Maggio 31, 2007
Venezuela: il caso RCTV (2/2)
di Attilio Folliero (da La Patria Grande)
Come dimostrato ampiamente (1), le grandi televisioni private venezuelane sono le vere protagoniste del colpo di stato del 2002, pianificato a Washington. Invitiamo a leggere sul tema Il Codice Chávez di Eva Golinger. Il copione del colpo di Stato era stato scritto in funzione dell’azione delle televisioni. Per mesi il loro ruolo è stato di “avvelenare” la gente, entrare nella testa della gente, con trasmissioni appositamente confezionate, con la finalità di portare la gente a un odio parossistico verso Chávez. Quando l’odio raggiunge livelli altissimi, la persona praticamente perde il controllo di se stessa ed è capace di qualsiasi atto verso la persona odiata.
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Maggio 30, 2007
'68, la transizione incompiuta: Toni Negri e Descartes politico
di Toni Negri
[A distanza di 30 anni, per i tipi manifestolibri, Toni Negri ripubblica un saggio fondamentale che fece da giuntura tra la rivoluzione dei Sessanta e il decennio successivo. Pubblichiamo un brano dalla sua nuova prefazione]
La prima edizione di questo libro è datata 1970. Fu scritto in occasione di una scadenza accademica e sottoposto al giudizio di una commissione di colleghi universitari. Si era nel periodo immediatamente successivo al Sessantotto; personalmente ero conosciuto come un professore che aveva preso le parti del movimento studentesco; inoltre tutta la mia produzione degli anni ’60 era stata improntata all’analisi dei movimenti politici degli operai e all’approfondimento critico del marxismo. Il libro sorprese sia gli accademici per la scelta del tema (che cosa ne avrebbe fatto un marxista di Descartes?), sia i compagni del movimento (perché mai Negri perde tempo su Descartes?). La spiegazione che allora diedi, ai primi come ai secondi, la posso ripetere oggi a coloro che volessero chiedermi perché, dopo più di trent’anni, permetto che questo libro sia ripubblicato.
La risposta consiste in tre osservazioni e in una conclusione.
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Venezuela: il caso RCTV (1/2)
di Attilio Folliero (da La Patria Grande)
[Chi legga sui quotidiani italiani le vicende della televisione venezuelana RCTV, rischia di credere che Hugo Chávez abbia compiuto chissà quale attentato alla libertà di espressione, nel rifiutarle il rinnovo della concessione a trasmettere in analogico giunta a scadenza. In realtà, contrariamente a quanto si legge, il governo del Venezuela non ha affatto “chiuso” RCTV, che resta libera di trasmettere via cavo (digitale terrestre) o via satellite. Non si comprende allora – o si comprende anche troppo bene - lo scandalo dei quotidiani vicini al centrosinistra, che invocano per Rete 4 la stessa sorte. Prevedo che enfatizzeranno la protesta degli studenti di Caracas senza precisare che si tratta di allievi delle università private della zona est – i “quartieri bene” – della capitale venezuelana, mentre gli studenti delle università pubbliche stanno esprimendo tutt’altra opinione.
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Maggio 29, 2007
I riferimenti esoterici e le formule magiche de IL CASO DI CHARLES DEXTER WARD di H.P. Lovecraft
di Valerio Evangelisti
[Si moltiplicano le pubblicazioni di opere di Howard Phillips Lovecraft. Il pretesto è il settantesimo anniversario dalla morte dello scrittore americano. Il motivo reale è la scadenza dei diritti. Ma ben vengano entrambi, se il risultato è il magnifico saggio scritto da Giuseppe Genna sul suo sito. Da parte mia, ho partecipato al revival lovecraftiano scrivendo l'introduzione a Il caso di Charles Dexter Ward, RCS editore, già segnalato su Carmilla. La segue, nel libro, una decifrazione di tutti i riferimenti esoterici presenti nel romanzo, indirettamente polemica verso chi ha attribuito ad HPL fantasiose conoscenze iniziatiche. Propongo ora l'appendice. Il mio omaggio a Lovecraft proseguirà con il trattamento cinematografico del racconto di HPL Orrore a Red Hook, scritto per una casa produttrice spagnola ora scomparsa, e, più tardi, con l'introduzione al Charles Dexter Ward.]
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Maggio 28, 2007
Cronache di Bassavilla 98
GHOST SHIP 2
di Danilo Arona
Continua l'appassionante cronaca di Francesco Lamendola sull'irrisolto mistero della Ivan Vassili.
Un crescendo di orrori innominabili
La traversata da Vladivostok ad Hong Kong attraverso il mar del Giappone, lo Stetto di Corea, il mar Cinese Orientale, lo Stretto di Formosa e il mar Cinese Meridionale, è un vero e proprio incubo. La "Cosa" è sempre a bordo, anzi sembra ormai addirittura scatenata. Ben quattro uomini perdono la vita nel corso delle ondate di terrore che si spargono incontrollabili, con frequenza ormai sempre maggiore: tre marinai e lo stesso comandante.
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Maggio 26, 2007
A proposito del caso Wikipedia-Del Papa-Indymedia
di Wu Ming 1
Sul web, da qualche giorno, non si parla d'altro.
Fatta la tara di tutte le illazioni e sentiti dire, il succo sembra essere questo: il giornalista e blogger fermano Massimo Del Papa, editorialista della rivista "Il Mucchio" e autore di diversi libri (tra i quali ricordiamo Milano Funeral e Il mio mestiere è questa vita), ha minacciato di azione legale l'edizione italiana di Wikipedia e ha informato la polizia di quanto avvenuto intorno alla voce "Massimo Del Papa".
Cos'è avvenuto? Che nei giorni scorsi la voce è stata integrata da una fotografia (le cui sembianze non erano però quelle del Del Papa), una riga di testo in più (in cui si affermava che tra il 2005 e il 2006 Del Papa aveva postato diversi articoli sull'attualmente congelato sito italy.indymedia.org) e un link che rimandava agli articoli suddetti.
Solo che - molti lo hanno appreso soltanto dopo l'esplodere della querelle - quei pezzi non erano stati postati direttamente dal Del Papa, ma da anonimi Pasquini che li trovavano sul suo blog e li ricollocavano beffardamente. Si trattava spesso di articoli durissimi contro Indymedia, da qui il prevedibile, persino ovvio détournement da "autofagia" (Indymedia attacca Indymedia) con relativa catena di sberleffi e contumelie.
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L'imperatore nel suo labirinto (terza puntata)
di Mauro Vanetti

Il fronte imperiale si amplia?
Mentre Chávez in Argentina guidava le proteste antimperialiste, Bush parlava in Uruguay col presidente Tabaré Vázquez e a tutti è venuto un dubbio: chi sta inseguendo chi? L'Uruguay è in fondo un piccolo Paese con uno sciatto governo di sinistra, mentre l'Argentina... è l'Argentina. Sembrava quasi che l'imperatore dovesse a tutti i costi trovare qualche Paese nella zona più meridionale del continente disposto ad accoglierlo; era anche una questione di orgoglio virile: far vedere quanto è lungo il proprio raggio di influenza.
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Maggio 25, 2007
Paolo Cossi: LA STORIA DI MARA
di Adriano Padua

Paolo Cossi, La storia di Mara, Lavieri Editore, 2006, pp. 120. € 15,00.
La storia di Mara non è soltanto la storia di Mara Nanni, fiancheggiatrice delle Brigate Rosse romane, arrestata nel 1979 e poi condannata all’ergastolo (pena successivamente ridotta a 15 anni in terzo grado). La storia di Mara è anche un’opera dell’autore Paolo Cossi, che, oltre a dare corpo con stile multiforme alle parole della protagonista, ripercorre con le sue tavole molte delle immagini degli anni di piombo, alcune ben impresse nella mente di tutti (come le immagini fotografiche degli uomini della scorta di Aldo Moro massacrati o di Piazza Fontana), altre solo immaginabili (come il volo di Pinelli dalla questura di Milano), ma qui concrete grazie alle peculiari caratteristiche del linguaggio scelto, quello del racconto a fumetti.
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Maggio 23, 2007
Francesco Fagioli: UN CERTO SENSO
di Saverio Fattori 
Francesco Fagioli: Un certo senso (Marsilio X, pp. 240, € 14,00)
L’uomo è l’animale diventato pazzo: egli vive nella pura follia, fino a ora, più di quanto chiunque abbia potuto immaginare. Così l’ho trovato. [Friedrich Nietzsche]
Altro che anni Ottanta. Altro che presente devastante, cronaca che si incancrenisce. Siamo distratti, confusi da troppe stimolazioni pirotecniche. Ci fottono con due pezzi di vetro colorato e calze di nylon.
Francesco Fagioli ci richiama all’ordine.
Il NEMICO è ovunque perché è dentro di noi. Mimetizzato bene, ma inamovibile. Si può manifestare per mezzo di UNO SCARICO FOGNARIO INTASATO che ci ammorba con i suoi rigurgiti, distruggendoci la vita, modificandone ritmi e abitudini. Ci fa dormire in macchina, ci fa abbandonare dalla fidanzata. Non resta che una moderata indignazione e molli cortesie nei riguardi di chi avrebbe l’onere di porvi rimedio. Ai termini di legge.
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Gianni Biondillo: IL GIOVANE SBIRRO
di Daniela Bandini
Gianni Biondillo, Il giovane sbirro, Guanda, 2007, pp. 343, € 13,60.
Gianni Biondillo è un autore a mio avviso straordinario. Accompagnati da lui si può percorrere l’attualità più stringente con approfondimenti inusuali ma affrontati con eleganza, squarci di verità su patologie lucidissime nella loro follia.
In questo romanzo Biondillo si avvale del giovane futuro ispettore Ferraro, una sorta di prologo del personaggio, per proporci una serie di delitti “classici”. Di quei delitti che fanno parlare i benpensanti, nei quali amano crogiolarsi i moralizzatori in preda alla tentazione di sostituire la cronaca con la smisurata amoralità del perbenismo refrattario a qualunque ricerca delle cause.
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Maggio 22, 2007
Gaspare De Caro - Roberto De Caro: LA SINISTRA IN GUERRA
di Massimo Cappitti
Gaspare De Caro - Roberto De Caro, La Sinistra in guerra, Edizioni Colibrì, Milano 2007, pp. 288, € 12,00.
Si potrebbe, semplificando, interpretare la storia italiana ma non solo italiana degli ultimi decenni come il progetto tenacemente perseguito di chiudere definitivamente i conti e così liquidare la tensione rivoluzionaria alla radicale trasformazione dell’esistente che ha attraversato il ’900 fino agli anni ’70. Prova di questa cancellazione è, tra le altre, la centralità assunta dal tema dell’ordine inteso nelle sue molteplici declinazioni: ordine politico, sociale, economico, culturale. Dio, patria, famiglia tornano, pertanto, a far valere le proprie pretese mentre, da più parti, si afferma la necessità di autorità forti o si auspica la ricostituzione di gerarchie sociali nitide, perentorie e, soprattutto, indiscutibili.
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Maggio 21, 2007
H.P. Lovecraft: IL CASO DI CHARLES DEXTER WARD
di Massimo Gardella
H.P. Lovecraft, Il caso di Charles Dexter Ward, BUR, trad. M. Crepax, prefazione di V. Evangelisti, € 8.60
TUTTI I LIBRI DI H.P. LOVECRAFT
È uscito in Bur lo scorso aprile Il caso di Charles Dexter Ward di H. P. Lovecraft, con una bella e ampia prefazione di Valerio Evangelisti. Lo scrittore americano, contemporaneo di innovatori della forma-romanzo come John Dos Passos, Faulkner ed Hemingway, fu un autentico antimodernista i cui echi letterari spaziano da Polidori a Poe, passando per Stoker e la struttura diaristica del romanzo del terrore.
Un libro straordinario, che evoca orrori “impossibili” e paure ancestrali descrivendone solo l’aura immonda, per usare uno degli aggettivi più amati (e abusati) dall’inventore dell’immaginario Necronomicon, il più terribile dei libri proibiti...
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Il ’68 di Michel de Certeau
di Gian Andrea Franchi
Luce Giard, allieva, collaboratrice e responsabile dell’edizione critica delle opere di Michel de Certeau (1925-1986), inizia la presentazione di questa raccolta da lei curata dicendo che «niente sembrava predisporre Michel de Certeau a sentirsi in sintonia con gli eventi del maggio 1968» (Presentazione, in Michel de Certeau, La presa della parola e altri scritti politici, Meltemi, Roma 2007 (1994), p. 9). Che di profonda sintonia si tratti è detto in poche righe che mostrano la pienezza dell’ascolto che questo raffinatissimo intellettuale gesuita storico antropologo teologo psicanalista, tra i fondatori dell’Ecole freudienne de Paris di Jacques Lacan seppe dare di quella breve intensa fase di vita sociale e politica, ascolto tanto più vivo di quello di molti che lo vissero e teorizzarono.
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Robert Silverberg, l'umanista malinconico
di Valerio Evangelisti
[L'editore Fazi ha fatto la scelta intelligente di proporre, inediti o ritradotti, i romanzi migliori di uno scrittore potente e visionario: Robert Silverberg. E' ora in libreria Morire dentro (pp. 287, € 16,50), un vero classico della fantascienza contemporanea. Questa è la mia introduzione.]
Robert Silverberg è ben noto ai lettori italiani, ma, fino a tempi recenti, solo a quel segmento limitato di pubblico interessato al genere fantascienza. E’ molto positivo, ai miei occhi, che un editore non specializzato nel settore lo porti all’attenzione di una platea più vasta. La science fiction letteraria (non parlo qui di film o telefilm) non è più passione di una minoranza. Dopo Dick, Ballard, Vonnegut e altri, ha finito con l’interessare la generalità del pubblico colto. Inevitabile, quindi, la riscoperta di uno dei suoi esponenti più raffinati e colti in assoluto.
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Maggio 20, 2007
Michele Governatori: LA CITTA' SCOMPARSA
di Saverio Fattori
Michele Governatori, La città scomparsa, Barbera Editore, Siena 2006, pp. 191, € 16,00.
Il grande sogno di un paese grottesco, un imprenditore cialtrone che si fa figura commovente, schiacciato da soci più cinici e accorti.
La pianificazione ardita di una Cortina del centro Italia, facile da raggiungere da Roma, che fallisce miseramente, marcendo in un amalgama di cemento e amianto.
Una seconda casa per una borghesia piccola piccola, che del verde non ha ancora capito bene che farsene, ma che inizia a fare propri i simboli di una confusa scalata sociale.
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Maggio 19, 2007
I cinesi al liceo
di Valerio Evangelisti
[Questo breve testo autobiografico è apparso in AA.VV., Quando suona la campanella. Racconti di scuola, Manifestolibri, 2006. Un'antologia curata dal CESP, il Centro Studi dei Cobas Scuola. Chissà, magari porta un contributo, molto dal basso, al dibattito su '68 e dintorni.]
Le lezioni erano cominciate da pochi giorni. Era l’ottobre del 1969, e io frequentavo la prima liceo classico (oggi corrispondente, credo, alla terza) presso l’istituto Marco Minghetti di Bologna.
Un liceo particolare, il Minghetti. Vi ero giunto dopo una quarta ginnasio disastrosa presso il liceo classico rivale, il Galvani. “Disastrosa” non per gli esiti, quanto per l’ambiente. Avevo per compagni di classe ragazzi in prevalenza ricchi o ricchissimi, con cui faticavo a legare. Inoltre vi era una larga prevalenza di fascisti, forse più negli atteggiamenti che nell’ideologia (appresi poi che lo stesso istituto annoverava tra i propri allievi Gianfranco Fini, però io non lo ricordo).
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Maggio 18, 2007
Cronache di Bassavilla 97
GHOST SHIP
di Danilo Arona
Con assoluto piacere cedo per questa puntata (e parte delle prossime) lo spazio delle Cronache all'amico Francesco Lamendola con un quanto mai appassionante articolo su uno dei troppi e irrisolti misteri del mare. Chi conosce lo spirito delle Cronache - soprattutto chi conosce Bassavilla - intuirà che il fatto non sarà senza scopo. Perché, per quanto sorprendente la faccenda possa sembrare adesso, il mistero della Ivan Vassili, così come lo racconta Lamendola, interagisce in modo stupefacente con alcuni degli irrisolti misteri di Bassavilla. Con uno in particolare.
E adesso la parola a Francesco Lamendola.
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Gli spaventapasseri e la politica
di Blicero (Collettivo autistici.org/inventati.org)
La settimana scorsa, a un mese esatto dal summit del G8 previsto ad Heiligendamm tra il 6 e l'8 giugno 2007, tutto il territorio tedesco, ma in particolare le città di Brema, Amburgo e Berlino, hanno visto un'operazione anti-terrorismo che ha portato a una quarantina di perquisizioni (vedi qui).
L'operazione è stata giustificata usando il paragrafo 129a del codice penale tedesco, che equivale sostanzialmente alle nostre leggi anti-terrorismo: il 129a prevede che chiunque sia coinvolto nell'organizzazione di una struttura terroristica possa essere perquisito e imprigionato.
Permalink: postato alle 02:39 AM
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Maggio 17, 2007
Sotto il pavé
di Tito Pulsinelli
[Anche il nostro corrispondente dal Venezuela, Tito Pulsinelli - che di '68 se ne intende - interviene nella discussione sul libro di Alessandro Bertante Contro il '68, iniziata su Lipperatura e proseguita su Carmilla, su Georgiamada e in vari altri siti.] (V.E.)
E’ immaginabile che si possa scrivere un pamphlet intitolato “Contro il 2001”? Semplicemente no, perchè è senza densità, privo dei significati e delle evocazioni simboliche che il '68 ha emanato. E, nonostante le smisurate fatiche negazioniste, continua ancor oggi a essere un punto di snodo. Non è ancora una moneta o una medaglia per le bancarelle dei rigattieri.
Rimane pur sempre un momento unico di rottura generalizzata, forse “il” momento, magico per la sua simultaneità trans-geografica, scaturita dal grembo di una sola generazione, forse nemmeno intera…
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Maggio 16, 2007
Federico Platania: BUON LAVORO
di Saverio Fattori
Federico Platania, Buon lavoro. Dodici storie a tempo indeterminato, Fernandel editore, 2006, pp. 155, € 13,00.
In anni in cui il lavoro precario si impone come emergenza sociale, Platania ci ricorda che l’altra faccia della luna è sempre cupa, il lavoro fisso rimane un baratro oscuro e profondo che tiene in ostaggio anima e cervello.
Platania butta dodici piccole perle in questo baratro che restituisce mormorii strozzati di pc in accensione, suonerie di telefonini inopportuni, lo FTAC di una cimice che sbatte contro un neon. Il TLAC della macchinetta del caffè che ha deposto il bicchierino, i ronzii di radioline fuori frequenza, le frasi sconnesse di colleghi di ufficio devitalizzati, in bilico tra cameratismo e arroganza.
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Maggio 15, 2007
Second life undercover FBI
L’FBI indaga sui casinò virtuali: avatar rassicurati?
di Federica Manzon
Che aspetto hanno gli avatar dei federali? Hanno scelto capelli blu, ali di drago e facce di volpe? Sono donne provocanti e metalliche o uomini dall’aria artistoide o sono identici a se stessi? Quanto si sono mascherati questi agenti inquisitori per entrare là dove tutto non è finzione, ma è reale, una reale simulazione? Quale potere possono esercitare questi controllori in incognito nel luogo dove il virtuale semplicemente accade e accadendo apre alla possibilità di fare e inventare tutto, simulando?
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Juan Miguel Aguilera: IL SONNO DELLA RAGIONE
di Daniela Bandini
[Nessun lettore di Carmilla si perda questo straordinario romanzo del valenciano Juan Miguel Aguilera, autore di punta, in Europa, del genere storico-fantastico. L'auspicio è che anche i precedenti romanzi di Aguilera siano presto tradotti in italiano.] (V.E.)
Juan Miguel Aguilera, Il sonno della ragione, Barbera editore, Siena 2007, pp. 404, € 16,90.
Ne Il sonno della ragione ci stupisce quanto sia palese la dimostrazione secondo cui è solo con l’intelligenza emotiva e interpersonale che riusciamo a decifrare la realtà e la storia. Dell’uomo e del suo faticoso curriculum biografico, gli aspetti che determinano la personalità, lo spunto verso il quale ci conducono gli eventi e il loro epilogo biografico comunque glorioso. Ogni vita, ogni scelta ci appaiono sottili trame di un tessuto che si definisce pian piano come su un telaio, nel quale il disegno ultimo ispira armonia, per quanto raccapricciante sia il ritratto finale.
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Maggio 13, 2007
Trenodia privata per un pubblico dissestamento: i Mercanti di Venezia del '68
di Giuseppe Genna
La pubblicazione, su queste pagine, dell'introduzione [qui e qui] di Marco Philopat al pamphlet Contro il '68, di Alessandro Bertante, mi permette di liberarmi da un compito, che era per me necessario dopo le precisazioni di Valerio Evangelisti: e cioè, ricollocare, rispetto a una questione tanto vasta e complessa qual è il Sessantotto, con tutte le sue derive, il testo di Bertante, che rimane per me importante non certamente nella prospettiva sociologica riduzionista di quel tal Giuliano Da Empoli, di cui come Evangelisti ricordo il pumping markettaro ed elitario anni fa, essendone io testimone direttamente nel ventre della balena.
Posso, quindi, dire la mia su quello che ho letto in Bertante, su cosa ho pensato in anni e anni di attraversamento di esperienze, a proposito di Sessantotto e ricadute, di vicende emblematiche assurte a fama nazionale, di anonimati eroici e silenziosi, di anagrafi mandate a puttane dalla bennota cecità umana.
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Maggio 12, 2007
Liberarsi dal «giogo crudele dei preti». Le Vite parallele di Alberto Radicati
di Massimo Cappitti
Scrive Spinoza nella Prefazione al Trattato teologico-politico che «se gli uomini fossero in grado di governare secondo un preciso disegno tutte le circostanze della loro vita, o se la fortuna fosse sempre loro favorevole, essi non sarebbero schiavi della superstizione». La condizione umana, però, è segnata da difficoltà che gli uomini «non sanno in alcun modo risolvere», cosicché, affetti dalle passioni tristi della speranza e del timore, si affidano alle credenze più insensate e a «strane interpretazioni dei fatti naturali come se la natura nella sua totalità fosse pazza come loro».
Da questa disponibilità a credere ai più «assurdi misteri» sono derivate, pertanto, la necessità di «rivestire la religione di un esteriore cerimoniale che la rendesse superiore ad ogni circostanza e la facesse oggetto di una zelantissima e continua osservanza da parte di tutti» e, insieme, il potere sacerdotale teso a limitare, se non addirittura ad impedire, il libero uso della ragione.
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I guerrieri del '68 2/2
di Marco Philopat
Queste dinamiche revisioniste producono, oltre a incazzosi pamphlet come questo, ricadute sociali devastanti. Non mi sono stupito quando un amico mi ha detto che negli Stati Uniti molti neocon o newcon avevano militato a sinistra del partito democratico. In Italia la situazione è più drammatica che in ogni altro paese occidentale proprio perché la classe dirigente a sinistra è ancora quella presessantottina, mentre la destra ha cavalcato a modo suo quel terremoto sociale, a partire dalle televisioni berlusconiane che nacquero anche grazie alla liberalizzazione ottenuta dopo la grande intuizione del movimento sulle radio libere.
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Maggio 11, 2007
I guerrieri del '68 1/2
di Marco Philopat
L'amico Marco Philopat ci ha autorizzati a riprodurre la sua introduzione al libro di Alessandro Bertante Contro il '68, per capire meglio gli intenti della pubblicazione (di cui Philopat è anche editore). Lo facciamo volentieri, dividendo il testo in due puntate, per via della lunghezza. Premettiamo uno stralcio significativo della lettera di Philopat. (V.E.)
Innanzitutto non è certo un libro storico, ma un amaro sfogo di un figlio che non è riuscito a uccidere il proprio padre. E a mio parere, anche il ’68 italiano non è riuscito ad ammazzare il proprio padre/padrone, il Pci, creando una devastante situazione per tutti coloro che hanno tentato di opporsi al capitalismo nel corso di questi ultimi trent’anni. Eppure, nel nostro paese, il movimento dei lavoratori aveva per lungo tempo rappresentato una forza di contrapposizione reale, tanto da incutere timori a chi era intenzionato a instaurare una qualsiasi forma di nuovo ordine mondiale.
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Maggio 10, 2007
Mi dispiace, il '68 fu tutt'altro
di Valerio Evangelisti
"Carmilla" è fatta da redattori diversi, autonomi fra loro, e con visioni differenti. Così può capitare che un redattore pubblichi articoli non condivisi da un altro. Senza scomuniche né espulsioni, in quel caso potranno aversi repliche all'interno dello stesso sito.
Personalmente, non avrei pubblicato stralci dal libro Contro il '68, di Alessandro Bertante. Per carità, conosco Bertante ed è persona dabbene (idem per il firmatario della prefazione, Marco Philopat). Se ho ben capito, da pochi stralci pescati in rete, Bertante se la prende con gli intellettuali di punta che, emersi dal '68, successivamente si riciclarono e presero la testa dei mezzi di comunicazione. Fin qui posso essere d'accordo. Il compagno Guy Hocquenguem, purtroppo deceduto, dedicò ai sessantottini francesi rinnegati un pamphlet spettacolare (Lettre ouverte à ceux qui sont passés du col Mao au Rotary), più volte ristampato. I Finkielkraut, i Kouchner, i Bruckner francesi potrebbero benissimo essere gli Adriano Sofri, i Gad Lerner e gli "Straccio" italiani. Sessantottini finiti altrove, ma con il vezzo di parlare.
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Maggio 08, 2007
Bertante: da CONTRO IL '68
 di Alessandro Bertante
[E' uscito un saggio-pamphlet cruciale. Lo ha scritto Alessandro Bertante, lo ha pubblicato Agenzia X e si intitola, provocatoriamente nel senso letterale del termine, Contro il '68. Al centro, la messa sotto accusa della deriva umana che, da rivoluzionaria, si è fatta complice di uno slittamento nazionale nella palude neoliberista, costituendo un blocco di potere che ha cristallizzato più di 25 anni di possibili rotture sociali, fino alla termitizzazione attuale. L'anticipazione data su Lipperatura dell'incipit del saggio ha creato un prevedibile dibattito: acceso nei toni e che necessiterebbe sedi cartacee adeguate alla questione sollevata. Qui riproduco parti del capitolo Conformismo e partecipazione. Ringrazio l'autore per avere concesso la possibilità di mettere on line parte del suo testo, del quale tornerò a occuparmi. gg]
Esauriti la spinta propulsiva e l’entusiasmo della fase iniziale,
i giovani contestatori furono le prime vittime della nascita di
un nuovo conformismo rivoluzionario che con esiti talvolta disastrosi
andò a sovrapporsi al già ben radicato conformismo
borghese, evidenziando in modo farsesco tutte le ambiguità politiche
della nuova sinistra extraparlamentare. Inevitabilmente
la retorica e l’ideologismo gruppettaro condizionarono la produzione artistica in letteratura come nel cinema e nel teatro,
stroncando in modo repentino il grande fermento culturale sorto
nel secondo dopoguerra. Non c’è dubbio che per l’Italia gli
anni cinquanta e sessanta furono una stagione artistica aurorale,
durante la quale si concretizzarono energie e motivazioni
che erano state tenute a freno prima dalla dittatura e poi dalla
guerra.
Permalink: postato alle 08:32 PM
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Oaxaca e gli artisti italiani: un appello dal Messico
Nuovamente il Messico vive un momento difficile. Sale la temperatura
sociale e il paese vive una sorta di stato d'eccezione permanente.
Nello stato di Oaxaca, con l'arrivo al potere di Ulises Ruiz, anni di
corruzione e repressione violenta sono sboccati in un inasprimento di
questo stesso modello.
L'inattesa risposta popolare è sfociata in un gran movimento sociale.
Senza rinunciare alle rispettive differenze, nel giugno 2006,
insegnanti, lavoratori, studenti, collettivi libertari, organizzazioni
politiche e membri di Ong si sono incontrati nella Asamblea Popular de
los Pueblos de Oaxaca, APPO.
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Maggio 07, 2007
P.F. Majorino: L'ETERNO GIOVEDI'
di Giuseppe Genna
Pierfrancesco Majorino - L'eterno giovedì - Baldini Castoldi Dalai - € 16
Dopo l'esordio folgorante di Dopo i lampi vengono gli abeti, Pierfrancesco Majorino non stabilizza per nulla, anzi dissesta al parossismo, la sua forza prosastica: una narrazione memoriale e politica, fantastica e realistica, una capacità di fare deflagrare bombe lessicali, una prosodia e un ritmo trascinanti, nel raccontare una vicenda che copre più di un secolo - tutto il Novecento, fino agli anni Sessanta del nuovo millennio. E' un a ricerca della memoria del passato e (per dirla con Bion) del futuro, Proust in quarto smontato e rimontato con personalissima visionarietà, compressa come il carburo nei barattoli che esplodevano durante la guerra. Uno scavalcamento reciproco tra passato e futuro, che soltanto apparentemente si configura come saga familiare: è la storia e il modo in cui alla storia può guardare la narrazione contemporanea.
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Banca Mondiale: per chi suona la campana?
di Tito Pulsinelli
Il Banco del Sur è ormai una realtà dopo la riunione di Quito dei ministri delle finanze del Venezuela, Brasile, Argentina, Ecuador, Paraguay e Bolivia. Lo scandalo rosa esploso dopo il generoso aumento salariale del 45%, concesso dal capo della Banca Mondiale alla sua amante-dipendente, ha accelerato il precipitare degli eventi.
La settimana scorsa il governo dell’Ecuador aveva dichiarato “persona no grata” il rappresentante della BM, che dovette abbandonare il Paese. Il primo maggio, le autorità di Caracas annunciarono che il Venezuela usciva dal Fondo Monetario Internazionale e dalla BM: “..non dobbiamo nulla, adesso ci devono restituire i 250 milioni di dollari in deposito”. La Bolivia ha deciso di uscire da una delle istanze di arbitrato della BM, dove questa agisce come “arbitro” e si schiera sempre contro i governi e dalla parte delle multinazionali.
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Maggio 05, 2007
Wu Ming 1, Lezione su 300
AGGIORNAMENTO OTTOBRE 2007. Dagli appunti usati per questa lezione ho tratto un testo più approfondito, intitolato "Allegoria e guerra in 300", ora leggibile qui. |
Mito tecnicizzato e responsabilità del narratore. Omaggio a Furio Jesi
DAMS di Torino, Palazzo Nuovo, 2 maggio 2007
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1. Il cinema è un tempio (7'40")
La sera che ho visto 300 - Ironia catartica e bestemmie - Ho amato e disprezzato questo film - La voce di Delio - Ironia erotica e analisi crudele - Questo film non vuole essere smontato.
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Maggio 04, 2007
L'ESSENZA DEL FUTURO di Vittorio Catani
Recensione di Enzo Verrengia
E’ uscito il volume di Vittorio Catani L’essenza del futuro (Perseo Libri S.r.l., pagg. 655, euro 30). L’opera, che contiene 63 fra racconti lunghi, medi, brevi e brevissimi, è una sorta di “Meridiano” della fantascienza, diviso in dodici sezioni tematiche e propone una porzione rappresentativa della scrittura di questo autore, già funzionario di banca in veste ufficiale ma “fantascientista” nel tempo libero, “sulla breccia” da 45 anni: pubblicò infatti il suo primo racconto nel 1962 sulla rivista “Galaxy”.
Presentiamo una recensione di Enzo Verrengia per Carmillaonline. Il libro è reperibile presso il sito della casa editrice http://www.perseolibri.it/ o presso http://www.delosstore.it
«Catani è tra i pochi autori che io conosca capace di portare fino alle estreme conseguenze le proprie idee. Come si dice, lo scrittore pugliese è tra i pochi che non hanno mai paura di avere coraggio.» Un riconoscimento etico risolto in paradosso. Così, fra l’altro, scrive Ugo Malaguti nell’introduzione a L’essenza del futuro, monumentale antologia dedicata a Vittorio Catani nella collana “Narratori europei di science fiction” della Perseo Libri. Un notevole risultato - volume con copertina rigida, impressioni in oro, sovracopertina, illustrazioni interne in b/n - che compendia una vita dedicata in buona parte a questo genere narrativo. Ma anche una vita per gli ideali... o forse “ideologia” è parola troppo obsoleta dopo muri caduti, accorpamenti politici e liofilizzazione d’impronta Usa dei modelli di convivenza?
Permalink: postato alle 01:35 AM
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L'imperatore nel suo labirinto (seconda puntata)
di Mauro Vanetti
Apertura brasiliana
Nel caro e dimenticato giorno dell'8 Marzo, Bush è arrivato a San Paolo. Ancora una volta, il Brasile è un paradosso; fu il Paese che, con la vittoria di Lula, segnalò al mondo che qualcosa stava cambiendo nel continente. All'epoca i brasiliani erano quasi tutti entusiasti e trasognanti quando parlavano del barbuto presidente ex operaio. A chi cercava di farli parlare di politica in termini concreti (ma cosa vi aspettate da questo nuovo governo? ma non vi sembra che si stia già mettendo un po' troppo d'accordo con gli industriali?), rispondevano che chi non era brasiliano non poteva capire cosa significasse la vittoria di Lula, che c'era una speranza gigantesca in quel momento e che non era certo il caso di sollevare simili prosaiche polemiche pignole.
Permalink: postato alle 01:25 AM
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Maggio 02, 2007
OFFICINA ITALIA, Milano e lo Stivale bucato
di Giuseppe Genna
Il discorso sarà lungo, perciò è bene richiamarne la premessa concreta, che coincide con il finale. A Milano, dal 3 al 5 maggio, alla storica Palazzina Liberty, si tiene un festival di cultura che ruota intorno alla letteratura: scrittori che leggono inediti, cineasti e storici e docenti universitari e giornalisti che discutono di temi fondamentali del nostro tempo. Si chiama OFFICINA ITALIA, questa tre giorni che spacca l'inedia del panorama culturale milanese, e la specificità non risiede soltanto nell'altissima qualità degli interventi, ma soprattutto nell'organizzazione: due scrittori, due intellettuali, entrambi nati nel '69, hanno mobilitato forze che, dai tempi di Alfabeta non si ravvisavano operare in questa specie di Baskerville col Duomo. Sono Antonio Scurati, vincitore del Campiello due anni fa e ormai conosciutissimo opinionista (vedremo poi di che tipo), e Alessandro Bertante, romanziere con un fondamentale saggio in uscita, un testo che farà discutere perché mette a nudo le contraddizioni della generazione al potere, quella che esce dal '68 e lo usa come scudo per i motivi opposti a quelli della contestazione. Grazie a Scurati e Bertante, Milano vede una breccia nel suo cielo cupo: OFFICINA ITALIA è di fatto l'occasione maggiore capitata in questi ultimi anni per riprendere un discorso interrotto e suturare un tessuto sconnesso.
Permalink: postato alle 11:57 AM
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Master Matheson
di Alessandra Daniele
Sembra cominciare come una semplice influenza l’apocalittica pandemia che sterminerà l’umanità, trasformando i superstiti in zombies vampiri, nel capolavoro più celebrato di Richard Matheson Io sono leggenda (“I am legend”, 1954). Ancora ignari dell’entità del pericolo, il protagonista e la moglie ne discutono a colazione, durante la routine di quella che credono una mattina qualunque, in un flashback che è un esempio perfetto dell’arte di Matheson dell’evocare l’orrore più profondo e disperante in agguato dietro la fragile facciata del quotidiano. Quella cucina così simile alla nostra è già l’anticamera dell’inferno, l’amata moglie di Neville si trasformerà presto in uno zombie insieme a milioni di altri, lasciandolo unico sopravvissuto dell’estinta razza umana, tormentato interiormente quanto assediato dall’esterno, e per il quale è l’orrore a essere diventato routine quotidiana.
Permalink: postato alle 03:01 AM
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Maggio 01, 2007
Spie come loro
di Mauro Gervasini
Le vite degli altri e The Good Shepherd - L'ombra del potere. Due film che in modi differenti riflettono sul medesimo tema: lo spionaggio. Non solo inteso come pratica di un apparato organizzato (Stasi, Cia) ma come funzionalizzazione di un sistema delatorio e mistificatore che ha la stessa finalità sia in un regime totalitario (la DDR di Le vite degli altri) sia in uno capitalistico-democratico (gli Usa di The Good Shepherd). Vale a dire il mantenimento dell'ordine costituito e del potere di chi ne gestisce il controllo.
Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmark racconta la storia di un alto funzionario della Stasi, Wiesler, chiamato a spiare un drammaturgo apparentemente organico al regime, Dreyman, in realtà molto invidiato dal ministro della cultura che vorrebbe toglierlo di mezzo per poi dedicarsi alla sua prim'attrice, nonché amante, Christa-Maria Sieland.
Permalink: postato alle 02:58 AM
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