di Alberto Prunetti
“Don Zauker esorcista”, di Emiliano Pagani e Daniele Caluri, ed. Il Vernacoliere, 10 euro
“_Santità, la verità è che da quando la Germania ha perso i mondiali, non siete più lo stesso!”
“_Casomai non sono più lo stesso da quando la Germania ha perso la guerra!”
Eccola qui una delle tante battute contro Ratzinghe nel più irriverente fumetto degli ultimi anni: “Don Zauker, esorcista”, di Emiliano Pagani e Daniele Caluri. A chi non li conoscesse - oltre a duemila paternostro di penitenza, convertibili in un campari soda pagabile nel più vicino circoletto - consiglio imperativamente di sfogliare i numeri degli ultimi due anni del Vernacoliere, il leggendario foglio satirico livornese.
Apprenderete la fantastica storia di un prete – o sedicente tale _ con un passato nell’esercito nazista: no, lo so a chi state pensando, ma non è lui… Ratzinghe è solo il suo principale antagonista. Il protagonista del più anticlericale fumetto degli ultimi anni è una specie di tedesco-livornese, con un passato poco chiaro (ex nazista? Ex legionario? Ex centravanti del Livorno negli anni bui della serie C?). Ottenuta per vie traverse l’impunità diplomatica del Vaticano, Don Zauker (il nome è un omaggio al cattivo di Daitan) si dedica a tutta una serie di esorcismi, coi quali cerca di ottenere il massimo dalla situazione di pastore d’anime: più topa e più quattrini. Del resto la fede salva, la fede in “coso” salva… coso, quello che comincia con la G….cioè …come si chiama… quello che ‘un si faceva i cazzi sua e l’hanno stampato in croce, insomma….
Capirete da queste righe, che non rendono sufficiente onore a un’opera baciata dalla grazia, che il famigerato Zauker, il Clint Eastwood del Vaticano, è ignorante come una capra (“niente latino, ho fatto l’Iti”), violento e rissaiolo, scorretto politicamente, matto come un cavallo e ossessionato dalle donne. Grezzo, puttaniere, coperto da tatuaggi che inneggiano alla morte degli infami, Don Zauker mescola Stalin e Hittle, topa e rigatino. Ha tutti i difetti dell’homo labronicus, difetti che, spinti all’iperbole, diventano una caricatura del peggio che mai sottana clericale abbia osato incarnare.
Dopo una serie di avventure grottesche, dopo aver umiliato onorevoli democristiani e chierichetti, teologi ufficiali e papaboys, Don Zauker lancia infine il guanto della sfida al suo nemico storico – e forse in certo modo eteronimo – Papa Ratzinghe. E quando l’uomo con la croce incrocia l’uomo con la pistola, l’uomo con la croce è un uomo morto. E allora pentitevi, stronzi!


[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
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Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
La semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

Sono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...

