testatahomenew.jpg

Novembre 29, 2007

Gabriella Ghermandi: REGINA DI FIORI E DI PERLE

di Giulia Gadaleta

ReginadiFiori.jpgGabriella Ghermandi, Regina di fiori e di perle, Donzelli, 2007, pp. 264, € 16,80.

Etiopia, tra il 1935 e il 1941. E’ in corso l’occupazione fascista dell’unico pezzo di Africa rimasto indenne dal colonialismo. Ma anche della più antica realtà statuale del continente. Un soldato italiano lascia il suo plotone per raggiungere il dentista di cui ha bisogno. Abbandonata la strada percorsa da camion militari e dai mezzi delle imprese impegnate a costruire le infrastrutture della colonia italiana in fieri, tenta una scorciatoia. Lungo il sentiero vede una donna. Nera. Bellissima. Che si lava in una pozza d’acqua. Non parlano la stessa lingua, ma il militare le fa intendere le sue intenzioni. Giacciono insieme in una grotta, come direbbe un romanzo dell’epoca. Durante la notte, in modo del tutto accidentale, l’uomo la uccide.

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Novembre 28, 2007

Polvere e sudore nelle palestre di Buenos Aires

di Alberto Prunetti

palestracosenza.jpgSegnalo sul numero di novembre di Fotografia Reflex uno splendido servizio fotografico di Dante Cosenza, fotografo argentino di origine italiane. Cosenza, nato 43 anni fa a Buenos Aires, registra la luce naturale di scantinati scrostati, in cui robusti machos di periferia versano sudore su attrezzi arrugginiti o accendono ceri davanti alle icone di bodybuilders anonimi su altari improvvisati.

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Lo sguardo mutilo (Visti e rivisti 1995-1997) 2

di Dziga Cacace

UomoconlaMacchinadaPresa.jpg11-Monsieur Verdoux di Charlie Chaplin, USA 1947

Cattivo come l’aglio e, allo stesso tempo, dedito al giardinaggio con amorevole cura, Monsieur Verdoux dissemina la Francia di mogli e fa secche le più ricche garantendosi così un’agiata vecchiaia. Una volta catturato e messo di fronte ai suoi crimini l’ometto procede a una autodifesa che paragona i suoi “piccoli omicidi” alle guerre scatenate dagli Stati. Al confronto, lui è un dilettante. Finale vagamente morale in un film che vuole essere grottesco ma che troppe volte è appesantito dalle gag di Chaplin. Da un’idea di Welles (che forse avrebbe trattato il soggetto con mano più felice o che, più probabilmente, non l’avrebbe finito di girare) un film osannato dalla critica mondiale. Massì, bello, ma non esageriamo. (Vhs)

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Novembre 27, 2007

DISCESE ESTREME - Capitolo I

di Enzo Fileno Carabba

EnzoFCarabba.jpg[Da quando vinse il premio Calvino col romanzo Jakob Pesciolini (Einaudi, 1992) fino al recente Pessimi segnali (Marsilio, 2004), Enzo Fileno Carabba non ha mai deluso i suoi ammiratori. L'estrema eleganza e "leggerezza" della sua prosa, l'ironia garbata degna di un Collodi, il tono deliziosamente trasognato, la profonda cultura ne fanno uno dei migliori scrittori italiani - come chi scrive ebbe a dichiarare, in tempi non sospetti, a un'intervistatrice de Il Corriere della Sera. E' dunque un grande onore, per Carmilla, potere pubblicare a puntate, in anteprima assoluta, il nuovo libro di Carabba, Discese estreme. Non proprio un romanzo, quanto... scopritelo da soli. E' tempo che Enzo Fileno Carabba, di indole modesta e dolce di temperamento, esca dal suo riserbo e divenga autore noto al maggior numero possibile di lettori.] (V.E.)

1 - LE DISCESE ESTREME

C’è un luogo riparato, una specie di cittadella inespugnabile o di baia segreta, dove il mio numero di telefono continua ad essere 602146, mia nonna materna continua ad avere 73 anni e io d’estate continuo a mangiare tacconi al pesce, in Abruzzo.

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Novembre 26, 2007

CLANDESTINO E CRIMINALE. DATI, ASSIOMI, COROLLARI

Lager italiani - clicca per ordinarlodi Marco Rovelli

[PREMESSA REDAZIONALE. E' trascorso ormai un mese dall'omicidio di Giovanna Reggiani. Un mese di paure sfruttate da demagoghi, di risentimento xenofobo, di lapidazioni verbali e aggressioni fisiche a capri espiatori. Un mese in cui il discorso pubblico è stato "dirottato" e pilotato dai vetero-razzisti di destra e dai neo-razzisti di ex-sinistra. Un mese in cui sono riemerse, più appiccicose che mai, vecchie "leggende nere" sul conto di zingari e altri marginali. L'odio ha caricato lancia in resta, parandosi il petto con lo scudo dei numeri, delle statistiche sui crimini. Forse mai come in questo frangente le cifre sono state brandite a mo' di clave, anzi, di mazze ferrate, per sfondare il cranio dei nemici, mescolando sangue e percentuali. Come c'era da aspettarsi, il dibattere si è fatto sempre più confuso. Per fare un po' di chiarezza Carmilla ha chiesto un contributo a Marco Rovelli, autore del fondamentale Lager italiani (Rizzoli, 2006), attivo da anni su queste tematiche, attento alle capillari, serpentine e semi-invisibili forme che assume in Italia la solidarietà ai migranti e agli esclusi.]

Qualsiasi ragionamento sull'immigrazione, e sull'equazione sempre più consolidata nell'immaginario degli italiani tra clandestino e criminale, è destinato a fallire se non lo si fonda su alcuni assiomi. Premesse scontate, ma che nel “dibattito pubblico” sembrano non essere mai considerate.

1. Le migrazioni contemporanee sono un evento epocale, di cui occorre, semplicemente, prendere atto, e di cui è illusorio pensare di invertire il segno. Può certo causare scompensi, come ogni evento vero, come ogni fatto che cambia la struttura delle cose per qualche fattore essenziale: ma non si può dire: "si torni a prima", come non si può tornare a un amore perduto. Occorre dunque, per prima cosa, una collettiva elaborazione del lutto. Ed è forse questo che impedisce a molti italiani di affrontare la realtà.

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Novembre 25, 2007

Piccola avvertenza di servizio per i collaboratori

JollyRogers.jpgSi moltiplicano i casi di chi ci manda articoli con la preghiera di pubblicarli in un giorno preciso o entro breve tempo. Purtroppo, Carmilla non è in grado di assumersi un impegno del genere. Abbiamo una lista d'attesa che risale all'estate. Inoltre, per quanto ci sforziamo di mantenere un ritmo di pubblicazione quasi quotidiano, vanno messe in conto le assenze dei redattori per motivi di lavoro, che possono provocare pause.
Per accelerare l'apparizione di un articolo, è consigliabile che questo sia in formato testo e contenga pochi corsivi (che ci tocca rifare, uno per uno, manualmente). Sono gradite immagini di accompagnamento.
Va anche tenuto presente che i temi sono di norma alternati. Così, per esempio, un testo appartenente alla categoria "racconti" non sarà seguito, salvo occasionali eccezioni, da un altro appartenente alla stessa sezione. Idem per "recensioni", "cinema" ecc. A parte questi dettagli, un grazie sentito per i vostri contributi, che ci hanno consentito una crescita esponenziale. (V.E.)

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L'anomalia anticapitalista e i suoi nemici - Prima parte

di Serge Quadruppani. Trad. di Maruzza Loria.

SarkoNapo.jpg[Il presente articolo è apparso su Il manifesto in versione mutila. Ne proponiamo il testo integrale.]

Forse non è indifferente che, con l’avvicinarsi di una settimana di scioperi e di movimenti sociali che dovrebbe decidere sulle possibilità di riuscita della restaurazione sarkoziana, nel momento in cui risorgerebbe lo spettro del grande sciopero dei trasporti del 1995 di cui Pierre Bourdieu s’era fatto portavoce, e che vide una buona parte della popolazione francese riscoprire il piacere dell’assemblea generale e dello slogan “tutti insieme”, i media dominanti da quella parte delle Alpi abbiano intanto sostenuto con una insistenza e una unanimità nord-coreana la campagna di promozione dell’ultimo libro di un “pensatore” del jet-set (1), prima di dare abbondantemente la parola a un autore che ha preso Bourdieu come bersaglio (2).

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Novembre 24, 2007

Un racconto di Calvino al premio Calvino

di Lucio Angelini

SilviaMenuzzi.jpgL'esperimento di scrittura medianica stava riuscendo. La mano dell'esangue scrittore inedito (anni e anni di manoscritti respinti, di pugnalate al cuore...) aveva iniziato a muoversi nel buio.
Scrisse solo: "L'ele". E si bloccò.
“Calvino! Calvino! Italo Calvino!" urlò mentalmente Vitalino Calò, irrigidendosi tutto. “Scrivilo tu il racconto! Vincilo tu il premio Calvino dell'89! Compi questa suprema ironia!”
La penna riprese a tremolare. Tracciò sette lettere, "fangelo", che si aggiunsero alle precedenti di "L'ele".
Sì, certo! L'elefangelo...
Ma che strano titolo!

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Il Nascondiglio. Il grande ritorno al thriller di Pupi Avati e il coraggio di osare

di As Chianese

Nascondiglio.jpgSi torna a riveder le stelle ancora tesi, reduci da quella macrosequenza finale, fatta di aggressioni, vetri rotti e cadaveri putrescenti, in cui si è rischiati il collasso del sistema nervoso. Il 16 Novembre, due ore dopo aver staccato il biglietto per vedere sul grande schermo Il Nascondiglio, squarci di luce improvvisa illuminano l’oscurità di una memoria avvilita dai troppi scempi passati in sala: mai negli ultimi dieci anni, e ne sono testimoni gli irriducibili del genere, si era visto un thriller nostrano che inchiodasse letteralmente alla poltrona gli spettatori.

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Novembre 23, 2007

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Settima parte

di Luca Barbieri

Autonomi.jpgc) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

CAPITOLO II - IL "7 APRILE", LA STORIA

1. Una storia non raccontata

Con il nome “7 aprile” si indica l’inchiesta partita a Padova il 7 aprile 1979 su ordine del procuratore della Repubblica Pietro Calogero. Ma tentare di scrivere una storia organica di quell’ampia serie di procedimenti polizieschi e giudiziari che prendono il nome di “7 aprile” non è impresa facile.

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Novembre 21, 2007

Kronos, Perseo e la caccia fatale

di Franco Pezzini

CaptainKronos.jpg[Franco Pezzini, che ci auguriamo seguiti a collaborare con Carmilla, è autore di due splendidi libri che riguardano da vicino questo sito, indovinate perché: Cercando Carmilla. La leggenda della donna vampira, ed. Ananke, 2000; e Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing, co-autrice Arianna Conti, ed. Castelvecchi, 2005.] (V.E.)

Che ogni mese un ricco flusso di horror approdi ai negozi di video è un fatto indiscutibile, e permette anche ai più distratti di sospettare quale peso simbolico assuma un tale linguaggio nell’immaginario d’occidente. Se poi non mancano pellicole di eccellente livello, anche le cosiddette “minori” richiedono caute virgolette a fronte di contenuti spesso degni di nota.

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Novembre 20, 2007

Raccontini ferocissimi tra sf e noir

di Alessandra Daniele

Arte.jpgL'ARTE DELLA GUERRA

La città era una distesa di cadaveri carbonizzati.
- Cazzo, che potenza! – esclamò ammirato il sergente Fox, uscendo dal blindato.
- Merito delle Devil’s Tears, le bombe al plasma incendiario - commentò il colonnello Granville, serafico. – Praticamente una vera e propria colata di lava incandescente che piove dal cielo – aggiunse con un gesto delle dita che ricordava un arpeggio – quasi come a Pompei, in Italia.
- Ehi, credevo che gli spaghettari fossero dalla nostra parte, quand’è che li abbiamo bombardati? – sogghignò Fox.
Granville sorrise bonario.

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Novembre 15, 2007

Il triangolo nero / Nessun popolo è illegale

Textul în versiune română - Disponible en castellano
- Version en français - Disponible també en català

Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne

Non è che come paese siamo proprio immuni

[La scintilla è partita un gruppo di scrittori e intellettuali, stanco di assistere alla deriva razzista che attraversa l'Italia, purtroppo aggravata dalla morte violenta di Giovanna Reggiani.
Da questa stanchezza, l'esigenza di condividere una presa di posizione forte. È nato così "Il triangolo nero", appello elaborato da Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce e il collettivo Wu Ming nella sua totalità. A questo gruppo si sono presto aggiunti altri nomi importanti della cultura che hanno deciso di aderire all'appello. Tra questi Gad Lerner, Erri De Luca, Bernardo Bertolucci, Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Moni Ovadia, Nanni Balestrini, Franca Rame, Stefano Tassinari, Marcello Flores, Andrea Bajani, Lisa Ginzburg, Lanfranco Caminiti, Ugo Riccarelli, Enrico Brizzi, Marco Mancassola, Simona Vinci, Raul Montanari, Giulio Mozzi, Andrea Porporati, Sandro Veronesi e moltissimi altri si vanno aggiungendo di minuto in minuto, per ribadire che delitti individuali non giustificano castighi collettivi. Qui, la possibilità di aderire all'appello. Di seguito, il testo.]

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Novembre 13, 2007

Il caso Argento è chiuso

di Mauro Gervasini

LaTerzaMadre.jpg[Era ora che qualcuno denunciasse le immonde boiate che Dario Argento sta propinando agli spettatori, da Suspirla - o magari, a essere molto generosi - da Inferno in poi. Film orridi e imbarazzanti, che paiono scritti e diretti da uno scolaretto, con qualche accidentale preziosismo fortuito. Alcuni imbecilli credono che, difendendo le spoglie di Argento, si difenda il film di genere. Niente affatto, lo si seppellisce. Ma lascio la parole a Gervasini. Delle Tre Madri, la prima era onesta, la seconda così così, la terza di facili costumi. Nessuna legge impone a un tizio di fare il regista, dopo ormai un ventennio di tentativi falliti. E, colto da generosità, non citerò il suo Il fantasma dellìOpera. La vergogna assoluta, se mai ve ne furono. Bruno Mattei lo avrebbe realizzato meglio.] ( V.E.)

Inutile continuare a rimuginare sull'importanza di Dario Argento nella cultura cinematografica (non solo) italiana. Basta acquistare la versione in dvd di Inferno, finalmente pubblicata dopo anni di attesa, per ricordarsi quanto sia stato uno dei principali maestri del fantastico. Ever. Però non si può parlarne che al passato. Argento non è più, e da un pezzo.

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Novembre 12, 2007

Ancora su IN FONDO AGLI OCCHI DEL GATTO di Quadruppani

di Valerio Evangelisti (da il manifesto del 30 ottobre 2007)

Quadruppani.jpg[Avevamo già pubblicato una recensione di Wu Ming 1 di quest'ultimo romanzo di Serge Quadruppani. Non sembra superfluo aggiungere un altro commento a un libro importante, opera di uno degli autori di punta del noir europeo. Quadruppani presenterà il suo romanzo lunedì 19, alle 18,30, alla Fnac di Milano. Introduce Giuseppe Genna.]

Una cosa colpisce subito chi prenda tra le mani l’ultimo romanzo di Serge Quadruppani pubblicato in Italia, In fondo agli occhi del gatto (Marsilio, 2007, pp. 194, € 13,00). Né la quarta di copertina, né le bandelle interne lasciano presagire alcunché dei contenuti dell’opera. Lo stesso potrebbe dirsi a riguardo delle recensioni già apparse. Salvo fugaci e generici riferimenti, la trama resta misteriosa.

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Novembre 10, 2007

Efferato

di Giuseppe Faso

efferato2.JPG[Ancora un intervento per contrastare la marea d'odio contro rom e rumeni. Carmilla ringrazia Giuseppe Faso — già insegnante delle scuole superiori e animatore del Centro Interculturale di Empoli, nonché autore di Le parole che escludono. Voci per un dizionario (Arci, 2005) — per averci concesso in anteprima questo pezzo che verrà pubblicato nella seconda edizione del suo saggio.] A.P.

Mercoledì 31 ottobre 2007, TG2 delle 20.30: la parola più gettonata è senza dubbio “efferato”. Voce colta, già per i latini, avvertono gli etimologi: ottenuta per parasintesi da “fera”, belva; il prefisso “ex-“ (ex-feratus, poi efferatus) è rafforzativo. La pronunciano infatti persone che si presumono colte: (pare) il presidente della Repubblica, (pare) il presidente del Consiglio, di sicuro il sindaco di Roma e segretario del Partito Democratico. La ripetono i giornalisti.
“Efferato” ed “efferatezza” emergono da una serie di altre parole che non colgo, nel mio andirivieni affannato tra la camera, la cucina e la doccia (la Tv è in un’altra stanza ancora). Non so di cosa stanno parlando, ma l’aggettivo “efferato” è una spia sicura: si tratta del delitto commesso da un cittadino rumeno.

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Sulla deriva fascista italiana: Tor di Quinto

di Leonardo Colombati

[L'autore della recente summa pop Bruce Springsteen - Come un Killer sotto il sole ci invia questo intervento, che volentieri pubblichiamo. Segnaliamo che il dibattito sulla deriva fascio-xenofoba, che l'Italia ha assunto a proposito della questione rOmena (oltre a essere stato affrontato da Valerio Evangelisti, da Wu Ming e Lello Voce e Nevio Galeati, da Giuseppe Genna) sta dilagando su Lipperatura, il blog di Loredana Lipperini, dove si sta sviluppando con una serie di commenti che informano su cifre e riferimenti precisi, forniti da Wu Ming 1]

tordiquintocampo.jpgRisiedo a dieci minuti di macchina dalla baraccopoli di Tor di Quinto, a Roma [nella foto a destra], dove "viveva" l’uomo che alcuni giorni fa ha violentato e ucciso la signora Giovanna Reggiani.
Solo poche parole per dire che la scena dei poliziotti che in favore di telecamera radevano al suolo quelle che – pure se l’Italia intera vuol chiudere gli occhi – erano le abitazioni di PERSONE, destinando improvvisamente queste ultime ad un addiaccio odioso e ipocrita nel cuore di una sera d’autunno, questa scena, dunque, mi ha ripugnato fino al voltastomaco.

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Novembre 09, 2007

Ancora sui rumeni in Italia e sugli italiani in Romania

di Wu Ming, Lello Voce e Nevio Galeati

Bucarest.jpg[Il dibattito sull'ondata di razzismo che si è levata contro i rumeni residenti in Italia, stimolato dal nostro editoriale Romania fa rima con etnia? o indipendente da esso, si è fatto vivace. Riporto tre interventi: quello dei Wu Ming, tratto dalla loro newsletter Giap; quello del poeta Lello Voce, apparso su Lipperatura; e infine quello del giornalista Nevio Galeati, scritto appositamente per Carmilla. Senza riportarlo integralmente per ragioni di spazio, consiglio anche il pezzo fondamentale pubblicato da Giuseppe Genna sul suo sito, in cui si fa il punto sull'apporto indispensabile dei rumeni alla cultura europea (ribatto: EUROPEA). In coda, due righe del sottoscritto.]

Wu Ming

Atmosfera da pogrom. Nel 1997 accadde qualcosa di molto simile con gli Albanesi - se non peggio, perché in quel caso non c'era nemmeno un omicidio con stupro a fare da detonatore, soltanto disperati che fuggivano in massa da un futuro di merda.

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Novembre 08, 2007

Romania fa rima con etnia?

di Valerio Evangelisti

RomaniaBandieraBucata.gifL’identità dei rumeni è tale da rendere difficoltose le campagne d’odio razziste cui siamo ormai abituati. Sono di pelle bianca. Sono in maggioranza di fede cristiana (sia pure nelle variante greco-ortodossa). Parlano una lingua che discende in linea diretta dal latino. Fanno parte dell’Unione Europea.
Non si possono applicare loro, insomma, i consueti alibi che giustificano il razzismo dilagante in questa porcheria di paese: lo “scontro di civiltà”, la “lotta al terrorismo”, la differenza di culture, e via delirando. I rumeni si chiamano così proprio per l’impronta lasciata loro dall’annessione a Roma – ammesso che simili argomenti abbiano un senso. Anzi, quando l’impero romano era ormai scomparso, là se ne teneva vivo un brandello. Dico questo per prevenire le obiezioni delle canaglie fasciste, sempre pronte ad asservire la storia per giustificare i propri delitti. Non vi serve cercare Dna particolari. La Romania era ed è più latina di quanto non lo sia l’ipotetica “Padania”. Se siete fascisti, siatelo fino in fondo. Se siete “padani”, andate affanculo. Da bravi barbari, vi bevete l’acqua del dio fiume, con larve annesse. Prosit!

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Novembre 07, 2007

Colonel Durruti: Ammazza un bastardo!

di Alberto Prunetti


durruti_cover_3x4.jpgColonel Durruti, Ammazza un bastardo!, Santa Maria Capua Vetere, Edizioni Spartaco, 2007, pp. 151, euro 14, traduzione di Alessandro Bresolin.

Un filo nero e uno viola: dallo humour noir di Breton e compagni al noir dei francesi Jouanne e Frémion (col nom d’emprunt di Colonel Durruti), un romanzo infarcito di riferimenti post-situazionisti, a cominciare dalla dedica a Mesrine (imponente figura di illegalista degli anni Settanta, di cui Nautilus ha pubblicato la splendida autobiografia) e dalla citazione da Il libro dei piaceri di Raoul Vaneigem, subito dopo il frontespizio.

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Lo sguardo mutilo (Visti e rivisti 1995-1997) 1

di Dziga Cacace

DzigaCacace1.jpg[Dziga Cacace è uno degli autori del programma televisivo Le Jene, e critico cinematografico del mensile Rolling Stone. Da molti anni regala agli amici una pubblicazione autoprodotta, in cui passa in rassegna i film che ha visto o rivisto, vecchi e recenti, con brevi giudizi spesso spietati. Carmilla ha deciso di proporre, con ritmo all'incirca settimanale, tutti i volumetti di Dziga Cacace, cominciando dal primo, Lo sguardo mutilo. Rispetto all'edizione originale mancano solo gli exergo, per ragioni tecniche.] (V.E.)

E la vita, la vita…

Bisogna fare un salto nel tempo: a due anni dal conseguimento della laurea raggiunsi la consapevolezza che io, l’architetto, non lo avrei mai fatto. Serviva un piano B, una via d’uscita. E cosa poteva sognare di fare un ventenne indeciso? Ovviamente il cinema. Scritto.

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Novembre 06, 2007

Enzo Melandri: Contro il simbolico. Dieci lezioni di filosofia

di Girolamo De Michelecontro_simbolico.jpg

Enzo Melandri, Contro il simbolico. Dieci lezioni di filosofia, Quodlibet, Macerata, 2007, pp. 309, euro 26.

Enzo Melandri è per lo più noto per la sua opera maggiore, La linea e il circolo, testo che dopo trent’anni giganteggia ancora nel panorama filosofico italiano del Novecento (e non solo perché circondato da nani). In quest’opera dal programma apparentemente circoscritto – uno studio logico-filosofico sull’analogia – il sapere filosofico viene squadernato, decostruito e riassemblato col rigoroso eclettismo di un metodo che sa contaminare la fenomenologia e il marxismo critico, il metodo genealogico di Nietzsche e Foucault e la metaforologia di Blumenberg, il formalismo logico e la “sinistra aristotelica”.

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Marco Vichi: NERO DI LUNA

di Daniela Bandini

MarcoVichiNeroDiLuna.jpgMarco Vichi, Nero di luna, Ugo Guanda Editore, 2007, pp. 248, € 15,00

Sinceramente questo romanzo l’ho divorato. E’ un piacere leggerlo, se dovessi definirlo direi “contemporaneo”. Agile, libero, pieno di visioni di cambiamenti personali più che possibili, accessibili a tutti noi. I personaggi del libro sono un giovane scrittore di nome Emilio Bettazzi (oggi fino ai 50 anni si è “giovani scrittori”), amante della buona cucina e cuoco niente male, un’avvenente dottoressa, incredibilmente libera da legami matrimoniali e da parcelle di avvocati divorzisti, qualche carabiniere, un maresciallo dallo spessore umano e culturale di un foglietto di carta, il negozietto-drogheria della sig.ra Marinella, luogo di delizie e tentazioni sublimi, il popolo e il popolino, ma soprattutto le popolane, la Casa del Popolo, una villa che nasconde i suoi orribili misteri, e il luogo dove tutto ciò è ambientato: Fontenera, nella Toscana più profonda.

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Novembre 05, 2007

Esorcismo per una liberazione


di Victor Hugo

esorcismoliberazione.jpg[Sembrerà strano, ma la grande letteratura formula autentici esorcismi. In determinate congiunture, è salutare riproporli. Cos'è un esorcismo? E' la preghiera dell'anima: una preghiera priva di richiesta. E' un'invocazione che stende il tappeto sul ring, per nascondervi la botola da cui scappare. E' una vibrazione di tamburo che lo sciamano lancia al di là dello spazio e a favore di un tempo, di un evento specifico. E' il crollo della cattiveria umana, inciso su metope esenti dalla corrosione dei climi. E' una richiesta di domanda: la domanda onesta che deve porsi chiunque entri in contatto con un simile atto di magia linguistica. Carmilla si permette di lanciare un esorcismo, in un giorno particolare. Lo si legga, anche se non si comprende il motivo di un tale gesto. Trattandosi di un esorcismo formulato da Victor Hugo, non si sarà perso tempo e si sarà forse guadagnato qualche grammo di empatia. gg]

Si sentiva incapace di proseguire.
Ahimè! In quel pugilato ad oltranza fra il nostro egoismo e il nostro dovere, allorché indietreggiamo così passo passo davanti al nostro ideale incommutabile, smarriti, accaniti, esasperati d'aver ceduto, disputando il terreno, sperando in una fuga possibile, cercando un'uscita, quale brusca e sinistra resistenza ci offre, dietro di noi, la base del muro!

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Novembre 04, 2007

Platone suona sempre due volte

di Tommaso De Lorenzis

AA.VV., Platone suona sempre due volte. La filosofia del noir, a cura di Mark T. Conard, Casale Monferrato, Edizioni PIEMME, 2007, pp. 358, 16.50 euro
plato_2time.jpg

Sì, ho realmente scavato carbone e distillato whisky, e ho visto una ragazza in abito color rosa e l’ho vista quando se lo levava. Ho cinquantaquattro anni, peso più di cento chili, e sembro il macchinista di un treno merci. Sono iscritto al partito democratico. E mi piace bere.
James M. Cain, agosto 1946

Visto che The Philosophy of Film Noir sarebbe risultato un titolo pesantissimo per le morbide orecchie del pubblico italico, l’alternativo Platone suona sempre due volte pare una scelta azzeccata. Tanto più che, ad accrescere bizzarria del volume e curiosità dei lettori, provvede un’originalissima copertina, su cui spicca la statua del filosofo agghindata con un completo alla Bogart. Ecco, dunque, l’allievo di Socrate catapultato in una pellicola anni Quaranta: trench, cappello a falde, immancabile sigaretta all’angolo della bocca e sbuffo di fumo che si perde nel gioco dei chiaroscuri.

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