di Sbancor
[Carmilla si gloria di avere tra i suoi collaboratori e sostenitori di eccezione il misterioso autore e analista che risponde allo pseudonimo Sbancor, probabilmente uno dei massimi esperti di mercati e geopolitica di cui disponiamo nel Paese, un intellettuale quasi rinascimentale per cumulo di competenze e profondità di analisi. Rarissimamente Sbancor firma una recensione letteraria. Lo ha fatto su Rekombinant, per Sappiano le mie parole di sangue di Babsi Jones. Riproponiamo il breve, incisivo e definitivo testo di questo illuminato giudizio non soltanto letterario, poiché Sbancor è autore di un testo fondamentale sul conflitto in Kosovo: l'indispensabile Diario di guerra (DeriveApprodi)]
Nel silenzio che solitamente circonda il genio, è uscito per Rizzoli nella collana “24/7″ (Euro 16,5), un autentico capolavoro della letteratura italiana del III millennio, che sarà anche iniziato da poco, ma che in letteratura sembra più promettente che in politica.
Sto parlando dell’opera di Babsi Jones: “Sappiano le mie parole di sangue“. Si tratta di un’opera unica per diversi motivi.
Il primo è che Babsi pratica una scrittura devastante per i paradigmi e le sinapsi del pensiero unico dominante. E’ un esercizio di bio-grafia, nel senso etimologico del termine: scrittura della vita.
L’inchiostro è rosso-sangue.
Il secondo è la sua capacità di mischiare i generi: il reportage di guerra, il dramma, la tragedia, la poesia, il flusso di coscienza.
Nell’ordine i riferimenti potrebbero essere Hemingway e la Fallaci (si proprio lei, quella migliore di Niente e Così Sia e di Inshallah), Shakespeare (Amleto) e Sartre, (La Nausea e Le Mosche) Eschilo (l’Orestea), William Burroghs, James Joyce, Virginia Woolf. Non esagero: chi mi conosce sa che non sono mai tenero nei giudizi. Al limite preferisco non darli.
Il terzo è il tema: la jugoguerra vista nell’assedio e nel pogrom dei serbi di Mitrovica da quattro donne chiuse in un condominio. La jugoguerra è ormai dimenticata dopo le due Torri. Eppure faremmo bene a ricordarcela. A ricordarci gli antislamici filoccidentali di oggi, che ieri si strappavano le vesti per Sarajevo, mentre le milizie di Aljia Itzebegovic arruolavano afghani, pakistani, e sauditi.
“Sappiano le mie parole di sangue” è un’opera scomoda, eretica, impolitica. Un pugno in faccia ai luoghi comuni del politicamente corretto è delll’umanitarismo democratico che produce guerre umanitarie. Insomma è un antidoto preventivo alla prossima presidenza Clinton (Hillary).
“Sappiano le mie parole di sangue” esce sotto un Governo di “sinistra”, mentre fu proprio il primo governo di “sinistra” di questo paese a riportare l’Italia in guerra dopo cinquant’anni di pace, ripercorrendo in Jugoslavia gli stessi sentieri di sangue tracciati dal fascismo di Ciano, dai cattolici di Stepanic, dagli Ustascia di Ante Palevic e dalla divisione SS Skandenberg (albanese).
Ciò non gli assicurerà certo grande rilievo sui mainstream.
Non importa. A differenza di molta letteratura di successo e d’occasione, che fra qualche anno nessuno ricorderà, "SLMPDS" è destinato a restare.
Per chi vuol saperne di più c’è un sito-labirinto di oltre 100 pagine: http://slmpds.net/
Pubblicato Settembre 26, 2007 12:19 AM | TrackBack


[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
La semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

Sono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...

