testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di T. Pulsinelli
superciukpulsinellimini.jpg[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...

new.gif
di V. Evangelisti
realismooniricomini.jpgSembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...

new.gif
Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...

new.gif
di G. Genna
bertante_aldiavulmini.jpgNell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...

new.gif
di Gioacchino Toni Jacques Le Goff, Nicolas Truong, Il corpo nel Medioevo, Editori Laterza, 2007, pp. XIV-188, € 8.50 Salvo...

new.gif
di Daniela Bandini Giorgio Bona, Chiedi alle nuvole chi sono, ed. Besa, 2008, pp. 160, € 13,00. Se è vero...

new.gif
di Carlo Loiodice In un appello per Chiaiano, firmato fra gli altri da Valerio Evangelisti e da Wu Ming, si...

new.gif
di Carlo Loiodice Avrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile...

new.gif
di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...

new.gif
di N. Ordine
hadotmini.jpg"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."

new.gif
di G. Gadaleta
jaumecabremini.jpgIl clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.

new.gif
di G. Bavagnoli
bushkosovomini.jpgLe 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...

new.gif
di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di DISCESE ESTREME 16. La...

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Sindacato e Direzione ci vogliono così, segmentati in minuscole unità di produzione che non si riconoscono corpo unico. Pulviscolo fastidioso che non si fa materia solida.

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpgPensavo fosse colpa delle sostanze da taglio, oggi ho dubbi e non saprei datare l’inizio dei disturbi. Per non avere problemi di dipendenza assumo eroina solo per tre giorni, al centro della settimana operaia.

new.gif
di Chiara Vozza Lui ha estratto il caricatore. Lei si irrigidisce – muscoli della mascella contratti, la lingua ritratta preme...

new.gif
di Massimo Maugeri [Massimo Maugeri, autore di un romanzo molto bello e molto sconcertante per la sua insolita attenzione al...

new.gif
di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...

new.gif
di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

new.gif
di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

new.gif
di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...

new.gif
di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

new.gif
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...

new.gif
telese.jpg"Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]

new.gif
di Valerio Evangelisti [Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio...

new.gif
di G. Genna
officinaitalia2mini.gifDa mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.

new.gif
di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   New Italian Epic   frecciabr.gif    Scardinare il postmoderno: etica e metastoria nel New Italian Epic

Scardinare il postmoderno: etica e metastoria nel New Italian Epic

di Claudia Boscolo*

L'importante saggio di Wu Ming 1 New Italian Epic traccia un confine fra gli autori appartenenti all'area postmoderna da un lato, e gli UNO (Unidentified Narrative Objects) dall'altro. Le tirature di UNO come Gomorra di Roberto Saviano e del romanzo Manituana dei Wu Ming forniscono un dato molto chiaro riguardo il gusto del pubblico, e la presa che il senso epico di queste ampie narrazioni esercita sul lettore contemporaneo. Come sottolinea giustamente WM1, la cesura storica si identifica in due eventi drammatici che hanno aperto il secolo, i fatti di Genova da una prospettiva italiana, e il 9/11 in un contesto internazionale. Ma la riflessione stilistica dei Wu Ming sui contenuti e sui modi della narrazione si è articolata negli ultimi anni attraverso percorsi paralleli, apparente scollegati, che alla fine hanno trovato una cifra comune nella denominazione di New Italian Epic. Nessun altro termine potrebbe prestarsi meglio a raccogliere oggetti narrativi di varia natura, ma uniti almeno da un elemento comune: il senso epico che emanano.

Con Manituana si è verificata una svolta nel riutilizzo dell'epica nella letteratura italiana contemporanea. Uno dei massimi generi nostrani ha finalmente ritrovato una collocazione specifica. Nell'affrontare un'analisi del romanzo, è possibile ora di fatto inserirsi nel quadro di una discussione sulla narrativa metastorica, affrontata ottimamente da Amy J. Elias in Sublime Desire [1] con riferimento alla narrativa contemporanea americana. Elias prende in esame Don DeLillo (Libra, Underworld), Thomas Pynchon (Mason & Dixon), John Maxwell Cotzee (Foe), Madison Smartt Bell (All Soul's Rising). Il saggio fornisce un'interpretazione che si differenzia dalla definizione fornita da Linda Hutcheon di "historiograhic metafiction" [2], che accentuava l'elemento della metanarrativa, e inquadrava il genere come una delle derive del postmoderno. La Elias distacca nettamente la narrativa metastorica dal postmoderno, e la pone piuttosto in un contesto culturale nel quale le valenze etiche si fanno fortemente presenti.
Dei punti elencati da WM1, sono veramente connotanti il NIE la diversa tonalità emotiva rispetto al postmoderno, "una presa di posizione e un'assunzione di responsabilità che le traghetta oltre la playfulness obbligatoria del passato recente" e la dichiarazione di "rinnovata fiducia nella parola" [3], che implica necessariamente la fusione di etica e stile [4].
La dinamica creativa che ha generato Manituana, gli elementi stilistici e linguistici che lo caratterizzano, e la vis epica che veicola suggeriscono un raffronto argomentato con la tradizione epica italiana, che, come spero, aiuterà a chiarire la scelta di WM1 del termine di NIE contro quello più in uso di narrativa metastorica.

Innanzitutto, l'etichetta di "narrativa” sta forse stretta ad un'opera come questa. È vero che racconta una storia, che intrattiene, che ha una coerenza narrativa interna, e molto altro; ciò nonostante, come si è parlato spesso e impropriamente di romanzo storico per Q, inglobare Manituana nel corpus della narrativa metastorica (e quindi difendere implicitamente le valenze etiche che contiene) significa tuttavia evitare di operare una distinzione fra il contesto sociale italiano nel quale il romanzo è venuto alla luce, e quello più globale nel quale si inserisce appunto la metahistorical fiction.
Il NIE veicola una necessità contingente, mentre la narrativa metastorica dà forma a una presa di posizione ideologica dettata un desiderio (come spiega bene Elias). Il nocciolo della questione è che il metastorico non ha il carattere di urgenza che ha il NIE.

dante3.jpgQuando si parla di epica italiana, tradizionalmente ci si riferisce a qualcosa di molto specifico, cioè a un genere che trasmette istanze fortemente politiche, etiche e di rappresentanza delle categorie normalmente sottorappresentate (i saraceni, le donne, i mercanti). L'epica italiana ha una storia lunga, sfaccettata, che attraversa varie epoche, ma ciò che mantiene immutato attraverso i secoli è la sua versatilità, anche nelle sue manifestazioni più alte. Questa storia ha inizio da una affermazione di Dante, arma vero nullum latium adhuc invenio poetasse ("non ho ancora trovato nessuno che abbia scritto epica in italiano"). Da lì, ci provarono un po' tutti. Tuttavia, la grande stagione dell'epica italiana inizia in un contesto molto preciso, con l'elaborazione di personaggi italiani che finalmente rappresentavano le caratteristiche e il gusto nazionali. Dice WM1 parlando del NIE: "L'eroe epico, quando c'è, non è al centro di tutto ma influisce sull'azione in modo sghembo. Quando non c'è, la sua funzione viene svolta dalla moltitudine, da cose e luoghi, dal tempo stesso" [5]. Si potrebbero trovare molti esempi di questo nell'epica italiana, ma basti qui osservare che la funzione dell'eroe epico è principalmente quella di incarnare una causa. Quando Orlando abbandona il campo di Carlo Magno, o si distrae, o impazzisce, insomma non c'è, il suo spirito resta, la moltitudine, o chi c'è, porta avanti quello che lui rappresenta. In ultima analisi, è un'icona, un mito, un veicolo per un'ideologia precisa. Questo è lo spirito epico.

Ma un ruolo importante nella genesi dell'epica italiana lo svolse anche la ricerca di un intrattenimento popolare che offrisse l'occasione di intervenire sulle narrazioni dal basso. Narratori popolari di mestiere diedero vita ad un corpus vivace, passato poi nelle mani di autori più esperti. Il minimo comune denominatore di queste narrazioni è il conflitto, rappresentato variamente a seconda degli autori, dei contesti di produzione, del secolo, ma che riporta sempre allo stesso sistema politico accentratore che fu la Signoria. La domanda che si poneva Dante non poteva tenere conto del fatto che la nostra letteratura nazionale vide la luce in periodo comunale, cioè in un'epoca di reazione immediata e spesso violenta a qualsiasi imposizione di autorità, e per quanto a Verona potesse avere avuto un assaggio di transizione verso l'accentramento del potere, Dante non soffrì mai di privazione della libertà di espressione, come dimostrano certi passaggi molto disinvolti della sua opera poetica. È quando la libertà di espressione viene limitata dal "patronage", cioè quando si impongono, mutatis mutandis, modalità comunicative simili a quelle che si stanno verificando oggi, che l'epica diventa un genere letterario gravido di potenzialità espressive. L'epica italiana ha accolto nei secoli diverse esigenze estetiche e contenutistiche, spesso si è fatta contenitore di questioni di etica sociale, di responsabilità, di scelte. In altre parole, è stata in passato, e continua evidentemente ad essere, il genere politico per antonomasia.
Questa variante italiana della narrativa metastorica con cui ci confrontiamo oggi, quindi, riporta in auge una responsabilizzazione dello scrittore nei confronti del suo lettore, e soprattutto offre l'opportunità di adottare microstorie esemplari, che in un contesto macrostorico danno voce a temi con forte connotazione politica e sociale.

WM1 dimostra con i fatti quella rinnovata fiducia nella parola di cui si fa teorizzatore. Per esempio, ci indica le allitterazioni in De Cataldo, ci offre una lettura dell'ossimoro "materico" nell'anacoluto fortemente epico: "polvere di sangue e sudore chiude la gola" in Q, romanzo che si presta ad un raffronto esteso e puntuale con le caratteristiche tipiche dell'epica romanza, come il verso prosastico visto dall'altra parte, cioè della prosa epica.
In Manituana, la frase breve e compiuta, e la selezione accurata delle parole sulla base del suono producono l'incedere epico, caratterizzano fortemente la narrazione. Non c'è frase che non possa essere scomposta e ridotta a segmenti versiformi di varia lunghezza. C'è un ricreare sonoro dell'ambiente per via onomatopeica, come l'incipit del capitolo 13:
"Echi di martello, rintocchi di chiodi che bucano legno. Stridore di seghe, sbattere di travi. Sgorbie che intagliano e pialle che lisciano. Canti di lavoro, grida e imprecazioni”; o allitterativa: "Un enorme uomo nero che arrotolava una corda sul gomito le mostrò i denti candidi” (p. 114).
Ma sono solo esempi di questa qualità letteraria, perché in realtà tutto il romanzo è un insieme coerente, che riproduce il canto epico.

elsa_durlindana.jpgIl riferimento all'epos classico è senza dubbio il più immediato, e fornisce l'occasione per discutere il transmedia storytelling. "[…] Dall'Iliade partiva un grande ciclo epico oggi perduto: oltre all'Odissea esistevano altri nòstoi (poemi sui ritorni degli eroi da Troia). Dèi dell'Olimpo e reduci di Ilio erano protagonisti di tanti altri episodi, che con ogni probabilità incrociavano e perturbavano altre storie". [6]
Lo stesso si può dire dell'epica italiana, figlia della tradizione dei cantari in ottava rima, nei quali gli eroi dei numerosi cicli dell'epica romanza sviluppano un epos individuale, frutto di una mitopoiesi a forte connotazione territoriale. La nostra tradizione volgare, tuttavia, ha in più rispetto all'epica classica che da sempre cova in seno connotati politici, di cui anche il NIE si fa portavoce.
La questione della riappropriazione transmediale offre un altro spunto per un raffronto con l'epica italiana. L'appropriazione e il riutilizzo di temi epici da parte di altre forme d'arte non necessariamente alta (affreschi di fattura popolare, cantari, la tradizione dei pupi siciliani), li espone a continue rielaborazioni, adattamenti, rivisitazioni. Lo stesso cantare in ottava rima è una testimonianza dell'incessante attività dei cantastorie sulle piazze italiane, attività documentata per la prima volta da un notaio trevigiano nel tredicesimo secolo. La scelta del copyleft come metodo di divulgazione di Manituana, quindi, restituisce l'epos al suo utente privilegiato, il lettore, che se ne approprierà esattamente come è sempre avvenuto nell'epica italiana, evolutasi continuamente proprio in ragione della sua malleabilità e adattabilità agli ambienti, mantenendo sempre fermo un unico proposito, cioè quello di veicolare un messaggio.

Il senso profondamente epico che scaturisce dal corpus analizzato da WM1 proietta questi autori all'interno di un discorso più ampio, che affronta di petto la necessità di recuperare la dimensione filologica del testo e restituire dignità al ruolo dello scrittore, togliendola, una volta per tutte, a quello del narratore. Come rilevava già due anni fa un giovane autore, Angelo Petrella, "non si tratta di cristallizzare tale epos, bensì al contrario di condividerlo, renderlo accessibile, ‘pubblicizzarlo', trasformandolo in un'arma culturale efficace, potenzialmente egemonica e quindi vincente, oltre la semplice testimonianza […] È con questa nuova forma narrativa che il romanzo riesce a riacquistare il vigore delle grandi narrazioni. È con l'epica della "moltitudine” che probabilmente la letteratura dovrà fare i conti per uscire definitivamente fuori dall'impasse della postmodernità".[7]

*Dottore di ricerca in italianistica presso Royal Holloway, University of London. Sta per pubblicare un libro sull'origine dell'epica cavalleresca italiana e sulla sua componente di critica sociale e politica.

NOTE

1. A. J. Elias, Sublime Desire: History and Post-1960s Fiction, Baltimore, Johns Hopkins University Press, 2001.

2. L. Hutcheon, "‘The Pastime of Past Time': Fiction, History, Historiographic Metafiction”, Genre, 20 (Fall-Winter 1987); "Historiographic Metafiction”, in Metafiction, a cura di M. Currie, New York, Longman, 1995, 71-90.

3. Wu Ming 1, New Italian Epic, cit.

4 Ibidem

5 Ibidem

6 Ibidem

7. A. Petrella, Dal postmoderno al romanzo epico. Linee per la letteratura italiana dell'ultimo Novecento, "Allegoria" 52-52 (2006).

Clicky

Pubblicato Aprile 29, 2008 10:03 AM | TrackBack

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif L'estetica di Superciuk
di F. Ricciardiello
superciukmini.jpgLa semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif CINEMA E GOMORRE

intro.gif VERSO IL REALISMO LIQUIDO
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA

frecciabn.gif OSSERVATORIO VENEZUELA
frecciabr.gif CHÁVEZ & GLI ALTRI
OSSERVATORIO VENEZUELA
Binocolo puntato su Venezuela e Sudamerica, contro la disinformazione che i media liberisti attuano per demonizzare una rivoluzione geopolitica in atto.

intro.gif Intervista a LUIS BRITTO GARCIA

intro.gif La lotta degli Indios di Raposa Serra do Sol in difesa della propria terra
intro.gif Messico ferito

frecciabn.gif IN EVIDENZA
carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (2)

di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (1)

di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

frecciabr.gif Tutti gli Speciali

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif Film da riscoprire: ZARDOZ di John Boorman di Valerio Evangelisti (da Film TV) Si era nel 1973, dunque dopo 2001 Odissea nello spazio e prima di Guerre...
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA di L. Muratori
giacopini_re_in_fugamini.jpg[...] Su necessità e importanza del saggio sul NIE di WM1 tornerò al più presto e con l'attenzione che merita. Al momento ne approfitto per ragionare su Re in fuga di Vittorio Giacopini, libro che per certi versi rientra nella categoria delle biografie finzionali. Si tratta della vita di Bobby Fischer...
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo X di S. Fattori
fabbriche_big.jpgNel mio reparto per un paio d’anni ha agito indisturbato un dirigente che ha tagliato risorse umane, non so se nelle scelte abbia inciso il Direttore. Nel dubbio, odio.
intro.gif Giovanni Maria Bellu, "L'uomo che volle essere Perón" Bellu si è messo sulle tracce di un segreto, lo ha indagato, strada facendo ha ritrovato se stesso e le sue radici, e alla fine ci ha consegnato un racconto in forma di mito. Che sia un mito con qualche fondamento o meno, in fondo, non ha nessuna importanza. Ciò che conta sono le storie che i miti alimentano, la loro qualità, la ricaduta che hanno sulla vita di ciascuno di noi.
intro.gif The Bride di Danilo Arona Cristiano Mussi è un chitarrista eccezionale, alessandrino, su cui ho scritto più volte in passato. Non è...
intro.gif Tom Rob Smith: BAMBINO 44 di A. D. Altieri
bambino_44.jpg Forse il thriller più esplosivo, più sinistro - ma soprattutto più politico - degli ultimi anni. Poche volte in tempi recenti un autore alla sua opera prima è riuscito a mescolare con tanta abilità politica e storia, suspense e horror, investigazione e azione.
intro.gif MARCIRE AL PASSO DELL'OCA Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...
intro.gif Sgretolare in Parlamento la 194? Si faccia il referendum di G. Genna
194mini.jpgSono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...
intro.gif Afferrare Proteo: dire l'indicibile nel Paese dei misteri di G. De Michele
Il mito di Proteo è stato interpretato come allegoria della conoscenza. “Afferrare Proteo”, fargli violenza significa ricondurre entro forme stabili quel reale che continuamente si trasforma: è ciò che oggi sta cercando di fare il romanzo italiano.
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo IX di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Un movimento sindacale che gestisce da sempre la Lotta di Classe come un’enorme bufala. Il tempo pare dare ragione a questa cinica visione. Lo scontro duro sarebbe inutile, farebbe solo danni. Gli operai sono cuccioli nati ciechi.

frecciabn.gif CARMILLA STORE
carmillalibreriauniversitar.jpg
Carmilla si è affiliata con libreriauniversitaria.it: potete cercare un titolo cliccando qui sotto o direttamente sui link dei titoli nei singoli articoli. Il ricavato per Carmilla è minimo e serve a coprire le spese del server. L'ottica è quella di offrire un servizio a tutti i carmilli.
• CERCA UN LIBRO »

frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0