Maggio 31, 2008
Armi femminili
di Chiara Vozza
Lui ha estratto il caricatore.
Lei si irrigidisce – muscoli della mascella contratti, la lingua ritratta preme contro i molari superiori.
Ecco. Adesso arriva. Ecco... TRA-ATRACK!
Ha tirato indietro il carrello proiettile in canna espulso carrello rientrato.
Adesso può procedere.
Scovolini, lubrificante spray, panno ruvido, panno morbido, è tutto già ordinatamente disposto sul tavolo.
Anche il fazzoletto di carta ripiegato che accoglie il proiettile espulso. Non sia mai che debba rotolare sotto il tavolo o chissà dove. Un proiettile sfuggito è l'insegna del suo disprezzo. Non potrebbe sopportarlo. Accuratamente disposto sul fazzoletto deve stare, in attesa di inserirlo nel caricatore.
Dopo aver rimesso il colpo in canna (tra-atrack!).
Permalink: postato alle 05:03 AM
| TrackBack
Maggio 30, 2008
SCHEGGE TAGLIENTI 8
di Alessandra Daniele
International Flash news
Viva preoccupazione viene espressa dalla comunità internazionale per la decisione dell’Italia di dare il via alla costruzione di centrali nucleari. Il timore condiviso è che l’annunciata intenzione di dotarsi di energia atomica a scopi civili nasconda in realtà quella di servirsene a scopi militari. L’imposizione italiana del segreto di Stato su luoghi e metodi di stoccaggio delle scorie alimenta ulteriormente questi sospetti. “Il regime italiano non offre sufficienti garanzie democratiche. Oltre a governare senza nessuna vera opposizione, Berlusconi controlla già tutta l’informazione, e buona parte del mercato italiano, ed è collegato alle autorità religiose più integraliste del paese – ha dichiarato il portavoce dell’ONU – Non possiamo permettere che abbia anche la bomba atomica”.
Permalink: postato alle 06:17 AM
| TrackBack
Maggio 29, 2008
Jacques Le Goff, Nicolas Truong: IL CORPO NEL MEDIOEVO
di Gioacchino Toni
Jacques Le Goff, Nicolas Truong, Il corpo nel Medioevo, Editori Laterza, 2007, pp. XIV-188, € 8.50
Salvo rare eccezioni il corpo è stato a lungo tralasciato dalla storia e dagli storici, tanto che per molto tempo la storia può essere detta “disincarnata”. Tra le eccezioni, Jacques Le Goff e Nicolas Truong ricordano il lavoro di metà Ottocento di Jules Michelet sulla strega nel Medioevo, gli studi, risalenti alla prima metà del XX secolo, del sociologo Marcel Mauss relativi al modificarsi diacronico delle “tecniche del corpo”, le ricerche del tedesco Norbert Elias che, nei primi decenni del Novecento, affronta le funzioni corporee come vero e proprio oggetto storico e sociologico. È però al tentativo di giungere a una storia globale portato avanti dalla scuola delle Annales, e in particolare agli studi di Marc Bloch, che si deve una vera e propria programmazione della ricerca volta a restituire un corpo alla storia e dare una storia al corpo. L’importanza del corpo nella storia occidentale viene ribadita anche dalla Scuola di Francoforte e, successivamente, da Michel Foucault. Il filosofo francese indaga il modo in cui il corpo è immerso nel dominio della politica e i suoi studi mostrano come nella storia europea si arrivi ad una diffusa “tecnologia politica del corpo”. È però soprattutto del lavoro di Marc Bloch che Le Goff e Truong si dimostrano debitori nella loro analisi del corpo nel Medioevo.
Permalink: postato alle 02:56 AM
| TrackBack
Maggio 28, 2008
Giorgio Bona: CHIEDI ALLE NUVOLE CHI SONO
di Daniela Bandini
Giorgio Bona, Chiedi alle nuvole chi sono, ed. Besa, 2008, pp. 160, € 13,00.
Se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, questo ultimo lavoro di Giorgio Bona può senz’altro vantare un impatto visivo notevole. Bella la copertina, la scelta della foto, che riproduce la sostanza della realtà contadina di appena qualche decennio fa. Un giovane seduto su un mucchio di granoturco intento a spannocchiare, di lato si intravede una ruota di bicicletta, il giovane sorride, pare sorpreso, non era così immediata, allora, l’assonanza di riproduzione istantanea e quotidiano. Una foto era anche una spesa, da valutare: generalmente ne troviamo di gruppo, partendo dai bisnonni per lo più seduti fino ai bambini in fasce. E più le generazioni sono datate all’indietro più riconosciamo la miseria di quegli anni; anche indossando gli abiti migliori, non la si poteva nascondere.
Permalink: postato alle 02:20 AM
| TrackBack
Maggio 27, 2008
Film da riscoprire: ZARDOZ di John Boorman
di Valerio Evangelisti (da Film TV)
Si era nel 1973, dunque dopo 2001 Odissea nello spazio e prima di Guerre stellari. La fantascienza era già diventata adulta: oltre al film di Kubrick c’erano stati Arancia meccanica, Solaris, la lunga epopea del pianeta delle scimmie. Nello stesso anno di Zardoz uscirono almeno altri due film interessanti: 2022: I sopravvissuti, di Richard Fleischer, e Il mondo dei robot, di Michael Chrichton. Tuttavia nessuno si sarebbe aspettato un prodotto come Zardoz. Non si apparentava né alle pellicole che lo avevano preceduto, né a quelle che lo avrebbe seguito.
Lo stile colpiva: ricco di finezze calligrafiche e di invenzioni visive (con toni di colore tendenti al verde e al diamantino), a tratti puramente delirante, a tratti favolistico, con innesti di sano realismo. Trionfo del kitsch ma anche ricco di innegabile afflato artistico, sempre stupefacente, dalla prima scena all’ultima.
Permalink: postato alle 03:47 AM
| TrackBack
Maggio 26, 2008
Vittorio Giacopini: RE IN FUGA
 di Letizia Muratori
[Letizia Muratori è una delle più importanti autrici italiane contemporanee. Ha pubblicato per Einaudi Stile Libero i romanzi Tu non c'entri e La vita in comune. Per Adelphi sta per uscire La casa madre, chiasmo tra due racconti lunghi su cui si ragionerà in Carmilla. La recensione di Muratori allo splendido "oggetto narrativo" di Giacopini è condotta utilizzando alcuni parametri del memorandum sul New Italian Epic, enunciati da WM1. gg]
Documentare vite alternative, fare storia alternativa.
Nel saggio New Italian Epic Wu Ming 1 segnala tre
esempi di mockbiopic, cioè biografie deviate e alternative rispetto ai fatti storici: Il signor figlio di Alessandro
Zaccuri, L'uomo che volle essere Perón di Giovanni
Maria Bellu [clicca per leggere la recensione di Giancarlo De Cataldo, N.d.R.] e Havana Glam di Wu Ming 5. Ovvero
Leopardi a Londra dopo il 1837, Perón sardo, e David
Bowie simpatizzante comunista.
Su necessità e importanza del lavoro di WM1 tornerò al
più presto e con l'attenzione che merita. Al momento
ne approfitto per ragionare su Re in fuga di
Vittorio Giacopini (Mondadori, € 17.50), libro che per certi versi rientra
nella categoria dei titoli appena citati. Si tratta
della vita di Bobby Fischer. Anche in questo caso
siamo in territorio mock.
Permalink: postato alle 10:16 AM
| TrackBack
Maggio 25, 2008
CATTEDRALE - Capitolo X
di Saverio Fattori
Tutti i capitoli di "Cattedrale"
I ritmi della linea in questi giorni sono infernali, al massimo delle operatrici sei al limite umano, tutto deve essere perfetto, non puoi permetterti errori, non ci devono essere imprevisti o sei fottuto. Lavori sulla soglia del panico. La bottiglia d’acqua, vitamina C e potassio, rimane nella cassetta del cutter per molte ore, non si riesce nemmeno a trovare il tempo di sentire la sete. Nessuno ha mai osato ribellarsi, anche se ho visto ragazze piangere.
Permalink: postato alle 12:20 AM
| TrackBack
Maggio 24, 2008
Giovanni Maria Bellu, "L'uomo che volle essere Perón"
di Giancarlo De Cataldo
Giovanni Maria Bellu, L'uomo che volle essere Perón, Bompiani, pp. 356, € 19,00.
[Parlando di questo libro in una multi-recensione apparsa su Repubblica on line l'8 maggio, Dario Olivero scriveva:
"Si parla molto in questi giorni di un nuovo filone della letteratura italiana che è stato chiamato New Italian Epic, tanto difficile da definire quanto forse immediato da intercettare quando si incontra. Ecco un esempio."
Su L'Unità del 20 maggio, lo scrittore Giancarlo De Cataldo recensiva la stessa opera, aggiungendo prospettiva a quell'osservazione.]
Questo è un gran bel libro. Contiene tre storie. La più antica comincia in Sardegna cent'anni fa. E' la storia di un ragazzo di Mamoiada di nome Giovanni Piras che s'imbarca sul piroscafo dei sogni e se ne va in Argentina in cerca di fortuna. La seconda comincia anch’essa in Sardegna, non si sa bene quando nè come nè perché, e nemmeno se sia una vera storia o non, piuttosto, una leggenda. E' la storia di come l'emigrante Giovanni Piras sia diventato Juan Domingo Perón, a lungo signore e padrone dell'Argentina. La terza e ultima storia comincia quando il Giornalista, l'io narrante di questa seducente avventura, sente parlare per la prima volta della faccenda Piras/Perón.
E' la storia delle storie, quella che affascìna le altre due sotto il segno del rapporto fra un giovane esploratore della vita, con la sua carica di rabbia, speranza e utopia, e il suo anziano padre, il Vecchio, con il suo fardello di sconfitte, delusioni, rassegnazioni.
Permalink: postato alle 09:24 PM
| TrackBack
Maggio 22, 2008
The Bride
di Danilo Arona
Cristiano Mussi è un chitarrista eccezionale, alessandrino, su cui ho scritto più volte in passato. Non è del suo talento che vi voglio informare, per il quale rimando al sito ufficiale. Racconto invece di un suo incontro, casuale e tenero a suo modo, per un verso borderline tra un mondo reale e uno invisibile, fuori dal tempo, e per un altro situato ai confini della sincronicità. Se mi è lecito poi spingermi anche al di qua del mio indistinto reame narrativo, non è impossibile percepirvi anche un inconfondibile profumo "di Melissa", anche se poi alla fine trionfa la cronaca, quella cruda si farebbe volentieri a meno.
Un paio di anni fa, alle soglie dell'estate, Cristiano viaggiava sulla A 26 a bordo di un pulmino con alcuni componenti dei Disco Inferno, in direzione della riviera ligure. Un giorno del week-end, al pomeriggio, e prospettiva una serata danzante sulla spiaggia sino all'esaurimento psicofisico dei musicisti e dei notturni gaudenti che intendevano fare l'alba.
Permalink: postato alle 12:12 AM
| TrackBack
Maggio 21, 2008
Tom Rob Smith: BAMBINO 44
Incubo rosso, inferno bianco, assassini neri

di Alan D. Altieri
Tom Rob Smith, Bambino 44 (Child 44), traduzione di Annalisa Garavaglia, Milano, Sperling & Kupfer, 2008, 444 pp., € 19.90
Un mondo dal clima deviato: inverni simili a ere glaciali ed estati come forni crematori. Un mondo di strutture abitative primeve: tetri termitai di cemento armato, tutti identici uno all’altro e molto, troppo simili a carceri. Un mondo dalla tecnologia brutale: treni a carbone spalato duramente a mano, poche auto a benzina simile a nafta che scaricano fumi venefici, telefoni a disco che non funzionano e che quando funzionano sono sistematicamente intercettati.
Permalink: postato alle 12:21 AM
| TrackBack
Maggio 20, 2008
MARCIRE AL PASSO DELL'OCA
Appunti sul Paese Semplice
di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008

Alla fine il Paese Semplice è arrivato.
Anzi, meglio, il Paese Semplificato. Chi si auspicava questo esito ha il diritto di festeggiare. Non importa quale schieramento si sia sostenuto, e infatti sono in tanti a rallegrarsi per la fine delle contrapposizioni frontali: si saluta una nuova stagione, non avrà più spazio la "demonizzazione" dell'avversario politico.
Con ritrovata serenità si marcia sui campi nomadi, semplici molotov vengono tirate in svariate regioni da nord a sud. Si annunciano sereni e pacati pogrom. La fiammella accesa mesi addietro con l'appello "Il Triangolo Nero" non poteva che essere profetica, e non consola il constatarlo né l'avere intuito che etc.
Cazzotti sciolti, calcioni in libertà, rilassati pestaggi nazisti lasciano morto un ragazzo per strada a Verona. Codino di merda, chi cazzo sei? Ti ammazzo.
Semplici adolescenti dell'estremo sud si rompono i coglioni di una loro amichetta? Ti cancello e ti butto in un pozzo.
Semplificare.
Permalink: postato alle 09:16 PM
| TrackBack
Sgretolare in Parlamento la 194? Si faccia il referendum
di Giuseppe Genna
Sono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo. Ecco alcuni stralci: «È ora di sgretolare il mito della 194, un tabù intoccabile in un Paese dove si cambia perfino la Costituzione»; «L'aborto è un fatto di rilevanza pubblica e politica. Oggi in Parlamento ci sono i numeri per sgretolare il 'mito della 194'. Si tratta di una maggioranza trasversale che, in primo luogo, fa appello ai politici cattolici»; «la 194 ha la colpa di aver sicuramente contribuito, lo dicono i numeri, all'inverno demografico».
E' un attacco mai portato prima, nemmeno sotto la lunghissima inaccettabile epifania del cardinale Ruini, a una delle conquiste civili più importanti della storia d'Italia. Attacco a cui ciò che rimane del progressismo italiano dovrebbe rispondere: sia per calcolo politico (poiché questo è il principio guida, ormai, dell'ex sinistra) sia per dare un volto definitivo al Paese. Si tratta di organizzare un referendum confermativo sulla 194. Parte da Carmilla la proposta: se questa prende piede (il che consideriamo improbabile), la nazione non si sa bene se potrà essercene grata.
Permalink: postato alle 08:40 PM
| TrackBack
Maggio 19, 2008
Afferrare Proteo: dire l'indicibile nel Paese dei misteri
di Girolamo De Michele
[Intervento inviato al Convegno Internazionale
"Quale memoria per il noir italiano? Un'indagine pluridisciplinare", Louvain-la-neuve (Lovanio), Belgio, 15-16 maggio 2008. Una versione ridotta di questo testo è apparsa sul quotidiano "Liberazione" il 15 maggio.]
1. Nel quarto libro dell’Odissea [vv. 351-570] viene narrato l’incontro tra Proteo, dio multiforme capace di divenire «ogni cosa che in terra si muova, e acqua e fuoco che prodigioso fiammeggia», e Menelao, che istruito da Eidotea riesce ad afferrarlo e tenerlo finché il vecchio dio, stremato, gli rivela quale dio lo perseguita impedendogli il ritorno, quali sacrifici fare per placarlo, attraverso quale via fare ritorno a casa.
Ottenute le informazioni necessarie, Menelao chiede, e ottiene, la verità sul destino degli altri eroi greci ritornati da Troia – giacché «gli dèi sanno tutto»: apprende così della tragica fine di Aiace e Agamennone, e dell’esilio di Odisseo «nella dimora della ninfa Calipso».
Permalink: postato alle 11:50 PM
| TrackBack
Maggio 17, 2008
CATTEDRALE - Capitolo IX
di Saverio Fattori
Tutti i capitoli di "Cattedrale"
Frank è davvero in forma. Già dal pomeriggio l’hanno messo a fare un’operazione complicata, ispira fiducia a pelle anche tra i capi. Il fatto che sia figlio di un notabile del paese potrebbe avere un suo peso. La nostra è una multinazionale provinciale. Mediante il controllo del Sindacato Centrale si è sviluppata una curiosa osmosi tra i poteri forti della Cittadella esterna e la Cattedrale. Il sindacato-partito non segue alcuna direttiva nazionale e tiene la CGIL fuori dalle mura. Gestisce le assunzioni del personale per le mansioni più umili e asseconda la dirigenza in un sano rapporto di concertazione. Non ha mai giocato alla lotta dura e pura.
Permalink: postato alle 04:49 PM
| TrackBack
Mind Games
di Massimo Maugeri
[Massimo Maugeri, autore di un romanzo molto bello e molto sconcertante per la sua insolita attenzione al presente, Identità distorte (ed. Prova d'Autore, Catania, 2005, pp. 162, € 10,00), conduce con grande equilibrio uno dei blog letterari migliori e più seguiti, Letteratitudine.) (V.E.)
“C’è qualcuno?”
“...”
“Avvocato Lineri? È lì?”
“….”
“Andiamo… apra la porta.”
“…”
“Avvocato Lineri… so che è lì. Mi apra, su!”
“…”
“Va bene. Le garantisco che farò la brava.”
“…”
“Oh, era ora. Posso entrare? Be’, tanto l’ho già fatto!”
“Cosa vuole?”
Permalink: postato alle 04:37 AM
| TrackBack
Maggio 16, 2008
Emilio Lussu, rivoluzionario
di Valerio Evangelisti
[Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio Lussu Teoria dell'insurrezione, pp. 253, € 15,00. Il testo che propongo è la mia introduzione al volume, omaggio sentito a uno dei più nobili politici antifascisti italiani. Mi permetto di rimandare al mio articolo Rifugiati italiani in Francia, 1937-1940, per una migliore comprensione del contesto.]
Che io sappia, nessun rivoluzionario italiano, prima di Emilio Lussu, aveva scritto un vero e proprio manuale sull’ “arte” di insorgere, e nessuno lo avrebbe fatto dopo di lui. E’ vero che il saggio rappresenta, in larga parte, una disamina delle rivoluzioni dei primi decenni del Novecento, e soprattutto della rivoluzione russa. Però è anche vero che l’analisi non è puramente storica o filosofica, ma persegue un fine preciso: individuare i mezzi necessari per abbattere il fascismo attraverso la lotta armata.
Permalink: postato alle 03:03 AM
| TrackBack
Maggio 15, 2008
Brava gente
di Alberto Prunetti
[Pubblico queste righe con un certo ritardo rispetto alla loro stesura. Il lettore, pensando ai pogrom in corso contro i rom, non potrà non rendersi conto che la realtà si deteriora con più velocità della critica che cerca di descriverla. Mentre scriviamo di razzismo mimetizzato e di lessico dell’esclusione, la gente si attacca ai microfoni dei telegiornali vantandosi di aver lanciato una molotov in un campo rom. Non oso pensare di peggio per paura che accada.] A.P.
“Non sono razzista, ma…” Quanti discorsi balordi partono da questa premessa? Quanti pregiudizi, quanti stereotipi, quanta biliosa aggressività muove da questo assunto? Nient’altro che una strategia retorica? Rendere esplicito il pregiudizio per giocare d’anticipo su un’eventuale contestazione e poi sparare giù il carico di banalità, che è banale proprio nel senso che è condiviso dal senso comune, è amplificato dai media, è asserito da presunti esperti delle dinamiche sociali?
Permalink: postato alle 01:55 PM
| TrackBack
Il diario di Indiana Jones. Storia segreta di un archeo-imperialista
di Valerio Evangelisti
[Questo articolo è apparso su La Repubblica del 20 aprile 2008, a commento del libro Il diario perduto di Indiana Jones, ed. White Star, 2008, pp. 160, € 19,90.]
Leggendo questo curioso Diario perduto di Indiana Jones, il lettore si imbatterà, in data maggio 1939, in un riferimento sorprendente, dato che non è collegabile a nessun film dedicato da George Lucas al suo eroe. Vi si parla di certa Sophie Hapgood, di un mistero relativo ad Atlantide, di due dischi di pietra sovrapposti da fare ruotare per aprire chissà quale passaggio.
In effetti, nessuno dei film noti con Indiana Jones protagonista contiene temi del genere (né li conterrà il quarto film annunciato, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo). Alcuni lettori del Diario, però, non potranno trattenere un sorriso ed evitare un moto di nostalgia. I rimandi sono alla più avvincente e straordinaria creazione di George Lucas: Indiana Jones and the Fate of Atlantis. Un film o un telefilm mai giunto dalle nostre parti? No, un videogioco uscito nel 1992. Chi vi si sia consacrato non potrà mai dimenticarlo.
Permalink: postato alle 03:24 AM
| TrackBack
Maggio 14, 2008
Nuova epica italiana? Sì, per...
...farla finita con la commedia postmoderna
di Alessandro Bertante*
[Articolo apparso sul quotidiano Liberazione dell'8 maggio 2008]
Da circa una ventina di giorni è scaricabile sul sito dei Wu Ming un breve saggio di Wu Ming 1 (Roberto Bui) intitolato "New Italian Epic". Titolo evocativo per una riflessione culturale che parte da lontano, dal settembre 2001 di fronte agli aerei schiantatisi sulle Twin Towers, sebbene sia stata formulata in occasione di una recente conferenza dello stesso Bui al Mit di Boston. Il testo fa il punto su quella che è stata individuata da Bui, ma anche da Carlo Lucarelli su Repubblica, come la nuova tendenza della narrativa italiana degli ultimi cinque anni.
Che sta succedendo quindi? Esiste davvero un movimento coeso e inedito, nonché chiaramente identificabile, che possa dare il segno di una discontinuità tematica e stilistica con il recente passato? Secondo me esiste, ma la questione non è semplice, né riconducibile a una sola scuola o a un preciso comune sentire.
Nel suo scritto, già scaricato da oltre undicimila persone (**), Bui compie un percorso teorico di grande interesse, proponendo una chiave interpretativa globale nei confronti di "opere letterarie" - e non di autori - che coinvolge, solo per citarne alcuni, scrittori come gli stessi Wu Ming, Evangelisti, Saviano, Genna, Scurati, Lucarelli, Guarnieri, De Cataldo, Balocchi, Muratori ma anche Camilleri e Carlotto. Il punto di partenza sono gli anni Novanta, «il decennio più avido della storia» secondo Joseph Stiglitz, e il «più illuso, megalomane e barocco», nell'analisi certo condivisibile di Bui.
Permalink: postato alle 12:13 AM
| TrackBack
AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (2)
Un'analisi “in situ” di quello che potrebbe portare al declino terminale dell’ultima superpotenza
di Alan D. Altieri
Tutti i capitoli di "AmeriKa dämmerung"
3. MELTDOWN (*)
Anno Domini 2001. Gli Stati Uniti si trovano, economicamente parlando, una sorta semi-ottimistica aspettativa:
- l’America non è direttamente coinvolta in nessuna guerra grossa (Balcani, Corea, Medio-Oriente, Africa sono i soliti focolai remoti);
- le casse federali sono in attivo;
- lo scare (spavento) del Millennium Bug - il blocco dei sistemi computer dovuto al cambiamento di data - si è risolto in una ridicola tempesta in un bicchiere d’acqua;
Permalink: postato alle 12:12 AM
| TrackBack
Maggio 12, 2008
Da mercoledì a Milano: OFFICINA ITALIA
di Giuseppe Genna
L'anno scorso era sembrato un miracolo: centinaia di persone stipate nello splendido spazio della Palazzina Liberty, a Milano. Non la si vedeva così strapiena dai tempi in cui Fo, occupatala, ci recitava Mistero Buffo o invitava John Cage e gli Area di Demetrio Stratos. Molto più difficile riempirla oggi, facendo leggere inediti da scrittori, in una città che - fatta eccezione per il festival Milanesiana voluto e artisticamente diretto da Elisabetta Sgarbi - della cultura ormai sembra strafottersene ampiamente. Il miracolo lo avevano compiuto Antonio Scurati e Alessandro Bertante, riuscendo a coagulare fondi e sponsor per un'impresa disperante, riuscitissima e coinvolgente. Il duo ha ripetuto il miracolo: da mercoledì 14 a venerdì 16, sempre alle 21.00, alla Palazzina Liberty di Largo dei Marinai va in scena la seconda edizione di Officina Italia, con un programma straordinario di narratori che presentano inediti, da Walter Siti a Sandro Veronesi, da Paolo Giordano a Valeria Parrella, da Sebastiano Vassalli a Michele Mari.
Permalink: postato alle 10:09 AM
| TrackBack
SCHEGGE TAGLIENTI 7
di Alessandra Daniele
IL POLIPO DELLA LIBERTA'
E’ arrivato anche per me il momento dell’autocritica.
Non autocritica politica, quella la lascio ai salottieri e frollati dirigenti de La Sinistra – virgola – L’Arcobaleno, sperando che i militanti di base li caccino tutti a calci – virgola – nel culo.
La lascio agli illusi che si sono bevuti la balla del “voto utile”, facendo così del loro un voto utile a spazzare completamente via qualsiasi traccia residua di sinistra dal Parlamento italiano, come solo la dittatura fascista era riuscita a fare prima.
In questo Parlamento non c’è più un solo partito contrario al precariato, all’invasione dell'Afghanistan, alla castrante ingerenza vaticana, alla deriva xenofoba e securitaria.
“Si può fare” diceva Veltroni.
Adesso sapete a cosa si riferiva davvero.
Permalink: postato alle 09:48 AM
| TrackBack
Maggio 09, 2008
"Poiesis in origine indica il fare"
di R. S. Blackswift*
[Una riflessione sul saggio New Italian Epic, sul libro Stella del Mattino di Wu Ming 4, su Blackswift e la Reality Fiction; insomma una riflessione su quello che vogliamo fare con i miti. Dal blog nero.noblogs.org]
Quando ho preso in mano Stella del Mattino avevo appena finito di leggere il breve saggio di Wu Ming 1 "New Italian Epic", ma non solo. Avevo in testa anche le due brevi mail scambiate con lo stesso WM1 e due chiacchiere fatte con il mio socio circa il concetto contenuto in "New Italian Epic". Già perché con il mio socio in parole e pagine come Blackswift non riusciamo a prenderci sul serio come scrittori, ma prendiamo molto sul serio la necessità di impegnarsi a scrivere del nostro presente. Non riusciamo a dedicare il giusto tempo a scrivere, forse perché saremmo costretti ad ammettere che la cosa necessita di un impegno quanto e più faticoso della militanza a cui ci siamo già fin troppo disabituati - nonostante la nostra professione di intenti come uomini di azione.
Quando ho preso in mano Stella del Mattino dopo le prime pagine mi sono chiesto se fosse necessario parlare del passato per poter trasfigurare il presente in un'epica. Ovvero, se fosse strettamente necessario narrare epicamente uno scorcio di storia, per poter ispirare un'epica nel presente disastrato in cui viviamo.
Mi sono chiesto se non fosse altrettanto utile narrare epicamente il presente, trasfigurandolo in qualcosa che al tempo stesso parla di noi e parla di quello che vorremmo essere o che vorremmo che fosse.
Permalink: postato alle 05:27 PM
| TrackBack
Cuba que linda es Cuba
di Alberto Prunetti
Stefano Pacini, Cuba que linda es Cuba, Edizioni Il Foglio, 2008 (pp. 92, con CD, euro 15).
Una bella notizia questa della riproposizione del reportage fotografico di Stefano Pacini su Cuba da parte delle edizioni Il Foglio. Il testo raccoglie le fotografie e un diario di Pacini e a corredo viene allegato un CD con la versione elettronica delle istantanee. L’autore, Stefano Pacini, è un fotografo che dagli anni Settanta si è dedicato alla fotografia sociale, dirigendo il proprio obiettivo sia verso i luoghi delle rivolte e delle feste popolari, sia nella documentazione del disagio sociale e degli effetti distruttivi di un’epoca sempre più vile.
Permalink: postato alle 12:14 PM
| TrackBack
Maggio 08, 2008
CATTEDRALE - Capitolo VIII
di Saverio Fattori
Tutti i capitoli di "Cattedrale"
Oggi in mensa ho parlato. Lo spirito della Cattedrale si manifesta servendosi di me per rivelazioni che altri non colgono. Come medium posseduto da oscure presenze, rivelo misteri di cui nemmeno io sono a conoscenza. Ho raccontato che l’ultima stagista carina è stata assassinata. Quella castana con gli occhioni blu da bambola che affiancava gli ingegneri del Lain Team.
Permalink: postato alle 11:08 PM
| TrackBack
Balla con la Scimmia (Victoriana 2)
di Franco Pezzini
Qui la puntata precedente di Victoriana
“Ma il mio ipotetico lettore credo abbia già compreso qual era il tema che guidava le mie dita.
Mi interruppi avvertendo un brivido. Avrei voluto punire la mano colpevole e la bocca atteggiata a fischio che stava per accompagnarla. Decisi che doveva trattarsi di stanchezza, forse di un principio di costipazione. Mangiai senza alcun gusto il mio piatto preferito e rientrai prima del solito, disertando il tavolo da gioco di Mr. Utterson”.
Così, in un delizioso racconto, La danza della scimmia, edito alla fine del 2007 in un’antologia di cui si dirà, lo scrittore torinese Massimo Citi si diverte a giocare con la mitologia vittoriana. E l’eleganza sorniona dell’esercizio di stile suscita almeno due riflessioni per un rapporto tra letteratura, immaginario e riflessione sociale.
Permalink: postato alle 09:04 AM
| TrackBack
Maggio 07, 2008
DISCESE ESTREME - Capitolo 15
di Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]
Tutte le puntate di Discese estreme
15. Il maniaco inglese
Ricordo con apprensione il maniaco inglese.
E' vero che certi paesaggi inglesi, con quella luce cupa e corpuscolare, renderebbero inquietante anche San Francesco nei suoi momenti migliori, tuttavia bisogna riconoscere che il soggetto con cui ebbi modo di confrontarmi non era tra i più rassicuranti.
Avevo sui quattordici anni. Mi trovavo in una cittadina sul mare, ospite di una famiglia di forti bevitori, che in compenso risparmiavano sul cibo: perlomeno su quello che davano a me. Si trattava di una di quelle vacanze studio durante le quali si dovrebbe imparare l'inglese. Purtroppo il mio rapporto con l'inglese era di considerevole distanza. Soprattutto per quanto riguarda il parlato. Prima o poi troverò per questo mio problema una giustificazione profonda.
Permalink: postato alle 10:56 AM
| TrackBack
Maggio 06, 2008
LITERARY OPERA. Evangelisti e Lucarelli sul New Italian Epic
di Valerio Evangelisti
[Questo intervento di Valerio Evangelisti compare su L'Unità di oggi, martedì 6 maggio 2008, accompagnato a una recensione del romanzo di Massimo Carlotto Cristiani di Allah scritta da Michele De Mieri, in cui si fa esplicito riferimento alla poetica di cui stiamo discutendo. In calce a questo post riportiamo anche l'articolo di Carlo Lucarelli apparso su Repubblica di sabato 3 maggio.]
Wu Ming 1, prima con una serie di conferenze tenute al MIT di Boston e in altre università americane, poi con un saggio che sta avendo ampia circolazione in rete ("New Italian Epic"), sta contribuendo a dare forma e identità a scrittori che avevano un'oscura percezione di qualcosa che li legava, senza peraltro sapere cosa fosse esattamente. Scrittori di generazioni diverse, apparsi a partire dalla metà degli anni Novanta, spesso gratificati da un successo di pubblico (e, talora, di critica) apparentemente inspiegabile, nell'epoca in cui si teorizzava la fine del romanzo e in cui il post-moderno, nel riesumarne il cadavere, lo faceva per coprirlo d'ironia - dunque, in sostanza, per affrettarne il seppellimento.
Qualche nome e qualche titolo fatti da Wu Ming 1? Giancarlo De Cataldo con Romanzo criminale e Nelle mani giuste, Giuseppe Genna con Grande Madre Rossa, Dies Irae e Hitler, Antonio Scurati con Una storia romantica, chi scrive con il suo "ciclo del metallo", gli stessi Wu Ming / Luther Blissett con Q, 54, Manituana, Roberto Saviano con Gomorra (oggetto narrativo di collocazione incerta, nelle sue forme di reportage iperrealista, da troppi ascritto per abbaglio al filone giornalistico), Carlo Lucarelli con L'ottava vibrazione, Girolamo De Michele con Scirocco, ecc. E poi Zaccuri, Philopat, Babsi Jones, Helena Janeczek, il Camilleri de La presa di Macallè, il Carlotto di Cristiani di Allah, e decine d'altri.
Permalink: postato alle 09:00 AM
| TrackBack
Su Liberazione: Sbancor, la nostra "talpa" che aveva previsto l'11 settembre
di Girolamo De Michele
• A Sbancor
• Su "l'Unità": Ciao Sbancor, maestro profetico di controinformazione
• Su "Liberazione": Sbancor, la nostra "talpa" che aveva previsto l'11 settembre
• Tutti gli interventi di e su Sbancor apparsi su Carmilla.
• Su Rekombinant: Bifo su Sbancor
• Il "Diario di guerra" di Sbancor on line su DeriveApprodi
• American Nightmare di Sbancor on line su Information Guerrilla
Nell’agosto 2001 alcuni compagni del movimento di Genova e Seattle ricevono un documento messo in circolazione da un militante dal nome allora poco noto e dall’oscuro significato: Sbancor. Il documento si intitola: “La fine del pensiero unico. Dalla crisi del neoliberismo ai nuovi scenari politici”. È un’analisi sulla recessione già in atto (attenzione alle date: qualcuno avrebbe poi raccontato che la recessione economica è stata causata dall’11/9), una recessione destinata ad essere sempre più dura.
Permalink: postato alle 02:55 AM
| TrackBack
Bella questa di "Bella ciao"!
di Carlo Loiodice
Il 12 aprile scorso Jenner Meletti su Repubblica fa un piccolo grande scoop: “Bella ciao”, l’inno della Resistenza, viene dalla Russia: In particolare ha origini klezmer ed è così vecchia che ne esiste una registrazione del 1919.
- Sai che novità! – Avrà pensato qualcuno abituato a sentirla in versione marziale cantata da un coro di omoni o suonata da una banda militare con piatti e grancassa. Invece, chi l’ha sentita in versione mondina da Giovanna Daffini o da uno dei canzonieri che proliferavano negli anni ’70, avrà fatto 2 e 2 4, concludendo che l’anonimo autore del testo resistenziale si fosse rifatto a un precedente canto di lavoro. Prova, in entrambi i casi, che la filologia non è roba per il primo dilettante che passa.
Permalink: postato alle 02:50 AM
| TrackBack
Maggio 05, 2008
Il Salone di Torino contestato
di Valerio Evangelisti
[Questo intervento coinvolge solo chi lo firma. Altri redattori di Carmilla, con cui non è stato discusso, hanno forse punti di vista e opinioni divergenti.]
Il 10 maggio ci sarà, a Torino, una manifestazione nazionale contro il Salone del Libro di Torino. Credo che sia la prima volta che viene indetto un corteo contro una fiera letteraria. Eppure, prima di chiedersi se ciò abbia un senso, ci si dovrebbe domandare quanto di effettivamente letterario ci sia nel Salone del Libro, e quanto invece vi sia di politico.
La scelta della Salone del Libro di Torino di celebrare la nascita dello Stato di Israele, alla base della protesta, ha origini sospette e contenuti ambigui.
Permalink: postato alle 04:52 AM
| TrackBack
Su l'Unità: Ciao Sbancor, maestro profetico di controinformazione
di Giuseppe Genna
• A Sbancor
• Su "l'Unità": Ciao Sbancor, maestro profetico di controinformazione
• Su "Liberazione": Sbancor, la nostra "talpa" che aveva previsto l'11 settembre
• Tutti gli interventi di e su Sbancor apparsi su Carmilla.
• Su Rekombinant: Bifo su Sbancor
• Il "Diario di guerra" di Sbancor on line su DeriveApprodi
[Ringraziamo Stefania Scateni, responsabile delle pagine culturali de "l'Unità", per avere permesso la pubblicazione di un coccodrillo che non avremmo voluto stendere: quello in memoria del fraterno amico Sbancor, redattore di "Carmilla" e "Rekombinant", collaboratore de "Il manifesto". E' da parte della Redazione tutta altissima la vicinanza ai suoi cari in questo momento]
L’intelligenza che interveniva in Rete con lo pseudonimo Sbancor, il 9 aprile scorso, aveva lanciato nel Web questa analisi, che vale una profezia: “Al mondo non si è mai vista una nuova egemonia economica che non fosse anche egemonia politica e militare. Questo vuol dire che, se vi sarà un ‘decoupling’, se cioè le economie dei paesi emergenti traineranno l’economia mondiale, dovrà esserci anche un ‘decoupling’ politico e militare. Gli USA non hanno nessuna voglia di accettare questa ipotesi. Rinforzano la Nato: sono pronti ad allargarla fino a Georgia e Ucraina. Gli europei, che vedono con terrore i gasdotti che passano sotto la terra ucraina a rischio, se Putin chiude innervosito il rubinetto di Gazprom, lo impediscono”. Ed ecco la stoccata finale di una mente dalle forti propensioni narrative: “Particolare significativo: la riunione si teneva nel Castello di Ceausescu a Bucarest. I Vampiri prediligono alcuni luoghi, piuttosto di altri...”. Sbancor si riferiva al vertice Nato tenutosi in Romania.
Permalink: postato alle 12:56 AM
| TrackBack
Maggio 04, 2008
Esercizi di "piratologia"
di Gioacchino Toni
Peter Lamborn Wilson (Hakim Bey), Le repubbliche dei pirati. Corsari mori e rinnegati europei nel Mediterraneo, Shake edizioni tascabili, 2008, pp. 208, €9,90
Molti testi sulla pirateria nordafricana sono macchiati dall’idea di giustificare la “missione civilizzatrice” dell’imperialismo europeo dell’Otto-Novecento. Non a caso in tanti scritti europei e americani si utilizzano toni ben diversi per la pirateria praticata dagli stati-nazione cristiani e bianchi in opposizione a quella accusata di essere anarco-moresca. Occorre pertanto cercare altrove elementi volti a spiegare quanto ha a che fare con resistenze e insurrezioni nordafricane ed è con tale spirito che Peter Lamborn Wilson analizzata in particolare l’esperienza di Rabat-Salé nella prima metà del XVII secolo. Tale esperienza è particolare in quanto, a differenza di Algeri, Tunisi e Tripoli, non era un protettorato ottomano.
Permalink: postato alle 02:58 AM
| TrackBack
Maggio 03, 2008
Due o tre cose sul New Italian Epic (in forma di lettera aperta)
di Dimitri Chimenti*
Caro Wu Ming 1,
probabilmente avresti potuto sviluppare le tue riflessioni in un lungo saggio teorico, ma preferisci parlarne in modo concreto, più vicino alla tua esperienza di narratore. Ed è forse questo che ti permette di riscoprire una delle funzioni più importanti della critica letteraria, quella che parte dall'idea che tra opera e pubblico sussista un décalage, ossia che si possa interporre un po' di scrittura tra letteratura e lettore ogni qualvolta essi non si trovano l'una di faccia all'altro.
E' ormai piuttosto chiaro come il termine "postmoderno" sia divenuto una sorta di valigia concettuale dentro cui stipare, forzatamente, un po' di tutto. Tu parti da questa evidenza, non hai neppure bisogno di spiegarla. Se rivolgi un'accusa al postmodernismo è di aver considerato una specifica forma di capitalismo non un prodotto storico, passibile di critica e superamento, ma superamento stesso della storia, sostituto molle di quella vecchia struttura ontologica che era la metafisica.
Ma, ed è qui che la tua critica acquista forza, se la perdita del "riferimento cartesiano" non ci ha traghettato in un mondo più libero e felice, non ha neppure compromesso la possibilità di stabilire un rapporto critico con la realtà. A te non basta enunciarlo lo vuoi dimostrare, vuoi provare che la capacità della letteratura di produrre significati socialmente condivisi non è stata completamente erosa.
Permalink: postato alle 12:05 AM
| TrackBack
Maggio 02, 2008
CATTEDRALE - Capitolo VII
di Saverio Fattori
Tutti i capitoli di "Cattedrale"
Stamattina, verso le nove e mezza, hanno inserito in reparto il ragazzo con il giubbotto scuro. Sembra un tipo sveglio. Concede moderata confidenza alle comari più curiose che lo intervistano immediatamente. Ha intuito quanto siano pericolose, sa come tenerle alla larga senza essere troppo scortese.
Permalink: postato alle 04:03 PM
| TrackBack
Marco Columbro e il sonno buco nero
di Danilo Arona
Alcuni amici lettori, ansiosi di capire quel che io vado scrivendo - o meglio - cercando in questa rubrica, mi hanno segnalato che un po' di tempo fa, in una puntata della trasmissione di Rete4 "Top Secret" dedicata ai fantasmi, uno scienziato menzionò la Luce Oscura, sottolineando che essa rappresenta la stragrande maggioranza della luce esistente.
Siccome è riscontrabile soltanto attraverso calcoli matematici e i riscontri ipotizzano che la Luce Oscura occupi il 90% della materia presa in esame, la sua esistenza ci pone un evidente problema di percezione: in buona sostanza, noi vedremmo meno del 10% del mondo che ci circonda.
Permalink: postato alle 03:15 AM
| TrackBack
Maggio 01, 2008
AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (1)
Un'analisi “in situ” di quello che potrebbe portare al declino terminale dell’ultima superpotenza
di Alan D. Altieri
Tutti i capitoli di "Amerika dämmerung"
1. LOWDOWN (*)
Gli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria.
Giusto?
Sbagliato.
Alla chiusura del primo trimestre dell’Anno Domini 2008, anno conclusivo dell’Era Bush II, gli Stati Uniti non sono più né l’una cosa né l’altra. Per contro, sono in profondo, profondissimo DEFICIT FEDERALE: 10 TRILIARDI DI DOLLARI.
Permalink: postato alle 12:02 AM
| TrackBack
|