Marzo 31, 2007
Chiara Cretella: ANNUNCIAZIONE IN METROPOLITANA
di Riccardo Capecchi
Chiara Cretella, Annunciazione in metropolitana, Fazi, 2007, pp. 159, € 14,50.
Tu non sei più vicina a Dio di noi;
ne siamo tutti lontani
R.M.Rilke, Annunciazione
Annunciazione in metropolitana è il secondo romanzo di una scrittrice, Chiara Cretella, capace di condensare parola poetica e impegno politico in un lirismo crudele (perché crudo e nudo e vero). Non solo: è una trasmutazione, una metamorfosi. Una rinascita - e ogni nascita o nuovo esordio ha una sua annunciazione. Ma quella di Leanna, protagonista del romanzo, già dal titolo si differenzia, pratica uno strappo rispetto alla tradizione delle pie madonne - è sotterranea, buia, metropolitana appunto. Underground, si è tentati di dire, ma con tutt’altro spessore.
Permalink: postato alle 02:53 AM
| TrackBack
Marzo 30, 2007
Gli Autonomi, 2/2
di Paolo Pozzi

[Come preannunciato, ecco un'anticipazione del romanzo di Paolo Pozzi Insurrezione (Derive/Approdi, 2007, pp. 208, € 14,00). Una rievocazione molto franca, e certo sgradevole per alcuni, di ciò che furono negli anni '70 gli autonomi milanesi dell'area di Rosso. Va infatti tenuto presente che il movimento dell'autonomia operaia si articolò in una miriade di collettivi molto diversi tra loro, anche se coesi da alcuni fondamenti comuni: l'emergenza di un proletariato giovanile precario, la perdita di centralità della fabbrica quale motore del conflitto sociale, l'importanza del territorio a fini di riaggregazione, la rottura senza ritorno con la sinistra istituzionale.
Permalink: postato alle 06:53 AM
| TrackBack
Marzo 29, 2007
Gli Autonomi, 1 /2
SIAMO GLI AUTONOMI, SIAMO I PIU' DURI...
di Valerio Evangelisti
[E' il trentennale del '77 e gli interventi in merito si moltiplicano. Spesso provengono da gente che, di quel movimento, non sa nulla e non ha ancora capito nulla. Specie se il tema è l' "autonomia operaia", l'ala più estremista. Il mio pezzo che propongo, già apparso su Alias, è compreso nell'antologia Gli Autonomi (Derive/Approdi, 2007, pp. 506, € 25,00; primo di tre volumi). Seguiranno estratti da Paolo Pozzi, Insurrezione, un romanzo estremamente realistico e sincero appena uscito presso lo stesso editore.]
Se degli autonomi bolognesi della fine degli anni ’70 si è molto parlato e scritto, pochissimo si è detto di quelli dei primi anni ’80. Certo, non costituivano più un movimento di massa. Quello era stato distrutto dalla repressione seguita al rapimento e all’uccisione di Moro, dalla sfiducia generalizzata, dal diffondersi dell’eroina, dal ripiegamento di molti sulla propria vita privata. Tuttavia qualcosa era sopravvissuto, e non si trattava di un fenomeno folcloristico o marginale.
Non c’erano più i collettivi universitari, né quelli di quartiere; le esperienze di auto-organizzazione dei giovani lavoratori, specie precari, proseguivano, però con connotazioni politiche via via meno marcate, e slegate da tutto il resto.
Permalink: postato alle 06:31 AM
| TrackBack
Marzo 28, 2007
Il mio IL CATECHISTA e cosa gli sta attorno
di Cristiano Governa
“C’è una donna che mi telefona da casa tua” mi ha detto stamattina Valerio Evangelisti.
Provo a pensarci. Questa frase sarebbe uno strepitoso elemento detonatore per un noir, una donna sconosciuta che, dal mio numero telefonico di casa, cerca il ‘papà’ dell’oscuro Eymerich.
Ma parlandoci, io e Valerio capiamo subito che il nostro modo di porci di fronte agli enigmi è quello di coltivarli, fare in modo che crescano, lasciandoli in pace a produrre ansia e, se tutto va bene, un filo d’angoscia. Un’inerzia produttiva direi.
Permalink: postato alle 03:48 AM
| TrackBack
Marzo 26, 2007
Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi
 ADERISCI
Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.
Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.
Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.
Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.
EMERGENCY
Permalink: postato alle 07:05 PM
| TrackBack
Cronache di Bassavilla 94
DEAD MARY, O DI MARIA LA "SMORSACANDEILA"
di Danilo Arona
Nel 1960 a Bassavilla. La squadra cittadina retrocedeva in serie B, Gianni Rivera era stato da poco venduto al Milan tra le urla di disappunto dei tifosi e in alcune zone periferiche si era ripristinato il pattugliamento a cavallo dei carabinieri nonostante l'evidente e costante aumento del traffico veicolare.
Furono proprio due carabinieri a scoprire una mattina in Spalto Marengo delle parti di corpo umano ritenute lì per lì come indizi inequivocabili di un turpe e macabro assassinio. Sui giornali nei giorni seguenti si pubblicarono resoconti di presunte analisi scientifiche forse in grado, stante dichiarazioni "ufficiose" delle forze dell'ordine, di dimostrare che tali parti anatomiche - cranio, sterno, tibie e ossa più piccole di una persona molto giovane - erano state utilizzate da ignoti medici per misteriosi e imprecisati esperimenti e gettate poi via. Ma diversa risultava la versione popolare, quella che si sussurrava a mezza voce nei bar e nelle botteghe di alimentari.
Permalink: postato alle 03:22 AM
| TrackBack
Marzo 25, 2007
Malcolm Braly: ORA D'ARIA
di Francesco Lato
Malcolm Braly, Ora d'aria, Tropea, 2006, pp. 319, € 17,50
Esiste, negli Stati Uniti, una cospicua tradizione di quella che potremmo chiamare letteratura carceraria, ovvero non solo scritta da detenuti, ma soprattutto scritta dentro le prigioni. Tralasciando gli scritti di carattere politico come quelli di George Jackson e i libri autobiografici – e palesemente intesi ad attirare l’attenzione sul proprio caso – come furono quelli, un tempo popolari e riproposti di recente, di Caryl Chessman, e volendo occuparci di vera e propria fiction, troviamo una nutrita pattuglia di scrittori, alcuni molto noti, da Chester Himes a Edward Bunker.
Permalink: postato alle 03:42 AM
| TrackBack
Marzo 23, 2007
Vollmann: COME UN'ONDA CHE SCENDE E CHE SALE
di Federica Manzon
Ci sono libri in grado di aprire uno squarcio sul mondo e di fornire un’arma per affrontarlo. Come un’onda che scende e che sale è uno di questi. È il risultato del poderoso lavoro che ha occupato William T. Vollmann per diciassette anni e ha dato luogo a un’opera in sei volumi, ora editi in Italia in una versione ridotta dall’autore (Mondadori Strade Blu, traduzione G. Pannofino, € 22). Nel libro si ritrova la caratteristica attenzione di Vollmann per tutte quelle forme di vita altamente marginali e sacrificabili che lottano sanguinosamente per guadagnarsi un diritto alla sopravvivenza. Un tipo di umanità infima e impercettibile che così tanto assomiglia agli insetti di You Bright and Risen Angels, abitanti di territori estremi e devastati in cui l’autore compie periodicamente le sue sconvolgenti incursioni.
Permalink: postato alle 12:02 PM
| TrackBack
Alla latitanza
di Nunzio Festa
per il compagno Cesare Battisti
dopo il suo arresto in Brasile
cade un governo
e brindo sul telegiornale
alzano il pollice e il fanale
sul più moderno
degli arresti
Quello dello scrittore
Permalink: postato alle 05:09 AM
| TrackBack
Giacomo Cacciatore: FIGLIO DI VETRO
di Daniela Bandini
Giacomo Cacciatore, Figlio di vetro, Einaudi Stile Libero, 2006, pp. 168, € 14,00.
Figlio di Vetro. Vetro di tutte le sfumature, di tutti i riflessi di tutte le deformazioni che un viso assume quando si riflette in esso. Vetro, fragile e malleabile, dai candidi bagliori accesi di Murano ai bottiglioni impolverati nelle vecchie cantine coperti di polvere e muffa. Un figlio di vetro sarà un’immagine speculare e storpiata, un accanito e rafforzato riemergere e rituffarsi nel passato, schegge di se stesso sparse nella via e nei luoghi incantati dell’infanzia, cocci aguzzi sui quali ferirsi. Come il profumo della pasticceria, di quando bambino andava con suo padre in quel luogo incantato di Palermo, un profumo che andava oltre l’aroma intenso di crema e ricotta, un perdersi, un estro nel quale bearsi nell’inconsapevole benessere di chi ancora ignora che quel benessere rassicurante e protettivo ha radici lontanissime e un equilibrio pericolosamente precario.
Permalink: postato alle 03:11 AM
| TrackBack
Marzo 22, 2007
Con la penna tra i denti /1
di Alberto Prunetti
Con la rassegna "Con la penna tra i denti" mi propongo di segnalare alcune opere che ho incontrato nei miei percorsi di lettura. Lo scopo, com'è tipico in testi del genere, è quello di allargare la cerchia delle persone che possono entrare in rotta di collisione coi libri che si reputano appassionanti. Non mi interessa che il libro sia acquistato: i libri vengono scambiati, chiesti in prestito, riprodotti o – come ogni merce – rubati. In fondo leggere un libro è anche compiere un furto: è appropriarsene, farne carne propria attraverso quella ruminazione che chiamiamo lettura. E parlando di furti, il primo libro che segnalo è decisamente fuori dalle righe: L'istinto di morte di Jacques Mesrine (coedizione di Nautilus e El Paso, traduzione di R. Moretto, con la collaborazione di A. Chersi, I. de Caria, Striknine e P. Marangon)
Permalink: postato alle 11:50 AM
| TrackBack
Diario di uno scandalo scolastico (non italiano)
di Alessandro Morera
In periodo un nel quale sembra che la scuola in Italia sia completamente esplosa tra professoressine disegnate dai quotidiani come le figure del pecoreccio all’italiana anni ‘70 e ragazzi precocemente cresciuti nel seguire le orme dei personaggi dello spettacolo televisivo e del gossip italiota, sarebbe appropriato andare al cinema per vedere un film come Notes on a scandale – Diario di uno scandalo del regista inglese Richard Eyre, già direttore del 'Royal National Theatre' dal 1988 al 1997: uno dei più bravi cineasti a mantenere sullo schermo la tensione attoriale tipica del teatro e nello stesso tempo capace di raccontare con efficace linearità dei bellissimi adattamenti letterari, infondendo alla struttura narrativa un crescendo drammatico tipico dell’arte cinematografica. Un regista praticamente sottovalutato in Italia (nonostante il suo esordio nella regia cinematografica risalga al 1983 con il bellissimo The Plughman’s lunch - L’ambizione di James Penfield).
Permalink: postato alle 04:06 AM
| TrackBack
Marzo 21, 2007
Il lato oscuro dell'in-coscienza operaia
di Cristina Rosati
Oscar Marchisio, Jadel Andreetto, Bologna Operaia. Inchiesta fra i metalmeccanici, ed. Socialmente, 2007, € 15,00.
Il modo migliore per dare un volto a ciò che si vuol descrivere è lasciare la parola al soggetto interessato. Nel libro Bologna Operaia, inchiesta fra i metalmeccanici sono i lavoratori a raccontarsi, in questo modo l’ideologia non trova spazio e l’analisi resta il più possibile legata ai fenomeni, alla realtà così come si manifesta. Eppure quello che colpisce l’attenzione e che scavalca le settanta interviste realizzate in tredici fabbriche bolognesi è quello che è tenuto fuori, il non detto. Non si possono descrivere solo con le parole i volti dei soggetti intervistati, la propria vita prima e dopo il tempo della fabbrica, e soprattutto non si può parlare con chi non ha nessuna intenzione di risponderti.
Permalink: postato alle 04:04 AM
| TrackBack
Marzo 20, 2007
Preghiera laica
di Francesco Forlani

Vi prego
non cacciate la bilancia
a misurare i morti con quell’ago
che la si chiami storia, critica, rimpianto
“a te di più che a me hanno fatto male”
e via con gare tra la conta e il conto
da presentare a un altro, che non sia se stesso
di vittime e carnefici di stragi
Permalink: postato alle 02:20 PM
| TrackBack
Marzo 19, 2007
Sebaste: incontro con Jean Baudrillard
di Beppe Sebaste
[Il filosofo della contemporaneità postmoderna è morto il 6 marzo scorso. Pubblichiamo il resoconto che lo scrittore e giornalista Beppe Sebaste - che ha inaugurato il suo sito personale: vi consigliamo caldamente di visitarlo - scrisse per l'Unità nel 2001, dopo avere incontrato Baudrillard. gg]
Incontro Jean Baudrillard dopo più di vent’anni. Ne avevo 18 quando gli feci la prima intervista italiana su una “fanzine” più o meno alternativa, all’epoca del Beaubourg e dell’esproprio urbanistico del quartiere operaio delle Halles. Scopro con costernazione, rivedendo le sue parole di allora – “iperrealtà”, “simulazione”, potere come “parodia” di se stesso, “simulacro” - che esse descrivevano già il processo vistosamente in corso oggi in Italia e nel mondo, molto prima dei suoi ultimi due libri: Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?, edito in Italia da Cortina, e Lo scambio impossibile, edito pochi mesi fa da Asterios. Che cos’è l’attualità, e che rapporti deve intrattenere con essa il pensiero?
Permalink: postato alle 10:29 AM
| TrackBack
Marzo 18, 2007
Monica Viola: TANA PER LA BAMBINA CON I CAPELLI A OMBRELLONE
di Girolamo De Michele
qui il sito di Monica Viola
«Eravamo troppi. Otto figli, madre, padre, suocera, più vari animali domestici». Si presenta così la voce narrante di Monica Viola, protagonista di Tana per la bambina con i capelli a ombrellone: una voce che inanellerà storie, brevi schegge narrative legate dal filo di un'autobiografia in costruzione. Perché Monica l'identità non l'ha: subisce quella assegnatale. Monica è la bambina fratta, violata nella sua infanzia all'interno della propria famiglia: non la sola, ma di questo e di altro non bisogna parlare, perché «il verbo fatto carne aveva tolto i peccati dal mondo, non bisognava rimetterceli».
Permalink: postato alle 04:43 PM
| TrackBack
Sorpassi
di Nevio Galeati
Un colpo secco. Gli storni si alzarono dagli alberi, il loro volo sembrava quello di uno sciame di vespe impazzite. Un altro. Nella palazzina che si affacciava sulla tangenziale un bambino si agitò nel sonno. I genitori continuarono a russare: il loro udito aveva memorizzato, assimilato e archiviato i primi spari dei cacciatori. Come a ogni inizio d’autunno.
Sangue e grumi di materia grigia avevano macchiato l’interno del parabrezza della Peugeot 305, il rivestimento dei sedili. La testa di Federico, crollata sul volante, era come scarnificata dalla rosa dei pallini. Antonia aveva perso gli occhi e un orecchio; respirava ancora, mentre il muco colava dal naso, incredibilmente intatto.
Permalink: postato alle 02:29 AM
| TrackBack
Marzo 17, 2007
La trama dell'idiozia - Quarta puntata
di Carlo Gazzotti
4. La scena meccanica (1991-1992)
All'inizio dell'anno scolastico 1991/92 venni avvicinato da una serie di funzionari del teatro stabile locale che mi proposero di partecipare alle iniziative attraverso le quali l’ente voleva ‘lanciare in città’ il proprio allestimento del Pinocchio di Collodi
In cambio, la più importante istituzione teatrale della regione si impegnava a metterci a disposizione gli spazi necessari all’attività laboratoriale essendo a conoscenza del fatto che il gruppo non poteva più utilizzare la sala SGB chiusa per gli interventi di ristrutturazione e di messa a norma dei quali s'è già parlato.
Permalink: postato alle 04:53 AM
| TrackBack
Marzo 14, 2007
La terra degli uomini con la capparella
di Valerio Evangelisti
[Questo articolo è apparso, in francese, sul quotidiano Le Figaro, il 27 settembre 2004. E' stato ristampato nell'antologia fuori commercio Descrizione di un luogo, Einaudi Stile Libero, 2006. Vuole essere una dichiarazione d'amore per la regione in cui sono nato, emiliano per parte di padre, romagnolo per parte di madre. Vado molto fiero del mio accento.] (V.E.)
A prima vista, l’Emilia Romagna ha poco per attirare i turisti. Questi ultimi, del suo paesaggio molto vario, conoscono quasi solo Rimini e la costa adriatica. Le zone appenniniche sono luogo di vacanze soprattutto per gli indigeni venuti dalle città. Tra queste, Bologna è poco visitata (soffre molto la concorrenza di Firenze). Gli altri centri importanti della regione sono quasi ignorati, salvo forse Ravenna e un po’ Ferrara.
Permalink: postato alle 02:59 AM
| TrackBack
Marzo 13, 2007
E Lei sarebbe un giornalista?
di Mauro Vanetti

[Un nostro lettore ci trasmette la lettera da lui scritta a Fabrizio Dell'Orefice, giornalista de Il Tempo di Roma, dopo un incredibile articolo sul Venezuela apparso lunedì sul quotidiano. La pubblichiamo volentieri. Mi limito a rilevare che, purtroppo, la disinformazione sull'America Latina non è limitata a un quotidiano dichiaratamente di destra come Il Tempo, ma è condivisa anche da giornali che qualcuno definisce "di sinistra" come La Repubblica.] (V.E.)
Ho letto il Suo ributtante articolo-intervista al fascista venezuelano Alejandro Peña Esclusa, il quale, dall'alto dello 0,04% preso alle elezioni del 1998, si presenta come "il capo dell'opposizione venezuelana". Lei evidentemente ignora, dimostrando così di non essere un giornalista e forse di non guardare nemmeno il telegiornale, che il vero capo dell'opposizione venezuelana si chiama Manuel Rosales e ha preso il 36,85% dei voti; è come se Lei avesse intervistato un naziskin e l'avesse presentato come leader della Casa della Libertà.
Permalink: postato alle 03:33 AM
| TrackBack
Marzo 12, 2007
Babsi Jones: Balcani, guerra, letteratura
di Francesca Micheletti
 [Come spiegato da Babsi Jones, l'intervista realizzata da Francesca Micheletti è stata 'pubblicata' su PeaceReporter in versione notevolmente ridotta; questa che proponiamo è l'intervista integrale.]
Sei una dei pochi, pochissimi, a interessarsi di Balcani fin da giovanissima. Un interesse che potrebbe trovare spiegazione in "Padre", preghiera personale-familiare che dipinge le origini un viscerale legame con questa terra. Specificando meglio, da cosa nasce questo interesse, come si sviluppa, e come spieghi invece il disinteresse con conseguente ignoranza della maggior parte dei giovani, e non?
Non credo che l'ossessione per la ex-Jugoslavia nasca da mio padre, sebbene abbia origini tzigane e – forse inconsciamente – possa avermi trasmesso la malìa.
Permalink: postato alle 11:06 PM
| TrackBack
Da Borat alla morte di Bush
di Mauro Gervasini
Conversazione in treno tra due ragazze e un ragazzo, probabilmente studenti. Commentano la puntata di una trasmissione Tv intitolata Il bivio, andata in onda la sera prima. Una di loro sintetizza la vicenda sotto i riflettori: una ragazza subisce l’abuso di un parente in tenera età, poi crescendo diventa una campionessa di kickboxing («Come la tipa di Million Dollar Baby» è il commento della narratrice). I ragazzi si domandano con una certa malizia dove stia “il bivio” in questa storia. Si presuppone che se la fanciulla in questione avesse preso una strada invece di un'altra avrebbe avuto un destino diverso.
Permalink: postato alle 02:20 AM
| TrackBack
Marzo 11, 2007
MTD, organizzazioni popolari in Argentina e il senso della storia
Il sequestro e la simulazione di fucilazione di Carlos
di Blicero (collettivo autisitci.org/inventati.org)
La storia recente dell'America Latina, e in particolare dell'Argentina, non potrebbe essere definita altrimenti che una fonte continua di ispirazione per chi crede nella possibilità di un cambiamento sociale e politico di vasta scala, a partire dai piccoli passi quotidiani.
Nel 2001 l'Argentina viene scossa dalla crisi economica più drammatica che abbia registrato nella sua storia, e che forse dovrebbe insegnare qualcosa in più di quanto stia facendo alle persone che vivono in questo Paese, vedendo svalutare il proprio denaro nel giro di una notte di circa il trecento percento: quello che la notte prima si acquistava con un peso (pari a un dollaro), la notte dopo si acquistava con cinque pesos (pari a un dollaro). E' come se voi domani pagaste un caffè cinque euro, e un pezzo di pane dieci euro, senza che il vostro stipendio cambi di una virgola (sempre che abbiate ancora uno stipendio).
Permalink: postato alle 02:57 AM
| TrackBack
Marzo 10, 2007
Cronache di Bassavilla 93
WITCHBOARD - WINDOWS OF THE SOUL
di Danilo Arona
Accadde a Bassavilla una sera di dicembre del 1999, poche ore dopo la morte di una giovane sconosciuta sulla lontana autostrada Bologna / Padova, travolta nella nebbia da un automobilista distratto e assonnato.
Accadde a Bassavilla, Piemonte, che alcune ragazzine, fra i 12 e i 14 anni, iniziassero verso sera a giocare con la Tavola degli Spiriti, quella che in America si chiama Ouija. Accadde che colei che conduceva la seduta, la più grande e la più turbata perché in quel giorno aveva sperimentato la rituale esperienza della prima mestruazione, usasse per puntare le lettere un paio di grosse forbici.
Permalink: postato alle 02:54 AM
| TrackBack
Rapimento di un reporter
di Nevio Galeati
“Perfino se uccidessero un milione di noi, ce ne sarà un altro milione pronto a morire. Non permettiamo mai a nessuno di restare nel nostro paese”. È l’estate del 1980 quando il giornalista Robert Fisk raccoglie questa testimonianza da un mercante del bazar di Kabul (da Cronache mediorientali, il Saggiatore, 2006). Due affermazioni drammaticamente vere perché negli otto anni successivi, durante la guerra contro i russi, morì appunto un milione di afghani; almeno quattro milioni restarono feriti e ancora altri sei milioni furono costretti a lasciare il paese dei pashtun.
Permalink: postato alle 02:25 AM
| TrackBack
Marzo 09, 2007
Pare che il Molto Onorevole Massimo D...
di Sbancor
Mi arrendo. Se solo tre parlamentari italiani hanno votato contro le missioni militari all’estero, probabilmente a me a tutti coloro che ritengono la pace un “bene indisponibile” non resta che la via dell’esilio. Il 23 gennaio il sondaggio IPR svolto per Repubblica dava il 56% degli italiani favorevoli al ritiro dall’Afghanistan. Il 20 febbraio eravamo al 54%. L’8 marzo il 70% è favorevole a restare, diviso fra un 50% che subordina il ritiro alle decisioni Nato e un 20% che dice al massimo per un altro anno. Se il Governo non va verso i sondaggi, i sondaggi andranno verso il Governo.
Pare che il Molto Onorevole Massimo D’Alema abbia detto a Bruxelles, a proposito dei morti afghani degli ultimi giorni: “Sono morti molti civili innocenti e questo richiede una riflessione molto seria perché le cose possono andare meglio. Ad esempio non uccidere civili potrebbe contribuire”. Inorridito mi accorgo che mai potrò superare l’inarrivabile humour noir del nostro Ministro degli Esteri.
Permalink: postato alle 03:44 AM
| TrackBack
Marzo 07, 2007
Asciuti: I SEMI DI MARIZAI
di Silvia Arzola
Uscito in sordina nel novembre del 2006, I semi di Marizai (Fanucci, € 14), non ha lasciato tracce: la stampa non fiata, i blog tacciono. Strano, perché l’ultimo romanzo di Claudio Asciuti, critico e scrittore eterodosso ben noto nel mondo della SF, contiene un tasso di provocatorietà, degno di suscitare almeno uno straccio di polemica. Eppure i professionisti della nostrana litigiosità, sempre pronti a schiamazzare con lo zelo invettivale delle massaie frodate ai saldi, stavolta non si attivano. Sia chiaro, in un mercato editoriale intasato di «novità», pronte a invecchiare nel giro di una notte non stupisce che i libri evaporino, resta comunque qualche perplessità a proposito di un silenzio così fermo. Banale, o addirittura volgare, adombrare tacite censure su un libro cosiddetto «scomodo», tanto più che l’aggettivo è ormai universalmente impiegato per connotare, a posteriori, romanzi o saggi di successo. Quello di Asciuti è semmai un libro politicamente irritante e difficilmente classificabile.
Permalink: postato alle 11:44 PM
| TrackBack
Lo sgambetto vicentino
di Tito Pulsinelli
I manifestanti che a Vicenza si sono opposti alla consegna della loro città alle forze armate degli Stati Uniti, sono spariti nel buco nero mediatico, che ha contrattaccato mettendo in scena l’avanspettacolo romano della politica. Compresi i guitti, i Pallari, torte in faccia, giochi a ruoli invertiti, ma il canovaccio è manieristico, con finale scontato. Uno psicodramma mediatico per ribadire l’immutabilità, l’ineluttabilità del passato a cui ci si dovrebbe real-politicamente rassegnare.
Tutti gli addetti al potere legislativo sono affini, ubiqui, interscambiabili, equivalenti, senza orizzonti strategici, succubi del nichilismo economico, e non hanno nulla di concreto e di originale da offrire. Non certo dei valori, ma nemmeno un progetto-paese diverso, nè un altro modo di proporsi e di interagire con il nuovo assetto del mondo emergente.
Permalink: postato alle 02:45 AM
| TrackBack
Marzo 06, 2007
Il noir è uno specchio sordido e nero
Intervista a Raúl Argemí, di Giulia Gadaleta

Raúl Argemí, in Penultimo nome di battaglia (ed. La Nuova Frontiera, 2006, pp. 126, € 14,50) semina indizi fin dalla prima pagina: solo che noi lettori siamo troppo ingenui e poco scafati per coglierli. Che il giornalista Manuel Carraspique, pur ridotto in un letto d’ospedale a seguito di un incidente stradale in cui il suo occasionale compagno di viaggio ha lasciato le penne, sia un pazzo megalomane, capace nella sua immobilità di convalescente di meditare la propria rivincita, è un sospetto fondato. Si sa che il dolore fisico e lo shock possano giocare brutti scherzi.
Permalink: postato alle 03:00 AM
| TrackBack
Marzo 05, 2007
Ritratto della musa da giovane
di Chiara Cretella
Elizabeth Eleanor Siddal (1829-1862) è passata alla storia come la musa dei preraffaelliti ma non tutti sanno che Lizzie – così viene chiamata, nei versi che la ritraggono, dalla cognata poetessa Christina Rossetti – era anche una valida pittrice, tanto che Ruskin le comprò la maggior parte dei suoi schizzi e riconobbe che l’allieva-amante di Dante Gabriel Rossetti aveva superato il suo maestro.
La magmatica fanciulla dai capelli rossi era figlia di un coltellinaio e conobbe Rossetti e la sua confraternita per pura coincidenza. Iniziò a posare per molti di loro, come Walter Howell Deverell, William Holman Hunt e John Everett Millais. Fu quest’ultimo a regalarle l’eternità ritraendola nelle vesti di Ofelia annegata nel fiume.
Permalink: postato alle 02:45 AM
| TrackBack
Marzo 04, 2007
LA VERGOGNA DEI CPT, I NUOVI LAGER ITALIANI
di Valerio Evangelisti

Sabato 3 marzo un sacrosanto corteo di varie migliaia di persone si è mosso in direzione del CPT (centro di permanenza temporanea) di Bologna, per chiederne la chiusura. E' stato violentemente caricato, di sicuro si preparano denunce a carico di alcuni dei manifestanti. Prevedibile il plauso di chi vuole che l'ordine, nella città ex rossa (oggi color cacca), sia mantenuto a tutti i costi.
Ma quale "ordine"? Quello di carceri vergognose riservate a innocenti, colpevoli di fuggire dalla sorte di miseria e guerra cui il potere mondiale "liberale" ha condannato i loro paesi, e continenti interi?
Se tacere di fronte a un simile scandalo significa "legalità", vuole dire che "legalità" è una parolaccia.
Permalink: postato alle 03:18 AM
| TrackBack
Marzo 03, 2007
Striscia volutamente estorsiva
Permalink: postato alle 04:38 PM
| TrackBack
Paolo Roversi: LA MANO SINISTRA DEL DIAVOLO
di Michele Corleone
Paolo Roversi, La mano sinistra del diavolo, Ugo Mursia editore, 2006, pp. 312, € 15,00
La mano sinistra del diavolo è la seconda incursione nella narrativa di genere noir dello scrittore suzzarese, ma milanese d’adozione, Paolo Roversi, dopo Blue Tango uscito per Stampalternativa nel 2006.
Ai consueti contenuti di natura sociale si affianca adesso il tema della memoria che da un tempo lontano ritorna inesorabile, avvolgendo l’intreccio del noir in un’aura di emozioni e inquietante mistero: il ritrovamento di un arto mozzato che cosa potrebbe mai avere a che fare con il funerale di un vecchio partigiano che apre il romanzo?
Permalink: postato alle 04:01 AM
| TrackBack
Marzo 02, 2007
Dylan Dog e la complessità
di Valerio Evangelisti
[Qualche mese fa cadeva il ventesimo anniversario della nascita di Dylan Dog, ormai leggendario personaggio del fumetto italiano. L'evento è stato celebrato con un lussuoso volume (Dylan Dog, tre passi nell'incubo, Mondadori, 2006, pp. 312, € 22,00). Ho avuto l'onore di scriverne l'introduzione. Finalmente ho avuto l'occasione per rendere omaggio a uno straordinario scrittore italiano, Tiziano Sclavi, e per manifestare tutta la mia ammirazione nei suoi riguardi.] (V.E.)
I vent’anni di Dylan Dog non sono in realtà un grande evento. Era logico che vivesse tanto a lungo. Altrettanto logico è attendersi che viva, come minimo, un altro ventennio ancora, anche se tutto fa pensare che vivrà molto di più. E’ ormai mito, e una generazione di lettori lo passa all’altra, che gli tributa identica devozione. Insomma, bando alla cautela: sembra vivere da sempre, e vivrà per sempre.
Permalink: postato alle 03:17 AM
| TrackBack
|