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Febbraio 29, 2008Hadot: la filosofia come esercizio spirituale e bene comune
«Una filosofia che non si traduce in maniera di vivere diventa un astratto edificio concettuale privo di qualsiasi rapporto con la vita e con l'esperienza umana». Pierre Hadot, uno dei più grandi esperti di filosofia antica, riprende con vigore e passione un tema che l'ha accompagnato nel corso della sua lunga carriera di studioso. A quasi ottantasei anni — coronati da un successo internazionale, da numerosi premi e dal suo insegnamento al Collège de France — Hadot non rinuncia a considerare inseparabili il discorso filosofico e la vita: «Nella filosofia antica si percepisce con chiarezza il fatto che il vero filosofo non è solo colui che parla ma anche colui che agisce. Il discorso filosofico (che si tiene nelle scuole attraverso l'insegnamento) e la vita filosofica (la maniera che maestro e discepolo hanno di comportarsi come cittadini nella loro comunità) costituiscono due poli che debbono interferire tra loro. Quando ciò non avviene è facile capire le critiche di chi sostiene che purtroppo "noi abbiamo professori di filosofia e non filosofi" (Henry David Thoreau) o di chi dice che spesso "la filosofia non si trova nelle classi dove si insegna filosofia" (Charles Péguy)».
Febbraio 26, 2008Sulla necessità del romanzo storico per la vita della mentedi Girolamo De Michele a proposito di: Alan D. Altieri, Magdeburg – Il demone, Corbaccio, 2007, 660 pp., 19.60 euro; Sergio Valzania, Wallenstein. La tragedia di un generale nella guerra dei Trent’anni, Mondadori, 2007, 256 pp., 18 euro Partiamo da una necessaria premessa: non esiste in questo momento in Italia una tendenza o una moda editoriale, più o meno indotta da un fantomatico turbomarketing, al romanzo storico. Con buona pace di chi fino a ieri abbaiava al “realismo thrilleristico” ed oggi crede di veder sorgere un'altra luna contro cui ululare, nel paese di Manzoni, De Roberto e Cuoco romanzi storici se ne sono sempre scritti: è nel DNA della nostra narrativa. Né esiste una tendenza al romanzo storico unico, o “d’eccellenza”: ci sono buoni e cattivi romanzi storici, tra i molti che ogni anno vengono pubblicati.
Gauss: I MANGIACANI DI SVINIAdi Alberto Prunetti
I mangiacani di Svinia è un bel reportage narrativo frutto della penna e della curiosità di Karl-Markus Gauss, scrittore e viaggiatore austriaco che ha passato almeno quattro mesi, in diversi anni, peregrinando tra gli slum dell’Europa dell’Est (principalmente Romania e Slovacchia). Ho letto il libro di Gauss e mi è piaciuto. Sono anche andato a una presentazione de I Mangiacani di Svinia con l’autore, e quella sensazione positiva è stata confermata.
Dai SELECTED POEMS di Michael Ondaatje
Philip Michael Ondaatje è nato a Colombo, nello Sri Lanka, nel 1947, da una famiglia di origini olandesi. Ha studiato in Inghilterra e si è trasferito in Canada, per laurearsi all’Università di Toronto, dove attualmente risiede. Insegna letteratura inglese alla New York University.
Febbraio 24, 2008Intervista a Jaume Cabrédi Giulia Gadaleta
Catalogna. Pirenei. Tra Sort e Torena. All’inizio c’è un sconosciuto che si intromette in una casa e cancella tutti i file che con le iniziali OF dal computer degli ignari padroni di casa. Sotto lo sguardo vigile ma impotente di Juri Andreevic, il gatto di casa. Ma che Juri è un gatto lo scoprirete alla fine quando il cerchio si chiude e il romanzo finisce dove era iniziato.
Febbraio 23, 2008UNITED WE STAND: la prima graphic net novel italiana[Simone Sarasso e Daniele Rudoni lanciano l'interessantissimo progetto UNITED WE STAND. Se l'iper-portale Manituana ha fatto scuola e se a qualcosa è servito l'esperimento personale condotto con Medium, è possibile considerare UWS come l'immediata espansione di una narrazione che si appropria di retoriche multiple e scavalca l'intermediazione editoriale, non escludendola a priori. Invitiamo dunque a seguire gli sviluppi di questo progetto sul sito ufficiale unitedwestand.it, dal quale desumiamo il trailer e, di seguito, le linee essenziali che descrivono questa esaltante operazione. gg]
Febbraio 22, 2008Robert McCammon, nelle vene dell'America
1) Com'è noto, il New England è quella regione degli Stati Uniti situata nella parte nordorientale del paese dove i Padri Pellegrini provenienti dall'Inghilterra approdarono nel 1620 fondando la prima grande comunità puritana del Nuovo Mondo. La regione, confinante con l'Atlantico, comprende gli stati del Maine, New Hampshire, Massachussets, Vermont, Connecticut e Rhode Island. E già, dopo queste poche righe, l'abituale consumatore di horror americano avrebbe di che "sentirsi a casa": il Maine di King, il Nathaniel Hawthorne e l'Edgar Poe del Massachussets, il Lovecraft del Rhode Island... Ma, dopo avere scomodato i classici, ecco che Lincoln Child è nato nel Connecticut, Christopher Golden ancora nel Massachussets, lo sconosciuto (da noi) F. Brett Cox viene dal Vermont, e persino Dan Brown - che con l'horror non ci azzecca, ma trasuda gotico - ha visto i natali nel New Hampshire.
Febbraio 21, 2008DISCESE ESTREME - Capitolo X
10. L'onda chiara In un punto imprecisato della Francia mia madre dice: "Potrai tornare qua quando vorrai. Hai tutta la vita davanti a te" e partiamo. Io ho nove dieci anni, mettiamo, i miei sono molto giovani. Mi portano spesso nei loro viaggi in macchina, viaggi avventurosi, e quando le cose scorrono fuori dal finestrino il mondo mi sembra un luogo incredibilmente profondo. Andiamo per deserti, montagne, promontori marini, attraversiamo fiumiciattoli, sempre con una Volkswagen cabriolet rossa, abbastanza ammaccata, che non sembrerebbe adatta per questo genere di impresa. Nelle terre remote, quando le tappe sono lunghe, il pranzo è a base di biscotti, e la macchina non si ferma, non c'è tempo di fermarsi. Penso che anche il Dio del mondo mangi biscotti al cioccolato, mentre guarda e crea le cose dal suo finestrino. Non ha il tempo di fermarsi. Miracolosamente, però, è del tutto rilassato.
Febbraio 20, 2008Parazzoli: ADESSO VIENE LA NOTTENel Vangelo secondo Giovanni, poco prima di donare la vista al cieco nato, Gesù pronuncia una sentenza indecifrabile e allusiva. Le opere del Padre, afferma, devono compiersi alla luce del giorno perché poi venit nox, viene la notte, e al sopraggiungere delle tenebre nessuno può più operare, neppure colui che pure si proclama «luce del mondo». Il Paolo VI che Ferruccio Parazzoli elegge a protagonista del suo
Febbraio 19, 2008L.R. Carrino: ACQUA STORTA
Storia d’amore e di camorra, questo piccolo libro di L. R. Carrino. Poco più di cento pagine che scorrono veloci tra baci, abbracci, appuntamenti segreti e spietate esecuzioni nei vicoli, tra le mura del carcere minorile di Nisida, sugli scogli di Mergellina. Lo scenario è quello che Roberto Saviano ha messo perfettamente a fuoco nel suo Gomorra, la colonna sonora la forniscono i neomelodici partenopei Ida Rendano e Maria Nazionale (ma l’io narrante preferisce Carmelo Zappulla, Nino D’Angelo, Luciano Caldore).
Febbraio 18, 2008Dal Kosovo all'universo: Babsi Jones (prima del commiato)[Questa intervista doveva essere pubblicata su "Stilos", quindicinale culturale a cura dell'eroico Gianni Bonina - che per motivi di ordine maggiore ha dovuto chiudere. Ci sembra opportuno, proprio in queste ore in cui il Kosovo proclama la più ridicola e tragica delle indipendenze e l'Unione Europea chiude grottescamente un cerchio sanguinoso aperto dai Novanta a spese del popolo serbo - ci sembra opportuno riportare le parole dell'autrice che, nel suo splendido Sappiano le mie parole di sangue (Rizzoli) ha vissuto la questione politica e civile di quella regione e ne sa più di chiunque altro in Italia e non solo in Italia. Ciò senza dimenticare che questo piano è soltanto uno tra i molti che il quasiromanzo di Babsi Jones offre] “C’è un punto oltre il quale il ritorno non è più possibile, e a quel punto bisogna arrivare; ora so che c’è un punto di devastazione oltre il quale non possiamo insozzare, frantumare, danneggiare più oltre”. Postulare Kafka, il suo pensiero letterario e la sua ricerca schizofrenica della realizzazione dell’assurdo, è già di per sé alquanto audace per una semiesordiente. Ma Babsi Jones non si limita, non si ferma.
Febbraio 17, 2008Avete pagato caro, non avete pagato tuttodi Tommaso De Lorenzis, Valerio Guizzardi, Massimiliano Mita Pubblichiamo un estratto da Avete pagato caro non avete pagato tutto. La rivista «Rosso» (1973-1979) (DeriveApprodi, pp. 108+DVD-ROM, 18 euro), che ripercorre la storia di una delle più sperimentali e innovative riviste dell'Autonomia operaia. Il 7 dicembre del ’76, giorno di sant’Ambrogio, a Milano fa freddo. La colonnina di mercurio è inchiodata sullo zero. Gelo e nebbia. Tempo da lupi. Tempaccio buono per paltò e pellicce. Ma anche per tolette e smoking. Alla Scala, infatti, è fissato l’Otello di Verdi, che apre la stagione lirica e di balletto. È l’immancabile appuntamento dell’alta borghesia meneghina: la celebre “prima”, divenuta leggenda rossa dal giorno in cui Mario Capanna organizzò la contestazione del movimento studentesco ai signori di Milano. Correva l’anno 1968.
Febbraio 15, 2008SESSION 9
Pare quasi un esperimento di scrittura automatica di gruppo. Un puzzle intarsiato di idee individuali, concepite in solitudine che, quando raggiungono la collettiva Infosfera, si dispongono ognuna per suo conto al servizio di una visione che le racchiude e se ne fa specchio.
Febbraio 14, 2008Alina Marazzi: VOGLIAMO ANCHE LE ROSE
Vogliamo anche le rose, il film documentario di Alina Marazzi, va visto oggi: oggi che le conquiste di civiltà e di buonsenso vengono messe a repentaglio da un'idea astratta e catechistica e confessionale e spettacolare della vita, che poi va a ridursi ad alienazione, secondo i dettami di coloro che ritengono di tutelare proprio la vita. Nascere grazie a Ferrara, per vedere, con sindrome trisomica, lo stesso Ferrara: ecco una delle cattive tautologie che ci stanno propinando.
Febbraio 12, 2008Piccolo grande (Zio) Sam: IL GRANDE UNO ROSSO"Il grande Uno Rosso" è la Prima Divisione di Fanteria degli Stati Uniti, la spina dorsale delle truppe d’assalto americane. L’autore, Sam Fuller, ne ha fatto parte durante la Seconda guerra mondiale ricevendo due medaglie al valore (una nello sbarco in Sicilia e un’altra nel D-Day a Omaha Beach, Normandia). Ma Fuller prima di essere uno scrittore era un regista considerato scomodo dall’intellighenzia di Hollywood per le sue idee anarchiche, per il suo cinema controverso. Celebrato da Scorsese e in questi ultimi anni al centro di una riscoperta critica tardiva ma meritata, l’esperienza autobiografica di Fuller come soldato fu da lui stesso portata sugli schermi nel 1980 con un film dallo stesso titolo. Il soggetto del film fu tratto dall’omonimo libro, che finalmente ha trovato una collocazione nelle librerie italiane, che precendentemente l'avevano clamorosamente snobbato. Ora, con la splendida locandina originale,
TU SEI LEI: otto scrittrici italiane[Pubblico la prefazione all'antologia Tu sei lei, il "Best Off 2008" di minimum fax (€ 11.50), che ho curato. Il libro presenta otto scrittrici italiane contemporanee, che pubblicano racconti, micropièce teatrali, testimonianze di work in progress da romanzi-poema. L'atto, tuttavia è letterario in quanto politico. Per questo motivo mi sembra opportuno darne testimonianza qui. gg] Io sono loro
Febbraio 10, 2008Dell'arte di compilare liste di proscrizione come preludio al fascismo del terzo millenniodi Girolamo De Michele La comparsa di una lista nera di docenti universitari di presunta appartenenza alla comunità israelitica è apparentemente, nella sua scarna dimensione cronachistica - un blog, peraltro rapidamente oscurato, pubblica la lista condendola di insulti razzistici - una notizia di scarsa rilevanza. Passata l'emozione del momento, è anzi possibile che la notizia venga ribaltata in un'accusa all'isteria di quanti in queste ore stanno prendendo posizione, giustamente, contro questo atto odiosamente razzistico.
Liberarsi della mentalità del ghetto
L'Italia è un ghetto, gated community, galera della mente. Negli sguardi il mondo è assente. Provincialismo, campanilismo, familismo, visioni sempre più anguste. Le lingue inciampano sugli idiomi forestieri, i media ufficiali alzano muri, presidiano i confini, fanno entrare in prevalenza fesserie, propaganda, mode effimere e gossip. Dentro, poi, è una nube perenne di gas, "l'onorevole ha dichiarato... il senatore ha detto... la coalizione... le riforme...". Non-eventi, commenti sui commenti, dibattiti dementi.
Febbraio 09, 2008Una volta c'era... 4/4. Una lettera-commentodi Tiziano Scarpa
Caro Lucio, ho letto la tua fiaba per adulti Una volta c’era. È molto bella,
Febbraio 07, 2008Scrivere di guerra è narrare l'esistenzadi Girolamo De Michele a proposito di: Un anno dopo la morte di Kubrick, Michael Ciment ricordava come il regista di Full Metal Jacket avesse fatto della guerra il soggetto di quasi tutti i suoi film: «Ogni genere gli ha sempre fornito il pretesto per illustrare una guerra: la guerra di coppia, la guerra del robot e del computer contro l'uomo, la guerra di classe». Narrare la guerra, per immagini o parole, è anche un modo per descrivere le relazioni umane, o quantomeno gli aspetti conflittuali di queste relazioni, senza passare dall’anticamera della psicologia: il discorso sulla guerra è allegoria della condizione umana. Due libri “di guerra”, usciti sul finire del 2007, possono aiutarci a penetrare i meccanismi di questa allegorizzazione.
The Mask of Saint Justdi Franco Pezzini
Febbraio 06, 2008SCHEGGE TAGLIENTI 3di Alessandra Daniele
25 Aprile 2008 - Nella composizione del suo III governo, Silvio Berlusconi ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale: meno politici di professione, e più spazio alle competenze provenienti dalla società civile. Ecco la lista:
Febbraio 05, 2008DISCESE ESTREME - Capitolo IXdi Enzo Fileno Carabba
9. TERRE DESOLATE Mentre uscivo dall'infanzia andai a vedere il film Lo squalo, di Spielberg, e appena finito il film, in Piazza della Repubblica, fui colto da morbillo. Mia cugina disse che mi era venuto il morbillo dalla paura.
Roma, periferia: usi del conflitto
Per esempio oggi sono a San Cleto. È domenica. C’è uno dei primi soli che dicono che già a febbraio è piena primavera. Passo ore a girare per le strade vuote, a spiare tra i balconi, a chiedere informazioni ai polacchi, a chiacchierare con il parroco, a veder sfilare i poveri – uomini imponenti in tuta che si accomodano un’espressione da bambini in faccia che sia credibile prima di rivolgersi allo sportello della Caritas, ci torno lunedì, mercoledì, altre volte, il sabato successivo, la mattina, il primo pomeriggio, a ora di pranzo, mi fermo a mangiare sempre dalla pizzeria casertana, ascolto lei la pizzaiola che si lamenta della crisi, la merciaia che si lamenta della crisi, i clienti che entrano che si lamentano della crisi, citofono al mio amico Giuseppe, mi impiccio tra i negozi, faccio domande ovvie, assaggio il caffè nei vari bar con la barista che mi dice qual è secondo lei la differenza tra qui e San Basilio (“Se sei di San Cleto, entri e mi dici buongiorno, se sei di San Basilio entri e mi dici Aho! Me fai ‘n caffè!, e io, guarda, ci sono nata e cresciuta a San Basilio…”), mi chiedo, le chiedo se è vero che il migliore caffè viene fuori verso le nove nove e mezzo quando la macchina si è scaldata ben bene dopo quattr’ore di attività, e alla fine dopo una settimana mi sento – come al solito – quasi empatico, a casa.
Febbraio 04, 2008La luce ingenuadi Mauro Gervasini
Febbraio 03, 2008Blitris: La filosofia del Dr. Housedi Girolamo De Michele Blitris, La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo, Ponte alle Grazie, 2007, 206 pp., 12 euro in appendice: una selezione di videoclip su Gregory House La presenza di un discreto numero di medical-fiction è uno dei tratti caratteristici della programmazione televisiva dell’ultimo decennio. Sulla strada aperta da E.R. (serie non a caso ideata da Michael Crichton, medico prima che regista e romanziere), i palinsesti americani ed italiani si sono via via riempiti di serie ambientate in ospedali o centri medici, i cui protagonisti sono quasi esclusivamente operatori medici. La novità, rispetto a fiction del passato, sta nella centralità narrativa di quello che in precedenza era sfondo o contesto: il fatto medico fa ruotare attorno a sé ogni altro aspetto esistenziale, e riconnette al proprio interno il senso dei frammenti di vita che agiscono al pronto soccorso di Chicago piuttosto che all’obitorio di Boston o all’ospedale di Seattle.
Philip K. Dick a Bolognacon un dotto saggio di Francesco De Collibus
UNA SCENEGGIATURA INEDITA DI UBIK PER IL PICCOLO SCHERMO. LA SCOPERTA DICKIANA DEL SECOLO Gli studi dickiani da sempre hanno costituito una delle direttrici principali della mia trentennale attività di ricerca scientifica (2).
Febbraio 02, 2008Una volta c'era... 3/4di Lucio Angelini
Febbraio 01, 2008Il catalogo non è questo: l'invisibile violenzaIncominciamo con il richiamare un dato,
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