Luigi Romolo Carrino - Acqua storta - Meridiano Zero - € 10
Storia d’amore e di camorra, questo piccolo libro di L. R. Carrino. Poco più di cento pagine che scorrono veloci tra baci, abbracci, appuntamenti segreti e spietate esecuzioni nei vicoli, tra le mura del carcere minorile di Nisida, sugli scogli di Mergellina. Lo scenario è quello che Roberto Saviano ha messo perfettamente a fuoco nel suo Gomorra, la colonna sonora la forniscono i neomelodici partenopei Ida Rendano e Maria Nazionale (ma l’io narrante preferisce Carmelo Zappulla, Nino D’Angelo, Luciano Caldore).
Piombo, feste pazze a base di Jack Daniel’s, zoccole, femmenelle e “cocaina tagliata ‘na merda”, il lettore immerso in un’atmosfera pesante, paranoica, da ballata tragica illuminata solo a tratti da riverberi ironici che smorzano appena l’ineluttabile crollo finale.
Acqua storta è un noir che mette in scena le sciagurate vicende di Giovanni e Salvatore, coppia di amanti sul filo del rasoio, bersagli mobili consapevoli del fatto che il loro amarsi non sia altro che “una bestemmia sull’altare di Santa Chiara”. Il primo è figlio rozzo e passionale di Don Antonio, un boss che legge e rilegge Dante e la Bibbia; il secondo lavora come contabile del clan Acqua Storta. Si nascondono al mondo, Giovanni e Salvatore, soprattutto al loro universo di gomma dura, impermeabile al diverso. E conoscono i codici, le regole immutabili del Sistema: puoi avere il potere, puoi girare armato, guidare il tuo piccolo esercito e avere mogli, puttane, figli. Non è ammesso tutto ciò che risulta “contronatura”, poiché un camorrista frocio non si è mai visto, nessuno ne ha mai sentito parlare neppure nelle barzellette.
“Lui mi chiede che hai? Nun è mai fatto accussì. Io gli scendo le mani sul collo e ‘o bbene sulla punta delle dita, gli dico una cosa che lui non sa e che non gli ho detto mai, lui mi dice grazie, mi dice un’altra volta grazie, e poi lo stringo.”
Romanzo di carne che freme, di eredità pesanti tra dolori inflitti e sofferti e di una Napoli vista come il luogo oscuro assoluto: occhi e orecchie dappertutto, raccomandazioni paterne (di un padre-padrone sanguinario) che suonano come feroci ultimatum. Il Sistema non si apre. Il Sistema non cambia. Il Sistema annienta i suoi figli “malati”.
Luigi Romolo Carrino, napoletano, classe ’68, una laurea in Informatica, è poeta (Il Settimo Senso, Nola 1998, Il laboratorio Le Edizioni; TempoSanto - Liturgia della Memoria, Genova 2006, Liberodiscrivere) e autore teatrale (Ricordo di Famiglia, Insegnando il Silenzio alle Rose). Due suoi racconti sono apparsi nell’antologia Men On Men 5 (Mondadori).


Mario La Ferla, avvezzo alle inchieste giornalistiche, fa per vent'anni la posta al dossier segreto su Marilyn Monroe, cura i suoi contatti negli USA, intercetta il fascicolo di Hoover e finalmente si ritrova in mano 3.000 pagine di schede personali, intercettazioni, confidenze e rapporti...
[...] Al termine, di questa ricognizione il libro indica una strada promettente e, a mio avviso, decisiva: il potere nelle mani della filosofia è quello di costruire una filosofia del potere. La filosofia non può certo riproporsi nella chiave spoliticizzata e ideologica della metafisica...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
Nei prossimi mesi, sarà la legge sull'aborto il banco di prova dell'esistenza o meno di una coscienza civile nazionale, tesa a preservare il valore e l'effettività di libertà conquistate, in uno Stato che non è confessionale ma laico. Nessuno può arrogarsi il diritto di sostituirsi alla libertà di coscienza di una donna.



