di Alessandra Daniele
IL POLIPO DELLA LIBERTA'
E’ arrivato anche per me il momento dell’autocritica.
Non autocritica politica, quella la lascio ai salottieri e frollati dirigenti de La Sinistra – virgola – L’Arcobaleno, sperando che i militanti di base li caccino tutti a calci – virgola – nel culo.
La lascio agli illusi che si sono bevuti la balla del “voto utile”, facendo così del loro un voto utile a spazzare completamente via qualsiasi traccia residua di sinistra dal Parlamento italiano, come solo la dittatura fascista era riuscita a fare prima.
In questo Parlamento non c’è più un solo partito contrario al precariato, all’invasione dell'Afghanistan, alla castrante ingerenza vaticana, alla deriva xenofoba e securitaria.
“Si può fare” diceva Veltroni.
Adesso sapete a cosa si riferiva davvero.
Sento però di dover fare autocritica come sedicente scrittrice satirica.
In Schegge taglienti 3, prevedendo una scontata vittoria berlusconiana, avevo compilato una lista di possibili ministri, cercando di metterci tutto il sarcasmo e i toni grotteschi di cui sono capace.
Sono stata clamorosamente battuta.
In realtà il tentacolare Berlusconi Quater s’è rivelato un agglomerato ben oltre la mia più beffarda immaginazione.
Qualche esempio: per il Ministero dell'Economia io avevo pensato a Fedele Confalonieri, ma ha ragione il Cavaliere: Tremonti è molto più grottesco.
Alle Riforme avevo piazzato ovviamente un leghista: Mario Borghezio. Avrei potuto scegliere Bossi, ma mi sembrava umorismo macabro troppo becero.
Silvio IV° non ha avuto i miei scrupoli: Bossi alle Riforme. Questo sì che è sarcasmo spietato.
Per il Ministero degli Interni avevo evocato uno spettro del G8 di Genova: Gianni de Gennaro.
Berlusconi aveva saputo evocarne uno altrettanto creepy: Claudio Scajola.
Solo per aver dovuto cedere agli appetiti Legaioli, l’ha sostituito con Maroni (invece di Zone Rosse, ne avremo di Verdi?) ma Scajola è comunque ministro alle Attività Produttive. (Produttive di cosa?…)
A Ignazio La Russa avevo affidato un redivivo MinCulPop, Ministero della Cultura Popolare, ma è palese come alla Difesa possa fare molti più danni.
Inoltre, alla CulPop provvedono già da decenni le reti berlusconiane: MediaRaiset, nonché l’incubatrice privata di Giuliano Ferrara e della sua covata di embrioni, La7.
Quindi l’esilarante Sandro Bondi, l’agiografo personale del Cavaliere, al Ministero dei Beni Culturali non dovrà fare altro che sovrintendere alla costruzione dei suoi monumenti equestri.
Pur di non rinunciare al devastante potenziale comico di Roberto Calderoli, Silvio Quater gli ha poi addirittura inventato un nuovo Ministero apposta, quello della Delegificazione, cioè della Demolizione Legislativa. Dovrà disfare tutte le leggi che trova troppo complesse. Lui.
Dovrà acchiapparle e distruggerle, forse a capocciate. E’ una trovata degna dei Monty Pithon.
Di Mara Carfagna – il Popò della Libertà. – posso dire solo che il suo culo non è affatto la faccia più oscena di questo governo.
Infine, benché la berlusconiana Gelmini al Ministero dell’Istruzione sia solo omonima del Don Gelmini ipotizzato da me, nel casting del Flying Circus governativo mi dichiaro quindi comunque sconfitta dall’Impresario originale.
Non credo però che gli telefonerò per congratularmi.
Future flash news
Ennesimo incidente diplomatico per il governo Berlusconi. Stamattina, durante la visita a Roma del neo presidente USA Barack Obama, il ministro per la Demolizione Roberto Calderoli s’è rifiutato di stringergli la mano. Alla richiesta di fornire una spiegazione del suo gesto nei confronti di Obama, l’esponente della Lega ha risposto “l’è un negher”.
Berlusconi ha poi cercato di stemperare con una delle sue facezie ormai note in tutto il mondo: “Presidente abbia pazienza, have pazienz, – ha detto a Obama – al nostro porky piaceva la babbiona, he volovant Hillary, perché si sa, old chicken does good supper, gallina vecchia fa buon brodo!”. Notando l’espressione impietrita del neo presidente USA, Berlusconi si è poi offerto di riparare radendo completamente al suolo la città di Vicenza, per centuplicare le dimensioni dell’attigua base militare statunitense. Il presidente USA ha accettato l’offerta.


[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
La semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

Sono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...

