testatahomenew.jpg

Febbraio 29, 2008

Hadot: la filosofia come esercizio spirituale e bene comune

hadot.jpgdi Nuccio Ordine

«Una filosofia che non si traduce in maniera di vivere diventa un astratto edificio concettuale privo di qualsiasi rapporto con la vita e con l'esperienza umana». Pierre Hadot, uno dei più grandi esperti di filosofia antica, riprende con vigore e passione un tema che l'ha accompagnato nel corso della sua lunga carriera di studioso. A quasi ottantasei anni — coronati da un successo internazionale, da numerosi premi e dal suo insegnamento al Collège de France — Hadot non rinuncia a considerare inseparabili il discorso filosofico e la vita: «Nella filosofia antica si percepisce con chiarezza il fatto che il vero filosofo non è solo colui che parla ma anche colui che agisce. Il discorso filosofico (che si tiene nelle scuole attraverso l'insegnamento) e la vita filosofica (la maniera che maestro e discepolo hanno di comportarsi come cittadini nella loro comunità) costituiscono due poli che debbono interferire tra loro. Quando ciò non avviene è facile capire le critiche di chi sostiene che purtroppo "noi abbiamo professori di filosofia e non filosofi" (Henry David Thoreau) o di chi dice che spesso "la filosofia non si trova nelle classi dove si insegna filosofia" (Charles Péguy)».

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Febbraio 26, 2008

Sulla necessità del romanzo storico per la vita della mente

di Girolamo De Michelewallenstein.jpg

a proposito di: Alan D. Altieri, Magdeburg – Il demone, Corbaccio, 2007, 660 pp., 19.60 euro; Sergio Valzania, Wallenstein. La tragedia di un generale nella guerra dei Trent’anni, Mondadori, 2007, 256 pp., 18 euro

Partiamo da una necessaria premessa: non esiste in questo momento in Italia una tendenza o una moda editoriale, più o meno indotta da un fantomatico turbomarketing, al romanzo storico. Con buona pace di chi fino a ieri abbaiava al “realismo thrilleristico” ed oggi crede di veder sorgere un'altra luna contro cui ululare, nel paese di Manzoni, De Roberto e Cuoco romanzi storici se ne sono sempre scritti: è nel DNA della nostra narrativa. Né esiste una tendenza al romanzo storico unico, o “d’eccellenza”: ci sono buoni e cattivi romanzi storici, tra i molti che ogni anno vengono pubblicati.

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Gauss: I MANGIACANI DI SVINIA

di Alberto Prunetti

mangiacani2.jpgfrecciabr.gif Kark-Markus Gauss, I mangiacani di Svinia. Un’epopea rom, Roma, L’ancora del Mediterraneo, 2008, p. 160, 13,50 euro (traduzione di Vincenzo Gallico)

I mangiacani di Svinia è un bel reportage narrativo frutto della penna e della curiosità di Karl-Markus Gauss, scrittore e viaggiatore austriaco che ha passato almeno quattro mesi, in diversi anni, peregrinando tra gli slum dell’Europa dell’Est (principalmente Romania e Slovacchia).

Ho letto il libro di Gauss e mi è piaciuto. Sono anche andato a una presentazione de I Mangiacani di Svinia con l’autore, e quella sensazione positiva è stata confermata.

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Dai SELECTED POEMS di Michael Ondaatje

ondaatje.gif[Dall'anglista Gabriella Giani riceviamo e con entusiasmo pubblichiamo cinque poesie inedite in Italia di Michael Ondaatje, autore canadese originario di Ceylon, noto in tutto il mondo per il successo narrativo del suo capolavoro Il paziente inglese. Costantemente, seppure mai esplicitamente nominato nella lista ufficiale, Ondaatje è presente nelle discussioni dell'Accademia di Stoccolma per l'assegnazione del Nobel per la letteratura. Dopo l'intervento di Gabriella Giani, le traduzioni; i testi originali sono riportati in calce.]

Philip Michael Ondaatje è nato a Colombo, nello Sri Lanka, nel 1947, da una famiglia di origini olandesi. Ha studiato in Inghilterra e si è trasferito in Canada, per laurearsi all’Università di Toronto, dove attualmente risiede. Insegna letteratura inglese alla New York University.
E’ considerato uno dei massimi romanzieri e poeti canadesi. Il suo romanzo più popolare, vincitore del prestigioso Booker Prize, Il paziente inglese (1992), è stato portato su grande schermo dal regista Anthony Minghella, riscuotendo un successo internazionale (Michael Ondatije è regista egli stesso). Acclamatissimi da critica e pubblico anche gli altri titoli della sua narrativa, come Running in the Family (1976), Anil’s Ghost (2000) e l’ultimo romanzo, Divisadero (2007), di carattere quasi mitologico.

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Febbraio 24, 2008

Intervista a Jaume Cabré

di Giulia Gadaleta

jaumecabre.jpgJaume Cabré, Le voci del fiume, trad. dal catalano di Stefania Ciminelli, pp 570, € 21,50, ed. La Nuova Frontiera

Catalogna. Pirenei. Tra Sort e Torena. All’inizio c’è un sconosciuto che si intromette in una casa e cancella tutti i file che con le iniziali OF dal computer degli ignari padroni di casa. Sotto lo sguardo vigile ma impotente di Juri Andreevic, il gatto di casa. Ma che Juri è un gatto lo scoprirete alla fine quando il cerchio si chiude e il romanzo finisce dove era iniziato.

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Febbraio 23, 2008

UNITED WE STAND: la prima graphic net novel italiana

[Simone Sarasso e Daniele Rudoni lanciano l'interessantissimo progetto UNITED WE STAND. Se l'iper-portale Manituana ha fatto scuola e se a qualcosa è servito l'esperimento personale condotto con Medium, è possibile considerare UWS come l'immediata espansione di una narrazione che si appropria di retoriche multiple e scavalca l'intermediazione editoriale, non escludendola a priori. Invitiamo dunque a seguire gli sviluppi di questo progetto sul sito ufficiale unitedwestand.it, dal quale desumiamo il trailer e, di seguito, le linee essenziali che descrivono questa esaltante operazione. gg]

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Febbraio 22, 2008

Robert McCammon, nelle vene dell'America

mccammoncover.jpgdi Danilo Arona
[estratto dalla prefazione a frecciabr.gif La via oscura di Robert McCammon, edizioni Gargoyle Books]

1) Com'è noto, il New England è quella regione degli Stati Uniti situata nella parte nordorientale del paese dove i Padri Pellegrini provenienti dall'Inghilterra approdarono nel 1620 fondando la prima grande comunità puritana del Nuovo Mondo. La regione, confinante con l'Atlantico, comprende gli stati del Maine, New Hampshire, Massachussets, Vermont, Connecticut e Rhode Island. E già, dopo queste poche righe, l'abituale consumatore di horror americano avrebbe di che "sentirsi a casa": il Maine di King, il Nathaniel Hawthorne e l'Edgar Poe del Massachussets, il Lovecraft del Rhode Island... Ma, dopo avere scomodato i classici, ecco che Lincoln Child è nato nel Connecticut, Christopher Golden ancora nel Massachussets, lo sconosciuto (da noi) F. Brett Cox viene dal Vermont, e persino Dan Brown - che con l'horror non ci azzecca, ma trasuda gotico - ha visto i natali nel New Hampshire.

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Febbraio 21, 2008

DISCESE ESTREME - Capitolo X

efccapX.jpgdi Enzo Fileno Carabba
[Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire]

10. L'onda chiara

In un punto imprecisato della Francia mia madre dice: "Potrai tornare qua quando vorrai. Hai tutta la vita davanti a te" e partiamo. Io ho nove dieci anni, mettiamo, i miei sono molto giovani. Mi portano spesso nei loro viaggi in macchina, viaggi avventurosi, e quando le cose scorrono fuori dal finestrino il mondo mi sembra un luogo incredibilmente profondo. Andiamo per deserti, montagne, promontori marini, attraversiamo fiumiciattoli, sempre con una Volkswagen cabriolet rossa, abbastanza ammaccata, che non sembrerebbe adatta per questo genere di impresa. Nelle terre remote, quando le tappe sono lunghe, il pranzo è a base di biscotti, e la macchina non si ferma, non c'è tempo di fermarsi. Penso che anche il Dio del mondo mangi biscotti al cioccolato, mentre guarda e crea le cose dal suo finestrino. Non ha il tempo di fermarsi. Miracolosamente, però, è del tutto rilassato.

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Febbraio 20, 2008

Parazzoli: ADESSO VIENE LA NOTTE

parazzolinotte.jpgdi Alessandro Zaccuri

Nel Vangelo secondo Giovanni, poco prima di donare la vista al cieco nato, Gesù pronuncia una sentenza indecifrabile e allusiva. Le opere del Padre, afferma, devono compiersi alla luce del giorno perché poi venit nox, viene la notte, e al sopraggiungere delle tenebre nessuno può più operare, neppure colui che pure si proclama «luce del mondo». Il Paolo VI che Ferruccio Parazzoli elegge a protagonista del suo frecciabr.gif Adesso viene la notte (Mondadori, pagine 128, euro 13,00) è, al contrario, un Papa notturno, impegnato in lunghe veglie di preghiera, lettura, meditazione e lotta contro il Demonio. La prima scena del libro – che conserva ben riconoscibile l’impronta dell’originario e mancato progetto teatrale – descrive infatti l’appartamento privato del Pontefice a poche settimane dalla sua morte, con gli operai ancora indaffarati a rimuovere le tracce delle ripetute battaglie fra il Vicario di Cristo e l’Avversario del genere umano: pareti scurite dallo zolfo, pentacoli, sedie dalle gambe spezzate e, sotto il letto, un deposito innominabile di insetti soffocati.

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Febbraio 19, 2008

L.R. Carrino: ACQUA STORTA

carrinocover.jpgdi Nino G. D’Attis

frecciabr.gif Luigi Romolo Carrino - Acqua storta - Meridiano Zero - € 10

Storia d’amore e di camorra, questo piccolo libro di L. R. Carrino. Poco più di cento pagine che scorrono veloci tra baci, abbracci, appuntamenti segreti e spietate esecuzioni nei vicoli, tra le mura del carcere minorile di Nisida, sugli scogli di Mergellina. Lo scenario è quello che Roberto Saviano ha messo perfettamente a fuoco nel suo Gomorra, la colonna sonora la forniscono i neomelodici partenopei Ida Rendano e Maria Nazionale (ma l’io narrante preferisce Carmelo Zappulla, Nino D’Angelo, Luciano Caldore).

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Febbraio 18, 2008

Dal Kosovo all'universo: Babsi Jones (prima del commiato)

bushkosovo.jpgdi Gianluca Bavagnoli

[Questa intervista doveva essere pubblicata su "Stilos", quindicinale culturale a cura dell'eroico Gianni Bonina - che per motivi di ordine maggiore ha dovuto chiudere. Ci sembra opportuno, proprio in queste ore in cui il Kosovo proclama la più ridicola e tragica delle indipendenze e l'Unione Europea chiude grottescamente un cerchio sanguinoso aperto dai Novanta a spese del popolo serbo - ci sembra opportuno riportare le parole dell'autrice che, nel suo splendido Sappiano le mie parole di sangue (Rizzoli) ha vissuto la questione politica e civile di quella regione e ne sa più di chiunque altro in Italia e non solo in Italia. Ciò senza dimenticare che questo piano è soltanto uno tra i molti che il quasiromanzo di Babsi Jones offre]

C’è un punto oltre il quale il ritorno non è più possibile, e a quel punto bisogna arrivare; ora so che c’è un punto di devastazione oltre il quale non possiamo insozzare, frantumare, danneggiare più oltre”. Postulare Kafka, il suo pensiero letterario e la sua ricerca schizofrenica della realizzazione dell’assurdo, è già di per sé alquanto audace per una semiesordiente. Ma Babsi Jones non si limita, non si ferma.

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Febbraio 17, 2008

Avete pagato caro, non avete pagato tutto

di Tommaso De Lorenzis, Valerio Guizzardi, Massimiliano Mitaparcolambro.jpg

Pubblichiamo un estratto da Avete pagato caro non avete pagato tutto. La rivista «Rosso» (1973-1979) (DeriveApprodi, pp. 108+DVD-ROM, 18 euro), che ripercorre la storia di una delle più sperimentali e innovative riviste dell'Autonomia operaia.

Il 7 dicembre del ’76, giorno di sant’Ambrogio, a Milano fa freddo. La colonnina di mercurio è inchiodata sullo zero. Gelo e nebbia. Tempo da lupi. Tempaccio buono per paltò e pellicce. Ma anche per tolette e smoking. Alla Scala, infatti, è fissato l’Otello di Verdi, che apre la stagione lirica e di balletto. È l’immancabile appuntamento dell’alta borghesia meneghina: la celebre “prima”, divenuta leggenda rossa dal giorno in cui Mario Capanna organizzò la contestazione del movimento studentesco ai signori di Milano. Correva l’anno 1968.

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Febbraio 15, 2008

SESSION 9

session9.jpgdi Danilo Arona

Pare quasi un esperimento di scrittura automatica di gruppo. Un puzzle intarsiato di idee individuali, concepite in solitudine che, quando raggiungono la collettiva Infosfera, si dispongono ognuna per suo conto al servizio di una visione che le racchiude e se ne fa specchio.
Complicato? Nel dominio della luce oscura non esistono complicazioni. Bensì i paradossi, gli ossimori, le convinzioni che non si osano confessare. Una di queste recita, come in un racconto di Lovecraft, che diversi e disomogenei scrittori nel mondo (che all'inizio della loro insania letteraria non si conoscono ma forse riusciranno a incontrarsi, o quantomeno a collidere) possano iniziare a un certo punto a pensare, o a sognare, le identiche cose. Trame, contenuti, soluzioni finali. A volte persino lo stesso numero.

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Febbraio 14, 2008

Alina Marazzi: VOGLIAMO ANCHE LE ROSE


TUTTE LE ROSE DEL MONDO
di Giuseppe Genna

Vogliamo anche le rose, il film documentario di Alina Marazzi, va visto oggi: oggi che le conquiste di civiltà e di buonsenso vengono messe a repentaglio da un'idea astratta e catechistica e confessionale e spettacolare della vita, che poi va a ridursi ad alienazione, secondo i dettami di coloro che ritengono di tutelare proprio la vita. Nascere grazie a Ferrara, per vedere, con sindrome trisomica, lo stesso Ferrara: ecco una delle cattive tautologie che ci stanno propinando.

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Febbraio 12, 2008

Piccolo grande (Zio) Sam: IL GRANDE UNO ROSSO

unorosso.jpgdi Massimo Gardella

"Il grande Uno Rosso" è la Prima Divisione di Fanteria degli Stati Uniti, la spina dorsale delle truppe d’assalto americane. L’autore, Sam Fuller, ne ha fatto parte durante la Seconda guerra mondiale ricevendo due medaglie al valore (una nello sbarco in Sicilia e un’altra nel D-Day a Omaha Beach, Normandia). Ma Fuller prima di essere uno scrittore era un regista considerato scomodo dall’intellighenzia di Hollywood per le sue idee anarchiche, per il suo cinema controverso. Celebrato da Scorsese e in questi ultimi anni al centro di una riscoperta critica tardiva ma meritata, l’esperienza autobiografica di Fuller come soldato fu da lui stesso portata sugli schermi nel 1980 con un film dallo stesso titolo. Il soggetto del film fu tratto dall’omonimo libro, che finalmente ha trovato una collocazione nelle librerie italiane, che precendentemente l'avevano clamorosamente snobbato. Ora, con la splendida locandina originale, frecciabr.gif Il grande Uno Rosso è stato pubblicato dall'editore romano Elliot (€ 22,00, pagg. 571), e consigliamo vivamente di non lasciarvelo scappare.

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Angese, 1952-2008, in memoriam

ruspa.jpg


Continua per leggere il pezzo in memoriam di Jacopo Fo...

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TU SEI LEI: otto scrittrici italiane

tuseileicover.jpgdi Giuseppe Genna

[Pubblico la prefazione all'antologia Tu sei lei, il "Best Off 2008" di minimum fax (€ 11.50), che ho curato. Il libro presenta otto scrittrici italiane contemporanee, che pubblicano racconti, micropièce teatrali, testimonianze di work in progress da romanzi-poema. L'atto, tuttavia è letterario in quanto politico. Per questo motivo mi sembra opportuno darne testimonianza qui. gg]

Io sono loro
In un periodo di emergenze – individuali e collettive, sociali e psichiche, ambientali in una senso catastrofico – ciò che è politico si restringe alla risposta all’emergenza. Ecco perché questa antologia, che raccoglie testi di otto scrittrici italiane contemporanee, è automaticamente un libro politico.
Lo è, anzitutto, perché è devastante ciò che siamo costretti a nominare, ad altezza 2008, “questione femminile”: ancora una volta, dopo tutte le conquiste ottenute dai movimenti di emancipazione, da donne e uomini che ci hanno preceduto, e dopo l’esplosione di studi appositi caduti sotto l’etichetta sbagliata “genderismo”, ancora una volta ci troviamo a fronteggiare una “questione femminile”. La colpa è di chi non ha saputo comprendere a quali conseguenze andavano incontro sismi sociali come quelli fortunamente imposti dai movimenti di liberazione e non ha vigilato su tali dinamiche conseguenze, non essendo capace di vedere che, nonostante le apparenze, un’immensa discriminazione e un’incontenibile violenza colpiva ragazze e donne: i colpevoli sono dunque ben individuabili – siamo noi. Noi chi?

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Febbraio 10, 2008

Dell'arte di compilare liste di proscrizione come preludio al fascismo del terzo millennio

di Girolamo De Michelesfondomorte2.jpg

La comparsa di una lista nera di docenti universitari di presunta appartenenza alla comunità israelitica è apparentemente, nella sua scarna dimensione cronachistica - un blog, peraltro rapidamente oscurato, pubblica la lista condendola di insulti razzistici - una notizia di scarsa rilevanza. Passata l'emozione del momento, è anzi possibile che la notizia venga ribaltata in un'accusa all'isteria di quanti in queste ore stanno prendendo posizione, giustamente, contro questo atto odiosamente razzistico.

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Liberarsi della mentalità del ghetto

fugadeiculi.gifdi Wu Ming 1
[Anteprima da Giap n.20, 8a serie - 11 febbraio 2008]

L'Italia è un ghetto, gated community, galera della mente. Negli sguardi il mondo è assente. Provincialismo, campanilismo, familismo, visioni sempre più anguste. Le lingue inciampano sugli idiomi forestieri, i media ufficiali alzano muri, presidiano i confini, fanno entrare in prevalenza fesserie, propaganda, mode effimere e gossip. Dentro, poi, è una nube perenne di gas, "l'onorevole ha dichiarato... il senatore ha detto... la coalizione... le riforme...". Non-eventi, commenti sui commenti, dibattiti dementi.
La Rete permette di comunicare col mondo, ma nessuno insegna a usarla al meglio, in modo conscio e responsabile, e anche lì si formano ghetti, énclaves, circuiti di celle di clausura in cui s'amplifica il provincialismo.


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Febbraio 09, 2008

Una volta c'era... 4/4. Una lettera-commento

di Tiziano Scarpa

SilviaMenuzzi5.jpg[Il saggio travestito da racconto di Lucio Angelini è stato pubblicato in tre puntate, qui, qui e qui. E' stata anche l'occasione per fare conoscere l'opera di una bravissima artista, Silvia Menuzzi. Come preannunciato, la quarta parte è un commento di Tiziano Scarpa - un caro amico, che colgo l'occasione per salutare.] (V.E.)

Caro Lucio,

ho letto la tua fiaba per adulti Una volta c’era. È molto bella,
complimenti, soprattutto la parte dalla comparsa del lupo in poi. Il dialogo tra il principino e il lupo è divertente perché c’è una situazione di dissimmetria, di sbilanciamento di potere fra i due dialoganti. È un dialogo sadico. Ricorda moltissimo (non nel senso del plagio, ma della sintonia) proprio De Sade, i dialoghi fra i persecutori di Justine e la fanciulla sventurata. Un lupo che si appresta a mangiare il principino e gli spiega perché lo fa e perché è giusto farlo. In più, per il regime stesso della tua fiaba, raggiunge il vertice e il nec plus ultra del disincanto analitico con quel “NON BISOGNEREBBE ASSOLUTAMENTE MAI SPIEGARE A UN BAMBINO I SIGNIFICATI DI UNA FIABA”, che giustamente tu scrivi a lettere capitali.

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Febbraio 07, 2008

Scrivere di guerra è narrare l'esistenza

di Girolamo De Michelemodine_full.jpg

a proposito di:
William Langewiesche, Regole d'ingaggio, Milano, Adelphi, 2007
Babsi Jones, Sappiano di sangue le mie parole, Milano, Rizzoli, 2007
Michael Herr, Dispacci, Padova, Alet, 2005

Un anno dopo la morte di Kubrick, Michael Ciment ricordava come il regista di Full Metal Jacket avesse fatto della guerra il soggetto di quasi tutti i suoi film: «Ogni genere gli ha sempre fornito il pretesto per illustrare una guerra: la guerra di coppia, la guerra del robot e del computer contro l'uomo, la guerra di classe». Narrare la guerra, per immagini o parole, è anche un modo per descrivere le relazioni umane, o quantomeno gli aspetti conflittuali di queste relazioni, senza passare dall’anticamera della psicologia: il discorso sulla guerra è allegoria della condizione umana. Due libri “di guerra”, usciti sul finire del 2007, possono aiutarci a penetrare i meccanismi di questa allegorizzazione.

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The Mask of Saint Just

di Franco Pezzini

IngridPitt.jpgA distanza di quasi vent’anni dall’avvio di quei Novanta che hanno visto un forte rinnovamento del fantastico e un revival del gotico, sembra una banalità sottolineare il peso assunto nell’immaginario collettivo dalla figura del vampiro. Certo è possibile che il successo della maschera conosca flessioni, forse persino imminenti: a livello cinematografico, per esempio, le fasi di crescita e apogeo del tema – gli anni Trenta/Quaranta e poi Sessanta/Settanta – sono state seguite da periodi di silenzio, quegli anni Cinquanta (fino al ’58) e Ottanta in cui troviamo le produzioni diradarsi in pochi titoli minori. Non stupirebbe dunque se l’età gothica iniziata coi Novanta e giunta ormai a muovere interi settori del mercato – quello, per esempio, vampiresco-adolescenziale alla Stephenie Meyer – dovesse presto vedere una fase di crisi e ripensamenti.

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Febbraio 06, 2008

SCHEGGE TAGLIENTI 3

di Alessandra Daniele

GovernoDelNano.jpgIL PASTO NANO

25 Aprile 2008 - Nella composizione del suo III governo, Silvio Berlusconi ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale: meno politici di professione, e più spazio alle competenze provenienti dalla società civile. Ecco la lista:
Presidente del Consiglio - Silvio Berlusconi
Ministero degli Interni - Gianni de Gennaro
Ministero degli Esteri - Magdi Allam
Ministero dell'Economia - Fedele Confalonieri
Ministero della Giustizia -Totò Cuffaro
Ministero alle Infrastrutture - Francesco Gaetano Caltagirone
Ministero della Difesa - Generale Roberto Speciale

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Febbraio 05, 2008

DISCESE ESTREME - Capitolo IX

di Enzo Fileno Carabba

TerreDesolate.jpgD'ora in avanti, i capitoli del romanzo di Enzo Fileno Carabba saranno illustrati da Liza Schiavi, artista di straordinaria bravura. (V.E.)

9. TERRE DESOLATE

Mentre uscivo dall'infanzia andai a vedere il film Lo squalo, di Spielberg, e appena finito il film, in Piazza della Repubblica, fui colto da morbillo. Mia cugina disse che mi era venuto il morbillo dalla paura.
Ma non credo.
Una cosa importante del film è che i fondali in cui si muove lo squalo sono di notevole squallore. Un altro regista avrebbe colto l'occasione per mostrare fondali tetri ma spettacolari. Mentre i paesaggi in cui nuota il pescione protagonista ti fanno veramente cascare le braccia, da quanto sono piatti, fangosi, quasi lagunari (quello è uno squalo che viene da Venezia). E sappiamo cosa accade quando ti cadono le braccia, se c'è in giro uno squalo come quello: irreale, ma non per questo meno affamato.

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Roma, periferia: usi del conflitto

periferiaroma.jpgdi Christian Raimo

Per esempio oggi sono a San Cleto. È domenica. C’è uno dei primi soli che dicono che già a febbraio è piena primavera. Passo ore a girare per le strade vuote, a spiare tra i balconi, a chiedere informazioni ai polacchi, a chiacchierare con il parroco, a veder sfilare i poveri – uomini imponenti in tuta che si accomodano un’espressione da bambini in faccia che sia credibile prima di rivolgersi allo sportello della Caritas, ci torno lunedì, mercoledì, altre volte, il sabato successivo, la mattina, il primo pomeriggio, a ora di pranzo, mi fermo a mangiare sempre dalla pizzeria casertana, ascolto lei la pizzaiola che si lamenta della crisi, la merciaia che si lamenta della crisi, i clienti che entrano che si lamentano della crisi, citofono al mio amico Giuseppe, mi impiccio tra i negozi, faccio domande ovvie, assaggio il caffè nei vari bar con la barista che mi dice qual è secondo lei la differenza tra qui e San Basilio (“Se sei di San Cleto, entri e mi dici buongiorno, se sei di San Basilio entri e mi dici Aho! Me fai ‘n caffè!, e io, guarda, ci sono nata e cresciuta a San Basilio…”), mi chiedo, le chiedo se è vero che il migliore caffè viene fuori verso le nove nove e mezzo quando la macchina si è scaldata ben bene dopo quattr’ore di attività, e alla fine dopo una settimana mi sento – come al solito – quasi empatico, a casa.

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Febbraio 04, 2008

La luce ingenua

di Mauro Gervasini

IntoTheWild.jpgEra in cerca di una storia esemplare, Sean Penn, che riuscisse a coniugare il proprio vitalismo politico e la propria visione del cinema, che è clinteastwoodiana per definizione, quindi una via di mezzo tra l'essenzialità di Don Siegel e la vena lirico-umanista di John Ford. Il best seller di Jan Krakauer Nelle terre estreme (edito in Italia da Corbaccio) era la sintesi ideale. Prima di tutto per la storia “di viaggio”, da sempre motivo di ispirazione del cinema e della letteratura americani. Poi per la figura del protagonista, Chris McCandless, un ragazzo che uscito dal college si lasciò alle spalle famiglia e beni materiali per attraversare con mezzi di fortuna gli Stati Uniti e poi finire la propria odissea tra le nevi dell'Alaska.

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Febbraio 03, 2008

Blitris: La filosofia del Dr. House

di Girolamo De Micheleblitris.jpg

Blitris, La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo, Ponte alle Grazie, 2007, 206 pp., 12 euro

in appendice: una selezione di videoclip su Gregory House

La presenza di un discreto numero di medical-fiction è uno dei tratti caratteristici della programmazione televisiva dell’ultimo decennio. Sulla strada aperta da E.R. (serie non a caso ideata da Michael Crichton, medico prima che regista e romanziere), i palinsesti americani ed italiani si sono via via riempiti di serie ambientate in ospedali o centri medici, i cui protagonisti sono quasi esclusivamente operatori medici. La novità, rispetto a fiction del passato, sta nella centralità narrativa di quello che in precedenza era sfondo o contesto: il fatto medico fa ruotare attorno a sé ogni altro aspetto esistenziale, e riconnette al proprio interno il senso dei frammenti di vita che agiscono al pronto soccorso di Chicago piuttosto che all’obitorio di Boston o all’ospedale di Seattle.

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Philip K. Dick a Bologna

con un dotto saggio di Francesco De Collibus

CoffuraniaMini.jpg[Curato dal Laboratorio del precariato metropolitano Crash di Bologna, il centro sociale occupato che il sindaco Sergio Cofferati ha chiuso una volta e minaccia di chiudere una seconda, è uscita una curiosa antologia di inediti di Philip K. Dick, con prefazione dello stesso Cofferati. C'è chi ha sollevato seri dubbi sull'autenticità dell'antologia, e ha detto che autori dei racconti sarebbero, in realtà, coloro che si firmano come traduttori: Daniele Barbieri, Alessandro Calvi, Alessandra Daniele, Giovanni Di Iacovo, Giovanni De Matteo e Fernando Fazzari, Valerio Evangelisti, Valerio Farinelli, John Grady, Gigi Greco, Emanuele Manco, Luca Masali, Alberto Sarcinelli, Alessandro Villari, Luca Volpino. Si è dubitato persino che il prefatore sia davvero Cofferati. Per fortuna, un saggio documentatissimo del Ch.mo Prof. Francesco De Collibus è intervenuto a certificare la bontà di Scorrete, lacrime, disse lo sceriffo. In appendice, alcune istruzioni su come procurarsi il libro, edito dallo stesso Crash.] (V.E.)

UNA SCENEGGIATURA INEDITA DI UBIK PER IL PICCOLO SCHERMO. LA SCOPERTA DICKIANA DEL SECOLO
Chiar.mo Professor Francesco Maria De Collibus (1)

Gli studi dickiani da sempre hanno costituito una delle direttrici principali della mia trentennale attività di ricerca scientifica (2).

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Febbraio 02, 2008

Una volta c'era... 3/4

di Lucio Angelini

SilviaMenuzzi4.jpgAccucciatosi a terra, il principe prese ad aspettare l’apparizione di qualche animale salvatore che lo aiutasse a uscire dal bosco senza ulteriori perdite di tempo. Nell’attesa, optò per una meditazione zen.
“Anche noi bambini”, prese a dirsi, “sappiamo essere un po’ filosofi, a volte, nel senso che anche noi bambini cerchiamo delle risposte sensate da dare agli eterni interrogativi dell’uomo (‘Chi sono? Come devo comportarmi di fronte ai problemi della vita? Cosa devo diventare? Da dove sono venuto? Come si è formato il mondo? Chi ha creato l'uomo e tutti gli animali? Qual è il fine della vita?’).”
Fu a quel punto che una specie di frullo lo fece sobbalzare.

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Febbraio 01, 2008

Il catalogo non è questo: l'invisibile violenza

Sei pronto a mckinseyizzarti?di Giuseppe Genna

Incominciamo con il richiamare un dato, rivelato dagli autori stessi: i Wu Ming, nel 2007, hanno venduto un terzo di tutti i libri venduti da quando hanno iniziato a pubblicare. Questa "operazione trasparenza" ha motivazioni che, al solito, non hanno nulla di narcisistico, poiché la stessa politica e poetica del collettivo costringe a un enorme lavoro di eliminazione delle tracce narcisistiche. Se si legge l'articolo di Wu Ming sulle proprie vendite, ci si renderà conto che entrano in gioco considerazioni che si fanno politiche e che sono tali anzitutto perché, oggi, il politico è una modalità di assenso, variazione, sovvertimento o negazione del rapporto con il cosiddetto mercato, e di definizione di cosa sia infine il mercato: il mercato sono persone. Ciò detto, vorrei appuntare l'attenzione su un fatto grave che l'industria culturale sta sottacendo, praticando uno sterminio mnemonico in nome proprio di un'errata concezione del mercato: è la distruzione dei cataloghi, è lo sfoltimento dei tascabili. Qui è in gioco una battaglia politica che coincide con quella letteraria e a nome dei redattori di Carmilla tutti, che credo condividano l'analisi che sto per fare, viene qui annunciata la strategia che ci vedrà partecipi, in quanto autori, di questa lotta.

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