testatahomenew.jpg

Ottobre 31, 2007

Ventre molle

di Saverio Fattori*operai1.jpg

Nell’88 entrai da quei cancelli. Dagli armadietti spuntavano giornali porno, testosterone in esubero per un immaginario che ammetteva un unico colore: rosa carne. Dopo la rimozione totale del rosso vivo operaio avanguardia politica dura e pura.
Oggi la varietà dei colori è più ampia. Sono i colori dei depliant degli ipermercati pieni di oggetti di consolazione per esigenze più pratiche. Alla macchinetta del caffé le discussioni riguardano esclusivamente l’immaginario televisivo e il possesso di beni di consumo.

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Ottobre 29, 2007

Stranieri?

di Gérard De Mai

fotouomoaffari.jpg[Pubblichiamo una traduzione, in versione adattata, di un breve intervento di Gérard De Mai sul tema dello “straniero” e delle politiche contro l’immigrazione, apparso in molti blog francesi.]A.P.

Per me è straniero l’egoista mascalzone che respinge l’affamato lontano dalla propria tavola, l’assetato lontano dal proprio pozzo, la miseria del mondo lontano dal proprio confort.

Mi è estraneo l’uomo capace, per servire il proprio interesse, di trattare gli esseri umani come bestiame, come attrezzi o merci.

Per me è straniero chi, per calcolo economico o per strategia politica, raccoglie gli uomini, gli infermi, gli asserviti, e li respinge verso una sorte crudele, verso la miseria, l’umiliazione, la paura, il dolore, la morte.

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L'uomo dalla maschera di ferro

di Valerio Evangelisti (da Il Venerdì di Repubblica)

PhilipKDick.jpgLa più nota delle interviste filmate a Philip K. Dick, pochissime e rare, lascia un senso di sconcerto. Fu fatta verso gli inizi degli anni Settanta. San Francisco, la città in cui lo scrittore viveva, continuava a essere uno dei principali centri della contestazione pacifista e per l’eguaglianza razziale.
A un certo punto dell’intervista, dopo essersi dilungato sui misfatti dell’amministrazione Nixon e sul controllo esercitato sui movimenti da CIA e FBI, si inizia a comprendere come lo stesso Dick si consideri un sorvegliato speciale. Lo starebbero spiando e pedinando, quasi fosse un pericolo per il paese. Un’idea risalente all’effrazione del suo appartamento, pochi anni prima, che lo spinse a stabilirsi per qualche tempo in Canada.
Vero o falso? Pare che a qualche forma di sorveglianza fosse sottoposto, ma certamente ne esagerava i termini. Il che spinge a chiedersi se il massimo poeta della realtà fittizia fosse di sua indole paranoico. La risposta è controversa.

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Ottobre 28, 2007

Notturno di film con ospiti

di Mauro Gervasini

LaGiustaDistanza.jpgUna dozzina di anni fa, Massimo Carlotto scoprì la nuova frontiera del noir italiano: il nordest. Fino ad allora la criminalità italiana - quella famigerata in tutto il mondo - si pensava fenomeno siciliano, calabrese o campano. Invece le indagini dell’Alligatore, detective blues con un passato galeotto, fecero capire che il ventre molle del malaffare si trovava (anche, a volte soprattutto) tra gli interstizi della “locomotiva economica” d’Italia, quella macroregione che va da Brescia a Trieste. Parliamo di libri, non di film. E nei romanzi di Carlotto i riferimenti sono tutti veri, documentati. Traffico di droga, clamorose speculazioni edilizie, smaltimento di rifiuti tossici, mafia del Brenta, con aggiunta di razzismo strisciante e sfruttamenti vari (dalla prostituzione alla manodopera in nero degli immigrati). Un’epopea culminata con un libro nero, scritto a quattro mani con Marco Videtta (sceneggiatore per il cinema) il cui titolo è tutto un programma: Nordest.

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Ottobre 27, 2007

La congiura degli estranei

di Franco Berardi Bifo
André_D._Gorz.jpg
>

[a destra: André e Dorine Gorz]

La storia non è poi / la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche / e nascondigli. C'è chi sopravvive.

Com’è possibile rimanere estranei al dominio del capitale, quando la Metamacchina si è messa a ronzare nelle nostre teste, quando gli automatismi tecnici, psichici e relazionali invadono lo spazio della vita quotidiana? Questa domanda si pone l’intellettuale contemporaneo. Ma esiste ancora quella figura novecentesca che si chiamava intellettuale, ha ancora una ragion d’essere l’intellettuale? Io credo di sì. L’intellettuale è colui che non si fa i fatti suoi, ma si fa i fatti di tutti, diceva Sartre. E’ colui che si sforza di agire in condizioni di consapevolezza etica.

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Templari Mutanti Ninja

di Alessandra Daniele

Voyager.jpg[Pubblico con particolare piacere questo intervento ironico sulla trasmissione di Rai Due Voyager, un vero insulto all'intelligenza degli spettatori. Era dai tempi della ridicola autopsia sugli alieni/pupazzi di Roswell, commentata in studio con serietà dal prof. Pierluigi Baima Bollone, che la tv pubblica non scadeva, in una trasmissione pseudo-scientifica, a un livello così basso.] (V.E.)

Ogni volta che bevo una birra, mi viene voglia di versarne metà nel televisore
Philip K. Dick

La maggior parte di coloro i quali hanno una pessima opinione della letteratura fantastica in realtà non la conoscono affatto. Credono che parli di marziani guardoni e fantasmi al citofono.
Di occhiali a raggi X e Scimmie di mare.
Che spacci tragicomiche patacche, e sia un cumulo di cianfrusaglie scontate e truffaldine.
Insomma, la scambia per il programma di Rai Due 'Voyager'.

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Ottobre 25, 2007

Deguy: NON UCCIDERE

deguybenedetti.jpg[Mario Benedetti ha tradotto un'antologia di poesie di uno dei massimi poeti francesi, Michel Deguy (frecciabr.gif Arresti frequenti. Poesie scelte 1965-2006, Sossella editore, € 12), riparando così a una grave lacuna culturale italiana (Deguy è stato più volte candidato al Nobel per la letteratura). La poesia che qui presentiamo non è stata inclusa nell'antologia edita da Sossella: si tratta dunque di un inedito. Ringraziamo Mario Benedetti per il permesso alla pubblicazione. gg]

Non uccidere
                                                         A Léo Ferré
Non ucciderai affatto
Né i tuoi compagni di classe, né i tuoi professori
Né i vicini non ucciderai affatto né
A Srebnica né a Tel Aviv né a Jenin
Né perché Dio ti aspetta bevendo sotto la pergola
Né per la patria né per le tue idee
Non ucciderai affatto
-“affatto” vuol dire
Non ucciderai in nessun modo

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Fumetti contro

di Valerio Evangelisti

Resistenze.jpg[E' uscita di recente una grossa e ricchissima raccolta di fumetti: Resistenze. Cronache di ribellione quotidiana, a cura di Claudio Calia ed Emiliano Rabuiti, ed. Becco Giallo, Ponte di Piave, 2007, pp. 306, € 18, 00. Gli autori sono una quarantina, elencati sul sito della casa editrice, piccola ma combattiva. Riporto la mia introduzione a questo libro, splendido e importante.] (V.E.)

Il fumetto può essere veicolo di critica sociale? Sicuramente sì. Non è che una forma di letteratura che agglutina arti differenti, fondendosi principalmente a quelle grafiche. Un po’ ciò che accade con il cinema, ma con una virtù ulteriore: quella della sintesi.
Troverete in questa raccolta un esempio straordinario, ed estremamente significativo, di ciò che dico. E’ una sola tavola, firmata Nanni [Giacomo Nanni, riminese, classe 1971]. Un gatto passeggia su un divano, poi si raggomitola. Dice “Mi annoio”. Qualcuno gli risponde: “Resisti”.

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Ottobre 24, 2007

Giampiero Rigosi: L'ORA DELL'INCONTRO

di Daniela Bandini

RigosiIncontro.jpgGiampiero Rigosi, L'ora dell'incontro, Einaudi Stile Libero, 2007, pp. 446, € 14,00

L’ora dell’incontro tarda sempre ad arrivare. Sia quando l’incontro è atteso con trepidazione che quando lo si aspetta con angoscia. Tutti gli appuntamenti hanno quella patina di necessità che li rende sgradevoli e finiscono per riprodurre gli stessi schemi di incombenza, urgenza, anche in ciò che vorremmo fosse piacevole. Prepararsi a sfoggiare il meglio, il peggio, il mediocre che è in noi: dipende solo dal nostro interlocutore. E se l’interlocutore fosse la nostra sopravvivenza? Se fosse una malattia senza speranze di guarigione a darci un appuntamento non saremmo più che lieti di disertarne la visita? No, a volte no.

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Ottobre 23, 2007

Nuovi terribili raccontini di sf

di Alessandra Daniele

CitizenKane.jpgEmergenza

Il Generatore Automatico sentenziò:
"Arrotini
Satanisti
del Bengala"
Il ministro Raffoni sorrise – Ecco l’emergenza della settimana.
- Ma…non ci sono arrotini satanisti del Bengala in Italia – obbiettò Magnozzi, perplesso
- Certo che ci sono – sibilò il ministro – anzi, ce ne sono troppi! Gli onesti cittadini sono stufi di essere tormentati dai loro lamentosi richiami ululanti…
- …da muezzin! – aggiunse deciso il generale Santi Sepolcri
- Giusto! Magnozzi, prenda nota per l’apertura del TG: “Emergenza arrotini satanisti del Bengala, si sospettano legami col terrorismo islamico”, e non dimentichi di menzionare il “feroce regime totalitario bengalese".”

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Il caso Stieg Larsson


StiegLarsson.jpgStieg Larsson (1954-2004) era un giornalista esperto a livello mondiale di movimenti di estrema destra, collaboratore di diverse testate e dell’agenzia di stampa TT, corrispondente dall’Inghilterra, consulente del ministero di Giustizia, inviato per l’OSCE, ha lavorato anche come consulente di Scotland Yard. Nel 1995, dopo l’omicidio di cinque ragazzi a Stoccolma per mano di estremisti di destra, fondò la rivista EXPO, con intenti antirazzisti.
Stieg Larsson riteneva di avere una missione: sempre impegnato in prima linea contro razzismo, antisemitismo, fascismo, movimenti nazionalisti, discriminazioni, abusi sulle donne, si identificava totalmente con il proprio lavoro.
Bersaglio di gruppi neonazisti, visse per anni protetto dalla polizia, costretto a tenere segreta la propria abitazione e a modificare quotidianamente i suoi tragitti.

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Ottobre 22, 2007

I giornali a processo: il caso 7 aprile - Sesta parte

di Luca Barbieri

BrigateRosse.jpg(c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Il terrorismo

Come si è visto, la grande trasformazione sociale che interessa il nostro Paese è accompagnata da tensioni molto vaste che inaugurano una lunga e crescente stagione di violenza politica che darà all’intero decennio dei Settanta la denominazione di “anni di piombo”. Ma il fenomeno terroristico, pur rilevantissimo, non esaurisce la comprensione di un fenomeno così complesso come quello della protesta sociale. Ripercorrerne a grandi linee l’evolversi è utile per capire il clima in cui giunse l’operazione “7 aprile”.

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Ottobre 21, 2007

Shining

di Enzo Fileno Carabba

Shining.jpgAvevo i miei privilegi.
Credo di essere stato il primo bambino italiano a conoscere la storia di Shining, il romanzo dell'orrore di Stephen King da cui Kubrick ha tratto il film con Jack Nicholson. I miei genitori, che spesso hanno di queste intuizioni, comprarono il libro quando ancora King non era nessuno. La traduzione italiana aveva per titolo Una splendida festa di morte e in copertina c'era un bambino con una camicia da notte e una faccia verdognola, poco sana, bisogna dire: più che spaventato sembra reduce da un'intossicazione alimentare.
Io invece mi spaventai.

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Ottobre 20, 2007

Colombia: verso la svolta?

di Tito Pulsinelli

Farc.jpgDi fronte alla morsa dell’incerta ratificazione del TLC (Trattato del Libero Commercio) da parte del Congresso degli Stati Uniti e l’intervento dispiegato dal Venezuela per lo scambio di prigionieri e la pacificazione interna, la Colombia sorprende tutti ed entra nel Banco del Sur che salpa a novembre.
Lo ha dichiarato il presidente Uribe durante l’inaugurazione del gasdotto binazionale nella Guajira, primo ramo di un'arteria che proseguirà verso Panama e la costa del Pacifico in Ecuador. Alla presenza di Chavez e del presidente ecuatoriano Correa, Uribe si è visto offrire alla statale Ecopetrol la possibilità di partecipare allo sfruttamento dei giacimenti dell’Orinoco.

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Ottobre 19, 2007

Bologna: una profetica anomalia

di Giovanni De Matteo e Fernando Fazzari

DueTorri.jpgBologna, necrosi di tessuto sociale e sogni distillati fuori orario. Raptus giovanile votato all’inseguimento di un fantasma urbano oltre la barriera generazionale. Insofferenza senile e soddisfazione borghese per ogni sbocco occluso alle nuove leve. Il continuum dei sensi si strappa. Il disagio s’infiltra sottopelle, pronto a evacuare per le strade, come da copione. Come da contratto.
Rossa democrazia da aperitivo in via Clavature che delibera sull’ansia da accerchiamento del Pilastro. Minaccia mussulmana che funge da meccanismo di innesco per nuove soluzioni amministrative, tra visioni altrove geneticamente incompatibili. E tutto si risolve in una mostra delle atrocità da esibire sotto i riflettori mediatici: sdegno popolare, appagamento borghese, nevrosi cittadina da sindrome da convivenza forzata.
Schizofrenia di una città sospesa nel limbo tra provincia e metropoli. Lontana dal mare, ma irta di scogli. Su questi scogli, il sogno s’infrange.
Cazzo, Bologna!

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Ottobre 18, 2007

Sergio Pent: LA NEBBIA DENTRO

di Danilo Arona

PentLaNebbiaDentro.jpgSergio Pent, La nebbia dentro, Rizzoli, 2007, pp. 207, € 17,00

"La nebbia si stende come un lenzuolo sdrucito sul fogliame che cerca il colore giusto per l'addio e rimane lì a poltrire fino a quando qualche corrente ventosa del Monferrato non la spazza via in pochi soffi veloci, come se non fosse mai esistita."
E' la cosiddetta "nebbia dei funghi" quella di cui parla Sergio Pent in questi scarni, magistrali tocchi in apertura del suo La nebbia dentro, romanzo dell'anima e della memoria ambientato in un'attualissima e dolente Val di Susa, teatro contemporaneo di non poche contraddizioni della nostra stramba nazione.

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Ottobre 17, 2007

Un pomeriggio con Gideon (3 di 3)

di Anarcoreta

[Leggi la prima e la seconda parte del racconto]

africa1.jpgOrmai era il crepuscolo, quel momento della giornata in cui i colori si attenuano quasi completamente – riducendosi a sfumature tra il grigio e il nero - ma rimangono ben visibili le forme. Le forme intorno a me – dalla mia visione dal basso, seduto sulla pietra – erano le due figure che stavano tra me e la strada, Gideon – silenzioso – accanto a me e una fitta schiera di arbusti e alberelli – mi parevano acacia o un loro parente africano – che riducevano la vista a quella sorta di angolo intimo che si era creato.

Me ne accorgo per la prima volta. Ho paura, moderatamente ma ho paura.

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Guai a chi ci tocca

di Francesco Lo Duca

FrancescoLorusso.jpg[La ricorrenza del '77 ha causato l'uscita di numerosi libri di vario interesse, tra cui opere di narrativa. Abbiamo già segnalato l'eccellente Insurrezione di Paolo Pozzi. Altrettanto vero e avvincente mi pare un romanzo di Francesco Lo Duca, Guai a chi ci tocca, ancora in cerca di un editore. Lo Duca, militante libertario, partecipò al '77 bolognese da protagonista. Lo racconta senza infingimenti, con profondo realismo e un costante senso dell'humour. Riporto, del suo lavoro, il primo capitolo, in cui l'uccisione di Francesco Lorusso, l'11 marzo, è narrata da uno che vi assistette. Mi auguro che un romanzo così non rimanga inedito a lungo, se non altro per il suo valore storico.] (V.E.)

Caterina è già in piedi da tre ore, quando decide di rompere gli indugi e aprire la porta della “caverna”.
Il rumore dell’aspirapolvere e la luce del giorno irrompono violentemente nell’ambiente pregno di una puzza solida, quasi corporea fatta di fumo, di piedi marci e chissà che altro.
Un lamento sepolcrale promana dall’intrico di coperte che sembra appena uscito dalla centrifuga.

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Ottobre 16, 2007

Lamborghini 11.9

di Saverio Fattori

LamborghiniReventon.jpgEro ancora al lavoro, alcune informazioni confuse iniziavano a penetrare i muri della fabbrica. Claudio mi raggiunse al telefono. Non ricordo se armeggiavo già con telefonini o se presi la telefonata da un fisso aziendale. Aveva tutti i numeri degli uffici, eravamo stati colleghi per diversi anni, fino a quando non era evaso dal mondo operaio per il mondo operoso dell’imprenditoria. Mi assalì come una tempesta:

- Siete contenti adesso? Hai visto cosa hanno fatto i tuoi amici? Hai visto la televisione? Esci da quel buco di merda e vai a vedere cos’hanno fatto i tuoi amici.

Non capivo. Le voci di cui ero a conoscenza fino a quel momento facevano riferimento a disastri colposi, incidenti aerei in incredibile successione. Non capivo, ma una nube di imprecisati sensi di colpa elettrizzò l’aria attorno al mio cervello, dandomi una coscienza remota di eventi che ancora non potevo focalizzare.

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Ottobre 14, 2007

Allegoria e guerra in "300" - di Wu Ming 1

Virile digrignar di denti

Nel periodo maggio-ottobre 2007 l'mp3 della mia "LEZIONE SU 300" è stato scaricato all'incirca 8000 volte e fin dai primi giorni ha suscitato reazioni contrapposte.
Poco dopo la messa on line ho riletto i miei appunti sul film e, tenendo conto anche delle varie reazioni e discussioni, ho scritto un testo più approfondito, in seguito pubblicato sulla rivista di cinema e audiovisivi del Dams di Torino ( "La valle dell'Eden", anno IX, n.18, dossier su "Cinema e televisione negli Stati Uniti dopo l'11 Settembre", a cura di Giaime Alonge e Giulia Carluccio).
Poiché nel frattempo il film è uscito in DVD e sta incontrando un pubblico che non lo aveva visto in sala, mi è parso giusto tornare, il più indelicatamente possibile, su quel "luogo del delitto" che è la terra del mito tecnicizzato, e mettere a disposizione il mio saggio. Buona lettura.


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Ottobre 12, 2007

"Desaparecido" ad Haiti noto difensore dei diritti umani

di Alma Giraudo (da www.selvas.org)

Lovinsky.jpg[Di Haiti, in Italia, si parla pochissimo, dopo che un colpo di Stato, il 29 febbraio 2004, ha abbattuto il governo del presidente legittimo Jean-Bertrand Aristide. E non c'è interesse a parlarne, dato che il golpe fu attuato dagli Stati Uniti con l'avallo dell'Unione Europea, Italia inclusa (vedi qui). Aristide fu rapito dai marines e condotto a forza nella Repubblica Centrafricana, mentre oggi si trova in Sudafrica. Seguirono massacri e stupri, nonché la persecuzione dei suoi seguaci veri e presunti. Tra questi lo psicologo Pierre-Antoine Lovinsky, di cui Alma Gribaudo, creatrice di un sito in italiano su Aristide, narra la storia forse tragica.] (V.E.)

Dal 12 agosto non si hanno più notizie di uno dei più noti attivisti per i diritti umani e fondatore della “Fondasyon Trant Septanm” (Fondazione trenta settembre) Pierre-Antoine Lovinsky.
Dopo aver trascorso una settimana lavorando con le associazioni “Projet Prioritaire Haïtien” e “Fondasyon Mapou” è svanito nel nulla. La sua auto è stata ritrovata nella notte tra il 12 ed il 13 agosto nel sobborgo di Delmas (Port-au-Prince): al suo interno tracce di sangue.

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Ottobre 11, 2007

La falsa moralità della legge

di Blackswift

Milano11marzo2006manifesto.jpgIl principio più importante su cui si costruisce molta dell'offensiva culturale e politica della destra moderna è la confusione. Una confusione scientifica tutta mirata a mistificare concetti tutto sommato semplici, ma che con un ragionevole impegno dialettico possano essere vòlti ai propri fini.
Sempre più spesso violenza e sicurezza diventano binomi inscindibili: più sicurezza, meno violenza; più violenza, meno sicurezza. Basta una pennellata al contorno per far diventare la sicurezza non quella di una vita dignitosa e della propria libertà, ma quella dell'esercizio arbitrario dei poteri di repressione e di controllo, nell'illusione che alimentare la pressione in una pentola sigillata non la faccia esplodere ma ne dissipi il potenziale distruttivo.
E la violenza diventa quella rappresentata delle curve dello stadio o di una piazza in cui brucia una piccola barricata.

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Ottobre 10, 2007

Considerazioni sul romanzo storico italiano oggi: UNA STORIA ROMANTICA di Antonio Scurati

unastoriaromantica.jpgdi Giuseppe Genna

Pochi giorni fa, sulle pagine culturali del Corriere della Sera, il critico Franco Cordelli affrontava temi nodali del nostro presente letterario (ma davvero solo del presente?). Lo faceva innalzando la discussione su un romanzo storico appena uscito, Una storia romantica (Bompiani, 569 pgg, 19 euro) di Antonio Scurati, per discuterne le strategie, per ravvederne supposti limiti, per tracciare un bilancio (fallimentare) di quanto è stato compiuto in 25 anni sul genere storico in Italia. Questo mio intervento non intende essere una recensione a Una storia romantica (a mio avviso, comunque, il più sapiente e profondo romanzo di Scurati), e non intende nemmeno essere una risposta diretta alle considerazioni di Cordelli, né tantomeno un saggio paraccademico sul romanzo storico. Intende rappresentare, invece, una serie di riflessioni da parte di uno scrittore che sta sulla linea del farsi del nostro romanzo, insieme ad altri suoi colleghi, da più di dodici anni. Intende essere una sistematizzazione di cosa sta accadendo al romanzo storico e al romanzo in genere (non di genere), per opera di chi pubblica da oltre un decennio narrativa che, pur essendo popolare e non volendosi di avanguardia per come l’avanguardia è intesa qui in Italia, sta sperimentando e lo sta facendo a mio avviso con un’autoconsapevolezza che l’area francese, tedesca e soprattutto angloamericana non è in grado di vantare.
Per esprimere quanto ho da sostenere, utilizzerò una tecnica retorica emblematica, come del resto Cordelli ha fatto: leggerò Una storia romantica di Scurati con categorie che smentiscono le conclusioni di Cordelli stesso.

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Ottobre 09, 2007

Il Dottor Gonzo a San Juan

di Nino G. D'Attis

Thompson - Cronache del rum.jpgHunter S. Thompson, Cronache del rum, trad. Marco Rossari, Baldini & Castoldi Dalai, pp. 276, € 17,50

È l’inverno del 1958, sei a San Juan, Puerto Rico, catapultato da New York in uno zoo di tipi umani e subumani debitamente carburati ad alcool. Deambulano, vaneggiano “Ben diversi dagli sgobboni ipocriti e dai pappagalli sciovinisti che si vendevano ai giornali reazionari dell’Impero di Henry Luce”, ingollano rum e birra nel bar di un certo Al Arbonito, fantino ritiratosi dalle corse.
“Quando un ex comunista di nome Lotterman arrivò dalla Florida per fondare il «San Juan Daily News», il cortile di Al divenne il nostro circolo della stampa, perché nessuno degli sballati e degli idealisti che venivano a lavorare per il nuovo giornale di Lotterman poteva permettersi le tariffe dei bar fighetti che spuntavano dappertutto come un’esplosione di funghi velenosi al neon.”

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Ottobre 08, 2007

Il primo uomo con la macchina da presa

di Mauro Gervasini

BirthOfaNation.jpgUn giorno, David Lewelyn Wark Griffith, inventò il cinema americano. Non sapeva neanche lui perché. Voleva infatti fare lo scrittore, e amava il Sud come solo i suoi figli sanno amarlo. Il babbo, Jacob “Roaring Jake”, era stato un eroe della Confederazione, in casa si portava rispetto a Dio e a Jesse James, the Last Rebel, e i racconti di guerra con i quali il ragazzo era cresciuto avrebbe tanto voluto scriverli, e pubblicarli. Ci provò, e gli andò male. Allora cominciò a pensare alla recitazione, anche perché le sue storie le scriveva per il teatro. Nonostante un certo fisico del ruolo, niente, fallimento completo. Qualcuno gli disse che si guadagnava bene con “l’ultima meraviglia del mondo moderno”, il cinematografo, per il quale i magnati come Edison investivano una fortuna. Griffith decise di accettare i primi lavoretti, che diventarono ben presto una specie di inarrestabile catena di montaggio, un’ossessione per un mezzo tecnico appena conosciuto e subito infiltratosi sottopelle.

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Ottobre 07, 2007

Il Buddista

di Philip K. Dick (trad. di Valerio Evangelisti)
Da il manifesto del 6 ottobre 2007

Koffy.jpg[La grande notizia è che sabato 6 ottobre, al termine di un folto corteo, è stata occupata la sede per un nuovo Crash, il centro sociale fatto sgomberare a Bologna da Cofferati sotto ferragosto. Per l'occasione, il manifesto ha pubblicato questo racconto inedito di Philip K. Dick, che Cofferati dice essere il suo scrittore preferito, tradotto da Valerio Evangelisti. Fa parte di una raccolta di racconti, tutti firmati Philip Dick, che il Crash pubblicherà prossimamente, riguardanti le gesta di un sindaco-sceriffo in preda all'ossessione securitaria, in una città futura molto somigliante a Bologna.] (V.E.)

Il sindaco mostrò sconcerto e sbalordimento. Tuttavia si tenne calmo, come era suo costume. «Se ci togliete anche la pena di morte, dove vanno a finire le autonomie locali?»
Il ministro sollevò un sopracciglio. «Sa meglio di me che quella sanzione non è concessa. Né dalla Costituzione, né dalle vigenti leggi.»
Questa volta il Buddista, così chiamato per la proverbiale impassibilità, non poté non alterarsi un poco. «Mi prende per stupido? Sto parlando non di esecuzioni sommarie, ma di morte per fame! L’ho applicata mille volte e non avete obiettato nulla!»

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Ottobre 05, 2007

Schegge su Bologna, Cosferatu e l'Italia, 2005-2007

di Wu Ming

Il sindaco[COFFERATI NON CAUSA MA TRISTA CONSEGUENZA]
Non è stato certo Cofferati, pur con tutti i suoi passi falsi, a fare di Bologna una città gretta, chiusa e di merda.
Lo era già prima e lo sarà pure dopo.
[...] "Tradizioni di ospitalità di Bologna". Quali, di grazia? Quelle dei proprietari di case che affittano in nero a cifre astronomiche, imbottendo gli appartamenti di disperati (e magari non vogliono negri e terroni)?
Quelle dell'ATC che ha approfittato dell'euro per aumentare il biglietto da 1300 a 2000 lire, e - guardacaso - concentra il controllo dei biglietti negli orari in cui i bus sono pieni di immigrati?
Quelle della lobby dei bottegai che ti "accolgono" in centro a zaffate di smog e si oppongono a qualunque riduzione del traffico pur di vendere a un coglione in più un paio di mutande a 40 euro?
Io in questo mito, in questa invenzione della tradizione, non mi riconosco.
Da decenni questa città campa sullo strozzinaggio immobiliare, oggi uno studente fuori-sede trova un posto letto in camera tripla in estrema periferia a 350 euro al mese se gli va bene (e settimana corta e zitto e mosca!).
Bologna è una città costruita su una piramide di lavoro nero e precario, buona parte del mondo delle cooperative "rosse" è mondo di precarietà e negazione dei diritti.

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Ottobre 04, 2007

La sventurata rispose. La Sinistra e l'Ordine pubblico (6)

di Gaspare De Caro e Roberto De Caro

scacchi.jpg

[A conclusione e a corredo del saggio, si presentano tre importanti documenti ampiamente discussi nel testo, con l’avvertenza che mentre i primi due sono ancora leggibili ai rispettivi link, il terzo, l’intervento di Antonio Di Pietro, sarebbe ora davvero virtuale, se non fosse stato a suo tempo prudentemente pubblicato come fonte. A volte, si sa, in rete scripta volant: meglio premunirsi]

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Ottobre 03, 2007

Tre raccontini di fantaperfidia

di Alessandra Daniele

Nova.JPGLa città dolente

- Adesso! – ordinò il generale Treacon. Il nucleo del TimeXPand sganciato sopra la città implose, creando una spirale temporale. In tutta l’area coperta dal raggio d’azione del dispositivo il tempo cominciò a espandersi. I roghi accesi dal plasma incendiario che divoravano la città e i suoi abitanti sarebbero durati sessanta volte più a lungo.
- Che spettacolo…- mormorò Rivelli, l’inviato embedded de “Il Democratico”, guardando sul megaschermo della centrale operativa le riprese satellitari. – Le lingue di fuoco paiono ondeggiare lentamente come… cipressi alla brezza marina – disse, compiacendosi della metafora letteraria trovata
- In effetti è anche molto elegante da vedere – commentò Treacon. – ma ciò che conta è che la spirale innescata dal TXP ci consente di causare al nemico danni sessanta volte maggiori con la stessa quantità di carburante. Il tempo infatti non rallenta, ma si espande: la combustione dura più a lungo perché si ripete sessanta volte anziché una sola.

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Babsi Jones su Vanity Fair: "Ho scritto il sangue"

Clicca quidi Giuseppe Genna
[da Vanity Fair, 11 ottobre 2007 - versione integrale]

Virginia Woolf si è reincarnata. Vive in Italia, a Milano, e utilizza un nomme de plume non italiano: si chiama Babsi Jones. Anche la sua scrittura non sembra italiana, pare provenire da un altro continente, da profondità abissali che fanno del suo romanzo, Sappiano le mie parole di sangue (Rizzoli 24/7, 16.50 euro), un capolavoro che scuote la letteratura italiana, i cuori e le menti dei lettori e delle lettrici. C’è un cromosoma di Jack Kerouac in questa incarnazione della Woolf. Il libro di Babsi Jones può essere interpretato come un On the road, laddove la strada sia lastricata per l’inferno, un On the road map dove si entra a contatto con l’abiezione e la purezza, l’angelico e il demonico, il corpo devastato proprio e di una nazione dissolta, droghe per sopravvivere e carenza di cibo, follia e penuria di umanità.

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Fantasmi, after life, cinema e letteratura

di Beppe Sebaste

afterlife.jpg“I fantasmi sono crudeli, con la realtà ci si può sempre arrangiare”. Questa frase diciamo “romantica” la feci mia negli anni ’70: l’epoca non la contraddiceva. Ha ancora un senso quando la cosiddetta realtà si rivela consistere della stessa sostanza di cui sono fatti i fantasmi (più o meno crudeli che siano)? E di che sostanza è fatto un fantasma? Ombra, sogno, eidolon, immagine, come quella della madre che Enea incontra nell’Ade (Eneide, XI), ma quando cerca di abbracciarla dolorosamente svanisce.

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Ottobre 02, 2007

Filosofia della mente, Yoga primordiale

di Wu Ming 5

nascienza.jpg[E' in tutte le librerie il numero 39 della nuova serie di Nuovi Argomenti, intitolato E=mc². Scrittori e scienza. Intervengono, con saggi e paranarrazioni che variano, sul fronte scientifico, dalla fisica alla teoria sul tempo alle neuroscienze, sono stati chiamati Calef, Powers, Paolin, Pincio, Valerio, Minervino, WM5, Sassoli, Giorello, Genna (qui il suo intervento) e il curatore Leonardo Colombati. Riproduciamo qui lo splendido intervento di Wu Ming 5]

I
Questo è un resoconto di come lo studio di teorie scientifiche porti felicità e apertura nella mia vita, e di come alimenti il senso di avventura intellettuale che ritengo centrale nella mia esperienza di autore e di essere umano. E’anche un resoconto di come tradizioni di pensiero lontane vengano utilizzate in modo spregiudicato (ma fondamentalmente rispettoso) nel tentativo di dare ragione della propria storia personale e di trascenderla. Tutte le connessioni sono arbitrarie, proprio per questo tutte le connessioni sono verosimili.

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Ottobre 01, 2007

NESSUNO È IMMUNE DAL DIVENTARE NAZISTA

Le benevole, Supercoralli Einaudi, 2007Impressioni dopo la lettura del romanzo Le benevole di Jonathan Littell

di Wu Ming 1
da "L'Unità" del 30 settembre 2007

Premio Goncourt 2006. Monumentale opera prima scritta in francese da uno statunitense. Caso editoriale in diversi paesi. Oggetto di stupore, shock e ammirazione. Alzate di polveroni a destra e a manca da parte di storici e critici, di ebrei e gentili. Perché?
Perché è chiaro fin da subito (dal lungo prologo intitolato "Toccata") che Le benevole di Jonathan Littell vuole imporsi come il romanzo supremo e definitivo su Germania nazista e sterminio degli ebrei.
Di questa ambizione, questa hybris che fa scavalcare ogni argine e sfidare ogni precedente narrazione sull'argomento, ho un'esperienza diretta di molti giorni. Leggere Le benevole è ritrovarsi testimoni, percossi e attoniti, di un tracimare: goccia dopo goccia, rivolo dopo rivolo, il fiume di dati, episodi, conversazioni, ricordi, sogni e citazioni si compone, si allarga, si alza, si gonfia finché non esonda. Arriviamo sul fronte russo sospinti da un'alluvione, immane ondata che spazza via interi mondi e innumerevoli vite, finché non impatta con la resistenza di Stalingrado, inattesa, inspiegabile. Le giornate di Stalingrado scavano un momento di "vuoto" nel romanzo e nella vita del protagonista, Maximilien Aue, ufficiale SS. Il vuoto si riempie di follia, follia per una volta non sistemica né organizzata, follia non burocratica bensì singolare e selvaggia. L'accerchiamento sovietico apre un crepaccio nel tempo e la psiche devastata di Aue produce visioni e fantasticherie. I passaggi sono fluidi, non più scanditi da cifre, date e acronimi, tutto è bianco e non si sentono rumori... E' a questo punto che l'onda s'incurva e volge indietro, con violenza moltiplicata. L'Armata Rossa e il Generale Inverno annichiliscono la Sesta Armata. Aue si salva, lo riportano a Berlino.

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