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Luglio 31, 2007Il risveglio degli animalonidi Valerio Evangelisti (da Robot n. 47)
Luglio 30, 2007Israele salvato da Furio Colombodi Gianluca Bifolchi (da Tlaxcala)
Furio Colombo, La fine di Israele, Il Saggiatore, 2007, pp. 127, € 10,00. La ragione per cui Furio Colombo ha scritto La fine di Israele è chiarita nell’introduzione, dove l’autore ricorda una manifestazione di solidarietà a Israele tenutasi un anno fa al Portico d’Ottavia, il vecchio ghetto ebraico di Roma, nell’infuriare della guerra in Libano tra Israele ed Hezbollah. Colombo, che ovviamente vi prese parte, ricorda con amarezza il cortese ed educato apprezzamento della comunità ebraica verso i leader di sinistra presenti e i tripudi e le ovazioni riservati invece a Fini, Schifani, Cicchitto e compagnia bella.
Luglio 29, 2007In memoria di Stanislaw Lem 2/2di Darko Suvin (trad. di Francesca Valentini)
CONTRO: Prenderò qui in esame come primo testo la Summa Technologiae, scritta (incredibilmente) intorno al 1960 e pubblicata in polacco alcuni anni più tardi. Si tratta di una descrizione panoramica, all’epoca certamente ineguagliata, delle possibilità tecnologiche dei decenni e forse dei secoli futuri, che comprende riflessioni ben informate ed esaustive su civiltà cosmiche, “macchine pensanti” (l’intellettronica, per usare la terminologia di Lem), la costruzione di mondi artificiali più perfetti dell’attuale spazio virtuale (la “fantomatica”), e molti altri aspetti dell’”evoluzione tecnologica”. La prima volta che lo lessi fu nell’edizione russa degli anni ’70, che poi confrontai con l’originale polacco e con la traduzione tedesca del 1981, basata sulla terza edizione polacca; ho combattuto invano per un quarto di secolo affinché fosse tradotta negli Stati Uniti - nessuno voleva rischiare il denaro necessario a tradurre 600 pagine di un testo difficile scritto da uno straniero in una lingua sconosciuta. Ma, mentre do per scontato che anche oggi potremmo imparare molto da quest’opera, trascurerò totalmente le idee e i temi più significativi per concentrarmi invece su un presupposto chiave che definisce e limita l’opera: questo libro riguarda la progettazione di piani grandiosi senza una sola parola su chi sarà destinato a realizzarli.
Luglio 28, 2007Il mito del cinema italiano assistitodi Mauro Gervasini
Il cinema italiano è il più brutto del mondo. Così scriveva Paolo Bertetto parecchi anni fa. E la situazione forse non è cambiata, al di là delle frasi a effetto. Viviamo una grave crisi creativa perché è sempre più difficile, per chiunque, registi e sceneggiatori, riuscire a raccontare una società che si è fatta magmatica e confusa, pur se terribilmente omologata. Soprattutto, sono scomparsi i produttori, intesi in senso classico, figure centrali della nostra cinematografia del dopoguerra. Figure anche rapaci e interessate al profitto, in nome del quale sapevano però accollarsi il rischio d’impresa e sfoderavano un coraggio raro, ormai. Siamo invece di fronte a una nuova generazione di executive costretti a soddisfare una sola committenza, il duopolio Rai-Mediaset, con tutti i compromessi del caso. Senza i produttori è impossibile pensare a una rinascita del cinema italiano, perché qualunque nuova idea finirà per scontrarsi con il conformismo estetico e narrativo imposto dalla Tv, ormai unico sbocco per qualunque film, anche quello più “d’autore”.
Luglio 26, 2007Ode civile per la morte in piazza Alimonda: Carlo Giuliani
Ero oggi dentro il bar e su di te quanto
La casta del cinema italianodi Alessandro Morera
Luglio 25, 2007In memoria di Stanislaw Lem 1/2di Darko Suvin (trad. di Francesca Valentini)
Stanisław Lem, romanziere, intellettuale e saggista polacco, è morto a 85 anni nel marzo 2006. Questo grande autore merita di essere ricordato e onorato in modo critico. Tenterò di offrire dapprima un panorama generale delle sue opere principali per poi focalizzare l’attenzione su due di esse, lasciando emergere punti deboli ed elementi di forza.
Luglio 23, 2007WATCHMEN: Chi sorveglia i sorveglianti?Nel 1986 esce il primo numero di Watchmen, scritto da Alan Moore e illustrato da Dave Gibbons, e il mondo dei supereroi cambia per sempre. Soprattutto perché Watchmen, ripubblicato in un bel volume da Planeta-De Agostini, ribalta la facciata dei supereroi, e ancora di più perché non si tratta di un “fumetto” nell’accezione più pop del termine. L’universo in cui si muovono Nite Owl (Gufo Notturno), Rorscharch, il Dottor Manhattan, il Comico e Spettro di Seta è una distopia della nostra società, un affresco che parte in maniera filologica con i testi di storia dagli anni ’30 e prende un’inaspettata deviazione nel ’59 (anno in cui tra l’altro fu pubblicato Tempo fuori luogo – o Tempo fuor di sesto, per rispettare la citazione shakespeariana del titolo originale Time Out of Joint – di Phiip K. Dick), anno di nascita, o per meglio dire di rinascita, del 37enne fisico nucleare Jonathan Osterman che in seguito a un incidente di laboratorio in cui viene disintegrato in una camera fotonica ritorna nella forma di una coscienza superiore e viene battezzato dal governo degli Stati Uniti (Nixon in carica) come Dottor Manhattan.
ANIME NERE: l'arte del racconto crudeledi Danilo Arona
Leggo qua e là in rete che Anime nere, antologia da poco uscita nella Piccola Biblioteca degli Oscar Mondadori a cura di Sergio "Alan" Altieri, sarebbe la risposta editoriale a un precedente lavoro di gruppo siglato Baldini & Castoldi e intitolato Incubi. Nulla di più fuorviante: Incubi, curato da Raul Montanari, possiede una sua specificità di definizione richiamata anche nel sottotitolo ("Nuovo horror italiano"), mentre Anime nere semplicemente non ce l'ha né si preoccupa di averla. L'accostamento in scala cronologica è puramente casuale e basterebbero a confermarlo le presenze in Anime nere di autori come Nerozzi, la Vallorani, già nella squadra di Incubi, e dello stesso Montanari.
Luglio 22, 2007Due teoremi elettoralidi Ernesto Screpanti
Alla base della passione dei liberali moderni per il sistema maggioritario c'è un teorema politico noto come teorema dell'elettore mediano.
Luglio 20, 2007Don Zauker esorcistadi Alberto Prunetti
“_Santità, la verità è che da quando la Germania ha perso i mondiali, non siete più lo stesso!” Eccola qui una delle tante battute contro Ratzinghe nel più irriverente fumetto degli ultimi anni: “Don Zauker, esorcista”, di Emiliano Pagani e Daniele Caluri. A chi non li conoscesse - oltre a duemila paternostro di penitenza, convertibili in un campari soda pagabile nel più vicino circoletto - consiglio imperativamente di sfogliare i numeri degli ultimi due anni del Vernacoliere, il leggendario foglio satirico livornese.
KYASHAN (trad. it. - bolognese: Chi a san? Chi cazzo sono?)di Valerio Evangelisti (da Robot n. 50)
Luglio 19, 2007Il paese perdutodi Antonio Moresco
Non facciamo che disperarci per la situazione del nostro paese. Ci arriva l'immagine di un paese marcio, in cui ogni movimento e ogni intento tendono a venire bloccati, in ogni campo. Dentro questa cancrena milioni di donne e di uomini cercano di continuare a vivere e a perpetuarsi. Molti cercano di non sottrarsi alle proprie responsabilità, pur all'interno di una situazione simile, anche se non si fanno illusioni. Si cerca di comportarci con dignità, nel proprio lavoro e nella propria vita, si prende posizione pubblicamente, si va a votare anche quando ti farebbero passare la voglia di farlo, ecc... Perché, anche se è evidente a cosa sono stati ridotti il nostro paese e quella cosa chiamata "democrazia", non ci si può permettere di ignorare la drammatica contingenza in cui ci troviamo.
Luglio 18, 2007Oaxaca un anno dopo. Lo specchio del Messico 2/2di Claudio Albertani (traduzione di Irene Caporale)
È così che la APPO raccolse i consensi di una gran quantità di orga-nizzazioni, individui, e correnti di pensiero. Suscitato da un sussulto di indignazione, il movimento cresceva esprimendo inventiva, creatività e immaginazione.
Luglio 17, 2007Bonvi, le Sturmtruppen e altrodi Valerio Evangelisti
La vita di Bonvi (Franco Bonvicini) è facilmente riassumibile. Ecco come la espone, per sommi capi, un sito Internet, tra i tanti, a lui dedicato:
Luglio 16, 2007Oaxaca un anno dopo. Lo specchio del Messico 1/2di Claudio Albertani (traduzione di Irene Caporale)
Oaxaca è in pace e riflette A un anno dal conflitto degli insegnanti, Oaxaca è lo specchio del Messico. La destra avanza a passi da gigante, ma avanza anche la ribellione che cerca nuove strade, e a volte le incontra. Secondo la Banca Mondiale, il 67% degli abitanti di Oaxaca (2.349.570 su un totale di 3.506.821, secondo i dati ufficiali) vive in uno stato di povertà e disuguaglianza tali da “impedire loro di formare parte attiva della società” (1).
Luglio 15, 2007Lessico veltroniano: il partito che affascinadi Sbancor
Il fatto che io abbia letto il discorso di Veltroni solo attraverso il sito di Babsi Jones la dice lunga sulla mia attenzione attuale alla politica italiana. A questo Paese servirebbero più Babsi e meno Veltroni, più Genna e meno D’Alema, più Wu Ming e meno Bertinotti. Il Magister (Valerio Evangelisti), poi, lo metterei a Capo dell’”Intelligence”. Ma ho paura che non sia così semplice.
Luglio 14, 2007La notte degli Zorro-spaghettidi Valerio Evangelisti
Non molti conoscono l’origine di Zorro (o El Zorro, “la volpe”), leggendario difensore, in California, dei diritti dei messicani poveri contro le prepotenze dei latifondisti e dei colonialisti spagnoli. L’origine del mito sta in un romanzo, The Curse of Capistrano, scritto nel 1919 da un tipico autore americano di narrativa popolare, Johnston Mc Culley (1883-1958). Il successo della storia fu tale che in seguito Mc Culley consacrò al suo eroe, sulle rivistine pulp, numerosi altri romanzi e racconti, sebbene la fama (molto relativa) dello scrittore resti piuttosto legata a Black Star, una specie di Fantomas americano. Non si contano gli apocrifi, fino al recente omaggio da parte di Isabel Allende (Zorro: l’inizio della leggenda, 2005).
Luglio 13, 2007Kaizen: piccolo quadretto pastorale della Rozzemiliadi Jadel Andreetto
(Rozzemilia - CCCP - Fedeli alla linea) Il motore trasforma l'energia termica in energia meccanica, i pistoni scorrono nei cilindri, le ruote girano, il pilota è concentrato sulla pista. A ogni giro il suo team ha il cuore in gola. Sul podio assieme al vincitore ci saranno tutti. L’uomo con la bandiera sulle spalle incarna l’intera azienda con tutti i suoi dipendenti. La Ducati è una squadra e quando vince, vincono tutti. O quasi.
Luglio 12, 2007Lovecraft: un punto di vista "laico"di Valerio Evangelisti
Specialista in narrativa breve, Howard Phillips Lovecraft ha lasciato poche opere classificabili, un po’ a fatica, come romanzi. Una di queste è Il caso di Charles Dexter Ward (“The Case of Charles Dexter Ward”), di tutte la più compiuta. Non sono di pari livello, a mio avviso, né Le montagne della follia (“At the Mountains of Madness”, 1931), omaggio non troppo riuscito al Gordon Pym di Poe (è l’unico scritto in cui Lovecraft descrive nei dettagli alcune delle sue creature mostruose, e si perde nell’impresa per pagine e pagine), né lo stucchevole Alla ricerca della sconosciuta Kadath (“The Dream-Quest of the Unknown Kadath”, 1927, pubblicato nel 1943), ispirato alla prosa barocca di Lord Dunsany.
Luglio 11, 2007La Nuova 500 fa schifodi Wu Ming 5
www.selvas.orgUN ARTICOLO DI TITO PULSINELLI di Valerio Evangelisti
Luglio 10, 2007Cronache di Bassavilla 100IL NUMERO 100 di Danilo Arona
Ciao Danilo
Luglio 09, 2007Radio Free PKD 2/2di Alessandra Daniele
Una sola di quelle idee SF che Philip K. Dick spargeva generosamente a centinaia tra le sue pagine, altri autori l’avrebbero sfruttata (e a volte la sfruttano..) per un’intera saga di dodici volumi.
Luglio 08, 2007Niccolò Ammaniti: Come dio comandaAffresco straordinario dell’Italia di oggi di Elisabetta Mondello* Va riletto l’ultimo romanzo di Ammaniti per apprezzarlo quanto merita. Per capire che Come Dio comanda libro attesissimo a cinque anni da Io non ho paura, risponde bene alla pesante sfida affrontata dall’autore: confrontarsi col suo stesso successo. Lo si sapeva rinchiuso, immerso nella scrittura, oppresso dal peso di chiudere il romanzo. Ma Come Dio comanda rifiuta paragoni con l’opera precedente fin dalla struttura che abbandona la misura breve, per imboccare la via più complessa di una macchina narrativa che necessita di 500 pagine per risolversi.
Luglio 07, 2007La Forza nuova della fede antica - II partedi Ugo Maria Tassinari Questo testo è tratto dal nuovo libro di U.M. Tassinari Naufraghi. Da Mussolini alla Mussolini: 60 anni di storia della destra radicale per la collana tutti i colori del nero delle edizioni immaginapoli, pp. 223-240. Qui la prima parte. [g.d.m.] Il Viminale raschia il fondo del barile per giustificare il provvedimento. Il rapporto dell’Ucigos ipotizza l’esistenza di un livello occulto ma non va oltre il controllo dei movimenti finanziari (da cui non affiora nessun illecito penale) e quindi deve fare marcia indietro. Dell’accuratezza delle indagini testimonia l’enfasi riservata a un presunto abboccamento («per organizzare un addestramento militare in Scandinavia») con due ultrà potentini, indicati come «esponenti del disciolto gruppo di Ordine nuovo». Nel 1973 i due giovanotti avevano quattro e tre anni.
Luglio 06, 2007Letizia Muratori: LA VITA IN COMUNE
Mi conforta quanto, sull'ultimo numero di Nandropausa, Wu Ming 1 ha scritto di questo libro perturbante: "Ne scriverò ancora, di questo romanzo. Mi ha colto di sorpresa. [...] Sono uscito dal romanzo lievemente febbricitante, felice di aver fatto quest'esperienza. [...] Davvero non mi aspettavo un libro così, sono spiazzato. Lo lascerò decantare e, in qualche modo, ci ritornerò sopra". Poiché è quanto accaduto a me, alla prima lettura de La vita in comune di Letizia Muratori: una prima lettura, mesi fa, che mi diede il vibratile capogiro, la convinzione di trovarmi di fronte a un'opera fuori dell'ordinario e per questo importante, nell'impossibilità di individuare quale elemento straordinario ne determinasse il carattere vertiginoso; infine la seconda lettura, che ho voluto praticare analiticamente, cercando di trarre quanto si può trarre da una miniera senza fondo di oro da scoprire, senza avere la minima idea di come si faccia il minatore. Ecco la prima conclusione: La vita in comune è leggibile da chiunque, con molteplici prospettive, però, e una unificante - non si tratta di un romanzo italiano. Questo, qui e ora, è per me un elevatissimo pregio.
Radio Free PKD (1/2)di Alessandra Daniele
Quando l’impatto delle visioni dickiane ti colpisce non si ferma mai al livello della semplice affabulazione o sfida intellettuale, ma arriva fino in fondo, a frantumare il nucleo stesso del tuo principio di realtà, liberando l’energia cognitiva che vi è imprigionata, come una sorta di rivelazione. Questo non solo per la forza delle sue idee, ma anche perché in PKD la ricerca filosofico-narrativa è sempre fusa con la passione, e la sofferenza umana quotidiana da cui nasce. E’ parola incarnata. La grandezza e l’unicità di Philip K. Dick (1928-1982) consistono infatti nell’essere capace di concepire e conciliare le idee più visionarie e rivoluzionarie - oltre i limiti imposti alla fantascienza - con i personaggi più credibili e umanamente complessi - oltre le capacità attribuite al realismo.
Luglio 05, 2007Brutta aria sul Webdi Rebus
Quasi in sordina, con la legge Finanziaria del 2006 passa una proposta che in realtà è a dir poco rivoluzionaria: la possibilità di inibire ai naviganti italiani l’accesso verso siti esteri che non rispettano nostre normative. Alla faccia dei maligni che sostengono l’arretratezza informatica del nostro Paese, un simile strumento ha pochi eguali al mondo e ci lancia dunque nel (sempre meno) ristretto empireo dei paesi tecnologicamente più all’avanguardia sul fronte della censura, come Cina, Iran ed Arabia Saudita. Che guarda caso non brillano per democrazia, ma son comunque soddisfazioni.
Luglio 04, 2007"Mi ricordo"di Gilles Deleuze Nel 1993 l'autore di Mille plateaux - il suo libro preferito - si era confessato a Didier Eribon, giornalista della rivista “Le Nouvel Observateur”, evocando grandi figure d'intellettuali Sartre, Canguilhem, Lacan e Marx e le sfide del suo felice lavoro di filosofo. “Le Nouvel Observateur” le ha pubblicate nel n. 1619 (16-22 nov. 2005), pp. 50-51 col titolo Le "Je me souviens" de Gilles Deleuze. Lo pubblichiamo nella traduzione di Luca Crmonesi, per gentile concessione dell’editore Ombre Corte, che lo ha inserito in appendice alla raccolta di scritti di Alain Badiou Oltre l’uno e il molteplice. Pensare (con) Gills Deleuze (g.d.m.). SCRIVERE: Non scrivo contro qualcosa o qualcuno. Per me scrivere è un gesto assolutamente positivo: significa dire ciò che si ammira, non combattere ciò che si detesta.
Repertidi Simone Sarasso
Sandro Arlacchi
Luglio 02, 2007La Forza nuova della fede antica - I partedi Ugo Maria Tassinari Questo testo è tratto dal nuovo libro di U.M. Tassinari Naufraghi. Da Mussolini alla Mussolini: 60 anni di storia della destra radicale per la collana tutti i colori del nero delle edizioni immaginapoli, pp. 223-240 [g.d.m.]. Forza nuova è fondata il 29 settembre 1997 da Fiore e Morsello, esuli a Londra. La prima uscita pubblica è un meeting a Cave, un centro alle porte di Roma, feudo elettorale di Caradonna. Lo organizza Francesco Pallottino, ex skin, leader della band Intolleranza. La data scelta, festa di san Michele Arcangelo, afferma la filiazione ideale dalla Guardia di Ferro rumena. Il gruppo si caratterizza per il forte richiamo al fascismo storico e al cattolicesimo integrale e aggrega il dissenso giovanile della Fiamma, frange di skinhead e nuclei autonomi.
Luglio 01, 2007L'Avvenire contro Élie Wieseldi Girolamo de Michele
Che alcuni uomini di chiesa - tra i quali Joseph Ratzinger - si scaglino contro Harry Potter e la negativa influenza che il maghetto avrebbe sulla gioventù (dopo tutto è vero: educa a pensare con la propria testa) può far sorridere. Che l'Avvenire, quotidiano della CEI, mandi a dire alla maggiore filosofa italiana, alla vigilia della pubblicazione del suo ultimo libro, che i suoi dubbi e le sue perplessità sull'ideologia religiosa non doveva stamparli, ma circoscriverli ai privati carteggi, inquieta già di più: sa di monito censoreo, di messa all'indice (e pazienza per il mediocre recensore che cerca con questi mezzucci il suo quarto d'ora di notorietà). Ma se ad essere attaccato dall'Avvenire è il premio Nobel per la pace Élie Wiesel – beh, c'è da preoccuparsi seriamente.
Le mutande della Controriformadi Nevio Galeati
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