testatahomenew.jpg

Luglio 31, 2007

Il risveglio degli animaloni

di Valerio Evangelisti (da Robot n. 47)

Anaconda.jpgZitti zitti, quatti quatti, gli animaloni sono tornati al cinema. Quali animaloni? Quelli grandi e grossi perché sottoposti a radioattività, mutati per fini militari, rimasti sepolti in zone inaccessibili della terra o del sottosuolo. Il campionario è variopinto. Ci sono anzitutto i coccodrilli (vedi Lake Placid) gli alligatori e i caimani, bestie che al cinema abbiamo visto crescere a dismisura una quantità di volte, e dunque, c’è da presumere, particolarmente inclini al rigonfiamento. Seguono i ragni (Arachnid, Arak Attack), anch’essi storicamente soggetti a processi abnormi di dilatazione corporea. Vengono poi i pipistrelli (Bats), che, più che sulle dimensioni, fanno affidamento sul numero e sulla cattiveria. Seguono i serpentoni (Anaconda, Boa, quest’ultimo, ahimé, ancora inedito in Italia), i polipi (Octopus e Octopus II, anch’essi inediti), gli insetti di specie strana (Mimic, Mimic 2), i lucertoloni (Komodo, mai arrivato da noi forse perché il titolo, nella pronuncia italiana, dà una falsa idea del contenuto), e tutta una pletora di scarafaggi (They Crawl, visto solo in TV), bacherozzi, vespe e fauna varia (1).

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Luglio 30, 2007

Israele salvato da Furio Colombo

di Gianluca Bifolchi (da Tlaxcala)

FineIstraele.jpg[Di norma, nei limiti del possibile, Carmilla evita di pubblicare contributi che non siano originali. Una delle possibili eccezioni è la rilevante importanza del testo, degno di essere fatto conoscere. E' il caso, secondo noi, di questa recensione di Gianluca Bifolchi, apparsa su Tlaxcala, la rete dei traduttori per la diversità linguistica. Anche il sito e il suo progetto meritano di essere pubblicizzati.] (V.E.)

Furio Colombo, La fine di Israele, Il Saggiatore, 2007, pp. 127, € 10,00.

La ragione per cui Furio Colombo ha scritto La fine di Israele è chiarita nell’introduzione, dove l’autore ricorda una manifestazione di solidarietà a Israele tenutasi un anno fa al Portico d’Ottavia, il vecchio ghetto ebraico di Roma, nell’infuriare della guerra in Libano tra Israele ed Hezbollah. Colombo, che ovviamente vi prese parte, ricorda con amarezza il cortese ed educato apprezzamento della comunità ebraica verso i leader di sinistra presenti e i tripudi e le ovazioni riservati invece a Fini, Schifani, Cicchitto e compagnia bella.

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Luglio 29, 2007

In memoria di Stanislaw Lem 2/2

di Darko Suvin (trad. di Francesca Valentini)

Lem2.jpg2. Pro e Contro

CONTRO: Prenderò qui in esame come primo testo la Summa Technologiae, scritta (incredibilmente) intorno al 1960 e pubblicata in polacco alcuni anni più tardi. Si tratta di una descrizione panoramica, all’epoca certamente ineguagliata, delle possibilità tecnologiche dei decenni e forse dei secoli futuri, che comprende riflessioni ben informate ed esaustive su civiltà cosmiche, “macchine pensanti” (l’intellettronica, per usare la terminologia di Lem), la costruzione di mondi artificiali più perfetti dell’attuale spazio virtuale (la “fantomatica”), e molti altri aspetti dell’”evoluzione tecnologica”. La prima volta che lo lessi fu nell’edizione russa degli anni ’70, che poi confrontai con l’originale polacco e con la traduzione tedesca del 1981, basata sulla terza edizione polacca; ho combattuto invano per un quarto di secolo affinché fosse tradotta negli Stati Uniti - nessuno voleva rischiare il denaro necessario a tradurre 600 pagine di un testo difficile scritto da uno straniero in una lingua sconosciuta. Ma, mentre do per scontato che anche oggi potremmo imparare molto da quest’opera, trascurerò totalmente le idee e i temi più significativi per concentrarmi invece su un presupposto chiave che definisce e limita l’opera: questo libro riguarda la progettazione di piani grandiosi senza una sola parola su chi sarà destinato a realizzarli.

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Luglio 28, 2007

Il mito del cinema italiano assistito

di Mauro Gervasini

Bertolucci.jpg[Con questo intervento il nostro critico cinematografico, Mauro Gervasini, risponde all'articolo di Alessandro Morera apparso su Carmilla nei giorni scorsi.]

Il cinema italiano è il più brutto del mondo. Così scriveva Paolo Bertetto parecchi anni fa. E la situazione forse non è cambiata, al di là delle frasi a effetto. Viviamo una grave crisi creativa perché è sempre più difficile, per chiunque, registi e sceneggiatori, riuscire a raccontare una società che si è fatta magmatica e confusa, pur se terribilmente omologata. Soprattutto, sono scomparsi i produttori, intesi in senso classico, figure centrali della nostra cinematografia del dopoguerra. Figure anche rapaci e interessate al profitto, in nome del quale sapevano però accollarsi il rischio d’impresa e sfoderavano un coraggio raro, ormai. Siamo invece di fronte a una nuova generazione di executive costretti a soddisfare una sola committenza, il duopolio Rai-Mediaset, con tutti i compromessi del caso. Senza i produttori è impossibile pensare a una rinascita del cinema italiano, perché qualunque nuova idea finirà per scontrarsi con il conformismo estetico e narrativo imposto dalla Tv, ormai unico sbocco per qualunque film, anche quello più “d’autore”.

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Luglio 26, 2007

Ode civile per la morte in piazza Alimonda: Carlo Giuliani

di Giuseppe Genna

carlogiuliani.jpgNoi inadatti a stare dentro di te
Tu più adatto, il più adatto a vedere in noi le faglie
di abominio che ci condannano
e hanno condannato te

Ero oggi dentro il bar e su di te quanto
a distanza di spazio e tempo stavano parlando
gli otri di carne rutilante
senza sentire quanto senti tu ora ovunque come te ovunque

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La casta del cinema italiano

di Alessandro Morera

DavidDonatello.gifLa “casta” cinematografica si è autoincensata chiedendo fondi pubblici attraverso il manifesto dei 100 autori che hanno lanciato l’appello in grandi teatri (come l’Ambra Jovinelli, messo ovviamente a disposizione dai loro amici, seppur la gestione Dandini lo stia portando al fallimento) o in sedi istituzionali come l’autopremio che si autoassegnano ogni anno: i David di Donatello (vinto quest’anno da Giuseppe Tornatore con La Sconosciuta, che, al di là del giudizio di merito sul film, non aveva bisogno di pubblicità per farsi conoscere dal grande pubblico, a differenza, tanto per fare un esempio, di Emanuele Crialese, che con il suo bellissimo film Nuovomondo, dal respiro internazionale, anche grazie a una sapiente sceneggiatura e alla sua forza narrativo-espressiva, ha dimostrato come anche giovani autori di cinema italiano possano rivolgersi a un pubblico internazionale).
Bernardo Bertolucci (di cui va ricordato che nel 1999 con i soldi del Signor B., allora Presidente del Consiglio, e la sua Medusa ha realizzato L’Assedio, pensando bene di non scagliarsi all’epoca contro il suo finanziatore; per non parlare dei numerosi film finanziati in precedenza dalla Pentavideo) segue la scia invocando più contributi dello Stato, suggerendo di seguire l’esempio della Francia, ottenendo una pagina intera de “La Repubblica” dell’11 giugno 2007 (con inizio dell’appello in prima pagina).

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Luglio 25, 2007

In memoria di Stanislaw Lem 1/2

di Darko Suvin (trad. di Francesca Valentini)

Lem.jpg[Questo ricordo di Stanislaw Lem, scritto da Darko Suvin che è stato fra i primissimi a occuparsene, è uscito in edizione americana con il titolo “To Remember Stanislaw Lem”, in EXTRAPOLATION 47.1, 2006, e in italiano su ROBOT 50, primavera 2007] (Salvatore Proietti)

Stanisław Lem, romanziere, intellettuale e saggista polacco, è morto a 85 anni nel marzo 2006. Questo grande autore merita di essere ricordato e onorato in modo critico. Tenterò di offrire dapprima un panorama generale delle sue opere principali per poi focalizzare l’attenzione su due di esse, lasciando emergere punti deboli ed elementi di forza.

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Luglio 23, 2007

WATCHMEN: Chi sorveglia i sorveglianti?

watchmen.jpgdi Massimo Gardella

Nel 1986 esce il primo numero di Watchmen, scritto da Alan Moore e illustrato da Dave Gibbons, e il mondo dei supereroi cambia per sempre. Soprattutto perché Watchmen, ripubblicato in un bel volume da Planeta-De Agostini, ribalta la facciata dei supereroi, e ancora di più perché non si tratta di un “fumetto” nell’accezione più pop del termine. L’universo in cui si muovono Nite Owl (Gufo Notturno), Rorscharch, il Dottor Manhattan, il Comico e Spettro di Seta è una distopia della nostra società, un affresco che parte in maniera filologica con i testi di storia dagli anni ’30 e prende un’inaspettata deviazione nel ’59 (anno in cui tra l’altro fu pubblicato Tempo fuori luogo – o Tempo fuor di sesto, per rispettare la citazione shakespeariana del titolo originale Time Out of Joint – di Phiip K. Dick), anno di nascita, o per meglio dire di rinascita, del 37enne fisico nucleare Jonathan Osterman che in seguito a un incidente di laboratorio in cui viene disintegrato in una camera fotonica ritorna nella forma di una coscienza superiore e viene battezzato dal governo degli Stati Uniti (Nixon in carica) come Dottor Manhattan.

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ANIME NERE: l'arte del racconto crudele

di Danilo Arona

AnimeNere.jpgAA.VV., Anime nere, a cura di Alan D. Altieri, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, 2007, pp. 406, € 9,40.

Leggo qua e là in rete che Anime nere, antologia da poco uscita nella Piccola Biblioteca degli Oscar Mondadori a cura di Sergio "Alan" Altieri, sarebbe la risposta editoriale a un precedente lavoro di gruppo siglato Baldini & Castoldi e intitolato Incubi. Nulla di più fuorviante: Incubi, curato da Raul Montanari, possiede una sua specificità di definizione richiamata anche nel sottotitolo ("Nuovo horror italiano"), mentre Anime nere semplicemente non ce l'ha né si preoccupa di averla. L'accostamento in scala cronologica è puramente casuale e basterebbero a confermarlo le presenze in Anime nere di autori come Nerozzi, la Vallorani, già nella squadra di Incubi, e dello stesso Montanari.

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Luglio 22, 2007

Due teoremi elettorali

di Ernesto Screpanti

UnMondoPeggiore.JPG
[La casa editrice Odradek riserva sempre liete sorprese. Una di queste è il libriccino di Ernesto Screpanti, economista e matematico all'università di Siena, pubblicato alla fine dell'anno scorso: "Un mondo peggiore è possibile" (pp. 128, € 12,00). Un tuffo nell'intelligenza e nell'ironia. Da esso traiamo un breve saggio scritto nel maggio 2000, subito dopo la vittoria elettorale di Berlusconi. E' facile desumerne le ragioni scientifiche del prevedibile crollo del nascente Partito Democratico, e i rischi insiti in un sistema di voto bipolare che ormai la maggioranza degli italiani rifiuta, visti gli esiti.] (V.E.)

Alla base della passione dei liberali moderni per il sistema maggioritario c'è un teorema politico noto come teorema dell'elettore mediano.

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Luglio 20, 2007

Don Zauker esorcista

di Alberto Prunetti

zaukercarmi.jpg“Don Zauker esorcista”, di Emiliano Pagani e Daniele Caluri, ed. Il Vernacoliere, 10 euro

“_Santità, la verità è che da quando la Germania ha perso i mondiali, non siete più lo stesso!”
“_Casomai non sono più lo stesso da quando la Germania ha perso la guerra!”

Eccola qui una delle tante battute contro Ratzinghe nel più irriverente fumetto degli ultimi anni: “Don Zauker, esorcista”, di Emiliano Pagani e Daniele Caluri. A chi non li conoscesse - oltre a duemila paternostro di penitenza, convertibili in un campari soda pagabile nel più vicino circoletto - consiglio imperativamente di sfogliare i numeri degli ultimi due anni del Vernacoliere, il leggendario foglio satirico livornese.

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KYASHAN (trad. it. - bolognese: Chi a san? Chi cazzo sono?)

di Valerio Evangelisti (da Robot n. 50)

Kyashan.jpgSul retro del DVD Filippo Mazzarella, del Corriere della Sera, dice categorico “Un capolavoro”. E Luca Castelli, de Il Mucchio Selvaggio, rincara: “Incanta, ipnotizza, affascina e stupisce”. Per una prossima edizione del DVD, proporrei di aggiungere il mio commento: “Sarà, però non ci si capisce una mazza”.
Mi sono risolto a vedere questo film, malgrado un’istintiva diffidenza, proprio perché ne avevo sentito dire un gran bene: della pellicola e del regista, tale Kazuaki Kiriya, finora ignoto alle masse. Ora bisogna che ritrovi uno degli entusiasti, non tanto per chiedergli il motivo del suo plauso, quanto per raccomandargli un lungo periodo di riposo, lontano dallo stress del vivere quotidiano.

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Luglio 19, 2007

Il paese perduto

di Antonio Moresco

PrimoAmore.JPG[Il mese scorso è uscito il primo numero di una bellissima rivista letteraria, Il primo amore, espressione cartacea del sito omonimo, altrettanto bello. Dall'editoriale di Antonio Moresco, La rigenerazone, traggo un brano che mi sento di condividere pienamente.] (V.E.)

Non facciamo che disperarci per la situazione del nostro paese. Ci arriva l'immagine di un paese marcio, in cui ogni movimento e ogni intento tendono a venire bloccati, in ogni campo. Dentro questa cancrena milioni di donne e di uomini cercano di continuare a vivere e a perpetuarsi. Molti cercano di non sottrarsi alle proprie responsabilità, pur all'interno di una situazione simile, anche se non si fanno illusioni. Si cerca di comportarci con dignità, nel proprio lavoro e nella propria vita, si prende posizione pubblicamente, si va a votare anche quando ti farebbero passare la voglia di farlo, ecc... Perché, anche se è evidente a cosa sono stati ridotti il nostro paese e quella cosa chiamata "democrazia", non ci si può permettere di ignorare la drammatica contingenza in cui ci troviamo.

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Luglio 18, 2007

Oaxaca un anno dopo. Lo specchio del Messico 2/2

di Claudio Albertani (traduzione di Irene Caporale)

Oaxaca2007.jpgLA FESTA

È così che la APPO raccolse i consensi di una gran quantità di orga-nizzazioni, individui, e correnti di pensiero. Suscitato da un sussulto di indignazione, il movimento cresceva esprimendo inventiva, creatività e immaginazione.
Le elezioni presidenziali del 2 luglio erano alle porte e la APPO propose di castigare Ulises Ruiz. Sebbene molti dei suoi membri fossero astensionisti, e nonostante i tentativi di frode, a Oaxaca vinse López Obrador con un margine molto ampio. Per la prima volta nella storia locale, il PRI rimaneva in una disonorevole terza posizione, dietro il PAN.
Ne seguì una storia complessa e non ancora conclusa, della quale risaltiamo solo alcuni aspetti. Si è già detto che la APPO nacque ispirandosi alle pratiche democratiche di zapotechi, mixtechi, mixes, amuzgos e altri popoli indigeni che vivono nello Stato di Oaxaca.

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Luglio 17, 2007

Bonvi, le Sturmtruppen e altro

di Valerio Evangelisti

Bonvi.jpg[Sabato 14 luglio, nell'ambito del festival Le parole dello schermo, sono stati proiettati nella Cineteca di Bologna i film Sturmtruppen e Sturrmtruppen 2 di Salvatore Samperi, preceduti da un breve dibattito in cui chi scrive, Filippo Scòzzari e Tatti Sanguineti hanno ricordato la figura e l'opera del disegnatore Bonvi. Questa è la scheda che presentava l'evento.] (V.E.)

La vita di Bonvi (Franco Bonvicini) è facilmente riassumibile. Ecco come la espone, per sommi capi, un sito Internet, tra i tanti, a lui dedicato:
“Nato a Parma il 31 marzo 1941, Franco Bonvicini, più noto con lo pseudonimo di Bonvi, lavora per un certo periodo nello staff di uno studio di disegni animati ed esordisce nel mondo dei fumetti con Sturmtruppen, la prima e a lungo la più popolare striscia all'americana realizzata in Italia. Pubblicata dapprima sul quotidiano Paese Sera e poi un po' dappertutto, sia in Italia che all'estero, questa serie è in seguito stata affiancata da altri personaggi: dal cattivissimo e sfortunatissimo Cattivik all'ironico Nick Carter, dalle Storie dello spazio profondo (su testi del cantautore Francesco Guccini) alle drammatiche Cronache del dopobomba, che presentano una tragica visione di quello che resterà del nostro mondo dopo l'olocausto atomico. Scrive i testi di alcune storie per Zona X (ora pubblicate nella serie I Grandi Comici del Fumetto sempre per la Sergio Bonelli Editori) disegnate da Giorgio Cavazzano, ma non fa in tempo a vederle pubblicate: muore tragicamente a Bologna il 10 dicembre 1995.”

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Luglio 16, 2007

Oaxaca un anno dopo. Lo specchio del Messico 1/2

di Claudio Albertani (traduzione di Irene Caporale)

Appo2.jpgLa guerra è la pace
la libertà è la schiavitù,
L’ignoranza è la forza
George Orwell

Oaxaca è in pace e riflette
un clima di tranquillità
Ulises Ruiz, 10 Maggio 2007

A un anno dal conflitto degli insegnanti, Oaxaca è lo specchio del Messico. La destra avanza a passi da gigante, ma avanza anche la ribellione che cerca nuove strade, e a volte le incontra. Secondo la Banca Mondiale, il 67% degli abitanti di Oaxaca (2.349.570 su un totale di 3.506.821, secondo i dati ufficiali) vive in uno stato di povertà e disuguaglianza tali da “impedire loro di formare parte attiva della società” (1).

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Luglio 15, 2007

Lessico veltroniano: il partito che affascina

di Sbancor

Veltronix.jpgL’unico modo per sbarazzarsi di un leader è evitare che lo diventi. Eppure Veltroni lo è diventato per “ovazione”. Un sondaggio telematico di “La Repubblica”, la cui significatività veniva smentita dallo stesso giornale che lo ha investito come futuro leader del futuro Partito Democratico. Egli ha pronunziato un discorso. L’opinione pubblica ha plaudito.
“Bene, Bravo, Grazie!” ( Petrolini)

Il fatto che io abbia letto il discorso di Veltroni solo attraverso il sito di Babsi Jones la dice lunga sulla mia attenzione attuale alla politica italiana. A questo Paese servirebbero più Babsi e meno Veltroni, più Genna e meno D’Alema, più Wu Ming e meno Bertinotti. Il Magister (Valerio Evangelisti), poi, lo metterei a Capo dell’”Intelligence”. Ma ho paura che non sia così semplice.

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Luglio 14, 2007

La notte degli Zorro-spaghetti

di Valerio Evangelisti

Zorro.jpg[Questa sera a partire da mezzanotte, presso il cinema Lumière di Bologna, avrà luogo la "maratona" notturna intitolata "La notte degli Zorro-spaghetti". Si tratta del ciclo di proiezioni di film molto rari che organizzo ogni anno, nell'ambito del festival Le parole dello Schermo, con la Cineteca e l'Assessorato alla Cultura di Bologna. Per i precedenti vedi qui e qui. Questa è la presentazione di una notte, prevedibilmente, davvero strana.] (V.E.)

Non molti conoscono l’origine di Zorro (o El Zorro, “la volpe”), leggendario difensore, in California, dei diritti dei messicani poveri contro le prepotenze dei latifondisti e dei colonialisti spagnoli. L’origine del mito sta in un romanzo, The Curse of Capistrano, scritto nel 1919 da un tipico autore americano di narrativa popolare, Johnston Mc Culley (1883-1958). Il successo della storia fu tale che in seguito Mc Culley consacrò al suo eroe, sulle rivistine pulp, numerosi altri romanzi e racconti, sebbene la fama (molto relativa) dello scrittore resti piuttosto legata a Black Star, una specie di Fantomas americano. Non si contano gli apocrifi, fino al recente omaggio da parte di Isabel Allende (Zorro: l’inizio della leggenda, 2005).

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Luglio 13, 2007

Kaizen: piccolo quadretto pastorale della Rozzemilia

di Jadel Andreetto

Ducati.jpg"[...] provincia industrializzata
provincia terzializzata
provincia di gente squartata
1/4 al benessere
1/4 al piacere
1/4 all'ideologia
l'ultimo quarto se li porta tutti via"

(Rozzemilia - CCCP - Fedeli alla linea)

Il motore trasforma l'energia termica in energia meccanica, i pistoni scorrono nei cilindri, le ruote girano, il pilota è concentrato sulla pista. A ogni giro il suo team ha il cuore in gola. Sul podio assieme al vincitore ci saranno tutti. L’uomo con la bandiera sulle spalle incarna l’intera azienda con tutti i suoi dipendenti. La Ducati è una squadra e quando vince, vincono tutti. O quasi.

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Luglio 12, 2007

Lovecraft: un punto di vista "laico"

di Valerio Evangelisti

HPL.jpg[Carmilla completa l'omaggio a Lovecraft, iniziato qui e qui, con questo scritto. E' l'introduzione al romanzo Il caso di Charles Dexter Ward, pubblicato dalla BUR alcuni mesi fa.]

Specialista in narrativa breve, Howard Phillips Lovecraft ha lasciato poche opere classificabili, un po’ a fatica, come romanzi. Una di queste è Il caso di Charles Dexter Ward (“The Case of Charles Dexter Ward”), di tutte la più compiuta. Non sono di pari livello, a mio avviso, né Le montagne della follia (“At the Mountains of Madness”, 1931), omaggio non troppo riuscito al Gordon Pym di Poe (è l’unico scritto in cui Lovecraft descrive nei dettagli alcune delle sue creature mostruose, e si perde nell’impresa per pagine e pagine), né lo stucchevole Alla ricerca della sconosciuta Kadath (“The Dream-Quest of the Unknown Kadath”, 1927, pubblicato nel 1943), ispirato alla prosa barocca di Lord Dunsany.

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Luglio 11, 2007

La Nuova 500 fa schifo

di Wu Ming 5

nuovacinquecento.jpgL’idea del trasporto individuale su ruote spinto da combustibili fossili è - insieme all’idea che sia giusto impiegare percentuali rilevanti delle risorse agricole del pianeta per allevare animali da carne- uno dei vettori principali che condurrà la presente civiltà all’estinzione, e con questa forse anche la Specie, e con lei molte altre specie attualmente viventi. Entità meccaniche dal design zoomorfo che deiettano veleni; capi di bestiame studiati per produrre tagli da carne che deiettano metano e gas serra. Articolazione semovente del concetto di metropoli, articolazione vivente del processo di desertificazione: il Futuro come deserta Metropoli.

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www.selvas.org

UN ARTICOLO DI TITO PULSINELLI

di Valerio Evangelisti

Chavez4.jpgDopo il sacrosanto rifiuto di rinnovare la concessione al canale filogolpista RCTV, in Venezuela, una pioggia di calunnie si è abbattuta, dall'Europa e dagli Stati Uniti, sul governo legittimo venezuelano e sul suo presidente, altrettanto legittimo, Hugo Chávez. Dipinto invariabilmente dalla stampa nostrana, di qualsiasi colore, come uno spietato tiranno (benché regolarmente eletto, a differenza di certi amici dell'Occidente come il presidente pachistano o i regnanti oscurantisti dell'Arabia Saudita), colpevole del crimine, denunciato con veemenza da la Repubblica, di offrire sussidi alle classi povere, per mantenerle nell'ozio, e di viaggiare su auto di lusso (un'accusa a suo tempo rivolta al nicaraguense Daniel Ortega, come se i presidenti occidentali viaggiassero in Lambretta).

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Luglio 10, 2007

Cronache di Bassavilla 100

IL NUMERO 100

di Danilo Arona

pazuzu1.jpgLa mia amica di Bologna Antonella Beccaria, attenta osservatrice della Realtà Nascosta (se non l'avete fatto, leggetevi il suo saggio Bambini di Satana - I reati mai commessi di Marco Dimitri, edito lo scorso anno da Stampa Alternativa) mi manda un trafiletto con commento personale che val la pena riportare per intero, nella consapevolezza che non sto violando la privacy di chicchessia.

Ciao Danilo
guarda caso, si parla di uomo che aveva perso la mano sinistra. Guarda caso l'uomo non usava più la destra per un infarto cerebrale. Guarda caso l'intervento avviene in Spagna, dove vengono trovato i pezzi di Ber, il secondo. Coincidenze?...

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Luglio 09, 2007

Radio Free PKD 2/2

di Alessandra Daniele

Pkd2.jpg“Il vero maestro non è chi fornisce le risposte, ma chi suscita le domande” S.Tommaso

Una sola di quelle idee SF che Philip K. Dick spargeva generosamente a centinaia tra le sue pagine, altri autori l’avrebbero sfruttata (e a volte la sfruttano..) per un’intera saga di dodici volumi.
Uno solo dei suoi personaggi, dal terrificante Eldrich, al tenero Jack Isidore del suo migliore mainstream, Confessioni di un artista di merda (“Confessions of a Crap Artist”, 1957 - pubblicato nel 1975). basterebbe come protagonista di una serie di successo decennale. Eppure PKD, oggi ormai universalmente apprezzato, fu invece privato in vita di tutto il successo che di certo meritava.
Una vita straordinaria, ma anche tragica, frenetica e logorante Segnata da grandi dolori, turbolente relazioni affettive, luminosi entusiasmi, e abissale sconforto, coraggioso quanto rischioso radicale antagonismo al sistema di potere politico-economico, e sperimentazioni anfetaminico-lisergiche.

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Luglio 08, 2007

Niccolò Ammaniti: Come dio comanda

Affresco straordinario dell’Italia di oggiimages.jpg

di Elisabetta Mondello*

Va riletto l’ultimo romanzo di Ammaniti per apprezzarlo quanto merita. Per capire che Come Dio comanda libro attesissimo a cinque anni da Io non ho paura, risponde bene alla pesante sfida affrontata dall’autore: confrontarsi col suo stesso successo. Lo si sapeva rinchiuso, immerso nella scrittura, oppresso dal peso di chiudere il romanzo. Ma Come Dio comanda rifiuta paragoni con l’opera precedente fin dalla struttura che abbandona la misura breve, per imboccare la via più complessa di una macchina narrativa che necessita di 500 pagine per risolversi.

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Luglio 07, 2007

La Forza nuova della fede antica - II parte

di Ugo Maria Tassinarieasy_london.jpg

Questo testo è tratto dal nuovo libro di U.M. Tassinari Naufraghi. Da Mussolini alla Mussolini: 60 anni di storia della destra radicale per la collana tutti i colori del nero delle edizioni immaginapoli, pp. 223-240. Qui la prima parte. [g.d.m.]

Il Viminale raschia il fondo del barile per giustificare il provvedimento. Il rapporto dell’Ucigos ipotizza l’esistenza di un livello occulto ma non va oltre il controllo dei movimenti finanziari (da cui non affiora nessun illecito penale) e quindi deve fare marcia indietro. Dell’accuratezza delle indagini testimonia l’enfasi riservata a un presunto abboccamento («per organizzare un addestramento militare in Scandinavia») con due ultrà potentini, indicati come «esponenti del disciolto gruppo di Ordine nuovo». Nel 1973 i due giovanotti avevano quattro e tre anni.

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Luglio 06, 2007

Letizia Muratori: LA VITA IN COMUNE

muratorilavitaincomune.jpgdi Giuseppe Genna

frecciabr.gif LETIZIA MURATORI- LA VITA IN COMUNE - EINAUDI STILE LIBERO BIG - € 15.50

Mi conforta quanto, sull'ultimo numero di Nandropausa, Wu Ming 1 ha scritto di questo libro perturbante: "Ne scriverò ancora, di questo romanzo. Mi ha colto di sorpresa. [...] Sono uscito dal romanzo lievemente febbricitante, felice di aver fatto quest'esperienza. [...] Davvero non mi aspettavo un libro così, sono spiazzato. Lo lascerò decantare e, in qualche modo, ci ritornerò sopra". Poiché è quanto accaduto a me, alla prima lettura de La vita in comune di Letizia Muratori: una prima lettura, mesi fa, che mi diede il vibratile capogiro, la convinzione di trovarmi di fronte a un'opera fuori dell'ordinario e per questo importante, nell'impossibilità di individuare quale elemento straordinario ne determinasse il carattere vertiginoso; infine la seconda lettura, che ho voluto praticare analiticamente, cercando di trarre quanto si può trarre da una miniera senza fondo di oro da scoprire, senza avere la minima idea di come si faccia il minatore. Ecco la prima conclusione: La vita in comune è leggibile da chiunque, con molteplici prospettive, però, e una unificante - non si tratta di un romanzo italiano. Questo, qui e ora, è per me un elevatissimo pregio.

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Radio Free PKD (1/2)

di Alessandra Daniele

Pkd.jpg“La fantascienza è una forma d’arte sovversiva, che richiede scrittori e lettori con pessime abitudini come quella di chiedersi ’perché?’ ‘come mai?’ ’chi l’ha deciso?’ ” Philip K. Dick 1978

Quando l’impatto delle visioni dickiane ti colpisce non si ferma mai al livello della semplice affabulazione o sfida intellettuale, ma arriva fino in fondo, a frantumare il nucleo stesso del tuo principio di realtà, liberando l’energia cognitiva che vi è imprigionata, come una sorta di rivelazione. Questo non solo per la forza delle sue idee, ma anche perché in PKD la ricerca filosofico-narrativa è sempre fusa con la passione, e la sofferenza umana quotidiana da cui nasce. E’ parola incarnata. La grandezza e l’unicità di Philip K. Dick (1928-1982) consistono infatti nell’essere capace di concepire e conciliare le idee più visionarie e rivoluzionarie - oltre i limiti imposti alla fantascienza - con i personaggi più credibili e umanamente complessi - oltre le capacità attribuite al realismo.

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Luglio 05, 2007

Brutta aria sul Web

di Rebus

Volonte.jpgDi una cosa non è possibile lamentarsi: non possiamo dire di non essere stati avvertiti. La censura è arrivata sull’Internet italiana sì ammantata di buoni propositi, ma comunque ampiamente annunciata. Forse però non proprio col suo vero nome…

In principio era la legge Finanziaria 2006

Quasi in sordina, con la legge Finanziaria del 2006 passa una proposta che in realtà è a dir poco rivoluzionaria: la possibilità di inibire ai naviganti italiani l’accesso verso siti esteri che non rispettano nostre normative. Alla faccia dei maligni che sostengono l’arretratezza informatica del nostro Paese, un simile strumento ha pochi eguali al mondo e ci lancia dunque nel (sempre meno) ristretto empireo dei paesi tecnologicamente più all’avanguardia sul fronte della censura, come Cina, Iran ed Arabia Saudita. Che guarda caso non brillano per democrazia, ma son comunque soddisfazioni.

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Luglio 04, 2007

"Mi ricordo"

di Gilles DeleuzeBad.jpg

Nel 1993 l'autore di Mille plateaux - il suo libro preferito - si era confessato a Didier Eribon, giornalista della rivista “Le Nouvel Observateur”, evocando grandi figure d'intellettuali Sartre, Canguilhem, Lacan e Marx e le sfide del suo felice lavoro di filosofo. “Le Nouvel Observateur” le ha pubblicate nel n. 1619 (16-22 nov. 2005), pp. 50-51 col titolo Le "Je me souviens" de Gilles Deleuze. Lo pubblichiamo nella traduzione di Luca Crmonesi, per gentile concessione dell’editore Ombre Corte, che lo ha inserito in appendice alla raccolta di scritti di Alain Badiou Oltre l’uno e il molteplice. Pensare (con) Gills Deleuze (g.d.m.).

SCRIVERE: Non scrivo contro qualcosa o qualcuno. Per me scrivere è un gesto assolutamente positivo: significa dire ciò che si ammira, non combattere ciò che si detesta.

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Reperti

di Simone Sarasso

ConfineDiStato.jpg[Un anno fa Carmilla pubblicava la recensione di Daniela Bandini, estremamente elogiativa, del romanzo Confine di Stato di un esordiente, Simone Sarasso, pubblicato da un piccolo editore (Effequ). Pare che proprio grazie a quella recensione il romanzo esca adesso presso un editore di primo piano, Marsilio (pp. 416, € 18,00). Celebriamo l'evento proponendo le prime pagine di Confine di Stato e augurando all'autore la meritata fortuna.] (V.E.)

Sandro Arlacchi
Il 12 dicembre smisi di essere ragazzino. Mio padre quel giorno non aveva in programma di andare a Milano. Verso mezzogiorno lo chiamò invece un suo collaboratore dicendo di raggiungerlo nella piazza della banca, dove ogni venerdì si svolgeva il mercato degli allevatori. C’era un affare da concludere, gli disse.
La vendita di un terreno: doveva fare da mediatore.
Il primo a sapere cos’era successo fu il parroco, ma non ebbe il coraggio di dircelo.

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Luglio 02, 2007

La Forza nuova della fede antica - I parte

di Ugo Maria Tassinari

Questo testo è tratto dal nuovo libro di U.M. Tassinari Naufraghi. Da Mussolini alla Mussolini: 60 anni di storia della destra radicale per la collana tutti i colori del nero delle edizioni immaginapoli, pp. 223-240 [g.d.m.].
FN.vecchie_m.jpg

Forza nuova è fondata il 29 settembre 1997 da Fiore e Morsello, esuli a Londra. La prima uscita pubblica è un meeting a Cave, un centro alle porte di Roma, feudo elettorale di Caradonna. Lo organizza Francesco Pallottino, ex skin, leader della band Intolleranza. La data scelta, festa di san Michele Arcangelo, afferma la filiazione ideale dalla Guardia di Ferro rumena. Il gruppo si caratterizza per il forte richiamo al fascismo storico e al cattolicesimo integrale e aggrega il dissenso giovanile della Fiamma, frange di skinhead e nuclei autonomi.

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Luglio 01, 2007

L'Avvenire contro Élie Wiesel

di Girolamo de Michele

wiesel_buchenwald.jpg[Nella foto: Buchenwald, 1945. Élie Wiesel è il settimo da sinistra nella seconda fila.]

Che alcuni uomini di chiesa - tra i quali Joseph Ratzinger - si scaglino contro Harry Potter e la negativa influenza che il maghetto avrebbe sulla gioventù (dopo tutto è vero: educa a pensare con la propria testa) può far sorridere. Che l'Avvenire, quotidiano della CEI, mandi a dire alla maggiore filosofa italiana, alla vigilia della pubblicazione del suo ultimo libro, che i suoi dubbi e le sue perplessità sull'ideologia religiosa non doveva stamparli, ma circoscriverli ai privati carteggi, inquieta già di più: sa di monito censoreo, di messa all'indice (e pazienza per il mediocre recensore che cerca con questi mezzucci il suo quarto d'ora di notorietà). Ma se ad essere attaccato dall'Avvenire è il premio Nobel per la pace Élie Wiesel – beh, c'è da preoccuparsi seriamente.

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Le mutande della Controriforma

di Nevio Galeati

LAsino.jpgGli arcivescovi difficilmente cambiano la propria visione del mondo; e questo può essere nell’ordine delle cose. Negli ultimi tempi però trovano sponde elastiche per le proprie carambole moralizzatrici in sindaci eletti dal centrosinistra e in autorevoli personaggi che amano definirsi laici. Senza cercarle, senza invocarle; così, ‘a gratis’.
L’esempio più noto è di appena qualche giorno fa ed è capitato a Bologna. Putiferio di proteste e vesti strappate per una mostra che doveva inaugurare il 29 giugno all’interno di vicolo Bolognetti, nel quartiere San Vitale. Mostra di illustrazioni a tema queer (il termine inglese significa ‘strano’, ma è divenuto quasi sinonimo di identità di genere non eterosessuale), era stata presentata al Forte Prenestino di Roma con il titolo La Madonna Piange Sperma; senza alcun clamore. Poi al momento di trasferire l’esposizione a Bologna, gli organizzatori, l’associazione CarniScelte, “proprio per evitare polemiche” (si legge nel loro sito) hanno deciso di cambiarlo in La violenza è cugina della trasgressione.

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