testatahomenew.jpg

Settembre 28, 2007

Agamben: L'AMICO

di Giuseppe Genna

agambenamico.jpgE' possibile, in 19 pagine, compiere una mossa che, se vista (e si può dubitare che lo sarà), avrebbe la potenza di sovvertire l'intero ordine consolidato di una disciplina? Sì: è già accaduto. Dieci pagine di Spitzer e la critica stilistica muta per sempre. Non parliamo delle arti, dove basta un gesto (qualche verso, una linea, l'accostamento di due materiali, uno spartito di poche righe) e la storia cambia per sempre. Le 19 pagine a cui mi riferisco sono quelle de frecciabr.gif L'amico di Giorgio Agamben (Nottetempo, 3 euro) e la disciplina (che tale non dovrebbe mai essere) è la filosofia. L'amico è lo scritto più decisivo, il più acuminato e rivoluzionario, che sia apparso in questi anni in Italia. E' un sutra della filosofia occidentale: non serve una pagina di più. Chi ha occhi per vedere, osserverà un panorama mutato, la filosofia tornare a essere quanto ha da essere: la via per la penetrazione di sé in sé e, quindi, nel mondo, in coesistenza con gli altri.

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Settembre 27, 2007

Un pomeriggio con Gideon (2 di 3)

di Anarcoreta

africa3.jpg[Qui la prima parte del racconto]

Quando arriviamo io e Gideon, gli occhi di tutti si voltano verso di noi. Un saluto e Gideon inizia a trattare con quello che la “maria” la vende. Io vengo invece apostrofato da un uomo con la camicia rosa. Le sue pupille sono rosse fuoco, ha fumato, e in abbondanza. Dice che gli devo dare soldi. Chiedo perché. Perché lui ha il potere lì. Intanto la transazione per cui siamo venuti si è completata nel giro di poche battute. Il venditore chiede How many? Gideon mi guarda. Chiedo quanto costa. Arrivano cinque strisce di carta marrone di piccole dimensioni. Le riconosco.

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I giornali a processo: il caso 7 aprile - Quinta parte

di Luca Barbieri

Rosso1.jpg(c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Autonomia Operaia

L’area dell’autonomia propriamente detta nasce nel corso del ’73, periodo in cui comincia a prendere consistenza il coordinamento nazionale delle assemblee e comitati autonomi. Il primo prodotto di questo coordinamento sarà il “Bollettino degli organismi autonomi operai”, che nasce nel maggio del ’73 e porta le firme di: Assemblea autonoma Alfa Romeo, Assemblea autonoma Pirelli, Comitato di lotta Sit-Siemens, Gruppo operaio Fiat, Assemblee autonome di Porto Marghera, Comitato politico Enel, Comitato lavoratori-studenti policlinico, Unione sindacale comitati di lotta. […] L’assemblea autonoma di Porto Marghera costituisce probabilmente la più vecchia e solida esperienza di organizzazione autonoma: le sue radici affondano nella rete di intervento del Potere Operaio veneto-emiliano della fine degli anni ’60; confluita in Potere Operaio manterrà sempre una forte autonomia dalle strutture dell’organizzazione ed un’identità nettamente caratterizzata e a partire dal ‘74 darà vita a “Lavoro Zero”.

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Settembre 26, 2007

Sbancor: su Babsi Jones

Clicca quidi Sbancor

[Carmilla si gloria di avere tra i suoi collaboratori e sostenitori di eccezione il misterioso autore e analista che risponde allo pseudonimo Sbancor, probabilmente uno dei massimi esperti di mercati e geopolitica di cui disponiamo nel Paese, un intellettuale quasi rinascimentale per cumulo di competenze e profondità di analisi. Rarissimamente Sbancor firma una recensione letteraria. Lo ha fatto su Rekombinant, per Sappiano le mie parole di sangue di Babsi Jones. Riproponiamo il breve, incisivo e definitivo testo di questo illuminato giudizio non soltanto letterario, poiché Sbancor è autore di un testo fondamentale sul conflitto in Kosovo: l'indispensabile Diario di guerra (DeriveApprodi)]

Nel silenzio che solitamente circonda il genio, è uscito per Rizzoli nella collana “24/7″ (Euro 16,5), un autentico capolavoro della letteratura italiana del III millennio, che sarà anche iniziato da poco, ma che in letteratura sembra più promettente che in politica.
Sto parlando dell’opera di Babsi Jones: “Sappiano le mie parole di sangue“. Si tratta di un’opera unica per diversi motivi.

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Settembre 25, 2007

Le due torri e le passioni tristi

di Girolamo De Michelethevillag.jpg

frecciabr.gifSPECIALE: SULL'11 SETTEMBRE
L'intervento di Valerio Evangelisti
L'intervento di Giuseppe Genna
L'intervento di Ward Churchill

[Questo testo è tratto da un saggio in corso di pubblicazione sul prossimo numero di Discipline filosofiche dedicato al tema del relativismo (g.d.m.)]

Perché la strage delle Due Torri è così importante nella percezione emotiva del presente mondo vitale? C'è, evidentemente, ben più che il mero dato numerico delle 2500 vittime “ufficiali”, e di altre presumibili 2-3000 vite di immigrati clandestini che erano al lavoro nelle Twin Towers, e che risultano “invisibili” persino nel computo dei morti.

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Prefazione a CULTURA CONVERGENTE di Henry Jenkins

culturaconvergente_thumb.jpgdi Wu Ming

[Da tempo vi parliamo di Henry Jenkins, docente al Massachusetts Institute of Technology e autore di alcuni dei più importanti saggi degli ultimi dieci-quindici anni sull'odierna cultura pop, soprattutto nei suoi aspetti di partecipazione e creazione di comunità. Abbiamo fatto talmente tanti riferimenti al suo lavoro che, in occasione di alcune presentazioni di Manituana, i presenti ci hanno fatto domande sui suoi libri (finora mai tradotti in italiano) anziché sui nostri!
Ebbene, finalmente il più importante libro di Jenkins, Convergence Culture, è stato tradotto nella lingua di Petrarca (cioè, più o meno), ed esce in questi giorni per le edizioni Apogeo. La prefazione l'abbiamo scritta noi. Eccola.]

Nel migliore dei mondi possibili, la pubblicazione di questo libro scuoterebbe come un terremoto il dibattito italiano su Internet e le nuove tecnologie di comunicazione. Se non produrrà nemmeno uno scarto, significa che quel dibattere è una parvenza di vita, finestre sbattute dal vento in una villa disabitata, mortorio al cui confronto un poltergeist è il Carnevale di Rio.
Cultura Convergente è un saggio rivoluzionario per molte ragioni. La prima è un marchio di fabbrica anglo-sassone: l'essere comprensibile, appassionante, farcito di prove ed esempi. Nel testo si fa spesso riferimento ad autori europei, capaci di brillanti costruzioni teoriche, ma molto meno dotati nel tradurle in un linguaggio immediato e in pratiche sociali osservabili. Come per magia, nelle pagine di questo libro ogni oscurità concettuale si fa cristallina.

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Settembre 23, 2007

La sventurata rispose. La Sinistra e l'Ordine pubblico (5)

di Gaspare De Caro e Roberto De Caro

democracy.jpg

4. Il meccanismo dell’arancia

Alcuni attenti studiosi e commentatori hanno messo l’accento sulla sostanziale inconsistenza della contesa sul maggiore o minore grado di affidabilità democratica di Polizia e Carabinieri. Scrive, ad esempio, Salvatore Palidda:

Mi sembra, en passant, piuttosto ridicolo disquisire sui sospetti caratteri antidemocratici dei carabinieri piuttosto che di altre polizie o… dei servizi segreti, come si fa a proposito della vicenda del documento del rappresentante del cocer e della legge sul riordino delle polizie e sul nuovo status dei cc. Al di là delle molteplici strumentalizzazioni degli uni e degli altri (cioè di componenti delle varie polizie, come dell’opposizione e della maggioranza), è noto che in tutte le forze di polizia sono presenti operatori democratici, anche se forse siamo in presenza di una tendenza dominante che asseconda l’andamento oggi socialmente maggioritario che va a favore di un certo autoritarismo sociale connotato da una chiara tendenza razzista.

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Settembre 22, 2007

Un pomeriggio con Gideon (1 di 3)

di Anarcoreta

africa4.jpg[Carmilla presenta un racconto in tre puntate che combina etnografia e narrativa. La narrativa sta diventando una tecnica molto efficace per riflettere in chiave antropologica sul potere, l’alterità, la disuguaglianza e le strategie di resistenza degli individui, da ogni lato del pianeta]. A.P.

Verso le sette della sera le nostre strade si separano. Siamo entrambi pronti per i saluti. Gideon chiede e ottiene soldi: Give me money to get a car. Lo osservo attraversare la strada. Ci si saluta rumorosamente; prima lui, poi io, gridiamo: Strength oh! Forza! Mi volto e guardo avanti, inizio a camminare verso il mio alloggio. Passa un taxi collettivo davanti a me. Gideon gli grida dietro per fermarlo, lo rincorre e mi sorpassa, il furgone si arresta. Un momento di sosta, Gideon confabula con chi c’è dentro - nascosto alla mia vista dalla sagoma del mezzo – e il minibus riparte mentre Gideon che non lo ha preso, ora sorridente, cammina in direzione opposta alla mia. Di nuovo a voce alta: Strength oh! E’ l’ultima volta che l’ho visto.

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La sventurata rispose. La Sinistra e l'Ordine pubblico (4)

di Gaspare De Caro e Roberto De Caro

mostri.jpg

Novantacinque milioni di che?
Ma non è finita qui. I rutti del Golem si susseguono. Il 31 marzo 2000 il manifesto rende nota la vicenda delle denunce che Valerio Mattioli – un appuntato scelto della Benemerita, con più di vent’anni di servizio – ha inoltrato a pioggia a circa ottanta procure italiane e al Garante della privacy. Si tratta di stabilire fino a che punto sia lecita l’attività capillare di schedatura praticata dall’Arma. Mattioli parla di 70 milioni di schede archiviate, cioè non distrutte dopo un periodo limitato di tempo, come prevede la legge. Il caso finisce in Parlamento. La prima reazione dei vertici dell’Arma è di comminare una sanzione disciplinare nei confronti del carabiniere: tre giorni di consegna per non aver informato i superiori. In realtà lo aveva fatto l’11 gennaio 1998, quando chiese chiarimenti al Comandante generale tramite i superiori gerarchici «sullo stato di applicazione della legge sulla privacy», ma non avendo ricevuto risposta, ai primi di agosto del 1999 si era rivolto alla magistratura.

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Settembre 21, 2007

Due dita di Cognac

di Gianfranco Marelli

suonatrice.jpg

Gianni-Emilio Simonetti, La suonatrice di theremin. L’insurrezione di Kronshtadt nei ricordi di Anastasija S. musicista e cuoca, DeriveApprodi, Roma 2007, pp. 175, € 15.

Forse come Nastja, la protagonista del romanzo, dovremmo allungare le due dita di Cognac con un po’ d’acqua – secondo un’antica abitudine russa – prima di accingerci a raccontare una storia melanconica, nostalgica, eppure vibrante e sferzante come l’eroica insurrezione di Kronshtadt contro la «commissariocrazia» bolscevica in quel freddo e pungente inverno del 1921. E poi domandarci se «amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita».

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Serge Quadruppani: IN FONDO AGLI OCCHI DEL GATTO


Clicca se vuoi ordinare il libro
[In calce: calendario presentazioni + link di approfondimento]

di Wu Ming 1

Era ora che Serge Quadruppani, uno dei più vivaci e spiazzanti autori del polar (il “crime novel” francese), fuggisse dal sovraffollato ghetto delle collane da edicola e approdasse alle librerie, dove le tirature sono minori ma i libri rimangono reperibili più a lungo. I precedenti romanzi uscirono nel Giallo Mondadori, collocazione che garantisce non più di due settimane di esposizione e poi via, indietro tutta, al macero o negli arretrati da richiedere per posta. A noi capitò di segnalare titoli come La breve estate dei Colchici (Giallo Mondadori n. 2822, 8/5/2003) e La notte di Babbo Natale (Giallo Mondadori n.2863, 2/12/2004) quando ormai era troppo tardi e il lettore poteva solo cercarli per bancarelle. E' merito dell'editore Marsilio se quel ciclo si è interrotto e oggi possiamo recensire senza frustrazioni In fondo agli occhi del gatto (Le Farfalle Marsilio, traduzione di Maruzza Loria, € 13).
Le opere di Quadruppani sono narrazioni filosofiche forsennate, meditazioni sul male e la sua “necessità”, vagabondaggi esilarati tra le macerie delle lotte di classe novecentesche. Qui seguiamo, minuto per minuto, la fuga di Michel, cinquantenne disoccupato che la polizia sospetta dell'omicidio del suo miglior amico. Vengono alla mente alcuni classici (cinematografici prima ancora che letterari), da Le Samourai di Jean-Pierre Melville (ma qui il tono è molto più scanzonato) a Fuori orario di Scorsese, passando per Tutto in una notte di John Landis e un altro film che menzionerò tra poco.

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Settembre 20, 2007

Prem Shankar Jha: IL CAOS PROSSIMO VENTURO

di Girolamo De Micheleilcaosprossimo.jpeg

Prem Shankar Jha, Il caos prossimo venturo. Il capitalismo contemporaneo e la crisi delle nazioni, introduzione di E. Hobsbawm, trad. di Andrea Grechi e Andrea Spilla, Neri Pozza, Vicenza, 2007, pp. 677, € 25,00.

La pubblicazione del grande saggio dell’economista indiano Prem Shankar Jha Il caos prossimo venturo merita attenzione per più di un motivo. In primo luogo, perché consente di focalizzare l’attenzione degli analisti occidentali, inguaribilmente onfalocentrici, sull’alto livello della produzione culturare orientale. È interessante vedere come alcuni fondamenti dell’economia e della storiografia (Arrighi, Polanyi, Braudel , Schumpeter, esplicitamente richiamati dall’autore sin dalle prime pagine) siano tutt’ora attuali, forse perché capaci di visioni globali che sfuggivano alla centralità dell’ombellico occidentale.

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Settembre 19, 2007

La sventurata rispose. La Sinistra e l'Ordine pubblico (3)

di Gaspare De Caro e Roberto De Caro

dalemasso.jpg

Storie di Pappalardo
Tuttavia, a turbare i sonni più o meno sereni dei politici, soprattutto di quelli di Sinistra, qualche giorno prima dell’approvazione al Senato della legge 78/2000 si scoprì che dagli abissi imperscrutabili dell’Arma era partito un sinistro colpo di avvertimento. Solo un velo dello scenario che si stava prospettando, una lieve vibrazione del pendolo che però, scrutata oggi con occhio storico, svela tutta la sua inquietante carica ammonitrice. Il 21 marzo 2000 gli organi di stampa entrano in possesso della nota informativa n. 20 del Cocer dei Carabinieri, datata 11 febbraio 2000, nella quale si riporta il contenuto di una telefonata fatta il 9 febbraio dal Colonnello Antonio Pappalardo, presidente del Cocer, al presidente del Consiglio Massimo D’Alema. L’argomento naturalmente è la legge sul riordino delle forze di polizia, che sarà votata in prima battuta alla Camera il 23 febbraio. Pappalardo si lamenta con D’Alema: «Qualcuno vuole mettere in difficoltà l’Arma dei carabinieri […]. Se si vuole un’unica forza di polizia, si abbia il coraggio di farlo. Questo ovviamente comporterà l’annientamento dell’Arma».

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Settembre 18, 2007

Gardella: VERDE CAMBOGIANO

massimogardella.jpgdi Massimo Gardella

[E' da poco uscita per Coniglio Editore, l'antologia frecciabr.gif Pronti per Einaudi (€ 14), una miscellanea di racconti di autori che non hanno mai pubblicato per la storica casa editrice torinese. Tra gli scrittori antologizzati, c'è Massimo Gardella, membro del gruppo pop Yellow Capra (un consiglio: ascoltateli) e autore che seguiamo da tempo su Carmilla , intravvedendone un luminoso futuro editoriale. MG ci concede il permesso di riprodurre il racconto pubblicato nell'antologia: del che lo ringraziamo. gg]

Il cartellone è alto tre metri e lungo il doppio. Si staglia con la sua cornice di metallo e chiazze di ruggine color tetano sul cielo di una bianchezza abbacinante, un’unica immensa cupola che abbraccia quasi due terzi del campo visivo. Non ho mai visto un cielo così fisico e dilatato, sembra che si estenda anche nello spazio matematicamente infinito. Grande come l’immagine votiva di un leader maximo, monito perenne ai passanti, un bimbo dai denti irregolari sorride dal cartellone, sotto di lui cubitale il memento NO SEX WITH CHILDREN.

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Settembre 17, 2007

Altri racconti brevi e spietati

di Alessandra Daniele

Liposuzione.jpgPeso superfluo

“Ferro nella norma. Potassio in leggero calo. Magnesio….”
In macchina, mentre si pettinava, Gina ascoltava distrattamente la voce metallica della tecnospazzola snocciolare il mineralogramma desunto dall’analisi dei suoi capelli. Appena il semaforo tornò verde posò la spazzola e ripartì, soddisfatta della conferma ricevuta sul proprio stato di salute. Qualche metro dopo, una massa di poltiglia sanguinolenta le si spiaccicò di colpo sul parabrezza. Gina piantò una frenata violenta, sbandò sul viscidume insanguinato, lottò per non uscire di strada torcendo il volante.
Fallì, schiantandosi contro la riproduzione in acciaio e plastica di un platano.
L’airbag le salvò il collo, ma poco altro.

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Settembre 16, 2007

Il V-Day, Beppe Grillo, il grillismo

da Agit-Prop

BeppeGrillo.JPG[Tito Pulsinelli ha letto, qui, il V-Day indetto da Beppe Grillo come un fenomeno di democrazia diretta, a torto scambiato per populismo. Altri redattori di Carmilla, pur accettando molte tesi di Pulsinelli, hanno del V-Day una visione molto più critica. Sintetizzo le loro posizioni con un articolo apparso sul sito Agit-Prop, riservandomi un brevissimo commento finale.] (V.E.)

Ne hanno parlato i tg. Due o trecento mila presenze in piazza a Bologna. Una rete satellitare dedicata, a seguire in diretta l’evento. Lui dirà dal suo blog di non essere stato considerato a sufficienza. Il suo pubblicò annuirà convinto. Quel che vogliono sentirsi dire. Ostracismo da casta.
Passare in rassegna i nomi dei panzoni della politica di professione. Metterli alla berlina e con ognuno procedere ad un sommario pelo e contropelo. Il salone di barbiere di Beppe Grillo piace. Affascina. Ingolosisce.

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Settembre 15, 2007

Quarto Oggiaro, Milano

di Girolamo De MicheleGBiondillo.jpg

Su Gianni Biondillo e Il giovane sbirro vedi le recensioni di Daniela Bandini su Carmilla e di Wu Ming 1 su Nandropausa

Potrebbe sembrare ad un critico disattento che con Il giovane sbirro Gianni Biondillo sia giunto alla terza (o quarta?) puntata del ciclo di Michele Ferraro (tutte edite da Guanda), poliziotto milanese con ascendenze meridionali e residenza a Quarto Oggiaro, un passato da rockettaro (tutti dati presenti nella biografia dell’autore) e un matrimonio fallito alle spalle. Potrebbe: e allora Biondillo sarebbe l’ennesimo caso di giallo seriale condito con una spruzzata di folklore locale e una miscela agrodolce, un punto d’amaro e mezzo di dolce, che fa dire del poliziesco tutto il male possibile a tanta critica blasonata. Bene: se simili critici esistono, peggio per loro.

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La sventurata rispose. La Sinistra e l'Ordine pubblico (2)

di Gaspare De Caro e Roberto De Caro

pennacchio.jpg

4. Pene d’amor perdute
La Polizia avvertì troppo tardi l’inconfondibile fetore del tradimento, ma non si arrese senza combattere. Il 12 gennaio 2000, a Roma, nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, uno dei locali che dipendono dalla Camera dei Deputati, i comunisti italiani ospitarono un Convegno dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia (ANFP) su "Democrazia, equilibri istituzionali e cultura della sicurezza civile. Commento all’Atto Camera n. 6249 (Riforma Forze di Polizia e coordinamento)". Gli atti del Convegno costituiscono una testimonianza fondamentale per la comprensione della genesi e della natura della riforma che in materia di ordine pubblico i governi di centrosinistra hanno regalato agli italiani.

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La Piazza è Maggiore

di Tito Pulsinelli

VaffanculoDay.jpgLa folla che ha colmato Piazza Maggiore a Bologna ha generato il suo primo effetto collaterale di rilievo. I forgiatori professionali di opinione pubblica, i commentatori che ricamano l’aria, gli intervistati “full time” e “a progetto”, hanno scoperto due parole magiche per il nuovo gergo da massificare.
Nel prêt-a-porter dell’autunno-inverno impazzeranno la “anti-politica” e il “populismo” che – dopo la sua gran auge nella cronaca internazionale - viene ora lanciato sulle bancarelle italiane. Due fragili barriere semantiche dei nuovi pompieri, inadatte a narcotizzare logica e significati.

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Settembre 13, 2007

La sventurata rispose. La Sinistra e l'Ordine pubblico (1)

di Gaspare De Caro e Roberto De Caro

stalin.jpg

[Riproponiamo su Carmilla questo saggio sulla riconversione strategica delle forze di polizia italiane ad opera dei governi di Sinistra nella legislatura 1996-2001, in obbedienza alle esigenze militari del nuovo ordine democratico mondiale, che a partire dalla prima guerra del Golfo è ancora in fase di definizione, e senza soluzione di continuità, sebbene con tragici colpi di scena. Il testo, scritto a cavallo dell’11 settembre 2001, è stato pubblicato in Guerra civile globale. Tornando a Genova, in volo da New York, Odradek, Roma 2001, pp. 163-228]

Dobbiamo avere delle forze di polizia e anche un corpo di carabinieri. La repubblica democratica italiana avrà i suoi carabinieri e li tratterà bene, meglio di quanto non li abbiano trattati i passati regimi.
(Palmiro Togliatti, Rinnovare l’Italia, Rapporto al V Congresso nazionale del PCI, Roma, 29 dicembre – 6 gennaio 1946)

Ormai è Storia. La Lunga Marcia della Sinistra è finita, il mandato di Togliatti sull’Ordine pubblico adempiuto. Gli esecutori testamentari – altri avranno a cuore gli adempimenti residui, non c’è da dubitarne – hanno ben meritato il riposo. Poiché sono nella Storia è necessità che la Cronaca li escluda. Ubi maior, minor cessat. Leggeremo dunque la Sinistra nei libri, nel capitolo che le compete: tentasse di uscirne avrebbe l’insostenibile afrore dei riti vudù.

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Perché ci odiano

di Ward Churchill, a cura di Alberto Prunetti

NicaraguaStrage.jpgSPECIALE SULL'11 SETTEMBRE
L'intervento di Valerio Evangelisti
L'intervento di Giuseppe Genna

Chiedetelo agli iracheni,
a quel milione e trecento mila morti tra le due guerre del golfo, assassinati dalle sanzioni economiche;
alle 150mila vittime “collaterali”, bombardate dagli aerei statunitensi nella prima guerra del golfo;
ai 77 mila civili ammazzati a partire dalla seconda guerra del golfo;
ai soldati, perlopiù coscritti, macellati a migliaia sull’autostrada della morte;
a quei 10mila uccisi a Basra 24 ore dopo che il “cessate il fuoco” era stato proclamato;
ai migliaia di anonimi sepolti vivi nella sabbia del deserto, che invocavano pietà davanti ai buldozer con la bandiera a stelle e strisce.

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Babsi Jones: da SAPPIANO LE MIE PAROLE DI SANGUE


babsicoverrcs.jpgdi Babsi Jones

[E' in libreria frecciabr.gif Sappiano le mie parole di sangue (Rizzoli 24/7, 16.50 euro), il quasiromanzo di Babsi Jones. Ne pubblichiamo uno stralcio: torneremo a scrivere, di questo sconcertante reportage dall'umano, libro di guerra esteriore e interiore, compendio dell'alienazione brutale e brutale confessione di chi ha il coraggio di mettersi a nudo, chiedendo una risposta al suo assalto in forma di visione aperta e quasi insostenibile. Per il momento, oltre al brano che riproduciamo di seguito, vi invitiamo a visitare il sito del libro, che è una zona Web labirintica quanto l'Amazzonia, un'esperienza artistica di Rete in cui il testo deborda per immagini, scrapbook, booktrailer, mp3, citazioni, documenti, analisi - si entra e si fatica a uscirne. gg]

Terzo piano.
Entro a caso in un appartamento.
Muri su muri su muri su muri.
Li tocco.
Dovrebbero raccontare qualcosa di me, Direttore: perciò li ho ritratti con la Nikon che mi hai regalato. A questo sono ridotta: a far parlare in mia vece fenditure, fessure, cemento, crepe, calce e calcina, e mattoni spolpati. Qualche particella di ferro già divorata dalla ruggine.

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Settembre 12, 2007

9/11=0,18 periodico

di Giuseppe Genna

frecciabr.gifSPECIALE: SULL'11 SETTEMBRE
L'intervento di Valerio Evangelisti

9110.gifPoche sere fa, con calma posata intrisa di politically correct, Enrico Mentana rivendicava per la sua trasmissione, andata in onda per tutta l’estate, il fatto di non avere speculato sulla tragedia di Garlasco, trasformatasi in ben peggio che un circo mediatico: poiché il circo è divertente o tristissimo, i suoi artisti sono professionisti nomadi. Garlasco è invece una tragedia e lo è per una carica spettacolare che, ormai, di spettacolare, non ha più nulla. Il giornalista Mediaset dava poi corso alla puntata: mezz’ora a disposizione per un rappresentante delle teorie alternative alla verità ufficiale spacciata sui fatti dell’11 settembre, e pari tempo a un debunker dei debunker, a conferma di quella verità ufficiale. Tutto ciò, non prima di avere trasmesso un frammento del nuovo video di Osama Bin Laden, che, con consueta puntualità a vantaggio dell’allarme americano, celebra quella che dovrebbe essere la sua impresa, con barba rinnovata, attaccatura nasale fisiognomicamente distante dall’originale e posture corporali inedite. Potrebbe dirsi, tutto ciò, una carnacialata, e invece non lo si può dire, a fronte di 2.500 morti americani nell’attacco dell’11 settembre e a quelli, americani ma soprattutto iraqeni e afghani, che ne sono seguiti. Meglio: che sembrano esserne seguiti.

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Settembre 11, 2007

Joe Zawinul, 07.07.1932-11.09.2007

Joe Zawinul was born in Earth time on 07 July 1932 and was born in Eternity time on 11 September, 2007. He, and his music, will continue to inspire!

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L'11 settembre e il Manifest Destiny

di Valerio Evangelisti

Bin1.jpg[Da oggi e per alcuni giorni pubblicheremo interventi di alcuni redattori di Carmilla – diversi per lunghezza, approccio e contenuti - sull’11 settembre 2001 e su ciò che ha rappresentato.]

Per parlare dell’evento in sé bisognerebbe conoscerlo. Anche senza essere complottisti accaniti, va riconosciuto che l’amministrazione statunitense ha diffuso dei fatti dell’11 settembre versioni lacunose e per nulla credibili. Enormi aerei passeggeri che aprono un buchetto o vi scompaiono, lunghe telefonate dal cielo in aree da cui chiamare col cellulare era impossibile, aviatori dilettanti che si scoprono capaci di pilotare un jet in circonvoluzioni acrobatiche, strani integralisti musulmani che frequentano prostitute, bevono alcool e, una volta ufficialmente morti, risultano vivi e vegeti. E su tutti, troneggiante, questo bizzarro Osama Bin Laden mutevole d’aspetto, che parla solo in video e che da ultimo è apparso con una barba vistosamente tinta, così ringiovanito che Berlusconi dovrebbe prendere lezione da lui. Bah.

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Settembre 10, 2007

Une histoire politique de l'amnistie

di Paolo Persichetti

amnistie.jpg

Solo pochi decenni fa l’amnistia era considerata ancora una parola di Sinistra. Nata con la democrazia ateniese, era parte del repertorio delle forze che si dicevano democratiche. Fin dalle origini aveva animato le battaglie di libertà del movimento operaio. Convogliava un’idea di società tollerante e progressiva, conteneva una domanda di giustizia moderatrice consapevole dell’importanza che il ricorso a strumenti di correzione politica della fermezza penale, ispirati a quella mitezza tratta dalle vecchie massime latine che richiamano prudenza ed equità nell’applicazione della legge, svolgeva una funzione riparatrice delle ingiustizie.

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I giornali a processo: il caso 7 aprile - Quarta parte

di Luca Barbieri

PotOp.jpg(c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

Potere Operaio

"La vicenda di Potere Operaio trova le sue origini nel discorso teorico di Quaderni Rossi, una rivista nata nel 1961 – ma in realtà era stata già pensata in precedenza – ad opera di alcuni intellettuali in prevalenza socialisti, ma anche comunisti, particolarmente attenti al fenomeno, che allora si andava compiendo, del passaggio dell’economia italiana dalla fase prevalentemente agricola a quella industriale-agricola, caratterizzata, come negli altri paesi di capitalismo maturo, dalla prevalenza del capitalismo monopolistico di Stato; e convinti della necessità per il movimento operaio di modificare profondamente, di conseguenza, la propria strategia […] La critica nei confronti della linea politica delle organizzazioni storiche del movimento operaio e la convinzione della necessità di una nuova strategia tengono uniti per qualche tempo coloro che hanno dato vita alla rivista, ma a un certo punto – è l’estate del 1963 – sorgono e si sviluppano motivi rilevanti di divisione.

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Settembre 09, 2007

Due raccontini di Santascienza

di Alessandra Daniele

CyberChurch.jpgPiù famoso di Gesù

Il talent-scout lo squadrò
- Sì, sei fotogenico, ma soprattutto hai il fisico e i colori giusti per il technicolor. Gli anni’50 saranno il boom del technicolor.– Gli puntò il sigaro contro – Io posso portarti dritto a Hollywood – tirò una boccata – Per prima cosa dobbiamo cambiare il nome. Cazzo, è impronunciabile, ma da dove vieni?!
- Dalla Polonia
- Ehi! Non sarai mica un fottuto rosso?
- Indiano?..
- Comunista!
Il ragazzone biondo trasalì, come orripilato
- Assolutamente no! Sono contro, proprio per questo ho lasciato la Polonia! Avevo anche pensato di farmi prete…

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Settembre 08, 2007

Il '77 secondo Cossiga

cossigaintervista.jpg[Gnosis, la rivista dei Servizi Segreti italiani pubblica una lunga intervista a Francesco Cossiga sul '77. La proponiamo, lasciando piena autonomia di giudizio rispetto a quanto Cossiga va dichiarando]

Sul 1977 in Italia, in occasione del trentennale, le rievocazioni si moltiplicano. Memoria, storia, analisi socioeconomica, letteratura, critica, persino autocritica. Le riflessioni ruotano attorno ad alcuni interrogativi. L'antagonismo nasce dalla struttura sociale? O dalle culture politiche? Oppure dalle chiusure della politica ufficiale?

Coloro i quali ritengono che l'inizio, la madre del 1977, sia stato il '68, sbagliano. Che alcune delle idee, alcune delle persone del '68 siano poi venute al '77, in varie forme, questo è vero. Ma ciò perché il '68 italiano era una grande contestazione dell'esistente in una speranza del futuro; anche se non ebbe quello slogan eccezionale che fu lanciato in Francia: "l'immaginazione al potere".

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Settembre 07, 2007

Ravenna rosso-nera

di Valerio Evangelisti (da il manifesto, 22 agosto 2007)

RomagnaSocialista.jpgE’ impossibile restare indifferenti a Ravenna, oppure odiarla. Bisogna amarla, non ci sono alternative. Variano solo le ragioni di questo amore. Alcuni chiameranno alla memoria i ricordi dell’antica capitale bizantina, o la tomba di Dante. Pochi, come chi scrive, penserà invece alla città come culla e luogo simbolo del movimento operaio italiano ai suoi primordi, ed epicentro di tutta una moderna civiltà. Più di Bologna. Più di Imola, che pure diede il suo fenomenale contributo.
Emiliano per via paterna, romagnolo per sangue materno, dalla stazione percorro i viali che conducono al centro. Furono teatro della Settimana Rossa del 1914. Una storia complessa e violenta, lontana dalle placide diatribe tutte emiliane tra Don Camillo e Peppone, quarant’anni dopo.

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Settembre 06, 2007

Polizia postmoderna

poliziapostmoderna.bmpdi Salvatore Palidda
[Mentre ondate di allucinante leghismo transregionale, divenuto ormai norma antropologica nazionale, si scagliano contro lavavetri e immigrati di ogni tipo, amnistiati e rifugiati politici, riteniamo opportuno riproporre un brano da quello splendido libro che uscì per l'altrettanto splendida collana che fu InterZone di Feltrinelli, frecciabr.gif Polizia postmoderna. Per un'etnografia del nuovo controllo sociale - € 16,53]

Polizia, controllo e disciplina sociale possono essere considerati come attività di fondamentale importanza per l'organizzazione della società. In altri termini, senza tali attività non esisterebbe regolazione delle relazioni, delle contraddizioni o dei conflitti tra individui e tra gruppi, e tra ognuno di questi e l'insieme della società. L'azione della polizia può essere pacifica se riesce a essere praticata attraverso la persuasione e la subordinazione a regole di comportamento condivise da tutti i membri della società. Invece, essa implica necessariamente il ricorso alla forza quando alcuni attori sociali non vogliono, non possono o non sono in grado di condividere tali regole. La trasgressione viene allora considerata come minaccia, violenza e lesione degli interessi o dell'integrità dei membri o dell'intera società. I trasgressori appaiono dunque come nemici di singoli individui o gruppi e dell'intera società, che tuttavia non fa che riprodurli adottando regole non condivisibili da tutti.

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Settembre 05, 2007

La memoria selettiva di Enzo Biagi

di Gaspare De Caro e Roberto De Caro

biagi.jpg

Nell’intervista concessa a Luciano Nigro in occasione dei festeggiamenti per il suo ottantasettesimo compleanno nella natia Pianaccio di Lizzano in Belvedere e pubblicata il 9 agosto scorso sull’edizione bolognese di Repubblica, Enzo Biagi racconta che «Giorgio Pini, cognato di un mio zio che si chiamava come me, incontrò Mussolini alla vigilia del gran consiglio che lo destituì», cioè poco prima del 24 luglio 1943. Nigro chiosa: «Lei in quei giorni scelse i partigiani». Biagi non fa una piega: «E mi trovai con gente di ogni classe…». Non è certo la prima volta che l’illustre giornalista glissa sui particolari, e crediamo sia giusto informare i lettori che non fu affatto «in quei giorni» che «scelse i partigiani», poiché qui le date contano e l’omissione non è innocente.

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I giornali a processo: il caso 7 aprile - Terza parte

di Luca Barbieri

QuaderniRossi.jpg(c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica, purché non a scopi commerciali e a condizione che questa dicitura sia riprodotta.

3. Sigle, movimenti, terrorismi

Alla sinistra del PCI

In questo contesto bloccato, dopo il golpe cileno il Partito comunista guidato da Enrico Berlinguer si convince che non sia possibile, in quel contesto internazionale, un governo autonomo delle sinistre. Inizia il lento ma inesorabile avvicinamento dei comunisti alla Democrazia cristiana, dalla sinistra al centro dello schieramento politico. La possibilità di arrivare al “compromesso storico” crea forti tensioni e radicalizzazioni all’interno della sinistra e negli ambienti più filoamericani della Democrazia cristiana. In Italia l’onda lunga del ’68 arriva a una situazione di “guerra civile strisciante”. Il Partito comunista in questa lunga marcia verso il governo del Paese è costretto a una costante dimostrazione di responsabilità che dovrebbe avvicinarlo ai ceti medi.
Ma se il movimento nasce a sinistra, se il più grande Partito comunista d’Occidente è costretto a guardare al centro, senza poter al tempo stesso essere scavalcato a sinistra, come sarà il suo rapporto con esso?

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Settembre 04, 2007

Adattamento ambientale

di Alessandra Daniele

Hurricane.jpgIl sole sorse puntuale alle 06,18. Circa quattro minuti dopo, tramontò.
Subito dopo si scatenò la tempesta.
- Ma che cazzo è successo al controllo ambientale? – chiese il governatore McKopf, urlando per sovrastare il frastuono della violentissima grandinata sui pannelli del Centro Meteo
- Avevo ordinato una bella giornata tiepida e olo-soleggiata, e invece qui sotto la Cupola c’è un inferno di ghiaccio! – ringhiò paonazzo. - I nostri cittadini pagano per il clima controllato, ed è gente abituata a ottenere esattamente quello che vuole, mica come quei morti di fame là fuori, che si beccano tutta la merda che gli scaraventa addosso l’effetto serra!
- E’ cominciato tutto stamattina, quando il nostro sole olografico è improvvisamente… tornato sui suoi passi.- Santini, meteo-tecnico, chinò la testa con aria affranta - Hackers – ammise – qualcuno è entrato nel sistema, ha preso il controllo delle nostre macchine, e le ha riprogrammate per fargli eseguire una serie casuale di sconvolgimenti climatici.

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Settembre 03, 2007

Gli altri incendi della Grecia

Soffocata dal fumo dei roghi che hanno falcidiato in Grecia più di 50 persone, la notizia dei gravissimi scontri tra forze dell'ordine e immigrati nigeriani, appoggiati da studenti, squatter, autonomi e liberi cittadini, nella città di Salonicco, non ha avuto rappresentazione nella scena mediatica. Due notti di guerriglia drammatica, scatenata da un fatto tragico, ormai entrato nella normalità della violenza e della censura perpetrata su lavavetri e supposti abusivi, a partire dall'Italia ed evidentemente non soltanto in Italia: un venditore africano di dvd pirata incappa in un controllo della polizia, scappa e muore. Si è trattato di Tony Onuoha, nigeriano, 25 anni, caduto da una finestra al primo piano di una caffetteria mentre fuggiva dal controllo.
E' una situazione che si sta allargando a un ritmo pari a quello degli incendi dolosi. A febbraio si erano verificati durissimi scontri tra polizia e anarchici, ad Atene. Proponiamo la testimonianza video della guerriglia urbana di Salonicco. L'Europa non è soltanto il sisma sovietico della Banca Centrale, sotto bolla dopo il crash dei mutui americani: sta accadendo qualcosa di più, nessuno ne parla.

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Settembre 01, 2007

L'eterna fandonia. In difesa di Stokely Carmichael (Kwame Ture)

stokely_diffamato2.jpg

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Leggere l’Argentina: una bibliografia

di Alberto Prunetti

040630piqueteros.jpgL’Argentina è un paese affascinante, segnato però da una tradizione repressiva e da una vocazione all’oblio che ha reso malata la sua società. Un sintomo di questa malattia è l’incapacità di chiudere certi capitoli della propria storia, quali ad esempio la presenza di reparti occulti militari (clicca qui per il caso López). L’Argentina però è anche uno dei più interessanti laboratori di conflittualità e di autogestione. Le esperienze dei piqueteros, delle fabbriche autogestite e delle assemblee di quartiere sono una risposta concreta alle cassandre del neoliberalismo, che hanno confinato nell’utopia ogni alternativa al loro incubo di plastica. Da un paio di anni mi dedico a leggere libri su questi argomenti e adesso ho deciso di condividere con i lettori di Carmilla la mia bibliografia argentina.

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