
e Domenico Mastrapasqua (*)

Viviamo tempi cupi. Anche se forse "i bei tempi non ci sono mai stati" (cosa che Nessuno riusciva a mettersi in testa quando Jack Beauregard cercava di spiegarglielo), la sensazione del peggioramento è acuita dall'accelerazione degli eventi. Perché viviamo sì tempi bui, ma si tratta anche di tempi veloci, sempre più veloci.
La rincorsa degli eventi viaggia ormai su ritmi tanto elevati da sfuggire quasi alla nostra percezione. Con i sensi annebbiati e confusi, la comprensione si fa vaga, difficoltosa. Per reazione istintiva, emerge l'impressione ingannevole di essere invece cristallizzati in un fotogramma immobile. E qualcuno vorrebbe magari darcela ancora a bere, insieme alla favola della fine della storia. Niente di più sbagliato. Niente di più rischioso: il film rischia di terminare prima che allo spettatore sia concesso di cogliere la chiave giusta per leggerne l'epilogo e, a quel punto, sarà troppo tardi per azzardare anche solo un tentativo di risposta all'estinzione.

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Giugno 15, 2008

Wu Ming - Nandropausa #14 - Nuove epiche italiane

Eracle indossa la pelle del leone nemeo

Eracle indossa la pelle del leone di Nemea. La belva, figlia di Tifone ed Echidna, era invulnerabile. La sua pelle non poteva essere perforata da alcuna arma. Da tempo terrorizzava e uccideva la popolazione dell'Argolide, sbranava pecore e mucche, riempiva l'aria coi suoi ruggiti. Affrontarlo fu la prima delle dodici fatiche di Eracle. Nella lotta l'eroe perse un dito, ma alla fine riuscì a strangolare la belva, e da quel momento ne indossò la pelle come armatura. L'immagine ricalca quella realizzata da Giorgio Ferrero per Astronavi sulla preistoria di Peter Kolosimo (Sugar, Milano 1972), a sua volta ispirata a un reperto trovato a Vulci, presso Tarquinia.

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CATTEDRALE - Capitolo XIII

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Come vengono individuati i personaggi da proteggere e da esaltare in Cattedrale? Quali le attitudini e le caratteristiche da privilegiare? Come si diventa organo vitale necessario nell’organico della Cattedrale? Le mutazioni sono processi impercettibili che coinvolgono tutta la collettività secondo le proprie funzioni? Oppure telluriche macro-decisioni imposte da divinità bizzose e imprevedibili? Domande a cui non so rispondere, troppo basse le mie funzioni.

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Giugno 14, 2008

"I vulcani spenti si attiveranno di nuovo"

di Claudio Albertani

PiazzaISaperiIlleciti.jpgRosalba Piazza, I saperi illeciti del meticciato. Medicina e tradizioni di cura tra i Maya-K’iche’ del Guatemala, Colibrì Edizioni, Milano, 2006, pp. 280, € 19,00.

Tutto ciò che vive è irripetibile. E’ inconcepibile che due esseri umani, due arbusti di rose selvagge siano identici... La vita si estingue lì dove ci si industria a cancellare le differenze e le particolarità con la violenza.
Vasili Grossman

Il libro narra le esperienze che Rosalba Piazza ha vissuto nel corso di tre lustri – tra il 1989 e il 2004 - a Totonicapán, cittadina indigena dell’altopiano occidentale del Guatemala, come ricercatrice e responsabile di un progetto di cooperazione internazionale realizzato dal GRT (Gruppo per le Relazioni Transculturali), una ONG italiana.

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Giugno 13, 2008

Giuliano Bruno: la secessione da un’epoca vile

di Alberto Prunetti

giulianobruno.JPGItalia, nordest, febbraio 2007. Giuliano Bruno è un liceale antifascista. Di ritorno da una manifestazione a Treviso viene aggredito e picchiato da un gruppo di Skinheads neofascisti.
Giuliano non esce più di casa, ha paura.
Da quell’episodio passano alcuni giorni, gli amici lo invitano a uscire. Partono in macchina, vanno verso il centro di Treviso, uno di loro scende, va in cerca di un altro compagno. Poi torna e dice a Giuliano: "Non uscire! Stanno arrivando gli Skinheads!" Arrivano. Aprono la porta della macchina. Giuliano è rimasto dentro assieme a un altro ragazzo. Gli chiedono: "Sei Giuliano Bruno?". "Sì, sono io".
Lo colpiscono con violenza in testa. L'amico prova a difenderlo. Gli rompono il naso.

Dopo la seconda aggressione Giuliano lascia la scuola, non vuole più stare nel trevigiano. Comincia a vagabondare per l’Europa. Partecipa alla manifestazione contro il G8 di Haligendamm, in Germania. Torna in Italia, trova alcuni lavori occasionali. Poi riprende a studiare, questa volta a Trieste.

La mattina del 5 maggio 2008 lo trovano a terra, sotto casa sua. Suicida.

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Giugno 12, 2008

DISCESE ESTREME - capitolo 16

lottacoldemone600.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
frecciabr.gif Tutte le puntate di DISCESE ESTREME

16. La lotta col demone

Se ripenso al maniaco che mi attese alla base della scalinata, giovedì alle 12, solo soletto, mi si stringe il cuore. Come vittima sono stato insensibile.
Ma mi pongo anche un interrogativo: perché dialogavo così tanto coi maniaci? Il motivo è che cercavo di dare ascolto a tutti. E lo facevo per contrastare la mia riottosa natura, che andava in direzione contraria.

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Superciuk e Diabolik. Una lettera da lontano

di Tito Pulsinelli

Diabolik.jpg[L'editoriale di Franco Ricciardiello L'estetica di Superciuk ha indotto Tito Pulsinelli, dal Venezuela in cui risiede, a inviarmi questa bella lettera.] (V.E.)

Caro Valerio,
il pezzo di Superciuk coglie il bersaglio, ha l’effetto dissolvente di un acido che corrode il grumo arrugginito del capovolgimento del senso comune.
Sono convinto del buon effetto disvelante di offrire lo specchio grottesco del “modernariato”, su altre forme della rappresentazione-interpretazione del reale.
Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita.

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Giugno 10, 2008

Realismo onirico

di Valerio Evangelisti

MarioSoldatiLoSmeraldo.jpg[Negli Oscar Mondadori è stato da breve ripubblicato il romanzo di Mario Soldati Lo smeraldo (pp. XLI-317, € 9,80), con una recensione di Pier Paolo Pasolini, un'introduzione di Valerio Evangelisti e una nota di Stefano Ghidinelli. Il volume fa parte della ristampa di tutte le opere di Mario Soldati curata dal prof. Bruno Falcetto. Ecco l'introduzione.]

Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno “psicologismo” (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità. Invece un narrare fluido, libero, brioso, dove i caratteri sono disegnati dai comportamenti invece che dalla loro esplorazione. E un occhieggiare a distanza al romanzo “di genere”, senza peraltro aderire ai suoi canoni più vieti.

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Giugno 09, 2008

CINEMA E GOMORRE

di Mauro Gervasini*
[In appendice, a cura di Carmilla, link a discussioni NIE in corso sulla rete e non solo]


Seguendo da lettori il dibattito sulla Nuova epica italiana inaugurato da Wu Ming 1 e proseguito da altre voci, i cinefili non possono che provare invidia nei confronti degli appassionati di letteratura. Naturalmente le due condizioni possono coincidere, come nel caso di chi scrive, ma da attenti osservatori della “cosa” cinematografica italiana non possiamo che dolerci della mancanza di una tendenza simile in campo filmico. E la delusione si estende pensando che a parte le solite, rare eccezioni, persino la produzione nordamericana, da sempre abituata a elaborare in termini di immaginario gli archetipi dell’avventura e del mito, pare avere perso qualunque respiro epico. George Lucas, con la seconda trilogia (che poi sarebbe la prima) di Star Wars, ha dimostrato come sia possibile rincoglionirsi inseguendo chimere tecnologiche (il digitale, la computer graphic, il blue screen) e dimenticandosi della definizione di personaggi e avventure. Steven Spielberg (e ancora Lucas) con l’ultimo, sciagurato Indiana Jones, ha rincarato la dose confermando come il principio dell’immersione (postmoderna) nell’azione, sostituendo l’immedesimazione dell’avventura classica, possa generare mostri. Una prova? Guardate Casablanca di Curtiz e La maledizione del teschio di cristallo in rapida successione: il primo vi apparirà di una modernità, di un fascino e di una “autenticità” impressionanti. Il secondo, invece, paccottiglia spacciata per antica, e movimentata quanto basta per non far attecchire la polvere.

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Giugno 08, 2008

Chiaiano e i media: riflessioni da lontano

di Carlo Loiodice

Jatevenne.jpgIn un appello per Chiaiano, firmato fra gli altri da Valerio Evangelisti e da Wu Ming, si legge:
[...] Nei capannelli che si formano tra i gazebo all'ingresso delle cave, le persone ripercorrono a mente fredda gli ultimi avvenimenti, analizzando il resoconto fatto dai media degli eventi di cui sono state protagoniste. E in quei racconti, nessuno si riconosce. [...]
* * *
E' un'esperienza che abbiamo fatto in tanti, anche se non abbastanza da produrre significativi mutamenti nei comportamenti della stampa e del suo ruolo nelle vicende sociali.

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CATTEDRALE - Capitolo XII

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

Sindacato e Direzione formano un unico organismo, un mostro a due teste politicamente corretto che sa ciò che è bene per noi cuccioli nati ciechi. Quasi mai ci sono domande o interventi al termine delle relazioni del delegato sindacale. Quando succede si tratta di obiezioni senza sostanza frutto di totale incapacità di analisi critica. Piccinerie molto concrete, nessuna valenza generale.

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Giugno 07, 2008

Un regista scomodissimo: John Carpenter

di Valerio Evangelisti

ZelatiCarpenter.jpg[E' uscito, per le edizioni Un mondo a parte, il saggio di Paolo Zelati Il signore del male, dedicato all'opera cinematografica di John Carpenter. Quella che segue è l'introduzione al volume.]

Non si direbbe che questo saggio di Paolo Zelati sia stato in origine una tesi di laurea, sia pur rimaneggiata, tanto acute e penetranti sono le considerazioni che l’autore vi svolge. Ma forse era la materia stessa a imporlo, visto che altrettanto acuto e penetrante è il cinema di John Carpenter.
Questo regista ha avuto vari momenti di fortuna commerciale, differenziati a seconda dei continenti. Partito dalle piccole produzioni a basso costo, sembrava destinato a entrare nel circuito delle majors con film quali Christine, la macchina infernale (a mio giudizio, il suo peggiore), Starman o La Cosa (quest’ultimo tra i migliori); salvo essere, in patria, brutalmente risospinto ai margini del mercato non appena ci si accorse di quanto trasgressive e disturbanti fossero le sue intenzioni.

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Giugno 06, 2008

Alessandro Bertante: AL DIAVUL

bertante_aldiavul.jpgdi Giuseppe Genna

Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, frecciabr.gif Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico, che interroga un momento nodale del passato ed esprime una renitenza all'assenso di quella onnipersistenza vorace del presente, di questo devastato presente, che si erge a epoca definitiva e chiude i conti con ciò che lo ha prodotto, formulando un giudizio indecente e autocratico, e al tempo stesso desiderando bloccare ogni deriva autonoma e impazzita che conduca a un futuro diverso da quello calcolato.
Lo snodo storico in cui la scrittura veloce di Bertante entra attraverso diverse piattaforme conoscitive sono in realtà due momenti, osmotici, collidenti: l'affermarsi del Fascismo in Italia e la Rivoluzione che parte dalla Barcellona di Durruti nel '36.

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Giugno 05, 2008

L'estetica di Superciuk

di Franco Ricciardiello

Superciuk.jpgLa semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature, per arrivare a un contrasto bianco/nero, uno/zero, inutile per una vera comprensione. La semplificazione riduce la capacità di pensiero. Per tentare una comprensione del mondo, la complessità è indispensabile: abbiamo bisogno di una mappa efficace per descrivere un territorio di complicazione tale da risultare irriducibile. La semplificazione imbarbarisce il senso estetico, la percezione della complessità invece ne favorisce lo sviluppo.

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Giugno 04, 2008

Intervista a LUIS BRITTO GARCIA

di Tito Pulsinelli

LuisBritto.jpgTra gli effetti collaterali della scostumata reazione del sovrano spagnolo durante il vertice delle Indie occidentali di Santiago del Cile, con un colpo di bacchetta magica si è registrata anche la improvvisa riapparizione di un libello che circolava già da tempo.
Quel “perchè non chiudi il becco?”, che la maestà in naftalina di Juan Carlos di Borbone non seppe impedirsi di eruttare contro Hugo Chávez, fu come un viaggio a ritroso collettivo nel trapassato remoto di un continente.
Il tempo dei brigantini, archibugi e caravelle, la dimensione del dolore dei cacicchi domati con la croce e la spada e le scomuniche, oltre alle epidemie che falcidiarono più dei roghi.

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Giugno 03, 2008

VERSO IL REALISMO LIQUIDO

di Gregorio Magini e Vanni Santoni*
[In appendice, a cura di Carmilla, link a discussioni NIE in corso sulla rete]

Non c'è fine, ma aggiunta: il trascinato
conseguire di giorni ulteriori e ore,
mentre l'emozione prende a sé gli anni
di emozione privi, vissuti fra i detriti
di quel che si credeva più affidabile -
e perciò più adatto all'abbandono.
T. S. Eliot, Four Quartets, "The Dry Salvages", II

Il senso di urgenza – tanto nel male dell'emergenza montata ad arte che induce alla paura, quanto nel bene del grido d'allarme che sprona all'azione – è sempre contagioso. Nella frenesia dell'ora o mai più, prendiamo le mosse dal recente saggio di Wu Ming 1, New Italian Epic, per esplorarne rapidissimamente la portata, e saltare subito a suoi possibili sviluppi.
Essendo il ricorso a una modalità epica della narrazione il tratto caratterizzante di questa nuova epica italiana, riteniamo utile un'indagine sulla natura e la genetica di questa epicità [1].

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Giugno 01, 2008

La lotta degli Indios di Raposa Serra do Sol in difesa della propria terra

di Giulia FazziO transporte dos feridos para Surumu[1].JPG

Nella foto a destra: alcuni indios feriti dopo l'attentato del 5 maggio

Si chiama Raposa Serra do Sol la terra indigena situata a nord-est dello stato di Roraima, in Brasile, al centro negli ultimi tempi di nuovi e gravi conflitti. Conflitti dovuti all’arroganza e alla violenza di un manipolo di latifondisti che occupa illegalmente le terre che, costituzionalmente, appartengono alle comunità indigene. Conflitti che rischiano di avere una risoluzione politica che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe innescare un pericoloso precedente in materia di diritti delle popolazioni indios in tutta l’area amazzonica.

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CATTEDRALE - Capitolo XI

di Saverio Fattorifabbriche_big.jpg

Tutti i capitoli di "Cattedrale"

La capo-reparto ha colto qualcosa, deve avere intuito che non parlavamo amichevolmente quando ho impugnato l’avvitatore. Ci guarda dal tavolino su cui compila le carte della produzione, ci viene incontro, mi chiede se voglio il cambio. Il Frank lo chiamano nel piazzale. Il camion di un fornitore avrebbe già dovuto essere in scarico e non se ne ha notizia. Si rischia un fermo-linea per una guarnitura mancante. Hanno quantificato due ore di autonomia, ma le ragazze non rallentano il ritmo, non capiscono che potrebbero rilassarsi, la competizione continua, sembrano ipnotizzate. Tutto a posto? dice la tipa che afferra il carretto per darmi il cambio. Tutto a posto le dico e mi allontano.

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