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frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
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di Tito Pulsinelli Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), lunedì scorso ha deciso di mettere in vendita 400 tonnellate d'oro stivate...

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(a cura di Sbancor) Ripubblicare oggi un testo di J.P. Sartre, scritto nel 1973, edito allora, non è filologia dei movimenti. Chiunque lo legga con attenzione potrà trovarvi riferimenti alle scelte elettorali che dovremo fare fra in questi giorni. E riflettere su cosa fare.

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di Sbancor Sulla scrivania ho tre schermi. Due sono di Bloomberg, il sindaco di New York. Uno manda in continuazione...

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di S. Fattori
Il_primo_sangue.jpgia fa i conti con le nuove paure metropolitane, che di nuovo non hanno nulla, è l’incapacità di reazione che ci mette all’angolo, la mancanza di anticorpi ad emergenze che pensavamo storicamente risolte a metterci nei guai.

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di A. Beccaria
compagnamarilynmini.gifMario La Ferla, avvezzo alle inchieste giornalistiche, fa per vent'anni la posta al dossier segreto su Marilyn Monroe, cura i suoi contatti negli USA, intercetta il fascicolo di Hoover e finalmente si ritrova in mano 3.000 pagine di schede personali, intercettazioni, confidenze e rapporti...

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di I. Domanin
dallagobusinessmini.gif[...] Al termine, di questa ricognizione il libro indica una strada promettente e, a mio avviso, decisiva: il potere nelle mani della filosofia è quello di costruire una filosofia del potere. La filosofia non può certo riproporsi nella chiave spoliticizzata e ideologica della metafisica...

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di Carlo Loiodice Avrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile...

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di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...

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di Blicero Martedì 11 marzo 2008 i pubblici ministeri Petruzziello e Ranieri Miniati hanno letto le loro richieste di pena...

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di N. Ordine
hadotmini.jpg"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."

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di G. Gadaleta
jaumecabremini.jpgIl clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.

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di G. Bavagnoli
bushkosovomini.jpgLe 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...

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di S. Fattori
fabbriche_big.jpgFocalizza la propria attenzione su presunte manchevolezze del sistema, ma non riesce a operare miglioramenti sulla propria persona. Ogni lacuna è esterna. È la vittima sacrificale.

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di S. Fattori
fabbriche_big.jpgLa forza intellettuale di queste creature è interamente assorbita dall’impegno professionale, dal telecomando e dal carrello Ipercoop. Eppure sono più scaltri di me.

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di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di Discese estreme 14. Il...

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di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...

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di Alessandra Daniele Selenio Bruscoli aveva molti nemici, e se ne vantava. “Molti nemici, molto amore!” diceva, storpiando il motto...

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di Franco Ricciardiello Erano i giorni migliori, erano i giorni peggiori, era un'epoca di saggezza, era un'epoca di follia, era...

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di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...

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di A. D. Altieri
clinton-obama-jabs.jpgDall'America, un reportage su quello che potrebbe essere il declino terminale dell'impero americano.

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Far parlare i dati, è questo che bisogna fare adesso, come condizione per tornare a raccontare le singolarità, le esistenze, le storie. Le storie possono venir raccontate male, o si possono trascegliere quelle, per quanto eccezionali, che convengono alla tesi che si intende dimostrare. Ed è necessario che a quelle raccontate male, quelle che tutti i giorni affollano le pagine dei giornali, se ne oppongano altre raccontate bene.

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di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

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di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...

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telese.jpg"Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]

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di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...

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di S. Quadruppaniroberto_silvimini.gifVenerdì 4 aprile, prima vera giornata di primavera parigina, la dolcezza e la luminosità che c'era nell'aria si accordava perfettamente con la personalità di Roberto Silvi, morto tre giorni prima, e al quale abbiamo detto addio quel giorno, al cimitero di Père Lachaise...

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di Franco Pezzini A distanza di quasi vent’anni dall’avvio di quei Novanta che hanno visto un forte rinnovamento del fantastico...

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Breve incursione nel Messico della violenza diffusa

di Fabrizio Lorusso

DonneCiudadJuarez.jpgIl funerale del cantante messicano Sergio Gómez, volto noto del gruppo “K-Paz de la Sierra” , tenutosi il 9 dicembre scorso a Indianapolis, si unisce agli oltre 2600 celebrati negli ultimi 12 mesi per seppellire le vittime di morti violente in un Messico, la maggior parte per motivi legati al narcotraffico. Il 97% di questi delitti è rimasto impunito e non sembra che si possano intravedere delle luci in fondo al tunnel d’impunità e lentezza in cui sono incagliati le procure nazionali, quelle statali e gli organi di giustizia in generale. Purtroppo i dati che testimoniano la violenza estrema della società e i casi irrisolti rappresentano una caratteristica ormai comune a tutti i paesi dell’area latinoamericana, specialmente El Salvador, Honduras e Colombia dove, per citare un esempio drammatico, basta considerare una sola città, Cali, per avere lo stesso numero di omicidi che registra tutto il Messico, circa 2400 solo nel corso del 2007.

Nell’ultima settimana, sono stati tre gli artisti messicani uccisi da scariche di pallottole e, per il momento, sembrano ignoti i moventi precisi degli omicidi. José Luis Equino, trombettista del gruppo “Los Condes”, è stato trovato morto in un fiume dello Stato di Oaxaca; Zayda Peña, cantante della banda “Zayda y Los Culpables”, è stata raggiunta da colpi di pistola in un motel di Matamoros e poi finita mentre era all’ospedale; infine, Sergio Gómez, il più famoso a livello nazionale e negli Stati Uniti, è stato sequestrato da alcuni uomini armati che l’hanno torturato e ucciso nello stato di Michoacan, nel centro del paese. L’anno scorso morì un altro idolo delle masse, Valentin Elizalde, alias El Gallo de Oro, che venne raggiunto insieme al suo manager da un gruppo di sicari dopo un concerto a Renosa, città di frontiera con gli Stati Uniti. Tornando ancora un po’ più indietro, nel 1995, un’altra morte per molti versi oscura ha fatto entrare nel mito la cantante di cumbia–pop Selena, vittima in Texas della ex presidentessa del suo stesso fan club, probabilmente per motivi passionali.
L’ondata di violenza che sta colpendo il mondo dei gruppi messicani ha suscitato numerosi commenti e ipotesi circa le possibili implicazioni dei loro membri in affari illeciti collegati, più o meno direttamente, ai potenti cartelli del narcotraffico che, come la maggior parte di questi artisti, hanno le loro radici e il loro pubblico nel nord del Messico. Si dà adito all’idea semplificatrice che dietro agli omicidi di questi personaggi pubblici, amati e seguiti dalla gente, ci siano i sicari dei narcotrafficanti che vogliono offrire punizioni esemplari ribadendo che “non esiste immunità” possibile per le loro vendette nemmeno per i cantanti.
Nonostante in alcuni casi possa essere esistita una qualche connessione tra la scena musicale popolare e il mondo del narco, è probabile che i motivi di questa violenza “normalizzata” siano più profondi e radicati nella stessa società, nei suoi costumi e nella diffusione di modelli comportamentali basati sulla violenza, il machismo, le armi, la cultura dell’eccesso, dell’alcol e, infine, dell’impunità quasi sicura. Sono gli stessi motivi che lasciano presupporre una responsabilità importante da parte delle istituzioni politiche e giudiziarie nel costante proliferare delle mattanze di donne a Ciudad Juarez e nella relativa tolleranza che si concede agli uomini rei di delitti contro le loro stesse mogli, figlie e vicine, in un ambiente dominato dalla corruzione e la connivenza delle autorità con i boss mafiosi della regione.
Un altro fattore che supporta questa tesi è l’eterogeneità delle vittime, che sembrano avere in comune la professione di musicisti, ma che non formano un movimento musicale e culturale compatto, anzi, si distinguono nettamente tra di loro tanto per il successo che ottengono quanto per il genere di cui sono i portatori. Infatti, è necessario distinguere tra il genere del “corrido” o “narco-corrido”, che sviluppa temi legati all’illegalità e al mondo del traffico di droga, dalla musica grupera in generale, la quale canta temi festaioli e d’amore invitando al ballo di coppia con il tipico movimento detto paso duranguense. A questo ambiente, in particolare, appartengono le vittime degli omicidi “eccellenti” degli ultimi mesi e sembra che non vi fossero relazioni né tra di loro né con alcun gruppo di narcotrafficanti o mafiosi.
L’allarmismo creato da alcuni mezzi di stampa e televisione ha portato alla cancellazione di concerti e ha accresciuto il mito della maledizione delle band messicane che, invece, costituiscono semplicemente un bersaglio facile e riconoscibile, come altri (ad esempio i giornalisti), di una violenza diffusa capace di esplodere dovunque vi siano grilletti facili, fiumi d’alcol, omertà, conflitti repressi e assenza istituzionale. Como citavo poco sopra, anche quella del giornalista sembra essere una professione a rischio in Messico e, in questo caso, è stata riscontrata una responsabilità diretta dei cartelli del narcotraffico: dal 2000 al 2007 l’ONG Giornalisti senza Frontiere (1) ha contato 28 omicidi di giornalisti, quasi sempre immischiati in ricerche sul mondo della droga, e ha collocato il Messico al secondo posto per pericolosità nell’esercizio di questa professione dopo l’Iraq. L’ultimo omicidio, il sesto del 2007, è avvenuto il 9 dicembre scorso a Uruapan, Michoacan, dove il giornalista de “La Opinion”, Gerardo Garcia Pimentel, è stato freddato da 45 colpi di pistola dopo un inseguimento in moto per le strade della cittadina. Si ipotizzano dei nessi personali con il narcotraffico anche se non si esclude la possibilità che la criminalità organizzata abbia voluto dare un avvertimento forte alla società messicana e, in particolare, alla popolazione dello Stato natale del presidente Calderón, che, proprio con l’operazione denominata “Michoacan”, ha intrapreso una lotta armata senza quartiere impiegando oltre ventimila soldati in tutta la Repubblica contro i cartelli della droga (2).


NOTE REDAZIONALI DI V.E.

1) ONG peraltro molto contestata a livello internazionale, per via dei suoi finanziatori. Per esempio, si legga qui.
2) Gli esiti risibili dello spiegamento di forze contro il narcotraffico tentato da Calderón stanno nei risultati: l'arresto di qualche coltivatore di piantine di marijuana nel proprio campo. Chi fosse interessato può trovare centinaia di commenti feroci negli archivi del quotidiano La Jornada e del sito El Sendero del Peje.

Pubblicato Dicembre 24, 2007 04:01 AM | TrackBack

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